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Post n°1 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Sabato 30 settembre nel Polo Sant’Agostino di Ascoli Piceno, giornalisti e studenti degli istituti superiori della nostra città si sono incontrati, partecipando alla 2° edizione di “CODICIDIPACE”. Nell’ambito della propria attività, Emergency ha infatti promosso un laboratorio di giornalismo “ISTANTREPORT” sulle guerre dimenticate. L’obiettivo è quello di offrire ai nostri giovani la possibilità di riflettere su come l’Occidente sia convinto di vivere in un mondo dove non si possa nascondere nulla grazie ad un accesso all’informazione garantito e di come, al contrario, bisognerebbe invece, in ogni momento sospettare. Dall’incontro è stato creato il numero zero di “CODICIMAGAZINE”, pubblicata anche nel web e che, in quanto rivista-blog, sarà aperta alle opinioni di tutti, interattiva e dinamica.
Post n°2 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Talune guerre vengono dimenticate perché non interessano il mondo occidentale in quanto si svolgono in Paesi che non suscitano interessi dal punto di vista economico e culturale. Sono, ricordate, infatti, quelle guerre che hanno a che vedere, come lo scontro in Iraq, con questioni di potere derivanti dal denaro. Una conseguenza evidente del fatto che alcune guerre vengono dimenticate e che anche i giornalisti che se ne occupano perdono importanza, anche se molte volte rischiano o, in alcuni casi perdono la vita. Così il loro lavoro viene considerato inutile e, soprattutto, passa in secondo piano il loro coraggio e la loro voglia di far conoscere la verità sulle realtà considerate da noi molto lontane. Per quanto ci possiamo impegnare a discutere per cercare la soluzione plausibile, il nostro contributo non è che solo l’1% di quello che ogni individuo è portato a fare, e magari, dopo tale esperienza, ricorderemo le ora non più “guerre dimenticate”. Liceo scientifico III° E
Post n°3 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Fin dalla comparsa dell’uomo sulla terra le guerre sono all’ordine del giorno. Molte di esse si possono defininire “dimenticate”.perchè si svolgono fra stati che non hanno un ruolo fondamentale nell’economia globale di conseguenza i mass-media non sono interessati a trasmettere queste informazioni. Sappiamo comunque che nei Paesi coinvolti dalle guerre le vittime sono e sono sempre state gli innocenti cioè i bambini, l donne, e i civili, i quali perdono ogni speranza e sopravvivono a stento. Le guerre sono promosse dai capi di stato che cercano di mascherare il loro desiderio di potere e denaro sulla base di pretesti appartenente nobili come la religione e la salvezza di popolazioni oppresse dalla dittatura. A nostro avviso le guerre sono “inutili” poiché portano soltanto distruzione , alla desolazione e creano negli uomini un sentimento di pessimismo nei confronti della vita. In qualsiasi caso morte e distruzione ci rimangono abbastanza distanti dalla nostra vita di tutti i giorni. Siamo perciò arrivati alla conclusione che servirebbe maggiore informazione per tenerci aggiornati sugli eventi che accadono nel mondo. Liceo scientifico 3B “A. Orsini”Ap
Post n°4 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Nel mondo sono molte le guerre dimenticate, causate spesso per motivi religiosi o economici. La scelta di parlare o meno delle guerre è soprattuto un fatto di audience: bisogna cercare di attirare l'attenzione del pubblico attraverso fonti visive reali, spingendo lo spettatore a porsi delle domande. Spesso una parte della verità viene messa a tacere, e questo per evitare dei movimenti politici. La scelta degli inviati, in Italia, avviene spesso per professionalità; tuttavia ci sono dei giornalisti liberi, i Free-Lance, che rischiano per trovare notizie e poi venderli ai vari giornali. La comunicazione è comunque molto importante perciò è necessario informarsi con tutti i mezzi possibili.
Post n°5 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Settemila morti nella guerra dimenticata. Questo è il tragico bilancio fornito dalle organizzazioni internazionali del conflitto in Sudan nei primi mesi del 2005. Sulle cifre è scontro tra queste organizzazioni ed il governo sudanese, secondo il quale le vittime sarebbero soltanto cinquemila. Dietro questa strage, ancora una volta ci sono risorse contese. Nel territorio del Darfur si sospetta, infatti la presenza di petrolio. Ma il Sudan è attraversato da crisi politiche istituzionali, che da vent'anni ha visto protrarsi una guerra civile tra il governo settentrionale arabo e musulmano e di ribelli del Sudan People's Liberation Army a prevalenza cristiana. L'ONU però non definisce genocidio ciò che sta accadendo in Darfur, poiché solo con tale definizione infatti, sarebbe possibile un intervento militare delle Nazioni Unite. Il conflitto è alimentato dalle armi che giungonodall'estero ci sono paesi come l'Iran, la Cina,la Russia e la Bielorussia che sarebbero tra i principali fornitori di armi del governo sudanese. Al contrario, Usa, Israele ed Eritrea sono sospettati di appoggiare i ribelli. A pagare il prezzo maggiore di questi contrasti sono soprattutto i civili l'aspettativa di vita di 55 anni, la mortalità infantile, sotto i 5 anni, l'impossibilità della metà della popolazione di avere accesso ai farmaci essenziali e il basso numero di medici sono i dati che testimoniano le difficili condizioni di vita del paese. Un ruolo di primo piano è svolto da Emergency che, nel giugno del 2003, ha avviato una missione in Sudan. L'intervento dell'associazione Umanitaria vuole garantire il diritto alla salute come diritto universale e non come un privilegio di pochi. Per questo l'obiettivo di Emergency è stato quello di creare un Centro di Cardiochirurgia per i pazienti affetti da malformazioni cardiache e collegato ad ambulatori dislocati nei nove paesi confinanti col Sudan. Senza una maggiore informazione dei mass-media, conflitti come quelli del Sudan, non potranno mai essere conosciuti dall'opinione pubblica, che non avrà mezzi per contribuire alla sensibilizzazione su questa guerra. Anche noi, alunni dell'ITIS grazie a PeaceReporter, siamo venuti a conoscenza di questa realtà e contrubuiremo con una raccolta di fondi destinati al progetto di Emergency. V°AET ITIS “ENRICO FERMI” Con la collaborazione di: Prof. Felicetti Fiorella Giornalista Perantozzi Renato
Post n°6 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Mancanza di informazione sulle guerre: Interessi di tipo politico ed economico frenanano l'informazione nei campi televisivi ed editoriali. Di conseguenza le guerre che scoppiano in ogni parte del mondo perdono di importanza di fronte a nuove notizie che attirano maggiormente l'attenzione degli ascoltatori. La grande arma del''informazione manipola le notizie nascondendo così quelle che sono le verità. Alla base di tutto ciò ci sono solo ed esclusivamente interessi di tipo economico che ne comportano cospicui guadagni ai governi e alle persone da loro incaricate. ITSAS G. MARZOCCHI
Post n°7 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Sono sempre queste le notizie che sentiamo quotidianamente nei giornali, che leggiamo sulle riviste, che ci bombardano a ogni ora del giorno. Sempre la stessa situazione, sempre gli stessi fatti, sempre gli stessi terroristi, sempre la stessa e "unica" guerra. Ma è davvero unica? Questo è ciò che vogliono farci credere, che la guerra degna d'essere considerata, è quella che vale economicamente. Perchè infatti vi parla solo di Iraq? E' l'America che conduce la guerra, la nazione capitalista vuole i pozzi di petrolio che sono in Iraq ed è solo questo che i media ci mostrano, perchè è una guerra che coinvolge tutto il mondo industrializzato e perciò cattura audience. Ma esistono tantissime altre guerre, che vengono ignorate e pian piano dimenticate. Anche lì perdono la vita persone innocenti, donne e bambini che non hanno colpa. Avvengono scontri continui etero-religiosi, e se non abbiamo notizie di questi fatti è perchè i pochi giornalisti che cercano di documentare queste guerre vengono uccisi perchè non hanno alcuna copertura, alcun appoggio. Un esempio di guerra dimenticata è quella in Sudan. 3°E LICEO SCIENTIFICO
Post n°8 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Senza le guerre la storia registra solo pagine bianche, ossia le guerre muovono il cambiamento della storia. Durante la seconda Guerra Mondiale morirono 6.000.000 di innocenti, ma solo in seguito furono diffusi questi numeri. Oggi giorno i mezzi di comunicazione non mancano, tuttavia in pochi sanno che i conflitti nel mondo sono almeno 33, a cui vanno inoltre aggiunte le aree di crisi (le aree in cui la guerra c’è stata e ha lasciato sul terreno milioni di mine, di bombe, di materiale altamente nocivo: dunque di guerra si continua a morire. Ogni giorno più del 90% delle vittime sono civili, tra cui migliaia di donne, bambini,di uomini inermi. Noi giovani, rappresentanti del futuro, ci sentiamo in dovere di informarci e informare, affinché non si commettono di nuovo gli stessi errori commessi nel passato, e che nonostante tutto continuano a ripetersi. Liceo Scientifico 3B
Post n°9 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Ascoli, 30 settembre 2006 – La guerra continua. Ma non è solo quella della tv e dei giornali. Nel mondo si contano all’incirca trenta conflitti in atto dei quali gli stessi Media sembrano non averne notizia. Solo le catastrofi ambientali e gli atti terroristici li riportano alla ribalta, per poi tornare, dopo uno spiraglio di luce, nel buio dell’oblio. In occasione della manifestazione “Codici di Pace”, organizzata dall’Associazione Italiana Emergency abbiamo avuto modo di confrontarci con i professionisti del settore (giornalisti e docenti) per affrontare il tema della guerra e dei conflitti dimenticati. Purtroppo, si vive nell’ignoranza delle tragedie di vita sofferte dalle popolazioni di 28 Paesi nel mondo, alcuni dei quali oltre ad avere una ferita profonda nel cuore, nel territorio dilaniato dalla guerra civile, hanno subìto anche la forza della natura che ha spazzato via il sangue delle battaglie, aggiungendo però nuove vittime. Lo Sri Lanka, messo in ginocchio dallo Tsunami, vive dagli anni ’80 nella guerra che vede la contrapposizione della maggioranza cingalese alla compagine delle Tigri del Tamil. Ma cosa ha portato alla morte, con il fuoco dei bombardamenti e delle armi, di oltre 60.000 civili? Nel 1505 lo Sri Lanka divenne porto strategico dei Portoghesi per il commercio delle spezie. Successivamente fu conquistato dagli Olandesi fino al 1815, anno in cui l’isola passò in possesso degli Inglesi. Questo periodo fu di grande splendore, dato che lo Sri Lanka divenne un porto commerciale importante. Durante la colonizzazione degli Inglesi, furono portati i Tamil, provenienti dal Sud dell’India, nel Nord dello Sri Lanka per coltivare caffè. Le piantagioni, appena importate, furono divorate da voraci insetti locali. I Tamil, da coltivatori di caffè, divennero coltivatori di Te per volere della corona britannica. Nel 1948 l’isola divenne indipendente e ai Tamil vennero tolti i diritti civili. Nel 1956 venne decretata come lingua ufficiale il cingalese e come religione il buddismo. Dopo le prime aperture del governo cingalese verso i Tamil, venne assassinato il primo ministro da un monaco buddista. Fino agli anni ’70 al governo c’era stato l’United National Park, ma quando il governo cadde esplosero le tensioni etniche e nacque il JVP (fronte di liberazione popolare). Nel 1972 Ceylon si proclama Sri Lanka e viene promossa la diffusione della religione di Stato: il buddismo. In quest’anno nascono nuovi gruppi clandestini ( le nuove tigri Tamil) per la liberazione dell’Eelam. Nel 1976 prende inizio il movimento armato, composto dal LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam). Gli anni ‘80 diventano teatro di una dolorosa guerra aperta e la scintilla che fece scoppiare questa guerra fu l’uccisione di 13 soldati cingalesi. A seguito di ciò il governo attuò una durissima repressione, per la quale 65.000 Tamil abbandonarono l’isola trovando riparo in India. Nel 2000 la Norvegia si prese carico di far da mediatrice a questa guerra e nel 2002 Oslo ottenne il risultato di uno storico “cessate il fuoco”, che però non venne rispettato. Il giornalista, a conclusione del suo intervento, ha sostenuto che, purtroppo, il disarmo è lontano e che gli incidenti si moltiplicano, per cui il traguardo della pace è ancora molto lontano. ISDA (Classi 4° S3 e 5°AC) Prof. Piunti Nazzareno Giornalista Felici Donatella
Post n°10 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
UNA GUERRA DIMENTICATA MA ANCORA VIVA Questa la storia a monte. Il 23 febbraio di sessantadue anni fa Stalin diede il via all'Operazione lenticchia: 400.000 ceceni furono deportati in Kazakistan, Siberia e negli Urali e le loro terre furono confiscate. La caduta della dittatura comunista non ha restituito le terre ai ceceni, da qui il terrorismo continuò gli abusi di potere, le torture, le condanne. La Cecenia è protagonista di una guerra sommersa, che non intacca grossi interessi politici internazionali e questo deve farci riflettere. CLASSE V C LICEO SOCIO PSICO PEDAGOGICO
Post n°11 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Il mezzo di maggior divulgazione e più diretto di informazione è la tv. Purtroppo i dirigenti della televisione non garantiscono un'informazione di tipo mondiale, ma si limitano a pubblicare notizie riguardanti il nostro paese. In questo modo non tutte le guerre del mondo sono messe a conoscenza dei cittadini. Ci sono moltissime guerre nel globo di cui non ne conosciamo neanche l'esistenza. Di conseguenza l'informazione pubblica viene deviata da quella che è la pura realtà e la popolazione si limita a prendere posizioni di tipo irreale. Purtroppo le guerre quotidiane sono spinte essenzialmente da interessi di tipi economici. Il paese invasore non tiene conto degli usi, sia sociali che economici, del paese invaso; infatti spesso "missionari di pace" si trasformano in veri e propri oppressori. La domanda che vorrei porre a tutti i lettori è: vale la pena fare stragi solo per un pugno di dollari in più! ISTITUTO TECNICO "G. MAZZOCCHI" Andrea Di Leonardo
Post n°12 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Il mezzo più efficace e diretto che ai giorni d'oggi ci garantisce l'informazione è la tv. Come i giornali però, anche questa, può essere facilmente influenzata da quelli che sono giochi politici ed economici, e darci quindi una visione dei fatti non reale. E' il caso delle guerre...quali sono le motivazioni che spingono i popoli a mettersi in contrasto tra loro? Questioni economiche, politiche, etniche e religiose, ma solo quelle di maggior rilievo hanno un riscontro nei mezzi d'informazione,tralasciando così altri conflitti che ci sono nel mondo ma dei quali a volte non si conosce neppure l'esistenza. ISTITUTO TECNICO "G. MAZZOCCHI"
Post n°13 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Che cos'è la guerra dimenticata? E' un conflitto a cui non viene dato alcun rilievo nel mondo dell'informazione mondiale. I perchè e le cause di questo sono molteplici, ma alla base di tutti questi motivi c'è sicuramente l'interesse personale, e gli interessi come ben sappiamo sono molteplici: si va da quello economico a quell politico includendo in essi ovviamente anche quello religioso. Ma tutti questi interessi diventano futili se non riguardano la nostra realtà. Dopo questa breve premessa nella quale abbiamo illustrato a grandi linee il concetto di guerra dimenticata vorremmo fare degli esempi riguardo questi conflitti. La prima che ci viene in mente, e sulla quale ci vogliamo concentrare, è quella del Sudan. Il conflitto sudanese si basa principalmente su motivi economico-religiosi, infatti in questo scontro i principali protagonisti sono di diversa fede religiosa: il gruppo islamico e quello cristiano, che si scontrano per il cosiddetto "oro nero". Questo conflitto ha avuto maggior rilievo nel corso della più grande manifestazione canora italiana (senza dubbio Sanremo) nel 2005; infatti nel corso della manifestazione il cantante Povia, nell'ambito del progetto "avamposto 56", ha evidenziato il dramma della guerra dimenticata come quella sudanese. Tutto quello che abbiamo sopra elencato è un esempio di come i mass media possono trasformarsi da semplice strumento di informazione ad una linea di confine tra il nostro sapere e la nostra ignoranza: da qui il nostro comune impegno per formare una personale coscenza oggettiva sui fatti che accadono nel mondo Liceo Scientifico “A. Orsini” classe 3B
Post n°14 pubblicato il 30 Settembre 2006 da codicimagazine
Il concetto di guerra fa ormai parte della vita quotidiana di ognuno di noi ma ci rendiamo conto di cosa sia veramente la guerra? Liceo Scientifico “A. Orsini” classe 3B
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il 25/12/2007 alle 22:55
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il 01/10/2006 alle 16:18
Inviato da: Anonimo
il 01/10/2006 alle 02:22