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Dispersioni...

Post n°147 pubblicato il 26 Maggio 2012 da minimi20

Quest'eccesso di romanticismo mi porterà nell'unico luogo congruo: in fondo ad un Oceano con una pietra al collo.

Io che ormai vendo pure loculi (od oculi, che dir si voglia) so per certa una cosa: io là dentro non ci finirò.

Io voglio morire gratis. Al massimo spero d'aver qualche pensiero da portarmi con l'ultimo respiro, e non certo una cripta di cemento da far pagare con un mutuo agli eredi.

E questo è quanto. Almeno per stasera.

 

 
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Alla faccia....

Post n°146 pubblicato il 24 Maggio 2012 da minimi20

Prendi questo silenzio. Ora.
Ora che si sono acquietate le urla dei bimbi che giocano nel cortile, ora che sei abbastanza stanca per andare a dormire. Prendi questo silenzio e comincia a lasciar cadere ogni pensiero. Questa è l'unica cosa che possiamo fare per cercare di tornare in pace con noi stesse: lasciar cadere ogni pensiero, ogni futuro, ogni passato, ogni ipotesi che oggi parrebbe credibile.

Prendi questo silenzio e cerca di star calma dentro di te.

E' l'unica cosa che possiamo fare.

E che buon pro ci faccia.

 
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...

Post n°144 pubblicato il 20 Maggio 2012 da minimi20

Di solito mi sveglio molto presto, ed anche questa mattina. In realtà oggi alle 4, m'ha svegliata un terremoto, e non riesco più a riaddormentarmi. Mentre ero a letto, indecisa sul da farsi, traballava tutto, persino il gatto. Sono inquietanti i rumori nel silenzio della notte, soprattutto quando sai di che si tratta. 
E ne risulta amplificata la percezione della nostra assoluta precarietà.
Ci siamo incrociati in sala: "Terremoto eh..?" "Già..."

In quel silenzio che è seguito alle poche parole affiorate in gola ho avvertiro tutta la profondità del pensiero. E della paura.

 
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Il senno di poi

Post n°143 pubblicato il 19 Maggio 2012 da minimi20

"...Sai, mà, qual è la cosa più bella di questo lavoro? E' che quando vado nelle case della gente so riconoscere subito che aria tira, come vivono...come son fatti..."  E così mio figlio mi racconta di quanta separatezza c'è in certi luoghi (Pà, che ci abbiamo una scopa in casa...?) di quanta gente spende l'ira di dio per abbellire case sempre più grandi e sempre più fredde, con impianti di home-theatre che non potranno mai esplicare i propri fragorosi effetti, e di chi, invece, avanti negli anni, a mezzogiorno mette in tavola le tagliatelle anche per gli operai che stan lavorando in casa.
Di chi non ha nulla e mette a disposizione il tutto e di chi ha tutto e fa fatica pure a pronunciare un saluto.

Ma io queste cose le ascolto, però le sapevo già, e son contenta che mio figlio le tocchi con mano, perchè solo in questo modo s'impara a riconoscere i valori genuini dall'attaccamento al possesso, al danaro. Dalla miseria. Quella vera.

Certo, anch'io quando ero giovane sognavo di farmi la villetta, col giardinetto e il cagnolino, e via andare. Pur lavorando non ci sono mica riuscita eh... E meno male.     A quest'ora avrei finito di pagare il mutuo e, magari, mi toccherebbe farne un altro per ristrutturare una casa che all'età di 70 anni mi riuscirebbe pure difficile vivere a pieno, per via delle scale che magari non riescirei più a fare.

Sono punti di vista, ma io il mio sogno ce l'ho ancora, e non è più la villetta della minchia, tanto meno il godimento effimero che abita nel possedere 'cose'.
No, il mio sogno, da tempo ormai, non è più quello.   Oh, si, ne ho avuti anche altri. In pratica tutta la vita consiste nell'inseguire qualcosa (o qualcuno), spesse volte ci si lascia pure qualche anno attaccato, anche parecchi, a volte. Però tutto questo è proprio l'essenza del vivere e basterebbe che desiderassimo qualcosa di più grande e benefico per tutti, anzichè rincorrere l'idiozia insita nell'idea di possedere, di trattenere a sè. Sarebbe un mondo più bello e umano. Avere tutti il minimo indispensabile ma aver la possibilità d'incontrarsi senza meschineria. Questo è il mio vero sogno, una forma di comuniscmo primordiale. Questo voglio fare. E questo tenterò. Se non mi viene prima un cancro, beninteso.

 
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Senza nome.

Post n°142 pubblicato il 12 Maggio 2012 da minimi20

Ognuno di noi perderà qualcosa, chi prima, chi dopo.

Perderemo il padre e la madre, chi prima, chi dopo.

Perderemo i figli, succede a tanti.

Perderemo noi stessi, a volte.

Perderemo un amore.

Perderemo le certezze, i soldi ed il lavoro, la famiglia, la casa.

Prima o poi ognuno perde qualcosa.

Perderemo la giovinezza ed anche i sogni.

Il 'quando', il 'come', ed il 'perchè',

sono soltanto coordinate inerenti lo spazio/tempo e la percezione individuale.

Contro tutto questo non serve una risposta tesa al massimo godimento,

perchè quando ci si ritrova in condizione di 'perdita' (il che è inevitabile)

a nulla serve il pensiero d'aver goduto al massimo.

Perchè quando si perde qualcosa che non può più tornare

si cambia registro.

 E si continua a vivere nella speranza di trovare qualcosa che aiuti a sopravvivere.

Quando quella speranza cessa,

arriva Lei.

L'Innominabile.  

Ognuno di noi perderà la Vita.

 
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?

Post n°141 pubblicato il 06 Maggio 2012 da minimi20

Essersi lasciati con parole avvelenate,
certo, non ci ha reso migliore il compito.
Ma, evidentemente,
non v'era altro modo.

 
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Pensieri lunatici

Post n°140 pubblicato il 05 Maggio 2012 da minimi20

Conseguenza dell'età sono anche i risvegli ad orari una volta intollerabili.
Ma mi piace il mattino presto, la fine della notte. Mi piace il silenzio assoluto di questa casa, mi avvolge, mi rasserena.
E vago tra le mie cose, intanto penso, ricordo, mi preparo ad un'altra giornata di interferenze emotive, mi ricarico le batterie. C'è una luna gigante che illumina le camere anche senza accendere la luce, mi piace gironzolare al buio, proprio come piace alla mini-micina, siamo solo io e lei, i ragazzi dormono e tutto è acquietato. Tranne me, forse.

Domani sera c'è la serata di meditazione dedicata alla Luna della Coppia, non so ancora se ci andrò, vedremo. La volta scorsa (La Luna della Lepre) s'è parlato di Creatività, una riflessione di gruppo sulla trasformazione che porta dall'idea di procreazione sino al suo mutamento naturale che è rappresentato dal compimento del ciclo riproduttivo e dalla sua (possibile) evoluzione in una concezione (pratica) di creatività in senso assoluto. Argomento interessante soprattutto per le donne che rischiano, una volta esauritasi la propria funzione procreatrice, di sentirsi inutili e, appunto, esaurite nella motivazione. Dopo la meditazione, condotta saggiamente dalla terapeuta che promuove questi incontri, s'è passata insieme una bella seratina, ognuno ha portato qualcosa da mangiare, e ce ne siamo state a chiacchierare davanti al fuoco. Domani sera l'argomento (La Luna della Coppia) mi imbarazza un pochino, anche perchè se dovessi mai dire quel che penso sulla coppia, non sarebbe certo un bel parlare, rischio di far piombare tutti nella desolazione, quindi ci penso con calma e poi prenderò una decisione.

Vengo da un passato (anche) da femminista e dai gruppi di autocoscienza, sono abituata a confrontarmi su questi temi, eppure ho provato un certo disagio che non riesco completamente a spiegarmi. Forse si tratta d'una percezione ormai talmente sviluppata che mi induce a comprendere troppo intensamente l'animo umano, la qual cosa in certo senso mi stanca, talvolta mi lascia priva di forze. Rientra tutto in quel che io definisco eccesso di consapevolezza, allora forse mi dico che per questo non riesco più a illudermi, a far finta d'esser felice, a non vedere il sottofondo amaro che abita in ogni vita. E, a volte, vorrei richiudere gli occhi di questa mia coscienza per tornare alla spensieratezza che non ho mai avuto. Chissà come dev'essere quel tipo di felicità, io non la conosco, so soltanto della mia di felicità, sempre lucidamente ancorata alla consapevolezza, e per questo a volte emotivamente stancante.

Adesso vado a farmi un bel caffè bollente. Il primo (ed anche l'unico) della mia giornata.

Buona luna piena a tutti...

La natura, quando vuole comunicare con noi, non trovando altro modo, riempie il nostro animo di ritmi e melodie. Tagore

 
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Il futuro č una parola che spaventa...

Post n°139 pubblicato il 03 Maggio 2012 da minimi20

Non è vero che si campa alla giornata.

Campare alla giornata vuol dire che non sai se domani mangerai, che non ti bastano i soldi per far la spesa minimale, che non hai da pagare il tetto sulla testa e tutto il resto.

Chi dice che campa alla giornata, avendo tutto il necessario per campare, mente.
Chi non ha vissuto la libidine della Miseria non sa di cosa parla.

Fortunatamente non campo più così, almeno la certezza del cibo ce l'ho, per me e per i miei figli che, a modo loro, s'arrangiano pure. Chiamarla fortuna è un eufemismo, in realtà ho passato gli ultimi anni veramente di merda, però ce l'ho fatta, ed ora che tutti cominciano ad avvertire la crisi, mi rendo conto che io la puzza della crisi (e non solo la puzza) l'ho ormai metabolizzata da tempo. Un tempo che può dirsi remoto, ormai.

Ma questo non basta per andare avanti, non è sufficiente.

Io per andare avanti ho bisogno di motivazione, e la ritrovo ogni giorno quella parola, 'motivazione'. Ho ancora qualche motivo per non mollare. Certo...mi fa addirittura tenerezza la mia sfera di sogno, e so che non è più praticabile, sono ormai troppo consapevole per abbandonarmi all'illusione.

Però so, con altrettanta certezza, che non è ancora giunto il momento di buttare la spugna, anche se, dentro di me, la spinta sembra essersi affievolita. Ma non è così in via definitiva, e, malgrado la mia mente offra ancora la spalla al pessimsmo cosmico, c'è la parte indomita che vuole trovare ancora un motivo valido per continuare a combattere. 

Ma so pure che il Potere mi vuole ancora: un conflitto profondo che oscilla tra il cedimento al danaro (che non accadrà) e la ricerca d'una sponda possibile, di un equilibrio possibile, di un futuro possibile.

Pensieri confusi in un'epoca (per alcuni, non per tutti, purtroppo) di sopravvivenza.

 
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Le parole che non ti ho detto...

Post n°137 pubblicato il 28 Aprile 2012 da minimi20

Le parole che non ti ho detto sono quelle che m'hai impedito di dirti.
Certo.

 
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...

Post n°136 pubblicato il 25 Aprile 2012 da minimi20

E va bene...quest'anno mi perderò l'Alzabandiera e il Picchetto d'Onore...
Pazienza, a modo suo anche l'aver avuto il coraggio di fare una scelta è stata una liberazione...

In compenso mi son tesserata all'A.N.P.I.

ONORE AI CADUTI PER LA LIBERTA'

ORA E SEMPRE: RESISTENZA!

 
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Il Mondo

Post n°135 pubblicato il 22 Aprile 2012 da minimi20

Questo Paesotto...

Coi suoi Paesànotti.

 
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No

Post n°134 pubblicato il 18 Aprile 2012 da minimi20

Questa volta è un 'no' sottile,
non ha bisogno di gridare,
è un semplice 'No'.

No.

Non somiglia a nulla di quel che è stato, no, niente di tutto quello.

Eppure racchiude tutto quel che è stato.

Avrei la tendenza animica a tradurre (male) ancora, un 'no' anzichè un 'si'.

Ma ho imparato che tutto ciò è solo uno scherzo della mente,

mentre l'anima rivendica un'assonanza che trovi corrispondenza.

Oggi ce l'ho.

Un 'no' è semplicemente tale, senza bisogno di giustificazione.

Il suo contrario (vale a dire un 'si') è qualcosa da centellinare, alla pari d'un buon vino.

E con questo pensiero astruso, m'auguro la Buona Notte.

Buonanotte a me, e

e pure a chi m'ama. 

P.S.: naturalmente parlo d'assonanza, cioè di quell'orecchio sensibile che ha bisogno, dall'altro lato, quanto meno, d'affinità, di rispetto, di libertà. Il resto è solo immondizia. E mi dispiace lo stesso.

 
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Belle, fresche fresche di giornata...

Post n°133 pubblicato il 13 Aprile 2012 da minimi20

Ma non sono uova.

"Senta, devo parlare con lei per acquistare una lampada volitiva...?"

"Certo, sono la persona giusta!"

e ancora...

"Buongiorno, vorrei acquistare un oculo..."

ah ah ah....

P.S.: Per i non addetti ai lavori: trattasi di "lampada votiva" e di "loculo", vale a dire la lucetta e la tomba. Toccatevi le palle...!!!

 
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Per favore, non urlate...che gią ci penso io.

Post n°131 pubblicato il 15 Marzo 2012 da minimi20

A volte l'eccesso di cose da dire si traduce in un silenzio.

Col senno di poi s'è imparato che è meglio contare fino a dieci, prima di parlare.

Per natura non ne sono (non ne ero) capace, sono (ero) un'impulsiva.

Sto imparando la Dominanza. Il dominio di sè, la pazienza. Mio malgrado e nonostante me, e nonostante Tutto.

Ho capito che non serve tanto parlare, quanto invece fare.

E le volte (poche, a dire il vero) che ho capitolato, ho rischiato la rovina di me. E se rovino io, va a finire che, insieme a me, se ne vanno a far fottere tutte le belle idee che avevo.

Ma la verità vera è che io quelle idee ce le avevo dentro da sempre, ho solo imparato a dar loro voce.

E quella voce, che raramente riesce ad essere un silenzio, ora, adesso è una voce che parla standosene in silenzio.

E' questo il luogo del non-silenzio....?

A Roberta, e a Luca (miei unici, e veri Amici), l'ardua sentenza!

Il resto ero io che stavo male.

 P.S.: chi avesse la Pazienza d'ascoltare il brano fino alla fine, prima di capitolare, avrebbe modo di capire che (il brano) è un vero inno alla Vita.
Ma, se così non è, si può anche andare...

 

 
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Ah ah ahhhaaaa

Post n°130 pubblicato il 08 Marzo 2012 da minimi20

 
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Prima vera

Post n°129 pubblicato il 02 Marzo 2012 da minimi20

Prima vera arriva. La prima vera consapevolezza ragionevolmente elaborata ed affrontata con coraggio. La prima vera accettazione matura, anche se è difficilissimo affrontarne le conseguenze.
Restano alti i miei valori, ed ancora più ferme le convinzioni profonde, quel senso d'appartenenza ad una sfera più nobile ed elevata che, davanti alla verità, sa prendere ed andare, per non vedersi umiliare con blandizie e furbizie, e apparenze, e disonestà, egoismo, codardia mascherata, utilitarismo, piccolezza morale, miseria.

Ho già i biglietti in tasca,  è cambiata la meta, e non è ancora finita la vita.

 

 
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Parlo a chi sa

Post n°128 pubblicato il 23 Febbraio 2012 da minimi20

Oggi (?) sono successe tante cose.

E'venuta a trovarmi la mia amica Catia alla quale ho procurato (per un puro caso) un gattino. E mi diceva: guarda che i gattini arrivano ogni qualvolta v'è bisogno di purificare qualcosa... Ci son rimasta di stucco, ed ho pensato agli antichi Egizi.
Mentre mi parlava pensavo a come la mia gattina (mia?) ha mutato effettivamente il clima in casa. Da quando c'è (e dio sa se non avevo paura dei gatti) siamo tutti più amorevoli.

Certamente questo è accaduto perchè ho deciso che era ora di inserire un Gatto. E questo è successo perchè ho frequentato qualcuno che aveva con la 'Bestia' una qualche affinità.

Stasera butto qua, nel luogo della mia testimonianza attiva (e residuale) qualche pensiero. Ed il pensiero va, inesorabilemente, a qualcuno di cui non ho più alcuna stima.

Peccato.
E'un peccato mortale.

Mortale perchè vuol dire che non s'è capito proprio un bel niente, ed in questo non capir nulla s'è esaurita (sprecata) un'energia vitale. Un amore grande.
Eppure, di quello spreco mortale, oggi, mi resta una gattina.

E' bellissima, mi da i bacini quando torno a casa, giochiamo e ci azzuffiamo, è meglio d'ogni schifezza pseudo-umana ch'io abbia mai incontrato.

Oggi (sempre oggi) parlavo con M.
Sull'orlo della separazione, con tutta la tragedia che ciò implica. Alla fine siamo state concordi nel dire (e pensare) che non si può avvilirsi pensando di cambiare qualcuno, per adeguarlo ai nostri bisogni profondi. Della serie: stiamocene da sole che è meglio.

Sole è proprio difficile, eh...
Però poi scopri che non devi più pagare dazio a qualche delinquente (buffone? pantofolaio? nevrotico? fascista? strozo? mammista? anti-mammista?) di turno.

E poi apriamo il libro più doloroso.

Si, apriamolo, tanto per stare nella realtà vera.

Ma che cazzo me ne fotteva a me d'andare in aereo a rischiar di morire? Io non avevo bisogno di questa estrema esperienza. Avevo i miei figli che, se morivo, chi cazzo ci pensava a loro? Eppure l'ho fatto. E dio solo sa (ma lo saprà? si che lo sapeva) che terrore ho provato quando ho capito che lassù poteva anche succedere di dover morire, per uno stupido guasto meccanico d'un carrello che non scendeva.
Ma io temevo per qualcosa (qualcuno) che non volevo lasciare. Qualcun altro s'esaltava per sopravvivere. Quel verme egoista che nemmeno ce lo ha vuto il coraggio di fare un figlio. Dio! Come ho potuto arrivare a tanto? Eppure l'ho fatto. 

Però, alla fine, il destino m'è stato clemente. Evidentemente bisogna arrivare al fondo per poi comprendere.

Ma s'arriva pure ad una considerazione finale, della serie: non insistere, altrimenti poi il rovescio ti prende e ti travolge.

Che dire, alla fine della mia testimonianza vivente?

C'è il sole, arriva una nuova primavera, già si rspira nell'aria, lascia perdere quel che è ignobile, lascia stare quel che era solo frutto dell'illusione, prendi nel tuo cuore soltanto ciò che è vero, e nobile.

Tutto qui.

 

 

 

 
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e che bella giornataaa...

Post n°127 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da minimi20
Foto di minimi20

Ahhhhh....!!!

ci voleva proprio un poco di neve stamattina...

ehhh...!?!

 
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Per essere oggi, č gią finito.

Post n°126 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da minimi20

Oggi s'è decisamente (e premeditatamente) esagerato. Il contesto lo permetteva, anzi, favoreggiava.

E quindi ho capito che questo mio estremo romanticismo,
a volte sbeffeggiato e, in ogni caso, incompreso,
in fondo è l'unica cosa buona che ho. Il resto è un discutibile miscuglio di cose ed eventi. Ma con quell'occhio birbante ho visto momenti che in un'intera vita nessuno potrebbe mai vedere, ed allora perdòno pure le mie irruenze. Me lo devo.

Me la perdono questa mia 'scemità', me la preservo, oserei dire.
Sempre meglio che una presunta coerenza.

E adesso è meglio che taccia.

 
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