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La vergogna degli informatici esternalizzati precari degli Uffici Giudiziari. Un pentolone da scoperchiare. Comitato Lavoratori ATU comitatoatu@yahoo.it

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L'angolo della SATIRA

In un momento in cui tutti cercano di "riciclarsi" mentre la barca affonda, qualcuno ritiene di aver riconosciuto qualche Atu o addirittura coordinatore in questo video, molto "in tema"!

 

 

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A Reggio Calabria importante provvedimento sui contratti a progetto

Post n°100 pubblicato il 10 Novembre 2009 da NeoAtu
 

Il lavoro a progetto è stato introdotto nel nostro ordinamento attraverso il Decreto Legislativo 276/03, la cosiddetta “legge Biagi”.
Scopo essenziale della legge era dare trasparenza ai rapporti di lavoro diversi da quello classico e tradizionale a tempo indeterminato
Sulla materia vi è stato recentemente un provvedimento da parte del Tribunale del lavoro di Reggio Calabria, Giudice unico Dott.ssa Patrizia Morabito.
La vicenda posta all’attenzione del Tribunale ha riguardato il tecnico informatico E. T. che, assunto da una società che aveva in appalto e/o in subappalto la manutenzione delle reti informatiche del Ministero della Giustizia, ha prestato attività lavorativa continuativamente per 6 anni con contratti a progetto reiterati per ben dieci volte.
E. T., licenziato per “fine progetto”, promuoveva attraverso i propri legali, Avv.ti Antonino Triolo del Foro di Locri e Roberto Fiorino del Foro di Reggio Calabria, un procedimento ex articolo 700 cpc davanti al Tribunale del lavoro per ottenere la dichiarazione di nullità del recesso datoriale dal contratto a progetto nonché il riconoscimento dell’attività lavorativa dipendente e l’immediata reintegra.
Il Tribunale riconosceva l’illegittimità dei contratti a progetto ed accoglieva l’istanza del lavoratore.
Nell’ordinanza vengono affermati importanti principi:
- che le forme di coordinamento del lavoratore a progetto da parte del committente non possono pregiudicare l’autonomia nella esecuzione dell’obbligazione dello stesso lavoratore a progetto;
- che il progetto non può essere indicato in maniera generica e non può identificarsi con la prestazione di assistenza informatica oggetto dell’appalto;
- che non può ripetersi in ogni contratto, se stipulati in modo consequenziale, lo stesso identico progetto;
- che l’attività a progetto non può essere circolare e periodica e che non può ripetersi all’infinito.
Ulteriore importante principio, per altro sancito dalle superiori giurisdizioni, va individuato nel cosiddetto periculum in mora, cioè nel danno irreparabile derivante dalla perdita del posto di lavoro non certo sotto il profilo economico bensì sotto il profilo familiare e sociale del lavoratore.
Tali principi sono stati abbondantemente confermati dal Tribunale del lavoro in composizione collegiale, Presidente il dottor Natalino Sapone, Giudice relatore il dottor Arturo D’ingianna e Componente dott.ssa Eliana Romeo, che ha rigettato il reclamo proposto dalla società datoriale confermando integralmente l’ordinanza della dott.ssa Morabito e condannando altresì ulteriormente la stessa parte datoriale non solo alla immediata reintegra ma anche alla refusione delle spese di lite.
La vicenda lavorativa di E. T. non è altro che la punta di un iceberg su come molte imprese aggirino le leggi vigenti in materia di mercato del lavoro, visto che il fenomeno del precariato istituzionalizzato riguarda tantissimi giovani e meno giovani lavoratori in tutta Italia.
Quello che non è accettabile è che tali forme di lavoro al di fuori delle regole legali siano rinvenibili anche nell’ambito degli appalti e subappalti della Pubblica Amministrazione, così come è avvenuto, e non si esclude che continui ad avvenire, nell’ambito della manutenzione delle reti informatiche del Ministero della Giustizia (in altri casi, i contratti a progetto sono addirittura in numero superiore a 10!), che appalta l’assistenza tecnica unificata in tutti i suoi uffici centrali e periferici (Corte d’Appello, Tribunali, Procure, Giudici di Pace, etc.).
Gli organi preposti della Pubblica Amministrazione e del Ministero della Giustizia, per non incentivare il ricorso continuo e sistematico al lavoro precario, divenuto oramai prassi diffusa, dovrebbero vigilare sulla regolarità lavorativa e contributiva dei dipendenti che prestano attività nelle aziende appaltatrici ed eventualmente revocare gli stessi appalti alle aziende che ricorrono al precariato per realizzare profitti a danno dei lavoratori e del paese.
Sarebbe anche auspicabile che lo stesso Ministero della Giustizia imponesse alle aziende subentranti negli appalti la continuità dei lavoratori dipendenti dalle ditte appaltatrici, non solo per dare certezze ai dipendenti stessi ma anche per non disperdere tanta professionalità acquisita nel corso degli anni.

Reggio Calabria 11/2009

 
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Resoconto Convegno Comitato Informatici ATU (271009)

Post n°99 pubblicato il 02 Novembre 2009 da NeoAtu
 

A Palermo, il 27 ottobre 2009, presso l’aula magna del giudice penale di pace, si è svolto il convegno dal titolo “Futuro remoto – Giustizia fra esternalizzazioni, precariato e rischi legati alla sicurezza della gestione informatica”.

La nostra relatrice Lidia Undiemi con gli _n. De Magistris ed Alfano ed il Dott. GenchiI problemi occupazionali degli informatici operanti presso gli uffici giudiziari ed i rischi derivanti dalla gestione informatica dei dati giudiziari sono stati i temi centrali della giornata, organizzata dal comitato dei lavoratori dell’ATU (Assistenza Tecnica Unificata) con la preziosa collaborazione del meetup di Beppe Grillo di Palermo e di alcuni membri del popolo delle “Agende rosse”.

Il convegno si è presentato come un’occasione di confronto tra operatori ed esperti sui pericoli legati all’attuale politica di esternalizzazione del ministero della Giustizia, che sta causando la perdita dei posti di lavoro di tanti lavoratori che per anni hanno prestato servizio presso i tribunali di tutta Italia.

L’on. Sonia Alfano, da sempre attiva nel campo delle attività a sostegno dei più deboli, dichiara la sua disponibilità a sostenere la protesta degli ATU attraverso la ricerca di soluzioni concrete volte alla stabilizzazione del posto di lavoro.

La perdita dei posti di lavoro – dice Lidia Undiemi, dottoranda di ricerca presso l’Università di Palermo – è sempre più spesso legata ad anomale politiche di outsourcing, favorite dal diffuso utilizzo dello schema di creazioni di società controllate dal discutibile valore imprenditoriale, dove vengono canalizzati i lavoratori ceduti come se fossero merce di scambio. La lotta alla disoccupazione deve necessariamente passare dal rafforzamento della tutela dei lavoratori nei processi di esternalizzazione. In questa direzione, l’introduzione del diritto di opposizione del lavoratore al trasferimento coinvolto nella cessione è un passo necessario.

I sindacati – attraverso il contributo di Caterina Tusa, segretaria regionale FP CGIL – sostengono la necessità di una progressiva reinternalizzazione degli addetti all’assistenza informatica, senza alcuna forma di strumentalizzazione politica.

Anche i magistrati che hanno partecipato al tavolo di confronto – dott. Giovanbattista Tona di Caltanissetta e dott. Felice Lima di Catania – hanno dichiarato forti perplessità sulla scelta del ministero, dato che adesso dovranno progressivamente confrontarsi con operatori di call center in caso di problemi ai pc, piuttosto che con i lavoratori con cui hanno instaurato negli anni un fondamentale rapporto di fiducia, dato che l’assistenza informatica comporta inevitabilmente l’accesso alle informazioni contenute nei mezzi informatici degli uffici giudiziari.

Sul fronte del coinvolgimento dei privati nella gestione informatica dei dati giudiziari, molto incisive ed efficaci sono stati gli avvertimenti lanciati dall’on. Luigi De Magistris e dal dott. Gioacchino Genchi sul rischio di controllo della magistratura, attuabile attraverso la gestione “da remoto” dell’assistenza informatica.

Il pubblico non è mancato...L’on. Luigi De Magistris pone particolare attenzione alle “manipolazioni” delle indagini che possono avvenire attraverso infiltrazioni illecite nei pc dei magistrati, che possono anche sfociare in fughe di notizie idonee a favorire azioni criminose.

Il dott. Gioacchino Genchi ha invece messo in evidenza un’ulteriore forma di controllo della magistratura attuabile attraverso le infiltrazioni informatiche, ossia la possibilità per i poteri occulti di potere screditare i magistrati onesti e indipendenti, creando attorno ad essi notizie false che possono ledere alla loro vita familiare e professionale. In tal modo, si attuerebbe anche una forma di ricatto verso gli operatori della giustizia, che magari hanno qualche “scheletro nell’armadio”.

Ugualmente interessanti, e a tratti anche commoventi, le testimonianze dei lavoratori ATU e di altre categorie legate alla vicenda – in particolare i lavoratori (ex) Eutelia e gli stenotipisti – che hanno dimostrato che i lavoratori precari non sono numeri, ma persone che, non dobbiamo mai dimenticarlo, hanno uguale dignità e diritti rispetto a qualsiasi altro lavoratore.

A breve il video del convegno.
Comunicato della FpCgil/Lancio AGI

Lanci dell'On. Sonia Alfano:
Lancio
1 - 2 - AGI

Articolo su "Live Sicilia" 

 P.S. Stigmatizziamo gli ignobili tentativi di "sabotaggio" del Convegno da parte di un personaggio noto sulla rete per le sue azioni sconsiderate e che continua a diffondere notizie deliranti sul conto nostro e di nostri amici e collaboratori.

 
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PROGRAMMA CONVEGNO ATU 27 10 09

 

CONVEGNO ATU A PALERMO 27 OTTOBRE 2009

Post n°97 pubblicato il 19 Ottobre 2009 da NeoAtu
 

DIFFONDETE E PARTECIPATE

  

P.S. Il Comitato Informatici ATU non è più in alcun modo associato alla Sig.ra Loredana Morandi

 
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PICCOLE CATASTROFI CRESCONO

Post n°96 pubblicato il 05 Ottobre 2009 da NeoAtu
 
Foto di NeoAtu

Sembra che la questione ATU volga al termine. Nel peggiore dei modi. Le carte si rimescolano, anche gli applicativi vengono man mano strappati alla conduzione serena ed efficiente del presidio, affidati ad anonimi e macchinosi call-center per il controllo da remoto.
Il Servizio è in caduta libera, gli impiegati ministeriali collezionano tegole sulla testa, i collaborazionisti interni ed esterni proseguono nelle loro disdicevoli condotte, gli ATU che lavorano, rimasti ormai in pochi, subiscono le disavventure delle loro società, ed il Ministero continua a far finta di non sapere e di non conoscerli.
Che bello spendere di più, non avere sicurezza, non avere continuità.
Del Ministro Alfano si son perse le tracce, e caro Ministro Brunetta, ma non erano tutte balle diffuse da chi vive di rendita?
Qui sotto il calvario della Cm Sistemi Sud, e la drammatica testimonianza di un collega che invece ha perso il conto dei suoi "padroni" nel corso degli ultimi anni, disperato appello alla condivisione della sua storia, insieme a tante altre.
Complimenti.

Volevo comunicare a Tutti, chiedendo anticipatamente scusa, e andando subito al dunque, che l'azienda per la quale lavoro (Da Olivetti a Getronics ad Eutelia a Omega), non sta facendo percepire da 3 mesi a nessuno stipendi rimborso ecc. in tutti questi mesi, ho cercato di non far pesare a nessuno questo mio disagio, rinunciando alle ferie e alle malattie (Venerdi scorso ho subito un intervento
e gia da martedi ero regolarmene al lavoro), e siccome i guai non vengono mai da soli, oggi ho avuto un problema all'automobile la quale non mi posso permettere di riparare. Quando possibile cercherò di raggiungere il palazzo di giustizia di Paola, con altri mezzi di fortuna, cercando di non pesare a nessuno. So che questo è interruzione di servizio, ne sono cosciente, ma no so come fare. I legali dei sindacati si stanno attivando, ma come sappiamo tutti i
tempi sono lunghi.
Per quanto riguarda il servizio di assistenza sicuramente altre aziende, provvederanno a sostituire il sottoscritto, l'esercito è fatto di soldati, e i soldati possono anche morire perchè si sostituiscono.
Scusate tutti per il disturbo
Piero Cortese

P.S. L'importante è dire a qualcuno è urgente, così si ha la coscienza a posto.
ho passato i miei ultimi anni ad accontentare persone che dicevano che il loro
problema era urgente.

Ed ecco trionfalismi propaganda, per la serie "basta che si dica che tutto va bene, prima o poi qualcuno ci crederà".

Domanda agli Ill.mi Dirigenti del Ministero della Giustizia: Ma Voi invece, ci credete davvero a quello che scrivete?

 

Le preoccupazioni della FpCgil.
Domanda agli altri Sindacati, in passato anch'essi in prima linea:
Che ne direste di darvi una svegliata? Così come sempre è stato, questo non è un problema "politico" ma di sostanza.
Grazie.
 
 
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CHI HA ORECCHIE X INTENDERE, INTENDA

Post n°95 pubblicato il 15 Settembre 2009 da NeoAtu

Ad esclusivo beneficio di chi fosse passato per un sito dove si pubblicano spesso notizie fantasiose, meglio chiarire un pò le cose. Non tolleriamo in silenzio calunnie ai nostri danni.

  

 
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Intervista ad Andrea Pompili del "Tiger Team" Telecom

Post n°94 pubblicato il 02 Settembre 2009 da NeoAtu
 

Graziano Campi è una persona come tante. Allo scoppio di calciopoli, insieme a un gruppo di persone qualificato che risponde al nome di Ju29ro, ha iniziato a lavorare intorno a tutte quelle zone grigie che ancora oggi avvolgono lo scandalo calcistico del secolo.
E' stato anche vicedirettore di "Nero su Bianco", ex settimale calcistico, ora testata web.
Grazie a conoscenze comuni è entrato in contatto con noi e sin da subito ha espresso sincera solidarietà.
Ecco la lettera di commento che ha unito quando, dietro nostra richiesta, ci ha inoltrato l'intervista in esclusiva effettuata con Andrea Pompili, coordinatore del Tiger Team di Telecom Italia, che trovate a questo link: http://j1897network.com/blog/grazianocampi/2009/08/31/intervista-esclusiva-al-coordinatore-del-tiger-team-telecom/

Cari amici del Comitato Atu,

Calciopoli è una cosa che può interessare o meno. Ognuno ha il suo pensiero in merito. Io è di questo che mi occupo, e per farlo mi sono trovato a rovistare tra intercettazioni e intercettatori. Quello che faccio, quello che penso, può non essere importante o non essere condiviso. Ma è una mia scelta.
Durante le mie inchieste, è emerso un malcostume che traspare in questo libro e nella intervista che ho avuto la fortuna di realizzare: la netta prevaricazione dell'interesse pubblico da parte di quello privato.
La "res pubblica" viene piegata di fronte a necessità personali, o di fronte alla necessità di ottenere risultati a tutti i costi, per rispondere ad esigenze economiche e potentati, non tanto a un legittimo desiderio di giustizia. Quante volte questo accade nella nostra società? Direi che la risposta è sotto gli occhi di tutti.
Quando il privato gestisce la sicurezza, il rischio è che controllore e controllante possano coincidere. Quando la politica vuole gestire la giustizia, il rischio è che controllore e controllante possano coincidere.
Sono due regole che vanno di pari passo. Regole che possono essere violate, ma che se vengono violate contemporaneamente rappresentano il perfetto colpo di stato.
Un rischio reale? Non sta a me dirlo, ma è evidente che in un contesto in cui si incastrano troppi interessi economici e politici, la necessità di essere al di sopra delle parti è irrinunciabile.
La presunzione di buona fede non basta e non solo perchè a sbagliare si fa peccato ma molto spesso si azzecca, ma perchè questo paese ha bisogno di certezze, non di dubbi, in un momento in cui la fiducia nella giustizia lascia spazio a ronde e rondisti (legittimi e utili, ma non di meno specchio di una società che deve ricorrere al fai da te perchè lo stato non ha i mezzi per garantire sicurezza e stabilità).
Può un'organizzazione pubblica prevenire tutto questo? Anche se la politica e le varie forme di corruzione minano la fiducia nelle istituzioni, la risposta che è possibile dare è soltanto una: nel momento in cui smettiamo di credere nello Stato, lo Stato muore. Muore nelle coscienze dei cittadini e con esso il rispetto della legalità: se non baro io, lo farà qualcun altro.
Ed ecco che abbiamo fenomeni come quello sotto processo a Milano.
Gioacchino Genchi. Penso sappiate chi è. Io non posso esprimere un giudizio su di lui. Secondo alcuni è un poliziotto che fa il suo dovere. Secondo altri uno spione politicizzato.
E' curioso però che proprio da parte di chi lo accusa parta una campagna di "privatizzazione della giustizia": può il privato fornire garanzie superiori al pubblico? Può lo Stato garantire che il privato protegga la sicurezza dei cittadini, quando apertamente teme e accusa di possibili "colpi di stato" i suoi dipendenti?
E' più potente un poliziotto o anche un pool di magistrati o una multinazionale?
A giudicare dagli stipendi, la risposta è più che evidente.
Credo che lo Stato debba garantire la sicurezza, e che per farlo deve tutelare chi per esso lavora. Deve instaurare il senso di giustizia e di legalità, a partire dai suoi dipendenti, assicurando loro sicurezza e stabilità.
Lo Stato sta morendo, e con esso la fiducia nella legalità. La vostra situazione non è tanto differente. Chi garantirà che i controllati non diventino controllori, una volta che "il progetto" (uno dei tanti "progetti" della nouvelle vague) sarà realizzato?
Si dice che il calcio è lo specchio della società: Calciopoli allora non è altro che la trasposizione dei vizi dell'"Itaglia", quella che non funziona, qualunque sia la posizione uno abbia in merito.
Come era strutturata la sicurezza è spiegato bene nel libro e nella mia intervista: un potere immenso nelle mani di pochi. La domanda che vi faccio è: come vogliono strutturare il futuro del mondo in cui lavorate?
Lo scandalo intercettopoli non è che un segnale. Un segnale pericoloso in un paese dove lo Stato è sempre più debole, e i cittadini si sentono sempre più soli.


Graziano

 
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BLOG DOPO BLOG, IL VASO DI PANDORA DELLA GIUSTIZIA?

Post n°93 pubblicato il 30 Agosto 2009 da NeoAtu
 

Ed a sorpresa ecco apparire un breve quanto completo reportage prodotto dalla indipendente "Pandora TV" che vi proponiamo con molto piacere, un vero e proprio "bignami" in video da portare con sè ed a cui dare massima diffusione anche offline tra i propri amici, conoscenti e colleghi, interni ed esterni delle sedi Giudiziarie, specie per chi ancora ignora l'inquietante realtà dell'informatizzazione della giustizia...
I nostri più sentiti ringraziamenti ai giornalisti della rete ed in particolare a Francesco Giurato e Agostino Loffredi, autori del servizio:


http://www.pandoratv.it/


ringraziamenti anche alla Dott.ssa Rita Pennarola e al Dott. Carlo Sarzana per il loro illuminato contribuito, ed al ns. collega Giuseppe Marcialis, non più in servizio, che ha messo in moto il meccanismo per la realizzazione del servizio

...e nel frattempo, il filmato della partecipazione ad Iceberg, e soprattutto quello della "strabiliante" performance del Ministro Brunetta, si diffondono nel web...

Articolo sul blog di Gisella:
http://gisa.splinder.com/post/20999154/Il+dramma+degli+informatici+AT

Articolo sul blog di Lorenzo D'Amelio:
http://www.lorenzodamelio.org/2009/07/31/dati-dei-magistrati-a-rischio-hacker/

E grazie agli amici del Meetup di Creazzo, il filmato di Brunetta appare anche sul blog di Beppe Grillo!
www.beppegrillo.it/2009/08/comunicato_poli_16.html

Forse l'ill.mo Ministro Brunetta e tutti gli Ill.mi Funzionari del Ministero della Giustizia non hanno visto nemmeno questo convegno...

 
grazie al "Sicily Team" degli Atu ed alla Dott.ssa Lidia Undiemi

 
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SIAMO DEI BUGIARDI? (BRUNETTA E LE PALLE)

Post n°91 pubblicato il 20 Luglio 2009 da NeoAtu
 

Altro aggiornamento flash per la risposta del Ministro Brunetta alla ns. partecipazione ad "Iceberg"...

 
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OGGI SCIOPERO

 

NOTA BENE

Post n°89 pubblicato il 08 Luglio 2009 da NeoAtu

Il Comitato Atu vuole esprimere il proprio ringraziamento ad alcune persone che in questi mesi hanno prestato il loro contributo a titolo volontario e gratuito per supportare le attività mirate alla divulgazione della ns. vicenda.

Si ringraziano quindi in particolare:

il Dott. Carlo Sarzana di Sant'Ippolito per il suo saggio pubblicato su Diritto.it 

la Dott.ssa Lidia Undiemi, analogamente autrice di un altro studio, sempre pubblicato su Diritto.it 

il Sig. Giorgio Ciaccio, co-autore insieme alla Dott.ssa Undiemi ed altri colleghi del Comitato del nuovissimo studio che completa ed integra quanto prodotto fin'ora e ne approfondisce altri aspetti

ed infine la Sig.ra Loredana Morandi per la sua attività di stampa che ha contribuito ad alzare l'attenzione sulla questione ATU, come visibile dai numerosi articoli pubblicati sul nostro blog e sul suo, ultimo quello sul Convegno di Napoli.

Purtroppo dobbiamo annunciare che per sopravvenute ed insanabili divergenze d'opinione, da diversi giorni non esiste più alcun rapporto di reciproca collaborazione tra la Sig.ra Morandi ed il Comitato Atu.

Cogliamo quindi l'occasione per chiarire e sottolineare che qualsivoglia nota critica inviata dalla Sig.ra Morandi all'indirizzo di qualsivoglia individuo o associazione che abbia interagito e interagisca con noi non è stata mai da noi autorizzata, incoraggiata, supportata o condivisa e va ritenuta espressa a titolo personale.

Cordiali saluti

 
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Apparizione ATU ad Iceberg...

Post n°88 pubblicato il 04 Luglio 2009 da NeoAtu
 

Aggiornamento Flash per questa recentissima apparizione del Comitato Atu alla nota trasmissione "Iceberg" di Telelombardia...

 
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BAVAGLI E BAVAGLINI...

Post n°87 pubblicato il 14 Giugno 2009 da NeoAtu
 

Nella confusione totale (oh, costruttiva non vi è dubbio!) continua come uno schiacciasassi l'avanzata pseudo-riformista del Ministero della Giustizia nel settore informatico, e non solo.

Il giorno 11 Giugno l'Amministrazione si è riunita con le OO.SS. di comparto, avendo cura di segnalarci che il Comitato Informatici ATU non aveva "titolo" a presenziare alla riunione.
Giustamente i protagonisti degli ultimi 15 anni, coloro che hanno dato sangue e sudore a codesta Amministrazione, traghettandola tecnologicamente nel terzo millennio e nel contempo sopportandone tutti i guasti, estrinsecati in ritardi di pagamenti, mancanza di qualsivoglia riconoscimento per il lavoro prestato, tolleranza verso società "allegrotte" e quant'altro di negativo a tutt'oggi accade, non hanno titolo nemmeno ad ascoltare cosa avete intenzione di fare, oltre che gettare in strada centinaia di famiglie.
Complimenti e grazie per il "bavaglio" Dott. Luigi Birritteri, Capo Dipartimento DOG.

Andiamo avanti con le relazioni disponibili su questo incontro di 4 sigle Sindacali che hanno perorato la ns. causa
UIDAG FLP FPCGIL RDB

Vi proponiamo ora in versione INTEGRALE l'articolo del mensile "Voce delle Voci" che si riferisce anche ai nuovi software (prima messi in opera senza collaudo e poi bloccati dopo aver regalato notti insonni ai dipendenti degli Uffici Giudiziari) con sconcertanti retroscena.
Nella penultima pagina il pezzo dedicato al ns. caro collega, un tempo vero "motore" del Comitato ATU.

 

L'ARTICOLO E' PIACIUTO MOLTO A GIOACCHINO GENCHI CHE LO HA PUBBLICATO SUL SUO PROFILO FACEBOOK. E SPERIAMO CHE IL SUO FACCIONE SORRIDENTE SIA ANTIDOTO PER IL "MALOCCHIO" DEI TRISTI INDIVIDUI CHE TRAMANO ALLE SPALLE DEI LAVORATORI ATU!


  COSA CENTRA LA LIMITAZIONE DELLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE  CON IL "BAVAGLINO" AI BLOG? CLICCA QUI!

FILMATO: UNA GIORNATA PARTICOLARE (negli uffici giudiziari) sui guasti della giustizia e con la piccola partecipazione di un ex-ATU
Grazie a Nicoletta Grieco (FpCgil)

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RESIDENT JUSTICE: DEGENERATION

Post n°86 pubblicato il 18 Maggio 2009 da NeoAtu
 
Foto di NeoAtu

Ci mancano un pò le parole per descrivere l'incessante avanzata del degrado negli Uffici Giudiziari. Non solo ATU ma tutto sembra peggiorare. Come sempre cerchiamo di fare informazione "allargata" e più giù troverete il link alla grande iniziativa di Roma che tutti si augurano possa dare buoni frutti.
Ma ritornando sulla questione ATU possiamo solo constatare che ormai i colleghi rimasti, sempre di meno, si stanno riducendo ad esseri senza libero arbitrio, carcasse vaganti per gli uffici (anche questo ancora non per molto, visto che la remotizzazione da noi osteggiata e, di fatto, rallentata, sta ripartendo) che vedono ogni giorno "misteriosamente" sparire il collega che fino al giorno prima lavorava insieme a loro.
Ma questo è troppo complicato da elaborare per le loro menti, ormai si cerca di afferrare la "scodella di riso" giorno per giorno, non pensando che alla fine ci si ritroverà al punto di partenza, magari dopo 15 anni passati con un contratto capestro che nemmeno un immigrato clandestino tollererebbe.
Ci dispiace che il nuovo Direttore Generale, Dott. Stefano Aprile, subentrato al Dott. Sergio Brescia, nella sua prima missiva abbia in pratica sancito una sostanziale continuità con la precedente gestione. Controllo remoto, Active Directory nazionale ed un inspiegabile dato, errato fino a prova contraria, sul fatto che "gli utenti" effettuano certe operazioni di manutenzione sulle loro postazioni di lavoro.
Come dire, ATU e CISIA, ma chi saranno mai?
Non tocca a noi, o meglio non toccherebbe SOLO a noi notare certe cose. Dove sono gli altri ATU e CISIA?
Chi tace acconsente.

Per chi se la fosse persa, da Radio Radicale il filmato integrale sulla "Giornata della Giustizia" durante la quale è stato proiettato un filmato con all'interno anche la testimonianza di un collega ATU licenziato.

SI RINGRAZIA NICOLETTA GRIECO DELLA FPCGIL PER IL SUO SUPPORTO

Missive Rdb/Cub che insistono sul progressivo disfacimento dell'apparato informatico e sottolineano il problema di personale esterno incontrollato negli Uffici Giudiziari

 
 
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Thanks Facebook/Grazie Facebook

Post n°84 pubblicato il 01 Maggio 2009 da NeoAtu
 

Today we want to say "thank you" to the "Facebook Team" for their help. While adding friends, we stumbled into the automatic disabling of our account. We contacted the support and realized that the situation was even worse than we expected, "as an association" we could not have an active account, only a "page" or such. We had about 800 friends and we were worried about losing them. After explaining our reasons, they proposed us to create a new personal account (as an individual) and a "page" for the association. We did so, and in short time they recovered our friends as "fans" and the entries of our board. So, even if we still suggest Facebook an update of their policy, at least revisiting the automated disabling feature, we want to express our gratitude, expecially to Marissa and Penelope. Don't think always to censorship if you're disabled, Facebook has millions of users and their support team is full of work, explaining your reasons can lead to their attention. Thanks also to Waleed of "Networked Blogs" for aiding us with their application.

Oggi vogliamo dire grazie al Team di Facebook per il loro aiuto. Mentre aggiungevamo amici, siamo incappati nella disabilitazione automatica del nostro account. Abbiamo contattato il supporto e capito che la situazione era persino peggiore di quanto ci aspettavamo, come "associazione" non potevamo avere un account, solo una "pagina" o cosa del genere. Avevamo circa 800 amici ed eravamo preoccupati di perderli. Dopo aver spiegato le ns. ragioni, ci hanno proposto di creare un nuovo account personale (come individuo) ed una "pagina" per l'associazione. Così abbiamo fatto ed in poco tempo hanno recuperato i nostri amici come "fans" ed i messaggi sulla bacheca. Così, anche se vogliamo ancora suggerire a Facebook di aggiornare la sua policy, almeno revisionando il meccanismo di disabilitazione automatica, vogliamo esprimere la ns. gratituide, specialmente a Marissa e Penelope. Non pensate sempre alla censura se venite disabilitati, Facebook ha milioni di utenti ed il loro team di supporto è pieno di lavoro, spiegare le vs. ragioni può portare alla loro attenzione. Grazie anche a Waleed del "Networked Blogs" per averci aiutato con la loro applicazione.

 
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