La vergogna degli informatici esternalizzati precari degli Uffici Giudiziari. Un pentolone da scoperchiare. Comitato Lavoratori ATU comitatoatu@yahoo.it
L'angolo della SATIRA
Conosciamo qualcuno di noi che invece non ne ha mai abbastanza di "prendere ombrelli"!!!
5 febbraio Sciopero Lavoratori Giudiziari - Comunicato Stampa dei Coordinamenti Nazionali FP CGIL- UIL PA - FLP - RDB PI
Domani, 5 febbraio, i lavoratori giudiziari incroceranno le braccia per rivendicare condizioni di lavoro accettabili, nuove assunzioni, il giusto riconoscimento professionale e per protestare contro l'ipotesi di accordo sul contratto integrativo firmata dalla minoranza delle OO.SS e dall'Amministrazione, in spregio delle regole democratiche, e che sancisce un ordinamento che demansiona e mortifica la professionalità dei lavoratori giudiziari. Di fatto le figure a cui la legge attribuisce le attività del cancelliere e dell'ufficiale giudiziario vengono diminuite di più del 60% con evidenti danni all'utenza. Per dire no a un accordo che peggiorerà il servizio e renderà le condizioni lavorative ancora più difficili i lavoratori scenderanno in piazza per rendere visibile la loro protesta e affermare con forza che nessuna riforma della giustizia è possibile senza investimenti adeguati per il personale e un progetto di modernizzazione. Nella giornata di domani i lavoratori della giustizia, insieme ad associazioni di cittadini che hanno dato la loro adesione, manifesteranno a :
ROMA: concentramento ore 9,30 piazzetta S. Marco (piazza venezia, fontana della Pigna), corteo fino al Ministero della Giustizia MILANO: Presidio ore 10 davanti al Palazzo di Giustizia. GENOVA: concentramento ore 9,30 davanti a Palazzo di Giustizia, poi corteo fino alla Prefettura con sosta davanti alla Regione. NAPOLI: Presidio/volantinaggio al Centro Direzionale, piazza Cenni, Ingresso Tribunale, dalle ore 9,30. FIRENZE: Presidio davanti alla prefettura dalle ore 10 e corteo fino alla Corte di Appello in via Cavour BOLOGNA: Presidio davanti alla prefettura ore 10.30 - 12.30 TORINO: Presidio e volantinaggio davanti a palazzo di Giustizia dalle 8.00 alle 12.00 PALERMO: Manifestazione in Piazza della Memoria, cittadella Giudiziaria dalle 9 alle 12,30 CATANIA: Presidio davanti al Palazzo di Giustizia dalle ore 10.00 BARI: Presidio/Manifestazione davanti al Tribunale Penale (Via Nazariants) ANCONA: Presidio davanti a palazzo di giustizia dalle 10.00 alle 12.00 VENEZIA: Presidio/manifestazione a Piazza Roma dalle 10.00 REGGIO CALABRIA: sit-in al Centro Direzionale, davanti agli uffici giudiziari. CATANZARO: dalle ore 9.00 concentramento davanti la sede della Corte di Appello, poi corteo fino alla Prefettura. PESCARA: presidio a Palazzo di Giustizia Pescara dalle 8.00 alle 12.00 TRENTO: sit-in davanti al Palazzo di Giustizia alle ore 9.00 e poi corteo fino al Commissariato del Governo per la consegna della mozione dello sciopero. CAMPOBASSO: Presidio davanti al Tribunale dalle 10.00 alle 12.00 TRAPANI: Presidio davanti il Palazzo di Giustizia di Trapani TRANI: Presidio davanti al Tribunale Penale di Trani (Piazza Duomo) TARANTO: Presidio davanti al Palazzo di Giustizia di Taranto LECCE: Presidio davanti al Palazzo di Giustizia dalle 7,30 alle 10.00. FOGGIA: Presidio davanti al palazzo di Giustizia FERRARA: Presidio/volantinaggio davanti al Tribunale a partire dalle 9.00 VICENZA: Presidio ore 9,30 davanti palazzo di giustizia e corteo fino alla prefettura PADOVA: Presidio davanti palazzo di giustizia dalle 9,30 AVELLINO: Presidio davanti ai Tribunale MATERA: Presidio a Palazzo di Giustizia dalle ore 9.00 alle ore 14.00. BERGAMO: Presidio/volantinaggio dalle ore 8,30 davanti al Tribunale SALERNO: Sit-in dalle ore 09.30 alle ore 12,.00 davanti l'entrata del Palazzo di Giustizia, Corso V. Emanuele . BENEVENTO: Presidio davanti agli uffici giudiziari FORLI': Presidio davanti agli uffici giudiziari SIRACUSA: Presidio davanti agli uffici giudiziari SANT'ANGELO DEI LOMBARDI: Presidio davanti al Tribunale ARIANO IRPINO: Presidio davanti al Tribunale MESSINA: Presidio davanti al Tribunale ore 8.30 - 10.30 CATANIA: Presidio davanti al Tribunale ore 8.30 - 10.30 TRAPANI: Presidio davanti al Tribunale ore 8.30 - 10.30 SCIACCA: Presidio davanti al Tribunale ore 8.30 - 10.30
Nell'ultima riunione per la firma sul contratto integrativo dei lavoratori del Dipartimento Organizzazione Giudiziaria, la maggioranza sindacale (FpCgil - Uilpa - Flp- Rdb/Cub) ha fatto una proposta che è stata rigettata in toto dall'Amministrazione. Senza voler apparire faziosi o "parlar male" delle sigle sindacali (CislFp - SagUnsa) che hanno invece firmato con l'Amministrazione Giudiziaria un accordo oggettivamente "di minoranza" (se poi qualcuno non capisce e strumentalizza le nostre parole può solo dispiacere ma non lo accettiamo, si sappia), ci limitiamo a constatare che per l'ennesima volta abbiamo visto accartocciare e gettare qualcosa che ci avrebbe portato dei grossi vantaggi. Nell'accordo rifiutato, infatti, era contenuta finalmente una figura professionale "tagliata" su di noi, nella quale con apposite procedure agevolate, avremmo potuto in seguito confluire. Ecco l'estratto dal testo del contratto integrativo rifiutato: --------------------------------------------------------------------------------------- ASSISTENTE DI PROCEDURA INFORMATICA II area, Fascia retributiva F1-F2-F3-F4-F5-F6
Lavoratori addetti alla gestione operativa della rete locale, installazione e configurazione dei software delle postazioni di lavoro e dei server (postazioni client, server, stampanti individuali e di rete, ecc.), supporto all’intervento dei fornitori (installazione/configurazione apparati di rete,ecc.), assistenza al personale nella risoluzione di problemi riguardanti l’utilizzo dell’infrastruttura ICT sulla base della conoscenza dell’architettura HW e SW, attività periodiche di salvataggio/ripristino dei server . Lavoratori che raccolgono e sintetizzano i fabbisogni ICT e le proposte di miglioramento, predisponendo anche report sui problemi più frequenti. Si occupano della sicurezza informatica ICT (protezione dati e delle infrastrutture tecnologiche, gestione delle password, attivazione degli accessi alle procedure informatiche, gestione degli aggiornamenti del sistema operativo, prevenzione ed eliminazione di virus informatici, segnalazione degli incidenti informatici, supporto e assistenza di primo livello agli utenti, ecc.)
Accesso
Dall’esterno: con concorso pubblico alla fascia retributiva F2 della seconda area Dall’interno: dalla prima area funzionale alla fascia retributiva F2 della area superiore con le modalità previste dall’art.14 CCNLmedianteselezioni interne per titoli ed esami
Requisiti:
Dall’esterno: diploma di scuola secondaria di secondo grado Dall’interno:per il personale in possesso dei requisiti previsti per l’accesso dall’esterno non è richiestaesperienza professionale nell’area di provenienza;
- in mancanza del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, al personale è richiesta una esperienza professionale complessiva di almeno 5 anni nell’area di provenienza, oppure, nel caso di flessibilità traprofili di cui all’art. 16 CCNL 14/9/2007, di quattro nel profilo di provenienza.
Questo profilo è istituito per reinternalizzare l’assistenza informatica oggi data in appalto all’esterno. ------------------------------------------------------------------------------------------------------
ULTIMA TORNATA DEI FILMATI DAL CONVEGNO DI PALERMO:
(Si ringrazia Helene Benedetti del network informativo "INFORMARE PER RESISTERE" su Facebook per la sua pronta collaborazione nel pubblicare i filmati del convegno palermitano)
Da "Il Giornale" a "Il Manifesto", opposti coincidenti una volta tanto. Tutti sanno, quasi nessuno lo dice, e quando si dice inizia una corsa a spinger giù il coperchio del pentolone. Quanto tempo si passerà ad aspettare che i mirabolanti nuovi assetti e programmi imposti agli Uffici Giudiziari possano avere una parvenza di efficienza? Quanti soldi (nostri) si spenderanno nel frattempo con appalti, appaltoni e appaltini mentre cose più semplici, economiche, sicure non vengono fatte? Quanti disservizi dovranno ancora oberare il lavoro di Magistrati e Cancellieri? Quanti lavoratori precari dovranno ancora entrare e uscire dai Palazzi di Giustizia (dove si dovrebbe entrare solo per concorso! Oops...) a maneggiare per un pò i dati sensibili prima che la dittarella di turno gli dia il benservito? Tutta fantasia la nostra, tutte balle (vero Ministro Brunetta?) ma intanto persino Pinocchio si incazza leggendo certe affermazioni!
Continua la pubblicazione dei video del Convegno di Palermo:
Il classico "segreto di Pulcinella" quindi. Complimenti sinceri per questo bellissimo articolo a "Il Giornale". Ci chiediamo cosa ne pensino però i Ministri Alfano e Brunetta, che a tutt'oggi hanno eluso o addirittura negato il problema, di questo "fuoco amico"...
INIZIAMO LA PROGRESSIVA PUBBLICAZIONE DEI FILMATI DEL CONVEGNO DI PALERMO:
Il lavoro a progetto è stato introdotto nel nostro ordinamento attraverso il Decreto Legislativo 276/03, la cosiddetta “legge Biagi”. Scopo essenziale della legge era dare trasparenza ai rapporti di lavoro diversi da quello classico e tradizionale a tempo indeterminato Sulla materia vi è stato recentemente un provvedimento da parte del Tribunale del lavoro di Reggio Calabria, Giudice unico Dott.ssa Patrizia Morabito. La vicenda posta all’attenzione del Tribunale ha riguardato il tecnico informatico E. T. che, assunto da una società che aveva in appalto e/o in subappalto la manutenzione delle reti informatiche del Ministero della Giustizia, ha prestato attività lavorativa continuativamente per 6 anni con contratti a progetto reiterati per ben dieci volte. E. T., licenziato per “fine progetto”, promuoveva attraverso i propri legali, Avv.ti Antonino Triolo del Foro di Locri e Roberto Fiorino del Foro di Reggio Calabria, un procedimento ex articolo 700 cpc davanti al Tribunale del lavoro per ottenere la dichiarazione di nullità del recesso datoriale dal contratto a progetto nonché il riconoscimento dell’attività lavorativa dipendente e l’immediata reintegra. Il Tribunale riconosceva l’illegittimità dei contratti a progetto ed accoglieva l’istanza del lavoratore. Nell’ordinanza vengono affermati importanti principi: - che le forme di coordinamento del lavoratore a progetto da parte del committente non possono pregiudicare l’autonomia nella esecuzione dell’obbligazione dello stesso lavoratore a progetto; - che il progetto non può essere indicato in maniera generica e non può identificarsi con la prestazione di assistenza informatica oggetto dell’appalto; - che non può ripetersi in ogni contratto, se stipulati in modo consequenziale, lo stesso identico progetto; - che l’attività a progetto non può essere circolare e periodica e che non può ripetersi all’infinito. Ulteriore importante principio, per altro sancito dalle superiori giurisdizioni, va individuato nel cosiddetto periculum in mora, cioè nel danno irreparabile derivante dalla perdita del posto di lavoro non certo sotto il profilo economico bensì sotto il profilo familiare e sociale del lavoratore. Tali principi sono stati abbondantemente confermati dal Tribunale del lavoro in composizione collegiale, Presidente il dottor Natalino Sapone, Giudice relatore il dottor Arturo D’ingianna e Componente dott.ssa Eliana Romeo, che ha rigettato il reclamo proposto dalla società datoriale confermando integralmente l’ordinanza della dott.ssa Morabito e condannando altresì ulteriormente la stessa parte datoriale non solo alla immediata reintegra ma anche alla refusione delle spese di lite. La vicenda lavorativa di E. T. non è altro che la punta di un iceberg su come molte imprese aggirino le leggi vigenti in materia di mercato del lavoro, visto che il fenomeno del precariato istituzionalizzato riguarda tantissimi giovani e meno giovani lavoratori in tutta Italia. Quello che non è accettabile è che tali forme di lavoro al di fuori delle regole legali siano rinvenibili anche nell’ambito degli appalti e subappalti della Pubblica Amministrazione, così come è avvenuto, e non si esclude che continui ad avvenire, nell’ambito della manutenzione delle reti informatiche del Ministero della Giustizia (in altri casi, i contratti a progetto sono addirittura in numero superiore a 10!), che appalta l’assistenza tecnica unificata in tutti i suoi uffici centrali e periferici (Corte d’Appello, Tribunali, Procure, Giudici di Pace, etc.). Gli organi preposti della Pubblica Amministrazione e del Ministero della Giustizia, per non incentivare il ricorso continuo e sistematico al lavoro precario, divenuto oramai prassi diffusa, dovrebbero vigilare sulla regolarità lavorativa e contributiva dei dipendenti che prestano attività nelle aziende appaltatrici ed eventualmente revocare gli stessi appalti alle aziende che ricorrono al precariato per realizzare profitti a danno dei lavoratori e del paese. Sarebbe anche auspicabile che lo stesso Ministero della Giustizia imponesse alle aziende subentranti negli appalti la continuità dei lavoratori dipendenti dalle ditte appaltatrici, non solo per dare certezze ai dipendenti stessi ma anche per non disperdere tanta professionalità acquisita nel corso degli anni.
A Palermo, il 27 ottobre 2009, presso l’aula magna del giudice penale di pace, si è svolto il convegno dal titolo “Futuro remoto – Giustizia fra esternalizzazioni, precariato e rischi legati alla sicurezza della gestione informatica”.
I problemi occupazionali degli informatici operanti presso gli uffici giudiziari ed i rischi derivanti dalla gestione informatica dei dati giudiziari sono stati i temi centrali della giornata, organizzata dal comitato dei lavoratori dell’ATU (Assistenza Tecnica Unificata) con la preziosa collaborazione del meetup di Beppe Grillo di Palermo e di alcuni membri del popolo delle “Agende rosse”.
Il convegno si è presentato come un’occasione di confronto tra operatori ed esperti sui pericoli legati all’attuale politica di esternalizzazione del ministero della Giustizia, che sta causando la perdita dei posti di lavoro di tanti lavoratori che per anni hanno prestato servizio presso i tribunali di tutta Italia.
L’on. Sonia Alfano, da sempre attiva nel campo delle attività a sostegno dei più deboli, dichiara la sua disponibilità a sostenere la protesta degli ATU attraverso la ricerca di soluzioni concrete volte alla stabilizzazione del posto di lavoro.
La perdita dei posti di lavoro – dice Lidia Undiemi, dottoranda di ricerca presso l’Università di Palermo – è sempre più spesso legata ad anomale politiche di outsourcing, favorite dal diffuso utilizzo dello schema di creazioni di società controllate dal discutibile valore imprenditoriale, dove vengono canalizzati i lavoratori ceduti come se fossero merce di scambio. La lotta alla disoccupazione deve necessariamente passare dal rafforzamento della tutela dei lavoratori nei processi di esternalizzazione. In questa direzione, l’introduzione del diritto di opposizione del lavoratore al trasferimento coinvolto nella cessione è un passo necessario.
I sindacati – attraverso il contributo di Caterina Tusa, segretaria regionale FP CGIL – sostengono la necessità di una progressiva reinternalizzazione degli addetti all’assistenza informatica, senza alcuna forma di strumentalizzazione politica.
Anche i magistrati che hanno partecipato al tavolo di confronto – dott. Giovanbattista Tona di Caltanissetta e dott. Felice Lima di Catania – hanno dichiarato forti perplessità sulla scelta del ministero, dato che adesso dovranno progressivamente confrontarsi con operatori di call center in caso di problemi ai pc, piuttosto che con i lavoratori con cui hanno instaurato negli anni un fondamentale rapporto di fiducia, dato che l’assistenza informatica comporta inevitabilmente l’accesso alle informazioni contenute nei mezzi informatici degli uffici giudiziari.
Sul fronte del coinvolgimento dei privati nella gestione informatica dei dati giudiziari, molto incisive ed efficaci sono stati gli avvertimenti lanciati dall’on. Luigi De Magistris e dal dott. Gioacchino Genchi sul rischio di controllo della magistratura, attuabile attraverso la gestione “da remoto” dell’assistenza informatica.
L’on. Luigi De Magistris pone particolare attenzione alle “manipolazioni” delle indagini che possono avvenire attraverso infiltrazioni illecite nei pc dei magistrati, che possono anche sfociare in fughe di notizie idonee a favorire azioni criminose.
Il dott. Gioacchino Genchi ha invece messo in evidenza un’ulteriore forma di controllo della magistratura attuabile attraverso le infiltrazioni informatiche, ossia la possibilità per i poteri occulti di potere screditare i magistrati onesti e indipendenti, creando attorno ad essi notizie false che possono ledere alla loro vita familiare e professionale. In tal modo, si attuerebbe anche una forma di ricatto verso gli operatori della giustizia, che magari hanno qualche “scheletro nell’armadio”.
Ugualmente interessanti, e a tratti anche commoventi, le testimonianze dei lavoratori ATU e di altre categorie legate alla vicenda – in particolare i lavoratori (ex) Eutelia e gli stenotipisti – che hanno dimostrato che i lavoratori precari non sono numeri, ma persone che, non dobbiamo mai dimenticarlo, hanno uguale dignità e diritti rispetto a qualsiasi altro lavoratore.
P.S. Stigmatizziamo gli ignobili tentativi di "sabotaggio" del Convegno da parte di un personaggio noto sulla rete per le sue azioni sconsiderate e che continua a diffondere notizie deliranti sul conto nostro e di nostri amici e collaboratori.
Durante il convegno verranno illustrati punti salienti della problematica Atu, cronologie, documentazioni, interrogazioni parlamentari, relazioni degli ultimi anni.
Sembra che la questione ATU volga al termine. Nel peggiore dei modi. Le carte si rimescolano, anche gli applicativi vengono man mano strappati alla conduzione serena ed efficiente del presidio, affidati ad anonimi e macchinosi call-center per il controllo da remoto. Il Servizio è in caduta libera, gli impiegati ministeriali collezionano tegole sulla testa, i collaborazionisti interni ed esterni proseguono nelle loro disdicevoli condotte, gli ATU che lavorano, rimasti ormai in pochi, subiscono le disavventure delle loro società, ed il Ministero continua a far finta di non sapere e di non conoscerli. Che bello spendere di più, non avere sicurezza, non avere continuità. Del Ministro Alfano si son perse le tracce, e caro Ministro Brunetta, ma non erano tutte balle diffuse da chi vive di rendita? Qui sotto il calvario della Cm Sistemi Sud, e la drammatica testimonianza di un collega che invece ha perso il conto dei suoi "padroni" nel corso degli ultimi anni, disperato appello alla condivisione della sua storia, insieme a tante altre. Complimenti.
Volevo comunicare a Tutti, chiedendo anticipatamente scusa, e andando subito al dunque, che l'azienda per la quale lavoro (Da Olivetti a Getronics ad Eutelia a Omega), non sta facendo percepire da 3 mesi a nessuno stipendi rimborso ecc. in tutti questi mesi, ho cercato di non far pesare a nessuno questo mio disagio, rinunciando alle ferie e alle malattie (Venerdi scorso ho subito un intervento e gia da martedi ero regolarmene al lavoro), e siccome i guai non vengono mai da soli, oggi ho avuto un problema all'automobile la quale non mi posso permettere di riparare. Quando possibile cercherò di raggiungere il palazzo di giustizia di Paola, con altri mezzi di fortuna, cercando di non pesare a nessuno. So che questo è interruzione di servizio, ne sono cosciente, ma no so come fare. I legali dei sindacati si stanno attivando, ma come sappiamo tutti i tempi sono lunghi. Per quanto riguarda il servizio di assistenza sicuramente altre aziende, provvederanno a sostituire il sottoscritto, l'esercito è fatto di soldati, e i soldati possono anche morire perchè si sostituiscono. Scusate tutti per il disturbo Piero Cortese
P.S. L'importante è dire a qualcuno è urgente, così si ha la coscienza a posto. ho passato i miei ultimi anni ad accontentare persone che dicevano che il loro problema era urgente.
Ed ecco trionfalismi propaganda, per la serie "basta che si dica che tutto va bene, prima o poi qualcuno ci crederà".
Domanda agli Ill.mi Dirigenti del Ministero della Giustizia: Ma Voi invece, ci credete davvero a quello che scrivete?
Le preoccupazioni della FpCgil.
Domanda agli altri Sindacati, in passato anch'essi in prima linea: Che ne direste di darvi una svegliata? Così come sempre è stato, questo non è un problema "politico" ma di sostanza.
Post n°95 pubblicato il 15 Settembre 2009 da NeoAtu
Ad esclusivo beneficio di chi fosse passato per un sito dove si pubblicano spesso notizie fantasiose, meglio chiarire un pò le cose. Non tolleriamo in silenzio calunnie ai nostri danni.
Graziano Campi è una persona come tante. Allo scoppio di calciopoli, insieme a un gruppo di persone qualificato che risponde al nome di Ju29ro, ha iniziato a lavorare intorno a tutte quelle zone grigie che ancora oggi avvolgono lo scandalo calcistico del secolo. E' stato anche vicedirettore di "Nero su Bianco", ex settimale calcistico, ora testata web. Grazie a conoscenze comuni è entrato in contatto con noi e sin da subito ha espresso sincera solidarietà. Ecco la lettera di commento che ha unito quando, dietro nostra richiesta, ci ha inoltrato l'intervista in esclusiva effettuata con Andrea Pompili, coordinatore del Tiger Team di Telecom Italia, che trovate a questo link: http://j1897network.com/blog/grazianocampi/2009/08/31/intervista-esclusiva-al-coordinatore-del-tiger-team-telecom/
Cari amici del Comitato Atu,
Calciopoli è una cosa che può interessare o meno. Ognuno ha il suo pensiero in merito. Io è di questo che mi occupo, e per farlo mi sono trovato a rovistare tra intercettazioni e intercettatori. Quello che faccio, quello che penso, può non essere importante o non essere condiviso. Ma è una mia scelta. Durante le mie inchieste, è emerso un malcostume che traspare in questo libro e nella intervista che ho avuto la fortuna di realizzare: la netta prevaricazione dell'interesse pubblico da parte di quello privato. La "res pubblica" viene piegata di fronte a necessità personali, o di fronte alla necessità di ottenere risultati a tutti i costi, per rispondere ad esigenze economiche e potentati, non tanto a un legittimo desiderio di giustizia. Quante volte questo accade nella nostra società? Direi che la risposta è sotto gli occhi di tutti. Quando il privato gestisce la sicurezza, il rischio è che controllore e controllante possano coincidere. Quando la politica vuole gestire la giustizia, il rischio è che controllore e controllante possano coincidere. Sono due regole che vanno di pari passo. Regole che possono essere violate, ma che se vengono violate contemporaneamente rappresentano il perfetto colpo di stato. Un rischio reale? Non sta a me dirlo, ma è evidente che in un contesto in cui si incastrano troppi interessi economici e politici, la necessità di essere al di sopra delle parti è irrinunciabile. La presunzione di buona fede non basta e non solo perchè a sbagliare si fa peccato ma molto spesso si azzecca, ma perchè questo paese ha bisogno di certezze, non di dubbi, in un momento in cui la fiducia nella giustizia lascia spazio a ronde e rondisti (legittimi e utili, ma non di meno specchio di una società che deve ricorrere al fai da te perchè lo stato non ha i mezzi per garantire sicurezza e stabilità). Può un'organizzazione pubblica prevenire tutto questo? Anche se la politica e le varie forme di corruzione minano la fiducia nelle istituzioni, la risposta che è possibile dare è soltanto una: nel momento in cui smettiamo di credere nello Stato, lo Stato muore. Muore nelle coscienze dei cittadini e con esso il rispetto della legalità: se non baro io, lo farà qualcun altro. Ed ecco che abbiamo fenomeni come quello sotto processo a Milano. Gioacchino Genchi. Penso sappiate chi è. Io non posso esprimere un giudizio su di lui. Secondo alcuni è un poliziotto che fa il suo dovere. Secondo altri uno spione politicizzato. E' curioso però che proprio da parte di chi lo accusa parta una campagna di "privatizzazione della giustizia": può il privato fornire garanzie superiori al pubblico? Può lo Stato garantire che il privato protegga la sicurezza dei cittadini, quando apertamente teme e accusa di possibili "colpi di stato" i suoi dipendenti? E' più potente un poliziotto o anche un pool di magistrati o una multinazionale? A giudicare dagli stipendi, la risposta è più che evidente. Credo che lo Stato debba garantire la sicurezza, e che per farlo deve tutelare chi per esso lavora. Deve instaurare il senso di giustizia e di legalità, a partire dai suoi dipendenti, assicurando loro sicurezza e stabilità. Lo Stato sta morendo, e con esso la fiducia nella legalità. La vostra situazione non è tanto differente. Chi garantirà che i controllati non diventino controllori, una volta che "il progetto" (uno dei tanti "progetti" della nouvelle vague) sarà realizzato? Si dice che il calcio è lo specchio della società: Calciopoli allora non è altro che la trasposizione dei vizi dell'"Itaglia", quella che non funziona, qualunque sia la posizione uno abbia in merito. Come era strutturata la sicurezza è spiegato bene nel libro e nella mia intervista: un potere immenso nelle mani di pochi. La domanda che vi faccio è: come vogliono strutturare il futuro del mondo in cui lavorate? Lo scandalo intercettopoli non è che un segnale. Un segnale pericoloso in un paese dove lo Stato è sempre più debole, e i cittadini si sentono sempre più soli.
Ed a sorpresa ecco apparire un breve quanto completo reportage prodotto dalla indipendente "Pandora TV" che vi proponiamo con molto piacere, un vero e proprio "bignami" in video da portare con sè ed a cui dare massima diffusione anche offline tra i propri amici, conoscenti e colleghi, interni ed esterni delle sedi Giudiziarie, specie per chi ancora ignora l'inquietante realtà dell'informatizzazione della giustizia... I nostri più sentiti ringraziamenti ai giornalisti della rete ed in particolare a Francesco Giurato e Agostino Loffredi, autori del servizio:
ringraziamenti anche alla Dott.ssa Rita Pennarola e al Dott. Carlo Sarzana per il loro illuminato contribuito, ed al ns. collega Giuseppe Marcialis, non più in servizio, che ha messo in moto il meccanismo per la realizzazione del servizio
...e nel frattempo, il filmato della partecipazione ad Iceberg, e soprattutto quello della "strabiliante" performance del Ministro Brunetta, si diffondono nel web...
Inviato da: NeoAtu
il 04/12/2009 alle 16:48
Inviato da: Anonimo
il 02/12/2009 alle 21:11
Inviato da: Lurker3
il 30/11/2009 alle 12:48
Inviato da: oldatu
il 30/11/2009 alle 12:35
Inviato da: NeoAtu
il 29/11/2009 alle 12:12