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        <title>corsa y mucho mas</title>
        <description>Impressioni ed appunti attraverso scarpe diverse</description>
        <link>http://blog.libero.it/corsaytango/</link>
        <lastBuildDate>Wed, 22 Feb 2012 17:22:34 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Sport</category>
        <category>Atletica</category>
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            <title>glossario podistico panormitano 6</title>
            <link>http://blog.libero.it/corsaytango/11091307.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;anfato&lt;/strong&gt; part. pass. di anfarisi, sgommata nella biancheria,&amp;nbsp; anche figurato, effetto prodotto dall'eccesso di tensione nervosa pregara o pre allenamento specifico: &lt;em&gt;appena c'&amp;egrave; travagghiu &amp;egrave; tutto anfato&lt;/em&gt; (appena sa che si deve fare un allenamento duro si fa prendere dalla tensione); oppure &lt;em&gt;'nofrio appena vidi a Virticchiu si anfa, &amp;egrave; tutto anfato&lt;/em&gt; (Onofrio appena vede che Virticchio partecipa alla gara &amp;egrave; intimorito, si preoccupa di essere battuto, si caga addosso)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;boffantaminqia &lt;/strong&gt;sm&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;gradasso, spavaldo senza capacit&amp;agrave;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;(u) chianu &lt;/strong&gt;sm la pianura, per i podisti di misilmeri &amp;egrave; piano stoppa sede degli impianti sportivi comunali, un altopiano incastonato tra i monti di Palermo e la valle dell'eleuterio a circa 400 m slm, vedi giru du chianu&lt;strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;cosa anutile&lt;/strong&gt;, cosa inutile espressione impiegata comunemente (anche in forma italianizzata) per indicare persona non degna di alcuna considerazione - si na cosa anutile-&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;(u) giru&lt;/strong&gt; sm giro, giro tipico per cui sono conosciuti i tempi di percorrenza&amp;nbsp; e le corrispondenti velocit&amp;agrave; in minuti a km, 'u giru du stadiu 534-537 metri (palermo ex stadio delle palme ora stadio del punteruolo), 'u giru da villetta (cfr villetta), a Misilmeri c'&amp;egrave;&amp;nbsp;&lt;strong&gt; u giru du chianu &lt;/strong&gt;ovvero il giro di &quot;piano stoppa&quot; localit&amp;agrave; dove si trova il campo sportivo ed i podisti di misilmeri si allenano abitualmente &amp;egrave; un percorso impegnativo ed allenante di lunghezza complessiva di 5470 metri con lunga salita di 1200 metri e discesona di 700  metri , in caso di eccesso di confidenza 'u buottu &amp;egrave; dietro l'angolo,&amp;nbsp; frasi  tipiche: -&lt;em&gt;in quanto u facisti u giru du chianu? ...&amp;nbsp; -quantu gira ru chiano faciemu?-&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;suprariddu s.m. &lt;/strong&gt;impiegato solo al maschile &quot;sentirisi un poco suprariddu&quot; di persona che non si fa mettere i piedi in testa ed in caso di sfida la raccoglie subito costi quel che costi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(u) &lt;strong&gt;minzagno&lt;/strong&gt;, toponimo che indica la classica salita di 5 km che da Piano Stoppa (u chianu Misilmeri) porta a Belmonte Mezzagno, percorso selettivo impiegato per mettere a dura prova i pi&amp;ugrave; spavaldi&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(u) &lt;strong&gt;percorso&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; sm il percorso,&amp;nbsp; famoso circuito di corsa campestre di 1km, sempre a piano stoppa ( cfr giru du chianu, Misilmeri), sede di  svariati campionati regionali, solitamente il misilmerese lo utilizza  per i primi giri di riscaldamento o alla fine di allenamento per un  mille veloce per staccare i compagni di allenamento, luogo di prime sgambate dei neofiti della corsa, fucina di campioni&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(u) &lt;strong&gt;peri ri nuci&lt;/strong&gt; l'albero (piede) di noce, quest'albero segna un giro di boa  km 2800 dalla  partenza dal campo sportivo di Misilmeri (vedi giru du chianu) solitamente posto dove ogni podista  misilmerese utilizzato quale luogo per fertirrigazioni, frasi molto usuali, ri  machine au peri ri nuce sutta 'i deci minuta ( trad. dal parcheggio all'albero di noce in 10' ... tempo eccellente)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;* le espressioni misilmeresi sono frutto di personali comunicazioni  dell'esimio Salvatore Azzaretto, valente podista in trasferta presso  blasonata societ&amp;agrave; lodigiana&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
        <category>glossario</category>
        <category>humor</category>
        <category>podismo</category>
            <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:15:22 +0100</pubDate>
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            <title>correva l'anno 2005 XXXI Roma Ostia 27 febbraio MMV</title>
            <link>http://blog.libero.it/corsaytango/11090168.html</link>
            <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Era la terza volta che partecipavo alla roma ostia, ormai quasi un abitudine...&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Mattino gelido, umido      con un timido sole, ho lasciato casa di Antonio e Silvia dove tutti      dormivano ancora. Il sapore di quel favoloso miele di aneto mi accompagna      fino all'incontro dei primi concorrenti. Si saranno svegliati prestissimo,      dalle battute in dialetto che si scambiano sono salentini, hanno le tute e      le borse uguali che riempiono la pancia del pullman, scherzano. Qualcuno gi&amp;agrave;      corricchia, ma sono le otto e la gara comincia alle nove e mezza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Raggiungo il deposito      delle borse. Mi spoglio, resto con pantoloncini e canottiera, cerco di      controllare il freddo con quella specie di busta di plastica che si usa per      quando piove a dirotto. Fila alla toilette e poi comincio a riscaldarmi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Non incontro nessuno      degli amici, quest'anno tra infortuni (Luigi si &amp;egrave; fatto male due settimane      fa) e la concomitanza della mezza a Pergusa molti della Palermo h 13.30      hanno rinunciato alla Roma Ostia (adesso che scrivo vedo che eravamo in tre ma non ci siamo visti, immenso  Gualtiero, e io e Massimiliano in una manciata di secondi). Di correre  a Pergusa non avevo alcuna voglia: &amp;egrave; troppo bello venire a trovare gli  amici che abitano qui, e poi sono affezionato a questa gara &amp;egrave; la terza   volta consecutiva che ci vengo!!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Entro nelle gabbie di      partenza, proprio delle gabbie. Sono dietro i top runner, grazie al      piazzamento dell'anno scorso, ho il pettorale rosso. C'&amp;egrave; freddo, continuo a      saltellare. Linus viene intervistato mentre lancio lontano la busta di      plastica che fingeva di proteggermi dal freddo. La gabbia &amp;egrave; colma. Sembriamo      delle pecore strette nel recinto. Lo sparo, quasi inatteso, visto che lo      speaker ha smesso di gracchiare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Parto sgomitando, per      proteggermi dalle spinte e che arrivano numerose, tutti aggressivi come in      un 5000 in pista!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Aggressivi e      silenziosi, tranne uno che parla al cellulare. I primi chilometri scorrono      bene, mani calde, piedi caldi, il passo &amp;egrave; buono intorno a 4' al mille. Resto      in contatto con i pacemaker dell' 1h 24'. Mi infastidisce il gruppone che li      segue. Alla prima discesa allungo la falcata e li supero. Mi piace come sto      correndo, accorcio nei tratti in salita mantenendo la frequenza e allungo in      discesa, senza frenare, sfrutto la forza di gravit&amp;agrave;. Bene, ho preso      vantaggio rispetto a quelli dell'ora e ventiquattro. Al 9 km mi devo      fermare, non posso rimandare una fertirrigazione ureica agli oleandri di      bordo strada. Vengo sorpassato dal solito gruppone. Ma non ho fretta e      riprendo il mio passo. Sto l&amp;igrave; l&amp;igrave; per riprenderli quando mi accorgo di      correre malissimo, la gamba sinistra non gira, &amp;egrave; come se zoppicassi. Il      piede scivola dentro la scarpa &amp;egrave; contratto. Cerco di forzare allungando, ma      &amp;egrave; peggio. Devo rallentare, devo concentrarmi sulla dinamica di corsa,      appoggiare bene i piedi, enfatizzare la rullata. In un paio di chilometri      perdo terreno dal gruppone che avevo in pugno. Decido di non forzare fino al      16&amp;deg;, poi se potr&amp;ograve; cambier&amp;ograve; passo. Nessuno parla, come &amp;egrave; uso alla roma ostia,      tutti concentrati e aggressivi. Tranne un signore senza numero, che mi      affianca e dice a un suo conoscente:- Non mi hanno rinnovato il certificato      medico ma io sono qui lo stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;e quello:- Ma vai      piano allora, non esagerare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;e l'uomo senza      numero:- Sto andando piano, mi hanno trovato dei problemi al cuore vediamo      chi vince io o il cuore!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Qualcuno commenta: Tu      vinci come no!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Lo dice a tutti e lo      ripete che non gli hanno rinnovato il certificato medico, spero che non si      senta male. La corsa deve essere una droga, un demone, se arriva a farti fare      certe cose.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Arriva il 16&amp;deg;, provo      ad allungare visto che ho ripreso a correre in modo fluido. E la cosa      riesce. Comincio a recuperare gente, qualcuno cerca di sfruttare la mia      progressione, in molti rinunciano: ognuno fa i conti con se stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Alla rotonda di Ostia      so che mancano 3 km continuo ad andare, ho un compagno andiamo allo stesso      passo. La gente urla: vai che &amp;egrave; finita. Penso ad alta voce: 3 chilometri,      non &amp;egrave; finita c'&amp;egrave; il meglio. Chi mi affianca risponde: vai che facciamo un      tempone. Effettivamente siamo sotto i 4' al mille, e non mollo. Curva a U e      rettilineo finale. Riprendo la ragazza bionda con i pantaloncini rossi,      quando la affianco le dico che deve andare a prendere quella che la precede      e infatti mi segue e la superiamo. Io continuo imperterrito, ultimo      chilometro. Continuo a recuperare posizioni, ai duecento metri ingaggio la      volata. Uno con la maglietta bianca risponde prontamente e furiosamente.      Raggiunge il massimo di velocit&amp;agrave; a cinquanta metri dall'arrivo, ha un metro      di vantaggio. Ma io non mollo, la volata finisce quando il piede supera la      linea del traguardo! e cos&amp;igrave; continuo mentre lui non spinge pi&amp;ugrave;, io lo      passo, e vedo che alza la mano guantata di bianco in segno di saluto o di resa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Traguardo 1 h 26' 06''      601 assoluto, l'anno scorso era andata molto meglio, ma il prossimo anno      voglio la felpa dei primi 200!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0000ff;&quot;&gt;Doccia sontuosa e      incontro Barbara, le hanno indicato la fermata sbagliata &amp;egrave; arrivata pochi      minuti dopo il mio arrivo, ma non importa mettiamo le cuffie del lettore mp3      e balliamo 'vuelvo sur' su una terrazza del lido di Ostia. E adesso gli      amici ci aspettano: Ivano ricever&amp;agrave; ben tre partecipanti alla 'mezza' conducendoci tramite un bis      di primi ai confini dei sapori (maltagliati al sugo di salsiccia con      mandorle di Comiso e stringozzi abbruzzesi al Cren, panna e noce moscata dei Tropici&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>podismo</category>
        <category>racconti</category>
            <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:07:27 +0100</pubDate>
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            <title>a tavoletta</title>
            <link>http://blog.libero.it/corsaytango/11088854.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A tavoletta, certe volte capita di andare alla massima velocit&amp;agrave; consentita, a tavoletta appunto. Il motivo &amp;egrave; sempre lo stesso, raggiungere il limite arrivare alle colonne d'ercole delle possibilit&amp;agrave; offerte dal proprio corpo. A volte l'arrivare &quot;a tavoletta&quot; &amp;egrave; determinato da situazioni contingenti, pi&amp;ugrave; spesso alla fine dell'allenamento come in occasione dell'ultima ripetuta oppure... questa volta dopo un lungo giro in cui chi si allena senza programmi e senza obiettivi imponeva continui allunghi e cambi di ritmo. Il gioco degli allunghi &amp;egrave; iniziato da lontano e si &amp;egrave; concentrato nelle salite. Quando ormai mancava poco pi&amp;ugrave; di un paio di chilometri alla stalla, i cavalli ne hanno sentito l'odore e si sono rotti gli indugi. Il passo s'&amp;egrave; allungato, le falcate si sono fatte pi&amp;ugrave; ampie pi&amp;ugrave; frequenti, il respiro pi&amp;ugrave; profondo. Le fangose pozzanghere sono state attraversate senza indugi. Appoggi decisi incuranti degli schizzi di melma, una doppia curva ed eccoci sul rettilineo finale. Il ritmo &amp;egrave; sostenuto, e qualcuno si fa avanti sopravanza speranzoso. Arriva il momento di andare a tavoletta, i salti della corsa si fanno pi&amp;ugrave; lunghi e pi&amp;ugrave; frequenti ancora. Una brutale accellerazione forse esagerata per un giretto di un giorno qualunque, che continua fino alla strada senza diritto di replica...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
        <category>podismo</category>
        <category>racconti</category>
            <pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:39:00 +0100</pubDate>
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            <title>Roma Ostia 2004 minuto per minuto</title>
            <link>http://blog.libero.it/corsaytango/11086587.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #ff6600; font-size: x-large;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: mceinline;&quot;&gt;&lt;em&gt;Era il 2004, correvo le gare lunghe da un annetto o poco pi&amp;ugrave;. Gli allenamenti erano stati molto proficui e tornavo alla Roma Ostia con molte aspettative, il racconto della gara &amp;egrave; una cronaca minuto per minuto&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 8.07 Metropolitana Rebibbia. Puzza di aglio del vicino turco. podisti in carrozza 3. l'intestino reclama il bagno.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 8.35 Palasport EUR. neve al suolo e dal cielo. in fila con altri podisti a pestare ghiaccio misto a neve e fango lungo la strada senz'auto.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 8.47 furgone per le borse, via il cappotto, i calzoni, la felpa, fuori cappellino, canottiera di plastica. Neve. Freddo. Rifinitura&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 9.00 Riscaldamento: corsetta, andature, allunghi nervosi, dinamic. Stretching. Una piega nel calzino! Sistemata. Ricerca di Luigi (un ago in un pagliaio) e di altri amici. ciao Maurizio.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 9.15 Ai cancelli immediatamente dietro il pacemaker 3'45''.Canotta di plastica e maglietta volano oltre la transenna. Ancora neve e grandine, freddo, gambe calde.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 9.30 Sparo! Bip. La folla, ondeggiamenti, urla, in molti a terra alla mia destra, bestemmie, imprecazioni. Corsa&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 9.33.49 primo km Neve e grandine a terra, schizzi di acqua sulle gambe, gelida. Ricerca della traiettoria meno bagnata. Corsa. Appoggi veloci in discesa, silenzio. Il cappellino finisce di essere utile resta al 3 km.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 9.49.01 5 km Il rifornimento non serve. Salita. passo accorciato. respiro, respiro. respiro. Sorpassi ricevuti, fatti, ricevuti, ricevuti.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 10.08.51 10 km Nessun sorpasso. Siepe di oleandri scuri al fianco.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Il pacemaker 3'45'' avanti di 200 m. Rifornimento al volo&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 10.28.12 15 km Le nuvole spumose bianche e grigie, pochi pini ai lati. Luce. E' ora, e' ora. Uno col numero nero (top runner) a bordo strada, fermo, triste.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Sorpassi, sorpassi. Incitamenti a chi e' in crisi, cerca la mia scia, desiste.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 10.39.45 18 km il mare a sinistra. Ali folla. A sinistra in senso contrario i numeri neri. sorpassi. Curvone. Spinta a uno che si ferma davanti, scarto, controllo chip. Vento gelido contro. Mare a destra. Ancora pi&amp;ugrave; forte, ancora sorpassi.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;ore 10.51.36 21,097 km Bip. 1h21'36'' record personale. Conato di vomito. vergogna c'&amp;egrave; Angela! peccato i biscotti di nonna Francesca.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;small&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Uomini e donne luccicanti tra lame di luce che tagliano le nuvole, cambi di indumenti, abbracci, amici, Luigi, Maurizio, Giuseppe, quello del treno ieri, tifosi, interviste, nuove sfide!&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://spazioinwind.libero.it/felipeweb/felipeweb/XXXRO04.JPG&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;250&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>podismo</category>
        <category>racconti</category>
            <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 22:22:35 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/corsaytango/11086587.html</guid>
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            <title>glossario podistico panormitano 5</title>
            <link>http://blog.libero.it/corsaytango/11085973.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;absdor&lt;/strong&gt;, sm alterazione dell'originale &quot;ambassador&quot; toponimo derivato dal nome di un conosciuto ristorante posto in cima ad una impervia salita (cfr via orson wells). I podisti che si avventurano in questi luoghi lo fanno al fine di avere visioni mistiche alla fine di ogni ripetuta (in salita), si racconta di podisti abbandonati ansimanti al suolo scansati per un pelo dalle incuranti autovetture. La fatica &amp;egrave; tale che nessuno racconta del panorama straordinario.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;ben hur&lt;/strong&gt;, nome proprio e titolo del famoso film &amp;egrave; usato per individuare un anello che assomiglia a quello in cui si performava la corsa delle bighe nel film. Nel cuore della Favorita (a monte della palazzina cinese) in caso di pioggia &amp;egrave; viscido di muschio e si derapa come con le bighe...&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;cambogia&lt;/strong&gt;, toponimo buio e fitto come la foresta della &lt;em&gt;Cambogia&lt;/em&gt; questo brandello di lecceto (piantato dai giardinieri di Ferdinando di Borbone) &amp;egrave; luogo di fresco rifugio di podisti anche nei giorni pi&amp;ugrave; afosi di agosto, i sentieri di terra nera a radici nasconde qualche insidia compensata dal fascino della foresta.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;fortiaraciu&lt;/strong&gt;, s.m. trad. fortepiano, ovviamente non si tratta di uno strumento musicale, ma del celebrato metodo di allenamento scandinavo chiamato &lt;em&gt;fartlek, - &amp;nbsp;'u fortiaraciu, un minutu un minutu, n'aviemu 'a fari trenta minuta! (fartlek un minuto forte uno piano per 30 minuti)&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;manderina&lt;/strong&gt;, sost. plurale i frutti disponibili sugli alberi sono integratore apprezzato dai podisti che se ne avvalgono di tanto in tanto, alcuni alberi ne producono di dolcissimi anche nella pi&amp;ugrave; totale mancanza di cure. Sempre pi&amp;ugrave; spesso raccoglitori, non podisti, si aggirano dotati di capaci buste di plastica a farne incetta.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;porco&lt;/strong&gt;, sm valle del, sentiero favoloso ed impervio che dalle antiche scuderie reali della favorita conduce fino al Gorgo di Santa Rosalia ed all'omonimo santuario, in mille cinquecento metri di lunghezza di guadagnano 400 metri di quota.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/Valle_del_Porco.JPG/800px-Valle_del_Porco.JPG&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;valle del porco foto wikipedia&lt;/p&gt;</description>
        <category>glossario</category>
        <category>humor</category>
        <category>podismo</category>
        <category>running</category>
            <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 18:52:09 +0100</pubDate>
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