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Post n°275 pubblicato il 13 Novembre 2010 da Corva_T
Salve amici, vorrei innanzitutto esordire dicendovi che io non sono contraria al sussidio Bacchelli, diversamente dal mio amico Serafino. Questo vitalizio, istituito nel 1985 ed elargito da allora ad artisti indigenti è ora grande oggetto di discussione a causa delle pretese di un "sedicente artista" sulla cui vita privata mi astengo e sul suo stile di vita pure. Tutti oramai saprete che il "califfo" cosiddetto dai suoi sventurati ammiratori, ha avanzato in questi giorni una sequela di pretese imbarazzanti. Alla luce dei suoi guadagni esorbitanti e degli introiti di cui ancora usufruisce...Ma la sintesi della questione non è il moralismo o il voler fare i conti in tasca al prossimo: Chi a un reddito di 1600 euro non può permettersi di chiedere allo stato niente, in quanto cittadini con reddito zero non hanno diritto ad alcuna forma di previdenza. A me personalmente non importerebbe dare al Califfo (io lo trovo ripugnante) tutto ciò che chiede, se il denaro ci fosse, ma siccome non c'è,neppure per chi è alla disperazione, perché lo stato ora vuole costringermi con le mie tasse a pagare uno scellerato ed a creare un precedente pericoloso? CHE CHIEDA AIUTI PRIVATI, NON PUBBLICI. Ad esempio ai suoi colleghi cantautori...notorio che sono una lobby, concerti di beneficenza ed altro sono LIBERISSIMI di organizzarli a loro piacimento e solo con il loro denaro. Non vorrei che passasse un messaggio pericoloso e in futuro dover pagare per veline ingrassate e avanzi di reality che non hanno soldi per comprarsi le scarpe di Gucci. Grazie C.T. Video di Serafino Massoni |
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Post n°274 pubblicato il 08 Maggio 2010 da Corva_T
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...Morti bianche, che sia corretto definirlo neologismo? racchiude in sé i mille significati che per chi ne è stata vittima, seppur indirettamente può dare? da quello che sento dire ai parenti superstiti una morte del genere non ne ha neppure uno. Penso all'indifferenza del prossimo e non trovo giustificazioni. Penso al lavoro che uccide e che siamo in stato di guerra perché per molti si tratta di sopravvivenza. Penso che se non vieni ucciso direttamente da un'esplosione ti aspetta una morte altrettanto penosa se non ancor di più ...quella lenta, delle preoccupazione e dell'angoscia che prende giorno dopo giorno chi sa di avere un futuro precario...di chi sa, che non avrà mai un punto di riferimento. Siamo vittime considerate alla stregua di macchine, persone che alcuni credono sacrificabili in nome del Dio denaro un olocausto in nome della produzione. Gli operai della Thyessen DA ME non saranno mai e poi mai dimenticati. |
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Post n°251 pubblicato il 09 Dicembre 2008 da Corva_T
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