Un blog creato da luc.conifru.nic il 29/12/2011

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IN RICORDO DI AUGUSTO DAOLIO

 
 
 
 
 
 
 

PARIS MON AMOUR

 
 
 
 
 
 
 
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WEST LIFE

..hai preso le mie mani
hai toccato il mio cuore
mi hei sempre presente
vicino a me notte e giorno
attraverso tutte le difficoltà
ma vada come vada
spazzata via da un'onda di emozioni
sopraffatta dall'occhio della tempesta
e ogni volta che mi sorridi
faccio fatica a credere che
tu appartenga a me
questo amore è indistruttibile
è inequivocabile
e ogni volta che ti guardo negli occhi,
so perchè questo amore è intoccabile
sento che il mio cuore non può proprio negarlo
abbiamo riso insieme abbiamo pianto insieme
entrambi sappiamo che da qui ce la faremo
perche insieme siamo forti
le mie braccia sono il luogo a cui appartieni....ai abbracciato forte

...sono stato sfiorato dalle mani di un angelo
sono stato benedetto dal potere dell'amore
e ogni volta che sorridi
faccio fatica a credere che tu appartenga a me
questo amore è indistruttibile
tra fuoco e fiamme
quando arriverà la fine di tutto
il nostro amore continuerà ad esistere...

 

 

 
 
 
 
 
 
 

 

 

Dolci di Carnevale

Post n°421 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da luc.conifru.nic
 

Eccomi! E' da un po' di tempo che sono assente! Fra infortuni, emicranie e influenze, scrutinii e quant'altro il tempo è volato.

Per i ricordi il tempo non serve e nel mio cuore c'è stato ogni giorno un pensiero per voi; in particolare per chi ogni giorno mi è venuto a trovare e mi ha lasciato un messaggio.

Ritorno tra voi sperando che la vita vi sorrida ogni giorno, con una ricetta dolce, dolce!

Buon Appetito!

 

intrigoniREGGIO EMILIA. Tanti nomi per gli stessi piacevoli risultati. I giorni del Carnevale sono sacri in tutta Italia, e in tutta Italia prevedono ricette peculiari, ma anche piatti similari che ogni provincia - se non ogni paese - rivendica con orgoglio.

Anche Reggio entra nel mazzo a piene mani. Basti pensare al più classico dei dolci del periodo, gli intrigoni, chiamati anche frappe o chiacchiere: i nomi cambiano man mano che ci si sposta nel territorio reggiano o in quello dei cugini di Parma e di Modena, e questa volta non incide neppure la vicinanza o la lontananza dall'Appennino o dal Po. Frappe, intrigoni o chiacchiere, queste sfoglie leggere, intrecciate e fritte per poi essere decorate con zucchero a velo ed eventualmente liquori, fanno parte di una delle più ricche e corpose tradizioni cultural-gastronomiche dell'Italia.

Questi sono i giorni del passaggio, dalla festa eccessiva e dagli ultimi "grassi" al periodo della penitenza e del "magro". Usanze antichissime, già molto diffuse e sentite in epoca romana e poi perfettamente sincretizzate nel cristianesimo. Martedì grasso è l'ultimo giorno di festa e di abbondanza (grasso, appunto). Lo stesso nome del Carnevale (carnem levare, togliere la carne) lo ricorda. Prima del trapasso, però, tutto è rovesciato, i signori diventano gli ultimi (almeno sulla carta), le maschere popolane possono prendere in giro chiunque. Anche il cibo è adeguato all'andazzo, con dolci ricchi e fritti, decorati con zucchero e crema, senza farsi mancare nulla.

Nella nostra terra, il grande classico è appunto l'intrigone. Una sfoglia sottile di pasta dolce fatta con uova, farina, burro, lievito e un'aggiunta liquida a scelta: c'è chi va col vino bianco, chi col sassolino, chi con la grappa o il liquore all'anice, chi con una punta di scorza d'arancia. L'impasto viene modellato in vari modi. C'è chi taglia con la rotellina delle lunghe strisce e poi le incrocia fra loro prima della frittura, e c'è chi invece realizza tanti rettangoli di pasta per poi praticare un'ampia incisione al centro.

Il risultato cambia come forma, non come sapore. Il tutto viene fritto, o nello strutto o nell'olio di semi, e poi decorato con abbondante zucchero a velo. Anche qui la miscela può variare: tante nonne allo zucchero univano un goccio di sassolino, o dell'arancio. In tempi moderni, tanti bimbi festeggiano ulteriormente utilizzando la panna montata.

Gli intrigoni o frappe o chiacchiere possono essere mangiate calde, appena uscite dalla padella, ma garantiscono anche una discreta resistenza: possono quindi essere consumate senza particolari problemi anche nei due-tre giorni successivi, prima che la pasta perda consistenza e diventi molliccia. Sono amate dai bimbi e temute dai genitori: la miscela di pasta friabile e zucchero a velo garantisce abiti sporchi in tempi record. La tradizione locale comprende anche altri dolcetti carnevaleschi, anche qui simili a quelli dell'intera Emilia

Romagna.

In primis le frittelline alla crema, piccole palline fritte di farina, burro, uova zucchero e scorza di limone. Vanno fritte e poi riempite di crema "gialla". In alcune zone sono anche dette "sgonfietti", ma sempre di quelle si parla.

 

 
 
 
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finestra

Vilma (gallovil), Massimiliano Gentile e i nostri cari guidano i nostri passi dalla finestra dell'universo.

 
 
 
 
 
 
 

PREGHIERA PER IL NUOVO ANNO

 

Quando ho paura
inghiottita dalla notte scura,
vedo la tua luce
il tuo volto che riluce.

Quando perdo la speranza
sento la tua voce in danza,
che mi indica la via
e sostiene l'anima mia.

Quando non vedo coi miei occhi
tu li apri e il cuore tocchi,
la tua strada è sempre là
per chi cerca la verità.

Quando guardo le mie mani
vuote senza domani,
trovo la tua forza infinita il futuro oltre la vita

Tu ci sei non mi abbandoni
sono io che non vedo i tuoi doni,
donami Signore il coraggio
di portarti nel cuore in questo viaggio.

Manuela