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Tutto passa: ciò che non è eterno è niente! (D.Bosco)

 

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PREGHIERA DAVANTI AL CROCIFISSO

O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta,
speranza certa, carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere
la tua vera e santa volontà. Amen.

 
 

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Messaggi del 29/03/2008

Post N° 1948

Post n°1948 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9

Festa
della Divina Misericordia: prima domenica dopo Pasqua.


Promesse di Gesù
Misericordioso.


L'anima che venererà quest'immagine non perirà. Io, il Signore, la proteggerò con i raggi del mio cuore. Beato chi vive alla loro ombra, poiché la mano della Giustizia Divina non la raggiungerà! - Proteggerò le anime che diffonderanno il culto alla mia Misericordia, per tutta la loro vita; nell'ora della loro morte, poi, non sarò Giudice ma Salvatore. - Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggior diritto hanno alla mia Misericordia perché desidero salvarli tutti. - La sorgente di questa Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce. - L'umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà
con piena fiducia a me. - Concederò grazie senza numero a chi recita questa corona. Se recitata accanto a un morente non sarà giusto Giudice, ma Salvatore. - Io do all'umanità un vaso con il quale potrà attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Questo vaso è l'immagine con l'iscrizione: Gesù, io confido in Te! O sangue ed acqua che scaturisci dal cuore di Gesù, come sorgente di Misericordia per noi, io confido in Te! Quando, con fede e con cuore contrito, mi reciterai questa preghiera per qualche peccatore io gli darò la grazia della conversione.


Dal Diario di Suor Faustina Kowalska.

 
 
 

Post N° 1947

Post n°1947 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9

 
 
 

Post N° 1946

Post n°1946 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9

LE PROMESSE DI GESU'



Dal Mio Cuore sempre partono voci di amore che invadono le anime, le scaldano e, a volte, le bruciano. È la voce del Cuore mio che si propaga e raggiunge anche quelli che non vogliono sentirmi e che, perciò, non si accorgono di me. Ma a tutti parlo interiormente, a tutti mando la mia voce, perché tutti amo. Chi conosce la legge dell'amore non si meraviglia se Io insisto a dire che non posso non picchiare alle porte di quelli che mi
resistono e che il rifiuto che spesso ne ottengo mi costringe – per così dire – a ripetere il richiamo, l'invito, l'offerta.



Ora, queste mie voci tutte calde d'amore, che partono dal Cuore mio, che altro sono se non l'amorosa volontà di un Dio amante che vuole salvare? Ma so assai bene che i miei inviti disinteressati non giovano a tanti e che i pochi che li accettano devono anche essi fare notevoli sforzi per accogliermi. Ebbene voglio dimostrarmi generoso (quasi che finora non lo fossi stato) e lo fo dandovi una preziosa gemma dell'amore mio per testimonianza
dell'affetto sincero che Io nutro per tutti. Così, ho deciso di aprire una diga per lasciar passare il fiume di grazia che il mio cuore non può contenere più.



Ed ecco cosa offro a tutti in cambio di un pò d'amore: remissione di tutte le colpe e certezza di salvezza in punto di morte a chi pensa, una volta al giorno, almeno, alle pene che provai nell'Orto del Gethsemani; contrizione perfetta e duratura a chi faccia celebrare una Messa in onore di quelle stesse pene; riuscita nelle faccende spirituali a coloro che inculcheranno agli altri l'amore alle pene dolorosissime del mio Gethsemani.
Infine, per dimostrarvi che voglio proprio rompere una diga del mio Cuore e darvi un fiume di grazia, Io prometto a chi si farà promotore della devozione al mio Gethsemani queste altre tre cose: vittoria completa e
definitiva nella maggiore tentazione cui è soggetto; potere diretto di liberare anime dal Purgatorio; grande luce per compiere la mia volontà.



Tutti questi doni miei Io farò con certezza a quelli che faranno le cose che ho dette, con amore e compassione per la mia spaventosa agonia del Gethsemani.



(agosto del 1963)


 





 


Vuoi unirti alle ANIME CONSOLATRICI di Gesù agonizzante nell'orto del Gethsemani?
Dai la tua adezione a: “GLI AMICI DEL GETHSEMANI”
Rua della Canonica, 13 – Tel. 0736/251214 63100 ASCOLI PICENO
Diffondi questa preghiera richiedendola “GRATIS”

http://cristonelcuore.altervista.org/content/gethsemani.html
http://www.preghiereagesuemaria.it

 

 
 
 

Post N° 1945

Post n°1945 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9

 



PREGHIERA A GESU' AGONIZZANTE NEL GETHSEMANI



O Gesù, che nell'eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l'anima mia a pensare spesso alla tua amarissima Agonia nell'Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile.



Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue.



Gesù benedetto, per la tua fortissima lotta del Gethsemani, dammi di poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente in quella cui vado maggiormente soggetto.



O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all'enorme sforzo e alla impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre.



Sii benedetto, o Gesù, per l'agonia e le lacrime che versasti in quella notte santissima. Sii benedetto, o Gesù, per il sudore di sangue che avesti e per le angoscie mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire. Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell'ingratitudine e del tradimento.



Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante nell'Orto degli ulivi.



Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l'amore per la SS. Passione del Gethsemani.



Fà, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocifisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell'Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi
glorificare eternamente in cielo. Così sia.



23.XI.1963



Con approvazione ecclesiastica



+ Macario, Vescovo di Fabriano



 

 
 
 

Post N° 1944

Post n°1944 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9

PAROLE
DI GESU'


Nel
Gethsemani conobbi i peccati di tutti gli uomini. Fui fatto quindi: ladro, assassino, adultero, bugiardo, sacrilego, bestemmiatore,calunniatore e ribelle al Padre che invece ho sempre amato.


Io,
puro, ho risposto al Padre come se fossi macchiato di tutte le impurità. Ed in questo, appunto è consistito il Mio
sudare sangue: nel contrasto del Mio amore per il Padre e la Sua volontà che voleva addossarmi tutto il marciume dei Miei fratelli.


Ma ho obbedito, sino alla fine ho obbedito e per amore di tutti mi sono ricoperto di ogni macchia, pur di fare il volere di Mio Padre e salvarvi dalla perdizione eterna.


Nessuno crederà che molto più soffrii allora anziché sulla Croce, pur tanto e tanto dolorosa, perché chiaramente ed insistentemente Mi fu mostrato che i peccati di tutti erano fatti Miei ed Io dovevo risponderne per ciascuno.


Sicché
Io, innocente, ho risposto al Padre come se fossi veramente colpevole di disonestà.


Considera, perciò, quante agonie più che mortali ho avuto in quella notte e, credimi, nessuno poteva alleggerirmi di tali spasimi, perché, anzi, vedevo che ognuno di voi si è adoperato per rendermi crudelissima la morte che ad ogni attimo Mi veniva data per le offese di cui ho pagato interamente il riscatto.

Più di quanto l'uomo può capire ed oltre ogni immaginazione, provai in Me stesso abbandono, dolore e morte.

Nessuna grandezza maggiore potete attribuirmi che questa: essere divenuto centro, bersaglio di tutte le colpe vostre.

Immensamente conobbi il peso delle offese che al Padre Mio furono e sarebbero
state fatte.

La Mia Divinità, avendo preso per suo proprio strumento la mia Umanità, Mi partecipava la bruttezza che nasconde la ribellione e la conseguente disubbidienza, trasformando il tutto in gemiti e martìrii nell'Anima e nel Corpo.

Ma
un solo istante sarebbe bastato, un solo Mio sospiro avrebbe potuto operare la Redenzione per la quale ero stato inviato; eppure moltiplicai questi sospiri, prolungai il Mio vivere quaggiù, perché Sapienza e Amore così volevano.


Giunto, però, alla fine volli come intensificare in Me stesso ogni genere di patimenti: vidi tutto ciò che dovevo redimere e che tutto Mi era addossato come cose Mie.

Fù lì, nell'Orto, il culmine del dolore e Uomo quale io volli essere, fui atterrato, sopraffatto, fisicamente distrutto.

Venne l'Angelo Mio e mi ristorò mostrandomi le pene che altre Mie creature fedeli avrebbero sofferto per questo Mio soffrire; non gloria Mi fu mostrata ma amore, compassione, unione.

Ecco come ripresi animo, ecco come diedi a Me stesso sollievo e forza.


Pianto e lotta, sangue e vittoria, ho portato agli uomini, ingrati ed immemori, per quella notte di grande sconforto.


Fu notte di redenzione, in cui Mi sostituii ad ogni peccatore e ne presi ogni colpa, ma, oltre a ciò volli racchiudere anche le pene
tutte degli uomini e soffrirne intensamente.

Miei cari, il Gethsemani è un mare senza confini, un oceano in carità nel quale ogni persona, ogni colpa, ogni dolore venne sommerso ed Io sentii realmente: non in via immaginaria, tutta la gravezza che nel mondo sarebbe discesa.

Amore per il Padre, amore per gli uomini, Mi fecero vittima volontaria.


Se uno di voi avesse potuto vederMi, sarebbe morto di spavento per il solo aspetto fisico che avevo preso.

Poiché non trattavasi di un solo tipo di pena, non si trattava di un solo anelito, ma di mille, milioni di aneliti tutti compressi in Me.

Io fui capace di abbracciare ogni vostra colpa e tutte le vostre sofferenze. Io solo sono stato capace di sentire, dico sentire, tutte le vostre pene, perché Io ero voi e voi eravate Me.


Notte di tragedia, notte oscura per la Mia Anima che inoltravasi titubante fra gli ulivi del Gethsemani.

Il Padre Mi preparava l'Altare sul quale Io, Sua Vittima, dovevo essere Immolato.

Io dovevo prendere le colpe degli altri e Colui che Mi aveva mandato, attendeva quella notte per dare agli uomini la misura del Suo Amore, col sacrificio totale di Me, Suo Figlio e Sua Prima Creatura.


Laggiù fra gli ulivi del Gethsemani, il peccato degli uomini ebbe sconfitta definitiva perché fu in quel luogo che Io Mi Immolai e vinsi.


È vero che sarebbe bastato un solo sospiro nel mondo per dar redenzione a tutti, ma è anche vero che un'opera è completa quando
raggiunge il culmine voluto, come dire che, essendo stabilito che Io pagassi per tutti sottoponendomi alle umiliazioni della Passione, soltanto con la Immolazione potevasi raggiungere lo scopo voluto dal Padre.


Difatti,
il merito fu infinito in Me, qualsiasi cosa Io facessi, tuttavia la volontà Divina voleva la Mia umiliazione sotto la Sua potente mano, a titolo di completamento della Sua e Mia opera: perciò col Gethsemani si adempì la prima parte di tale volontà e la parte principalissima.

Lentamente,quasi privo di forze, ero giunto ai piedi di quell'altare sul quale il Mio Sacrificio stava per iniziarsi e consumarsi.

Che notte fu quella! Quale angoscia, nel Mio cuore, al pensiero, alla visione terrificante dei peccati degli uomini!

Ero la Luce e non vedevo che tenebre; ero il Fuoco e non sentivo che gelo; ero l'Amore e non sentivo che il disamore; ero il Bene e non sentivo che il male; ero la Gioia e non avevo che tristezza, ero Dio e Mi vedevo un verme, ero il Cristo, l'Unto del Padre e Mi vedevo lordo e ributtante, ero la Dolcezza e non sentivo che amarezza; ero il Giudice e subivo la condanna, la vostra condanna; ero il Santo, ma venivo trattato come il massimo peccatore; ero Gesù, ma sentivo chiamarMi soltanto con nomi di vitupero da satana; ero la vittima volontaria, però la Mia stessa natura umana Mi faceva sentire tremore e debolezza e chiedeva l'allontanamento di tutta la sofferenza in cui trovavasi; sì, ero l'Uomo di tutti i dolori cui era sfuggita la gioia della donazione di Me stesso che avevo fatto con trasporto tutto Divino.

E tutte queste cose, perché? Ve l'ho già detto: Io ero voi, perché voi dovete divenire Me.

La
Mia Passione..... Oh! Che abisso di amarezze ha racchiuso!

E come è lontano chi crede di conoscerla soltanto perché
pensa alle sofferenze del Mio Corpo!

Guardate al Gethsemani, guardatemi disfatto nell'Orto e unitevi a Me!


Torno oggi a voi per ricordarvi di guardare bene il Mio viso triste, di considerare meglio il Mio sudore di Sangue.....


Non vi interessa molto questa Passione sconosciuta?

Non vi pare che merito più considerazione, migliore attenzione?


Anime Mie care! Tornate al Gethsemani, tornate con me nel buio, nel dolore, nella compassione, nell'amore doloroso!


E tu, come ti trovi ora! Intendi, dunque, che ti faccio simile a Me?

Posa anche tu le ginocchia sulla terra del tuo sacrificio e dì con Me:


Padre, se è possibile, allontana da me questo calice: però non si faccia la mia, ma la Tua volontà.

E quando avrai detto con intima convinzione “fiat”, allora cesserà tutto e sarai rinnovato nel Mio Amore.


Guardate al Gethsemani, guardatemi disfatto, nell'Orto e unitevi a Me!

Quanto a Me il soffrire che fu, ora Mi sarà dolcissimo se vi metterete nella considerazione delle Mie pene. Non temete di entrare con Me nel Gethsemani:

Entrate e vedete. Se, poi, vi parteciperò sensibili ancosce e solitudini, ritenetele Miei veri doni e non vi smarrite, ma con Me
dite:

Padre, non la mia volontà, ma la Tua si faccia!


Pregatemi, perché voglio sia conosciuto come ho amato tutti voi in quell'ora di abbandono e di tristezza senza nome.


(dal
libro: Anonimo del XX secolo – Parole di cielo – in 3
volumi – 7 ediz.)


Per
richieste di libri e di pagelline da diffondere: tel. 0721/860753



  • Casella postale 28 –
    61032 Fano (PS)





http://cristonelcuore.altervista.org/

 
 
 

Post N° 1943

Post n°1943 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9


PRIMA DOMENICA DOPO PASQUA: FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA ¨INDULGENZA PLENARIA¨  

E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la
sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo
Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27). Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di
prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.


Fonte: http://www.festadelladivinamisericordia.com


 
 
 

Post N° 1942

Post n°1942 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9

 
 
 

Post N° 1941

Post n°1941 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9


BXVI, Per incontrare Dio bisogna essere capaci di vedere col cuore



(www.chiesadomestica.net - 16.3.2008) - BXVI: Per
incontrare Dio bisogna divenire capaci di vedere col cuore. Dobbiamo
imparare a vedere con un cuore giovane, che non è ostacolato da
pregiudizi e non è abbagliato da interessi. Per riconoscere Dio
dobbiamo abbandonare la superbia che ci abbaglia, che vuole spingerci
lontani da Dio, come se Dio fosse nostro concorrente.



L'ascesa interiore che Gesù compie nel suo
cammino verso il Tempio, per tornare alla casa del Padre, questa volta
ha una tappa finale, che supera il tempio stesso e va verso la Croce.
"Dal racconto su Gesù dodicenne sappiamo che Egli ha amato il tempio
come la casa del Padre suo, come la sua casa paterna. Ora viene di
nuovo a questo tempio, ma il suo percorso va oltre: l’ultima meta della
sua salita è la Croce."


"È la salita che la Lettera agli Ebrei descrive
come la salita verso la tenda non fatta da mani d’uomo, fino al
cospetto di Dio. L’ascesa fino al cospetto di Dio passa attraverso la
Croce. È l’ascesa verso "l’amore sino alla fine" (cfr Gv 13, 1), che è
il vero monte di Dio, il definitivo luogo del contatto tra Dio e
l’uomo."


"Poi Egli arriva al tempio. Ma là dove doveva
esservi lo spazio dell’incontro tra Dio e l’uomo, Egli trova
commercianti di bestiame e cambiavalute che occupano con i loro affari
il luogo di preghiera."

Egli non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario.

Viene col dono della guarigione.


La consapevolezza che l’avidità è idolatria
raggiunge anche il nostro cuore e la nostra prassi di vita? Non
lasciamo forse in vari modi entrare gli idoli anche nel mondo della
nostra fede? Siamo disposti a lasciarci sempre di nuovo purificare dal
Signore, permettendoGli di cacciare da noi e dalla Chiesa tutto ciò che
Gli è contrario?


Gesù mostra Dio come Colui che ama, e il suo
potere come il potere dell’amore. E così dice a noi che cosa per sempre
farà parte del giusto culto di Dio: il guarire, il servire, la bontà
che risana.

Da Lui lasciamoci guidare verso Dio, per imparare da Dio stesso il retto modo di essere uomini.

Con Lui ringraziamo Dio, perché con Gesù, il Figlio di Davide, ci ha
donato uno spazio di pace e di riconciliazione che abbraccia il mondo.
PreghiamoLo, affinché diventiamo anche noi con Lui e a partire da Lui
messaggeri della sua pace, affinché in noi ed intorno a noi cresca il
suo Regno.


(>Omelia in occasione della Celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, 16 marzo 2008)







 

chiesadomestica.net


 

 
 
 

Post N° 1940

Post n°1940 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9

"L'idea
genericamente diffusa è che i cristiani debbano osservare una immensità
di comandamenti, divieti, principi e che quindi il cristianesimo sia
qualcosa di faticoso e oppressivo da vivere” per cui si è più “liberi
senza tutti questi fardelli". "Io invece vorrei mettere in chiaro che
essere sostenuti da un grande Amore e da una rivelazione non è un
fardello ma sono ali”.

Benedetto XVI nell'intervista a Radio Vaticana

http://www.chiesadomestica.net/

 
 
 

Post N° 1939

Post n°1939 pubblicato il 29 Marzo 2008 da annas9


Cari amici,


la festa della Divina Misericordia è un dono del Cuore misericordioso di Gesù attraverso S. Faustina e Giovanni Paolo II. E' il messagio di cui ha bisogno il nostro tempo che, nonostante l'illusione di fare a meno di Dio, anzi proprio per questo, è tentato di disperazione.

La misericordia è il più commuovente degli attributi divini.Dobbiamo imparare a guardare a Dio in questa luce,se vogliamo conoscerlo. Questo ci sarà possibile se fissiamo lo sguardo al Cuore misericordioso di Gesù.

Da quel Cuore escono l'acqua che lava i peccati e il sangue che ci comunica la vita. Da quel Cuore l'amore di Dio si
riversa sul mondo, purificandolo e santificandolo. L'amore di Dio è più grande di ogni peccato. Per quanto siamo caduti in basso, potremo sempre risalire dicendo col cuore: " Gesù confido in Te".

Teniamo nelle nostre case l'immagine di Gesù misericordioso e ricorriamo a Lui per ogni necessità,
recitando la Coroncina della divina misericordia.

Maria, Madre di misericordia, ci tende la mano per condurci al Cuore misericordioso Gesù.

Gesù Confido in Te. Maria fiducia mia,


Vostro P. Livio


 
 
 
 
 

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