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Creato da crisalidy il 27/02/2011

La crisalide

e la farfalla...

 

La moda del papy boy

Post n°1718 pubblicato il 11 Aprile 2014 da crisalidy

 Le ragioni dei papi-boy, ovvero: perché gli uomini preferiscono le giovani

Molti uomini nei rapporti sentimentali applicano la legge dell’inversamente proporzionale: più invecchiano, più vogliono avere accanto una compagna giovane. Non solo per il sesso, come accade ai cosiddetti sugar daddy, ma per costruirsi una nuova vita. E' accaduto anche a moltissime coppie famose. Niente di nuovo, quindi, salvo il nome scelto per definirli: papi-boy. Ma qual è la vera ragione per cui molti signori brizzolati preferiscono le donne giovani? E cosa tiene unite queste coppie? Abbiamo rivolto queste domande a 3 uomini e a una sessuologa

 

 

La teoria trova dimostrazione nelle scelte di uomini intorno ai cinquant’anni con un reddito e posizione sociale alti; parlamentari e industriali, uomini dello spettacolo e liberi professionisti, rarissimi i pensionati, gli impiegati e gli operai. Il bisogno di applicare la legge dell’inversamente proporzionale delle relazioni di coppia, quella per cui più aumenta l’età maschile più diminuisce quella femminile, si spiega con quella crisi di mezza età che fa venire voglia a molti over 50 di dimostrare a se stessi di essere ancora al top, fisicamente e sessualmente, e di rivivere le sensazioni dei 20/30 anni. Per loro hanno trovato un efficace nome: papi-boys, uomini convinti che la giovinezza si trasmetta come un virus attraverso un rapporto sentimentale con una donna nel fiore degli anni. Salvo eccezioni, il più delle volte la ragazza che si fidanza con un uomo âgè (a volte più anziano del padre) non si getta tra le sue braccia per un innamoramento incontrollabile e spontaneo. L’elenco di italiani con compagne giovanissime potrebbe essere lunghissimo, ma il primo posto lo conquista colui cui si deve anche il neologismo papi-boy, l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, seguito dall’onorevole Pierferdinando Casini, e poi da Flavio Briatore marito della giovanissima Elisabetta Gregoraci, e dal cantante Andrea Boccelli fresco di seconde nozze con una donna più giovane di lui di 20 anni. Oltreoceano, fece molto scandalo il matrimonio di Woody Allen con la giovanissima figlia adottiva e molte pagine della cronaca rosa si occuparono del matrimonio “a contratto” tra il brizzolato Michael Douglas e la giovane Catherine Zeta Jones.

Niente di nuovo, dunque, ma qual è la vera ragione per cui molti uomini “attempati” preferiscono le donne giovani? E cosa tiene unite queste coppie?
L’esperta: «Molti uomini hanno uno stile di vita sano, fanno sport, mangiano, viaggiano e si divertono. Si può dire che l’aspetto fisico e la mentalità di un uomo di 50 anni di oggi sia simile a quello di un 30enne di qualche decennio fa. Non stupisce, quindi, che un uomo maturo possa scegliere una compagna molto più giovane, né che una ragazza bella e indipendente possa essere felice con uomo dell’età del padre. A differenza di un trentenne, il compagno maturo non ha paura di un legame stabile, anzi è il momento in cui cerca un rapporto di coppia solido, ha raggiunto una sicurezza economica e un livello di vita che difficilmente un trentenne precario o a partita IVA può dare. La pillola blu ha risolto i problemi della “figuraccia” a letto, in più, grazie all’esperienza raggiunta con l’età, riescono a soddisfare i bisogni delle compagne giovani con più generosità dei trentenni. In questi rapporti la carta vincente è lo scambio di esperienze: l’uomo offre la sua maturità e il suo stato sociale, la ragazza ricambia con la freschezza del suo corpo e l’energia vitale della sua età. Con vantaggi reciproci». spiega Alessandra Graziottin, direttrice del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano.

E loro, i signori uomini, come motivano la loro scelta?
Gianni, 60 anni, imprenditore
: «Ho scelto una donna più giovane di me di 21 anni per una forma di nostalgia verso un’età che ho vissuto con troppe responsabilità e che sono riuscito a vivere con grande ritardo, come se mi fosse stata data nua seconda possibilità, grazie alla leggerezza e alla spontaneità della mia compagna. Ma non è solo per "nostalgia del tempo che fu" che mi sono innamorato di lei: ci legano affinità quasi totali nei gusti, dalla cucina allo sport, e l'approccio ai problemi sociali. Con mia grande sorpresa, le nostre amicizie si sono integrate con facilità, anche se prevalgono le mie, ma lei non rinuncia ai suoi desideri e non sopporta con rassegnazione, come farebbe una coetanea, le frequenti separazioni imposte dal mio lavoro. So di essere più profondo nei sentimenti e più maturo dei suoi coetanei, di non sfigurare nella passione e nel sesso, tanto che per ora le poche scenate di gelosie le ha fatte lei e non io. Avere una compagna giovane (che non ha voluto il matrimonio) mi costringe a non sedermi sugli allori, mi fa mantenere uno stile di vita sportivo e frizzante e grazie ai figli che abbiamo avuto assieme mi permette di restare al passo con i cambiamenti della società. La differenza generazionale si manifesta piuttosto con la mia tendenza al pessimismo storico, mentre lei ha la freschezza e le aspettative tipiche di una donna nel pieno della vita. Non ci siamo posti problemi sui soldi, io pago le spese più importanti per la casa e per i nostri due figli e lei usa il suo stipendio per quell che vuole, magari per regalarci un week end insieme. Quando la pancetta prenderà il posto degli addominali da 30 enne che ho mantenuto finora, forse sarò assalito dal timore che lei inizia a guardarsi attorno e si trovi un uomo della sua età, ma ora grazie ai nostri bambini siamo proiettati nel futuro insieme».

Massimo, 56 anni, dentista: «Era la mia giovane e molto sexy assistente alla poltrona, aveva 28 anni meno di me, viveva in una cittadina di provincia con la sua modesta famiglia e nel suo futuro c’erano il matrimonio con il suo fidanzato piazzaiolo e il mutuo per la vita. Mi sono innamorato follemente di lei e durante il corteggiamento le ho regalato anelli, borse e vestiti costosi. All’inizio non voleva lasciarsi andare, aveva paura del giudizio dei genitori, suo padre aveva solo qualche anno più di me, e di lasciare il suo ragazzo. Ma poi ha cominciato divertirsi nel nuovo mondo che le facevo scoprire: i ristoranti alla moda, gli alberghi di lusso e le belle feste a casa dei miei amici. Dopo qualche mese era innamoratissima, sempre di buon umore e molto paziente quando ero nervoso. Mi sentivo finalmente felice e appagato: non sapevo più cosa fosse la noia, caratteristica principale del matrimonio precedente, e la vita piena di stimoli mi faceva vedere il futuro fantastico. Per ritrovare la forma e mantenere i nuovi ritmi, ho ripreso a fare sport e con una dieta dimagrante ho perso quindici chili. Ho sostituito il risotto e le cotolette con il sushi e il sashimi, buttato via i vestiti classici e cominciato a curare la pelle del viso con creme e massaggi. Mi sembrava di vivere una seconda giovinezza. Avremo voluto sposarci, sognavo di avere i figli che non erano arrivati nell’unione precedente, ma lei non si sentiva pronta per diventare madre e ancora non era arrivato il divorzio del matrimonio precedente. Avevamo una vita davanti, pensavo, e aspettare qualche anno prima di avere figli ci avrebbe permesso di viaggiare e di divertirci con gli amici. Dopo tre anni di convivenza, al ritorno da un lungo viaggio in America, ho avuto un infarto. Sono rimasto in ospedale per molti mesi e la riabilitazione richiedeva cure faticose e assistenza costante. Ovviamente avevo i mezzi per pagare infermiere e persone di servizio ma lei, dopo un mese, ha fatto le valigie ed è sparita nel nulla. Avrei preferito morire per l’infarto piuttosto che essere abbandonato dalla donna che amavo nel momento peggiore della mia vita. Per fortuna, dopo le cure sono riuscito a ritornare alla vita normale, e il mese prossimo sposerò la donna ucraina (con 30 anni meno di me) che mi ha assistito amorevolmente giorno e notte».

Paolo, 62 anni, industriale: «Ci siamo incontrati più di 20 anni fa, io allora ero dirigente in una compagnia assicurativa, ma ogni tanto andavo alla libreria dell’università a comprare dei libri o a bere un caffè con ex compagni diventati docenti. Avevo alle spalle un matrimonio fallito e due figli, ero un single sereno con un giro piacevole di amicizie e qualche storia senza impegno, non ero certo alla ricerca del grande amore. Lei era una studentessa universitaria seguita per la tesi da un mio amico docente, il giorno in cui è entrata nel suo ufficio ho capito che era la donna della mia vita. È stato un colpo di fulmine anche per lei e i 15 anni di differenza non sono stati un ostacolo al nostro amore. Lei è entrata nella mia vita come un (piacevole) tsunami, fin da subito abbiamo scoperto affinità culturali e passioni comuni, la più piacevole per la cucina e i ristoranti etnici. La famiglia di lei, piccoli commercianti brianzoli, si è opposta alla nostra relazione con tutti i mezzi, mi considerava vecchio, troppo diverso da loro e - vergogna delle vergogne - un separato! Il matrimonio che mi lasciavo alle spalle m’impediva ancora di portare all’altare la figlia, così come la presenza dei miei due figli. Nei primi mesi della relazione, per riportare a casa la ragazza hanno persino tentato un rapimento. La loro forte opposizione ci ha resi più uniti e determinati e in poco tempo abbiamo messo su casa insieme e iniziato una convivenza molto divertente e movimentata. Dopo una decina di anni è nata una splendida bimba, la nostra passione per la cucina è diventato un lavoro, abbiamo messo in piedi una società di catering e la sua famiglia, per amore della nipote, alla fine ha accettato il nostro rapporto si è riavvicinata. Si potrebbe concludere con “e vissero tutti felici e contenti”, però... Che dire, passati i 60 anni sento che il tempo passa velocemente e la vita familiare comincia a darmi un leggero senso di claustrofobia, ho voglia di viaggiare e di fare nuove esperienze. Anche femminili. Il mio sogno? Una nuova giovane donna che mi contagi la voglia di vivere e mi coinvolga in progetti nuovi».

 

 
 
 

L'evoluzione del maschio

Post n°1717 pubblicato il 11 Aprile 2014 da crisalidy

 

 
 
 

Le librerie pi belle al mondo

Post n°1716 pubblicato il 31 Marzo 2014 da crisalidy

Libreria Acqua Alta, Venezia.

La Bbc la cita come "unica libreria sott'acqua". O quasi.

E mostra questa immagine, che l'autrice, Justine Bibler,

che si trovava nella Serenissima nel novembre scorso,

così commenta, su Flickr: "Venezia è allagata...... ma la

Libreria Acqua Alta è regolarmente aperta. In effetti, è

nel suo elemento".

Di fatto, la particolare collocazione dell'esercizio

costringe il proprietario a frequenti traslochi delle

pubblicazioni, dal basso verso l'alto e viceversa...

Librerie, le 10 più belle del mondo. Due sono italiane

Da Maastricht a Baires, da Parigi alla California. Ma ci

sono anche due nomi italiani, tra le 10 librerie più belle

del mondo "nominate" dal sito della BBC: sono la libreria

del complesso di Corso Como, a Milano, e la Libreria

Acqua Alta di Venezia.

 

 

 
 
 

Polli nelle parti intime

Post n°1715 pubblicato il 25 Marzo 2014 da crisalidy

SORPRESA AD INFILARSI I POLLI

DEL BANCO FRIGO NELLE PARTI

INTIME.

ARRESTATA

Polli

La storia ha davvero dell’incredibile ma è

realmente accaduta alla periferia della

Capitale.

Una donna di 35 anni, inspiegabilmente,

ha iniziato a infilarsi i polli del banco frigo

di un supermercato di Ciampino nelle parti

intime davanti a numerosi clienti del

supermercato.

Immediata è scattata la denuncia da parte

dei responsabili del punto vendita così

come l’intervento degli agenti.

Il Nucleo Operativo di Ciampino è così intervenuto arrestando la signora per “Atti

Osceni”.

 
 
 

Matrimoni gay

Post n°1714 pubblicato il 25 Marzo 2014 da crisalidy

MATRIMONI GAY, IL PRETE ANDREW CAIN SFIDA
LA CHIESA ANGLICANA:
SPOSERÀ IL SUO COMPAGNO

Il sacerdote Andrew Cain e il suo compagno Stephen Foreshew

Si chiama Andrew Cain e in giugno dirà “Sì” al suo partner di lunga data Stephen Foreshew. Tutto nella norma, se non fosse che Cain, 50 anni, è da una trentina “Padre Cain”, vicario di due parrocchie nel Nord-ovest di Londra.

 

La norma sulla legalizzazione dei matrimoni gay entrerà in vigore in Inghilterra alla fine del mese di marzo, ma i vescovi anglicani non sono della stessa idea: formalmente proibiti i matrimoni religiosi tra persone dello stesso sesso, e di unioni omosessuali per i preti non se ne parla nemmeno. Anzi, i prelati gay vengono accettati in seno alla Chiesa a patto che non pubblicizzino il proprio orientamento sessuale. Ma Cain, al momento, non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro: lui e il suo fidanzato hanno formalizzato la loro intenzione di sposarsi la settimana scorsa.

 

«La Chiesa anglicana conta un numero impressionante di preti omosessuali, quasi un terzo – ha detto il prete al quotidiano The Daily Beast – I gay spesso hanno una sensibilità molto forte nei confronti delle questioni spirituali». Cain, molto amato nella sua comunità per il suo impegno a mettere la parrocchia al centro delle attività sociali, ha ricevuto nei giorni scorsi una vera e propria “predica” da parte del proprio vescovo di riferimento, che lo ha rimproverato per la sfida apertamente rivolta alle istituzioni ecclesiastiche cercando di convincerlo a cambiare idea. Una presa di posizione degna degli “uomini di Neanderthal”, secondo il vicario. «Ho sempre adorato il mio lavoro, ma al momento trovo abbastanza difficile amare la Chiesa: sono arrabbiato e amareggiato», ha fatto sapere.

 

Fidanzato con Foreshew da 14 anni, il prelato ha fatto la proposta di matrimonio il 14 febbraio scorso con tanto di inginocchiamento d’ordinanza. Il suo partner, ateo, si è detto fiero del coraggio del promesso sposo ma anche molto preoccupato per le ripercussioni che il matrimonio potrebbe avere sull’incarico di Cain. Secondo i beninformati, il sacerdote potrebbe andare incontro a sanzioni o anche alla destituzione, il che sarebbe «molto doloroso ed estremamente traumatico per lui», ha dichiarato il suo partner al Daily Beast. Per il momento, il luogo del matrimonio è tenuto segreto. «A creare il caso sono stati i vescovi, non io», ha puntualizzato Cain.

 
 
 
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