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Messaggi del 05/05/2012

DAL MESSICO LA GUERRA DEI NARCOS

Post n°777 pubblicato il 05 Maggio 2012 da crisalidy

1- MARCANO IL TERRITORIO CON I CORPI SMEMBRATI IN MODO ORRENDO. CON LE PERSONE IMPICCATE LASCIATE PENZOLARE DA UN PONTE. CON I GIORNALISTI IMBAVAGLIATI PER SEMPRE CON UNA RAFFICA DI MITRA. LA POLIZIA NON FA A TEMPO A RIMUOVERE I CADAVERI CHE C’È UN’ALTRA CHIAMATA. ALLE 8.57, NEI PRESSI DEGLI UFFICI DOGANALI LASCIANO DEI SACCHI NERI E DELLE GHIACCIAIE. GLI AGENTI SANNO GIÀ COSA LI ASPETTA: NEI SACCHI CORPI FATTI A PEZZI DI 14 PERSONE. NELLE GHIACCIAIE LE TESTE- 2- NELLE ULTIME ORE LA NARCO-GUERRA MESSICANA HA RAGGIUNTO IL SUO PICCHIO DI SANGUE-

 

CACCIA I NARCOS IN MESSICO

Sono le 1.30 della notte tra giovedì e venerdì. La polizia è avvisata che ci sono 9 impiccati appesi ad un ponte. Cinque uomini e quattro donne. Li hanno picchiati in modo selvaggio, poi li hanno messi lì. Come segno di ammonimento. C'è la «firma». Su un lenzuolo i Los Zetas hanno scritto il loro comunicato dove accusano le vittime di appartenere al cartello rivale del Golfo.

 

NARCOS-MESSICO

NARCOS-MESSICO

Una volta trescavano insieme, oggi sono nemici agguerriti. Con i primi ci sono quelli di Juarez e i «gatilleros» (killer) dei Beltran Leyva. Il Golfo, invece, ha il sostegno dei killer di Sinaloa, il cartello del boss dei boss, El Chapo Guzman. La polizia non fa a tempo a rimuovere i cadaveri che c'è un'altra chiamata. Alle 8.57, nei pressi degli uffici doganali lasciano dei sacchi neri e delle ghiacciaie. Gli agenti sanno già cosa li aspetta: nei sacchi corpi fatti a pezzi di 14 persone. Nelle ghiacciaie le teste. Non si esclude che la seconda strage sia una vendetta per gli impiccati.

 

NARCOS-MESSICO

 

RIVALITÀ PIÙ FORTI - I due episodi segnano soltanto uno dei punti di scontro. È l'intero narco-fronte ad essere in movimento. Le rivalità tradizionali si sono fatte ancora più forti per il tentativo di Sinaloa di «mettere a posto» i Los Zetas che ribattono colpo su colpo. Se tu entri nel mio territorio, io ti colpisco nel tuo. E cerco di formare alleanze tattiche con le gang giovanili o bande locali.

 

NARCOS-MESSICO

NARCOS-MESSICO

 

Servono molte bocche da fuoco. Non sono scaramucce ma sparatorie che metterebbero in fuga anche i talebani. Di sicuro i narcos sono meglio armati dei guerriglieri. Nelle montagne attorno a Choix, ad esempio, non hanno esitato ad attaccare l'esercito con i Kalashnikov, i temuti fucili Barret in grado di bucare le blindature dei mezzi, i lanciagranate.

I soldati, però, erano pronti e si sono inseriti nel «duello» tra Zetas e Sinaloa usando anche gli elicotteri. I gangster sono morti a decine: le cifre al ribasso parlano di 28 morti ma secondo altre fonti sono più di 50. Tutto provvisorio. Perché anche se dovessero calmarsi a Choix «scalderanno la piazza» da qualche altre parte.

 

Guido Olimpio per Corriere della Sera

NARCOS-MESSICO

NARCOS-MESSICO

Marcano il territorio con i corpi smembrati. Con le persone lasciate penzolare da un ponte. Con i giornalisti imbavagliati per sempre con una raffica di mitra. Nelle ultime ore - non molto diverse da quelle che le hanno precedute - la narco-guerra messicana ha raggiunto uno dei suoi picchi di sangue. È inutile cercare di fare il bilancio definitivo, perché c'è sempre un morto ammazzato da aggiungere.

NARCOS-MESSICO

NARCOS-MESSICO

APPESI A UN PONTE - Solo a Nuevo Laredo, città al confine con il Texas, almeno 23 vittime, trucidate in modo orrendo. Poi quattro reporter freddati nello stato di Veracruz. E decine i «caduti» nella battaglia che dal 28 aprile infuria attorno a Choix, Sinaloa. Riprendiamo il filo (di sangue) da Nuevo Laredo.

 
 
 

LEGGE 40: A CRETA PER AVERE UN FIGLIO, MA É MALATO. I GENITORI DENUNCIANO NAPOLITANO

Post n°776 pubblicato il 05 Maggio 2012 da crisalidy

 

ROMA- Tragica storia quella di due genitori italiani. Sterili, si sono rivolti al centro di fecondazione assistita Clinica Matera Fertility Crete, a Creta, per avere un figlio con la fecondazione eterologa, vietata in Italia dalla legge 40. Il bambino nasce con la neurofibromatosi, patologia genetica rara e mortale di cui il padre non è portatore e le cui basi risiedono invece nell'ovocita donato, in anonimato, da una donna alla clinica greca. È il calvario di una coppia italiana che si è rivolta ad un centro estero per ricorrere alla procreazione assistita con donazione di gameti. Alla nascita il bimbo dà i primi segnali della malattia ma il centro medico non dà informazioni sulla donatrice. La coppia gira gli ospedali italiani, spende tutti i risparmi, perdono entrambi il lavoro per le continue assenze. La madre mette all' asta un suo rene in Internet per affrontare le spese per curare il piccolo, cosciente del divieto. Questa, in sintesi, la lettera di denuncia spedita oggi al Presidente della Repubblica. «Se avessimo potuto tentare di avere un figlio nel nostro Paese con le garanzie che fino al 2004 vi erano per l'eterologa non saremmo così disperati» scrivono i genitori.

«Attendiamo l'udienza della Corte Costituzionale del 22 maggio prossimo sulla legittimità costituzionale del divieto di applicazione delle tecniche eterologhe nel nostro Paese, così come previsto dalla legge 40. È quanto afferma l'avvocato Filomena Gallo, segretario dell'associazione Coscioni in merito alla vicenda della coppia italiana che si è rivolta in un centro di Creta per la procreazione assistita. »I quindici giudici della Corte verificheranno la corrispondenza dell'articolo 4, comma 3, di questa legge con le garanzie costituzionali, su istanza del tribunale di Firenze che ha già sollevato il dubbio di legittimità del divieto. Mi aspetto che questa stortura italiana - aggiunge Gallo - decada e che il diritto ad essere genitori sia garantito allo stesso modo a tutti coloro che si sentono pronti a crescere ed amare i figli« . »Sul caso della clinica di Creta - aggiunge Gallo - è stata avviata una procedura legale per ricevere tutti i documenti. Seguirà una denuncia in sede internazionale per violazione delle normative comunitarie in materia di sicurezza sui materiali biologici, la cui tracciabilità deve essere garantita per risalire ai dati genetici dei donatori, in questo caso dei gameti femminili donati alla coppia italiana. A Creta non hanno rispettato i criteri minimi di sicurezza accertandosi che i donatori non fossero portatori di malattie genetiche, fatto gravissimo«. »I divieti - conclude Gallo - determinano situazioni di illegalità. Tutto ciò non sarebbe accaduto in Italia dove queste tecniche sono state impiegate con successo, senza problemi di natura scientifica nè giuridica, prima del divieto imposto nel 2004 dalla legge 40«.


 

 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

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