Messaggi del 07/07/2012
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Post n°870 pubblicato il 07 Luglio 2012 da crisalidy
![]() Che il cervello e l'intelletto non siano più patrocinato delle showgirl, al giorno d'oggi, è un dato da ritrattare! In altre parole anche le showgirl e le soubrette dei nostri giorni si sono conformate a quell'atteggiamento lucroso degli ultimi anni (si pensi a festini vari e "Bunga Bunga di ogni genere) che sembra nascondere dietro la prorompente formosità di una donna di spettacolo, un vero giro economico non di poco conto. Insomma più che showgirl dovremmo considerarle delle vere e proprie " self marketing and comunication manager".
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Post n°869 pubblicato il 07 Luglio 2012 da crisalidy
NAPOLI, IL COMUNE NON PAGA LA RETTA PER LA DIALISI. BIMBO DI 3 ANNI RISCHIA LA VITA
BENEVENTO - Un bimbo di tre anni, affetto da una grave patologia e quindi costretto tutti i giorni a dodici ore di dialisi, in affidamento a una casa famiglia, rischia la vita in quanto il comune di Napoli non paga le rette dallo scorso mese di ottobre. La denuncia-appello alle istituzioni è stata fatta dal presidente della casa famiglia «Stella» di Tocca Caudio (Benevento), Luigi De Gennaro. Il piccolo, che si chiama Francesco, sin dai suoi primi mesi di vita, quando venne abbandonato dai suoi genitori e assegnato ai servizi sociali del comune di Napoli, fu ricoverato presso la casa famiglia sannita. «Da allora - denuncia il presidente della struttura - il piccolo ha necessitato di continue e costanti cure e di numerosi ricoveri in strutture specializzate per il continuo aggravarsi delle sue condizioni fisiche».Fino ad oggi, infatti, il piccolo ha dovuto sottoporsi a sette interventi chirurgici. «Ad ora - conclude De Gennaro - non pervenendo sussidi e pagamenti delle rette da parte del comune di Napoli si mette a rischio la sopravvivenza della struttura e la incolumità del piccolo Francesco che, dopo tante disavventure, ha finalmente trovato un suo equilibrio affettivo ed emozionale con persone che lo assistono e lo amano da quasi tutta la vita».
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Post n°868 pubblicato il 07 Luglio 2012 da crisalidy
CASSAZIONE, LA FRASE: "LEI NON SA CHI SONO IO" É UNA MINACCIA
ROMA- Gli italiani, potenzialmente, sono tutti a rischio di finire condannati per minaccia perchè tutti, prima o poi, pronunciano la fatidica frase - cara a Totò - 'lei non sa chi sono io, questa gliela faccio pagare!': la Cassazione ha, infatti, stabilito che l'espressione ha un contenuto in grado di limitare la «libertà psichica» altrui se scappa di bocca in un «contesto di alta tensione verbale». Per questo la Suprema Corte ha deciso di annullare l'assoluzione di un signore di Salerno che aveva così inveito contro una conoscente, la signora Licia C., alla quale era legato da vecchia ruggine. Contro il verdetto di proscioglimento di Antonio G., distinto sessantenne, graziato dal giudice di pace che - con il suo verdetto del 27 aprile 2010 - aveva ritenuto «l'inidoneità offensiva» della locuzione ora incriminata, il Procuratore generale della Corte di Appello di Salerno ha protestato in Cassazione inoltrando un ricorso inneggiante alla condanna. A nulla sono valse le memorie difensive con le quali il legale del povero Antonio G. ha lamentato la «persecuzione giudiziaria» in atto ai danni del suo cliente che, in fin dei conti, non aveva detto nulla di così spaventoso. I supremi giudici - con la sentenza 11621 - hanno sottolineato che sì, a ben vedere, «l'espressione deve essere valutata nel suo complesso e il giudice di pace non si è soffermato adeguatamente a considerare il contesto in cui si inseriva, escludendone ogni idoneità minatoria». Invece - prosegue l' Alta Corte - «l'espressione andava, e andrà valutata dal giudice del rinvio, nel concreto ambito nel quale era stata pronunciata, in un contesto cioè di alta tensione verbale, da persona che utilizzando l'espressione che 'l' avrebbe fatta pagarè essendone capace ('non sai chi sono iò) colorava e riempiva di contenuti minacciosi la frase pronunciata, perchè nulla ne circoscriveva il significato all'adozione di iniziative lecite». A sostegno della sua tesi, la Cassazione ricorda che «nel reato di minaccia elemento essenziale è la limitazione della libertà psichica mediante la prospettazione del pericolo che un male ingiusto possa essere cagionato dall'autore alla vittima, senza che sia necessario che uno stato di intimidazione si verifichi concretamente in quest'ultima, essendo sufficiente la sola attitudine della condotta ad intimorire e irrilevante l'indeterminatezza del male minacciato purchè questo sia ingiusto e possa essere dedotto dalla situazione contingente». Ora la vicenda - che risale al 13 gennaio 2006 - si riapre davanti al giudice di pace. Nulla è dato sapere della cornice di acceso diverbio nella quale Antonio G. ha perso le staffe, ma si capisce che si tratta di attriti ripetuti e di vecchia data. Forse banali questioni di vicinato o di posto macchina. Quelle nelle quali, in realtà, nessuno si limita più a dire 'lei non sa chi sono io!...'
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Post n°867 pubblicato il 07 Luglio 2012 da crisalidy
In questo periodo abbiamo una crisi non indifferente è vero.... ma è pur vero che spesso dimentichiamo il vero significato della vita così si preferisce parlare di vacanze... gossip e veline piuttosto che dei più bisognosi! Un esempio lampante è il bimbo ritratto nel video e della sua voglia di vivere... che lo porta a bere il latte di una cagna randagia! Ma i nostri politici per carità.... non vogliono si tocchi nememno un centesimo del loro umile stipendio perchè altrimenti non arriverebbero a fine mese....
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Inviato da: crisalidy
il 12/05/2013 alle 02:09
Inviato da: esperiente
il 11/05/2013 alle 23:39
Inviato da: loverock86
il 19/03/2013 alle 17:17
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il 03/02/2013 alle 18:18
Inviato da: crisalidy
il 03/02/2013 alle 16:52