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Creato da Uto88 il 29/05/2006

CLEAN moleskine

il moleskine è pulito perchè quando scrivo lo faccio qui.

 

 

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come l'aria, fuori traccia nel corridoio

Post n°101 pubblicato il 02 Giugno 2007 da Uto88

Questo post ho provato a scriverlo quattro volte negli ultimi giorni. ora forse ce la faccio, mi sento un po' più libero, quasi come l'aria, ma quella compressa dentro un pneumatico.

Le lancette di windows vista (also called window svista perchè è un po' confusionario, quasi quanto me) segnano le due e tre minuti.

Quello di oggi è stato l'ultimo giorno di scuola. Quella giornata che per cinque anni mi sono immaginato mettendo a dura prova una fantasia per altro già provata.

Ogni tanto ne parlavo con Dandyna88 scendendo le scale antiscivolo e pensavamo a quanti gradini avessimo ancora da scendere prima di arrivare al capolinea, alla fine neanche ce lo chiedevamo più, lo pensavamo e basta mentre tra una rampa e l'altra le scarpe sgommavano e frenavano sugli adesivi della scala, adesivi che rispecchiavano un po' il nostro umore: grigio e sotto i piedi.

Poi un bel giorno quelle scale le scendi -forse- per l'ultima volta. Arriva l'ultima ora, con tanto di sottofondo musicale, non è Venditti, neanche la Rettore, è un duetto ancora più straziante, qualcosa che forse neppure la mente perversa di Dario Argento poteva immaginare: Tiziano Ferro featuring (o versus?) Laura Pausini che continuano a straziarsi a botte di acuti chiedendosi "ma puoi dirmi come questo può finire?".

Non lo chiedere a me, io per diciannove anni mi sono immaginato canzoni epiche per il mio ultimo giorno di scuola, qualche final countdown o qualche zolfa italiana ma sensata invece devo ascoltare Ferro&Pausini.

Io non lo so come può finire, a volte mi chiedo davvero se e come finirà, dove finirò e cosa farò, è in certe situazioni che torna a galla il pessimismo cosmico.

E quando la campanella dell'ultima ora dell'ultimo giorno di scuola suona ti aspetti un epilogo modello "notte prima degli esami" ma poi ti ricordi che non sei Luca e tu quasi hai una storia più sfigata della sua.

Anche se in fondo al cuore quella scuola la odio perchè non l'ho scelta volentieri  so che ora le devo qualcosa.

Ripasso nel corridoio che ogni giorno stretto tra i denti ho maledetto in silenzio per non dare soddisfazioni a nessuno.

In quel corridoio ci ho sbriciolato panini sull'esempio di Pollicino tutte le volte che non sapevo bene che strada prendere. Quel corridoio ha fatto da sfondo a crolli di certezze, tante, forse troppe ma nello stesso tempo mi ha regalato qualcosa in cui non avrei mai sperato. E tutto il mio percorso è stato una macedonia di casualità che in un modo o nell'altro mi hanno fatto arrivare ad essere così come sono

Se tutto andrà bene tutto mi mancherà, mi fa strano ammetterlo, fino a quindici ore fa non l'avrei mai pensato.

Anche il bidello sai che ti mancherà, anche se non ti ha mai aperto il bagno quando ti serviva, anche se ha messo a repentaglio ogni giorno la tua vescica.

Quel banco che ogni giorno invecchiava, si rigava e si sporcava insieme a te quasi vorresti portartelo dietro. e la finestra sporca da cui si vede l'obitorio? il crocifisso fotocopiato su un foglio A4? un po' anonimo ti ricorda che forse qualcuno dall'alto ti ha seguito anche se imprigionato dentro un foglio bianco e uno spruzzo di toner nero.

Non lo so bene dove voglio andare a parare, forse sono ancora ferro&pausini che si chiedono come è che può finire e io succube continuo a scrivere fino ad arrivare ad un epilogo che mi piaccia, solo che difficilmente riesco a trovare qualcosa che mi piaccia davvero senza che finisca per uscire fuori traccia

e anche questo l'ho imparato nel famoso corridoio.

 

ancora qualche giorno e torno più cazzeggiante che mai.

 
 
 
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UTOTTOTTO STORIA SEMISERIE IN QUARANTATRE RIGHE

Utottotto è nato 19 anni fa nell'ospedale di Padre Pio e si è diplomato nella scuola in cui ha studiato Wladimir Luxuria. Come qualcuno può dedurre abita nella città natale  di  Pulsatilla e Renzo Arbore.

Porta il cognome di un noto cantante napoletano, sua madre quello di un poeta recanatese che ha passato tutta la sua vita prendendo freddo ad una finestra guardando una certa Silvia che non se l'è mai filato. Il poeta in questione dopo essere andato in bianco ha scritto "il passero solitario".

Il nome di Utottotto ricorda vagamente quello di un pittore che disegnava orologi fusi e giraffe in fiamme, convinto di essere portato per la pittura a 15 anni ha partecipato ad un paio di mostre collettive, suscitando solo l'interesse di un paio di avanguardisti (evidentemente miopi) e una ciurma di bambini che tuttavia non hanno comprato manco un quadro... (sottigliezze)

appesi i pennelli al chiodo e i quadri alla gola è finita la parentesi dandy.

Dopo aver scoperto che il suo avo recanatese è stato uno dei primi giornalisti italiani è entrato nella redazione di un giornale culturale

Ora spera solo di non fallire nel campo "letterario" altrimenti gli resta solo da cantare la neomelodica napoletana come il cantante con cui condivide il cognome.

 

se vuoi insultarmi, conoscermi, chiedermi qualcosa la mia mail è whoisuto88[chiocciola]libero[punto]it
 
 

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