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POET'S HEART

La vita in versi

 

Wislawa Szymborska - Addio a una vista

Post n°29 pubblicato il 25 Marzo 2014 da Cuore_del_poeta
 

 

Wislawa Szymborska

"Addio a una vista"


Anche la scelta
della lirica di oggi, non è casuale.
Si basa sul fatto che Marzo
è il mese in cui si celebra la
Giornata Internazionale della Donna
e quindi il Poeta ha scelto
l'opera di una poetessa,
ma non una qualsiasi..
Visto che il blog ha sempre
uno sfondo musicale
selezionato con cura,
vi propone oggi
un'autrice che è stata definita
"Il Mozart della poesia"
per il suo tocco ironico, preciso
e raffinato nello scolpire
"frammenti di verità umana".


Szymborska era una signora riservata
e tale è sempre rimasta,nonstante il
premio Nobel per la letteratura,
e la poesia che leggerete è
una di quelle più personali
perchè tratta del suo amore.
"Addio a una vista"
può essere letta alla stregua
di una dichiarazione d'intenti,
di una sintesi di pensiero,
di un manifesto.



Non ce l'ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta - come se tu vivessi ancora -
bella come era.

Non ho rancore
contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
su un tronco rovesciato di betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, a ridere
e a tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l'amore
e che lui la stringa
con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro,
ora nere.

Una cosa soltanto non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza -
ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

 

L'amore della Szymborska
verso l'amato che è morto sopravvive
nonostante tutto alla «primavera
che adempie ogni anno ai suoi doveri»,
al «filo d'erba» che continua ad oscillare,
agli «isolotti di ontani» che
«hanno di che stormire» -
la morte non provoca «rancore
contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole»,
e la fedeltà oltre la morte
consente perfino di tollerare
«che degli altri, non noi,
siedano in questo momento
su un tronco rovesciato di betulla».


Lo sguardo sull'amore della Szymborska
apertamente emerge dalla latenza
nella quale esso è riposto
in tutte le altre poesie,
emerge con pudore e delicatezza.
E il pensiero della primavera
in cui tutto rinasce,
come stiamo sperimentando
in queste magnifiche giornate di sole,
non è per lei doloroso, ma solo
stimolo ad un ricordo
che ancora vive nel suo cuore...




 
 
 
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