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Riprendiamoci il mare

 

 

Petizione popolare per la Via Cristoforo Colombo

Post n°126 pubblicato il 26 Febbraio 2014 da cycom
 
Foto di fracalde

FIRMA LA PETIZIONE

La situazione

La tragedia che ha visto vittima nella notte di Capodanno il povero Lorenzo Greco, diciassettenne investito da un’auto mentre attraversava a piedi la Via Cristoforo Colombo a Casalpalocco, ha riportato per qualche giorno alla ribalta dei giornali e dei politici la disperata situazione della sicurezza di questa normalissima strada di competenza del Comune di Roma, che ha una particolarità unica: quella di spaccare in due il tessuto urbano del X Municipio e di isolare di fatto le oltre 30.000 persone residenti all’Infernetto dal resto del quartiere. Per un tratto di circa 12 chilometri, da Malafede al mare, non esiste infatti un solo attraversamento pedonale! Nonostante le aree residenziali si siano moltiplicate a dismisura negli ultimi decenni, sebbene questa strada attraversi l’unica Riserva Naturale urbana di Roma frequentata da migliaia di persone, chi osa attraversare questa strada lo fa a proprio rischio e pericolo, cosciente di commettere un’infrazione e magari di dover ripagare le spese di carrozzeria dell’auto che lo dovesse investire. Uno scandalo urbanistico, di mobilità e di sicurezza che grida vendetta e che periodicamente riemerge al morto di turno, con le solite promesse di interventi tanto imponenti quanto nei fatti inutili, insostenibili ed improponibili. Mentre qui si continua a morire, non per colpa di un incidente, né perché ‘vittima della strada’, ma perché vittime dell’incapacità politica e tecnica di chi dovrebbe curarsi della sicurezza di questa strada e del territorio tutto.

Per la Via Cristoforo Colombo nel X Municipio abbiamo sempre chiesto e torniamo a chiedere di realizzare, subito, 5 semplici, sicuri, accessibili, economici, sostenibili e normalissimi attraversamenti pedonali (strisce pedonali!) in corrispondenza delle TUTTE le intersezioni semaforiche esistenti, in quanto TUTTE costituiscono una seria minaccia alla sicurezza ed all’incolumità dell’utenza debole e TUTTE costituiscono potenziali ed indispensabili punti di attraversamento pedonale, oltre che ciclabile:

1.      Tra Via Pindaro e Via W.Ferrari, principale punto di collegamento tra Infernetto e Axa-Casalpalocco per le centinaia di lavoratori e studenti che la attraversano quotidianamente.

2.      All’incrocio con Via di Casalpalocco, per consentire l’accesso ai nostri figli, a piedi o in bicicletta (e comunque in sicurezza, non in auto), al punto verde qualità dei Parchi della Colombo, ai servizi, agli impianti sportivi ed ai commerci e che, insieme al precedente, costituisce un’indispensabile punto di ricucitura.

3.      All’incrocio con Via del Canale della Lingua, per accedere in sicurezza al percorso ciclabile per la pineta ed il mare e per mettere finalmente in sicurezza il percorso stesso (che ad oggi termina contro un guard-rail da un lato e in un fosso dall’altro!!!).

4.      All’incrocio con Via del Lido di Castelporziano e Viale del Circuito, per dare continuità alla Riserva Naturale del Litorale Romano, frequentata da migliaia di persone e grande potenzialità turistica del territorio, attualmente spezzata in due dalla Colombo.

5.      All’incrocio con Via della Villa di Plinio, per le ragioni di cui sopra, di fatto già punto di attraversamento delle migliaia di utenti della pineta, che impegnano a piedi o in bicicletta l’incrocio a rischio della propria vita.

Cinque interventi tanto semplici quanto ovvi e realizzabili in poche settimane, per un impegno economico modesto e sicuramente sostenibile anche per le casse vuote di questa città. La risposta politica è stata riproporre nuovamente l’idea di costruire un sovrappasso a Via Pindaro, dove un incrocio già esiste: lunghissimi e costosi lavori per un risultato che ha già dimostrato di essere inefficace, di difficile accesso, di problematica fruibilità e di scarsa praticità per anziani, bambini e disabili, che dovrebbero salire e scendere l’equivalente di due piani di scale ad ogni attraversamento. Un sovrappasso ciclopedonale avrebbe semmai senso all’altezza dei Parchi della Colombo, dove un modo di attraversare non esiste proprio! Perché politici e tecnici propongono un tale controsenso quando la soluzione pare così ovvia? Tanto più che non è mai esistito alcun vincolo imposto dal Codice della Strada che vieti di realizzare semplici attraversamenti pedonali alle intersezioni semaforiche già esistenti, essendo la Via Cristoforo Colombo classificata ancora come strada extraurbana, nel tratto tra l’EUR ed Ostia. Ciò risulta paradossalmente vero nonostante la realtà dei fatti sia profondamente mutata negli ultimi decenni e la Cristoforo Colombo nel X Municipio scorra ormai tra ali di case e gli unici a non accorgersene siano proprio i funzionari della mobilità. Nemmeno i tempi semaforici risentirebbero percettibilmente della realizzazione di normali attraversamenti pedonali. Perché dunque investire migliaia di euro in qualcosa di insostenibile e che non risolve il problema?

Ad essere maligni verrebbe da sospettare che, per un politico che volesse speculare su una disgrazia, una foto sui giornali o un’intervista vicino ad un imponente e fotogenico sovrappasso da 500.000 euro (sopra un semaforo...) varrebbe molto di più in termini di voti e ‘ritorno di immagine’ di una vicino a 5 banali attraversamenti pedonali, molto più funzionali ed economici ma di modesto impatto mediatico. O forse si potrebbe pensare che la politica di mobilità di Roma Capitale sia ancora quella brillante della ‘fluidificazione del traffico’, degna dei migliori anni ottanta, per cui sarebbe inaccettabile modificare leggermente la tempistica semaforica delle intersezioni per rispettare il diritto delle persone che qui ci vivono (di un ragazzo di diciassette anni che torna da una festa…) di attraversare una strada e muoversi a piedi o in bicicletta senza morire, a scapito di qualche auto al minuto in meno che si imbottiglia in un’arteria dalla funzionalità già compromessa. Mentre già da decenni in tutta Europa e nel mondo il traffico si cerca invece di moderarlo, proprio riducendo i flussi, la circolazione dei mezzi privati ed incentivando il TPL e la mobilità sostenibile. La ‘fluidificazione’ della Cristoforo Colombo non ha fatto che portare più macchine, a peggiorare la condizione di ‘sequestrati in casa’ che gli abitanti devono subire tutti i fine settimana d’estate, a rendere il lungomare un’autostrada di scorrimento ed un immenso parcheggio a cielo aperto (tanto che risulta più piacevole passeggiare sulla tangenziale est che sul lungomare di Ostia…). La scellerata politica della fluidificazione del traffico non ha fatto altro che peggiorare la nostra qualità della vita ed a privarci di qualsiasi alternativa di mobilità sostenibile e di trasporto pubblico, ad obbligarci ad un calvario di oltre un’ora per raggiungere l’EUR in autobus, per di più ad un costo in termini economici, di svalutazione delle nostre abitazioni, di potenzialità turistica devastata (e di sangue) incalcolabili. Mentre il Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma Capitale da quasi un decennio prescrive di realizzare un Corridoio della Mobilità sulla Cristoforo Colombo per il trasporto pubblico in sede propria, unica soluzione che darebbe una vera alternativa efficiente, sensata e sostenibile a questo territorio, che possa far fronte all’impennata dello sviluppo residenziale (che lo stesso PRG ci ha regalato!), che colleghi l’EUR e le linee di metropolitana con Ostia ed il litorale in 15 minuti. Ebbene, al Dipartimento Mobilità di Roma Capitale “non risultano studi, analisi e/o progetti in merito”! Molto probabilmente il raddoppio di Via di Acilia ed il sottopasso di Via di Malafede vedranno la luce, a costi esorbitanti (milioni di euro, dei nostri soldi!), con il risultato che continueremo a non avere scelta, che l’unica linea di autobus che collega Axa, Palocco, Infernetto e Malafede con Roma continuerà ad incolonnarsi nelle code interminabili del traffico, che non scompariranno magicamente ma saranno spostate, sempre più lunghe, solo 100 metri più avanti…

Cosa chiediamo?

1.     REALIZZARE, SUBITO, SENZA ATTENDERE UN’ULTERIORE, ENNESIMA TRAGEDIA, 5 ATTRAVERSAMENTI PEDONALI E CICLABILI CON SEGNALETICA ORIZZONTALE E VERTICALE ED OPPORTUNO ADEGUAMENTO E MESSA IN SICUREZZA DI TUTTE LE INTERSEZIONI SEMAFORICHE DELLA VIA CRISTOFORO COLOMBO NEL X MUNICIPIO;

2.     UN IMPEGNO A DARE LA MASSIMA PRIORITA’ ALLA REALIZZAZIONE DEL CORRIDOIO DI MOBILITÀ DELLA CRISTOFORO COLOMBO, PER IL TRASPORTO PUBBLICO SU CORSIA RISERVATA DALL’EUR AD OSTIA, RISPETTO A QUALUNQUE ALTRO PROGETTO DI INFRASTRUTTURE

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Intervento al convegno sulla ciclabilità a BiciRomaqExpo 2013

Post n°125 pubblicato il 12 Marzo 2013 da cycom
 
Tag: Press

 

Voglio semplicemente raccontare la mia esperienza personale degli ultimi anni rispetto ai temi della ciclabilita in questa citta: prendetela come un caso umano dal quale poter trarre un qualche tipo di lezione

 Sono ritornato a Roma nel 2004 dopo tanti anni vissuti all'estero (Francia, Svizzera, Germania) dove mi ero abituato ed assuefatto alla normalità, immaginate lo shock e frustrazione nel tornare a vivere nell'emergenza, specialmente in fatto di mobilità, 

Pertanto mi rimbocco le maniche e decido di fare qualcosa, formo una comunità di ciclisti (CYCOM) che oggi conta circa 300 persone, per la maggior parte stranieri (maggiore frustrazione, domande tipo "qual'é la mail per far riparare una buca sulla ciclabile che faccio tutti i giorni??"). Domanda solo apparentemente banale, alla quale inizialmente tentavo di dare una risposta credibile, vergognandomi di quello che dicevo, ma che rende evidente come a Roma non esistano servizi misurabili, in particolare rispetto al tema della ciclabilita'. Una amministrazione che non si assume responsabilità non è degna di questo nome!

Il primo problema è cha manca la trasparenza e la possibilità di partecipazione e controllo diretto dei cittadini: per avere risposte, delibere, atti,sapere come e perché si spendono i nostri soldi etc. occorre spedire un fax, allegando un documento e motivazioni! In un paese normale mi collego ad un sito internet ed ho accesso a tutto, io sono il primo controllore della PA, ogni cittadino e' nelle condizioni di svolgere il controllo su quello che l'amministrazione fa (o non fa...).

Dico questo perché, da ingenuo cittadino, ho iniziato nel 2008 nel XIII municipio dove vivo proponendo richiami alla Legge: esiste una Legge dello Stato, non una qualunque, il codice della strada, che tutti conoscono, che oltre a prescrivere come comportarsi ad un semaforo prescrive cose ben precise in fatto di mobilita ciclabile ovvero che, in occasione di interventi straordinari di manutenzione stradale, occorre fare un aciclabile adiacente laddove prevista.

Strumenti semplici quanto chiari, che anche mio figlio di 9 anni comprende, di cui anche mio figlio intravede l'importanza strategica per realizzare a costo 0 una rete ciclabile degna di questo nome, specialmente in un periodo di crisi economica come questo.

Per cui mi sono chiesto da semplice cittadino come potevo far valere i miei diritti. Armato di santa pazienza e della delibera municipale "Piano quadro della ciclabilita'" (poi diventata delibera di giunta nel 2010 e di consiglio nel 2012) tempestavo gli uffici, politici e tecnici, sui loro obblighi, dai quali puntualmente si sottraevano con motivazioni varie, di opportunita, di competenza.

O ancora motivazioni economiche inesistenti: il piano quadro prevede che per la sua realizzazione si utilizzino i proventi delle multe (250.000.000€!!). Circa 1 milione di euro l'anno sono stati impiegati (mi sono serviti 2 mesi per avere queste informazioni...). 

Nel frattempo perdevo tempo in sopralluoghi, incontri, riunioni, raccolta di firme. Nel frattempo Via Nomentana, il lungomare di Ostia, Viale Aventino, Via di Acilia, ..., erano oggetto di lavori straordinari senza che di ciclabili si vedesse l'ombra. Circa il 50% della rete ciclabile prevista dal piano quadro si sarebbe realizzato a costo ZERO!

Nel frattempo ho anche assistito a tecnici che si sostituiscono ai politici e dicono che il lungomare di Ostia serve al parcheggio delle macchine per la "fluizione" dei bagnanti (come scritto in una nota del direttore dell'ufficio tecnico di Ostia), o l'assessore ai lavori pubblici e mobilita' (sempre di Ostia) che afferma "non si sacrificherà un parcheggio per una ciclabile finchè ci sarò io!!!". Fino al Direttore di un dipartimento di Roma Capitale che mi risponde arrogante di voler fare un aeroplanino con le mie diffide!

Questo e' lo spessore della politica, dei politici e dei tecnici di Roma. Questo mi ha portato a presentare, come cittadino, due denunce penali alla Procura per rifiuto in atto d'ufficio.

Cosa fare??

Concordiamo tutti su quanto sia bella e buona la ciclabilita. Anche i politici, a parole.

Purtroppo la ciclabilita' ha la sfortuna di non essere merce politica, porta pochi voti ed e' un tema scomodo. Implica provvedimenti di disincentivazione del traffico privato e dei parcheggi, che invece e' merce politica molto cara!Porta anche pochi soldi, presuppone l'assunzione di responsabilita', cosa ci puo' essere di meno amato dalla politica (quella post campagna elettorale)?? 

Oggi si parla molto di antipolitica. Antipolitica per me e' la presa di coscienza che diritti e doveri di un'amministrazione non sono merce politica, che se esistono una Legge dello Stato ed una delibera dell'assemblea di Roma Capitale (quindi di tutti i cittadini) vanno rispettate ed applicate, che trasparenza e partecipazione (attiva) sono i requisiti base per un qualsiasi dialogo.

A me non interessano più le dichiarazioni dei politici, cosa possono fare i politici per la ciclabilita', ma cosa posso fare io, sulla base dei miei diritti, per obbligare la politica a fare qualcosa per me, per i miei figli.

Francesco Calderini

 

 
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Il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale, l’ennesimo bluff di un’amministrazione che gioca d’azzardo

Post n°124 pubblicato il 30 Agosto 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

Non serve essere un appassionato delle 2 ruote ecologiche per capire che a Roma la ciclabilità, intesa come forma di mobilità sostenibile, stia facendo enormi passi, purtroppo nella direzione opposta a quella che ci si aspetterebbe.
Piste ciclabili abbandonate a se stesse, così come i ciclisti che si aggirano indifesi nel traffico travolgente, grandi opere e piani strategici di mobilità fermi agli schemi degli anni sessanta, quando tutto girava attorno all’automobile, alla ‘fluidificazione del traffico’, ai parcheggi dovunque e comunque, che non considerano minimamente la sostenibilità, la ciclabilità ed il trasporto pubblico, politiche di gestione del traffico e delle sanzioni che non contemplano affatto chi si muove a piedi o in bicicletta, non lo tutelano né tantomeno lo incentivano.
Tutto sembrava destinato a cambiare, quando la Giunta Alemanno prima ed il Consiglio Comunale dopo approvavano trionfalmente il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale: 1000Km di piste ciclabili che avrebbero dovuto ristabilire gli equilibri di forze e riportare Roma a risalire la classifica delle capitali dalla mobilità più insostenibile ed incivile al mondo. Tante cerimonie, tante conferenze stampa, tanti manifesti auto-commemorativi ad imbrattare i muri della città, purtroppo di cambiamenti concreti e misurabili neanche l’ombra. Tre persone, di cui due precarie, a lavorare sulla sua realizzazione, i vari dipartimenti, uffici tecnici e municipi che non hanno la minima idea di dove, come e quando realizzare una ciclabile, lavori straordinari e grandi opere dove di ciclabili non c’è traccia, pedonalizzazioni e zone 30 di cui nessuno sa più niente.
Ma il dato più concreto e tangibile, proprio per misurare il polso alla volontà politica, è quello di spulciare i bilanci. Quello che emerge è clamorosamente ed oggettivamente indicativo della totale falsità delle dichiarazioni dei politici che governano questa città, ai limiti se non oltre dell’illegalita, del falso ideologico e dell’omissione in atti d’ufficio. Consideriamo solo gli introiti che il Comune di Roma ha percepito dalle sanzioni amministrative, le multe, nel 2011: 254.836.500,00 euro. Il Codice della Strada, ovvero una Legge dello Stato non una norma o una decisione politica qualunque, impone che una quota non inferiore al 20% debba essere destinata ad interventi in favore della mobilità ciclabile. Ciò è quanto leggiamo, nero su bianco, anche nel famoso Piano Quadro. Ebbene, quello che questa Amministrazione, la stessa che ha approvato trionfalmente il Piano, ha stanziato in bilancio per interventi sulla ciclabilità non ammonta esattamente a quanto la legge imporrebbe, nemmeno al 10%, nemmeno al 5 o al 3: un misero 0,7%, appena1.8 mln, è stato destinato a supportare i grandi piani sostenibili di questa amministrazione.
C’è evidentemente qualcosa che non torna se per un singolo intervento di ‘fluidificazione’ del traffico, come ad esempio realizzare uno solo dei 4 sottopassi previsti sulla la Via Cristoforo Colombo per portare ancora più macchine su un litorale già devastato dal traffico e dai parcheggi sotto l’ombrellone, si prevede di stanziare 10-15 mln di euro. Ma probabilmente la verità è la solita: la realizzazione di un sottopasso o dell’ennesima strada di scorrimento, o di un mega parcheggio magari in riva al mare è un’utile carota politica, che porta voti e fa girare soldi, quella di una misera striscia di vernice gialla per una ciclabile che migliorerebbe la reale qualità della vita no.
Il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale si è dimostrato, nei fatti, l’ennesimo dei tanti bluff di un’amministrazione che gioca d’azzardo. Peccato che la posta in gioco sia la vita di tutti quelli che scelgono di muoversi in maniera sostenibile.

 
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Sabato 16 Giugno, flash-mob ad Ostia

Post n°123 pubblicato il 08 Giugno 2012 da cycom
 

Sabato 16 Giugno stiamo organizzando un’iniziativa con OstiaInBici e tutto il movimento spontaneo di centinaia di persone che si è creato in rete dopo le assurde dichiarazioni di P.Marchesi (Presidente Commissione Llpp XIII Municipio) contrarie a forme di mobilità sostenibile ad Ostia perché secondo lui “nel XIII solo i romeni usano la bici”. Questa è stata la nostra replica.

 Il concentramento sarà in piazza Anco Marzio alle 11.30, ma proprio per dare un segnale chiaro sulla nostra intenzione di rendere il 13° Municipio, nella sua interezza, un territorio amico delle biciclette, invitiamo chi lo voglia a raggiungere Ostia dall'entroterra in bicicletta. E' possibile farlo insieme, guidati da esperti in percorsi ciclabili.
I quattro punti dai quali partire sono:


- ACILIA: Ore 10.00 davanti alla stazione della Roma-Lido
- OSTIA ANTICA: Ore 10.00 Piazza Gregoriopoli
- CASAL PALOCCO: Ore 10.00 alle Terrazze, fontana lato Via di Casal Palocco
- INFERNETTO: Ore 10.00 Parco di Via Stradella 59

 
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Nel XIII Municipio "solo i romeni usano la bici"

Post n°122 pubblicato il 08 Giugno 2012 da cycom
 

Assurde dichiarazioni del Presidente della Commissione Lavori Pubblici del XIII Municipio, P.Marchesi, contrarire a forme di mobilità sostenibile ad Ostia perchè secondo lui "solo i romeni usano la bici".

Leggi l'articolo su RomaToday e la nostra replica.

 

 
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BikeToWork Day 2012

Post n°121 pubblicato il 08 Giugno 2012 da cycom
 
Tag: BTW

Great success of the BikeToWork Day 2012! Usual picture by the FAO entrance and rich ciclo-picnic at the Parco degli scipioni, see the pictures below.

 
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Approvato il Piano della Ciclabilità

Post n°120 pubblicato il 25 Aprile 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

Dopo anni di battaglie dei ciclisti, la Capitale si doterà di un «Raccordo delle piste»: nuove corsie protette in tutti i Municipi. I fondi: 25 milioni di euro l'anno dalle mult.

Read more on Corriere.it

 
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#Salvaiciclisti ai Fori Imperiali il 28 aprile: il sì di Questura e Campidoglio

Post n°118 pubblicato il 12 Aprile 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

#Salvaiciclisti ai Fori Imperiali il 28 aprile: il sì di Questura e Campidoglio
Il 28 aprile l'area dei Fori Imperiali sarà loro. L'ultima autorizzazione, quella del Comune di Roma, è arrivata e la manifestazione nazionale nella capitale della campagna nazionale #salvaiciclisti ha tutti i nulla osta che servono per il sit - in che si svolgerà dalle 15 alle 17. Le adesioni alla lotta per l'aumento della ciclabilità e della sicurezza sulle due ruote ha raggiunto oltre 16 mila iscrizioni al gruppo nato su Facebook e 2600 follower su Twitter, oltre alle adesioni dei sindaci delle maggiori città italiane e la presentazione di due disegni di legge in Senato e alla Camera, firmati da decine di parlamentari.

Leggi l'articolo su RomaToday.

Visita il sito Salvaciclisti.

 

 

 
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Un distributore per la riserva...naturale!

Post n°117 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

 

Leggi l'articolo su RomaToday.

È alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti i pendolari della Via Cristoforo Colombo che mattina e sera si incolonnano lungo Via di Acilia, il cantiere per la costruzione di una nuova mega stazione di servizio, proprio nei pressi dell'incrocio di queste due strade. Ormai da diversi mesi decine di operai e mezzi sono all'opera per realizzare sbancamenti e imponenti strutture in cemento armato, che hanno ormai sostituito i prati e l'incantevole vista del litorale di cui si godeva.

Il particolare che forse sfugge agli occhi di chi transita in macchina è il piccolo cartello, un pò arruginito ma ancora in piedi, proprio nei pressi dell'entrata del cantiere. Su quel cartello c'è scritto "Riserva Naturale Statale del Litorale Romano". Forse il residuo di altri tempi? O effettivamente si stà costruendo un distributore di carburante in una riserva naturale? Il buon senso suggerirebbe la prima risposta, la (scarsa) fiducia nelle Amministrazioni la seconda.

Ad un controllo più approfondito, risulta proprio che la Commissione di Riserva, l'organo che regola e governa la Riserva Statale del Litorale Romano (istituita da un Decreto Ministeriale nel 1996 e comprendente tra l'altro la Pineta di Castelfusano) ha effettivamente autorizzato la costruzione di un distributore. Tra l'altro a meno di cento metri da un altro già esistente. In pieno territorio della Riserva.

Continuando a scavare, non sfuggono molti altri casi simili nel recente passato: parcheggi per un centro sportivo all'Axa, una rimessa per camper e barche alla Longarina, addirittura una piscina con annessi servizi a Malafede.

La domanda a questo punto sorge spontanea: come possono queste opere, che sconvolgono un patrimonio ambientale unico, una ricchezza inestimabile per gli abitanti del territorio, essere compatibili con i fini istituzionali di una Riserva Naturale? La stessa domanda che abbiamo formalmente posto alla Commissione di Riserva ed al Ministero dell'Ambiente. La risposta, dopo mesi di attesa, è arrivata: la Commissione di Riserva non è più 'competente in merito' e si rimanda per ogni eventuale chiarimento all'Ente Gestore. Come dire, ciò che è stato è stato, ce ne laviamo le mani.

Ci sembra importante riportare integralmente le finalità istitutive della Riserva (Articolo 3 del D. M. 29 marzo 1996) :LETTORI: Via di Acilia, un distributore sullla riserva naturale

a) la conservazione delle caratteristiche ecologiche, florovegetazionali, faunistiche ed idrogeomorfologiche;
b) il restauro ambientale di ecosistemi degradati;
c) la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, monumentale e culturale, anche in riferimento al patrimonio storico architettonico di edilizia rurale minore;
d) la tutela dei valori paesistici;
e) la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio agricolo dell'area, promuovendo anche forme di ricerca finalizzate alla realizzazione di un sistema produttivo agro-ambientale a basso impatto;
f) la promozione di attività compatibili con la conservazione delle risorse naturali, con particolare riferimento all'agricoltura e al turismo naturalistico;
g) la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica, con particolare riferimento ai caratteri peculiari del territorio;
h) la realizzazione di programmi di educazione ambientale.

Non si parla certo di rimessaggi, parcheggi e piscine. Tantomento di distributori di benzina. Opere che continuano impunemente ad essere autorizzate, in palese violazione di una Legge di Stato, con una frequenza in continuo aumento. Segno evidente di interessi e pressioni immobiliari e speculative sempre più forti, che rischiano di compromettere per sempre un patrimonio ambientale tutelato.

Il portavoce dell'associazione CYCOM, F.Calderini, ha presentato formale denuncia al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato. Si configurano gravi reati: dall'abuso ed omissione in atti d'ufficio, al falso ideologico in atto pubblico, al disastro ambientale. Ci si aspetta quantomeno che qualcuno paghi per i danni irreparabili causati.

Ciò che più lascia sconvolti è comunque come si possa devastare una ricchezza naturale nell'indifferenza dell'amministrazione locale, che oltre a non svolgere alcun controllo ha puntualmente ignorato tutte le segnalazioni ricevute in proposito. Alla faccia della proclamata ed acclamata decentralizzazione: se questa è la cura con cui il XIII Municipio, su cui si estende gran parte della Riserva, intende 'prendersi cura' del territorio, francamente meglio lasciar perdere.



Potrebbe interessarti: http://ostia.romatoday.it/distributore-via-di-acilia-riserva-naturale.html
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