Who are we?
The Cyclist Community is born in January 2007.
It is made up of cyclists and common people leaving in Rome, sensitive to the use of the bicycle as a sustainable mean of transport and communting to work, and subscribing to an e-mail member list (about 300 members in December 2010).
The objectives of the CYCOM include the promotion of the bicycle as a sustainable mean of transport, especially for day-by-day commuting to work, lobbying activities to improve cycling conditions for commuting to work and Rome in general, and information sharing about cycling to/from work, Rome and surrounding areas. The list can be used by any CYCOM list member to inform about any bicycle related opportunities or issues.
Among traditional activities, CYCOM proposes a cyclist information event held in FAO (www.fao.org) in around June, when all the cyclists working for FAO – whether old practitioners or potential new cyclists – have the opportunity to exchange information about the nuts and bolts for coming to work by bicycle and to learn more about moving on your bicycle in Rome. In September, CYCOM contributes actively to the “European Mobility Week”. CYCOM is member of the "Coordinamento Roma Ciclabile" and liaises with Rome bicycle organizations for outings and other bicycle tours.
In 2008, CYCOM was awarded a special recognition from Euromobility for "its commitment in promoting in a voluntary basis forms of sustainable mobility among the FAO organisation's employees".
CYCOM is an independent organisation, formally part of the 'FAO Staff Coop' association: it does not represent by any mean the FAO nor its activity is related with FAO activity. An elected organising committee is responsible for maintaining the member list and coordinating the CYCOM activities.
All cyclist commuters are welcome to join CYCOM - just contact one of the CYCOM Coordination Committee member and you will receive a regular information bulletin.
Contatti
Per segnalazioni, pareri, commenti, etc. scrivi a cycom@libero.it
Riferimenti per esposti&denunce
Assessore all’Ambiente del
Comune di Roma
Marco Visconti
Fax 06.67109305
Direttore Dipartimento Tutela Ambiente
e del Verde (X Dip.)
Dr. Tommaso Profeta
Fax.06.67109309
Responsabile Servizio Ciclabilità Dip.X
Arch. Filippo Dicembre
filippo.dicembre@comune.roma.it
Fax 06.67109324
Coordinatore delle attività di
sviluppo della Ciclabilità del
Comune di Roma
Ing. Marco Contadini
marco.contadini@comune.roma.it
Fax 06.671071523
U.R.P. X Dipartimento
Fax 06.671071254
Protocollo X Dip.
Fax.06.671071523
Assessore alla Mobilità del
Comune di Roma
Antonello Aurigemma
Fax 06.57283925
Direttore Dipartimento Mobilità e Trasporti del
Comune di Roma (VII Dip.)
Dr. Giovanni Serra
U.R.P. VII Dipartimento
Fax 06.5740033
Agenzia Roma Servizi per la Mobilità
Dr. Luca Avarello
Fax 06.46956873
Direttore Dipartimento Sviluppo Infrastrutture
e Manutenzione Urbana del
Comune di Roma (XII Dip.)
Ing. Umberto Petroselli
Fax 06.67103529
Protocollo XII Dip.
Fax.06.67103222 - 2028
Regione Lazio - Ardis
Agenzia Regionale per la difesa del
Suolo
Fax 06.44622378
Cerca in questo Blog
Tag
Area personale
Menu
Ultimi commenti
Chi può scrivere sul blog
Gli Amici di CYCOM
- Roma Pedala
- Rome's cycling map
- Bycicle Mobility Forum
- Coordinamento Roma Ciclabile
- Villemizéro
- Roma'n'Bike
- Associazione Ciclonauti
- Città Ciclabili
- Città Mobile
- Ruotalibera
- Biciroma
- Ostiainbici
- Move Together
- European Mobility Week
- Ciclocensimento
- Romaciclista
- Ciclomobilisti
- DiTrafficoSiMuore
Google Group
| cycom |
| Visit this group |
Voglio semplicemente raccontare la mia esperienza personale degli ultimi anni rispetto ai temi della ciclabilita in questa citta: prendetela come un caso umano dal quale poter trarre un qualche tipo di lezione
Sono ritornato a Roma nel 2004 dopo tanti anni vissuti all'estero (Francia, Svizzera, Germania) dove mi ero abituato ed assuefatto alla normalità, immaginate lo shock e frustrazione nel tornare a vivere nell'emergenza, specialmente in fatto di mobilità,
Pertanto mi rimbocco le maniche e decido di fare qualcosa, formo una comunità di ciclisti (CYCOM) che oggi conta circa 300 persone, per la maggior parte stranieri (maggiore frustrazione, domande tipo "qual'é la mail per far riparare una buca sulla ciclabile che faccio tutti i giorni??"). Domanda solo apparentemente banale, alla quale inizialmente tentavo di dare una risposta credibile, vergognandomi di quello che dicevo, ma che rende evidente come a Roma non esistano servizi misurabili, in particolare rispetto al tema della ciclabilita'. Una amministrazione che non si assume responsabilità non è degna di questo nome!
Il primo problema è cha manca la trasparenza e la possibilità di partecipazione e controllo diretto dei cittadini: per avere risposte, delibere, atti,sapere come e perché si spendono i nostri soldi etc. occorre spedire un fax, allegando un documento e motivazioni! In un paese normale mi collego ad un sito internet ed ho accesso a tutto, io sono il primo controllore della PA, ogni cittadino e' nelle condizioni di svolgere il controllo su quello che l'amministrazione fa (o non fa...).
Dico questo perché, da ingenuo cittadino, ho iniziato nel 2008 nel XIII municipio dove vivo proponendo richiami alla Legge: esiste una Legge dello Stato, non una qualunque, il codice della strada, che tutti conoscono, che oltre a prescrivere come comportarsi ad un semaforo prescrive cose ben precise in fatto di mobilita ciclabile ovvero che, in occasione di interventi straordinari di manutenzione stradale, occorre fare un aciclabile adiacente laddove prevista.
Strumenti semplici quanto chiari, che anche mio figlio di 9 anni comprende, di cui anche mio figlio intravede l'importanza strategica per realizzare a costo 0 una rete ciclabile degna di questo nome, specialmente in un periodo di crisi economica come questo.
Per cui mi sono chiesto da semplice cittadino come potevo far valere i miei diritti. Armato di santa pazienza e della delibera municipale "Piano quadro della ciclabilita'" (poi diventata delibera di giunta nel 2010 e di consiglio nel 2012) tempestavo gli uffici, politici e tecnici, sui loro obblighi, dai quali puntualmente si sottraevano con motivazioni varie, di opportunita, di competenza.
O ancora motivazioni economiche inesistenti: il piano quadro prevede che per la sua realizzazione si utilizzino i proventi delle multe (250.000.000€!!). Circa 1 milione di euro l'anno sono stati impiegati (mi sono serviti 2 mesi per avere queste informazioni...).
Nel frattempo perdevo tempo in sopralluoghi, incontri, riunioni, raccolta di firme. Nel frattempo Via Nomentana, il lungomare di Ostia, Viale Aventino, Via di Acilia, ..., erano oggetto di lavori straordinari senza che di ciclabili si vedesse l'ombra. Circa il 50% della rete ciclabile prevista dal piano quadro si sarebbe realizzato a costo ZERO!
Nel frattempo ho anche assistito a tecnici che si sostituiscono ai politici e dicono che il lungomare di Ostia serve al parcheggio delle macchine per la "fluizione" dei bagnanti (come scritto in una nota del direttore dell'ufficio tecnico di Ostia), o l'assessore ai lavori pubblici e mobilita' (sempre di Ostia) che afferma "non si sacrificherà un parcheggio per una ciclabile finchè ci sarò io!!!". Fino al Direttore di un dipartimento di Roma Capitale che mi risponde arrogante di voler fare un aeroplanino con le mie diffide!
Questo e' lo spessore della politica, dei politici e dei tecnici di Roma. Questo mi ha portato a presentare, come cittadino, due denunce penali alla Procura per rifiuto in atto d'ufficio.
Cosa fare??
Concordiamo tutti su quanto sia bella e buona la ciclabilita. Anche i politici, a parole.
Purtroppo la ciclabilita' ha la sfortuna di non essere merce politica, porta pochi voti ed e' un tema scomodo. Implica provvedimenti di disincentivazione del traffico privato e dei parcheggi, che invece e' merce politica molto cara!Porta anche pochi soldi, presuppone l'assunzione di responsabilita', cosa ci puo' essere di meno amato dalla politica (quella post campagna elettorale)??
Oggi si parla molto di antipolitica. Antipolitica per me e' la presa di coscienza che diritti e doveri di un'amministrazione non sono merce politica, che se esistono una Legge dello Stato ed una delibera dell'assemblea di Roma Capitale (quindi di tutti i cittadini) vanno rispettate ed applicate, che trasparenza e partecipazione (attiva) sono i requisiti base per un qualsiasi dialogo.
A me non interessano più le dichiarazioni dei politici, cosa possono fare i politici per la ciclabilita', ma cosa posso fare io, sulla base dei miei diritti, per obbligare la politica a fare qualcosa per me, per i miei figli.
Francesco Calderini
|
|
Non serve essere un appassionato delle 2 ruote ecologiche per capire che a Roma la ciclabilità, intesa come forma di mobilità sostenibile, stia facendo enormi passi, purtroppo nella direzione opposta a quella che ci si aspetterebbe.
Piste ciclabili abbandonate a se stesse, così come i ciclisti che si aggirano indifesi nel traffico travolgente, grandi opere e piani strategici di mobilità fermi agli schemi degli anni sessanta, quando tutto girava attorno all’automobile, alla ‘fluidificazione del traffico’, ai parcheggi dovunque e comunque, che non considerano minimamente la sostenibilità, la ciclabilità ed il trasporto pubblico, politiche di gestione del traffico e delle sanzioni che non contemplano affatto chi si muove a piedi o in bicicletta, non lo tutelano né tantomeno lo incentivano.
Tutto sembrava destinato a cambiare, quando la Giunta Alemanno prima ed il Consiglio Comunale dopo approvavano trionfalmente il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale: 1000Km di piste ciclabili che avrebbero dovuto ristabilire gli equilibri di forze e riportare Roma a risalire la classifica delle capitali dalla mobilità più insostenibile ed incivile al mondo. Tante cerimonie, tante conferenze stampa, tanti manifesti auto-commemorativi ad imbrattare i muri della città, purtroppo di cambiamenti concreti e misurabili neanche l’ombra. Tre persone, di cui due precarie, a lavorare sulla sua realizzazione, i vari dipartimenti, uffici tecnici e municipi che non hanno la minima idea di dove, come e quando realizzare una ciclabile, lavori straordinari e grandi opere dove di ciclabili non c’è traccia, pedonalizzazioni e zone 30 di cui nessuno sa più niente.
Ma il dato più concreto e tangibile, proprio per misurare il polso alla volontà politica, è quello di spulciare i bilanci. Quello che emerge è clamorosamente ed oggettivamente indicativo della totale falsità delle dichiarazioni dei politici che governano questa città, ai limiti se non oltre dell’illegalita, del falso ideologico e dell’omissione in atti d’ufficio. Consideriamo solo gli introiti che il Comune di Roma ha percepito dalle sanzioni amministrative, le multe, nel 2011: 254.836.500,00 euro. Il Codice della Strada, ovvero una Legge dello Stato non una norma o una decisione politica qualunque, impone che una quota non inferiore al 20% debba essere destinata ad interventi in favore della mobilità ciclabile. Ciò è quanto leggiamo, nero su bianco, anche nel famoso Piano Quadro. Ebbene, quello che questa Amministrazione, la stessa che ha approvato trionfalmente il Piano, ha stanziato in bilancio per interventi sulla ciclabilità non ammonta esattamente a quanto la legge imporrebbe, nemmeno al 10%, nemmeno al 5 o al 3: un misero 0,7%, appena1.8 mln, è stato destinato a supportare i grandi piani sostenibili di questa amministrazione.
C’è evidentemente qualcosa che non torna se per un singolo intervento di ‘fluidificazione’ del traffico, come ad esempio realizzare uno solo dei 4 sottopassi previsti sulla la Via Cristoforo Colombo per portare ancora più macchine su un litorale già devastato dal traffico e dai parcheggi sotto l’ombrellone, si prevede di stanziare 10-15 mln di euro. Ma probabilmente la verità è la solita: la realizzazione di un sottopasso o dell’ennesima strada di scorrimento, o di un mega parcheggio magari in riva al mare è un’utile carota politica, che porta voti e fa girare soldi, quella di una misera striscia di vernice gialla per una ciclabile che migliorerebbe la reale qualità della vita no.
Il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale si è dimostrato, nei fatti, l’ennesimo dei tanti bluff di un’amministrazione che gioca d’azzardo. Peccato che la posta in gioco sia la vita di tutti quelli che scelgono di muoversi in maniera sostenibile.
|
|
Sabato 16 Giugno stiamo organizzando un’iniziativa con OstiaInBici e tutto il movimento spontaneo di centinaia di persone che si è creato in rete dopo le assurde dichiarazioni di P.Marchesi (Presidente Commissione Llpp XIII Municipio) contrarie a forme di mobilità sostenibile ad Ostia perché secondo lui “nel XIII solo i romeni usano la bici”. Questa è stata la nostra replica.
Il concentramento sarà in piazza Anco Marzio alle 11.30, ma proprio per dare un segnale chiaro sulla nostra intenzione di rendere il 13° Municipio, nella sua interezza, un territorio amico delle biciclette, invitiamo chi lo voglia a raggiungere Ostia dall'entroterra in bicicletta. E' possibile farlo insieme, guidati da esperti in percorsi ciclabili.
I quattro punti dai quali partire sono:
- ACILIA: Ore 10.00 davanti alla stazione della Roma-Lido
- OSTIA ANTICA: Ore 10.00 Piazza Gregoriopoli
- CASAL PALOCCO: Ore 10.00 alle Terrazze, fontana lato Via di Casal Palocco
- INFERNETTO: Ore 10.00 Parco di Via Stradella 59
|
|
Assurde dichiarazioni del Presidente della Commissione Lavori Pubblici del XIII Municipio, P.Marchesi, contrarire a forme di mobilità sostenibile ad Ostia perchè secondo lui "solo i romeni usano la bici".
Leggi l'articolo su RomaToday e la nostra replica.
|
|
Great success of the BikeToWork Day 2012! Usual picture by the FAO entrance and rich ciclo-picnic at the Parco degli scipioni, see the pictures below.




|
|
Dopo anni di battaglie dei ciclisti, la Capitale si doterà di un «Raccordo delle piste»: nuove corsie protette in tutti i Municipi. I fondi: 25 milioni di euro l'anno dalle mult.
Read more on Corriere.it
|
|
Il 28 aprile l'area dei Fori Imperiali sarà loro. L'ultima autorizzazione, quella del Comune di Roma, è arrivata e la manifestazione nazionale nella capitale della campagna nazionale #salvaiciclisti ha tutti i nulla osta che servono per il sit - in che si svolgerà dalle 15 alle 17. Le adesioni alla lotta per l'aumento della ciclabilità e della sicurezza sulle due ruote ha raggiunto oltre 16 mila iscrizioni al gruppo nato su Facebook e 2600 follower su Twitter, oltre alle adesioni dei sindaci delle maggiori città italiane e la presentazione di due disegni di legge in Senato e alla Camera, firmati da decine di parlamentari.
Leggi l'articolo su RomaToday.
Visita il sito Salvaciclisti.
|
|
Leggi l'articolo su RomaToday.
È alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti i pendolari della Via Cristoforo Colombo che mattina e sera si incolonnano lungo Via di Acilia, il cantiere per la costruzione di una nuova mega stazione di servizio, proprio nei pressi dell'incrocio di queste due strade. Ormai da diversi mesi decine di operai e mezzi sono all'opera per realizzare sbancamenti e imponenti strutture in cemento armato, che hanno ormai sostituito i prati e l'incantevole vista del litorale di cui si godeva.
Il particolare che forse sfugge agli occhi di chi transita in macchina è il piccolo cartello, un pò arruginito ma ancora in piedi, proprio nei pressi dell'entrata del cantiere. Su quel cartello c'è scritto "Riserva Naturale Statale del Litorale Romano". Forse il residuo di altri tempi? O effettivamente si stà costruendo un distributore di carburante in una riserva naturale? Il buon senso suggerirebbe la prima risposta, la (scarsa) fiducia nelle Amministrazioni la seconda.
Ad un controllo più approfondito, risulta proprio che la Commissione di Riserva, l'organo che regola e governa la Riserva Statale del Litorale Romano (istituita da un Decreto Ministeriale nel 1996 e comprendente tra l'altro la Pineta di Castelfusano) ha effettivamente autorizzato la costruzione di un distributore. Tra l'altro a meno di cento metri da un altro già esistente. In pieno territorio della Riserva.
Continuando a scavare, non sfuggono molti altri casi simili nel recente passato: parcheggi per un centro sportivo all'Axa, una rimessa per camper e barche alla Longarina, addirittura una piscina con annessi servizi a Malafede.
La domanda a questo punto sorge spontanea: come possono queste opere, che sconvolgono un patrimonio ambientale unico, una ricchezza inestimabile per gli abitanti del territorio, essere compatibili con i fini istituzionali di una Riserva Naturale? La stessa domanda che abbiamo formalmente posto alla Commissione di Riserva ed al Ministero dell'Ambiente. La risposta, dopo mesi di attesa, è arrivata: la Commissione di Riserva non è più 'competente in merito' e si rimanda per ogni eventuale chiarimento all'Ente Gestore. Come dire, ciò che è stato è stato, ce ne laviamo le mani.
Ci sembra importante riportare integralmente le finalità istitutive della Riserva (Articolo 3 del D. M. 29 marzo 1996) :
a) la conservazione delle caratteristiche ecologiche, florovegetazionali, faunistiche ed idrogeomorfologiche;
b) il restauro ambientale di ecosistemi degradati;
c) la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, monumentale e culturale, anche in riferimento al patrimonio storico architettonico di edilizia rurale minore;
d) la tutela dei valori paesistici;
e) la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio agricolo dell'area, promuovendo anche forme di ricerca finalizzate alla realizzazione di un sistema produttivo agro-ambientale a basso impatto;
f) la promozione di attività compatibili con la conservazione delle risorse naturali, con particolare riferimento all'agricoltura e al turismo naturalistico;
g) la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica, con particolare riferimento ai caratteri peculiari del territorio;
h) la realizzazione di programmi di educazione ambientale.
Non si parla certo di rimessaggi, parcheggi e piscine. Tantomento di distributori di benzina. Opere che continuano impunemente ad essere autorizzate, in palese violazione di una Legge di Stato, con una frequenza in continuo aumento. Segno evidente di interessi e pressioni immobiliari e speculative sempre più forti, che rischiano di compromettere per sempre un patrimonio ambientale tutelato.
Il portavoce dell'associazione CYCOM, F.Calderini, ha presentato formale denuncia al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato. Si configurano gravi reati: dall'abuso ed omissione in atti d'ufficio, al falso ideologico in atto pubblico, al disastro ambientale. Ci si aspetta quantomeno che qualcuno paghi per i danni irreparabili causati.
Ciò che più lascia sconvolti è comunque come si possa devastare una ricchezza naturale nell'indifferenza dell'amministrazione locale, che oltre a non svolgere alcun controllo ha puntualmente ignorato tutte le segnalazioni ricevute in proposito. Alla faccia della proclamata ed acclamata decentralizzazione: se questa è la cura con cui il XIII Municipio, su cui si estende gran parte della Riserva, intende 'prendersi cura' del territorio, francamente meglio lasciar perdere.
Potrebbe interessarti: http://ostia.romatoday.it/distributore-via-di-acilia-riserva-naturale.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809
|
|
Leggi l'articolo su RomaToday.
Lo scorso settembre un sorridente Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, accompagnato dall'Assessore all'Ambiente Innocenzi e dal consiglere Marchesi, inaugurava davanti alle telecamere della TV locale il nuovo tratto della pista ciclabile lungo la Via Cristoforo Colombo tra Casalpalocco e la Pineta di Castelfusano.
Ciò nonostante le suddette comparse non si fossero mai realmente interessate all'opera, tanto da ignorare sistematicamente tutte le note che le associazioni gli indirizzavano.
La storia di quel tratto di ciclabile, l'unico percorso che permette (in teoria) all'entroterra del XIII Municipio di raggiungere a piedi o in biciletta il litorale, è lunga e travagliata. L'opera è stata approvata e finanziata nel lontano 2005 poi, causa cambiamenti politici nell'amministrazione locale, lasciata per 5 anni in un cassetto (nonostante le continue sollecitazioni delle associazioni). Finalmente viene rispolverata nel 2010 e parte il cantiere, subito bloccato perchè non si era considerato il rischio che la scarpata adiacente potesse franare. Finalmente i lavori riprendono e dopo un anno l'inaugurazione.
Tutti contenti si direbbe. Tutti tranne i poveri ciclisti che fiduciosi provano a percorrerla. Infatti, provenendo da Casalpalocco lungo il vecchio tratto di ciclabile esistente si finisce dritti nel fosso del Canale della Lingua. Provenendo dalla pineta di Castelfusano invece, si va contro un guard-rail e si è assurdamente costretti a percorrere la Via Cristoforo Colombo contromano, per attraversare il pericolosissimo incrocio con Via del Canale della Lingua!
Un'assurdità quella di non considerare il collegamento del vecchio tratto di ciclabile con il nuovo, denunciata instancabilmente dalle associazioni e mai ascoltata, che oggi rappresenta un pericolo mortale per le centinaia di persone (tra cui anche bambini e ragazzi) che la utilizzano. A nulla sono valse le note di diffida all'amministrazione del XIII Municipio ed alla Polizia Municipale. Forse che gli spot televisivi valgano più della vita delle persone? Come possono dormire tranquilli gli amministratori che hanno inaugurato questa opera che 'collega Casalpalocco ad Ostia' obbligando ad impegnare contromano la Cristoforo Colombo?? Quanto tempo dobbiamo aspettare prima che questo ottimo esercizio elettorale faccia la prima vittima??
Il portavoce dell'associazione CYCOM, considerata la latitanza dell'amministrazione locale, ha annunciato di voler procedere con un esposto al locale Comando dei Carabinieri, al fine di 'sensibilizzare' i responsabili a mettere in sicurezza l'incrocio o chiudere la pista ciclabile.
|
|
| « Precedenti | Successivi » |





Inviato da: CoachFactory
il 20/12/2011 alle 07:39
Inviato da: nico
il 15/09/2011 alle 15:31
Inviato da: ciclomobilisti
il 05/05/2011 alle 11:03
Inviato da: ciclomobilisti
il 05/05/2011 alle 11:01
Inviato da: bikediablo
il 13/01/2011 alle 19:13