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Il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale, l’ennesimo bluff di un’amministrazione che gioca d’azzardo

Post n°124 pubblicato il 30 Agosto 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

Non serve essere un appassionato delle 2 ruote ecologiche per capire che a Roma la ciclabilità, intesa come forma di mobilità sostenibile, stia facendo enormi passi, purtroppo nella direzione opposta a quella che ci si aspetterebbe.
Piste ciclabili abbandonate a se stesse, così come i ciclisti che si aggirano indifesi nel traffico travolgente, grandi opere e piani strategici di mobilità fermi agli schemi degli anni sessanta, quando tutto girava attorno all’automobile, alla ‘fluidificazione del traffico’, ai parcheggi dovunque e comunque, che non considerano minimamente la sostenibilità, la ciclabilità ed il trasporto pubblico, politiche di gestione del traffico e delle sanzioni che non contemplano affatto chi si muove a piedi o in bicicletta, non lo tutelano né tantomeno lo incentivano.
Tutto sembrava destinato a cambiare, quando la Giunta Alemanno prima ed il Consiglio Comunale dopo approvavano trionfalmente il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale: 1000Km di piste ciclabili che avrebbero dovuto ristabilire gli equilibri di forze e riportare Roma a risalire la classifica delle capitali dalla mobilità più insostenibile ed incivile al mondo. Tante cerimonie, tante conferenze stampa, tanti manifesti auto-commemorativi ad imbrattare i muri della città, purtroppo di cambiamenti concreti e misurabili neanche l’ombra. Tre persone, di cui due precarie, a lavorare sulla sua realizzazione, i vari dipartimenti, uffici tecnici e municipi che non hanno la minima idea di dove, come e quando realizzare una ciclabile, lavori straordinari e grandi opere dove di ciclabili non c’è traccia, pedonalizzazioni e zone 30 di cui nessuno sa più niente.
Ma il dato più concreto e tangibile, proprio per misurare il polso alla volontà politica, è quello di spulciare i bilanci. Quello che emerge è clamorosamente ed oggettivamente indicativo della totale falsità delle dichiarazioni dei politici che governano questa città, ai limiti se non oltre dell’illegalita, del falso ideologico e dell’omissione in atti d’ufficio. Consideriamo solo gli introiti che il Comune di Roma ha percepito dalle sanzioni amministrative, le multe, nel 2011: 254.836.500,00 euro. Il Codice della Strada, ovvero una Legge dello Stato non una norma o una decisione politica qualunque, impone che una quota non inferiore al 20% debba essere destinata ad interventi in favore della mobilità ciclabile. Ciò è quanto leggiamo, nero su bianco, anche nel famoso Piano Quadro. Ebbene, quello che questa Amministrazione, la stessa che ha approvato trionfalmente il Piano, ha stanziato in bilancio per interventi sulla ciclabilità non ammonta esattamente a quanto la legge imporrebbe, nemmeno al 10%, nemmeno al 5 o al 3: un misero 0,7%, appena1.8 mln, è stato destinato a supportare i grandi piani sostenibili di questa amministrazione.
C’è evidentemente qualcosa che non torna se per un singolo intervento di ‘fluidificazione’ del traffico, come ad esempio realizzare uno solo dei 4 sottopassi previsti sulla la Via Cristoforo Colombo per portare ancora più macchine su un litorale già devastato dal traffico e dai parcheggi sotto l’ombrellone, si prevede di stanziare 10-15 mln di euro. Ma probabilmente la verità è la solita: la realizzazione di un sottopasso o dell’ennesima strada di scorrimento, o di un mega parcheggio magari in riva al mare è un’utile carota politica, che porta voti e fa girare soldi, quella di una misera striscia di vernice gialla per una ciclabile che migliorerebbe la reale qualità della vita no.
Il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale si è dimostrato, nei fatti, l’ennesimo dei tanti bluff di un’amministrazione che gioca d’azzardo. Peccato che la posta in gioco sia la vita di tutti quelli che scelgono di muoversi in maniera sostenibile.

 
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