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Intervento al convegno sulla ciclabilitÓ a BiciRomaqExpo 2013

Post n°125 pubblicato il 12 Marzo 2013 da cycom
 
Tag: Press

 

Voglio semplicemente raccontare la mia esperienza personale degli ultimi anni rispetto ai temi della ciclabilita in questa citta: prendetela come un caso umano dal quale poter trarre un qualche tipo di lezione

 Sono ritornato a Roma nel 2004 dopo tanti anni vissuti all'estero (Francia, Svizzera, Germania) dove mi ero abituato ed assuefatto alla normalità, immaginate lo shock e frustrazione nel tornare a vivere nell'emergenza, specialmente in fatto di mobilità, 

Pertanto mi rimbocco le maniche e decido di fare qualcosa, formo una comunità di ciclisti (CYCOM) che oggi conta circa 300 persone, per la maggior parte stranieri (maggiore frustrazione, domande tipo "qual'é la mail per far riparare una buca sulla ciclabile che faccio tutti i giorni??"). Domanda solo apparentemente banale, alla quale inizialmente tentavo di dare una risposta credibile, vergognandomi di quello che dicevo, ma che rende evidente come a Roma non esistano servizi misurabili, in particolare rispetto al tema della ciclabilita'. Una amministrazione che non si assume responsabilità non è degna di questo nome!

Il primo problema è cha manca la trasparenza e la possibilità di partecipazione e controllo diretto dei cittadini: per avere risposte, delibere, atti,sapere come e perché si spendono i nostri soldi etc. occorre spedire un fax, allegando un documento e motivazioni! In un paese normale mi collego ad un sito internet ed ho accesso a tutto, io sono il primo controllore della PA, ogni cittadino e' nelle condizioni di svolgere il controllo su quello che l'amministrazione fa (o non fa...).

Dico questo perché, da ingenuo cittadino, ho iniziato nel 2008 nel XIII municipio dove vivo proponendo richiami alla Legge: esiste una Legge dello Stato, non una qualunque, il codice della strada, che tutti conoscono, che oltre a prescrivere come comportarsi ad un semaforo prescrive cose ben precise in fatto di mobilita ciclabile ovvero che, in occasione di interventi straordinari di manutenzione stradale, occorre fare un aciclabile adiacente laddove prevista.

Strumenti semplici quanto chiari, che anche mio figlio di 9 anni comprende, di cui anche mio figlio intravede l'importanza strategica per realizzare a costo 0 una rete ciclabile degna di questo nome, specialmente in un periodo di crisi economica come questo.

Per cui mi sono chiesto da semplice cittadino come potevo far valere i miei diritti. Armato di santa pazienza e della delibera municipale "Piano quadro della ciclabilita'" (poi diventata delibera di giunta nel 2010 e di consiglio nel 2012) tempestavo gli uffici, politici e tecnici, sui loro obblighi, dai quali puntualmente si sottraevano con motivazioni varie, di opportunita, di competenza.

O ancora motivazioni economiche inesistenti: il piano quadro prevede che per la sua realizzazione si utilizzino i proventi delle multe (250.000.000€!!). Circa 1 milione di euro l'anno sono stati impiegati (mi sono serviti 2 mesi per avere queste informazioni...). 

Nel frattempo perdevo tempo in sopralluoghi, incontri, riunioni, raccolta di firme. Nel frattempo Via Nomentana, il lungomare di Ostia, Viale Aventino, Via di Acilia, ..., erano oggetto di lavori straordinari senza che di ciclabili si vedesse l'ombra. Circa il 50% della rete ciclabile prevista dal piano quadro si sarebbe realizzato a costo ZERO!

Nel frattempo ho anche assistito a tecnici che si sostituiscono ai politici e dicono che il lungomare di Ostia serve al parcheggio delle macchine per la "fluizione" dei bagnanti (come scritto in una nota del direttore dell'ufficio tecnico di Ostia), o l'assessore ai lavori pubblici e mobilita' (sempre di Ostia) che afferma "non si sacrificherà un parcheggio per una ciclabile finchè ci sarò io!!!". Fino al Direttore di un dipartimento di Roma Capitale che mi risponde arrogante di voler fare un aeroplanino con le mie diffide!

Questo e' lo spessore della politica, dei politici e dei tecnici di Roma. Questo mi ha portato a presentare, come cittadino, due denunce penali alla Procura per rifiuto in atto d'ufficio.

Cosa fare??

Concordiamo tutti su quanto sia bella e buona la ciclabilita. Anche i politici, a parole.

Purtroppo la ciclabilita' ha la sfortuna di non essere merce politica, porta pochi voti ed e' un tema scomodo. Implica provvedimenti di disincentivazione del traffico privato e dei parcheggi, che invece e' merce politica molto cara!Porta anche pochi soldi, presuppone l'assunzione di responsabilita', cosa ci puo' essere di meno amato dalla politica (quella post campagna elettorale)?? 

Oggi si parla molto di antipolitica. Antipolitica per me e' la presa di coscienza che diritti e doveri di un'amministrazione non sono merce politica, che se esistono una Legge dello Stato ed una delibera dell'assemblea di Roma Capitale (quindi di tutti i cittadini) vanno rispettate ed applicate, che trasparenza e partecipazione (attiva) sono i requisiti base per un qualsiasi dialogo.

A me non interessano più le dichiarazioni dei politici, cosa possono fare i politici per la ciclabilita', ma cosa posso fare io, sulla base dei miei diritti, per obbligare la politica a fare qualcosa per me, per i miei figli.

Francesco Calderini

 

 
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