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Approvato il Piano della Ciclabilità

Post n°120 pubblicato il 25 Aprile 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

Dopo anni di battaglie dei ciclisti, la Capitale si doterà di un «Raccordo delle piste»: nuove corsie protette in tutti i Municipi. I fondi: 25 milioni di euro l'anno dalle mult.

Read more on Corriere.it

 
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#Salvaiciclisti ai Fori Imperiali il 28 aprile: il sì di Questura e Campidoglio

Post n°118 pubblicato il 12 Aprile 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

#Salvaiciclisti ai Fori Imperiali il 28 aprile: il sì di Questura e Campidoglio
Il 28 aprile l'area dei Fori Imperiali sarà loro. L'ultima autorizzazione, quella del Comune di Roma, è arrivata e la manifestazione nazionale nella capitale della campagna nazionale #salvaiciclisti ha tutti i nulla osta che servono per il sit - in che si svolgerà dalle 15 alle 17. Le adesioni alla lotta per l'aumento della ciclabilità e della sicurezza sulle due ruote ha raggiunto oltre 16 mila iscrizioni al gruppo nato su Facebook e 2600 follower su Twitter, oltre alle adesioni dei sindaci delle maggiori città italiane e la presentazione di due disegni di legge in Senato e alla Camera, firmati da decine di parlamentari.

Leggi l'articolo su RomaToday.

Visita il sito Salvaciclisti.

 

 

 
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Un distributore per la riserva...naturale!

Post n°117 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

 

Leggi l'articolo su RomaToday.

È alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti i pendolari della Via Cristoforo Colombo che mattina e sera si incolonnano lungo Via di Acilia, il cantiere per la costruzione di una nuova mega stazione di servizio, proprio nei pressi dell'incrocio di queste due strade. Ormai da diversi mesi decine di operai e mezzi sono all'opera per realizzare sbancamenti e imponenti strutture in cemento armato, che hanno ormai sostituito i prati e l'incantevole vista del litorale di cui si godeva.

Il particolare che forse sfugge agli occhi di chi transita in macchina è il piccolo cartello, un pò arruginito ma ancora in piedi, proprio nei pressi dell'entrata del cantiere. Su quel cartello c'è scritto "Riserva Naturale Statale del Litorale Romano". Forse il residuo di altri tempi? O effettivamente si stà costruendo un distributore di carburante in una riserva naturale? Il buon senso suggerirebbe la prima risposta, la (scarsa) fiducia nelle Amministrazioni la seconda.

Ad un controllo più approfondito, risulta proprio che la Commissione di Riserva, l'organo che regola e governa la Riserva Statale del Litorale Romano (istituita da un Decreto Ministeriale nel 1996 e comprendente tra l'altro la Pineta di Castelfusano) ha effettivamente autorizzato la costruzione di un distributore. Tra l'altro a meno di cento metri da un altro già esistente. In pieno territorio della Riserva.

Continuando a scavare, non sfuggono molti altri casi simili nel recente passato: parcheggi per un centro sportivo all'Axa, una rimessa per camper e barche alla Longarina, addirittura una piscina con annessi servizi a Malafede.

La domanda a questo punto sorge spontanea: come possono queste opere, che sconvolgono un patrimonio ambientale unico, una ricchezza inestimabile per gli abitanti del territorio, essere compatibili con i fini istituzionali di una Riserva Naturale? La stessa domanda che abbiamo formalmente posto alla Commissione di Riserva ed al Ministero dell'Ambiente. La risposta, dopo mesi di attesa, è arrivata: la Commissione di Riserva non è più 'competente in merito' e si rimanda per ogni eventuale chiarimento all'Ente Gestore. Come dire, ciò che è stato è stato, ce ne laviamo le mani.

Ci sembra importante riportare integralmente le finalità istitutive della Riserva (Articolo 3 del D. M. 29 marzo 1996) :LETTORI: Via di Acilia, un distributore sullla riserva naturale

a) la conservazione delle caratteristiche ecologiche, florovegetazionali, faunistiche ed idrogeomorfologiche;
b) il restauro ambientale di ecosistemi degradati;
c) la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, monumentale e culturale, anche in riferimento al patrimonio storico architettonico di edilizia rurale minore;
d) la tutela dei valori paesistici;
e) la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio agricolo dell'area, promuovendo anche forme di ricerca finalizzate alla realizzazione di un sistema produttivo agro-ambientale a basso impatto;
f) la promozione di attività compatibili con la conservazione delle risorse naturali, con particolare riferimento all'agricoltura e al turismo naturalistico;
g) la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica, con particolare riferimento ai caratteri peculiari del territorio;
h) la realizzazione di programmi di educazione ambientale.

Non si parla certo di rimessaggi, parcheggi e piscine. Tantomento di distributori di benzina. Opere che continuano impunemente ad essere autorizzate, in palese violazione di una Legge di Stato, con una frequenza in continuo aumento. Segno evidente di interessi e pressioni immobiliari e speculative sempre più forti, che rischiano di compromettere per sempre un patrimonio ambientale tutelato.

Il portavoce dell'associazione CYCOM, F.Calderini, ha presentato formale denuncia al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato. Si configurano gravi reati: dall'abuso ed omissione in atti d'ufficio, al falso ideologico in atto pubblico, al disastro ambientale. Ci si aspetta quantomeno che qualcuno paghi per i danni irreparabili causati.

Ciò che più lascia sconvolti è comunque come si possa devastare una ricchezza naturale nell'indifferenza dell'amministrazione locale, che oltre a non svolgere alcun controllo ha puntualmente ignorato tutte le segnalazioni ricevute in proposito. Alla faccia della proclamata ed acclamata decentralizzazione: se questa è la cura con cui il XIII Municipio, su cui si estende gran parte della Riserva, intende 'prendersi cura' del territorio, francamente meglio lasciar perdere.



Potrebbe interessarti: http://ostia.romatoday.it/distributore-via-di-acilia-riserva-naturale.html
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Pista ciclabile con salto del fosso

Post n°116 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da cycom
 
Foto di fracalde

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LePista ciclabile e salto del fosso: la denuncia di un lettore

Lo scorso settembre un sorridente Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, accompagnato dall'Assessore all'Ambiente Innocenzi e dal consiglere Marchesi, inaugurava davanti alle telecamere della TV locale il nuovo tratto della pista ciclabile lungo la Via Cristoforo Colombo tra Casalpalocco e la Pineta di Castelfusano.

Ciò nonostante le suddette comparse non si fossero mai realmente interessate all'opera, tanto da ignorare sistematicamente tutte le note che le associazioni gli indirizzavano.

La storia di quel tratto di ciclabile, l'unico percorso che permette (in teoria) all'entroterra del XIII Municipio di raggiungere a piedi o in biciletta il litorale, è lunga e travagliata. L'opera è stata approvata e finanziata nel lontano 2005 poi, causa cambiamenti politici nell'amministrazione locale, lasciata per 5 anni in un cassetto (nonostante le continue sollecitazioni delle associazioni). Finalmente viene rispolverata nel 2010 e parte il cantiere, subito bloccato perchè non si era considerato il rischio che la scarpata adiacente potesse franare. Finalmente i lavori riprendono e dopo un anno l'inaugurazione.

Tutti contenti si direbbe. Tutti tranne i poveri ciclisti che fiduciosi provano a percorrerla. Infatti, provenendo da Casalpalocco lungo il vecchio tratto di ciclabile esistente si finisce dritti nel fosso del Canale della Lingua. Provenendo dalla pineta di Castelfusano invece, si va contro un guard-rail e si è assurdamente costretti a percorrere la Via Cristoforo Colombo contromano, per attraversare il pericolosissimo incrocio con Via del Canale della Lingua!

Un'assurdità quella di non considerare il collegamento del vecchio tratto di ciclabile con il nuovo, denunciata instancabilmente dalle associazioni e mai ascoltata, che oggi rappresenta un pericolo mortale per le centinaia di persone (tra cui anche bambini e ragazzi) che la utilizzano. A nulla sono valse le note di diffida all'amministrazione del XIII Municipio ed alla Polizia Municipale. Forse che gli spot televisivi valgano più della vita delle persone? Come possono dormire tranquilli gli amministratori che hanno inaugurato questa opera che 'collega Casalpalocco ad Ostia' obbligando ad impegnare contromano la Cristoforo Colombo?? Quanto tempo dobbiamo aspettare prima che questo ottimo esercizio elettorale faccia la prima vittima??

Il portavoce dell'associazione CYCOM, considerata la latitanza dell'amministrazione locale, ha annunciato di voler procedere con un esposto al locale Comando dei Carabinieri, al fine di 'sensibilizzare' i responsabili a mettere in sicurezza l'incrocio o chiudere la pista ciclabile.



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Piste ciclabili romane bocciate

Post n°115 pubblicato il 12 Gennaio 2012 da cycom
 

Rispetto al dossier compilato un anno fa sono ancora peggiorate per quanto riguarda manutenione, segnaletica, fondo stradale e sicurezza. Per non parlare delle auto parcheggiate che ostruiscono il passaggio ai ciclisti.

Le richieste degli utenti al Comune nell'articolo di Repubblica.

 

 
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WFP celebrates the EMW

Post n°114 pubblicato il 28 Settembre 2011 da cycom
 

WFP cyclists celebrated the European Mobility Week cycling to work by bike on the "In town without my car" day. Here is a picture of the group taken on that occasion.

 
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Denuncia contro Roma Capitale

Post n°113 pubblicato il 15 Settembre 2011 da cycom
 
Foto di fracalde

OGGETTO: Lavori straordinari di manutenzione stradale e mancata osservanza delle leggi di Stato in materia di ciclabilità, presentata denuncia alla Procura della Repubblica

 

 


Spett.li Amministrazioni di Roma Capitale,

 

da oltre 3 (tre) anni il sottoscritto si è attivato in prima persona ed in collaborazione con molte associazioni ciclistiche di Roma affinché si vedesse affermato quantomeno un principio di legalità nel modo in cui il governo della città affronta il tema della ciclabilitá.

Durante questo periodo, il sottoscritto si è speso quotidianamente ed in maniera del tutto volontaristica perché le amministrazioni coinvolte sul tema della ciclabilitá recepissero e, soprattutto applicassero, le norme base sancite dal Codice della Strada, ed in particolare quanto imposto dalla legge di Stato n.366 del 19 ottobre 1998 in materia di sviluppo della mobilità ciclistica, che dispone tra l’altro specifiche modifiche alla legge n. 285/92 (Nuovo Codice della Strada). Ciò soprattutto in merito al reperimento dei fondi necessari (da cui l’obbligo di destinare, in misura non inferiore al 20%, i proventi delle sanzioni amministrative alla realizzazione di interventi a favore della mobilità ciclabile) ed alle modalità di sviluppo della rete ciclabile (ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione stradale deve essere accompagnata dalla realizzazione di un percorso ciclabile adiacente, laddove previsto da piani pluriennali).

Ebbene, il bilancio di tre anni spesi tra decine di comunicazioni, esposti, segnalazioni, incontri, tavoli tecnici e sopralluoghi è stato oggettivamente desolante e demotivante. Soprattutto per la semplice constatazione che aldilà di ogni problema tecnico od economico esiste un problema politico: la totale mancanza di una concreta volontà politica di realizzare una mobilità sostenibile, e tanto meno ciclabile, a Roma.

Niente altro può spiegare il rifiuto sistematico di realizzare percorsi ciclabili in occasione di tutti gli interventi straordinari di manutenzione stradale (e quindi di dare applicazione ad un obbligo di legge), puntualmente e formalmente segnalati da tre anni a questa parte, dove questi avrebbero potuto concretizzarsi a costo zero, ma si scontravano magari con esigenze di ‘fluidificazione del traffico’, realizzazione di parcheggi per le auto, con il triste rimbalzo di competenze o, ancora peggio, con il totale disinteresse. Tutto ciò mentre nelle strade di Roma chi circola in bicicletta continua a morire, vittima della propria voglia di contribuire ad una città migliore e delle responsabilità delle amministrazioni che hanno scelto di disattendere la Legge.

Fatto il bilancio di questa faticosa quanto desolante esperienza, non resta quindi altro che il dovere civico di riportare tutto ciò all’attenzione di chi vorrà affermare finalmente il primato della Legge sulla politica, identificare i responsabili ed impartire le opportune condanne.

A questo proposito, si informano le Amministrazioni di Roma Capitale che il 4 Agosto 2011 è stata presentata una formale denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma riguardo specifici episodi relativi ad Ostia ed al XIII Municipio, facilmente generalizzabili a tutta Roma, configurandosi reati di rifiuto in atti d’ufficio e falso ideologico in atto pubblico.

Si è anche certi che l’aver formalmente denunciato Roma Capitale contribuirà a costituire quantomeno una migliore coscienza ed una base giuridica sulla quale affrontare in maniera diversa l’individuazione delle responsabilità in occasione di qualunque disgrazia che certamente vedrà ancora tragiche vittime coloro che a fatica scelgono di muoversi in bicicletta in questa città: chi muore in bicicletta a Roma non sarà più vittima di una disgrazia, ma della firma di chi ha violato la Legge.

Benché ormai disillusi di una qualunque volontà da parte delle amministrazioni di Roma Capitale, si resta sempre e comunque disponibili ad una sincera collaborazione.

Con osservanza,

Francesco Calderini

 

 
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Primo forum sulla ciclabilità a Roma

Post n°112 pubblicato il 14 Settembre 2011 da cycom
 

CYCOM supported the organisation of the first forum about cycling in Rome.

 
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