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        <title>Dandyhot</title>
        <description>i racconti di Dandy</description>
        <link>http://blog.libero.it/dandyhot/</link>
        <lastBuildDate>Sun, 25 Dec 2011 17:11:54 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Persone e Incontri</category>
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            <title>La signora Tiziana</title>
            <link>http://blog.libero.it/dandyhot/10922353.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Quella mattina avevo deciso di lavorare da casa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Ero  al pc da circa un'ora quando, verso le 10.20, all'improvviso, il  computer si spense. In realt&amp;agrave; era saltata la corrente. Dopo 5 minuti lo  strepitare dei condomini rese evidente che le colpe erano di un guasto  dell'Enel. Ero davanti alla guardiola del portiere, con due vicini di  casa e con la signora Rapucci del piano di sopra. Mi resi conto che si  trattava di una cosa che andava per le lunghe e chiamai in redazione per  dire dell'accaduto. Stavo tornando nel mio appartamento quando mi  sentii chiamare: &amp;ldquo;Mi scusi...&amp;rdquo;,  era Tiziana Rapucci che mi chiamava. Mi  chiese la cortesia di poter fare una telefonata da casa visto che  avendo Fastweb la sua linea era fuoriuso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Tiziana  &amp;egrave; una bella signora sulla quarantina (44 per la precisione). Non &amp;egrave;  tanto alta, diciamo pi&amp;ugrave; o meno tra il metro e sessanta e il metro e  sessantacinque. Alle figlie aveva ceduto gran parte del suo fascino.  Quei suoi occhi neri, vispi e maliardi, erano anche gli occhi di &lt;a href=&quot;http://dandyhot.splinder.com/post/17787994/GRETA&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Greta &lt;/a&gt;e  di Melania. Quei capelli corvini cos&amp;igrave; ben tenuti nonostante la tenuta  casalinga le donavano una classe innata. Le labbra erano carnose e ben  disegnate da un rossetto di un rosso scuro piuttosto accentuato. La sua  procacit&amp;agrave; poi saltava all'occhio. Indossava una maglia nera attillata  che disegnava una curva piuttosto pericolosa, di quelle in cui il  sorpasso &amp;egrave; decisamente sconsigliato. Ad occhio sar&amp;agrave; stata una quinta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;La  invitai a salire a casa per la telefonata e lei accett&amp;ograve;. Ci davamo del  lei, ma fu piuttosto disinvolta nell'accettare di entrare. Terminata la  telefonata, mentre era ancora sull'uscio mi venne spontaneo invitarla  per un caff&amp;egrave;. Pura cortesia: mai avrei pensato quel che di l&amp;igrave; a 5 minuti  sarebbe successo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Messa  su la caffettiera lei, da buona mamma, non pot&amp;eacute; fare a meno di dire:  &amp;ldquo;certo che qui dentro manca proprio la mano di una donna...&amp;rdquo;. Le risposi  che la signora delle pulizie non veniva da due settimane e che io ero  molto impegnato. Lei sorrise e si alz&amp;ograve; avviandosi a prendere le due  tazzine. Rimasi sorpreso e provai a fermarla. Nel farlo mi ritrovai a  stretto contatto con lei: le nostre mani si sfioravano e con un gomito  le stavo tastando il seno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Ci  guardammo negli occhi e con complicit&amp;agrave; sorridemmo. Ci&amp;ograve; che poco prima  credevo impossibile, ora cominciava a balenarmi nella mente: avrei  potuto completare l'album delle Rapucci quella mattina. Tuttavia non  c'era solo il desiderio di appagare il mio ego. C'era la voglia di dar  corso ad una situazione estremamente intrigante. Dopo aver posseduto  Greta e aver replicato con la sua gemella Melania, capire se quelle due  ventenni avevano preso modi e tecniche dalla pi&amp;ugrave; esperta del branco era  qualcosa che andava oltre l'immaginabile. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Le  tazzine alla fine le presi io e con una battuta le ordinai di andarsi a  sedere. Lo feci sorridendo e dandole del tu. Lo feci per entrare in  confidenza e per sondare il terreno. Lei sorrise dicendomi: &amp;ldquo;agli ordini  capo...&amp;rdquo;. Versai il caff&amp;egrave;. La mia mano tremava e lei se ne accorse  tanto che disse ridendo: &amp;ldquo;attento cos&amp;igrave; lo fai cadere...&amp;rdquo;. Lo disse  alzandosi dalla sedia dove si era nel frattempo seduta e avvicinandosi  di nuovo a me. Nel farlo mi sfior&amp;ograve; di quel tanto che bast&amp;ograve; a farmi  versare due gocce di caff&amp;egrave; per terra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Si  affrett&amp;ograve; a chiedermi scusa e a prendere un panno per rimediare. Nel  chinarsi, mi mostr&amp;ograve; il suo Lato B. Non era pi&amp;ugrave; tanto giovane e  sicuramente il suo sedere non era quello di una modella. Tuttavia sul  suo corpo faceva decisamente la sua porca figura. Fra l'altro poi la  signora Tiziana osava con quel suo perizoma color carne ben in vista  sotto al pantajazz casalingo grigio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Ridemmo  della situazione, cosa che nel frattempo aveva tra noi creato una certa  complicit&amp;agrave;. Si trattava di quelle complicit&amp;agrave; da contatto, in cui  cercavamo sempre di toccarci l'uno con l'altro, ad ogni battuta, ad ogni  sorriso ad ogni interruzione dell'uno sull'altro. Ci ritrovammo dopo un  p&amp;ograve; ad aver esaurito i discorsi e ad avere le mani che si accarezzavano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Il  suo sguardo era tenero e provocante allo stesso tempo. Quel silenzio fu  interrotto dal rumore delle nostre labbra che si incrociavano. Le sue  erano veramente morbide ed io le baciavo sfiorandole, quasi ad aver  paura di rovinare quel trucco. La sua bocca, al gusto di caff&amp;egrave;, sapeva  di vissuto ed emanava quel calore abusato da cui mi sentii  inspiegabilmente e attratto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Eravamo  seduti al tavolo e con le labbra in preda a vorticosi desideri ci  alzammo. Ci staccammo ed insieme ci dirigemmo verso il divano, cos&amp;igrave;,  senza dire nulla. Affondammo sul divano, mentre le nostre bocche erano  gi&amp;agrave; affondate l'una nell'altra. Le mie mani si posarono l&amp;igrave; dove poco  prima gli occhi avevano goduto. Quel suo pantajazz era infatti  particolarmente stretto e l&amp;igrave; davanti lasciava davvero poco  all'immaginazione. La mia mano affond&amp;ograve; desiderosa facendole emettere un  gemito di piacere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Nonostante  il pantajazz e gli slip che dividevano le sue voglie dalle mie dite,  riuscivo a percepire il suo scrosciante desiderio. La percossi per  qualche secondo, penetrandola leggermente e stantuffando con il  frammezzo di slip e pantajazz. Fu lei ad interrompermi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Lo  fece in modo irruento, interrompendo anche il passaggio delle mie  labbra sul suo collo. Mi interruppe assatanata. In poco tempo infatti me  la ritrovai davanti intenta a slacciarmi la cinta e sbottonarmi i  jeans. Fu un attimo e sollevando il sedere mi ritrovai i pantaloni al  ginocchio. Lei mi guardava con un sorriso famelico e soddisfatto. Nel  contempo mi massaggiava da sopra i boxer, godendo dell'erezione che  lentamente stava riuscendo a far montare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Quando  la sua vista fu riempita dal gonfiore del mio intimo, decise di  svelarne il contenuto. Con ingordigia abbass&amp;ograve; i boxer. Io l'agevolai,  approfittandone per togliermi completamente e contemporaneamente jeans,  calzini e boxer stessi. In ginocchio con la testa tra le mie gambe  cominci&amp;ograve; a mandare su e gi&amp;ugrave; con le mani la mia erezione. Nel farlo  chiudeva le labbra in maniera in maniera goduriosa, coordinando i suoi  gemiti con i miei. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Lo  menava velocemente, ma all'improvviso rallent&amp;ograve;. Riaprii gli occhi,  cercando di riprendere fiato da quel decollo inaspettato. Lei  incontrando i miei occhi sorrise. E nel farlo avvicin&amp;ograve; la lingua al mio  membro. Cominci&amp;ograve; a leccarlo dalla base, poco sopra le palle  percorrendone la lunghezza verso l'alto. Si fermava alla pelle, non  andando ad incontrare la cappelle. Percorse quell'autostrada per cinque,  sei, sette volte, bagnando con la saliva la mazza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Mi  regal&amp;ograve; un morso. Fu leggero, ma foriero per me di ulteriore  eccitamento. La volevo. Le mie mani cercavano appigli sul  suo corpo che  per la posizione assunta era per me inafferrabile. Le posai sulla sua  nuca e da quel gesto segu&amp;igrave; il suo assaggio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Salii  pi&amp;ugrave; su, spostando la pelle e svelando la mia cappella alla sua vista.  Apr&amp;igrave; e la bocca e guardandomi lo prese in bocca. Sentivo la sua lingua  roteare sulla mia mazza. Era un tornado che trovava nutrimento dal mio  desiderio. La sua lingua roteava e saliva e salendo si concentrava sulla  cappella che quella la ruvidit&amp;agrave; delle sue papille stavano  minuziosamente curando. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Lentamente  il lavoro di lingua si trasform&amp;ograve; in un succhiare deciso concentrato  sempre sulla cappella. Era un risucchio non particolarmente, ma  piuttosto rumoroso. Succhiava e si staccava e poi di nuovo risucchiava e  poi si ristaccava. Me lo menava e poi di nuovo si riattacava. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Il  risucchio si trasform&amp;ograve; in sifone vero e proprio poco dopo, quando  l'intera lunghezza del mio pene fu nella sua bocca. Percepivo la sua  gola e il suo risucchio intenso, intervallato da un soffiare verso  l'interno. Poi ancora risucchio, poi soffiare. Mi morse con i denti,  leggermente, ma provocandomi enorme ed ulteriore eccitazione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;La  volevo e con fare violento le presi i capelli riportandola verso la mia  bocca. Ci ritrovammo a baciarci ed io potevo sentire il mio sapore  attraverso la sua bocca. Lei si accomod&amp;ograve; a cavalcioni su d me, con  ancora indosso tutti i suoi vestiti. Ci perdemmo in lungo e sensuale  baci&amp;ograve; in cui io risucchiavo prepotentemente la sua lingua. Nel frattempo  le tolsi la maglietta, liberando alla mia vista il suo seno, costretto  in un reggiseno probabilmente troppo stretto. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Si  trattava di un seno enorme, zampillante e presuntuoso nella sua  esposizione. Riprendemmo a baciarci, mentre con le mani mi davo da fare  per slacciarle il reggiseno. Lei, evidentemente eccitata affond&amp;ograve; le mani  nei miei capelli, tirandomeli appassionatamente. Slacciai il reggiseno e  con il suo aiuto divincolai il suo corpo da quei tentacoli di stoffa. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Mi  si par&amp;ograve; davanti una visione paradisiaca. Una quinta/sesta generosa,  leggermente cadente, ma assolutamente non smagliata. Un'areola bella  scura e soprattutto larga, di quelle che piacciono a me. Ciliegina sulla  torta erano due capezzoli che impertinenti bucavano la vista  pretendendo una bocca che vi si sfamasse. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Mi  lasciai togliere il fiato affondando in mezzo a quel ben di dio. Ne  assaporai l'odore e il calore, chiudendo la mia faccia tra due ali  morbide e abbondanti allo stesso tempo. Ne baciai uno, avvinghiandomi  famelico a quel capezzolo che aveva osato provocarmi. Lo succhiavo e la  sentivo gemere. Lo mordevo e lei si cortorceva. Con la lingua percorrevo  l'interno dell'areola cercando via via l'esterno e lei era tutto un  fremito. Facevo il percorso inverso, abbarbicando le mie labbra ancora  su quel capezzolo poco prima torturato e lei schiumava desiderio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;La  mia mano palpava il seno non impegnato dalla mia bocca e lentamente si  avventurava verso altri sentieri. Incontrai l'elastico del pantajazz che  velocemente allentai sciogliendo il nodo in vita. Trovai la sua  complicit&amp;agrave; nel toglierlo completamente. Era ora a cavalcioni su di me  con indosso solo il perizoma. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Scostai  il pezzettino di stoffa e con due dita la penetrai. La sentii  sobbalzare prima di riassestarsi e continuare a godere del mio  stantuffare e della mia succhiata di capezzoli. Sentivo il suo odore in  maniera nitida. I nostri corpi sapevano gi&amp;agrave; l'uno dell'altro. Sentivo  l'odore delle sue voglie. Era intenso e particolarmente inebriante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;All'improvviso  fu lei a togliersi il perizoma. Fu a quel punto che nel sedersi si  sistem&amp;ograve; il mio arnese tra le gambe. Aveva voglia e sapeva come  soddisfarla. Io in quel momento ero per lei solo un oggetto. Cominci&amp;ograve; a  cavalcarmi. Era prepotente, molto prepotente. Da subito mi costrinse ad  un ritmo indiavolato. Io da sotto cercavo di assecondarlo perdendo per&amp;ograve;  inevitabilmente qualche colpo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;La  mia bocca affannata godeva di quel seno traboccante, mentre lei  ansimava in maniera sempre pi&amp;ugrave; forte. Il suo ritmo lentamente and&amp;ograve;  scemando fino ad incontrare il mio. Fu a quel punto che io rallentai  fino a fermarmi. Lei mi segu&amp;igrave; in quell'inspiegabile frenata. Ansimavamo  insieme, alla ricerca di un po' di fiato. Fu allora che assestai delle  spinte che la fecero sobbalzare. Furono talmente forti che la sollevai. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Lei  era tutto uno spasmo e quelle spinte brutali avevano accentuato il suo  ansimare. Mi chiedeva di continuare ed io ripresi, anche se con minor  vigoria. Aumentai per&amp;ograve; nel ritmo. La sentivo bagnatissima ed  estremamente eccitata. Si abbandon&amp;ograve; ad un succhiotto spropositato sul  mio collo e pi&amp;ugrave; lei si avvicinava all'orgasmo e pi&amp;ugrave; il suo succhiare il  mio collo diventava inteso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Ormai  ero un cavallo indiavolato e lei una cavalerizza che aveva perso il  controllo della propria bestia. Si stacc&amp;ograve; dal collo ed emise un gemito  pi&amp;ugrave; forte. Io continuai a spingere, spingere e ancora spingere. Sentivo i  suoi umori colarmi sulle cosce. Il suo sudore era ovunque sul mio  corpo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Emise  un ulteriore gemito. Io rallentai. Il suo capo ciondol&amp;ograve; abbandonandosi  all'indietro. E fu in quel momento che sferrai, mordendomi le labbra,  due spinte poderose che la fecero gridare di piacere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Mi prese per i capelli e si abbandon&amp;ograve; su di me, con i suoi seni sul mio volto ansimante. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 25 Dec 2011 17:11:53 +0100</pubDate>
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