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Grazie Max! Sei sempre troppo gentile!!!
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Auguriiiiiiiiiiiiiiiii pivella.. *____* e ti auguro che...
Inviato da: cuorevagabondo_1962
il 16/03/2013 alle 14:03
 
Grazie Max! Un abbraccio.
Inviato da: danege
il 08/03/2013 alle 15:32
 
Buon 8 marzo amica mia.. e che la violenza su di voi, sui...
Inviato da: cuorevagabondo_1962
il 08/03/2013 alle 03:05
 
Grazie Max! Un abbraccio.
Inviato da: danege
il 02/03/2013 alle 16:51
 
 

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Baci mancati

Post n°2686 pubblicato il 15 Maggio 2013 da danege
 

 

Se penso ai baci mancati
di questi immensi giorni
che ci hanno visto lontani,
ho il cuore stretto in una morsa.
Mille, duemila, tremila
baci sognati e ormai perduti.
Ma anche immaginarli
ci ha lasciato forse
qualche emozione.
Nell'attesa di ritrovarli
vivi, a fior di labbra.
 
 
Daniela Giorgini © 15.05.2013
 
Foto © Adolfo Valente
 
 
 
 

Tutto ciò che voglio

Post n°2685 pubblicato il 27 Aprile 2013 da danege
 

 

La mia bocca può mentire,
ma gli occhi e il cuore
non sapranno farlo.
 
Perciò non ascoltarmi
e stringimi a te.
Il mio sguardo ti svelerà
che sei tu
tutto ciò che voglio.
 
 
Daniela Giorgini © 27.04.2013
 
Foto © Adolfo Valente
 
 
 
 

Son forse poeta?

Post n°2684 pubblicato il 21 Aprile 2013 da danege
 

 

Ho parole 
che mi gridano
ovunque:
nella mente,
sulle mani,
dentro al cuore.
Il foglio bianco
è la mia eco,
voce ai miei pensieri.
 
Son forse poeta?
 
 
Daniela Giorgini © 21.04.2013
 
 
Foto © Romina Dughero
 
 
 

In silenzio

Post n°2683 pubblicato il 16 Aprile 2013 da danege
 

 

E' nello starci accanto
uno a fianco all'altra
 
- in silenzio -
 
che la Poesia ci regala
i suoi versi più belli.
 
 
 
Daniela Giorgini © 16.04.2013
Foto © Gigi Samueli
 
 
 
 
 

Mille parole

Post n°2682 pubblicato il 15 Aprile 2013 da danege
 

 

Mille parole
avevo nel cuore
per amarti.
Ma le labbra
al sol pensiero
tremavano.
E così è giunta
in soccorso Lei
- Poesia -
a cantare per me
l'amore immenso
che porto a te.
 
 
Daniela Giorgini © 15.04.2013
Foto © Romina Dughero
 
 
 
 
 

Il cuore

Post n°2681 pubblicato il 07 Aprile 2013 da danege
 

 

So che è il cuore
a sentire l'essenza delle cose,
a vedere ciò che
è davvero importante,
a percepire il necessario.
 
Non saprei spiegare
altrimenti
il suo martellarmi nel petto
quando mi sei accanto.
 
 
Daniela Giorgini © 07.04.2013
 
 
 
Foto © Gigi Samueli
 
 
 

BUONA PASQUA!!!

Post n°2680 pubblicato il 30 Marzo 2013 da danege
 
Tag: Auguri

 
 
 

La via del cuore

Post n°2679 pubblicato il 29 Marzo 2013 da danege
 

 

Ho smarrito spesso la strada
in questa vita
a volte in discesa
altre in salita.
 
O forse ho solo sbagliato sentiero
e quello giusto per me
non è ancora stato percorso.
 
Continuo il cammino,
senza perdere di vista
la via del cuore.
 
 
 
Daniela Giorgini © 28.03.2013
 
 
 
Foto © Carla Mascaro
 
 
 

Buon compleanno!!!

Post n°2678 pubblicato il 16 Marzo 2013 da danege
 

 

Oggi è il D-day!!!

 
 
 

Donna

Post n°2677 pubblicato il 08 Marzo 2013 da danege
 

Donna.
Quante emozioni in una sola parola.
Quanta forza, dolcezza, passione.
Donna dal grembo di tua madre, Donna - bambina, Donna - ragazza, Donna.
Il difficile è esserne consapevole.
Consapevole di essere Donna.
 
Nonostante tutti i passi fatti in avanti, ci sentiamo sempre inadeguate.
Vorremmo essere perfette in ogni cosa che siamo, facciamo, diciamo, ma per i nostri standard non ci riusciremo mai.
Sappiamo stare bene da sole, ma non smettiamo mai di sognare l’Amore.
E quando lo troviamo, vorremmo cambiarlo.
 
Strane, incomprensibili, indispensabili.
Tenere, testarde, necessarie.
Siamo l’altra metà del cielo e della terra, con la testa tra le nuvole, ma i piedi ben saldi.
 
Siamo tante in una sola.
Perché quando amiamo, ci mettiamo tutte noi stesse.
Ci consumiamo, per amore.
Fino a morirne.
 
Donna.
 
 
Daniela Giorgini © 07.03.2013
 
 
Foto © Adolfo Valente

 
 
 

Naufraga di te

Post n°2676 pubblicato il 01 Marzo 2013 da danege
 

 

Ho raccolto conchiglie
- e cocci di bottiglia -
in fondo all'anima.
 
Relitti di emozioni
ricoperti d'alghe
verde speranza.
 
Non so nuotare.
 
E a malapena
resto a galla
in questo mare
d'amore.
 
 
 
Daniela Giorgini © 01.03.2013
 
 
 
Foto © Oxana Zuboff - papierboot
 
 
 

Il profumo della felicità

Post n°2675 pubblicato il 14 Febbraio 2013 da danege
 

 

E ti appartengo
in quell'ultimo bacio
che hai regalato
alle mie labbra.
E trattengo
con unghie e denti
quel sospiro
che aveva il profumo
della felicità.
 
 
Daniela Giorgini © 13.02.2013
 
 
 
Foto © Rita Camicia
 
 
E buon San Valentino a tutti!!!
 
 
 

La selezione della settimana de La Mente e il Cuore

Post n°2674 pubblicato il 13 Febbraio 2013 da danege
 

Il silenzio della neve

 

Hai mai udito
il silenzio della neve?
Un impalpabile soffio
d'anima
che si scioglie
sulle pareti del cuore.
 
 
 
 
   

 

Poesia di Daniela Giorgini

Fotografia di  © Rita Camicia

Realizzazione di Anna Nardozi Nardi

 

 

La motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:

 

 

Considero Daniela la poetessa della delicatezza. Con le sue pennellate dolci arriva sempre a raggiungere, con pochi versi, il nocciolo del suo pensiero, riuscendo sia ad esprimere che cosa prova e anche far provare la stessa sensazione a chi legge. Penso che questa sia una dote rara, che appartiene solo a chi ha la sensibilità di capire che uno stesso pensiero può toccare e accomunare più persone.
 
La poesia “ Il silenzio della neve” ha un argomento semplice, ed è espresso in maniera non complessa, eppure dentro di sé ha un concetto molto profondo e meditato. 
La neve di per sé richiede e richiama meditazione. E' quasi un invito a fermarsi, ad accoglierla, ad accoglierci così come siamo in quel momento, fermi immobili come una fotografia. La neve ha il potere di rallentare il tempo e a renderlo di valore, pieno di stupore, di “silenzio”, come dice la nostra autrice. Un silenzio di introspezione, che ci permette di stringere noi stessi, e di abbracciare ogni nostro pensiero come unico e personale.
Daniela accoglie a piene mani questa idea, di una neve che penetra dentro in silenzio e senza dolore, per farsi cuscino dei nostri pensieri più segreti. Sente i fiocchi bianchi come qualcosa che entra non per nuocere, ma anzi per curare, per lenire dolcemente le ferite del cuore. Si scioglie poi, scompare, come si scioglie la neve, ma quel pensiero delicato lascia qualcosa dentro, un piccolo seme nascosto, che aspetta solo di sbocciare.
 
Complimenti a Daniela per questa piccola, dolcissima poesia, che non posso che condividere. Spesso ci annoiamo quando la neve cade perché crea mille difficoltà, ma se solo ci fermiamo ad ascoltarne il silenzio, come la nostra redattrice ha fatto, può davvero sorprenderci.
 

 

 
 
 

Se solo tu fossi qui...

Post n°2673 pubblicato il 09 Febbraio 2013 da danege
 

 

Vorrei baciarti adesso
e raccogliere i nostri sospiri
nell'ampolla del cuore.
Vorrei amarti adesso
e rubare la felicità
di ogni attimo con te.
Vorrei i miei pensieri
nei tuoi pensieri
per vivere insieme
questo amore.
 
Se solo tu fossi qui...
 
 
Daniela Giorgini © 09.02.2013
 
 
 
Foto © Roberta Nozza
 
 
 

Il silenzio della neve

Post n°2672 pubblicato il 03 Febbraio 2013 da danege
 

 

Hai mai udito
il silenzio della neve?
Un impalpabile soffio
d'anima
che si scioglie
sulle pareti del cuore.
 
 
Daniela Giorgini © 03.02.2013
 
 
 
Foto © Massimo Verrina
 
 
 

Il silenzio del cuore

Post n°2671 pubblicato il 01 Febbraio 2013 da danege
 

 

Ho chiuso i miei silenzi
in un cassetto.
Un silenzio
per ogni occasione.
Ma il silenzio del cuore
non ama la prigione.
E grida
- muto -
la sua emozione.
 
 
Daniela Giorgini © 01.02.2013
 
   
 
Foto © Carla Mascaro
 
 
 

La selezione della settimana de La Mente e il Cuore

Post n°2670 pubblicato il 18 Gennaio 2013 da danege
 

L'Amore sei tu

L'amore è spavaldo,
ti sorprende
con una bellezza
che non t'aspetti,
ti incanta
con parole e baci,
ti ubriaca
di passione.
L'amore parla,
ride, spera, prega,
piange, grida, lotta,
danza, vive.
L'amore sei tu.
   

 

Poesia di Daniela Giorgini

Fotografia di  © Paolo Scarano

Realizzazione di Anna Nardozi Nardi

 

La motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:

 

La poesia d'amore non ha età e tempo, è una carezza al cuore.

Con questo pensiero e grande piacere dedico la prima pagina di “Attimi di Poesia secondo semestre” alla recensione di “L'amore sei tu” di Daniela Giorgini”.
 
L'amore è spavaldo,
ti sorprende
con una bellezza
che non ti aspetti,
 
Sono versi di poesia vera, determinati a suscitare sensazioni ed emozioni; lasciano impronte nell'animo, rivelano l'amore come conosce chi l'ha vissuto o che lo sta partecipando, o aspira alla sua rivelazione o l'attende e anela il suo manifestarsi.
 
Ti incanta
con parole e baci,
ti ubriaca
di passione.
L'amore parla,
ride, spera, prega,
piange, grida, lotta,
danza, vive. 
 
Versi immediati che mi fanno anche meditare: vedo una replica alla violenza omicida verso le donne, che c'è sempre stata ma che si è acuita in tempi recenti, mediante le vibranti pennellate che descrivono il sapore del piacere ed emozioni palpabili, quando con tutta la sua ampiezza l'amore ti prende come una tempesta che non fa danni, ma è seme capace di risvegliare germogli di serena convivenza nel dipanarsi del filo della nostra vita.
 
L'amore sei tu.
 
L'ultimo verso evidenzia l'essenza dell'amore e il suo splendore.
Daniela sa e ci dice che il mistero per cui esistiamo ed apprezziamo la vita è l'amore stesso, è il percorso e, insieme, la meta della nostra vita.
Grazie Daniela per questo tuo stupendo dono d'amore.
 

 
 
 

Mi scriveva poesie

Post n°2669 pubblicato il 11 Gennaio 2013 da danege
 

 

Ha giocato sporco
il mio amore:
mi scriveva poesie.
Le riempiva
di baci e promesse,
di passione e dolcezze.
Ha giocato sporco
il mio amore:
mi ha fatto innamorare
il cuore.
 
 
Daniela Giorgini © 11.01.2013
 
 
 
Foto © Paolo Scarano
 
 
 

L'amore sei tu

Post n°2668 pubblicato il 09 Gennaio 2013 da danege
 

L'amore è spavaldo,
ti sorprende
con una bellezza
che non t'aspetti,
ti incanta
con parole e baci,
ti ubriaca
di passione.
L'amore parla,
ride, spera, prega,
piange, grida, lotta,
danza, vive.
L'amore sei tu.
 
 
Daniela Giorgini © 09.01.2013
 
 
 
Il bacio della vittoria © Alfred Eisenstaedt

 
 
 

La Scopa della Befana

Post n°2667 pubblicato il 08 Gennaio 2013 da danege
 

"No no no, non è possibile! Ma dov'è finita?"
Befana si aggirava nervosamente per tutto il magazzino, ma della Scopa non c'era traccia.
Per scrupolo, guardò anche nel ripostiglio della cucina, dove teneva le scope che servivano solo per spazzare. Sapeva però che non l'avrebbe trovata lì, la sua Scopa.
Non avrebbe mai lasciato che si confondesse con le altre.

Dopo aver guardato ovunque, telefonò a Babbo Natale.
Le rispose Green, il capo elfo: "No, Befana. Babbo si sta riposando e sai che non vuole essere disturbato. Riprenderà il lavoro solo dal 7 gennaio. Vorrei esserti d'aiuto, ma sono appena arrivati i nuovi elfi apprendisti e ho dato ordine di mettere in moto le catene di montaggio dei giocattoli di legno per mostrar loro il lavoro. Devo sorvegliarli per evitare che combinino guai."
"Ma non potresti provare a scandagliare la zona con i vostri radar, solo per un minuto?"
"Sarebbe inutile, Befana. Se tu avessi accettato di inserire nella Scopa il chip di localizzazione che Babbo ti regalò qualche anno fa, sarebbe stato davvero questione di un minuto. Ma così, è come cercare un ago in un pagliaio!"
"Lo sai che io odio tutte le cose tecnologiche!" gridò Befana. E chiuse la comunicazione.

Triste e sconsolata, pensò a quanto era tutto più semplice, quando bastava sorvolare i tetti delle case e gettare la calza nel camino.
Quando i bambini si accontentavano di un pugno di caramelle, una cipolla e un po' di carbone.
Adesso c'era il rischio di intercettare la rotta di aerei di linea, a volte anche militari, e finirci contro.
Nelle case i camini erano solo decorativi e, tra condomini e grattacieli, perdeva un sacco di tempo per entrare e uscire dagli appartamenti.
Inoltre il sacco pesava ogni anno di più, tra giocattoli interattivi, elettronici e computerizzati.
A volte le veniva voglia di mollare tutto.
In fondo, Babbo Natale portava già milioni di doni a questi bambini incontentabili.
Uno più, uno meno, per lui non avrebbe fatto differenza.
Tanto aveva gli elfi che lo aiutavano e gli organizzavano tutto.
Però quando pensava alle faccine di quei bimbi che avevano poco o nulla e che speravano di trovare due caramelle nella loro calza, scacciava i brutti pensieri e continuava a preparare il suo sacco.

Certo, senza la sua Scopa, non sarebbe riuscita ad andare da nessuna parte quest'anno.
Su Babbo Natale non poteva fare affidamento: come aveva detto Green, dopo la Notte Santa entrava in una specie di letargo fino all'Epifania.
E lo sanno tutti che le renne obbediscono solo e soltanto a lui.
Doveva ritrovare la sua Scopa ad ogni costo.
Già li immaginava, al raduno annuale di Ferragosto, quando avrebbe dovuto dichiarare che non era riuscita a svolgere il suo compito.
Avrebbero riso tutti di lei, dal Coniglio Pasquale alla Fatina dei Denti.
No, non poteva accettarlo.
Si mise alla scrivania e buttò giù una specie di piano organizzativo.
1)Leggere gli ultimi messaggi dei bambini.
2)Mettere i giochi richiesti nel sacco.
3)Chiudere il sacco.
4)Cercare la Scopa.
5)Trovare la Scopa!!!
Non era un piano da 007, però poteva andare.

Dopo tre ore, Befana era ancora al punto numero uno: trovava ingiusto che ogni bambino potesse chiedere più di un dono, ma doveva esaudire i loro desideri, per quanto possibile.
Carlotta voleva la pace nel mondo (santa bambina!), ma per fortuna anche una bambola parlante.
Luigi desiderava un cacciatorpediniere (vero, Befana, non il modellino), ma si sarebbe dovuto accontentare di uno in scala ridotta. Molto ridotta.
La lettera successiva era strana, non scritta a mano o a macchina, ma con strisce di carta ritagliate probabilmente da riviste e poi incollate sul foglio a formare le frasi.
Diceva più o meno così: Befana, se quest'anno non vedrò ciò che ti chiesi e non mi hai mai portato, non ti restituirò più la scopa. Ti aspetto davanti al magazzino per lo scambio alla mezzanotte del 5 gennaio. Giangi
Giangi?
Befana era sorpresa.
Non ricordava nessun bambino si chiamasse Giangi. A meno che...
"No, non è possibile. Non può essere quella peste di Giovanni Maria, avrà almeno quarant'anni adesso! Abitava vicino al mare e una volta mi chiese un gatto delle nevi. Ho sempre pensato fosse strano, ma deve essere impazzito. Vado a prendere i registri."

Allergica alle nuove tecnologie, Befana aveva un suo archivio - oramai stracolmo - diviso per continenti, dove indicava per ogni bambino, rigorosamente in ordine alfabetico, i regali ricevuti.
"Mmmh, vediamo... Gio... Gio... Gio... Giovanni Maria, ecco qua la sua scheda!"
La scheda era perfettamente compilata, divisa anno per anno:
1980 un pallone
1981 una macchinina
1982 una scatola di costruzioni
....
"Ah, il 1990 è stato l'anno del gatto delle nevi. Gli ho consegnato un canotto, mi sembrava più appropriato. Comunque è questa l'unica richiesta che non ho soddisfatto. Deve essersela proprio legata al dito! Non sarà difficile trovare un gatto delle nevi adesso. Stanotte è nevicato un bel po'."

Dopo aver ricontrollato velocemente tutti i regali e aver chiuso il sacco, Befana cominciò ad aggiornare l'archivio, in attesa che giungesse la mezzanotte.
Più ci ripensava, più quella faccenda era davvero strana.
Innanzitutto, Giovanni Maria era un uomo, ormai, e quella storia non poteva averlo segnato così tanto. E, da quando Befana consegnava i regali, si contavano su una mano i bambini che erano riusciti a scoprire dove abitava.
Come aveva dunque fatto Giangi a trovarla?

Mancava un minuto alla mezzanotte.
Befana chiuse il registro alla lettera "D" e si avviò fuori dal magazzino, spingendo il gatto delle nevi, l'ultimo modello messo in vendita dai negozi specializzati.
Fuori era buio, ma uno spicchio di luna accarezzava i contorni delle cose.
Befana vide l'ombra di un uomo che si avvicinava.
Non fece in tempo ad aprire bocca che l'uomo alzò le braccia di fronte a lei e le riabbassò, infilandole un sacco in testa e poi legandola all'altezza della vita.
La gettò a bordo del gatto delle nevi e partì.
Befana, confusa e spaventata, non riusciva a ragionare. Troppi pensieri le si accavallavano in testa, ma non ultimo quello dei bambini che non avrebbero ricevuto i loro doni.
Quando il gatto delle nevi si fermò, Befana avvertì un vento gelido e tagliente attraversare il sacco.
Rabbrividì.
L'uomo che l'aveva rapita non era Giangi, ma Bruto, il servo fedele della Strega del Nord.
Solo nel suo regno il vento poteva essere cattivo quanto lei.

Pochi istanti dopo, attraversato il pesante portone del castello, Befana si ritrovò in un ampio salone, freddo e cupo.
La Strega era seduta sul trono di ghiaccio e neve, stretta nel suo abito nero più della notte.
"Bene, Befana. Eccoci qua. Ho pensato che ti sarebbe piaciuto riposarti un po' da questo tuo lavoro così faticoso, perciò prenderò il tuo posto quest'anno. Magari, se ai bambini piaceranno i miei regali, potrei sostituirti definitivamente!"
"Ma sei impazzita! Che idea ti è saltata in testa, dico io. Sono centinaia di anni che questo compito è stato assegnato a me."
"Sì, ma avrei voluto farlo io! - gridò la Strega del Nord - Nessuno me lo ha chiesto, tutti hanno dato per scontato che fossi troppo cattiva per farlo. Beh, avevano ragione. E quando tutti i bambini riceveranno carbone vero e caramelle avariate..."
"No, non puoi fare una cosa simile!"
"Oh, sì che posso. Il mio sacco è pronto e la tua Scopa è perfetta. Bruto ti terrà compagnia mentre io sarò fuori."
"Aspetta, non andare! No!" Befana cadde in ginocchio, singhiozzando.
Cos'avrebbero pensato i bambini di una Befana tanto cattiva?
Come avrebbero potuto fidarsi ancora di lei, dopo aver ricevuto doni così perfidi?
La Strega del Nord aveva di certo scoperto con la sua magia uno dei pochi "errori" commessi nella consegna dei regali e ne aveva approfittato per attirarla in trappola e metterla fuori gioco.
Nessuno sapeva che aveva perduto la Scopa.
Nessuno sarebbe venuto a salvarla.
Nessuno...

Mentre la Strega del Nord si preparava a lasciare il salone, guardando Befana con sdegno, un boato la colse di sorpresa.
Le renne avevano divelto il portone del castello e Babbo Natale, in piedi sulla sua slitta, lanciò alcuni grossi pacchi regalo contro la Strega del Nord, che cadde a terra.
Bruto cercò di fuggire, ma una ventina di elfi gli fu addosso in un attimo.
Babbo, sceso dalla slitta, si avvicinò alla Strega, le tolse la Scopa di mano e le intimò di non provarci mai più: "Non sfidare il mio spirito natalizio un'altra volta, Strega!"
Poi fece salire Befana sulla slitta e la riportò a casa.
Doveva riposare un po' prima di partire per il lungo giro.
"Sai com'è fatto Green. - le disse - Prima dice di no perché ha davvero tante cose da fare, poi si pente. Ha avviato la ricerca della Scopa con i radar, ci è voluta quasi una giornata, ma quando ha visto dove si trovava, mi ha svegliato subito."
"Beh, grazie Babbo. E ringrazia anche Green da parte mia. Mmmh, quel chip di localizzazione che mi avevi regalato...ce l'avresti ancora per caso?"

Daniela Giorgini © 4/5 gennaio 2013

 
 
 
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