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Danny_Sincl...
   
 
Creato da Danny_Sinclair il 25/07/2011

Foglie d'Assenzio

“Il whisky mischiato all'acqua nella tazza aveva un sapore fresco e produceva nello stomaco un leggero calore ma non ti circola per tutto il sangue come l'assenzio" pensò Robert Jordan. "Non c'è niente come l'assenzio." Tratto da: “Per chi suona la campana” by Ernest Hemingway

 

"Io non lo so proprio perchè ti tengo ancora!"

Post n°152 pubblicato il 20 Maggio 2012 da Danny_Sinclair
 
Tag: Orsetta



Leeloo's Tune
Maksim Mrvica



"Io non lo so proprio perchè ti tengo ancora!"
(Frase che mi sento dire un giorno si e un giono no ....)


Lo specchio

Qualche sera fa eravamo al corso di ballo e si stava ballando il tango
(Beh, diciamo che "ci provavo", meglio va...^_^)
Il maestro ad un certo punto mi guarda e mi dice:
"Devi stringerla di più e devi prenderla con forza!"
(Oddio, qui?, davanti a tutti?... Ahahah ... lo so è una battutaccia ma che ci posso fare, ormai l'ho scritta ...^_^)
Si continua a ballare e io la stringo forte al petto mentre giriamo per la sala
Ad un certo punto, mentre passiamo per il lato lungo della sala, butto l'occhio allo specchio che ci riflette
Lo guardo, mi osservo nel suo riflesso, guardo l'Orsetta e guardo me e lei abbracciati mentre stiamo ballando
Mi arriva un pensiero tra il sorpreso e il divertito:
"Ma sono io quello che sta ballando??"
(Oddio, non è possibile .. io che ballo, ... ed è tutto vero!! ... però!...)
Faccio un cenno all'Orsetta e guardando lo specchio le dico: "Guarda che belli che siamo"
Lei guarda lo specchio e ci guarda ballare e poi si gira verso di me ... e sorride
(Che meraviglia!...)


"Mi tratti male!"


"Mi tratti sempre male"
le dico con aria seria ma con il cuore leggero come l'aria
"Non è vero che ti tratto male" mi risponde seria
"Si, è vero"
"No"
"Si"
Mi guarda e mi fa un grattino: "Cuci-Cuci"
"Mhm ..."
"Lo sai che se non fossi stato cosi cocciuto con me, noi adesso non saremo qui?"
"Mhm, forse si, forse no"
rispondo io
"E' vero sai"
"Può darsi, ... Orsetta, Orsetta, tu mi porterai alla disperazione"
"Ahahah ..."
"Mi chiedo come mai sto con te che mi tratti cosi male e non ti va mai bene niente"
"Non è vero!!"
protesta lei
"Sisisi"
"Forse perché ti faccio ridere?"
"Si, ecco, tu sei meglio di Zelig"
"Ahahah!"
La guardo e mi incanto
E' bello parlare nella semioscurità di una stanza illuminata solamente dalle luci che provengono da fuori
Sembra che le parole escano più libere, più leggere,  la sensazione è quella
"Cosa c'è?" mi chiede qualche momento dopo vedendo che sto fissando il soffitto
"Niente"
"mhmm ..."
"Sto pensando"
"A cosa stai pensando?
(a te Orsetta, sto pensando a te, sto pensando che mi stai sconvolgendo cosi tanto la vita che mai avrei immaginato di incontrarti, non eri prevista, non eri ...)
"lo sai cosa mi piace di te?"
mi dice all'improvviso
(Ah! Allora c'è qualcosa che ti piace di me .... ^_^)
"Cosa?"
le rispondo
(sentiamo sentiamo...^_^)
Ascolto la sua risposta e resto in silenzio
Le sue parole mi entrano come un missile e per un lungo istante mi fanno tremare dentro
"Già" penso io, "lo hai capito subito"
Mi giro a guardarla e osservo i suoi lineamenti, osservo la linea del suo viso, il mare di capelli appoggiato al cuscino, il suo sorriso e i suoi occhi cosi ...così intensi....
Ed è meraviglia...


I Nei

Una sera mentre mi stavo rimettendo la camicia mi sento dire da dietro le spalle:
"Quanti nei che hai sulla schiena"
"Si, è vero"
le dico
"Te li tieni controllati vero?"
"Si, si, il dermatologo li ha controllati"
"Qui c'è un punto nero"
"Può darsi"
"Te lo tolgo"
"Tu non togli proprio niente dal mio corpo"
protesto
"Dai, te lo tolgo, è grande"
"No"
"Si"
"No"
"Si"
"No"
"Si"
"No"
"Si"
Alla fine mi arrendo: "Fai piano"
La sento stringere due dita sulla pelle
Un secondo dopo ... "Ecco, fatto"
(Orsetta, Orsetta, alla fine riesci sempre ad ottenere quello che vuoi ...)


Cammina sull'erba!!

"Domani devo alzarmi all'alba e fare 400 chilometri, ci sono problemi per la nuova collezione"
"Rientri la sera?"
"Si, arriverò a casa domani notte"
"Guidi tu?"
"Si"
"Corri piano. Adesso vado dai, cosi almeno dormi qualche ora"
Mi accompagna alla porta e prima che esca mi sussurra:
"E' tardissimo, fai pianooooo che svegli tutti i vicini"
"Ok, faccio pianissimoooo,"
"non far casino quando esci e......e cammina sull'erba"
"CAMMINA SULL'ERBA?"
"ahahah, si, si, sull'erba, così fai meno rumore!"
"Ahahahah o Signore!!!!"
Mi apre l'enorme cancello e all'improvviso la fotocellula fa accendere e illuminare a giorno tutte le luci dell'ingresso
(e poi dice che è colpa mia se faccio rumore ...
eh!, che ci posso fare se quando passo davanti al tuo cancello si accendono così tante luci che sembra un concerto dei Pink Floyd  ....^_^)


Sms

L'Orsetta non risponde quasi mai agli sms
Non è che non lo faccia di sua volontà, è che proprio non guarda mai il cellulare se non quando serve a lei
A volte le mando dei messaggi al mattino e la risposta arriva, se arriva, nel pomeriggio
Ma il momento in cui si è superata è quando ad un mio messaggio mi ha risposto con un "TVB"
("TVB??" ... Ossignor, l'Orsetta dal linguaggio giovanilistico da ragazzina adolescente ... è che le è successo??)
Ahahahah, mi sa tanto che stare troppo con tutti sti giovani che le gironzolano intorno al lavoro le abbiano un po' alterato l'età ... "TVB" .... Mio Dio ...
Mi veniva tanto da risponderle: "T.R.G.Y.I.S."
Che vuol dire .... Boh!, e chi lo sa! ma mi sarebbe tanto piaciuto che si fosse scervellata chiedendo poi a tutti i giovincelli intorno a lei: "ma che vuol dire " T.R.G.Y.I.S?"
Ahahahah...
(e poi scoprire magari che vuol dire davvero qualcosa.... ah!, sti linguaggi da sms!)


La seconda spesa insieme

Verso le 11.30 di un sabato mattina mi chiama l'Orsetta
"Ciao, ti faccio una proposta indecente, verso le due sono dalle tue parti, ci vediamo per un caffè visto che devo fermarmi a prendere il pesce"
"Si, mi organizzo, ci vediamo davanti l'entrata verso le due"
"Ce la fai con le tue cose, guarda che comunque ci vediamo stasera"
"No, no, tranquilla, faccio in modo di farcela"
E cosi per la seconda volta con l'Orsetta sono stato a fare la spesa.
Questa volta non avevamo due carrelli ma due carrellini piccoli, tipo delle ceste, di quelli che hanno la rotellina e si trascinano come un trolley
Non avevao grandi spese da fare ma era pur sempre un occasione di fare qualcosa assieme anche se ultimamente ci vediamo spesso, azzarderei che ci vediamo quasi tutti i giorni, a meno che uno dei due non abbia qualche impegno
Così, senza fissare i giorni, senza regole fisse e giorni comandati, ma solo seguendo il desiderio che abbiamo di vederci
E cosi sabato ne abbiamo approfittato per fare la spesa insieme.
Il supermercato è un luogo normale, spesso ci vado e non ha nulla di romantico o che mi può emozionare ma quel giorno c'è stato un gesto che mi ha fatto letteralmente sbarellare e di cui la mia Orsetta non si è nemmeno accorta.
Eravamo con questi due carrellini vicini, ricordo che stavamo guardando gli aspragi, lei stava guardando i prezzi mentre io leggevo da dove provenivano, quando ad un certo punto per metterli dentro il sacchetto mi chiede di tenerle la borsa ed il soprabito.
"Dammi qua" le dico.
Dopo un momento a me viene in mente che mi manca il dentifricio:
"Vado un momento a prendere una cosa" e mentre lo dico mi allontano in cerca del dentifricio con il suo soprabito e la sua borsa in mano e lascio il mio carrellino vicino al suo.
Come sempre, io mi perdo tra gli scaffali, cerco una cosa e me ne vengono in mente altre cinque e cosi mi perdo e intanto il tempo passa
Qualche minuto dopo, tornando indietro non la vedo più tra gli asparagi e penso abbia continuato il giro
(e ti pareva, la lasci su un posto e non la ritrovi più ... ^_^)
La cerco tra le corsie del supermercato, fino che, ad un certo punto, la vedo.
E lì, io letteralmente mi sciolgo all'istante.
La vedo a venti metri da me che cammina per gli scaffali trascinando con la mano destra il suo carrellino e con la mano sinistra il mio
E l'immagine mi colpisce nello stomaco.
Mi entra dentro dalla testa e per qualche inspiegabile motivo questa naturalezza e semplicità mi arriva ad una velocità supersonica fino al cuore.
"La mia Orsetta" penso tra me e me mentre mi sale un nodo alla gola
E resto lì a guardarla per qualche istante
E' bellissima con questi due carrellini, uno per mano e con la naturale semplicità che la circonda.
Dopo essermi gustato il momento per un paio di minuti la raggiungo:
"Eccomi!, scusa il ritardo"
Lei mi guarda, e con l'aria più naturale del mondo di chi è impegnato a cercare una cosa mi dice:
"Mi serve il caffè!" e mi scappa di nuovo dirigendosi allo scaffale dei caffè
Ed io, a quel punto, son già sciolto!


"Dritti a casa!"

Una sera impariamo la greca
("la greca"? ... e che è sta roba?, ma siamo sicuri che siamo ad un corso di ballo?)
"Si tratta del giro nel tango, si chiama greca
" dice il maestro guardandomi come mi avesse letto nella mente
(Ah, è il giro nel tango ...)
Dopo averlo spiegato cominciamo a provare
All'inizio un po' di casino lo facevo, gira di qua, gira di la fino a che ad un certo punto mi incastro con le gambe
"Scusa, mi sono ingrippato"
E l'Orsetta pronta, mi dice:
"E' l'uomo che deve aprire le gambe"
(Oddio ... la battuta mi sale velocissimamente dallo stomaco alla testa e da li è pronta per uscire dalla bocca ..."Danny!, stattene zitto!!"...  eh eh eh ...e poi dici che non me le metti su un piatto d'argento...)
La battuta mi viene così all'improvviso che è solo sufficente che ripeta all'orsetta:
"E' l'uomo che deve aprire le gambe" ...
Lei capisce al volo guardandomi seria mi dice
"Io davvero non lo so perchè ti tengo!!"
Passa un po' di tempo e mentre balliamo la guardo
Ad un certo punto mi verrebbe da baciarla
Glielo dico: "Lo sai che adesso ti do un bacio, qui davanti a tutti?'"
"Tu provaci solamente"
"Embè? Cosa mi succederebbe"
le dico quasi sfidandola
Lei mi guarda fissa e con un mezzo sorriso se ne esce con:
"Andiamo DRITTI A CASA"
"Ahahahah ..."
(Dritti a Casa!!! ... Ahahah,
come i bambini quando son fuori casa e combinano un guaio e la mamma gli dice: "adesso "Dritti a casa")
Eh eh, mi pareva di morire ...^_^

 

 
 
 

Laura F. (4) - I sogni muoiono prima

Post n°151 pubblicato il 17 Maggio 2012 da Danny_Sinclair
 
Tag: Laura



Krypteria
Try


Qualche giorno fa mi ha scritto Laura
Oggi il Blog lascia spazio a lei

A presto
Danny Sinclair


......................................................


Erano quasi le sei quando mi alzai e andai in bagno.
Fuori era ancora buio e faceva freddo, sentivo la pioggia che batteva forte sui balconi della mia camera.
Bruno stava ancora dormendo. Era nudo, disteso con la pancia in giù dalla parte destra del letto.
Il suo respiro era pesante, l'alito sapeva di carne lasciata marcire sotto il sole ed il suo corpo sudato emanava un odore acre che mi ricordava l'odore della stanzetta del privè dopo una serata a spompinare clienti.
Avevamo passato la notte insieme. Succedeva, ogni tanto.
Ci eravamo conosciuti una sera nel locale dove lavoravo e ci frequentavamo da un paio di mesi.
Ci vedevamo e scopavamo. 
Niente di più e niente di meno.
Bruno non poteva ospitarmi a casa sua perché viveva ancora con la compagna e le sue due figlie.
Ne aveva una terza e anche una quarta, avute dal suo primo matrimonio, ma ormai della più grande non si ricordava più nemmeno che faccia avesse e della piccola, invece, nemmeno lo sapeva perchè non l'aveva mai vista.
Bruno aveva abbandonato figlia piccola e moglie incinta quando aveva conosciuto Carmen, la brunetta con cui stava adesso e con cui ci aveva fatto altre due figlie.
Di solito era lui che veniva da me. Qualche volta ci vedevamo nel nuovo motel vicino al casello dell'autostrada di Dolo, un paese della Riviera del Brenta a pochi chilometri da casa mia, ma la maggior parte delle volte insisteva per venire a casa mia.
Mi telefonava nel pomeriggio e alla sera sentivo il suo macchinone parcheggiare sotto casa.
Scopavamo, e poi ognuno per la sua strada fino alla volta successiva.
Quando scopavamo non venivo quasi mai mentre lui dopo pochi minuti già rantolava come un maiale.
Appena finiva si distendeva sul lato destro del letto, prendeva dal cassetto del comodino la bottiglia di grappa, ne beveva un paio di sorsi, mi salutava con una specie di grugnito e soddisfatto si girava dall'altra parte e si addormentava quasi all'istante.
A quel punto tentavo di dormire anch'io.
Bruno non usava mai il preservativo e mi costringeva a prendere la pillola. Diceva che gli toglieva tutto il gusto, che lui aveva sempre fatto senza, che dovevo preoccuparmene io e che non mi azzardassi a fare la furba.
A parte che con quell'idiota non avrei mai fatto un figlio, diventare madre sinceramente a quell'epoca non me ne poteva fregare di meno.
Avevo tanto tempo davanti e solo il pensiero di vedere il mio corpo deformarsi e ingrassare per nove mesi prima di partorire un figlio mi faceva venire l'orticaria
Avevo la mia vita, avevo le mie cose e un figlio da crescere mi avrebbe limitato e mi avrebbe solo creato una sacco di noie e di problemi.

Scopare Bruno non era granché, a lui piacevano certi giochini e io lo lasciavo fare.
Un paio di volte è arrivato anche a farmi male anche se, a differenza di altri, ha avuto la decenza di fermarsi quando ha capito che stava esagerando.
Dal canto mio, pensavo che fosse sempre meglio che usare il vibratore da sola
Ero convinta che l'odore di un uomo e il suo alito sul mio collo potesse essere diverso che giocare con un cazzo di plastica, che potesse farmi sentire in modo diverso e che avrei passato meglio le notti.
Pensavo che avere un uomo con cui scopare, un qualsiasi uomo che mi piacesse alemeno un po', potesse farmi sentire dentro una specie di normalità. Pensavo che se io mi fossi sentita di appartenere a qualcuno, forse quel qualcuno l'avrei sentito anche un po' mio.
Forse cercavo di vivere una storia come quella che avevo vissuto con Claudio, non lo so, ma mi accorgo adesso che alla fine della fiera non è mai stato cosi.
Mai.

Quella mattina entrai nel bagno e mi guardai allo specchio.
Non lo so perché successe proprio quella mattina e proprio in quel momento, ma successe una cosa che non mi sarei mai aspettata.
Nel bagno mi lavai il viso e mentre lo stavo asciugando mi fermai un attimo in più davanti allo specchio ancora sporco e unto sopra il lavandino e mi guardai.
Mi guardai in modo diverso da tutte le altre volte.
Mi vedevo attraverso il riflesso e non mi riconoscevo più.
Avevo intorno agli occhi delle occhiaie così scure e così profonde da sembrare due crateri.
Era da qualche notte che non dormivo e sentivo ancora addosso l'odore della mia pelle mischiata a quella di Bruno, sentivo l'odore dolciastro del suo sperma non ancora asciutto sulle mie natiche.
A sentire quegli odori mi venne la nausea e dopo qualche istante non ce la feci più, mi buttai sulla tazza del water e vomitai l'inverosimile, inginocchiata e con le mani che tremavano a tenermi ferma la testa.
Ad ogni conato il mio corpo sussultava dandomi una dolorosa fitta  alle costole.
"Merda" sussurrai.
Mi alzai e mi guardai allo specchio.
Gli occhi erano diventati gonfi come due arance e le pupille erano ormai solo una piccola fessura.
"Mi faccio schifo" pensai, mentre lo specchio rifletteva quel che rimaneva di me.
Il mio viso disfatto appariva troppo vecchio per una ragazza di poco più di 30 anni e una morsa di dolore mi stringeva allo stomaco.
Cominciavo a rendermi conto di molte cose.
"Cazzo!, cazzo!, cazzo!" dissi piano con i miei occhi che mi fissavano al di la dello specchio.
In quegli istanti tutta la mia spavalderia improvvisamente sparì e si trasformò in qualcosa di diverso che cercavo disperatamente di ricacciare dentro.
Avevo paura.
"Cazzo, cazzo, cazzo!"
Cercando di ritrovare il mio spirito fissai lo specchio e con tutta la rabbia che avevo in corpo sussurrai:
"Cazzo!, io sono Laura Feltrin, sono quella che gli uomini vogliono, sono quella che si è comprata un appartamento da sola e lo paga facendo pompini, ho due soldi messi da parte, sono carina, mi invidiano tutti e faccio godere gli uomini come poche. Cazzo, io sono Laura Feltrin!"
Ma non funzionò come le altre volte.
Un attimo dopo averlo detto lo specchio riflettè la mia immagine e ciò che vidi mi schifò.
Capii che stavo solo mentendo a me stessa e che era tutta una grande illusione.
Ero diventata una carogna che si era meritata tutto quello che le era capitanto
Mi ero cacciata nei guai solamente per quella strana cosa che ti prende quando pensi di fare un po' di soldi facili, convinta che nessuno ti scoprirà mai. Poi, quando ti beccano con le mani nella marmellata, tenti di tutto per tirartene fuori.
Avevo accusato i miei compagni, li avevo fatti finire in galera, li avevo accusati senza esitazione.
Pur di tirarmene fuori mi ero fatta corrompere dagli sbirri che mi promettevano l'immunità se avessi fatto i loro nomi, ed io avevo testimoniato il falso anche se c'ero dentro fino al collo quanto loro.
Ero solo una carogna corrotta per due soldi e me ne rendevo conto solo in quel momento.

Credo di essere cambiata e di essere diventata quella che sono dopo la morte di Claudio.
Nel tempo avevo notato che gli uomini si comportavano in maniera diversa da come si comportavano con le altre donne.
E non avevo mai capivo il perché.
In quel momento me ne resi conto.
Io ero esattamente il risultato di quello che avevo fatto fino a quel momento e gli uomini si comportavano con me esattamente come meritavo.
Ed era inutile che mi convincessi del contrario.
Niente di più, niente di meno
Bruno non era il primo uomo che mi portavo a casa, e non sarebbe nemmeno stato l'ultimo.
Era forse uno dei meno peggio anche se mi trattava come tutti gli altri
Era capitato spesso che mi avessi portato a casa degli uomini conosciuti nel locale dove lavoravo. Il gestore non ne sapeva nulla, o forse faceva solo finta di non sapere, ma se nel locale incontravo qualche uomo che mi piacesse, senza tante cerimonie gli lasciavo il mio numero di telefono e ci mettevamo d'accordo di incontrarci dopo la chiusura per andare a bere qualcosa.
Quasi sempre si finiva a letto la sera stessa, a casa mia o in motel, raramente capitava la sera successiva, alla terza non ci sono mai arrivata.
Nessuno degli uomini che ho conosciuto dopo la morte di Claudio ha mai voluto ospitarmi e tutti hanno sempre insistito per venire a casa mia
Non ci avevo mai fatto molto caso, ma solo in quel momento, davanti allo specchio, capii il perché.
Eccome se lo capii. Lo capii così forte che era come mi fosse arrivato un pugno nello stomaco.
E tutto fu chiaro.
Quando nessuno vuole farsi vedere in giro con te, quando non vogliono che vada a casa loro, quando insistono per venire a casa tua e solo a casa tua, quando con te vogliono fare delle cose che non hanno il coraggio di chiedere alle loro mogli, quando dopo averti scopato non ti guardano nemmeno in faccia, ti è tutto molto più chiaro e ogni cosa ti appare sotto una luce diversa.
Capisci che ti considerano solo una puttana, ecco cosa capisci.
Ed io alla fine ero diventata la loro puttana, e qualche volta la puttana di qualche malavitoso del cazzo.
Io non chiedevo soldi agli uomini che frequentavo, non mi facevo pagare, ma credo che in fondo non sia quello che fa la differenza.
Non solo, ero anche una vera carogna
Non lo so quando diventai cosi, spesso mi sono chiesta quando buttai ogni moralità nel cesso, tirai lo sciaquone e diventai quella che sono. Ad oggi una risposta ancora non ce l'ho.

Dopo la morte di Claudio mi ero sempre illusa che gli uomini mi frequentassero per come ero e che il rapporto di lavoro si limitasse solo dentro il locale in cui lavoravo e fosse solo stata l'occasione per conoscerci.
Pensavo che una volta usciti da lì le cose fossero diverse
Pensavo, pensavo, pensavo ad un sacco di cose
La disgrazia è che le pensavo solo io.
Alla fine mi sono accorta che per quanto io volessi frequentare un uomo, volessi avere una storia come quella che avevo avuto con il mio Claudio, la maggior parte di loro, le donne come me non le vedranno mai come compagne di vita ma le considereranno buone sempre e solo per soddisfare i loro istinti e le loro voglie.
Io non lo so, ma alla fine ho capito questo, che se per gli uomini io andavo bene solo per farselo mettere in fondo al culo e per dare sfogo alle loro perversioni, forse era perché io mi comportavo da farglielo credere
In quel momento, sola davanti allo specchio, sfigurata e disfatta, tutto mi appariva nella sua verità.
Una casa di proprietà, un buon conto corrente, tutto quello che io pensavo, niente, non significava niente
Indossavo dei bei vestiti che le colleghe mi invidiavano e non si potevano permettere, lasciavo una scia di profumo costoso quando passavo, gli uomini mi offrivano da bere nei locali, ma in fondo in fondo, cos'ero diventata?
A questo pensiero mi venne un conato e vomitai ancora, ormai avevo lo stomaco vuoto e quello che buttai fuori era solo bile e saliva.

In quel momento sentii Bruno alzarsi e andare in cucina e trafficare con la caffettiera.
Pensai che quell'uomo mezzo nudo in cucina che si stava preparando il caffè era soltanto un altro disperato come me, un malavitoso del cazzo che si credeva Al Capone solo perché non l'avevano ancora preso da una rapina all'ufficio postale di un paesino della bassa padana e perché si vantava al bar con quelli della sua risma di fare da magnaccia ad un paio di prostitute moldave minorenni che aveva messo sulla strada Romea.
Era solo un un coglione che nella mia cucina stava trafficando con la mia macchinetta del caffè.
Mi stavo rendendo conto del nulla.
"Come lo vuoi il caffè" mi chiese dalla cucina, "Lo bevi così com'è o ci vuoi un po' di latte?"
Non risposi, in quel momento volevo solo una cosa, volevo che quell'animale se ne andasse da casa mia, che sparisse fuori da tutto.
Ma non avevo la forza per dirglielo.
Non in quel momento
Lo detestavo, detestavo le sue perversioni, mi facevo schifo quando lo assecondavo.
Ma non avevo la forza di mandarlo via
Mi sarei sentita ancora più sola.
Non ricevendo risposta, Bruno mi chiese di nuovo: "Come lo vuoi il caffè?"
Io ormai non lo sentivo più.
Cercai furiosamente nel fondo del cassetto del bagno, in mezzo ai preservativi ancora chiusi e trovai quello che cercavo.
Dopo meno di un minuto arrivò la botta, ogni luce nella testa si spense ed il mio corpo diventò una bambola di pezza senza vita.
Caddi sul pavimento nel momento esatto in cui sentii frammenti della voce di Bruno arrivare da lontano:
"Ehi tu, mi dici come lo vuoi questo cazzo di caffè?"

 

 

 

 
 
 

..."ma noi giovani elefanti nella testa abbiamo un sogno, ritornare alle sorgenti"...

Post n°150 pubblicato il 12 Maggio 2012 da Danny_Sinclair




Ashram
Forgive me


"Non Siamo mai come i nostri sogni,
spesso siamo molto di più! "

............................

La vita è sogno e fantasia
la vità è realtà
la vita è anche buche e sassi,
è il miracolo che perpetua.
La vita è un figlio che sta crescendo con mille nuove domande che si aprono ai suoi occhi
la vita è fare silenzio sopra una tomba
la vita è avere il cuore tra le mani e dire: "prendilo, è tuo, adesso fanne ciò che vuoi"
la vita è fidarsi un po' di più giorno per giorno
perchè ci vuole una vita a creare la fiducia e un secondo per annientarla

La vita è il rispetto della vita
la vita è un viaggio alla punta estrema dell'oceano e far morire d'invidia chi è rimasto a casa
la vita è risalire il delta del Mekong e raccontarlo agli amici davanti un bicchiere di vino rosso
La vita è un aereo che decolla mentre tu scrivi:
"Ehi!, avverti "l'autista dell'aereo" di correre piano"
La vita è mettere giù il telefono una domenica mattina, salire in auto per prendere un treno al volo e attraversare l'Italia solo per mangiare una pizza e per guardare negli occhi qualcuno che stava male
La vita è sentirsi dire da tuo padre mentre lo fai: "dove vai? Sei tutto pazzo te!"

La vita è un abbraccio scambiato sotto la pioggia
la vita è soffocare in gola un urlo di dolore
La vita è qualcuno che non vedi l'ora ritorni a casa
La vita è un aereo che atterra
è restare svegli di notte per i pensieri che hai
è addormentarsi tra le braccia di chi vuoi bene
è farsi compagnia quando si sta male.
La vita è "le cose di cui ride" perchè a quelle ridi come un pazzo anche tu
La vita è una corda tesa,
la vita è l'amore per le piccole cose e per i piccoli gesti perchè sono i più importanti
La vita è un giovane elefante che decide di tornare alla sua sorgente

La vita è sogno ed è realtà
La vita può farti fare dei giri immensi
e poi, per magia, farti ritornare alla tua sorgente

La vita è unica, non è da buttare o regalare via
e te ne accorgi soprattutto quando qualcuno tenta di portartela via

.......................

"La vita è buche e sassi
ma noi giovani elefanti
nella testa abbiamo un sogno,
ritornare alle sorgenti."





 
 
 

Fammi fermare il tempo

Post n°149 pubblicato il 08 Maggio 2012 da Danny_Sinclair



Ashram
Lullaby


"Fammi fermare il tempo
lui che un giorno ha provato a fermare te
Fammi fermare il tempo,
lui adesso non deve negarmi te"



 
 
 

Vino, Fragole e Pop-Corn

Post n°148 pubblicato il 07 Maggio 2012 da Danny_Sinclair
 


Scorpions
Send me a Angel



In Gelateria

Usciti da scuola gli chiedo: "Ti va un gelato?"
"Si, posso con le fragole fresche?"
"Ci sono già?"
"Si, le mettono sul gelato"
"Ok"
Arriviamo in gelateria in bicicletta. Lui con la sua nuova bici fiammante, regalo della prima comunione ed io con quella presa in prestito da sua mamma.
Arrivati alla gelateria troviamo mezzo mondo in coda.
(ed io pensavo che la mia fosse un'idea così originale ... ^_^)
Prendiamo i gelati e ci sediamo sui gradini della fontana che c'è nella piazzetta vicina
Mi piace un mondo star li.
Ogni tanto, se tira un po di aria, l'acqua della fontana ci viene addosso, ma Signore Iddio!, quanto bene che si sta seduti su quei gradini quando c'è il sole
Osserviamo la gente, chiacchieriamo, ogni tanto passa qualche bambino che lui conosce o qualche papà o mamma che conosco io, ci passiamo anche una bella mezzora a volte.
E poi c'è oggi la sua bici nuova, se la guarda ogni tre secondi, eh eh, l'ha perfina lucchettata per fare tre metri fino alla gelateria, non ha occhi che per lei.
E intanto stiamo qui seduti sui gradini e restiamo li anche dopo aver finito il gelato
Eh già, non lo so perché a stare seduto sui gradini di questa fontana, mi piace!


A pranzo dal nonno

"Mi fai assaggiare il vino?"
"No"
"Poco poco"
"Scordatelo"
"Un goccetto"
"Uhmmm .. un goccettino-ino-ino solo, va bene?'"
"Si si"
Gli do sul bicchiere una lacrima di vino rosso
Lui prende il bicchiere, lo porta alle labbra e fa scivolare la goccia di vino in bocca.
Poi, con aria da consumato somellier guarda me, guarda il nonno e dice:
"Mhmmm ... Buono"
Ahahahah, "buono" dice con l'aria adulta come se sapesse distinguere, Ahahah ...
(e sembra anche far sul serio ...Ahahahah...)


All'uscita da scuola

Appena usciti da scuola un venerdì pomeriggio:
"Papi, mi compri le figurine"
"No"
"Ma solo un pacchetto"
"Son soldi buttati via"
"Ma solo uno"
"Uhmmmm ..."
"Dai papi.."
"Uhmmmm .."
"Dai, ... SIGNOR PAPA' "
"AHAHAHAHAH, ecco, cosi mi piace, OK!"
(Mi piace sta cosa del "SIGNOR PAPA' ^___^)


Dopo il catechismo

"Papi, posso andare a giocare un po' a calcio?"
"Si, dai, io ti aspetto qui, intanto guardo i quaderni e cosa hai fatto oggi"
"D'accordo"
Mentre me ne sto seduto a guardare i quaderni sento una vocina di bambina alle spalle:
"Michele oggi si è comportato bene"
Mi giro incuriosito e trovo davanti a me che mi sta guardando Isabella, una bambina di colore in classe con il mio
"Come?" dico incuriosito
"Michele, si è comportato bene, la maestra di religione non l'ha ma richiamato"
"Ah!, bene ...di
solito, invece, chiacchiera, vero?" le chiedo
"Si, ... un pochino'" mi risponde aprendo il viso in un sorriso
"Senti, facciamo cosi, visto che sei cosi gentile, tu ogni tanto dimmi come si comporta, va bene?"
"Va bene"
Sinceramente, .... sinceramente mi sono venuti i brividi quando questa piccolina si è avvicinata e mi ha detto quella cosa li
Ci teneva, era tutta emozionata e parlava del mio piccolino con una dolcezza incredibile che inevitabilemente, manco a dirlo, a ripensarci mi ha fatto salire un nodo alla gola
(eddaje, e te pareva che arrivino sempre a tradimento ste botte! ...^_^)
E il piccolino?,... Eh!, lui ha delle ammiratrici segrete che nemmeno lo sa!
Per lui, ... per per lui le femmine son ancora tutte NEMICHE!! ^_^


Un mercoledì pomeriggio

Un pomeriggio sono andato a trovarlo e lui aveva organizzato di invitare due amichetti, Fabio e Tommaso
La mamma dell'ometto prima di uscire mi fa:
"Avranno fame, se vuoi preparagli i pop corn o dei panini, ti prendo la nutella?"
"Tranquilla, so dov'è, se avranno fame la prendo dopo"
"Avranno fame di sicuro"
"Dici?"
"Si"
"Ok"
Manco a dirlo appena uscita lei i tre piccoletti cominciano quasi all'unisono:
"Ho fame" dice il primo
"Ho fame" fa l'eco il secondo
"Ho fame" chiude il terzo
"Ok, facciamo un panino alla nutella" dico io
"Ok" dice il primo
"Ok" il secondo
"Ok" fa eco il terzo
(eh eh, bravi bravi, cosi mi piace, buoni tranquilli e senza far casino ... ^_^ )
Appena fatto fuori il panino con la nutella si accorgono che sopra la dispensa c'è il sacchettino con i chicchi di grano
Tommaso interviene: "Fai anche i Pop Corn?'"
"Li volete?"
"Si"
dice il primo
"Si" il secondo
"Si" chiude il terzo
(eh eh ...)
Eccomi allora a oliare la pentola e mettere un po di grano quando è bella calda
Dopo qualche minuto ... Pop-Pop-Pop, il grando comincia a scoppiettare
Senza pensarci per coprire la pentola avevo preso un coperchio troppo piccolo
Gravssimo errore .... Un disastro!!
Mio Dio!, quante ne sono uscite fuoriiiiii!!
Senza che mi vedessero i piccoletti (e cominciassero pure a prendermi per il culo ...^_^), in velocità cambio coperchio e cerco di salvare il salvabile, e comincio a raccogliere quelle che sono cadute li vicino
Un paio di minuti dopo i tre piccoletti sono in salotto che mangiano di gusto i pop-corn ignari del casino successo in cucina
(e quanto son buoni i pop-corn, dicono pure ....^_^)


L'informatrice segreta

Un pomeriggio vado a prendere il piccoletto dopo catechismo
Quel giorno avevano finito prima e li trovo tutti a giocare a calcio nel campetto
Saluto qualche genitore e mi siedo su una panchina ad osservarli
Tommaso mi vede e subito mi chiede di fare l'arbitro ma dopo l'ultima volta che mi hanno fatto ammattire capisce la mia risposta solo guardandomi in viso.
(Ahahahah ...)
Sorride perché se la ricorda anche lui quell'ultima volta ...
(eheheheh ...)
Dopo qualche minuto che son li, da un gruppetto poco distante di bambine che "ciacolano" si stacca Isabella, la bambina di colore in classe con il mio e mi viene accanto
"Lo sa sai che il tuo bambino si sta comportando bene a scuola e non si alza più per andare in giro?"
"Ohhh, davvero?"
Isabella è quella bambina che un giorno mi si avvicinò e mi parlo con gli occhi luminosi del mio ometto
Da allora abbiamo un "accordo segreto", lei mi aggiorna di come va a scuola e a catechismo
Cosi, per sapere come va il piccolo a scuola ho i colloqui con gli insegnanti e i colloqui con l'Isabella ...^_^
"Si, si, va bene a scuola"
"E dimmi, dove va meglio?"
"In matematica, ma anche in italiano e in storia. Ha detto che la storia la studia assieme a te"
"Si, è vero"
(beh, buon segno, almeno non dice le bugie ...)
"Va bene a scuola ed è bravo, anche a catechismo, la catechista non lo ha più richiamato"
"Grazie tanto Isabella"
E dopo averci salutato se ne torna dalle sue amichette
Che simpatica questa bambina. Ha una dolcezza infinita quando mi parla del mio ometto
E se penso a lui e ai suoi amichetti che ancora considerano le femmine come "nemiche" mi viene da sorridere ...
Eh eh, ... gli do ancora due anni e poi vediamo quanto nemiche sono  ^_^
(e poi questa bambina mica mi dispiacerebbe vederla insiema al marmocchio ... pensa Danny, se un giorno si sposassero e poi  avessero dei bambini, tu avresti dei nipotini dalla pelle mulatta ... mhmm, ma bella sta cosa!, conoscendomi, impazzirei dalla gioia e poi, ... uhhh, ma quanto corro!, ... anche se, ... anche se, .... e perché no?)

 

 

 
 
 

...

Post n°147 pubblicato il 06 Maggio 2012 da Danny_Sinclair



Sting
Fragile



 "Io non amo la gente perfetta,
quelli che non sono mai caduti
o che non hanno mai inciampato.
A loro non si è svelata la bellezza della vita."

Boris Pasternak (1890 - 1960)

 

 

 
 
 

Inutili Memorie

Post n°146 pubblicato il 05 Maggio 2012 da Danny_Sinclair
 
Tag: Canzoni



Inutili Memorie
(V. Negrini - R. Facchinetti)

 

Uno dei testi più intriganti ed enigmatici di Valerio Negrini, scritto quasi 40 anni fa.
Nel tempo l'avrò letto decine di volte, ma ogni volta che lo leggo, per me, è sempre come fosse la prima.



Inutili Memorie
(Valerio Negrini, 1974)

Lascio prendere quel che c'era qui ancora di tuo
c'è un signore che si presenta qui in nome tuo
né sa di nomi.

È con calma che sta insegnandomi cosa sei
confusioni che mai risolte qui porti a lui
mi dà un consiglio, se ne va.

Pace sia se fossi intelligente
pace sia per l'anima e la mente
libertà sei da recuperare
tempo fa l'avrei saputo fare.

Dalla mia, la dignità violata
facile considerarti odiata
facile se fossi come ero
libero su libero sentiero.

Ma sui vetri rivolti a un dolce sole c'è
l'indistinta e sconfitta ombra di me e di te
m'interrogava

Al mio viso due mani un'anima noi qui io
trascinandomi oppure in corsa fui sempre io
che ne resta non lo so.

Rifiutai per darti il mio presente
ciò di me che forse era importante
e ascoltai per farti ritrovare
ciò di te che si lasciava andare.

Restano due strade da seguire
inutili memorie custodire
ho di te che niente mi hai lasciato
fare si che niente sia esistito.

Possa estinguersi l'inquietante impressione che
lascio prendere insieme al resto anche il senso a me
di esistere.

Un uomo e non di più, ieri e sempre più sono io
tu lo voglia o no, tu ci creda o no, io vivrò
tu esista o no.



 

 
 
 

"Hai Capito?"

Post n°145 pubblicato il 03 Maggio 2012 da Danny_Sinclair
 




Esilarante,
da lacrime agli occhi...

"Generale è una canzone meravigliosa di tutte quelle che ha fatto De Gregori, ma mi sembrava che con Generale addirittura quando io ho pensato di fare il concerto "Rock sotto l'assedio" ho pensato che la cosa piu bella era cominciare con Generale, cioè, quasi, hai capito, se non mi veniva l'idea di cominciare con Generale non avrei neanche fatto il concerto lo dico per assurdo perché "Generale dietro la collina", hai capito, perché è dietro la collina, la guerra, hai capito?, questo vuole anche dire, capito, ragazzi, la guerra è dietro la collina, non è che voglia dire che dobbiamo andare a combattere per la Bosnia o non combattere per la Bosnia voglio dire "è dietro la collina" hai capito, ci sta la guerra buia ed assassina
"e in mezzo al prato c'è una contadina", e qui c'è la poesia e io sinceramente seguo la poesia"

Vasco Rossi
(in forma smagliante)
:-)




Mhmmmm ... avrò capito bene??





 
 
 

"Via col Veneto" ..

Post n°144 pubblicato il 01 Maggio 2012 da Danny_Sinclair
 




Una versione veneta di "Via col Vento" sui cibi veneti
Eh!, mi dispiace per i non veneti ma, credetemi, è esilarante.... :-)


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"Parlami ancora dei salati"
"Intanto xe dise saeadi"
"Dai!"
"A Vicenza i fà a Soppressa,
l'Ossocoeo xe trevisan,
a Stortina Veronese xe anca quea un saeado
invese a rovigotta xe a Salsiccia de Cavaeo"
"Ah"
" ...e i maschi, in veneto, i xe tutti ... porsei ..."
"Lo so, me lo dici sempre ..."

........................................................





Buon primo maggio a tutti!










 
 
 

Uno dei dieci

Post n°143 pubblicato il 30 Aprile 2012 da Danny_Sinclair
 



Alan Parson's Project
Old and wise



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29 aprile 2012
Ci sono nella vita di ognuno di noi dei giorni che non dimenticheremo mai
Non sono tanti quelli importanti, parlo di quelli "veramente" importanti
Una manciata forse, una decina, non di più, qualcuno in più, qualcuno in meno
Oggi, per me, è stato uno dei dieci.

..........................



"I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
E benché stiano con voi non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Perché essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
Potete sforzarvi d'essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere;
Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l'arco che sta saldo"


(da "Il Profeta" di Gibran)








 

 

 
 
 

Il vino ed il miele

Post n°142 pubblicato il 28 Aprile 2012 da Danny_Sinclair
 



Ashram
Il Mostro



L'uomo camminava piano per le vie del centro.
Era immerso nei suoi nuovi pensieri e ogni tanto si fermava a osservare distratto le vetrine
I suoi passi erano lenti e regolari, il respiro era calmo e l'aria di marzo che gli accarezzava il viso era fresca e leggera
"L'inverno sta passando" pensò tra sè
In quel momento gli venne voglia di fumare.
La sua mano scattò in modo automatico alla tasca della giacca ma si rese subito conto che aveva smesso da qualche tempo.
Eppure, ogni tanto, quel gesto di cercare le sigarette nella tasca lo trovava ancora impreparato.
Pensò che probabilmente avrebbe sempre fatto parte di sé.
Il grande freddo sembrava passato, sopra la camicia bianca indossava solo una giacca blu scuro che una persona cara gli aveva regalato per Natale e a cui teneva molto.
Portava un cappello comprato un giorno d'autunno dell'anno prima e che non aveva ancora mai messo.
Un passato lontanissimo ed il suo presente si alternavano veloci e rapidi tra la testa e il cuore, tra qualche ricordo caro e i suoi dispiaceri nel tempo passato in prigione.
Si sentiva abbastanza bene, la febbre che lo accompagnava da qualche giorno si era attenuata e ora riusciva a camminare per qualche minuto senza che gli girasse la testa e che sentisse il bisogno di fermarsi a riprendere fiato.
Si aiutava con un bastone a cui si stava poco a poco abituando.
Sentiva che la sua vita stava cambiando, o almeno così sembrava, anche se si sentiva ancora lucido e cosciente come forse non lo era mai stato fino a quel momento.
La sua vita, comunque, sarebbe cambiata
Inevitabilmente, inesorabilmente.
Ogni tanto sfiorava con la mano destra la busta bianca infilata nella tasca della giacca.
In qualche modo voleva essere sicuro fosse ancora lì e non si fosse trattato solo di un brutto sogno
Al suo interno, piegato in due, un unico foglio vergato dal getto d'inchiostro nero della stampante dello studio medico, pieno di parole incomprensibili che non capiva e che, per quanto ci potesse anche provare, mai avrebbe capito.
A lui, in fondo, bastavano le due parole scritte alla fine
Il medico suo amico lo aveva chiamato a casa la sera prima
Il telefono suonò verso le ventuno
Quando alzò la cornetta e sentì la voce del suo amico aveva già capito tutto.
Ascoltò in silenzio, lo ringraziò e chiuse la comunicazione

In quel momento stava osservando le vetrine del centro.
La recente e improvvisa scomparsa di una persona cara gli tornava ancora tra i suoi pensieri, quasi a volergli ricordare che la vita è anche questa, un giorno stai correndo a trecento all'ora e stai facendo progetti per il futuro, ed il giorno successivo, "boom", ogni cosa ti esplode tra le mani e ti ritrovi in una stanza di ospedale a bestemmiare feroce il tuo Dio.
Intanto il cielo sopra di lui stava diventando duro e pesante
Teneva in mano un fiore preso dal suo giardino, una rosa rossa.
All'improvviso scure nuvole gonfie di pioggia provenienti da ponente si stavano velocemente avvicinando.
Le osservò e un paio di gocce caddero sulla manica della sua giacca.
Stava cominciando a piovere.
In pochi minuti una pioggia fredda, fina e pungente come infiniti aghi scendeva dal cielo grigio e scuro inzuppandolo dalla testa ai piedi.
Non ci fece caso.
Da tanto tempo non faceva più caso a molte cose.
Si avvicinò alle bancarelle arancioni del centro.
I contadini della zona si incontravano ogni giovedì mattina in quella piazza a vendere i loro prodotti. Ogni tanto ci andava, era una cosa che negli anni prima aveva fatto per molto tempo.
Guardò un po' in giro e si avvicinò alla bancarella di un contadino che non aveva mai visto prima.
Si guardarono e si fecero un impercettibile gesto di saluto come tra chi è nato in campagna e della campagna gli è sempre restato attaccato l'odore addosso all'anima.
Restò li per qualche istante ad osservare.

In un altro tempo e in un altra vita aveva conosciuto le ombre scure e nere, che in lunghe notti senza fine lo invadevano e danzavano davanti i suoi occhi.
Un giorno si era trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato e risentiva ancora l'eco delle parole del giudice che leggeva la sentenza, lo strazio dei suoi cari e gli occhi gelidi e duri di lei
Lei seduta immobile nell'ultima fila dell'aula, lei che in quel momento era una maschera di sale.
Dentro l'aula, ogni tanto, per qualche istante, aveva incrociato i suoi occhi.
Erano freddi e duri e cosi lo erano stati per tutta la durata del processo.
La donna che più di tutti aveva amato non gli aveva creduto
La sentenza della giuria fu l'inizio della fine. Appena il giudice si ritirò nell'aula successe il finimondo.
Senza appello, senza poter dimostrare che lui non c'entrava nulla, che lui non era stato, che si trattava solo di un equivoco
Mentre ancora saliva la protesta per la sentenza, la donna seduta in fondo all'aula si alzò, lo guardò per l'ultima volta e girandosi lentamente uscì dalla sala e dalla sua vita
Vedendola uscire, in quel preciso momento tutto gli crollò addosso.
Il rumore metallico della cella che si richiudeva dietro di lui ancora addesso gli batteva continuamente nella testa.
Ferro contro ferro, quel rumore, "clang-clang", non lo avrebbe mai dimenticato
In quegli anni aveva camminato in equilibrio sui bordi dove ogni linea di confine non è mai segnata in modo netto che a volte è così facile superarla che quando te ne accorgi è già troppo tardi.
Nelle notti di poca luna i suoi occhi si erano riempiti dell'orrore degli uomini.
Tra le mura di quella cella, uomini disperati in divisa lo avevano ferito nel corpo e nell'anima e quando il tempo cambiava veloce come adesso sentiva ancora le cicatrici del corpo prendere fuoco sotto la pelle.
Aveva conosciuto i confini del cuore, le illusioni dell'amore e le miserie della solitudine.
Adesso però era tardi. Tardi per tutto.
Ci vollero molti anni, poi, un testimone lo scagionò completamente, il caso venne riaperto e l'uomo fu riconosciuto innocente con formula piena, rimesso in libertà con tante scuse e con due soldi di risarcimento dallo Stato.
Ma era ormai troppo tardi. Era tardi per tutto
La sua anima portava ancora ferite che non sarebbero mai andate via del tutto e che ritornavano a rivivere nelle sue notti quando all'improvviso si svegliava travolto da sogni disordinati, madido di sudore e con il cuore fuori giri.
Due donne di fortuna si erano prese cura di lui e per giorni e notti intere gli erano restate vicino curando il suo corpo con stracci imbevuti in acqua e olio di eucalipto. In qualche notte senza stelle avevano cercato di curare il suo spirito donandogli dolcezza e amore ma il suo corpo non aveva più reagito
Il suo cuore era ormai chiuso come un pugno
Non amava più da molto tempo.
Ma era ormai troppo tardi. Era tardi per tutto
Fin che ne avesse avuto il tempo doveva rimettere assieme i pezzi della sua vita
Si era fatto molte domande e non sempre aveva trovato subito le risposte
Si era reso conto troppo tardi che le risposte erano sempre state davanti ai sui occhi.
Da un paio di mesi era ritornato a casa ma sentiva che presto sarebbe ripartito per un altro viaggio.
Avrebbe lasciato quel che ancora amava, proprio adesso che si sentiva nella giusta direzione

Osservò il contadino e i suoi prodotti sopra la bancarella.
Scelse un paio di semplici cose, gli dette i soldi e lo salutò con un impercettibile gesto
Guardò l'orologio e un pensiero veloce gli attraversò la mente
Lo scacciò e riprese la sua strada
Doveva incontrare una persona.
Forse per l'ultima volta
Qualche minuto dopo si sentì stanco ma con sforzo ce la fece ad arrivare a quella panchina.
Si sedette e aspettò per più di un ora sotto la pioggia.
Non arrivò nessuno
Ormai rassegnato che lei non sarebbe più arrivata, si alzò, lasciò sulla panchina la rosa che aveva portato con sé e se ne andò per la sua strada.
Dopo qualche metro volle girarsi nella direzione della panchina per un ultimo sguardo
Ma proprio in quel momento, mentre attraversava distrattamente la strada, la frenata di un taxi davanti a lui lo fece sobbalzare.
Fece un segno di scusa al tassista.
Ormai pioveva a dirotto. Ne approffittò per chiedere un passaggio, salì nell'auto, buttò le spalle sul sedile posteriore e il taxi e riprese il suo cammino.
Si girò distrattamente verso la panchina ma la pioggia che scendeva bagnava i vetri e rendeva sfuocata ogni immagine esterna.
Se non avesse piovuto, in quel momento, a pochi metri da lui, avrebbe visto una donna con un cappotto blu e un ombrello in mano che si stava avvicinando velocemente, quasi correndo, alla panchina
Ma lui non la vide
Quello che vide fu solamente una lontana ombra scura.

Il corpo dell'uomo si arrese qualche settimana più tardi, il 2 maggio.
Al suo funerale la chiesa era talmente piena che in molti furono costretti a seguire la funzione dal sagrato
Seduta sull'ultimo banco, una donna dal'aria stanca assisteva alla funzione asciugandosi ogni tanto gli occhi con un fazzoletto bianco.
Il trucco le stava scendendo sulle guance e tracce del rimmel le stavano trasformando il viso in una maschera a fiamme nere, ma lei non ci faceva caso, ormai non avrebbe più fatto caso a molte cose
Quando finì la funzione la donna aspettò che tutti se ne fossero andati e restò in chiesa, da sola.
Per la prima volta in vita sua fece una cosa che non si sarebbe mai aspettata.
Si avvicinò lentamente ad uno degli altari della chiesa, posò la borsetta per terra, si inginocchiò su un gradino e abbassò gli occhi.
Qualche istante dopo il suo cuore non seppe più trattenersi e le emozioni la travolsero.
Pianse forte, lacrime calde le sceserò dal viso, pianse come mai aveva fatto in vita sua, pianse di rabbia, pianse di dolore, pianse per quell'uomo a cui non aveva creduto.
Pianse per se stessa.
Qualcosa dentro di lei si era spezzato per sempre, ogni cosa, ogni amore passato e futuro aveva perso il suo senso, sentiva un vuoto così grande che non riusciva a sopportare e che niente e nessuno avrebbe potuto più colmare.
Era come un coltello piantato a fondo nel cuore che non sarebbe andato mai via.

Sono passati molti anni, da quel giorno il tempo ha scolorato i ricordi, ogni inverno ha lasciato il posto a nuove primavere, ma ad ogni ricorrenza del 2 maggio, qualcuno lascia sempre un fiore, uno solo, su una tomba.
Una semplice rosa rossa



(i.b.)

 


 

 

 
 
 

Il Visibile e l'Invisibile

Post n°141 pubblicato il 26 Aprile 2012 da Danny_Sinclair
 



Umbrella (Cover)
Vanilla Sky




"Il vento soffia sopra il lago e increspa la superficie dell'acqua"
Così si manifestano gli effetti
Visibili dell'Invisibile"

"La Verità Interiore", I King

 
 
 

M.C. 1965 - 2006

Post n°140 pubblicato il 24 Aprile 2012 da Danny_Sinclair
 



Pierre



Nei giorni scorsi ero in un cimitero a trovare una persona cara.
Mentre ero li mi sei venuto in mente tu.
Ti ho cercato e dopo un po' ti ho ritrovato
La tua fotografia era li, solo due date, un sorriso triste, i tuoi occhi azzurri e i capelli lunghissimi a cui tenevi tanto e che curavi con pazienza

Te ne andasti un giorno di primavera di qualche anno fa
Ti stordisti di porcherie per trovare il coraggio e ti lasciasti scivolare.
Qualcuno ti ritrovò per caso qualche giorno dopo, tra gli scogli, dentro la risacca della notte prima
Nessun biglietto, nessun rumore.
Te ne andasti così, in quel silenzio che da sempre ti aveva accompagnato
Tua madre da quel giorno ha cambiato città.
Tuo padre se n'era già andato pochi anni prima.
Quattro coglioni, uomini e donne, gente miserabile che ti aveva sempre giudicato e deriso restarono immutoliti per l'imbarazzo
Ma la loro vergogna no, quella non ci fu.
Non ci fu mai.

La tua vita valeva quanto quella di chiunque altro
E' sempre pericoloso, come avete fatto voi per molti anni, giocare con la vita degli altri quando non si sa cosa c'è dietro, e mostruosamente cercare di spezzarla perché non assomiglia alla nostra e non rientra nei nostri criteri ed in quello che si pensa possa essere giusto o sbagliato "essere"
Ogni vita vale sempre quanto quella di chiunque altro
Di chiunque altro.
E' pericoloso e nessuno può permettersi di farlo.
Lo hanno fatto con te, con la lucida coscienza di chi, sopravvivendo alle proprie miserie non trovava altro dentro di sè che la voglia di disintegrare con soddisfazione la tua continua fatica ad accettarti e a ritrovarti dentro a un corpo che non avevi mai sentito tuo
Noi non possiamo mai sapere quale sia il "punto di rottura" di chi ci sta davanti, non lo sappiamo mai, se non quando è troppo tardi.
E quando è troppo tardi fare finta che nulla sia successo, le false e imbarazzate condoglianze alla famiglia dopo il funerale dicendo che lui aveva solo capito male e che in fondo lo consideravate un amico, non servono a niente se non a lavare le vostre sporche coscenze con l'acqua nera

Noi non sappiamo mai niente degli altri.
"Credevate di sapere", "pretendevate di sapere", cosa passava in certi momenti per la testa di Massimo, ma sono solo inutili idiozie dettate dalla presunzione e dalla vostra immensa miseria e stupidità.
Voi sapete solo quanto miserabili merde siete stati qualche volta
Quello dovete sapere.
Noi degli altri non sappiamo niente se non solo quello che vogliono mostrarci
Di quello che andiamo a spezzare dentro il cuore di un uomo con la nostra superficialità noi non lo sappiamo mai
Lo sapremo solo quando è troppo tardi
E per lui, quel giorno, era gia troppo tardi

Ciao Massimo.

 

Pierre

Penso a te
nei tempi della scuola con noi
sottile pallido e un po' perso
tu già da noi cosi diverso
triste.

Penso a te
ricordo, si rideva tra noi
di quel tuo sguardo di bambina
di quella tua dolcezza strana
triste.

Pierre ti ho rivisto questa sera e tu
tu abbassi gli occhi
ti nascondi e poi
te ne vai.

Scusami se ti ho riconosciuto però
sotto il trucco gli occhi sono i tuoi
non ti arrendi a un corpo che non vuoi
senti ....

Pierre sono grande ed ho capito sai
io ti rispetto
resta quel che sei
tu che puoi.


 
 
 

... "Ci vogliono i Riti"

Post n°139 pubblicato il 20 Aprile 2012 da Danny_Sinclair
 
Tag: Libri



Yuriko Nakamura
Missing you


"Per favore...addomesticami", disse la volpe.
"Volentieri", rispose il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe.
"Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami!"

"Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe?"
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..."

Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore ... Ci vogliono i riti".
"Che cos´è un rito?"
disse il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe, "È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un´ora dalle altre ore. C´è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".


(da "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint Exupery)

 

 
 
 

Cosa mangiamo stasera?

Post n°138 pubblicato il 17 Aprile 2012 da Danny_Sinclair
 



Europe
Carrie


Il venerdi prima di Pasqua, mentre stavo andando a prendere il piccolino per stare assieme durante le feste, mi chiama l'Orsetta
"Ciao"
"Ehi, ciao"
Parla che ti parla ad un certo punto mi lancia un'idea
" ...potresti portarlo al Sushi Wok ..."
"Uhm, ... e perché no? Provo a lanciargli l'idea"

Dopo un'oretta, al ritorno a casa con l'ometto, comincio ad accennargli all'idea che una sera di queste si poteva andare a cenare al Sushi Wok.
Io ci ero stato per la prima volta con l'Orsetta qualche giorno prima  è mi era piaciuto da morire.
Speravo così che l'idea incuriosisse anche il mio piccolino
("Mah", pensavo, "non lo so, son posti più da grandi"...)
In auto comincio a parlarne e a raccontargli di questo posto
"Il Sushi Wok è un posto dove si mangia con la cucina in vista, tu scegli quello che vuoi e poi lo porti al cuoco che te lo cucina al momento. Ci sono poi tanti tipi di cibi che cucinano continuamente e che tu puoi prendere e puoi mangiare quanto vuoi, tanto poi paghi sempre lo stesso. C'è il Sushi, le cose fritte, i gamberetti, il pollo, insomma c'è un sacco di roba ....bla ...bla ..."
Improvvisamente di incuriosisce e comincia a farmi un sacco di domande
(Benone!, vuoi vedere che si va al Sushi Wok anche con il marmocchio... ^_^)
Fortuna vuole che mentre arrivamo a casa passiamo per il nuovo centro commerciale di Zero Branco, alle porte di Treviso, dove un gigantesco cartello ci indica a caratteri cubitali la recente apertura di Sushi Wok!
"Ehi, guarda li, "Sushi Wok", vuoi che proviamo fermarci e ti faccio vedere com'è?"
"Si, si"
(è incuriosito davvero...^_^)
Ci fermiamo e ci avviciniamo al locale
E' ancora chiuso e il personale sta facendo le pulizie. Ci avviciniamo a quello che sembra il boss e gli chiedo se possiamo entrare per vederlo all'interno
(e curiosare un po' ...)
Lui ci sorride come solo i cinesi sanno fare e ci lascia passare.
Beh, a dir la verità è proprio bello! Grande, luminoso, in stile orientale, una cucina in vista enorme e con un angolo tutto per i bimbi.
Guardo il mio piccolino, ... è entusiasta!!
"Veniamo qui una sera, che ne dici?"
"Veniamo a far cena stasera!"
"Perché no..."
"Ok"

Prenotiamo lasciando il nostro nome al cameriere e riprendiamo la nostra strada
Poco prima, all'ingresso e nel depliant che ci avevano lasciato avevo notato un paio di volte la scritta: "Per i bambini dai 4-8 anni sconto del 40%"
Scherzando dico al piccolo:
"Ehi, quando paghiamo tu gli dici che non hai ancora 8 anni cosi paghi metà"
"No"
"Come no?"
"Non dico le bugie"
(Wow!! ... marmocchio mio ...^_^ )
"Eh eh , tranquillo, tu non dici niente, se me lo chiedono parlo io"
gli dico io sorridendo
(Gia immaginavo la scena ....il cameriere alla fine mi avrebbe chiesto quanti anni aveva il piccolo ... "Quasi otto!" avrei detto io ! Ed in quel momento ero strasicuro che piccoletto sarebbe sicuramente intervenuto dicendo "No, papi, ne ho già nove"
Ed io? Che cosa avrei detto per non far brutta figura? .... Ah, si!, idea!, ... a quel punto per non fare brutta figura, mi sarei girato verso il marmocchio e con aria incredula stupita fino all'inverosimile, gli avrei risposto: "NOVE?? E quando mai gli hai compiuti!!!"
AHAHAHAH....)

Tornati a casa, nel pomeriggio, ogni 10 minuti mi chiedeva:
"Andiamo?"
"E' presto"
Dopo 10 minuti
"Andiamo?"
"E' presto"
Dopo altri 10 minuti
"Andiamo?"
"E' presto"
E cosi per quatro/cinque volte
(è impaziente ...lo capisco, lo sono anch'io...^_^)
Alla fine, verso le 19 siamo partiti e ci siamo diretti al locale
Beh, durante la cena il marmocchio sembrava come me quando ci sono entrato la prima volta!!
Era elettrizzato, passava da un buffet all'altro caricandosi il piatto e guardando ogni cosa che c'era
Con il sushi poi!
Ne ha mangiato un infinità e soprattutto ... usava alla perfezione i bastoncini!!
(e dove lo ha imparato questo?? )
Sisisi, io lo guardavo mentre prendeva il sushi con i bastoncini e mi dicevo: "ma come fa?"
Sembrava li usasse da sempre, mentre io ...beh, se non avessi avuto la cara e vecchia forchetta avrei digiunato e mangiato pochino...^__^
(è proprio vero!, Sigh!, le nuove generazioni hanno sempre qualcosa in più delle vecchie... ^_^)
Alla fine della cena è partito come un razzo verso lo spazio bimbi mentre, intanto, io ordinavo il caffè
Passano i minuti e non lo vedo più arrivare
Avrò aspettato quasi mezzora e poi mi sono alzato e sono andato a cercarlo
E lui?
Lui si era tolto le scarpe e tranquillo a piedi scalzi stava giocando a nascondino con altri due bambini che aveva appena conosciuto!
Alla fine ... eh eh ... quando si è trattato di pagare, il cameriere è venuto li e mi ha chiesto:
"Quanti anni ha il bambino?"
A quel punto io ed il mio marmocchio ci siamo guardati
Dopo qualche istante in cui mi guardava serio gli ho sorriso e ho risposto al cameriere:
"Nove. Compiuti"
Impagabile la faccia del piccoletto.
(^___^)
E' stata una serata meravigliosa, il piccoletto non voleva piu tornare a casa e gli è piaciuto talmente tanto che l'altro pomeriggio che sono andato a trovarlo per scherzo gli ho detto :
"Ehi, lo sai che io stasera vado ancora a mangiare al Sushi Wok?"
A quel punto lui si è subito tirato su dal divano e guardando sua mamma in tutta velocità ha detto: "Mamma, stasera vado a casa con papà!!"
(ahahah, ... ho passato un po' di tempo a spiegargli che stavo solo scherzando, mica ci credeva, nonono, non ci credeva proprio! ...^__^)



 
 
 
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AVVISO AI NAVIGANTI

I racconti e gli scritti di questo Blog spesso sono reali, qualche volta sono dei racconti frutto di fantasia, in qualche caso sono a metà perchè magari prendo a prestito delle suggestioni che trovo in giro e che mi fanno tornare a dei vissuti trascorsi.
Boh, non lo so nemmeno io, dipende dal mio stato d'animo di quel momento e da cosa mi diverte scrivere.

Le persone di cui parlo nei miei scritti sono solo persone a cui voglio bene.
Scrivo di me, dei miei pensieri e di qualche cosa che mi diverte o che mi emoziona.
Se qualcuno si riconoscesse per caso nelle storie che racconto ne sono felice, diventa così una specie di condivisione anche se si tratta solo di un caso fortuito in quanto le persone di cui parlo le avviso sempre prima.
Penso però che in fondo, beh, un po' le storie si assomigliano tutte, spesso ci si riconosce nelle storie delle persone.
A me succede cosi. Qualche volta mi riconosco in un personaggio di un film, di un libro, in una canzone e credo che questo succeda un po' a tutti.
Figli, amicizie, gioie e dispiaceri, in fondo tutti viviamo una vita e spesso le nostre storie hanno delle assonanze che ci riportano a trovare dei punti in comune con le storie che vivono le altre persone.
Anche se non le consociamo e non parlano di noi spesso ci identifichiamo o ci portano a pensare alla nostra storia.
E' questo  il bello dei film, delle canzoni, dei libri e dei racconti.

Chiunque voglia utilizzare parte di questi scritti può farlo.
Certo, una volta che scrivo qualcosa, diventa pubblica anche se resta sempre di proprietà di chi l'ha scritta
L'unica cosa che chiedo è che almeno si metta la fonte, mi si offra almeno un caffè e mi si avverta cosi posso ringraziare
Dai, il caffè è facoltativo, mi basta venire avvisato e che il mio scritto non venga usato in modo improprio.

Un saluto a tutti

Danny Sinclair