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Creato da Danny_Sinclair il 25/07/2011

Scazzi & Stracazzi

"Cio che la bocca si abitua a dire, il cuore si abitua a credere" (C. Baudelaire)

 

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M.C. 1965 - 2006

Post n°140 pubblicato il 24 Aprile 2012 da Danny_Sinclair
 



Pierre



Nei giorni scorsi ero in un cimitero a trovare una persona cara.
Mentre ero li mi sei venuto in mente tu.
Ti ho cercato e dopo un po' ti ho ritrovato
La tua fotografia era li, solo due date, un sorriso triste, i tuoi occhi azzurri e i capelli lunghissimi a cui tenevi tanto e che curavi con pazienza

Te ne andasti un giorno di primavera di qualche anno fa
Ti stordisti di porcherie per trovare il coraggio e ti lasciasti scivolare.
Qualcuno ti ritrovò per caso qualche giorno dopo, tra gli scogli, dentro la risacca della notte prima
Nessun biglietto, nessun rumore.
Te ne andasti così, in quel silenzio che da sempre ti aveva accompagnato
Tua madre da quel giorno ha cambiato città.
Tuo padre se n'era già andato pochi anni prima.
Quattro coglioni, uomini e donne, gente miserabile che ti aveva sempre giudicato e deriso restarono immutoliti per l'imbarazzo
Ma la loro vergogna no, quella non ci fu.
Non ci fu mai.

La tua vita valeva quanto quella di chiunque altro
E' sempre pericoloso, come avete fatto voi per molti anni, giocare con la vita degli altri quando non si sa cosa c'è dietro, e mostruosamente cercare di spezzarla perché non assomiglia alla nostra e non rientra nei nostri criteri ed in quello che si pensa possa essere giusto o sbagliato "essere"
Ogni vita vale sempre quanto quella di chiunque altro
Di chiunque altro.
E' pericoloso e nessuno può permettersi di farlo.
Lo hanno fatto con te, con la lucida coscienza di chi, sopravvivendo alle proprie miserie non trovava altro dentro di sè che la voglia di disintegrare con soddisfazione la tua continua fatica ad accettarti e a ritrovarti dentro a un corpo che non avevi mai sentito tuo
Noi non possiamo mai sapere quale sia il "punto di rottura" di chi ci sta davanti, non lo sappiamo mai, se non quando è troppo tardi.
E quando è troppo tardi fare finta che nulla sia successo, le false e imbarazzate condoglianze alla famiglia dopo il funerale dicendo che lui aveva solo capito male e che in fondo lo consideravate un amico, non servono a niente se non a lavare le vostre sporche coscenze con l'acqua nera

Noi non sappiamo mai niente degli altri.
"Credevate di sapere", "pretendevate di sapere", cosa passava in certi momenti per la testa di Massimo, ma sono solo inutili idiozie dettate dalla presunzione e dalla vostra immensa miseria e stupidità.
Voi sapete solo quanto miserabili merde siete stati qualche volta
Quello dovete sapere.
Noi degli altri non sappiamo niente se non solo quello che vogliono mostrarci
Di quello che andiamo a spezzare dentro il cuore di un uomo con la nostra superficialità noi non lo sappiamo mai
Lo sapremo solo quando è troppo tardi
E per lui, quel giorno, era gia troppo tardi

Ciao Massimo.

 

Pierre

Penso a te
nei tempi della scuola con noi
sottile pallido e un po' perso
tu già da noi cosi diverso
triste.

Penso a te
ricordo, si rideva tra noi
di quel tuo sguardo di bambina
di quella tua dolcezza strana
triste.

Pierre ti ho rivisto questa sera e tu
tu abbassi gli occhi
ti nascondi e poi
te ne vai.

Scusami se ti ho riconosciuto però
sotto il trucco gli occhi sono i tuoi
non ti arrendi a un corpo che non vuoi
senti ....

Pierre sono grande ed ho capito sai
io ti rispetto
resta quel che sei
tu che puoi.

 

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Legàmi

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"Siamo tutti legati gli uni agli altri da fili sottili.

A volte talmente sottili da sfuggire agli occhi più distratti,
ai cuori che non hanno ancora imparato a vedere,
alle anime che non hanno ancora imparato a volare.
A volte sono così sottili e trasparenti da sembrare improbabili,
spesso fragili
quasi sempre invisibili.

Siamo tutti legati da fili sottili"


(W. London)

 

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