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Creato da: lettorecontemporaneo il 25/09/2005
una lettura di pochi versi di Dante per volta alla luce fatta da un lettore contemporaneo
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INFERNO versi 1-3
Post n°1 pubblicato il 25 Settembre 2005 da lettorecontemporaneo
Nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi ritrovai per una selva oscura chè la diritta via era smarrita.
Inizia così il più bel romanzo della letteratura italiana. Dante comincia con il dirci che viene sempre un momento della vita di ogni uomo(nostra), in cui ha la sensazione di avere smarrito certezze e punti di riferimento: il bosco oscuro è la gabbia delle nostre sconfitte, delle nostre perdite, e da cui non si può trarre che un bilancio esistenziale fallimentare. E' una strettoia, un bivio, una strozzatura, uno scacco, il cui esito è senza dubbio l'oscurità. lo smarrimento, ma è anche il punto d'arrivo e d'inizio della coscienza e della consapevolezza..l'uomo apre gli occhi, s'accorge del buio che lo circonda e dei sentieri impervi da lui stesso intrapresi...il primo tentativo di uscire dal labirinto è descriverlo, raccontarlo. Evidente così che il luogo e il tempo non sono reali: gli studiosi si accapigliano per stabilire la data d'inzio dell'opera, ma l'orizzonte di Dante esula dai limiti imposti ad ogni essere dal fatto di appartenere ad una data epoca. L'uomo del Medievo viveva del resto in un universo atemporale e simbolico, riflesso e creazione di una divinità totalitaristica.
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il 24/03/2009 alle 20:59
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