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Creato da adornettonatale il 26/03/2009

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Comunicato sul sit-in per la morte di Francesco Mastrogiovanni

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Lo scorso 4 dicembre, si è svolto a Vallo della Lucania un sit-in davanti al Palazzo di Giustizia per la morte di Francesco Mastrogiovanni, chiamato dai suoi alunni "il Maestro più alto del mondo".
Trascrivo di seguito (i corsivi e i grassetti delle parole o frasi, li ho messi io, così come i link) il comunicato redatto da Giuseppe Tarallo. Poi, ci saranno: 1) un video con un servizio sul sit-in, ove vi sono le interviste fatte a Giuseppe Tarallo e a Caterina Mastrogiovanni, la sorella di Francesco; 2) alcune considerazioni di Fiore, una donna che fa parte del Comitato verità e giustizia per Franco, considerazioni inerenti il comunicato di Giuseppe Tarallo; 3) delle mie considerazioni, specifiche e generali; 4) l'intervista fatta a Sabatino Catapano durante il sit-in.

"Carissimi,

ieri abbiamo fatto il sit-in davanti al tribunale di Vallo della Lucania, e la questione di Franco Mastrogiovanni è per un momento uscita dai blog, dai giornali e si è materializzata con una significativa manifestazione, civilissima e determinata: abbiamo visto passare avvocati e imputati ma anche tanta gente che ha chiesto, ha voluto sapere, ci ha incitato. E da quel luogo, con i nostri volti, le nostre parole attraverso le tv locali e sud sostenibile, abbiamo riproposto l'attenzione su questa morte che qualcuno vuole far dimenticare e noi vogliamo ricordare a vergogna di chi la ha causata e la ha procurata: vogliamo giustizia e verità! Noi siamo tra quelli che non si rassegnano a che queste cose accadano e che si possano ripetere ancora e a danno di altre persone. Attraverso le tv locali siamo entrati nelle case col volto e la voce di Caterina che, dolente e commossa, ricordava il fratello e chiedeva giustizia con le frasi che le si spezzavano in gola per una morte ingiusta che ha sottratto a lei e alla famiglia una persona bella e fragile e proprio per questo ancora più cara. Caterina, sorella di Franco, che facendo forza su se stessa ha voluto rompere la barriera del dolore che ancora attanaglia la famiglia e da cui sarà difficile disgiungersi - l'anziana madre è in clinica e non riesce a riprendersi - parlando in prima persona ha voluto confermare la richiesta di giustizia per questa morte che lei ha definito un assassinio. La famiglia di Franco ha già peraltro smentito attraverso una rivista locale e una apposita querela che abbia mai chiesto o sollecitato il TSO, come sostenuto dal sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. Lo stesso Comitato che intende costituirsi a fianco della famiglia - lo sta verificando attraverso la disponibilità di un'associazione che è titolata a farlo - ha già contattato l'avv. Elena Coccia, storica protagonista di tante battaglie civili, per porre l'attenzione oltre che sulla morte nel reparto psichiatrico, anche sul TSO e le sue modalità di esecuzione. Io personalmente continuo a considerare questo ricovero coatto come ingiusto e illegittimo per la sua arbitrarietà e l'inconsistenza delle motivazioni, da ricercarsi nel pregiudizio che si nutriva verso la persona. Chi non ricorda come il Sindaco Vassallo nelle sue varie interviste ha pre-giudicato Franco: incapace di intendere e volere, d'estate ne combinava di tutti i colori, è meglio non parlare di ciò che combinava, poteva essere pericoloso, etc.? Eppure anche se il sindaco ha affermato che era da giorni che Franco era tenuto sotto controllo ( si dice che sia stato già inseguito nei giorni precedenti, una volta fino ad Agnone, dai CC), il comandante dei vigili ha dichiarato che quella mattina, quando ha chiamato in comune, gli sarebbe stato detto che era stato già soggetto al TSO, per cui di sua iniziativa chiamò il 118. E allora chi teneva sotto controllo Franco se il comandante dei VVUU lo viene a sapere solo quella mattina? Così come rimane inspiegabile perché il TSO viene eseguito in un altro comune, perché viene 'obbligato' a un ricovero ospedaliero visto il suo comportamento collaborativo - si fa sedare e gli consentono di farsi una doccia e bere un caffè (!) - e perché viene portato a Vallo nonostante il suo timore, rivelatosi ahimè fondato, di essere portato in quel reparto. Che non ci fossero gli estremi per un ricovero ospedaliero lo ha rilevato anche autorevolmente uno psichiatra che è intervenuto in quei giorni su 'Il Mattino' di Salerno. Il TSO eseguito per motivi di ordine pubblico o sociale o per incapacità di intendere e volere contrasta con le linee guida dettate dalla conferenza Stato-Regioni e recepite dalla regione Campania proprio nei giorni seguenti la morte di Franco. Il Comitato ritiene altrettanto importante sanzionare un uso disinvolto ed arbitrario di uno strumento già di per sé molto delicato come il TSO su cui giustamente è da tempo avviata una discussione. Tutti i casi come quello di Franco reclamano un passo in avanti sia nella pratica psichiatrica che nell'emissione ed esecuzione del TSO. Per questo abbiamo scritto sullo striscione, dopo la richiesta di verità e giustizia per Franco, "E MAI PIU'!". La morte di Franco e di tanti altri sventurati solo così potrà non essere vana e dimenticata. Voglio anche dire infine che dietro la nostra determinazione e in questo sit-in davanti al tribunale, a fianco a noi c'era e c'è la vostra preziosa presenza così come il vostro impegno di cui vi siamo profondamente grati. Un caro saluto a tutti voi e avanti insieme in questa comune battaglia di civiltà per rendere giustizia ai nostri morti e migliorare e liberare il futuro". - Giuseppe Tarallo

"Di certo, il fatto che la notizia non abbia avuto grande supporto mediatico non impulsa più profondamente il lavoro della magistratura, in termini di tempo, né sollecita ulteriori adesioni al Comitato. Resta a farla da padrone una logica localistica (quanto voluta da chi ritiene indispensabile separare in "casi singoli" una pratica di stato generalizzata, è domanda obbligatoria...), ed una grande difficoltà a chiarire come e quanto le autorità istituzionali abbiano legato intrinsecamente il concetto di "malattia mentale" al concetto di "controllo", individuale e di massa. Lentamente, il Comitato sta cercando di fare breccia nel muro di silenzio eretto intorno alla vicenda di Franco; ne ha parlato in Tv Ascanio Celestini, "coincidenze contro orrori", ma non basta a "legare" tra loro le morti di stato dei tanti Aldrovandi, Cucchi, gli ultimi nomi segnalati recentemente, e l'elenco è troppo tristemente lungo... Diffondiamo". - Fiore


Sì, diffondiamo, e facciamolo tutt*, e non solo per Francesco, e non solo per le persone morte per colpa della psichiatria. Facciamolo anche per tutte le persone che, a centinaia di migliaia, sono vittime indifese delle barbare, inumane, cruente e torve pratiche della psichiatria. Perché non è che se una persona non muore fisicamente, non ci fa niente, non è che ci deve scappare il morto. Visto che questo articolo è per Francesco Mastrogiovanni, prendiamo il suo caso come esempio. Lui, Franco, è morto. Ma se ciò non fosse avvenuto, tutto ciò che hanno perpetrato ai suoi danni, andava "bene", l'essere legato al letto per 4 giorni senza acqua sarebbe stato "terapeutico"? Il punto è che decine e centinaia di migliaia di persone ricevono trattamenti similari, decine e centinaia di migliaia di persone vengono danneggiate gravemente dagli psicofarmaci e dagli altri interventi psichiatrici, E CIÒ NON VA PER NIENTE BENE, NON VA ASSOLUTAMENTE. TUTTO QUESTO DEVE FINIRE.

Natale Adornetto - Membro del Comitato verità e giustizia per Franco

 
 
 
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