Danzanti vibrazioni
Vivere è, prima di ogni altra cosa, librarsi fluttuando nell'aria e arrivare al cielo e alle stelle
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Post n°30 pubblicato il 21 Gennaio 2011 da adornettonatale
Come introduzione a delle mie riflessioni sui problemi, che finiscono con una frase/"soluzione", trascrivo (corsivo e grassetto sono miei) dei passi dalla novella "Il guardaroba dell'eloquenza" di Luigi Pirandello. Ascoltando per via o nelle case dei conoscenti o nei pubblici ritrovi le chiacchiere della gente sugli avvenimenti del giorno, Bonaventura Camposoldani aveva intuito che sopra i comuni bisogni materiali e i casi quotidiani della vita e le ordinarie occupazioni, gravita una certa atmosfera ideale, fatta di concetti più o meno grossolani, di riflessioni più o meno ovvie, di considerazioni generiche, di motti e proverbi e via dicendo, a cui nei momenti d'ozio tutti coloro che sogliono stare l'intero giorno sotto il peso delle loro meschine esistenze cercano di sollevarsi per prendere una boccata d'aria. Naturalmente, in questa atmosfera ideale sono come tanti pesci fuor d'acqua; si smarriscono facilmente, abbagliati dallo sprazzo di qualche pensiero improvviso. Bisognava saper cogliere questo momento per prenderli all'amo [...] [...] Ora, naturalmente, il freddo, come congela l'acqua, così irrigidisce gli spiriti. Formule precise. Precetti e norme assolute. Non c'è elasticità. In ltalia fa caldo. Il sole, se da un canto addormenta gl'ingegni e intorpidisce le energie, dall'altro mantiene elastiche, accese, in continua fusione le anime. Tirate, le anime cedono, s'allungano come una pasta molle, si lasciano aggirare intorno a un gomitolo qualsiasi, purché si faccia con garbo, s'intende, e pian pianino. Tolleranza. Che vuol dire tolleranza? Ma appunto questo: pigrizia mentale, elasticità morale. Vivere e lasciar vivere. Il popolo italiano non vuol darsi la pena di pensare: commette a pochi l'incarico di pensare per lui. Ora questi pochi, siamo giusti, anche per poter pensare così in grande, per tutti, senza stancarsi, bisogna che siano ben nutriti. Mens sana in corpore sano. E il popolo italiano li lascia mangiare, purché facciano sempre con garbo, s'intende, e salvino in certo qual modo le apparenze. Poi batte le mani, senza troppo scaldarsi, ogni qual volta i suoi commessi pensatori riescano per avventura a procurargli qualche soddisfazioncella [...] [...] Era un problema, una questione sociale come un'altra, da studiare, a cui attendere; e poteva entrare nel campo della sua attività: non da risolvere, Dio guardi! Se tutti i problemi sociali, come a mano a mano sorgono dalla vita e s'impongono all'attenzione e allo studio dei commessi pensatori, si risolvessero in quattro e quattr'otto, addio professione! È vero, sì, che la vita è prolifica di problemi sociali e se qualcuno per miracolo se ne risolve, ne sorgono subito altri due o tre nuovi; ma è una fatica, mettersi ogni volta daccapo a pensare a un problema nuovo, quand'è così comodo adagiarsi nei vecchi, bastando al pubblico che i problemi sociali sieno posti e il sapere che c'è chi pensa a risolverli. Si sa che è proprio di tutti i problemi sociali esser posti e non mai risolti. I problemi nuovi, del resto, hanno questo di male, che sono avvertiti soltanto da pochi in principio [...] Prima di leggere questa novella (circa 18 anni fa) e fino ad ora, ogni tanto rifletto su certe "dinamiche". C'è una specifica cosa che è per come è, che la si può lasciare com'è, che può andare per come è, che va bene per come è, ma che si fa? Si mette in atto una duplice azione, un doppio movimento. Si fa in modo che quella cosa non vada più bene, che non funzioni più, e poi si cerca di fare in modo di risolvere il problema creato, cercando di ripristinare la situazione originaria. Quanti ingarbugli, quante complicazioni e quante energie sprecate, sciupate inutilmente. Si potrebbe evitare tutto ciò lasciando certe cose per come sono. Si risparmierebbe una marea di tempo e di fatica, e tante cose le avremmo sempre funzionanti e disponibili. I fatti da citare sono veramente a migliaia e a milioni, e ognuno/a ci può arrivare da sé. Io dico brevemente questo. Ci sono gli alberi, e la cosa va, funziona bene. Ma che si fa? Si tagliano gli alberi (prima azione, primo movimento) creando danni, e poi si sta a discutere e ad attivarsi (seconda azione, secondo movimento) per risolvere il problema. Bastava lasciare le cose com'erano. Un'altra “dinamica” inerente a ciò che sto dicendo, è quella che a parole si fanno avanti tutte/i. Chi in quel problema, chi in un altro, nel globale ci mettono bocca tutti. Ciò non sarebbe un (ulteriore) problema se il parlare fosse finalizzato al risolvere concretamente i problemi o al cercare almeno una qualche minima soluzione. Invece ciò di cui mi accorgo da decenni, è che, ammesso che un qualche problema fosse risolvibile, non solo ciò che dice la stragrande maggioranza delle persone non serve a niente, ma ad una grandissima percentuale di persone non interessa affatto risolvere il problema. E non nel senso detto da Pirandello dello sfruttare i problemi a proprio vantaggio ma nel senso che ad una grandissima percentuale di persone interessa avere dei bersagli ove riversare le loro critiche. Si mettono e si intromettono quindi nei discorsi solo per giudicare, sentenziare e condannare, non gli interessa null'altro. Per cui non solo non fanno niente per dare un minimo di supporto al superamento del problema ma si prodigano per far sì che resti tale, e in cuor loro sperano sempre ciò. Se quel problema, o tutti i problemi venissero risolti, non potrebbero più giocare ai franchi tiratori. E questa cosa del dar fiato alle trombe e del dare libero corso alla verbosità ha trovato il suo terreno ideale nel mondo virtuale di internet. Non mi va tanto giù che un grandissimo numero di persone si mettano in conto per il fatto che ciò le muove è l'anelito di spettegolare e di spruzzare fango sul loro prossimo, in modo che loro appaiano come pie, come persone candide e buone che si battono contro i/le “bruti/e”. E il danno è che in questi loro tiri al bersaglio, riescono a trascinarsi dietro persone che operavano in altre direzioni. Come se i problemi si risolvono con le invettive. Viene per altro facile e comodo farsi belli/e esprimendo la propria (presunta) indignazione e la propria (presunta) solidarietà quando, ad esempio, c'è un atto di intolleranza verso una persona omosessuale. Che c'è di meglio per quotarsi e presentarsi come persona emancipata e scevra da pregiudizi? Ci si fa belle/i e si inveisce contro i/le cattivi/e di turno. Concludo queste considerazioni, come ho inizialmente detto, con una frase/”soluzione”, con una frase corollario, con una frase “memorabile da immortalare negli annali”. Il modo migliore per risolvere un problema è quello di non crearlo. "What can i do?!!": "Cosa posso fare?!!"
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Post n°29 pubblicato il 03 Dicembre 2010 da adornettonatale
Sunshine of your love - Cream ------------------------------------ Sunshine of your love è una canzone dei Cream, scritta da Jack Bruce, Pete Brown e Eric Clapton. Di seguito il video della canzone. Non perdetevelo, e non perdetevi il finale.
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Post n°28 pubblicato il 16 Febbraio 2010 da adornettonatale
Un ciao a tutte le persone amiche. Per una decina di giorni non ci sarò, in quanto impegnato in Puglia per una serie di incontri: Puglia - 4 serate incentrate sulla critica alla psichiatria |
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Post n°27 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da adornettonatale
"L'amore nuovo" è una canzone del 1992 che Vincenzo Spampinato, artista catanese, canta con il supporto canoro di Franco Battiato. Il testo è significativo ed efficace, ed invita a rialzarsi sempre. Occorre sempre fare ciò. Se ci si ritrova in situazioni che tagliano le gambe, bisogna lottare lottare lottare e ancora lottare sempre lottare senza mai fermarsi fino a quando non ci si ritrova in sella. Andare avanti e ancora avanti e di nuovo avanti. C'è L'amore Nuovo che ci aspetta, e non possiamo mancare all'appuntamento. ---------------------------- L’AMORE NUOVO SE DENTRO TE PORTI I SEGNI DI AMORI FEROCI SE UN QUINTALE DI ERRORI TI CURVA LA SCHIENA E’ L’AMORE NUOVO QUELLO CHE CI FA SOGNARE A PICCOLI SORSI BERREMO LE NOSTRE STAGIONI E’ L’AMORE NUOVO QUELLO CHE CI FA SOGNARE
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Post n°26 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da adornettonatale
Dalle tue labbra ho rubato un bacio, e il succo distillato della vita è traboccato in me. Tutto intorno era giallo e viola e il colore dell’amore divenne il verde: lo smeraldo più puro. Le tue labbra eran soffici petali che inalarono in me il polline della fantasia e il nettare della dolcezza. Il tuo sguardo meravigliato mi avvampò il sangue e il contatto della tua mano mi fece sciogliere più della neve al sole. La mia pelle divenne come i tasti del pianoforte e il mio cuore si trasformò in una melodiosa arpa. Emozionato ti dissi che ti amavo e un arcano sorriso vi fu tra noi e mentre ti massaggiavo i capelli tu poggiasti la testa sul mio petto. La speme più grande turbinò in me e mentre ti stringevi l’aria si elettrizzò. Ogni volta che pensò a quel bacio nella bocca sento il divin sapor del miele, e le goccioline d’acquolina che si formano son tanti oceani di paradiso. Dalle tue labbra ho rubato un bacio. 11/5/2002 Natale Adornetto - Da un mio libro
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Post n°25 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da adornettonatale
Cuori che volano alto. Sì, i cuori volano alto, ma solamente se li si libera dalla brama del possesso parossistico, da tutte le zavorre. I cuori volano negli alti e limpidi Cieli, e piroettano, e gorgheggiano, e fanno l'Amore con l'universo. E da questo Amarsi, ogni volta sboccia suadente una Stella, una Stella Eterna, una Stella che non sarà mai una stella cadente. Suvvia, fa' sbocciare pure tu nella Volta Celeste una Stella! C'è troppo buio, e poche Luci non bastano. Una Luce non fa prigioniera. Costruiamo il Giorno in cui si dirà "Una sola Luce prima v'era". Natale Adornetto - Nativo Siciliano |
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Post n°23 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da adornettonatale
Quella dei Pellirosse, è una mia antica passione. Fra i motivi che hanno acceso e sempre più alimentato questo Fuoco, vi sono le tante affinità spirituali, gli stili di vita e il fatto che, per tanti versi, il Popolo del Regno delle Due Sicilie ha avuto lo stesso destino dei Popoli Pellirosse. Questo preambolo perché ci tengo a far sapere che la mia passione non è "dell'ultima ora". Poi, andando "oltre", si vedrà che ciò che le giacche blu facevano allora, si è continuato a fare, e anche in forme peggiori e più cruente, fino ai nostri giorni. Basta pensare ad altre zone geografiche. La storia si ripete e si rinnova. Quando avrà fine quest'assurda spirale infernale? "Quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell'aurora, per la vita che ti ha dato e per la forza che ti ritrovi nel tuo corpo. Ringrazia il tuo Dio anche per il cibo che ti da' e per la gioia della vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora vuol dire che sei in errore". (Tecumseh) Le frasi su riportate, le ho trascritte da "ulteriori informazioni" del video che vedrete. La seguente invece la traggo da un disegno "pellerossa" realizzato per me da una mia amica conosciuta a Padova: "Che la saggezza di una passione ti faccia trovare nell'anima il coraggio di vivere al meglio di te". |
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Post n°22 pubblicato il 25 Dicembre 2009 da adornettonatale
Il Natale è la ricorrenza della nascita di Gesù. Natale, come sapete, significa Nascita. In questo senso lo intendo il Natale, come Nascita di qualcosa di Nuovo, Nuovo che subentra al già esistente. Quindi, che sia Nascita per tutte le persone, specie per quelle uccise nell'anima dalla psichiatria. Che sia Nascita, e Rinascita dalle polveri in cui sono state ridotte. Nascita, Nuovo, e che dunque scompaia la psichiatria dalla faccia della terra. Auspico che ciò avvenga, e che avvenga il prima possibile, perché la morte della psichiatria è la condizione prima, unica e indispensabile della Nascita e della Rinascita di tantissime persone. LIBERIAMOCI DALLA PSICHIATRIA
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Post n°21 pubblicato il 10 Dicembre 2009 da adornettonatale
E ci voleva proprio, e perdinci! Casualmente, su youtube ho scoperto una egregia canzone di CapaRezza (Testa Riccia), dal titolo Un Vero Uomo Dovrebbe Lavare I Piatti. Questa canzone è la voce "degli oppressi", un vademecum di consolazione. Sì, perché un vero uomo dovrebbe lavare i piatti, ma se lo fa, viene considerato ancor meno di una mezzasega. Le rare eccezioni di donne e di uomini che vedono il "lavapiatti" per quello che è, valgono, per l'appunto, come eccezioni. Lo so bene io che vuol dire, che a casa faccio tutto io, vedere i sorrisetti e sentire i commenti ironici, derisori e sarcastici - CRETINI - degli uomini e delle donne. Per la quasi totalità della gente, la persona di sesso maschile che fa i lavori domestici, è ancora meno di un quaquaraquà. Ma un vero uomo, queste cose le fa, e senza darsi pensiero di come viene giudicato. Non sarà certo un grembiule da cucina o un ferro da stiro che lo faranno divenire "non uomo". E nemmeno le sentenze piccine del suo prossimo. Riporto alcuni commenti al video di CapaRezza: "I testi di Caparezza sono sempre un pugno nello stomaco... è una grande paroliere e i contentuti sono di altissimo livello, è per questo che i media lo boigottano" (sainizzo1974). "Quanta verità e quanta voglia di rivendicare i veri valori..." (Edenlyspirit). "questa canzone è davvero il ritratto perfetto della nostra società... in cui se non ti uniformi al programma sei fuori..."non sei un uomo" (dhjgjkd). "la società e le donne stesse impongono agli uomini di comportarsi in questa maniera" (gnomonerd). "mi rendo conto di essere circondato solo dalle persone a cui Caparezza si riferisce" (MeTaLiTaLy - 5 mesi fa). "Io ... Lavo i piatti, rifaccio i letti, annaffio le piante, cucino di solito, piego i vestiti, passo l'aspirapolvere, vado a fare la spesa, porto in giro il cane, recupero la posta, accompagno mia sorella a scuola, faccio da guardia del corpo a mia madre, gioco a GTA 4, e dopo una lunga lista ascolto caparezza..." (assoxbox360 - 9 mesi fa). "Amara in un modo allucinante... Meno male che qualcuno dice le cose come stanno in un paese come l'italia, in cui regna sovrana una mentalità ancora conservatrice che nega i diritti delle donne" (ciccipuzza - 9 mesi fa). "geniale..sposamiiii" (xannax89 - 9 mesi fa). "Questo dovrebbe essere diffuso come il Verbo dei giorni nostri" (TuonelanJoutsen616 - 1 anno fa). "Basta con questa mentalità del cazzo per cui un uomo deve essere forte e scemo..." (proletariunitevi - 1 anno fa). Essere uomo, comporta, fra le altre cose, essere una persona adulta e matura. E una persona matura, gli infantilismi li ha già superati da un pezzo. Conseguentemente, non si comporta come i bambini all'asilo infantile, che litigano, vogliono avere sempre ragione, credono che la colpa sia sempre degli altri e devono far vedere ad ogni costo che ce l'hanno più lungo. Le liti e le beghe interminabili, hanno come base ciò, ed è per questo che tutti si mostrano forti e "duri". Purtroppo, questo deprecabile, infimo e incivile comportamento, lo mette in atto anche una grande quantità di donne, anche loro fanno le "dure". Ravvediamoci. Natale Adornetto, un single che tale rimarrà fino a quando la donna che gli piacerà e a cui piacerà, non lo valorizzerà appieno per ciò che è, senza considerarlo un uomo debole e scemo da mettere sotto e dominare, e che è e sarà sempre pronto a rompere all'istante e definitivamente alla prima avvisaglia di tentativo di impostazione della avviata relazione in tal senso.
Non sei un uomo se come un frate chiedi perdono. Non sei un uomo e farai una brutta fine. Non sei un uomo, se non hai la pancia sferica. Non sei un uomo e farai una brutta fine. Non ascoltare questi maldicenti. Non sei un uomo se non hai lo stereo più potente, Non sei un uomo e farai una brutta fine. Non ascoltare questi maldicenti. ![]() |
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