DARK REALMS V2
So, I've decided to take my work back underground. To stop it falling into the wrong hands.
| « | Messaggio #88 » |
|
Post n°87 pubblicato il 20 Luglio 2006 da Nekrophiliac
GROOVE ARMADA: GOODBYE COUNTRY (HELLO NIGHTCLUB) (2001) Caustico ritroso. Al culmine di una vibrante nottata, splende alto il bagliore della luce del nuovo giorno, appena circoscritto alla risacca di un placido mare che solletica il bagnasciuga: è la ricorrente sensazione di uscita dallo stimato club, per il quale, ore fa, ti sei lasciato alle spalle un intero paese. Non c'è scampo. Trip hop, dub, dancehall, e illimitati samples sono i generi, ben assortiti, che si disperdono nell’etere, surrogati dalle piacevoli note, non a caso, “groove” più del solito. L’anima del disco, straordinariamente riuscito al di là delle più rosee aspettative, è qui racchiusa: divertire, stupire, come un bian coniglio fuoriuscito dal cappello di due magici prestigiatori londinesi, Tom Findlay e Andy Cato, e, perché no, resistere anche all’usura del tempo, divenendo un modello per tutti coloro che intenderanno seguire le orme del duo, almeno sino al club. Un nome importante, praticamente fondamentale, per gli appassionati dell’elettronica di qualità. Sotto la sigla Groove Armada si celano coloro i quali collezionarono una piccola serie di successi, con "4 Tune Cooking" e "At the River", nello scorso decennio, già ballati da mezza Europa, prima di compiere il tanto sospirato salto di qualità, coinciso con la pubblicazione del loro album di debutto: Vertigo (1999), che fece in tempo a scalare, di prepotenza, le classifiche del Regno Unito, vincendo persino un disco d'argento. I singoli in esso contenuti conobbero, a rigor di logica, un successo inaspettato: basti pensare a I see you baby, remixata da quel genio di Norman Cook, meglio conosciuto come Fatboy Slim. I Groove Armada, a questo punto, firmarono poi una compilation della serie Back To Mine e, nel 2001, tale capolavoro. Dissimile, polimorfo, “contaminato” e autentico, Goodbye Country (Hello Nightclub), fin dal titolo, è in grado di conquistarsi il suo spazio nella storia. Infatti, si passa da accenni decisamente plastici ed elastici, propriamente dance, ad istanti più "musicali", desiderati, apprezzati e d'atmosfera; inoltre, i due hanno finito col collaborare con molteplici artisti proprio per far sì che il “genere” si contaminasse attraverso una vena creativa che a loro (forse) non appartiene. Dal tramonto all’alba. Con curiosità, Suntoucher è in prima battuta e promette, in parte, ciò che contraddistingue il disco per la sua intera lunghezza: un ritmo chill-out contornato da reiterate chitarre ovattate, surrogate da una serie di fiati ben riverberati, infine sostenuti da occasionali vocalist, a tratti “black", come nel caso in questione, con il flusso di parole “thrilling” di Jeru The Damaja. Una piacevole sorpresa. Il gioco si ripete con il secondo brano, ma qui il volume dei diffusori acustici si alza all'inverosimile. Superstylin’: ecco il primo singolo estratto, nonché il brano che, magnificamente, racchiude in sé l'essenza dell'intero album. È in grado di fare incontrare il cielo e il mare, cioè l’accattivante acid house e l’inneggiante down beat, risultando congeniale tanto per le dancehall, quanto per radiofonica da esser proposta come sveglia del mattino: tale è il cammino intrapreso dai Groove Armada, che hanno l’ampio merito di “sdoganare la musica dance”, rendendola non soltanto un veicolo di commerciabili folle, bensì, facendo emerge il suo più alto livello qualitativo. Dopo aver spaziato dall'ambient alla techno, non disdegnando incursioni nel trip-hop, i "due ragazzi con il trombone" – in quanto si avvalgono tanto in studio, quanto dal vivo di una sezione di fiati "autentica" – si cimentano qui in un’improbabile congiunzione della spontanea solarità del dub, con la grezza potenza del drum'n'bass. L'apertura è, infatti, ampiamente dedicata ad echi di fiati e percussioni giamaicane, che sono presto tallonate dal penetrante basso che scorta la cadenza decisamente "old school" del guest rapper, M.A.D. Ne risulta una vera e propria granata sonora, la cui autorità non si percepisce completamente dal bizzarro clip, dove due fattorini d’occasione trasportano in giro un gigantesco altoparlante nella speranza di trovare chi sia capace di farlo rendere al massimo. Attenzione, i tentativi di ristrutturare/rinnovare la musica dance non si fermano certo qui. La seguente Drifted è un trip di psichedelia elettronica alquanto rilassante, ove è labile il confine tracciato tra l’house e la tribal. Atmosfera che da riposante diviene, a dir poco, magica e sognante sulle scandite note di placido pianoforte, con Little By Little, canzone che annovera tra gli ospiti alla voce, quella bellissima ed intensa di una leggenda vivente del soul, quale Richie Havens. Nella traccia successiva, Fogma, dai flessuosi sintetizzatori “a singhiozzo”, il duo londinese decide di confrontarsi direttamente con l'house più classica e impetuosa. La gradevolissima My Friend è una piccola e malinconica gemma d'atmosfera, leggera nell'arrangiamento soft, imperniato sul groove rubato all'intro di Gotta Learn How To Dance della Fatback Band, e minimale nell'unica frase del testo, « Whenever I’m down, I call on you my friend. A helping hand you lend in my time of need », interpretato dalla voce di Celetia Martin, tuttavia, tratta integralmente da Best Friend di Brandy. Uno straordinario esempio di come il sano e genuino lavoro di assemblaggio, in cui la drum machine e gli svariati sintetizzatori trovano un'armonica fusione con strumenti "autentici" quali chitarre funky e organi elettrici, possa risultare oltremisura creativo ed oltremodo innovativo. Tagliato su misura è lo splendente clip d'accompagnamento, con la sequenza delle scene di tangibile vita quotidiana di un'anonima impiegata di città a conferire quel senso di avvilente routine e persistente prevedibilità insite nell'esistenza dell’essere umano moderno, alternate, però, ai fulgidi ricordi degli istanti trascorsi al Sole, in spiaggia, tra feste e altro ancora. In ogni caso, la sensazione di trovarsi in un mondo virtuale non si esaurisce qui, bensì continua attraverso la propagazione degli effetti sonori iniziali di Lazy Moon, in cui il vento sembra scorrere dolce sottofondo all'arpeggio di una chitarra acustica e alle note di un malinconico del violino. In termini di lunghezza, non si tratta di un breve episodio “bossanova”, tuttavia, all'interno di un disco di analogica musica dance, tra campioni e campionatori, realizzata con grande classe ed ottimo gusto, a dir poco, colpisce e stupisce l’attento ascoltatore che mai si sarebbe aspettato chissà quali “colpi di archi” proprio qui, nel club dei Groove Armada, che immediatamente si rilancia, a seguito di tale pausa con Raisin’ The Stakes, dalle tipiche atmosfere della “vecchia scuola”: ritmo scarno, enormi vibrazioni, convulsi fiati, lungo rap d’assalto. Healing, piuttosto, è la sintesi dell’energia, del dinamismo e del movimento, dove i “bassi” riempiono l’umano sterno a colpi di martello, subito attenuati da una nuova fermata: Edge Hill, che presenta vari inserimenti di chitarra acustica e ottimi arrangiamenti sinfonici, il tutto tracciato su un sapiente tappeto di, ancora, archi. In simili episodi, sembra di trovarsi di fronte ad una vera e propria jam session, anziché ad un lavoro di re-sampling. Il fatto che Andy Cato e Tom Findlay abbiano, generalmente, girato in tour con una band di nove e più elementi può aiutare a afferrare lo spirito che soffia vitale entro l’anima dei Groove Armada. Spazio, allora, a Tuning In, che propone le atmosfere lounge care al duo, laddove su tempo veloce solo a tratti, si distendono nell'ordine: l’onnipresente basso, seppur discreto, la leggera tastiera in appoggio e gli interventi vocali di Tim Hutton, limitati a pochi versi proiettati nell'aere, ove, una manciata di istanti dopo, si propaga cadenzata Join Hands, ripetitiva, anche se efficace a far allentare la tensione. In conclusione, altra perla d’altri tempi: Likwid. A fronte di uno spazio, o forse un’atmosfera parallela al club, si erigono radar che sondano un miscuglio di suoni, dal basso oltre il confine sino a pulsazioni sintetiche, elevando tutto ciò che è ascrivibile sotto la ridicola e banale etichetta di dance, un “qualcosa” che è insuperato e insuperabile per dignità artistica, che mai stanca e che arricchisce l’ascoltatore, a seguito di reiterati ascolti, sempre di nuovi suoni, di sfumature ritmiche, che non possono che rendere il disco mai uguale a se stesso. Rimasti per parecchio, forse troppo, tempo, nella nicchia delle cult-band idolatrate dai soli addetti ai lavori, Tom Findlay e Andy Cato hanno definitivamente sfondato con questo disco, dimostrando, una volta di più, una versatilità ed una sensibilità non comuni, tali da permettere loro di realizzare brani sempre azzeccati pur mutando ogni volta registro e genere. Magnifici. |
AREA PERSONALE
MENU
CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG
CERCA IN QUESTO BLOG
¤ REVIEWS 01>100 ¤
- 02. DEATH SS: PANIC (2000)
- 03. METALLICA: METALLICA (1991)
- 04. RAMMSTEIN: REISE REISE (2004)
- 05. RHAPSDOY: SYMPHONY OF ENCHANTED LANDS PART II (2004)
- 06. DIMMU BORGIR: ENTHRONE DARKNESS TRIUMPHANT (1997)
- 07. BLIND GUARDIAN: IMAGINATIONS FROM THE OTHER SIDE (1995)
- 08. ICED EARTH: HORROR SHOW (2001)
- 09. DREAM EVIL: DRAGONSLAYER (2002)
- 10. LUCA TURILLI: KING OF THE NORDIC TWILIGHT (1999)
- 11. RAGE AGAINST THE MACHINE: THE BATTLE OF LOS ANGELES (2000)
- 12. SOILWORK: THE CHAINHEART MACHINE (1999)
- 13. IRON MAIDEN: POWERSLAVE (1984)
- 14. IN FLAMES: REROUTE TO REMAIN (2002)
- 15. RHAPSODY: SYMPHONY OF ENCHANTED LANDS (1998)
- 16. METALLICA: ...AND JUSTICE FOR ALL (1988)
- 17. OPETH: BLACKWATER PARK (2001)
- 18. SENTENCED: CRIMSON (1999)
- 19. DREAM EVIL: THE BOOK OF HEAVY METAL (2004)
- 20. FAIRYLAND: OF WARS IN OSYRHIA (2003)
- 21. ICED EARTH: SOMETHING WICKED THIS WAY COMES (1998)
- 22. RAMMSTEIN: SEHNSUCHT (1997)
- 23. IRON MAIDEN: BRAVE NEW WORLD (2000)
- 24. LIMP BIZKIT: SIGNIFICANT OTHER (1999)
- 25. BLIND GUARDIAN: SOMEWHERE FAR BEYOND (1992)
- 26. DOMINE: DRAGONLORD (2000)
- 27. GRAVE DIGGER: RHEINGOLD (2003)
- 28. METALLICA: MASTER OF PUPPETS (1986)
- 29. SLAYER: SHOW NO MERCY (1983)
- 30. SLAYER: HAUNTING THE CHAPEL - LIVE UNDEAD (1984-1985)
- 31. SLAYER: HELL AWAITS (1985)
- 32. SLAYER: SOUTH OF HEAVEN (1988)
- 33. SLAYER: SEASONS IN THE ABYSS (1990)
- 34. DOWN II: A BUSTLE IN YOUR HEDGEROW (2002)
- 35. RAMMSTEIN: MUTTER (2001)
- 36. DARK TRANQUILLITY: PROJECTOR (1999)
- 37. KORN: TAKE A LOOK IN THE MIRROR (2004)
- 38. DIMMU BORGIR: DEATH CULT ARMAGEDDON (2003)
- 39. BLIND GUARDIAN: TALES FROM THE TWILIGHT WORLD (1990)
- 40. WUTHERING HEIGHTS: FAR FROM THE MADDING CROWD (2004)
- 41. PRODIGY: THE FAT OF THE LAND (1997)
- 42. CASINO ROYALE: CRX (1997)
- 43. GORILLAZ: GORILLAZ (2001)
- 44. SUBSONICA: SUBSONICA (1997)
- 45. NIRVANA: NEVERMIND (1991)
- 46. DRAGONLORD: RAPTURE (2001)
- 47. PLACEBO: WITHOUT YOU I'M NOTHING (1998)
- 48. FALKENBACH: OK NEFNA TYSVAR TY (2003)
- 49. RHAPSODY: POWER OF THE DRAGONFLAME (2002)
- 50. BLIND GUARDIAN: NIGHTFALL IN MIDDLE-EARTH (1998)
- 51. SENTENCED: THE COLD WHITE LIGHT (2002)
- 52. BATHORY: BLOOD FIRE DEATH (1988)
- 53. METALLICA: RIDE THE LIGHTNING (1984)
- 54. IN FLAMES: SOUNDTRACK TO YOUR ESCAPE (2004)
- 55. CHILDREN OF BODOM: HATE CREW DEATHROLL (2003)
- 56. CANNIBAL CORPSE: WORM INFESTED (2002)
- 57. SEX PISTOLS: NEVER MIND THE BOLLOCKS (1977)
- 58. OPETH: MORNINGRISE (1996)
- 59. DAEMONIA: DARIO ARGENTO TRIBUTE (2000)
- 60. FINNTROLL: TROLLHAMMAREN (2004)
- 61. SENTENCED: THE FUNERAL ALBUM (2005)
- 62. TOBIAS SAMMET'S AVANTASIA: THE METAL OPERA PT. II (2002)
- 63. ICED EARTH: THE GLORIOUS BURDEN (2003)
- 64. DEFTONES: WHITE PONY (2000)
- 65. STILL REMAINS: OF LOVE AND LUNACY (2005)
- 66. MASTODON: LIFESBLOOD (2001)
- 67. MASTODON: REMISSION (2002)
- 68. MASTODON: LEVIATHAN (2004)
- 69. DREAM EVIL: EVILIZED (2003)
- 70. PRODIGY: THE DIRTCHAMBER SESSIONS VOL. 1 (1999)
- 71. HIGH ON FIRE: BLESSED BLACK WINGS (2005)
- 72. ANNIHILATOR: WAKING THE FURY (2002)
- 73. DARK TRANQUILLITY: CHARACTER (2005)
- 74. DISSECTION: STORM OF THE LIGHT'S BANE (1995)
- 75. RAMMSTEIN: ROSENROT (2005)
- 76. UNDERWORLD: BEAUCOUP FISH (1999)
- 77. SIGUR RÓS: ÁGÆTIS BYRJUN (1999)
- 78. MASSIVE ATTACK: MEZZANINE (1998)
- 79. RAGE AGAINST THE MACHINE: RAGE AGAINST THE MACHINE (1992)
- 80. RHAPSODY: DAWN OF VICTORY (2000)
- 81. DEEP DISH: GEORGE IS ON (2005)
- 82. PLANET FUNK: NON ZERO SUMNESS (2002)
- 83. DADDY G: DJ KICKS (2004)
- 84. DEPECHE MODE: EXCITER (2001)
- 85. SYSTEM OF A DOWN: TOXICITY (2001)
- 86. UNDERWORLD: A HUNDRED DAYS OFF (2002)
- 87. GROOVE ARMADA: GOODBYE COUNTRY (HELLO NIGHTCLUB) (2001)
- 88. CHEMICAL BROTHERS: DIG YOUR OWN HOLE (1997)
- 89. DEPECHE MODE: ULTRA (1997)
- 90. FAITHLESS: NO ROOTS (2004)
- 91. SHARAM: DUBAI GU29 (2006)
- 92. CHEMICAL BROTHERS: COME WITH US (2002)
- 93. BOARDS OF CANADA: TRANS CANADA HIGHWAY (2006)
- 94. UNDERWORLD: EVERYTHING, EVERYTHING (2000)
- 95. U.N.K.L.E.: NEVER NEVER LAND (2003)
- 96. PLANET FUNK: THE ILLOGICAL CONSEQUENCE (2005)
- 97. HOLDEN - THE IDIOTS ARE WINNING (2006)
- 98. THE FIELD: FROM HERE WE GO SUBLIME (2007)
- 99. MURCOF: COSMOS (2007)
- 100. QUIET VILLAGE: SILENT MOVIE (2008)
¤ REVIEWS 2006>2008 I ¤
102. NICK WARREN: GU30 PARIS (2007)
103. DOMINIK EULBERG: HEIMISCHE GEFILDE (2007)
104. STEPHAN BODZIN: LIEBE IST... (2007)
105. EFDEMIN: EFDEMIN (2007)
106. THOMAS FEHLMANN: HONIGPUMPE (2007)
107. DUBFIRE: TAIPEI GU31 (2007)
108. PHONIQUE: GOOD IDEA (2007)
109. APPARAT: WALLS (2007)
110. JORIS VOORN: FROM A DEEP PLACE (2007)
111. ARIL BRIKHA: EX MACHINA (2007)
112. VARIOUS: NOTHING MUCH AND SOMETHING MORE (2007)
113. ADAM FREELAND: MEXICO CITY GU32 (2007)
114. CHEMICAL BROTHERS: WE ARE THE NIGHT (2007)
115. U.N.K.L.E.: WAR STORIES (2007)
¤ REVIEWS 2006>2008 II ¤
117. PAN-POT: PAN-O-RAMA (2007)
118. TIGER STRIPES: SAFARI (2007)
119. LAYO & BUSHWACKA!: RIO GU33 (2007)
120. TRENTEMØLLER: THE CHRONICLES (2007)
121. M.A.N.D.Y. - 12 GREAT REMIXES FOR... (2007)
122. GUI BORATTO: CHROMOPHOBIA (2007)
123. ROLAND KLINKENBERG: MEXICO CAN WAIT (2007)
124. SWAYZAK: SOME OTHER COUNTRY (2007)
125. UNDERWORLD: OBLIVION WITH BELLS (2007)
126. COBBLESTONE JAZZ: 23 SECONDS (2007)
127. BOOKA SHADE: DJ-KICKS (2007)
128. STEVE BUG: FABRIC 37 (2007)
129. SUBSONICA: L’ECLISSI (2007)
130. GUILLAUME & THE COUTU DUMONTS: FACE A L’EST (2007)
¤ REVIEWS 2006>2008 III ¤
132. M.A.N.D.Y.: FABRIC 38 (2008)
133. FRANCOIS K: MASTERPIECE (2008)
134. SASCHA FUNKE: MANGO (2008)
135. CARL CRAIG: SESSIONS (2008)
136. BOOKA SHADE: MOVEMENTS (TOUR EDITION) (2008)
137. KUNIYUKI TAKAHASHI: ALL THESE THINGS (2008)
138. ROBERT HOOD: FABRIC 39 (2008)
139. MATTHIAS TANZMANN: RESTLESS (2008)
140. ELLEN ALLEN: BOOGYBYTES VOL.04 (2008)
141. APPARAT: THINGS TO BE FRICKLED (2008)
142. WIGHNOMY BROTHERS: METAWUFFMISCHFELGE (2008)
143. THE VEGETABLE ORCHESTRA: REMIXED (2008)
144. MINILOGUE: ANIMALS (2008)
145. LOCO DICE: 7 DUNHAM PLACE (2008)
¤ REVIEWS 2006>2008 IV ¤
146. ANDERS ILAR: SWORN (2008)
147. FELIX DA HOUSECAT: MILAN GU34 (2008)
148. ANJA SCHNEIDER: BEYOND THE VALLEY (2008)
149. BOOKA SHADE: THE SUN & THE NEONLIGHT (2008)
150. ADAM BEYER: FUSE PRESENTS (2008)
151. OSUNLADE: PASSAGE (2008)
152. DANNY TENAGLIA: FUTURISM (2008)
153. DANNY HOWELLS: RENAISSANCE - THE MIX COLLECTION (2008)
154. CHEMICAL BROTHERS: REMIXES (2008)
155. EXTRAWELT: SCHÖNE NEUE EXTRAWELT (2008)
156. NICK WARREN: LIMA GU35 (2008)
157. KUNIYUKI TAKAHASHI: REMIXED (2008)
158. TRENTEMØLLER: LIVE IN CONCERT EP - ROSKILDE 2007 (2008)
159. SASCHA FUNKE: WATERGATE 02 (2008)
160. GAISER: BLANK FADE (2008)
TAG
I MIEI BLOG AMICI
- Stato di necessità.
- Città-ragnatela
- Cronache di follia
- Train Of Thought
- We Will Rock You
- pezzidivetro
- My Immortal Love
- ‡ TheRiddle'sGrave ‡
- W LA CARBONARAAAAAA!
- ...
- essere me!
- My Ghost In The Fog
- MUSICA VERA!
- Mondo Metal
- CREPUSCOLO
- CALCIOMERCATO
- DeadElvis
- 100%caos_inside
- Boycott ©®
- Ambiente&Foreste
- La libertà
- DRAGONFLYBLOG
- Pensieri in Musica
- misunderstood
- ØMn|4
- Entita' Artificiale
- ellouin84
- LUCE
- Who Killed Bambi?
- Scomoda_mente
- IO SONO INTERISTA
- Radio Ariel
- Ocean Drive
- GOTHIC BLOG
- NERO TOTALE
- like a rat in a cage
- SOFFOCATA DAL MALE
- DM s Magazine
- PENSIERI IMPOSSIBILI
- NOT FOR THE MASSES
- larte della vita














Inviato da: Nekrophiliac
il 09/02/2009 alle 15:59
Inviato da: clasiss
il 09/02/2009 alle 11:37
Inviato da: Nekrophiliac
il 07/02/2009 alle 23:33
Inviato da: clasiss
il 07/02/2009 alle 14:15
Inviato da: Nekrophiliac
il 06/02/2009 alle 20:05