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giampi1966
   
 
Creato da: giampi1966 il 13/03/2006
Questo blog si propone di promuovere la politica come servizio e la coerenza dei politici con gli obbiettivi programmatici. Troppo spesso l'agire del politico è distante anni luce dal suo programma e da ciò che professa. Per poter rinascere la politica deve sapersi imporre alle varie pressioni e deve guardare lontano.

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la lettera di michael moore svela l'ipocrisia della politica americana

Post n°517 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Pubblico solamente degli stralci della lettera di Michael Moore, pubblicata (a sue spese) sui maggiori quotidiani americani per denunciare la decisione di inviare altri 30.000 soldati in Afganistan, perché ciò che penso di Obama l’ho gia espresso nei miei precedenti messaggi e perché tale lettera esprime tutto lo sconcerto e l’indignazione di chi in buona fede lo ha votato, purtroppo coloro che si comportano in politica in modo così incoerente, perché oltre ai danni contingenti causati dalla decisione specifica, causano dei danni enormi ai sogni ed alle idee.

"Lei vuole davvero essere il nuovo 'presidente della guerra'? Se lei andra' a West Point domani notte e annuncera' che vuole incrementare, invece di ritirarle, le truppe in Afghanistan, lei diventera' il nuovo presidente della guerra", "Con un solo discorso, domani, lei potra' trasformare una moltitudine di giovani, che sono stati la spina dorsale della sua campagna elettorale, in cinici disillusi. Potra' insegnargli che quello che hanno sempre sentito dire e' vero e cioe' che tutti i politici sono uguali",

…Il suo mestiere non è obbedire ai generali. Siamo un governo retto da civili. NOI diciamo ai capi di stato maggiore riuniti cosa fare, non il contrario. È quello che volle il generale George Washington. È quello che il presidente Truman disse al generale MacArthur quando MacArthur voleva invadere la Cina. «Lei è licenziato!» disse Truman, e così fu.
Lei avrebbe dovuto licenziare il generale McChrystal quando la scavalcò andando a dire alla stampa quello che LEI doveva fare…

…Presidente Obama, è ora di tornare a casa. Lo chieda ai suoi vicini di Chicago e ai genitori dei giovani che combattono e muoiono. Pensa che diranno: «No, non ci serve l'assistenza sanitaria, non ci servono i posti di lavoro, non ci servono le case. Vada avanti, signor presidente, spedisca la nostra ricchezza, i nostri figli e le nostre figlie oltremare, perché neanche a noi servono»?
Che cosa farebbe Martin Luther King Jr.? Che cosa farebbe sua nonna? Non invierebbero dei poveri a uccidere altri poveri che non rappresentano per loro alcuna minaccia. Non spenderebbero miliardi, triliardi per fare la guerra mentre i bambini americani dormono per la strada e si mettono in fila per un tozzo di pane.
Tutti noi che abbiamo votato e pregato per lei, e pianto la notte della nostra vittoria, abbiamo sopportato un inferno orwelliano di otto anni di crimini commessi nel nostro nome: tortura, rendition, sospensione dei diritti. Sono stati invasi paesi che non ci avevano attaccato, interi quartieri sono stati fatti saltare in aria perché Saddam «poteva» essere lì (ma non c'era mai), in Afghanistan sono stati compiuti massacri durante festeggiamenti di matrimonio. Siamo stati a guardare mentre centinaia di migliaia di civili iracheni venivano massacrati e decine di migliaia dei nostri coraggiosi giovani, uomini e donne, venivano uccisi, mutilati, o sottoposti a torture mentali: il terrore assoluto che facciamo fatica a immaginare…

 

 
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