Community
 
Deminovel
   
 

Grazie, Libero!

Libero Gold User

 

Il mio riflesso

Moi

 

Demetrio dai capelli verdi - Il booktrailer



DI COSA PARLA?

Nel pieno degli anni Sessanta dell'Ottocento, in un paese che sull'esempio occidentale guarda con curiosità alle nuove scienze e alle novità della tecnica, ma che ancora si dimostra visceralmente attaccato alle credenze, alle voci e ai fantasmi della terra più profonda, il pittore Joan Marcel incontra Demetrio.

Demetrio ha i capelli verdi e la pelle bianchissima, che al sole si adorna di misteriosi segni e ghirigori che ricordano i tatuaggi tribali di certe popolazioni dei Mari del Sud.
Il rapporto tra i due uomini è particolare e assai chiacchierato, ma la novità di un nuovo incontro, quello con una "rosa", predetto da una gitana, incrinerà l'armonia della loro fratellanza; le strade di Demetrio e di tutti coloro che fanno parte della sua vita si scinderanno, conducendo a destini incrociati e conseguenze sconvolgenti.

Per saperne di più, clicca
QUI !

 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2013 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 
Creato da: Deminovel il 20/06/2011
Parole al vento, in giro per il mondo, alla ricerca di uno spazio che sia tondo

 

 

L'idiota, di Dostoevskij - incipit

Post n°195 pubblicato il 13 Giugno 2013 da Deminovel
 

In questi giorni sto leggendo L'idiota, uno dei "cinque elefanti" di Dostoevskij, ovvero uno dei cinque grandi romanzi dello scrittore russo

Una lettura impegnativa, nella quale vivono personaggi intensi, affrontate tematiche attualissime ancora oggi - come sempre, del resto, nei libri di questo autore classico.

Non mi dilungo troppo nel parlarne, anzi mi fermo già qui!

Vorrei però stuzzicare la tua curiosità invitandoti a leggere l'incipit del romanzo - però ti avverto, è un romanzo di oltre 800 pagine.
Accetti la sfida?

 

Dostoevskij

Alla fine di novembre, durante il disgelo, il treno della linea ferroviaria Pietroburgo-Varsavia si andava avvicinando a tutta velocità, verso le nove del mattino, a Pietroburgo. L’umidità e la nebbia erano tali che s’era fatto giorno a fatica; dai finestrini del vagone era difficile distinguere alcunché a dieci passi a destra e a sinistra.
Fra i passeggeri c’era anche chi tornava dall’estero, ma erano affollati soprattutto gli scompartimenti di terza classe, pieni di piccoli uomini d’affari che non venivano da troppo lontano. Tutti, com’è logico, erano stanchi, gli occhi appesantiti per la nottata trascorsa, tutti infreddoliti, i visi pallidi, giallastri, color della nebbia.

(Traduzione: Licia Brustolin)

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Intervista a Emiliano Reali

Post n°194 pubblicato il 05 Giugno 2013 da Deminovel
 

E si torna, si torna sul blog dopo più di una settimana di assenza, un'attesa lunga, ma tu, caro visitatore casuale - oppure tu, caro abitué di questo spazio di colori e parole e immagini in movimento - che stai leggendo queste righe, forse già saprai quanto mi piace farmi attendere... ovviamente sto scherzando, ma un po' di attesa, diciamolo sottovoce, ci vuole ogni tanto, specie poi in una società come questa, reale dal risvolto virtuale (blog, siti internet e social-network e applicazioni per telefonini, no?) dove tutti vanno di fretta, tutto e subito... carpe diem, direbbe qualcun altro. Sì, giusto, carpe diem, ma non sempre, e senza ansie.

Bando però ora alle chiacchiere, lascio la parola a Emiliano Reali, che torna in questo 2013 con il suo nuovo libro, Ordinary, riedito da DEd'A Edizioni. Sì, hai letto bene. Riedito. Perché Ordinary è stato il romanzo d'esordio di Emiliano, uscito per la prima volta nel 2004, divenuto spettacolo teatrale nel 2008...

Bene, ok, mi dicono dalla regia che mi sto già dilungando...
Passiamo subito a questo appuntamento speciale, un'intervista nuova e interessante, uscita proprio IN QUESTO MOMENTO su Art-Litteram, portale web di cultura con il quale collaboro.

Puoi leggere l'articolo cliccando qui!

 

Copertina del libro

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Poeti di schegge

Post n°193 pubblicato il 27 Maggio 2013 da Deminovel
 

POETI DI SCHEGGE

A noi due

- poeti di schegge -

che dei dialoghi spezzati,

dei numeri di vetro

- giocolieri nell'animo -

in un circo domestico

di menzogne

ce ne infischiamo.

 

Meglio i focolari spenti,

mansueti come leoni antichi

- stanchi e quieti,

un poco arrangiati.

 

Noi, che non ci parliamo

- succhiamo silenzi e mai e poi mai,

nei bassorilievi di un'idea,

strilliamo inespressivi

- ma siamo goliardici nelle stanze

dei nostri castelli di carta

incrollabili,

luogo d'incontro

di correnti soffiate

da cerchi di labbra filosofe.


 

Marco Mazzanti

 

 

 

Libecciata - Giovanni Fattori (1885)

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Jukebox

Post n°192 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Deminovel
 



(video preso da youtube)


I used to see the night so anxious, but now I know
The only thing it ever taught me was a grand illusion
That comes and goes, the city blanketed of snow

What if we die, no end and no conclusion
How could you smile, just walk away
Well I don't know
I don't know

I met you at the railroad station, now years ago
And something happened on the night I last drank with you in the neon glow
Now I don't see you anymore

The Midwestern sky, is gray and cold
The sun never shines, but that's alright
And I couldn't find the letters that you wrote me
What did you write? Where'd you go, well I don't know No

Take a little time gonna roll the dice
Taken for a ride, any normal life will do, do
Find another way, try to break the ice
Every day and night, the banana peels were true

True

Band Of Horses: Blue Beard — Testo canzone | LyricsKeeper http://lyricskeeper.it/it/band-of-horses/blue-beard.html#ixzz2U8Id5kMJ

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Wisława Szymborska

Post n°191 pubblicato il 18 Maggio 2013 da Deminovel
 

CONVERSAZIONE CON UNA PIETRA, di Wisława Szymborska

 

Busso alla porta della pietra
- Sono io, fammi entrare.
Voglio venirti dentro,
dare un’occhiata,
respirarti come l’aria.

- Vattene – dice la pietra.
Sono ermeticamente chiusa.
Anche fatte a pezzi
saremo chiuse ermeticamente.
Anche ridotte in polvere
non faremo entrare nessuno.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Vengo per pura curiosità.
La vita è la sua unica occasione.
Vorrei girare per il tuo palazzo,
e visitare poi anche la foglia e la goccia d’acqua.
Ho poco tempo per farlo.
La mia mortalità dovrebbe commuoverti.
- Sono di pietra – dice la pietra
- E devo restare seria per forza.
Vattene via.
Non ho i muscoli per ridere.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
mai viste, belle invano,
sorde, senza l’eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.

- Sale grandi e vuote – dice la pietra
ma in esse non c’è spazio.
Belle, può darsi, ma al di là del gusto
dei tuoi poveri sensi.
Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
ma tutto il mio interno è girato altrove.

Busso alla porta della pietra
- Sono io, fammi entrare.
Non cerco in te un rifugio per l’eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.
Il mio mondo è degno di ritorno.
Entrerò e uscirò a mani vuote.
E come prova d’esserci davvero stata
porterò solo parole,
a cui nessuno presterà fede.

- Non entrerai – dice la pietra.-
Ti manca il senso del partecipare.
Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
Anche una vista affilata fino all’onniveggenza
a nulla ti servirà senza il senso del partecipare.
Non entrerai, non hai che un senso di quel senso,
appena un germe, solo una parvenza.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Non posso attendere duemila secoli
per entrare sotto il tuo tetto.

- Se non mi credi – dice la pietra-
rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.
Chiedi a una goccia d’acqua, dirà come la foglia.
Chiedi infine a un capello della tua testa.
Scoppio dal ridere, d’una immensa risata
che non so far scoppiare.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
- Non ho porta – dice la pietra.

 

Wisława Szymborska, ritratto

(immagine presa dal web)

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

In compagnia di Barbara Bracci

Post n°190 pubblicato il 10 Maggio 2013 da Deminovel
 

Un venerdì in compagnia di Barbara Bracci, ospite qui sul mio blog.
Di lei io e dj Pamy abbiamo letto numerose poesie durante gli appuntamenti in radio di Book Book 7tè, in onda ogni domenica alle 16:50 su RadioPunto, dopo la trasmissione Ci vediamo alla radio!


Barbara Bracci è nata in Umbria nel 1983. La raccolta di poesie  Libra (Albatros Il Filo, 2008) è la sua opera prima; suoi componimenti sono stati selezionati e inseriti in antologie e molti altri scelti dalla giuria di prestigiosi premi letterari.
Alla poesia ha dedicato la sua tesi di laurea magistrale, ovvero uno studio sperimentale intitolato "Poesia e marketing in Italia: problemi e prospettive" sulla quale è stata di recente intervistata da Anna Maria Farabbi per "Carte Sensibili".


Foto di Cristiano Pelagracci

Nella sua vita artistica, prende parte a letture pubbliche, in qualità di partecipante, giurata, lettrice, organizzatrice.
Ha collaborato a progetti letterari come il sito "Vir-Us" e "La Biblioteca d'Oro". Cura, per il portale Umbriatouring, la rubrica "I luoghi della poesia".
Recentemente ha scritto la prefazione della silloge Inchiostri di Andrea Biscaro (LietoColle, 2012). Dall’aprile 2013 collabora con "Collettivo Idra", per il quale cura la rubrica "VersiEletti", e con Radiophonica.com, curando insieme a Costanza Lindi la finestra poetica del programma radiofonico "Il Biblioteradio".
Il suo blog personale è http://poesiabar.wordpress.com, un caffè virtuale dove si parla, ovviamente, di poesia.




Foto di Cristiano Pelagracci

 

DONNA LUNA

Il giorno ha le guance rosse
ha appena fatto l’amore.
La luna
sùbito
gonfia il pancione
e mentre canta
ninnenanne e storie
in cinque parole
dà alla luce il buio.


(Dall’antologia “Otto poetesse per otto poesie”, Bertoni, 2013)

 

MENTRE LEGGO

Tra le pagine, protetta,
trovo un tetto al mio lamento,
inchiostro, succo, unguento
di quella mora ancora sospesa
nel chiostro, sua antica dimora.    
Funereo nero di seppia ignota,
che mai è stata, se non di carta.                                                                                                                       
Caffè che avanza e si compatta
in forma di parola. Respiro l’aroma.
Pupilla scura che dal nero affiora,
io la divoro, lei mi divora.   
Nella pagina che gira,
il brivido, discreto,
della vita.    

 

VITA

Spiro e Ispiro
Un soffio, un vento
Da fuori
Da dentro
S’incontrano
Nel centro
Scintillando
La vita,
D’incanto

Tratta da Libra (Il Filo, 2008)

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Estate bizantina

Post n°189 pubblicato il 02 Maggio 2013 da Deminovel
 


Utero di una primavera medievale


                                                                           laddove il sole si cinge di zagare

                                                
                         fiorisce l'estate bizantina


          di me geroglifico sulla sabbia in emisferi di clessidre randagie



          le braccia aperte

                                       così a formare una croce di muscoli nuda 


                                                                                               bianchissima 


                                                                                                                                                 trasparente


                              Che la luce mi estingua



                                                                         Mi assorba




                                                                      Mi faccia volare




 


Marco Mazzanti

 

Foto presa dal web -

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Prima Ragunanza

Post n°188 pubblicato il 26 Aprile 2013 da Deminovel
 
Tag: Alessandro Bellomarini, Alessandro Moschini, Alessio Miglietta, Ambasciata di Svezia, amore, Andrea Lucani, Andrea Mariotti, Anna Cibotti, Anna Laura Cittadino, Annamaria Pecoraro, Annarita Mastrangelo, arte, Artemuse Editrice, Ass. Bel Respiro, Barbara Bracci, Bartolo Montanari, Carla De Angelis, Carmen Tomasi, Carmine Valendino, chat, Chiara Pavoni, cibo, Cinzia Marulli, Ciro Pinto, community, connessione, crisi, cultura, curiosità, Denis Cornacchia, dieta, dipinti, divertimento, dolci, Donatella Giancaspero, donne, Emanuela Arlotta, Emanuele Marcuccio, Emanuele Tanzilli, Erika Kamese, film, Francesca Corsanici, Francesca Di Meco, Francesco Ippolito, Franco Argenti, frutta, Gabriele Fabiani, Giacomo Zara, Gianni Di Giorgio, giovani, Giovanna Iorio, Giovanni Monopoli, Giuseppe Vetromile, gold blog, grandi successi, internauti, inverno, ipad, iphone, ipod, Irene Sparagna, leggere, Liberarte, libero gold, libri, Loredana Savelli, Lorenzo Spurio, Lucia Picotti, Maddalena Corigliano, marco mazzanti, Maria D’Ippolito, Maria Rotolo, Mario De Rosa, Maurizio Donte, moda, movie, musica, Nadezhda Slavova, Nadia Milone, navigare, Nicolò Luccardi, Osvaldo Crotti, Paolo Carlucci, Paolo Lorussi, passioni, Patrizia Portoghese, Pino Censi, poesia, poetesse, quadri, racconti, rai, Riccardo Lamperti, risparmiare, Roberta Borgianni, Roberta Marzi, Roberto Travaglini, Roma XVI municipio, romanzi, Rosellina Brun, scrittori, scrittrici, Sebastiano Impalà, sentimenti, Silvia Capponi, Silvia De Angelis, Silvio Parrello, siti, Stefano Massetani, svago, Svezia, tablet, TG3 Lazio, Tiziana Mignosa, Tomaso Binga, trailer, trailer della settimana, uomini, Valerio D’Amato, Vanessa Bonafede, vegan, Veruska Vertuani, Villa Pamphilj

Ragunanza

 

 

Domenica 28 aprile 2013 nel più grande parco pubblico della Capitale d’Italia, Villa Doria Pamphilj, a Roma, si ripristinano le “ragunanze”, i raduni degli artisti, così come S.A.R. Christina di Svezia aveva ideato per la sua Arcadia.
Quest’anno 2013 ci sarà, nell’esedra del Teatro all’aperto, nelle vicinanze della cappella Pamphilj, dalle ore 11,00 fino alle ore 16,00 circa, la I ragunanza di POESIA che si inaugura con l’appuntamento di domenica 28 aprile 2013.

Il prestigioso evento ideato da Giuseppe Lorin, ha lo scopo di presentare le originali e fervide creazioni poetiche, di chi si è accinto alla composizione della propria poesia nel ricordo dei dettami dell’Arcadia, consapevole del valore della natura, con l’intenzione di preservarla dagli avvenimenti attuali che coinvolgono, modificano, inquinano, distruggono i quattro elementi della nostra madre Terra.

I poeti del III millennio cantano il loro pensiero introdotti dal suono del corno, accompagnati dalle note del flauto traverso di Giacomo Zara, da performance mimiche del fauno, Francesco Ippolito, con maschera ed antica siringa di Pan, melodie barocche cantate dalla soprano Erika Kamese, performance canore della soprano Maria Piazza,danze primordiali a cura di Vanessa Bonafede e Silvia Capponi con le giocolerie del fuoco, dell’aria, dell’acqua, della terra a ritmo del timpano. Ospiti dell’evento Pino Censi e Chiara Pavoni.

Le poesie, scelte dal gruppo Liber@rte, composto da Elisabetta Bagli, Michela Zanarella, Andrea Leonelli, Monica Pasero, Gino Centofante e Oliviero Angelo Fuina, saranno racchiuse nel prestigioso scrigno-antologia edito da ArteMuse Editrice.
Di seguito tutti i poeti selezionati per l’antologia: Alessandro Bellomarini, Alessandro Moschini, Alessio Miglietta, Andrea Lucani, Andrea Mariotti, Anna Cibotti, Annamaria Pecoraro, Annarita Mastrangelo, Barbara Bracci, Bartolo Montanari, Carla De Angelis, Carmine Valendino, Ciro Pinto, Denis Cornacchia, Donatella Giancaspero, Emanuela Arlotta, Emanuele Marcuccio, Emanuele Tanzilli, Francesca Corsanici, Francesca Di Meco, Franco Argenti, Gabriele Fabiani, Gianni Di Giorgio, Giovanna Iorio, Giovanni Monopoli, Giuseppe Vetromile, Irene Sparagna, Loredana Savelli, Lorenzo Spurio, Lucia Picotti, Marco Mazzanti, Maria D’Ippolito, Maria Rotolo, Mario De Rosa, Maurizio Donte, Nadezhda Slavova, Nadia Milone, Nicolò Luccardi, Osvaldo Crotti, Paolo Carlucci, Paolo Lorussi, Patrizia Portoghese, Riccardo Lamperti, Roberta Borgianni, Roberta Marzi, Roberto Travaglini, Rosellina Brun, Sebastiano Impalà, Silvia De Angelis, Silvio Parrello, Stefano Massetani,Tiziana Mignosa, Valerio D’Amato, Veruska Vertuani. Nella raccolta tra i poeti ospiti: Anna Laura Cittadino, Tomaso Binga, Cinzia Marulli, Carmen Tomasi e Maddalena Corigliano. Ospite anche il giovane poeta Riccardo Fiorani.

L’appuntamento sarà presso l’antica vaccheria dei Pamphilj con ingresso in Via Vitellia, 102 – Roma – Domenica 28 aprile 2013 alle ore 11,00 per incamminarci in gruppo verso l’esedra del giardino del Teatro, luogo dell’evento di Poesia.

All’evento hanno dato il loro patrocinio il Comune di Roma Capitale XVI Municipio, l’Ambasciata di Svezia, Coltivo Cultura, Ass. Bel Respiro.

L’evento sarà ripreso dalla troupe del TG3 Regione Lazio.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Intervista ad Andrea Gentile

Post n°187 pubblicato il 21 Aprile 2013 da Deminovel
 

Una nuova intervista, e stavolta ho il piacere di ospitare qui, sul mio blog, Andrea Gentile, giovane autore che ci parla della sua scrittura e del suo romanzo "L'impero familiare delle tenebre future", libro uscito nel 2012, edito da Il Saggiatore.

E' un romanzo che sa distinguersi fin da subito; uno stile, quello che intride le pagine, che è un vero e proprio vortice di parole in corsa, un racconto che si veste di poesia torbida, assonanze ancestrali, nonché un periodare rarefatto, a tratti misticheggiante, oserei definirlo - perché sì, è così, una continua reazione chimica di immagini che mutano nella mente del lettore il quale, al termine della lettura, si trova quasi sconcertato innanzi a questo susseguirsi di vicende surreali, sogni contaminati d'incubo, visioni, un viaggio nella psicosi di una donna alla ricerca di sua madre sullo sfondo del dolore di Papa R, agonizzante; l'Italia soffre, Masserie di Cristo è una minuscola frazione di questo paese, poche case, una strada che si snoda lungo una campagna mostruosa: lo scenario principale, ma tra le righe sembra esserci molto altro... ma ecco, lascio che sia ora lui, l'autore del romanzo, a parlare.

Andrea Gentile


Vorrei domandare a Andrea Gentile come ha vissuto la composizione - sottolineo composizione, quasi nell'accezione musicale del termine, e leggendo L'impero familiare delle tenebre future capirete il perché - di questo interessante romanzo.


Ho vissuto sin da subito questo libro come un’eiezione; non sapevo dove sarei andato, volevo toccare alcuni punti  - il corpo, la dissipazione, la madre, l’io ossessivo etc. – e vivere l’esperienza immersiva in una lingua di cui io stesso che la componevo non ero a conoscenza.

 

Andrea Gentile e il suo rapporto con la scrittura. (E con la lettura, perché vorrei domandarti, a questo punto: che lettore è, Andrea Gentile?)


Su questo punto, quando ne avrò la forza e la conoscenza (tra cinquant’anni?), vorrei scrivere un libro. È una domanda che ogni scrittore si fa ogni giorno. Molto in sintesi: la scrittura è una lotta, con te stesso, con il tempo, con lo spazio. Con una zona dell’io che non conosci, e che devi esplorare con la lente di ingrandimento. Che devi dissotterrare. Hai presente quando con il coltellino scavi le forme di grana? Quella mi sembra la scrittura, oggi almeno. E mi pare che paragonare i propri segmenti interiori a frammenti di grana sia anche rendere onore all’essere umano. Scrivere poi è anche una lotta con il frigorifero, con la nutella, con il vino, con Facebook, con tutto il resto. 

 

Una domanda che mi piace molto porre, che non tutti sempre capiscono, ma il bello è anche in questo, nella libera interpretazione della domanda stessa - ovvero: i tuoi colori, i colori di Andrea Gentile, quelli della sua scrittura?

Mi piacciono i colori vivaci, il rosso, il giallo, l’arancio. È intrigante e allo stesso tempo sconfortante notare quanto si cambi. Di recente ho comprato diversi indumenti marroni o grigi. Non vorrei che fosse il primo e definito segnale di adultità.

 

Ricollegandomi un po' alla prima domanda, vorrei chiederti se c'è un passo o un'immagine del tuo romanzo a cui sei particolarmente legato.

Affettivamente, forse sì: si tratta di una canzoncina, una nenia, dal titolo «Un bel giorno Giacomino», che mia nonna cantava sempre ai nipoti. Non ricordavo bene il testo, e allora ho telefonato a un mio cugino più giovane che la sapeva alla perfezione. Mi è sembrato un modo di fortificare una rete di affetti, e mi sono anche illuso che le giungessero queste vibrazioni.

 

Questo paese, che è Italia. Si dice che si legga poco, ma che di contro si scriva tanto. Cosa ne pensi? Luogo comune o triste quanto paradossale realtà?

Non è un luogo comune, a mio parere. Che si scriva tanto sta anche nella natura umana: provare a suonare il violino ci mette subito di fronte ad alcuni ostacoli pratici: dove compro un violino, dove trovo un insegnante economico, e poi come si tiene l’archetto, quali sono le note. Per scrivere basta un foglio di carta, o un pc. Ma il problema principale mi pare, tra i tanti, che si legga poco e che si legga male (anche a causa dell’appiattimento generale imposto dai grandi editori oramai da decenni: ci fu un momento in cui tra i libri più venduti c’erano Ragazzi di Vita e il Pasticciaccio e il pubblico italiano non era più colto di oggi). E poi è un paese senza memoria, senza condivisione. Esclusi critici e qualche funzionario editoriale, quanti si sono accorti che negli ultimi anni sono morti scrittori immensi come Zanzotto, Pagliarani, Giudici, Consolo?

 

Libri cartacei e libri digitali. Acerrimi rivali o alleati, secondo Andrea Gentile?

Il digitale è un fatto, e muterà la storia umana, coinvolgendo le neuroscienze e l’antropologia. Bisogna sostenerlo, e gli editori che lo trattano come nemico, a mio parere, vanno verso il suicidio.

 

Progetti in campo?

Sì, a breve aggiornamenti, spero.

 

Intervista a cura di Marco Mazzanti

Copertina del libro

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Un dipinto per sorridere e sognare

Post n°186 pubblicato il 18 Aprile 2013 da Deminovel
 

Un dipinto di Maxfield Parrish per sorridere e sognare, in attesa di una nuova e interessante intervista - stavolta proprio qui, sul mio blog!


Maxfield Parrish - The Lantern Bearers (1908)

(immagine presa dal web)

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »
 
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

fabyob80DIAMANTE.ARCOBALENORosaOrnellaLadyAileenDeminoveljoe.lakeinfoigiseinelkuoreMakeUplandiapalma99prbfinancialfictriesteFotoGrafiximpelgionicola63m
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
 

Un romanzo che consiglio

L'idiota