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Demetrio dai capelli verdi - Il booktrailer



DI COSA PARLA?

Nel pieno degli anni Sessanta dell'Ottocento, in un paese che sull'esempio occidentale guarda con curiosità alle nuove scienze e alle novità della tecnica, ma che ancora si dimostra visceralmente attaccato alle credenze, alle voci e ai fantasmi della terra più profonda, il pittore Joan Marcel incontra Demetrio.

Demetrio ha i capelli verdi e la pelle bianchissima, che al sole si adorna di misteriosi segni e ghirigori che ricordano i tatuaggi tribali di certe popolazioni dei Mari del Sud.
Il rapporto tra i due uomini è particolare e assai chiacchierato, ma la novità di un nuovo incontro, quello con una "rosa", predetto da una gitana, incrinerà l'armonia della loro fratellanza; le strade di Demetrio e di tutti coloro che fanno parte della sua vita si scinderanno, conducendo a destini incrociati e conseguenze sconvolgenti.

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Recensione - "Gli infiniti volti dell'amore"

Post n°112 pubblicato il 26 Maggio 2012 da Deminovel
 

Gli infiniti volti dell'amore

Gli infiniti volti dell'amore
, di Patrizia Palese e Claudio Barbero, edito da Linee Infinite, è una silloge di ventitré racconti attraverso i quali i due Autori ci offrono un'ampia visione di quel grande sentimento che anima di giorno in giorno le nostre esistenze: l'Amore. 
L'amore intenso non solo come l'affetto nei confronti del proprio partner, dunque la carica sessuale, la passione, i baci, le prodezze... No! Perché l'Amore è questo, certo, ma anche e sopratutto - intendendolo come un grande universo che ingloba al suo interno milioni di galassie, quelle dell'animo umano - molto altro: l'Amicizia, come in "Le amicizie colorate", ovvero la storia di un uomo e una donna legati da un sentimento di transito tra l'amore tradizionalmente visto e l'amicizia vera a propria; il Coraggio, quello di una madre timorosa di essere diventata tale, con le sue responsabilità, in "Solo un sorriso piccolo"; la Resipiscenza, in "La macchina del tempo", dove c'è un uomo che, di fronte alla carriera, sceglie la Famiglia riconoscendo i propri sbagli; la Vita, in "La profezia", in cui gli incontri non avvengono mai per caso; ma anche, come la luna, che mai mostra il suo lato nascosto, l'Egoismo, come quello di Carlo e il suo voler essere al primo posto innanzi a tutto e a tutti, in "Io"; o la Paura, in "Eros e Thanatos", quando l'Amore diviene Odio, e l'Amicizia diviene l'arma più potente per contrastarlo, ovvero la vicinanza di due amiche - di due Donne - sincere.

Parlare di Amore sembra la cosa più semplice del mondo, ma non è così. Perché quando si tratta di pubblicazioni che hanno come argomento principale l'Amore - che siano racconti, poesie o romanzi - si storce spesso il naso, si tende subito a pensare che amore, e dunque tutto ciò che di esso tratti, sia avvolto in una melassa di luoghi comuni, costretto un'etichetta di storie di dubbia qualità.
Non è il caso di questi racconti, non in linea di massima.
Due Autori, un uomo e una donna, due polarità alternate, delle quali Patrizia Palese è la più intensa, devo dire.
L'ultimo racconto, non posso non parlarne, quello che dà il titolo alla silloge, vede protagonista una donna, Olga Longoni, attrice che per Amore verso se stessa e il palcoscenico si è sottratta, per gran parte della sua vita - e sembra ormai essere troppo tardi - a un altro, forse ben più importante, Amore, quello nei confronti un uomo, quello verso la vita al di là del sipario, degli involucri dei personaggi che di volta in volta lei ha interpretato con enorme successo.
Una storia breve che vale quasi come un intero romanzo, questo "Gli infiniti volti dell'amore" ma anche gli altri racconti, di minore spicco, più semplici, forse, ma pregevolissimi, scritti sempre e comunque con grande mestiere nella prosa e abilità e ritmo nei dialoghi, questi tutti ben assai ben concegnati, mai scontati, oserei dire addirittura - in senso buono - televisivi, poiché prestabilissimi, a mio giudizio, a una eventuale trasposizione sul grande e piccolo schermo.

I racconti di Claudio Barbero sono interessanti e piacevoli - molto toccanti "Clochard" e "Il fato, la scelta, il destino" - seppur lo stile sia molto lineare e semplice rispetto a quello elaborato e minuzioso della collega, con trame sovente condite di prevedibili paesaggi, che nel complesso non rendono giustizia a una scelta coraggiosa come quella di voler dedicare un'intera raccolta al sentimento dell'Amore.

Marco Mazzanti

 
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"Mi inoltro"

Post n°111 pubblicato il 23 Maggio 2012 da Deminovel
 

Privo di sensi, un sogno d'aprile resinoso d'ombre flaccide, di ascelle nude, mi inoltro, inalando imbarazzi di vanità sudate, arcuando schiena e braccia: 

                                                                                                                                           ...sono, agli occhi dei volatili, una 
Y...


Movimento come di occhi su uno specchio incrostato di riflessi cedevoli, la tua carezza; 
è poi umida l'impronta di un bacio laddove palpita la carne del mio cuore circonciso.

Marco Mazzanti


Gli amanti (Egon Schiele)

(immagine presa dal web)

 
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Intervista a Emanuela Arlotta

Post n°110 pubblicato il 21 Maggio 2012 da Deminovel
 

Non c'è modo migliore di iniziare una nuova settimana con una nuova intervista. Tu che ne pensi?

Intervista a Emanuela Arlotta


La Sfera
(immagine presa dal web)


Emanuela Arlotta, un nome che si è affermato nel web, ormai da un anno a questa parte, nei colori e nei versi della raccolta poetica "Volodeisensi" (ilmiolibro.it). Di quest'anno, invece, è "La Sfera" (ilmiolibro.it), un'immersione, stavolta, nel cosmo della narrativa. Citando un passo di una delle recensioni più recenti, scritta dalla professionale penna di Rosaluna, leggiamo: "Leggendo “La sfera” di Emanuela Arlotta mi sono accorta che è proprio così!
Questo romanzo, al quale si accompagnano diversi altri brevi racconti, rivela fin da subito la profonda sensibilità con la quale l’autrice ha saputo dipingere quell’aspetto umano che solo ed unicamente una donna può descrivere e sentire fino in fondo: l’amore materno."
Ebbene, Emanuela, eccoci qui. Parliamo un po' di te, della tua scrittura, del tuo universo emozionale.

Ciao Marco, intanto ti ringrazio sinceramente sia per l’intervista che per le domande così profonde e stimolanti, perfettamente in linea con la tua sensibilità e acutezza! 
Il mio universo emozionale è sempre stato molto vivo e vivace, non ha subito l’erosione del tempo, ha resistito a tante vicende, si è arricchito, nonostante la sofferenza che il crescere porta con se. Questa mia fonte interiore è la mia guida, contiene l’acqua a cui attingo quando scrivo, è la sorgente che mi rende viva. Scrivere è trasmettere emozione, travolgere il lettore con il proprio universo personale, raccogliere la sua anima e soffiarla con leggerezza e amore in un mondo lontano, a volte irreale, quello della propria interiorità. Questo è per me scrivere. Non a caso spesso nei miei racconti non c’è una collocazione reale dei protagonisti, un po’ come anche nelle poesie o nelle favole. Le storie che racconto potrebbero avvenire in ogni luogo, ciò che è reale e tangibile e assimilabile al quotidiano risiede nel messaggio, nel sentire del personaggio, nella situazione in cui è calato. Forse, come mi ha detto una volta un’amica , nascendo poetessa sono abituata a guardare dentro piuttosto che all’esterno. Ma questo fa parte del mio modo di essere, e la mia scrittura mi rispecchia completamente.


"Volodeisensi" non è solamente una delicata silloge di poesie, ma anche una community in crescente espansione. Com'è nato questo progetto?
Questo progetto nasce dal mio amore per la scrittura e per l’Arte in genere. Ho voluto utilizzare un mezzo che conosco bene, la tecnologia, per renderlo utile alla trasmissione di emozioni. Ho voluto creare un luogo in cui ognuno potesse esprimersi nel modo che ritiene più affine alla propria personalità. Per questo accanto alla possibilità di inserire poesie e racconti, ho aggiunto l’inserimento di articoli, appunti di viaggio, di fotografie, di video, di recensioni, frasi, eventi, l’opportunità di trasmettere in diretta web degli eventi letterari. Insomma ho voluto creare un piccolo ‘universo emozionale’, come lo hai definito tu, condivisibile sui social network. Un connubio tra Arte e modernità. E ancora più moderno e meravigliosamente riuscito è il progetto di affiancare alla community letteraria anche un Magazine sfogliabile online. Un pozzo ricco di contenuti interessanti sull’Arte e sulla creatività in tutte le sue sfaccettature, una rivista telematica che sta crescendo a vista d’occhio, forse più di quanto mi sarei mai aspettata!


La copertina de "La Sfera" è un bellissimo dipinto di Niccolò Pizzorno. Scrittura e Pittura si mescolano, e l'Arte in fondo è questo: condivisione, miscela, entropia di colori, confronto. Sei d'accordo?
Perfettamente d’accordo con te. Questo è il principio alla base dei miei progetti. Mescolare e scoprire l’Arte a 360 gradi. L’Arte, per me, è emozione, condivisione, trasmissione, a prescindere da mezzo utilizzato che può essere la scrittura, la pittura, la scultura, la fotografia… Tutte le tecniche artistiche hanno lo stesso scopo: far conoscere il proprio pensiero, far vivere ad altri il proprio vissuto, il proprio sentire.


Un colore, Emanuela. Un colore che rappresenti in qualche modo il tuo ultimo libro.

La Sfera ha dei toni tenui, delicati, ma non per questo privi di pathos. Direi che un solo colore sia poco per rappresentare questo libro, ogni racconto ha tonalità diverse, ma mai troppo forti. L’impronta del mio raccontare, in questa raccolta, è delicata e variegata.


L'Italia. Un paese dove si legge poco, ma dove di contro si scrive tanto, forse troppo. Triste quanto realtà o bieco luogo comune? Tu cosa ne pensi?

L’Italia è lo specchio della cultura che viene trasmessa dai genitori ai figli e dagli insegnanti agli alunni. Spesso i bambini che non amano leggere sono figli di genitori che non leggono. E ancora più spesso vedo insegnanti che non amano la loro professione e non ne comprendono il valore, che raccontano la letteratura senza entusiasmo senza trasmettere ai piccoli lettori ciò che si nasconde dietro ad uno scritto. La poesia, quindi, diventa solo un insieme di parole da imparare a memoria e non il risultato di una sofferenza profonda o di un pensiero filosofico. Ricordiamoci che i bambini di oggi saranno gli adulti di domani e che abbiamo TUTTI un compito di fondamentale importanza : insegnare ai piccoli l’entusiasmo, l’amore, insegnargli a coltivare i sogni e a non lasciarsi addormentare dalla tv o dal trash di cui siamo circondati. Un buon libro apre la mente all’immaginazione e permette al pensiero di sopravvivere alla pubblicità e alla falsa propaganda. Quindi rendiamoci attivi e partecipi nel cercare di creare un mondo diverso e migliore. Lamentarsi nelle mura di casa non serve a molto se poi si accetta passivamente tutto ciò che ci viene propinato. Un popolo che non pensa è facile da assoggettare.


Finora hai deciso di autopubblicare i tuoi scritti. Quale pensi sarebbe la tua reazione se ricevessi un contratto di edizione?
Si, finora ho auto pubblicato e auto pubblicare non è così semplice come si pensa. Ci si mette in gioco completamente, senza il filtro di un editor che, a volte, può anche stravolgere e riscrivere delle parti di un libro dello scrittore seguito. Trovo che raggiungere una casa editrice seria, senza richiesta di contributi e veramente interessata ad un autore sia un’ impresa titanica! Mi farebbe piacere se la casa editrice in questione scegliesse i miei scritti e credesse davvero in me. Sicuramente cercherei di dare il meglio, come sempre faccio quando svolgo un’attività che amo.


Progetti in campo?
I miei progetti nascono giorno dopo giorno, a volte sono la normale evoluzione di altri piccoli progetti. Sicuramente portare avanti il Magazine, creare delle opportunità per gli scrittori e per i poeti e continuare a coltivare la mia Arte sperando che un giorno venga compresa davvero! Stiamo lavorando per dare la possibilità agli autori di farsi conoscere dal pubblico, per continuare a trasmettere il nostro Volo dei Sensi!


Marco Mazzanti

 
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Appuntamenti

Post n°109 pubblicato il 19 Maggio 2012 da Deminovel
 

Non mancare, questo pomeriggio, alle 18:30!
Al N'Importe Quoi, caffè letterario di Roma, presenterò il romanzo "Come Orfeo", di Patrizia Palese.

Locandina

Di cosa parla Come Orfeo?

Come Orfeo, opera prima di Patrizia Palese per i tipi della casa editrice Gruppo Edicom. 
Delicato è il profumo degli agrumi: prendi una scorza, la strofini sulla pelle, ed ecco un'essenza difficile da dimenticare, impossibile da amare - rimane impressa, sorprendendoci ogni volta, come se fosse la prima. 
L'Autrice ci prende per mano e ci guida, di capitolo in capitolo, lungo le strade di uomini e donne di tutti i giorni (o quasi), anime che palpitano e che ci parlano con la schiettezza di un amico sincero e premuroso, che vuole il nostro bene, anche a costo di deluderci. 
Come Orfeo è una storia sapientemente scritta che narra di sentimenti, di piccoli e preziosissimi momenti che credevamo aver scordato, ma soprattutto di scelte. Scelte di vita.

Vicini al giorno del loro matrimonio, Giulio e Laura decidono di acquistare un appartamento, e la scelta cade su una casa coi mandarini. Sembra essere l'occasione della loro vita, tutti i loro sogni sono finalmente sul punto di concretizzarsi, ma il destino, i tumulti del cuore e i ripensamenti gettano ombre sulle luci del loro futuro. Ombre che smussano gli angoli, offuscano i colori. 
Qual è il ruolo delle persone che ci sono accanto, nella nostra vita? Chi dice che le persone sbagliate portino solamente dolore? 
Orfeo troverà la sua Euridice?

Interrogativi che troveranno una risposta solamente fra le pagine di questo bel romanzo, che piacerà a chi desideri immergersi in una lettura autentica e trascinante.

Recensione di Marco Mazzanti


Ma non finisce qui!
Non mancare nemmeno domani al consueto orario sulle frequenze di RadioPunto - La radio dell'altomilanese!
Andrà infatti in onda,  alle 16:53, la quinta puntata di Book Book 7tè, la rubrica gestita da me - in collaborazione con dj Pamy.

Per saperne di più, clicca qui!

 
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Evento - Presentazione del romanzo "Come Orfeo" (Gruppo Edicom), di Patrizia Palese

 

Lettori allo specchio - 6° puntata!

Post n°107 pubblicato il 13 Maggio 2012 da Deminovel
 

Lettori allo specchio - e siamo ormai alla sesta puntata!
Sono davvero contento del successo che sta riscuotendo questa rubrica!

Immagina: un labirinto costruito con centinaia, migliaia, centinaia di migliaia, milioni di libri! Un labirinto di libri, alcuni aperti, altri chiusi; alcuni dritti, altri divelti, inclinati, capovolti, sospesi in aria che galleggiano tra le nuvole, alcuni polverosi, consumati, altri intonsi, come nuovi; torri, scalinate, lastricati, loggiati... Insomma, tutto, immensamente, rigorosamente, di libri!

Labyrinth
(immagine presa dal web)

Al centro del labirinto domina un grande tomo, l'Odissea, tra le pagine uno specchio, e in questo specchio un riflesso, quello di un lettore. Sei tu!

INTERVISTA A LAU RA (LAURA RUGGIERO)

1 - Chi vedi, esattamente, riflesso nello specchio? Che lettore sei?
Riflessa nello specchio vedo una donna curiosa. La curiosità per la cultura è tutto. Una fonte a cui attingere perennemente e che ti porta a viaggiare, spaziare tra autori differenti, famosi o meno. Dietro ogni scrittore degno di questo titolo c'è un mondo da scoprire, una psicologia da interpretare ed una fantasia davanti la quale rimanere incantati. Però sono selettiva e non ho problemi ad affermare che molti autori di oggi non sono degni di essere definiti tali, pur vendendo migliaia di copie.


2 - La lettura, per te, che cos'è?
La lettura per me è evasione. E' scoperta. E' abbandonarsi in un universo parallelo rispetto al proprio, in cui spesso si smarriscono le proprie convinzioni per costruirne di nuove. Decostruzione ed arricchimento spirituale, perchè c'è sempre da imparare.

3 - I tuoi libri della tua vita, quelli da cui non ti separeresti mai, le emozioni che ti hanno suscitato, le risate, le lacrime, le riflessioni. Scegline tre e parliamone.
Al primo posto sul podio metto, senza dubbio, "Lupo della steppa" di Hermann Hesse. Un romanzo intenso, un crescendo di sensazioni contrastanti, come la bipolare vita del protagonista Harry Haller. Le splendide descrizioni di ambienti e personaggi rendono al lettore l'impressione di trovarsi in un quadro dipinto a tinte forti, che diventa sempre più nitido nei suoi contorni nello svolgersi dell’intreccio narrativo, fino ad esplodere nella sua violenta realtà. Un senso di alienazione profonda pervade questo lavoro di Hesse, alla quale mi sono sentita molto vicina nel periodo in cui l'ho letto. Una ricerca continua, segnata dall'autodistruzione sentimentale, che culmina con una lezione che tutti dovrebbero cogliere, me compresa: prendere la vita con ironia, unica via che ci può salvare. Insomma, un romanzo che ti scava dentro fino alle lacrime, poichè porta a galla tutte le tue debolezze.

Al secondo posto della mia personalissima top three c'è "Tuttalpiù muoio" di Filippo Timi ed Edoardo Albinati. L'autobiografia di Timi, che diventa Filo, ragazzo mezzo cieco, balbuziente e gay che vive in una realtà ostile, combatte per evadervi e trovare il suo spazio di serenità e realizzazione nel mondo. Un desiderio di evasione e dolorose peripezie (seppur descritte con immancabile ironia) in cui mi identifico, senza mai smentire la mia tendenza ad amare le storie "pasoliniane" ed i personaggi disagiati, ma dal carattere d'acciaio. Che il mio sia uno spirito da crocerossina? Assolutamente sì. In ogni caso, è un romanzo che lascia ferocemente il segno.

Terzo posto: "Cronaca di una morte annunciata" di Gabriel Garcìa Marquez. Alcuni miei amici, della compagnia Giobel Teatro, stanno preparando uno spettacolo su questo testo, così l'ho riletto, dopo tanti anni. Come allora, mi sono resa conto che la cosa che più mi colpisce sono i paesaggi. Descrizioni precise che ti fanno venire voglia di acchiappare la valigia, buttarci dentro l'essenziale e prendere il primo volo per un paradiso tropicale del Sud America a scelta. Se a questo aggiungi uno studio sociologico asettico e spettacolare circa una realtà che potrebbe benissimo essere riferibile a qualsiasi piccolo paese di fine 1800, il mix è tanto grottesco da risultare un esplosivo teatro dell'assurdo.

4 - I libri. Li scegli tu, oppure sono loro a scegliere te? E in che modo?
Dipende molto dal tuo stato interiore. Penso che, in virtù di esso, si generi una sorta di guida empatica, come un terzo occhio che ti spinge verso la scelta di un romanzo o di una raccolta di poesie piuttosto che di altri. Nel mio caso, questo è successo con "Lupo nella steppa": amore già dalla prima riga.

5 - Scrittori esordienti ed emergenti, questi sconosciuti... o quasi??
Nel mio caso direi praticamente sconosciuta, fatta eccezione per i concorsi letterari a cui sono seguite delle pubblicazioni, di cui una su una rivista ungherese. Tuttavia, conosco molti emergenti validissimi che incontrano ancora molte difficoltà a districarsi nella giungla editoriale. Le grandi case editrici tendono spesso ad andare sul sicuro, puntando su quegli autori che possono assicurare ricchi introiti e si dimenticano troppo spesso di un sottobosco che ha molto da dire e da dare. Per fortuna, ultimamente la piccola e media editoria sembra si stia svegliando in questo senso, arrivando persino alla candidatura per il Premio Strega 2012.

6 - Il libro. Cartaceo o digitale? Quale dei due formati preferisci?
Per quanto riguarda il formato dei libri, preferisco decisamente il cartaceo. Leggere un racconto o qualche poesia di una raccolta antologica in digitale può andare bene, ma un intero libro mi risulta un po’ fastidioso per problemi di vista.

7 - C'è un libro di cui non sai il titolo, non conosci la trama, figuriamoci i personaggi! Esiste, oppur esisterà - è il tuo libro ideale, quello che hai sempre voluto leggere, ma che ancora non hai trovato. Come immagini che sia o sarà?
Un libro ideale, vediamo un po’… Una storia drammatica, sicuramente. Un viaggio, una donna in perenne fuga da un passato tormentato dalla violenza che la insegue. Ambientazioni underground, amicizie immortali ed altre traditrici, comunque incontri che le cambieranno la vita. Un amore breve quanto intenso in una realtà dura, che difficilmente riuscirà a dimenticare. Per quanto riguarda la caratterizzazione, lei la vedo forte e diffidente, le cui difese però cadono di fronte alla malinconica, misteriosa e folle figura di lui. Mi piace l’idea di un percorso di formazione salvifica, nonostante il finale infelice. Amare è salvarsi. I personaggi borderline, inoltre, sono quelli che mi hanno sempre attratta maggiormente, in qualsiasi storia.

 

Domanda magica.
La superficie dello specchio si trasforma, diviene il letto spumoso di un fiume: pronto a tuffarti?
Irrazionalmente (o forse no), prontissima a tuffarmi. Amo abbandonarmi a nuove avventure e, soprattutto, a diverse sfide. Pronta per quel che verrà, mantenendo i piedi per terra, ma con la testa tra le nuvole. E poi, mi piace l’acqua.

Marco Mazzanti


Hermann Hesse Timi e Albinati Marquez
(immagini prese dal web)

Mi raccomando, non dimenticare, ti aspetto anche questo pomeriggio, alle ore 16:53, sulle frequenze di RadioPunto - La radio dell'altomilanese, per il quarto appuntamento della rubrica Book book 7tè! Non mancare!

 
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Book Book 7tè! - 4° Puntata

Post n°106 pubblicato il 12 Maggio 2012 da Deminovel
 

Ti aspetto domani con la dj Pamy sulle frequenze di RadioPunto - La radio dell'altomilanese, per la quarta puntata della mia rubrica Book Book 7tè!

Clicca qui, per saperne di più.

RadioPunto - La radio dell'altomilanese si può ascoltare anche online pigiando su LIVE ASCOLTA ORA.

Ti do poi un altro appuntamento, sempre per domani, ma qui sul blog, per una nuova intervista di Lettori allo specchio.
Da non perdere!

 
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Vinci una copia di Demetrio dai capelli verdi!

Post n°105 pubblicato il 11 Maggio 2012 da Deminovel
 

Vuoi vincere una copia del mio romanzo "Demetrio dai capelli verdi"?
Be', allora che aspetti? Clicca qui, visita il blog di Caterina Armentano e il sito ufficiale del libro!

Demi

 
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Intervista ad Annalisa Maniscalco

Post n°104 pubblicato il 09 Maggio 2012 da Deminovel
 

Uh! Credevi fossi scomparso, eh?

E invece no! Rieccomi qui, per proporti un'altra bellissima e interessante intervista, dopo quelle della scorsa settimana!

Questo mercoledì è qui sul blog Annalisa Maniscalco, Autrice del romanzo Le versioni della mezzanoce, (Giulio Perrone Editore 2010).


Annalisa maniscalco
(immagine presa dal web)


Lietissimo di averti qui. Cominciamo con le presentazioni: Annalisa Maniscalco in quattordici parole!

Potrei restare per ore seduta davanti a una finestra con una scatola di vecchi ricordi sulle ginocchia.


Le versioni della mezza noce è il tuo romanzo d'esordio, una storia che ha fin da subito ricevuto un ottimo riscontro da parte del pubblico.
Un romanzo che parla di oggetti che si spostano, che pensano, vite che si allacciano, pensieri in rotta, prospettive divergenti, incontri che sfiorano...
A due anni dalla sua uscita, c'è qualcosa che vorresti dire, qualcosa che finora non hai mai detto a chi lo ha letto e a chi ancora deve leggerlo?
È un romanzo che racconta cose inosservate e insospettabili. Un lettore saggio ha detto che (cito) i tre protagonisti non hanno nessun peso nella società ma che, in quanto persone possibili, hanno una storia, una di quelle storie pienamente umane che la letteratura sente il dovere e la necessità di raccontare, per non lasciare che si dissolvano nell'insignificante, e ancor più per ribadire ciò che accomuna l'uomo reale ad ogni personaggio di ogni libro, che poi è ciò che lo rende credibile, vicino, significativo.


Il 4 aprile scorso, a Roma, presso il caffé letterario N'Importe Quoi, la musica è stata la protagonista di una delle puntate più attese di Radiolivres, il noto appuntamento condotto da Vittorio Macioce, giornalista, ed Edoardo Inglese, DJ, con la partecipazione di Leyla Khalil, relatrice e blogger, e, ovviamente, di Annalisa Maniscalco. Parliamo di questa serata speciale.
Dici bene, Marco, è stata davvero una serata speciale. Mi sono ritrovata tra musicisti, tra lettori attenti, tra amici. Abbiamo parlato di fotografie, di personaggi, di viaggi e di impressioni, in un'ora e mezza di suggestioni musicali (per la playlist avevo scelto fra gli altri Ornella Vanoni, De André, Norah Jones, Ella Fitzgerald e i Kings of Convenience). È stata una serata bella per me e credo, spero, interessante per chi era lì ad ascoltarci. Consiglio a tutti di seguire gli appuntamenti di Radiolivres.
Grazie a Vittorio, Edoardo, Leyla e allo staff del N'Importe Quoi.


C'è, nel tuo romanzo, un personaggio, un oggetto o una situazione cui ti senti maggiormente legata?
Egle e il signor T. Amo molto le persone anziane, il loro bisogno di raccontare. Ascoltandoli non si devono più cercare giustificazioni alla letteratura. (Tutto un capitolo del romanzo mi è stato regalato un pomeriggio di qualche anno fa da una persona che adesso non c'è più. Mi pare che da quel giorno il romanzo abbia più senso, più diritto d'esistere.)


Dovendo scegliere delle canzoni per te significative per l'appuntamento di Radiolivres, in assonanza con l'anima del tuo romanzo, qual è stata la prima cui hai pensato e perché?
La prima canzone che mi è venuta in mente è "Le passanti" di De André. C'è tanta storia dietro questa canzone, tante convergenze artistiche. C'è il comune sentire di tre poeti, Antoine Pol, Georges Brassens e il nostro Faber. E poi c'è la curiosità sempre dolorosa e trepida che si prova nell'avvicinarsi all'altro - nell'esplorarlo, nel misurarlo -, più che per voyeurismo direi per compassione: per quel presentimento, cioè, di una qualche somiglianza, dopotutto e nonostante tutto.


Italia. Paese dove si legge poco, ma dove di contro si scrive tanto, tantissimo, forse troppo. Tu cosa ne pensi? Luogo comune o paradossale quanto triste verità?
I dati confermano questo quadro. Ma non lo definirei "triste", fatto salvo ovviamente il fattore economico che costringe l'industria editoriale ad una crisi perenne (senza dimenticare però che in Italia ci sono più editori - e più pubblicazioni - di quanti dei lettori mediamente attivi possano mantenere, ma questa è un'altra storia). In fondo, chi scrive, digiuno o meno di letture, non commette nessun crimine. Non fa male a nessuno. Anzi, ha anche qualche virtù, qualche utilità per il bene comune (e non lo dico io, lo dice Orazio nelle sue lettere). È poi una caratteristica italiana quella di spendersi in un qualche proposito artistico, al di là dei risultati. E la scrittura è la forma d'arte che si manifesta attraverso il linguaggio, il primo, più intimo e inalienabile patrimonio di ognuno. Non c'è niente di triste in tutto ciò. Il discorso valutativo e qualitativo deve intervenire (e interviene), ma solo in un secondo momento, se e quando la scrittura diventa letteratura.


Progetti in campo?
Finire l'università e lavorare nell'editoria, innanzitutto. Più nell'immediato, finire di leggere tutti i libri che continuo ad accatastare sul comodino, e fare qualche altro viaggio in bicicletta. 


Marco Mazzanti

 
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Book book 7tè

Post n°103 pubblicato il 06 Maggio 2012 da Deminovel
 

Allo stesso orario di sempre, ovvero alle 16:53, ti aspetto sulle frequenze di RadioPunto - La radio dell'altomilanese per il terzo appuntamento di Book Book 7tè, la rubrica da me creata e gestista insieme con la DJ Pamy!

Non mancare! E' possibile sintonizzarsi online cliccando su LIVE ASCOLTA ORA 

 
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