Creato da Deminovel il 20/06/2011
Parole al vento, in giro per il mondo, alla ricerca di uno spazio che sia tondo
 

Messaggi di Giugno 2012

Mix!

Caldo, tanto tanto caldo, ma io non mi fermo!

Oggi è il giorno dell'ottava edizione della Festa del Libro di Ostia; in compagnia di molti altri scrittori, sarò al quartiere marittimo di Roma per parlare di libri e scrittura.

Insomma, una piazza tutta da leggere!
Non mancate! Appuntamento per le 19:00!




Demi

Visita il sito di Demetrio dai capelli verdi, clicca qui!

L'uomo che dipingeva con i coltelli

La nave del destino - Asia

La nave del destino - Asia

 
 
 

L'aforisma della settimana

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

F. Nietzsche


William Turner, Arco di Costantino
(immagine presa dal web)

 
 
 

Intervista a Luigi Trisolino

 

Arriva, puntuale per questo appuntamento di venerdì, l'intervista che avevo promesso!

Luigi Trisolino, classe 1989, studi classici con il massimo dei voti, attualmente studente universitario, animo sensibile nei confronti delle tematiche del sociale, in ispecie in quelle della discriminazione e della non-violenza - nonché, ecco, Scrittore. 
Dopo aver raggiunto alte graduatorie presso numerosi concorsi nazionali e internazionali, ed essere stato scelto in alcune importanti antologie poetiche, hai esordito, nel 2011, come romanziere, con "Culla sull'oblio", per Aletti Editore.

Luigi Trisolino, ritratto
(foto concessa dall'autore)


Ho forse parlato anche troppo, sarebbe il caso che adesso abbia tu, la parola. 
Luigi, denudati senza falsi pudori - metaforicamente, s'intende! - di fronte ai visitatori che stanno leggendo il blog in questo momento!

Cos’è per te, la Scrittura? Una moglie, una fidanzata, una amante, una escort?

Visto che mi devo denudare completamente, senza freni, senza inibizioni, direi proprio una escort! Scherzo! Scherzo! Una escort proprio no. Per me la Scrittura ha il valore di una promessa sposa, e quindi sarebbe una fidanzata, perché mi piace attendere la colata istintiva e irrefrenabile dello scrivere… non scrivere sempre, per forza.
Il giorno in cui comincio a scrivere altri romanzi, o il momento in cui sento l’incontenibile bisogno di prendere una penna e iniziare a verseggiare, è come lo spontaneo realizzarsi di un matrimonio che ha come data l’istante che anela all’eterno (quindi senza data), e che ha come luogo celebrativo l’immenso, l’introspezione, il bianco della carta o della pagina del programma sul pc; bianco che assaporo come fosse un’infinita libertà. Ma, a prescindere da tutto questo, per me la Scrittura è innanzitutto un’amante, data la fiamma che mi viene addosso, come una stridente o entusiasmantemente energica brama di esplosione, che plasma un’inarrestabile materia evanescente quali sono le parole scritte.


Il tuo rapporto con i tuoi personaggi: usi le protezioni – si fa per dire! – o ti concedi a loro completamente?

I miei personaggi, che tiponi! Mi concedo abbastanza senza protezioni o filtri, e senza “scolapasta”. Nel senso che quando inizio a scrivere non delineo del tutto le coordinate psicologiche dei personaggi. Loro crescono con me, con i frammenti della mia momentanea e spontanea fantasia che li mette alla luce e li partorisce.
In un mio romanzo, anzi, nel mio primo romanzo rimasto inedito, che scrissi a tredici anni, il protagonista (si chiama Ben) l’ho visto crescere e invecchiare con varie tappe interiori diverse, sicuramente a seconda dei miei stati d’animo nei diversi momenti di quotidianità, in cui scrivevo quel romanzo.
Un altro romanzo breve che composi a quindici anni aveva invece dei personaggi ‘meno liberi’ di schizzare da un porto mentale a un altro, e quindi ‘più liberi’ e svincolati dall’animo mio personale del momento.
Invece, venendo al mio ultimo romanzo, “Culla sull’oblio”, che ho scritto a diciannove anni (finendo l’ultima parte a inizio dei miei vent’anni), ho ripreso in toto il mio stile free, di non impostazione della trama e dei profili psicologici dei miei personaggi. E, proprio in questo “free style”, sta il mio intimo concedermi ai personaggi senza protezioni o filtri, o alienazioni precostituite da copione scenico: essi respirano e si nutrono con le mie altalene, con le mie vertigini interiori, con le mie immense gioie e il mio spinto fervente ruggire alla vita, col mio estremo e polimorfo sognare e cogitare.


Facciamo i seri: al contrario di quanto le donne credono e di quel che i professori di scienze ci hanno insegnato a scuola, anche noi uomini abbiamo l’utero. 

 “Culla sull’oblio”. Parliamo di questa gravidanza. Com’è nato?
Eh già, anche noi uomini abbiamo nel cervello una specie di utero! Le donne hanno due tipi di utero, forse son più avanti molto spesso, chi lo sa!
Culla sull’oblio” l’ho scritto nel 2009, a diciannove anni, tra il primo e il secondo anno di università, dopo un anno di scosse in un inizio di una nuova vita, l’ho iniziato in un momento di incertezze anche sul prossimo futuro (su dove sarei stato, con chi e come… due mesi dopo); in certi momenti è stata un’esperienza creativa di scrittura ed emozione che s’è rivelata, oltre che ispiratrice di nuove ventate nella mia vita personale, anche un ottimo fàrmakon contro lo stress. Ero sotto la veranda di casa di campagna mia in Puglia e senza sapere il quid, il che cosa, ho iniziato a scrivere come posseduto da un dàimon, da un flusso di pulsioni intellettive e immaginose ch’è sgorgato col nero su bianco.

“Culla sull’oblio” è un romanzo breve che parla della storia degli stravolgimenti psicoesistenziali di un giovane laureato in Giurisprudenza.
La trama di esso, che ho definito ‘strambista’ proprio perché mentre scrivevo avevo la sensazione di strambo, di una trama che non sa di trama bensì di flusso di vita dei personaggi, investiti da un alone poeticheggiante e talvolta ironico, si svolge tra amore, ossessioni, paure, abbandoni, precarietà, ricerca ostinata e imprudente di verità, vita on the road, continua discussione e messa in gioco del proprio sé da parte del protagonista, morti tragiche, sesso, ma anche e soprattutto affetti, sentimenti verticali tra padre e figlio, riconferma della propria vita, e della propria vitalità, sotto questo cielo di umane incertezze.
Ho iniziato la scrittura di esso a fine luglio 2009 e, dopo una pausa, in cui ho cominciato una nuova vita in un’altra casa, in un altro quartiere di Roma (città dove vivo), l’ho terminato a inizio novembre dello stesso anno. In appendice al romanzo breve, nello stesso libro, ho inserito un mio vecchio racconto epistolare, “Stretti nella solita camicia (di forza!)”, un mix di lettere, un carteggio tra due personaggi, solo inizialmente dal sapor pirandelliano.

Culla sull'Oblio
(immagine presa dal web)

Un personaggio, o luogo, o una situazione, descritti nel tuo romanzo, cui sei particolarmente affezionato.

Un personaggio a cui sono particolarmente legato è il piccolo Carlos (in alcuni punti del romanzo chiamato anche Marcos per motivi misteriosi che non mi va di anticipare, sarà la mia futura ispirazione a fare un’altra storia, un altro romanzo quasi partendo da questo ‘cambiamento’ di nome, che inizialmente era il frutto di una mera distrazione). Carlos, un bambino rom, semplice e forte, punto di congiunzione tra la disperazione del protagonista, Vanni Purli, e un nuovo mondo on the road per lo stesso Vanni. Carlos: in un passo del libro, la riflessione del narratore su questo bambino mi fa scrivere nella foga creativa l’espressione <culla sull'oblio>, che, successivamente, ho scelto di utilizzare come titolo, e che ha dei significati sotterranei e peculiari che il lettore è tenuto a scovare elevandosi da mero respiratore di aria, a immaginante respiratore di poesia, innanzitutto poesia del vivere (nella storia dei personaggi).

Un luogo a cui sono legato personalmente, nella mia vita privata, e che compare nel romanzo, è Lungotevere degli Inventori, il ‘ponte bianco’ come lo chiamo io. Mentre, un luogo frutto della mia invenzione in cui ho descritto delle situazioni in cui Vanni sembra sciogliere i propri affanni, è un campo in cui lui e la madre di Carlos si concedono momenti di effusione carnale, sotto un cielo ove (tratto dal libro) <stracci leggeri e sfilati ramificavano il cinereo abbraccio della fetta selenica col resto del disco, prima del sublime tramonto evanescente della luna>… detto in soldoni, dove le nubi sottili, leggere e ramificate arrivavano, a vista umana, a toccare la luna che, non essendo piena in quella sera, era sfumata tra il bianco e il cinereo della parte di luna non visibile.

I tuoi luoghi, quelli che ami, quelli dove... dove... insomma, va be', hai capito: dove concepisci con la Scrittura? E perché? 
Di solito non ho luoghi particolari per scrivere, ho scritto molto in camera mia (a casa in Puglia, in campagna in Puglia, a casa a Roma), ma varie poesie le ho scritte anche a scuola (ai tempi del liceo e se non ricordo male un paio anche in aule universitarie), o qualcuna a mare di notte, sotto il riflesso della luna sulla quieta distesa d’acqua, o tra i mercati per strada. Premetto però che per me anche in apnea si può concepire con la Scrittura, poiché si può concepire senza penna (o altro supporto per scrivere) in mano, si può concepire semplicemente vivendo, assaporando, contorcendosi sul galoppo delle proprie sensazioni, dei propri perché, dei propri istinti, ricordi… La stesura è un momento di scoppio! Scrivo quando non posso fare a meno di scrivere.



Premettendo che ti piace tantissimo fare sport – (ti piace lo sport, vero? Sì, ti piace!) -, progetti in campo?

Diciamo che mi piace il nuoto, da ragazzino ho preso solo due brevetti e poi ho perso la mano, anzi, il braccio, ma spero tanto di ricominciare con il nuoto in modo rilassante, senza brevetti e senza nulla di ché.
Mi piace andare in palestra per mantenermi in forma! Ma c’è uno sport che ancora di più di tutti mi piace: non-progettare-troppo in ambito artistico, almeno per ora. Però qualche idea, qualche pensierino c’è, oltre a quello di non progettare troppo: scrivere, appena avrò il giusto periodo fertile di relax mentale, un romanzo che parta da un personaggio di “Culla sull’oblio”; con ciò non voglio aprire la strada a una continuazione della storia del romanzo che ho pubblicato, ma stravolgere le esistenze inaspettatamente di personaggi già noti alla mia penna. Sì, mi piacciono gli stravolgimenti che portano dentro di sé il gusto per la conservazione di ciò per cui vale sempre e comunque la pena vivere: l’essenziale - colorato dei colori con cui ogni persona ama tingersi e tingere la propria libera, preziosa esistenza -.

Marco Mazzanti

 
 
 

Textures - Collettiva Contemporanea

Textures

Da venerdì 22 giugno fino a domenica 24 giugno si terrà Textures - Collettiva Contemporanea, una sorta di rassegna/festival di artisti, pittori, scrittori e musicisti.

La manifestazione si volgerà al Chiosto del Palazzo Montevergine, ubicato in Corso Giacomo Matteotti, ad Airola, piccolo ma vivissimo centro della Campania, in provincia di Benevento.

Sabato 23, io e molti altri colleghi, tra cui le stimatissime Maria Rosaria Ferrara e Caterina Saracino - Autrici, la prima, di Chrysalis, la secondo di Grigio, entrambi romanzi editi per i tipi della casa editrice Eiffel di Caserta - parleremo della nostra scrittura, in mezzo a tanta musica.

Saranno disponibili, per la vendita, copie del mio romanzo Demetrio dai capelli verdi.

Per saperne di più, visita il sito ufficiale del libro. Clicca qui!


Orari

DEMI

 
 
 

Buon compleanno, blog!

Oggi è il compleanno di Parole Parole Parole - Parole al vento, in giro per il mondo, alla ricerca di uno spazio che sia tondo.
La prima candelina è stata spenta!

A neanche un anno dalla sua creazione, questo sito è stato scelto dallo Staff di Libero.it, che ringrazio nuovamente, per entrare a far parte del novero dei Gold Blog!

gold

Colgo l'occasione per ringraziare anche te, che visiti abitualmente la mia pagina; aggiornare questo spazio è sempre una gioia - amo parlare di libri, cultura, arte; sono felice di condividere con voi internauti le mie passioni.

E' stato un anno pieno di grandi novità, novità che continueranno, sempre di più - quindi non andartene, rimani qui! - anche ora che inizia l'estate, per farti compagnia con i suoi contenuti.

Venerdì pubblicherò una nuova intervista; risponderà alle mie domande uno scrittore emergente giovanissimo, il suo nome è... Be', lo scoprirai dopodomani!

 
 
 

Intervista "pocket" a Silvio DonÓ

Anche questa settimana la cominciamo con una bella intervista "formato pocket", ma stavolta si torna qui, sul mio blog, Parole Parole Parole :)

Risponde alle mie domande Silvio Donà, veneto di nascita, ma pugliese di adozione.
Ha pubblicato nel 2009 il romanzo breve Pinocchio 2112 (Leone Editore) e il racconto umoristico Luisa ha le tette grosse (Leone Editore 2011).

Torna quest'anno, nel 2012, con un nuovo romanzo, Nebbie, pubblicato in ebook per il gruppo editoriale Mauri Spagnol, in seguito alla partecipazione al concorso "Io scrittore"...

Silvio, ci sei? Che ne dici di cominciare a parlare, subito, di questa esperienza?

Probabilmente il mio è un giudizio di parte, essendo tra i vincitori dell’edizione 2011, ma penso che “Io Scrittore” sia una delle iniziative editoriali attualmente più interessanti per gli aspiranti scrittori o per quelli che vengono definiti scrittori “emergenti”.
Pur avendo alle spalle due romanzi pubblicati con un editore di buon livello come Leone Editore, ho deciso lo stesso di mettermi in gioco in questo “torneo” da un lato perché mi piaceva la formula, che prevede che gli autori partecipanti valutino e votino gli altri autori, e dall’altro perché ritenevo che la pubblicazione, anche solo in formato ebook, con un editore importante come Mauri Spagnol (gruppo editoriale che riunisce Longanesi, Garzanti, Salani, Guanda, TEA e altri) potesse darmi una certa visibilità.
Effettivamente è stato così e nei primi 15 giorni dopo la pubblicazione ho avuto la piccola-grande soddisfazione di vedere il romanzo entrare, sia pure nelle posizioni “di rincalzo”, in varie classifiche di vendita degli ebook, da quella del sito Il Libraio, della stessa Mauri Spagnol, a Amazon.it a Feltrinelli.it. 
Non dico si tratti del concorso perfetto, sicuramente anche questo ha i suoi difetti, ma mi sembra comunque più trasparente e credibile di molti altri; qui infatti si viene valutati da un numero significativo di lettori/autori laddove in altri concorsi spesso si viene valutati da un unico giurato che, in molti casi, non è neppure persona particolarmente competente.

Silvio Donà
(immagine presa dal web)


Ma andiamo a ritroso nel tempo. Com'è nato "Nebbie"?

La prima stesura di “Nebbie” risale al 1998/1999. La cosa curiosa è che inizialmente il protagonista era un uomo. Il romanzo però non ingranava, per cui l’ho lasciato dormire per diverso tempo nella memoria del computer. Quando ho ripreso a lavorarci, d’istinto ho cambiato il protagonista in una protagonista, Marco è diventato Elena e subito la storia ha decollato. E quello che era stato pensato come un romanzo sulla riscoperta delle proprie radici è diventato un romanzo sul riemergere di traumi nascosti nell’inconscio. La protagonista, tornata nel suo paese d’origine per partecipare al funerale del nonno, cade suo malgrado nel vortice dei ricordi e deve affrontare il riemergere del trauma di una violenza subita in famiglia da bambina. Una violenza di cui Elena ha solo una vaga reminiscenza, che ha fatto di tutto per dimenticare, e che nasconde una verità ancora più inquietante di quella da cui la giovane donna cercava di fuggire.
Alla prima versione del 1999 ha fatto seguito una significativa riscrittura nel 2004, dopo la quale il romanzo è arrivato tra i finalisti del Premio Palazzo al Bosco a Firenze, e un’ulteriore “limatura” nel 2011 prima della partecipazione a “Io Scrittore”.

Nebbie, di Silvio Donà
(foto presa dal web)

Nebbie è un romanzo nel quale vivono molti personaggi femminili. Secondo te, quando si scrive, lo si fa con una predisposizione mentale tipica del sesso cui si appartiene oppure, come altri scrittori ritengono, si è del tutto, come dire?, "ermafroditi"?
Tu, in special modo, preferisci parlare di personaggi maschili o femminili?


Ho scritto romanzi e racconti con protagonisti uomini e altri con protagoniste donne, per cui non ho un “genere” preferito: dipende dalla vicenda raccontata.
Detto ciò penso sia difficile per un autore o per un’autrice essere realmente “ermafroditi” quando si scrive e che la predisposizione mentale tipica del sesso di appartenenza sia un elemento con il quale bisogna fare i conti e di cui bisogna essere consapevoli. Nonostante ciò resto convinto che non si tratti di un limite invalicabile e che si possa scrivere una storia credibile incentrata su protagonisti di sesso opposto al proprio. La letteratura è piena di splendidi esempi in questo senso (pensiamo, tanto per citarne uno eclatante, alle “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar). 
Da questo punto di vista è stato divertente leggere le valutazioni del romanzo fatte dagli altri partecipanti al concorso “Io Scrittore”; premesso che la partecipazione è anonima, per cui non si conosce l’identità degli autori di cui si ricevono le opere in lettura, più d’uno ha dato per scontato che io fossi una scrittrice e un paio di loro hanno inserito commenti del tipo: “si sente nel romanzo il tocco femminile”, oppure, “un romanzo come questo può essere scritto solo da una donna”.
Qualcuno ci sarà rimasto male nello scoprire che invece l’autore era un uomo.


In virtù dell'uscita di questo tuo nuovo romanzo, per ora esclusivamente pubblicato in ebook, qual è il tuo pensiero verso la rivoluzione, se così la vogliamo intendere, dei libri digitali?

Non penso che il libro cartaceo sia destinato a scomparire, ma penso anch’io che la diffusione degli ebook sia un processo inarrestabile che nel giro di 3 o 4 anni porterà alla vendita di una percentuale significativa di libri in digitale; io per primo ho un Kindle con il quale mi trovo molto bene e compro ormai una buona fetta di testi solo in ebook. 
Più in generale è il mondo dell’editoria tradizionale a essere alle soglie di una rivoluzione di cui non è facile definire i contorni. Su questo argomento confesso di avere idee confuse. Se da un lato le case editrici tradizionali danno spesso spazio a opere facili da vendere piuttosto che a opere di buon valore letterario, dall’altro (molti non saranno d’accordo) hanno finora assicurato un filtro rispetto a tante proposte di modesto valore. Anche se poi il fenomeno dell’editoria a pagamento inquina non poco il sistema. Molti auspicano che le case editrici vengano tolte di mezzo dal proliferare del fenomeno del self publishing. Si dice che se nessuno filtra nulla e chiunque può proporsi sarà il più bravo a emergere, in quanto sarà il “mercato”, inteso come la massa dei lettori, a decidere e a decretare il successo di un libro. E’ un’affermazione che suona bene, apparentemente molto democratica, ma che mi sembra poco realistica.
Il mio timore è che possa trattarsi di una soluzione peggiore del male, nel senso che col venire meno del filtro, sia pure imperfetto, delle case editrici, si assista a un gran minestrone di proposte, molte delle quali di scarso valore, in cui a prevalere non sarà il più bravo a scrivere ma, banalmente, il più bravo a fare promozione o, più brutalmente, quello dotato di mezzi economici sufficienti a affidarsi a società specializzate nel marketing librario (pensiamo banalmente alla possibilità di pagare per mettere il proprio libro sulla home page dei grandi store virtuali).

Staremo a vedere.

Marco Mazzanti

 
 
 

Week end fra interviste e rubriche in radio

Abbiamo cominciato questa nuova settimana con un'intervista... Ebbene, la finiamo in bellezza, con Paola Nazzaro, costumista per la tv e per il cinema, e Scrittrice.

Trovate l'articolo su Art-Litteram, cliccando qui!

Paola Nazzaro

Non perdetevi poi, domani, l'ottava puntata di Book Book 7tè!
Io e dj Pamy parleremo di Emiliano Reali.
Ovviamente, solo e soltanto su... RadioPunto - La radio dell'altomilanese!
Per maggiori info, visita il sito, pigiando qui!

 
 
 

Intervista a Maria Lidia Petrulli

E' uscita ieri una mia nuova intervista, stavolta sul seguitissimo portale web Art-Litteram!

Risponde alle mie domande Maria Lidia Petrulli.
Correte subito a leggere l'intervista per conoscere questa Autrice! Cliccate qui!

Maria Lidia Petrulli 
(immagine presa dal web)

Booktrailer di Fara e il suo cappello.

 
 
 

Concorso online

concorso _nline Eiffel

Dopamina, di Louise Debove, giovane autrice tradotta da Daniela Giovannetti, è il nuovo romanzo edito in formato digitale dalla casa editrice Eiffel.
Acquistandone una copia, in offerta a 3,99 € fino al 30 giugno, c'è la possibilità di vincere, a scelta, l'ebook di un altro titolo del catalogo - quindi, volendo, anche il mio
Demetrio dai capelli verdi.

Per saperne di più, clicca qui!

Dopamina, di Luoise Debove Demi
Clicca qui per visitare il sito di Demetrio dai capelli verdi.

 
 
 

La nave del destino - Asia

E' uscita lo scorso mese, su Temperamente.it, una nuova recensione del mio romanzo La nave del destino - Asia.

Leggila qui .

E per saperne di più, sul mio romanzo blu, visita il sito della casa editrice, clicca dove indica la freccia, in fondo al post!

La nave del destino - Asia
(da sinistra a destra, Maris, Nina e Kendeas - Disegno di Marco Mazzanti)

Dei tre gemeli, Maris è il più equilibrato, ma non per questo il più mite. Salva Asia, che viene aggredita da uno degli gherri di Re Garland, e se ne innamora quasi subito. E' il protagonista maschile del romanzo.

Kendeas è un'anima passionale il cui cuore è inaridito dall'amore non corrisposto per Nina. La sua crudeltà porterà a tragici epiloghi i festeggiamenti del compleanno del principe di Magnesia.

Equilibrista e ballerina, Nina è la ragazza più bella del Circo d'Origene, difatti è corteggiata da gran parte degli artisti della compagnia, fra i quali c'è anche Maris, cui lei si concederà nonostante il suo cuore batta, in verità, solo per Lug, l'altro fratello di Maris e Kendeas.


La nave del destino - Asia
(copertina del romanzo, realizzata da Silvia Aprile)

---------------> Deinotera. <----------------

 
 
 

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