|
Le poesie postate sono mie composizioni. Alcune sono già apparse in altro mio blog. Le immagini qui visibili sono tratte da internet e saranno prontamente rimosse a richiesta dei legittimi proprietari. Area personale- Login
Cerca in questo BlogMenuCitazioni nei Blog Amici: 51 |
A RITROVARCI QUANDO SARA' POSSIBILE: MI FERMO A QUESTO PUNTO A TEMPO INDETERMINATO. * A VOI UN CARO SALUTO E BUONA CONTINUAZIONE. FIN
Post n°220 pubblicato il 06 Maggio 2013 da fin_che_ci_sono
È un sole che immagino al tramonto sopra un colle o a filo d'orizzonte sul baratro del mare.
Intorno è la città indifferente: suoni colori un giorno sul finire lavoratori che a casa si torna.
E c'è un sole che incendia certi volti... È da supporli tanto innamorati se infine m'ispirano dei versi benedicendo il mio fantasticare.
" Il sole incendia i nostri volti ", una frase che lessi da piccolo e di cui mi sono sempre ricordato, fino a mitizzarla. Da grande, poi, ho composto questa breve poesia.
Post n°218 pubblicato il 03 Maggio 2013 da fin_che_ci_sono
Non c'è luce sul mare ma un presagio del vento che arriva.
Coloro gli eventi e predico tempesta dove solo si librano nubi appena imbrunite.
Ma le onde non mentono: sfidano l'aria squassano rive sfiatano abissi.
Un giorno così modulando scriverò le loro canzoni.
Post n°217 pubblicato il 30 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono
Andrò per le strade seguendo la tua luce di giovane compagna.
Sarai la mia Musa la mia ombra incantata il mio sogno segreto.
Saremo accanto violino e pianoforte melodia del giorno.
Trascorreremo da fiumi impetuosi la fantastica notte.
Post n°216 pubblicato il 28 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono
Insiste una quiete sepolcrale. Anche il senso di amaro è diverso. L'aria è priva di odori e il mattino ha una luce indecisa.
Ma oggi non conta dove andare. Si vive una calma ch'è tristezza come triste può essere una sera o anche una guerra silenziosa.
Nel frattempo viene da pensare che di certo saresti un raro fiore se domani non fosse la deriva o mia lenta sempre fiera Domenica!
Post n°213 pubblicato il 24 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono
Storie inventate sottratte alla terra al cielo al sole alla luna alle stelle remote. Storie incompiute amiche dei fiori e delle sante passioni. Storie levate su tutte le croci. Storie senza fine per non morire. Storie che non giocano ai sospiri. Storie piane come piano è il mattino la notte e la sera il taciuto e ultimo pensiero. E piano il silenzio della vita.
Anche il rumore è piano e la morte si adegua: liscia uniforme senza fiato muta e incontrastata fiore incontaminato che contamina morte esatta e spontanea morte ingenerosa.
E poi il dolore composto e silenzioso l'incerta poesia a lei contesa da mani invisibili modellanti un sogno che non vuol dipanarsi costretto a mutare a richiamare il corpo e la coscienza. E al primo apparire ancora in fasce già sgambettare sotto la pioggia bussando alla porta del perdono al vento al lampo al tuono alle mute arrabbiate agl'impiccati ai lati della strada alla tempesta dei suoni che si levano e rombano assonnati e poi coscienti squillanti per tagliare una meta come ora la taglia il poeta sfondando la notte.
Si tratta di una poesia sulla poesia, sul lavoro del poeta. Le "storie" sono quelle che i versi raccontano. E dato che la poesia è vita, inevitabilmente richiama la morte, sua nemica. Il poeta chiama la poesia "sogno che non vuol dipanarsi", a causa di "lei", della morte a cui bisogna strapparla. E una volta nata, la poesia, "ancora in fasce", cerca conferme in giro, bussando a tutte le porte: ciò che corrisponde ai tentativi del poeta di modellarla alla meglio per conferirle valore poetico. E tali tentativi sono causa di tensioni, costruzioni e rifacimento di parti o del tutto. Quando infine il poeta ha completato, dal suo punto di vista, la sua opera, ha posto ordine in ciò che stava facendo al prezzo di aver messo prima a soqquadro un bel po' di cose, infine "sfondando la notte".
Post n°211 pubblicato il 03 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono
Chiameremo giorno uno spicchio di vita rubato all'eterno.
Silenzioso incontro.
Insonni ancora al grido dell'alba stanchi eravamo e troppo soli tristi giardini dentro i nostri cuori. " Incantiamo le rose col nostro amore: non senti ebbra la primavera? " Al mio canto t'unisti... leggera. * * Con questa "leggera" poesia sospendo le attività. Troppo lavoro in arrivo, e non so ancora quando e se riprenderò a postare. Tempo trovando, rivisiterò il mio blog e quelli degli amici, ma le occupazioni giornaliere chiamano e non posso rimandarle. A Voi che mi avete seguito lascio un caro saluto e un abbraccio. Fin
Post n°210 pubblicato il 02 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono
C'è fin troppo silenzio. Ma qualcuno è venuto e ne scopri la traccia. Il silenzio è la traccia.
Il silenzio lo ascolti e fa anche rumore. Ma qualcuno è partito e un languore t'assale.
Un languore che avverti in un giorno svanito che di notte ritorna si nasconde nell'ombra.
E ti chiama ti parla vagamente impedito ma ti sfiora tagliente l'udito se lo sai ascoltare.
Post n°209 pubblicato il 01 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono
Un occhio ti guarda impassibile puntuale come il giorno e la sera. Un occhio poche volte benevolo talvolta indifferente predatore. Soltanto a posteriori ne cogli le movenze: tu sei il bersaglio e lui l'arciere un'entità sfuggente abile simulatore. Sai la sua potenza e del peccato ma t'inganna: sempre alle spalle lo avverti con un soffio tentare intrufolarsi leggero e silenzioso dentro cose e pensieri gabbare la tua mente e la tua forza e del delitto che in seno contempla in breve farti parte.
L'opera la compi e si consuma come l'ora che giunge e tutto rischiara.
E d'improvviso l'arco si tende s'incocca la freccia affilata che vola nell'aria sibilando: cita il tuo nome e le generazioni l'opera compiuta il tuo misfatto. E urla quell'ora la tua ora con tanto di squilli e dannazione. Vola nell'aria e sibila ancora con tanto di requie e morteinvita. Poi ti sorprende precisa in pieno petto dritta al cuore nel centro che trema e che si spacca. Tu non la vedi ma scorgi i pezzi a terra sanguinare e li chiami per nome: Trama e Delitto Gloria e Caduta Inferno e Dannazione: schiusa è la terra e tu sei morto!
Il Peccato è tentatore, "coltiva" la sua vittima. E la vittima, cedendo, "incorona" il Peccato commettendolo. La vittima, però, essendo di animo sensibile, è assalita da sensi di colpa. A questo punto il Peccato si ritorce contro di lei e diventa un infallibile arciere.
Post n°208 pubblicato il 31 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Solitudine in giro e pensieri assopiti e domenica lenta a passare nonostante il cambio dell'ora.
Marzo s'avverte ancora nel freddo pungente nel vento che spazza la strada nel suono di note campane vicine lontane.
Solitudine in giro e pensieri svagati. E nel cuore dei radi passanti non sembra che sia primavera.
Buona Pasqua
Post n°207 pubblicato il 30 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
"Il mondo è tuo!" si sente dire un uomo per via delle scarpe che indossa invero belle. Ma l'uomo lodato non sa imbaldanzirsi neanche per far finta. Rimane impassibile alla lode e inizia a dialogare. Da parte sua l'uomo della lode ha lodato convinto pienamente magari con un pizzico d'invidia rivolto a quelle scarpe così eleganti e alla moda. E pensa qualche cosa di fronte all'impassibile dell'altro: falsa modestia? timidezza di fronte a una lode? freddezza caratteriale? o forse... nemmeno? Ma allora perché non gongolarsi a una lode? forse un malore ma un malore strano impedisce la gioia che suscita la lode? sta dunque male l'uomo lodato? di un male che più non si contiene? di un male che blocca il sorriso e a malapena concede parole? oppure? oppure che? Invero l'uomo lodato non possiede nulla né tantomeno il mondo con quello che contiene. E con amare note un chiaro intendimento gli sussurra il vero e che la vita è triste.
Post n°206 pubblicato il 29 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Ci troveremo ancora dove il tempo finisce e non ci sono paesi.
Ma non temere: la morte sarà lontana e la notte sicura.
Sarà un cammino per terre inesplorate e sentieri fioriti.
Andremo senza sapere dove il passo ci porta e il sole tramonta.
E non avremo altra dimora se non il cielo stellato.
E liberi saremo senza parole inutili come sono le parole.
E sentiremo il tempo agonizzare al canto di poeti lontani
ad annunciarci ancora giovinezza insieme per sempre.
Post n°205 pubblicato il 28 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Scriverò un libro che dia il senso del vero di quel mistero che pur sempre sfugge ignoto al poeta che non può comprenderlo perché lui stesso è il mistero.
Un libro sul quotidiano letto da occhi ignari generosi.
E una volta scritto una volta letto affidarlo a un vecchio comodino accanto al giacitoio notturno prima di spegnere la luce.
E tutto questo con fare silenzioso distratto coi sensi andati quasi compiacenti sebbene insoddisfatti.
Fatto con l'anima con tutta l'anima diventata seria oramai pensando al meglio: a quanto sia ridicolo avercela fra i denti. Io la mia. E tu lettore invisibile forse la tua.
E tutto questo con fare scontato preludendo al domani ma con la mente non curiosa di sapere non legata al domani.
E infine con il libro vicino e una mano sul cuore nel silenzio dormire.
Post n°204 pubblicato il 27 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
* * Mattino. Il campanile si strema vuole tendere al cielo e toccare le stelle: quanta corsa prima di sera quanto lunga la strada!
La memoria reggeva (non avevo la penna) ma un lago pure m'incanta sotto la pioggia e mi cambia i pensieri.
Sole vento pioggia.
A una mensa puoi sempre capire come un lago si mostra e se ha qualche cosa di bello non puoi non sentirlo. E così d'ogni cosa che vedi piccola o grande povera o bella. Osserva: un fiore nel vento d'autunno o che posi nel sole sta muto. Se appena parlasse tacerebbe ma tacendo ti parla. E con voce di semplice creatura ti dirà di fermarti che il cielo è dei vinti che una corsa prima t'avvince ma presto ti strema. Ti dirà d'aspettare: nell'attesa potrai elevarti finalmente sapere e scoprire che un semplice fiore fosse anche caduto può celare nel sole o nel vento l'intero universo.
Dopo i versi interrotti e così ragionando seguitavo a pensare mentre fuori pioveva. Quand'ecco: seduta di fronte discreta una vecchia da un pezzo nel vino d'un tratto mi guarda e: "Buon appetito!" mi dice negli occhi un sorriso.
I versi in corsivo, interrotti per il subentrare di altri pensieri, mentre li componevo cercavo di memorizzarli perché "non avevo la penna" con me (poi l'ho trovata, presa in prestito).
Post n°203 pubblicato il 26 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Mattinata di foschi colori: densi nel cielo grigi sul mare. Vuoto il campo visivo d'ogni forma di vita che non sia quella di specie vegetale. E tutto è fermo fra alberi silenziosi.
Una strada si snoda e porta a un altrove. Io m'incammino ma non so per dove lieto di fingere una meta: mistero con cui l'anima si fonde mentre si osserva e senza fretta avanza.
Post n°202 pubblicato il 25 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Il tempo ritorna luminoso e modula il mattino. La terra ha nuovi richiami conformi all'apparenza.
Belli gli alberi immoti con le loro esili cime: li osservo senza parole e tutto è più buono e sereno.
E l'ora infonde speranza pace rinata e amore. Nell'aria tranquilla il sole feconda la vita.
Post n°201 pubblicato il 24 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
E il giorno si scolora cade dolente sulla strada come pianto velato che un mistero trattiene.
Si dilegua il tempo. E la vita.
E non c'è terra dove si cammina. Solo l'eterno indistruttibile rimane dove tutto rovina senza storia e a casa ritorna.
Post n°200 pubblicato il 23 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Ho contemplato e udito l'arcobaleno. Era mattino e la pioggia finita. "Non temere. Segui la tua via. Nel cuore avvertirai le tue certezze rese più forti da istinto e sapere.
Se guardi in alto mi ritroverai in giorni di pioggia ormai caduta. E sfoggerò di tali colori da far brillare tutto l'intorno! meno quel buio che dentro ti sfiora...
Ma ti lamenti di questa tua vita poi che ti sembra solo un'attesa per arrivare all'ultimo giorno. Avrai del tempo da vivere ancora e nuova gioia da storie a venire.
Intendi le udite parole? In un mattino colmo di luce vi aggiungo questo pensiero: afferra i colori più belli lungo la via e offrili in dono a tutti i tuoi giorni."
Post n°199 pubblicato il 22 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Un suono d'acque lungo la mia strada mi giunge come in sogno all'improvviso.
Un senso mi riporta un che di antico e una musica mi sembra ricordare:
"Che fossero le acque di mia madre?"
Mi fermo un solo istante a meditare...
Poi camminando verso l'imbrunire m'accorgo che indifesa è la mia vita.
Post n°198 pubblicato il 21 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Oggi c'è il sole. Quel tuffo d'incerta primavera dentro il lago a rischiarare l'acque ci fa sentire nuovi nell'aria frizzantina del mattino di colore azzurrino. Ci fa notare i fiori nelle aiuole. E un culmine lontano oltre il lago manda multicolori un bell'arcobaleno che a scivolarci sopra si riscopre cos'è che lega l'una all'altra sponda.
E l'aria trema al suono di chitarre mendicanti e tutti corrono ad afferrare note. Qualcuna sfugge dritta in fondo al viale a sussurrare...
E quando è sera mirando l'altra sponda è bello immaginare tanto per fare che a un suono di sirena un che di primavera bianco fra i capelli - forse un fiore - fermi la nave mia nel tempo dell'amore.
Post n°197 pubblicato il 20 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono
Cosa porterà questa sera quale altro sentire?
Avrò pensieri stasera di certo avrò pensieri e all'improvviso l'eterna intuizione: riscoprirò che il mondo è bello e che la vita è bella meravigliosa.
Poi penserò la storia la nostra storia di pazzi innamorati che si rinnova a ogni giro di stelle.
|



















