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Le poesie postate sono mie composizioni. Alcune sono già apparse in altro mio blog. Le immagini qui visibili sono tratte da internet e saranno prontamente rimosse a richiesta dei legittimi proprietari. Area personale- Login
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PAUSA A TEMPO INDETERMINATO UN SALUTO A CHI PASSA
Post n°180 pubblicato il 29 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Tello fu uomo felice. Crebbe dei figli e ognuno gli diede nipoti.
Se usciva per star con gli amici vi andava coi passi e non inquinava. Ma quando tornava un motore sempre si offriva a portarcelo a casa.
D'estate sedeva all'aperto accanto all'amata consorte: a volte parlavano a volte era lite. Così trascorrendo da giovani o vecchi sereni si vollero bene.
Infine sull'ultimo letto ebbe da presso i suoi figli e i nipoti cresciuti. La donna piangeva. L'affetto che certo ha sentito non fu da nessuno negato: da quelli fu a lungo sfiorato dolenti a vederlo andar via.
Post n°179 pubblicato il 25 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Ti penso. E scorgo il tuo destino dagli abissi fatali le onde che si levano nell'aria. I tuoi fermenti sono vivi uragani. Sei mare! e tanto vasto da non avere un centro laddove batterebbe forse un cuore.
Ma pure ti confermi generoso inquieto e simpatico gigante quando ti riposi e sulla riva raccolgo le tue splendide conchiglie le pietre variamente colorate e qualche volta una moneta d'oro.
Post n°178 pubblicato il 21 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Fa giorno: colazione lavoro uscire per strada. All'aria.
Fuori sarò nelle cose passerò attraverso la piazza come sempre da solo ma curioso saprò incantarmi quasi fosse una volta.
Ci saranno i pensieri a distrarmi a non farmi vedere. Ma nella mente ci saranno le cose come in fondo le penso. È per questo che forse le ascolto: il pensare va oltre il vedere non è apparenza.
Chissà se quell'uomo m'intende? Stimolato dal caso penserebbe a un matto per strada che sballa com'è naturale com'è ovvio che sballino i matti. E se matto non fossi crollerebbe ugualmente la testa com'è ovvio che faccia com'è naturale. Ma non d'improvviso: penserebbe un istante il tempo di fare formulando da sé la domanda e non dando risposta. Infine senza tardare se ne andrebbe dritto e in silenzio lasciando la piazza quella stessa che sto attraversando con tutto me stesso fra le cose che vedo e che sento come tante altre volte. Ma ciò nonostante curioso lietamente curioso a tal punto da piangerne ancora quasi fosse una volta.
Post n°177 pubblicato il 17 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Ho sognato la Morte senza volto né forma e c'era gran distacco fra di noi. Cavalcava il vento notturno. Come il vento modellava le montagne spazzava l'erba ingiallita dei campi abbandonati. Come il vento doveva passare.
Molti occhi la seguivano già bimbi liberi di correre all'imbrunire dentro la mietitura. E non mai stanchi si correva ancora scorgendo il fiume fermandosi da presso ad ammirare i sassi in trasparenza sul basso letto sabbioso. E rassicurati in viso si beveva l'acqua dalle mani.
A soffermarsi un solo istante si perdeva il passo e non si ritrovava più lungo la scarpata: giù di corsa! Rincorrendo il volo di piccole ali bianche si rinfrescava l'estate serale e seguivamo il vento.
Poi sotto l'acqua increspata i sassi scomparvero e il fiume pietoso accolse le piccole ali spezzate da torbide nubi.
Ho sognato la Morte con lo scudo di polvere e un disperso in guerra frugando nella notte cercava la sua lapide per il pianto finale.
"Alle stelle d'argento!" si diceva "ad asciugar le lacrime ci penserà il vento." E non si correva più ma si stava sospesi portati dalla corrente spremendo la vita da un pugno di sabbia incolta.
Post n°176 pubblicato il 15 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Stupendi quei fiori al mare alti di stelo ampi di corolla. Frammiste ci sono le viole fresche animelle dai vividi toni. Rade quest'anno le viole ma non da sfuggire alla vista per via di svettanti colori.
E ancora a miriadi fiori: bel praticello assortito nel vento chiassoso più del trenino dipinto che termina qui la sua corsa.
Pure le erbe s'adoprano bene fra tinte celesti rossastre gialline: come da soffice verde tappeto dove distendo i miei versi naïf.
Post n°175 pubblicato il 11 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Nel tempo che ancora le rimane la vita si cimenta con bellezza in movimenti non intenzionali. Pensare è bellezza. Respirare. Il battere delle tempie e del cuore. Tutto ci agita nel sole.
Ma non ci colga un senso di noia: non dice e neanche ci risponde. A volte nemmeno ci dispera. E resta come un corpo senz'amore straniero all'ansia di un'attesa indifferente ai casi della vita.
Post n°174 pubblicato il 09 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Dovrei trovare parole gentili già che mi sembri il più dolce dei mesi. Leggero t'avverto Aprile anche nei giorni incolori di soli svagati pensieri.
Hai frasi non dette. Non ti scomponi e calmo rimani in attesa con occhi pacati e socchiusi forse sognando figure trame di storie sottili magie.
Post n°173 pubblicato il 07 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
La sua casetta è semplice e chiara di un lindo stimabile vero. È uno sincero e col visino lieto e cordiale mostra una scritta generosa.
Nel fare si muove tranquillo e con tocco leggero di mano visita case dove spesso prevale Tristezza.
Compare d'un tratto senza preavviso e quella casa poco illuminata si colma della scritta generosa.
Infine si compiace senza chiedere nulla. E nel silenzio - discreto - vola via spiegando la sua mano di vento.
Post n°172 pubblicato il 06 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Il cielo si copre di nubi anche a primavera: uno strato denso e grigiastro insiste sul mare.
Uniforme è l'urlo del mare che l'onda solleva. Avanza e avanza. Si schianta da prima che tocchi la riva e spuma diventa quell'onda che in breve dilaga. L'intorno profuma di sale.
Anche il vento si leva furioso e onde e ciuffi di erba e steli di fiori a levante li piega.
Ma il quadro sul fosco non vedo: soltanto imbrunito. Nell'aria va un suono argentino di tocchi lontani.
Post n°171 pubblicato il 05 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
La casa materna scandiva la storia. Sui marmi foto curiose quadretti che il tempo aveva conservato scrutavano ancora gli angoli distratti da un raggio di sole. Polvere intorno e un uomo solo. Ha provato a chiudere gli occhi ha dormito forse sognato. Un uomo nel gorgo dei pensieri tra i muri di oggi e i muri di ieri.
La poesia è stata scritta quando ancora "il ritorno" era da compirsi ed immaginando le sensazioni non esaltanti che la rincasata mi avrebbe provocato dopo una lunga assenza. Una volta ritornato, però, il tutto si è presentato sotto una luce accogliente, nuova.
Post n°170 pubblicato il 04 Aprile 2012 da fin_che_ci_sono
Il fiore più bello è quello che mette fretta che fa cambiar di posto senza posa. Il fiore cui manca un petalo intenso come la corsa che glielo ha strappato. Come la primavera dallo strappo sbocciata ora tutta protesa nella notte alla luna piena. E noi come luna ormai fermi su quello strappo nella serra del cielo.
Post n°169 pubblicato il 31 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
La troverai per strada dove il viaggio finisce dove tutto si perde o si dilegua dove sembra non esserci più strada.
La sentirai distinta quando il sole tramonta quando anche una lacrima si nega.
La troverai altrove dove muoiono i sogni al sognatore e la certezza perde la sua forza.
La troverai.
E anche se non pensi di trovarla ti cercherà d'istinto in ogni forma che speri d'inventare.
La troverai al mattino alzandoti alla meglio o con la mente stanca se di sera.
Allora avvertirai un sussulto forse una voce.
Post n°168 pubblicato il 27 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
Sogni o illusioni se ci sono li sosteniamo con la nostra ebbrezza. Non siamo soli allora e non saremo soli.
E avremo parole ma semplici parole di quelle che conducono per mano di giorno e poi la sera e ci regalano sogni o illusioni.
Quando se ne andranno torneremo soli.
Post n°167 pubblicato il 25 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
Torno ancora a trovarti strappandomi a quel tempo che non senti passare. Sarà l'affine che ci pone a fronte?
La mia presenza non sai davanti al tuo profondo ragguardevole oscuro ma certo raggiungibile fondale.
Da un altro nel silenzio ti guardo senza misura che lo colmi dove non giunge il sole con la sua luce bianca.
Post n°166 pubblicato il 23 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
Volano farfalle verso il poverello e lui le accoglie sul palmo della mano sul saio le riceve e sulla barba bianca. Alcune gli ruotano intorno altre si librano indugiano volano via e rivolano scherzose sul capo per fare aureola. Non han più parole dei fiori che al sole si destano e mandano effluvi dal campo: lieve spirare di campo e il saio consunto profuma di corolle appena dischiuse. A quel diporto il poverello sorride lieto della primavera e lieta è la sosta sopra la pietra.
Post n°165 pubblicato il 20 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
* * Sotto l'arcobaleno lucertola appari: primavera d'amore nel timido sole.
Fuori bel sole. È primavera. Attendo ancora dentro tenendomi leggero postando poco: appena un esserino buono buono e più che mai avvezzo stretto al suo campo legato alla sua terra. Lucertolina apparsa silenziosa d'un tratto e senza peso per gli occhi per l'udito e per nessuno. E come su quel sasso fosse nata dorata dal sole che la scalda.
Che strano però io sto scrivendo con l'impressione che tutto vada bene e per il meglio seduto sulla pietra che mi guarda. Seduto al posto giusto di sotto a un colorato stupendo arcobaleno. E questo è l'incantesimo più vero la fiaba più reale la fiabarcobaleno trasognata di sé incantata e anche di me di me che sto scrivendo e son passati anni da quando scrissi per la prima volta.
Ma sì dev'essere così e non diverso. T'ascolto arcobaleno! canzone incantata di sé trasognata di me che sto scrivendo dell'esserino immobile ma tanto immobile da non lasciare dubbi sul fatto che sia vivo ma che non sembra per quanto certo e vero. Neanche attendere mi pare: trascorre in quella pace un mondo di pace.
Ma dove para oggi il poeta? ciarla a caso e tutto va più lento al punto da fermarsi: materia per voi santi poeti e sognatori un gioco di parole senza fine.
Parole suoni colori girandole vaganti sogni nascenti pensieri delicati. È primavera.
E si potrebbe anche seguitare! andare avanti dritti all'infinito e giù di corsa più avanti ancora sul sentiero dei sogni più veri senza sostare senza più tornare.
Post n°164 pubblicato il 18 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
Scende malinconia ma non come pioggia dal cielo o lungo ripide scale.
Nel posto in cui mi trovo soffia un vento impetuoso mentre passa un treno veloce che porta lontano.
Il mio arriverà fra un quarto d'ora che fisso in pochi versi di vento e sole sotto un azzurro cielo sovrumano.
Post n°163 pubblicato il 16 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
Così lontane che nulla può infine richiamarle. E cerchi di afferrarle come si afferra al volo un arcobaleno dopo subito la pioggia se nasce un sole che indora.
Post n°162 pubblicato il 15 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
Poi che tace non causa lite alcuna e senza macchia trascorre la sua vita. È l'assoluta pagina non scritta dove non scorre inchiostro né gocciole di sangue e di follia.
Nessuno che la indaghi: attende nel suo limbo solitario e muto con l'anima assopita che non s'è mai trovata e neanche perduta.
Ma di sicuro un senso conterrà d'inavvertito : qualcosa di sonoro che non s'ode o di colore che l'occhio non vede o versi nuovi che sconosciuti a tutti rimarranno.
Ma infine qualcosa vorrà dire la pagina non scritta non letta non pensata: la pagina bianca!
Post n°161 pubblicato il 13 Marzo 2012 da fin_che_ci_sono
È un giorno incerto sebbene di vacanza.
Al solito c'è il mare che lento mi sussurra qualche storia. Il vecchio amico mare cosparso di frammenti luminosi.
E nuvole in forma di batuffoli o veli leggeri. Ma poche a decorare un cielo già sereno.
E spira un vento caldo ancora più leggero di quei veli e che mi sfiora appena.
Da presso nessuno che si veda ma è normale in giorno di lavoro. E sono solo.
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