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fin_che_ci_...
   
 
Creato da: fin_che_ci_sono il 08/12/2010
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Le poesie postate sono mie composizioni.

Alcune sono già apparse in altro mio blog.

Le immagini qui visibili sono tratte da internet e saranno prontamente rimosse a richiesta dei legittimi proprietari.

 

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" IL SOLE INCENDIA I NOSTRI VOLTI "

Post n°220 pubblicato il 06 Maggio 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

È un sole

che immagino al tramonto

sopra un colle

o a filo d'orizzonte

sul baratro del mare.

 

Intorno è la città indifferente:

suoni

colori

un giorno sul finire

lavoratori che a casa si torna.

 

E c'è un sole

che incendia certi volti...

È da supporli tanto innamorati

se infine m'ispirano dei versi

benedicendo il mio fantasticare.

 

 

" Il sole incendia i nostri volti ", una frase che lessi da piccolo e di cui mi sono sempre ricordato, fino a mitizzarla. Da grande, poi, ho composto questa breve poesia.

 
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UN GIORNO

Post n°218 pubblicato il 03 Maggio 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Non c'è luce sul mare

ma un presagio

del vento che arriva.

 

Coloro gli eventi

e predico tempesta

dove solo si librano nubi

appena imbrunite.

 

Ma le onde non mentono:

sfidano l'aria

squassano rive

sfiatano abissi.

 

Un giorno

così modulando

scriverò le loro canzoni.

 

 
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FOREVER

Post n°217 pubblicato il 30 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Andrò per le strade

seguendo la tua luce

di giovane compagna.

 

Sarai la mia Musa

la mia ombra incantata

il mio sogno segreto.

 

Saremo accanto

violino e pianoforte

melodia del giorno.

 

Trascorreremo

da fiumi impetuosi

la fantastica notte.

 

 
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DOMENICA

Post n°216 pubblicato il 28 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Insiste una quiete sepolcrale.

Anche il senso di amaro è diverso.

L'aria è priva di odori

e il mattino ha una luce indecisa.

 

Ma oggi non conta dove andare.

Si vive una calma ch'è tristezza

come triste può essere una sera

o anche una guerra silenziosa.

 

Nel frattempo viene da pensare

che di certo saresti un raro fiore

se domani non fosse la deriva

o mia lenta sempre fiera Domenica!

 

 
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NOTTE E DINTORNI

Post n°213 pubblicato il 24 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Storie inventate

sottratte alla terra

al cielo al sole alla luna alle stelle remote.

Storie incompiute

amiche dei fiori e delle sante passioni.

Storie levate su tutte le croci.

Storie senza fine

per non morire.

Storie che non giocano ai sospiri.

Storie piane

come piano è il mattino la notte e la sera

il taciuto e ultimo pensiero.

E piano il silenzio della vita.

 

Anche il rumore è piano e la morte si adegua:

liscia uniforme senza fiato

muta e incontrastata

fiore incontaminato che contamina

morte esatta e spontanea

morte ingenerosa.

 

E poi il dolore composto e silenzioso

l'incerta poesia a lei contesa da mani invisibili

modellanti un sogno che non vuol dipanarsi

costretto a mutare

a richiamare il corpo e la coscienza.

E al primo apparire

ancora in fasce

già sgambettare sotto la pioggia

bussando alla porta del perdono

al vento al lampo al tuono alle mute arrabbiate

agl'impiccati ai lati della strada

alla tempesta dei suoni che si levano

e rombano assonnati e poi coscienti

squillanti

per tagliare una meta come ora la taglia il poeta

sfondando la notte.

 

 

Si tratta di una poesia sulla poesia, sul lavoro del poeta. Le "storie" sono quelle che i versi raccontano. E dato che la poesia è vita, inevitabilmente richiama la morte, sua nemica. Il poeta chiama la poesia "sogno che non vuol dipanarsi", a causa di "lei", della morte a cui bisogna strapparla. E una volta nata, la poesia, "ancora in fasce", cerca conferme in giro, bussando a tutte le porte: ciò che corrisponde ai tentativi del poeta di modellarla alla meglio per conferirle valore poetico. E tali tentativi sono causa di tensioni, costruzioni e rifacimento di parti o del tutto. Quando infine il poeta ha completato, dal suo punto di vista, la sua opera, ha posto ordine in ciò che stava facendo al prezzo di aver messo prima a soqquadro un bel po' di cose, infine "sfondando la notte".    

 

 
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INCANTIAMO LE ROSE

Post n°211 pubblicato il 03 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Chiameremo giorno

uno spicchio di vita rubato all'eterno.

 

Silenzioso incontro.

 

Insonni ancora al grido dell'alba

stanchi eravamo e troppo soli

tristi giardini dentro i nostri cuori.

" Incantiamo le rose col nostro amore:

non senti ebbra la primavera? "

Al mio canto t'unisti... leggera.

*

*  

Con questa  "leggera" poesia sospendo le attività. Troppo lavoro in arrivo, e non so ancora quando e se riprenderò a postare. Tempo trovando, rivisiterò il mio blog e quelli degli amici, ma le occupazioni giornaliere chiamano e non posso rimandarle.

A Voi che mi avete seguito lascio un caro saluto e un abbraccio.

Fin

 

 
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IL SILENZIO

Post n°210 pubblicato il 02 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

C'è fin troppo silenzio.

Ma qualcuno è venuto

e ne scopri la traccia.

Il silenzio è la traccia.

 

Il silenzio lo ascolti

e fa anche rumore.

Ma qualcuno è partito

e un languore t'assale.

 

Un languore che avverti

in un giorno svanito

che di notte ritorna

si nasconde nell'ombra.

 

E ti chiama ti parla

vagamente impedito

ma ti sfiora tagliente l'udito

se lo sai ascoltare.

 

 
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FATALITA'

Post n°209 pubblicato il 01 Aprile 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Un occhio ti guarda impassibile

puntuale come il giorno e la sera.

Un occhio poche volte benevolo

talvolta indifferente

predatore.

Soltanto a posteriori

ne cogli le movenze:

tu sei il bersaglio e lui l'arciere

un'entità sfuggente

abile

simulatore.

Sai la sua potenza e del peccato

ma t'inganna: sempre alle spalle

lo avverti con un soffio tentare

intrufolarsi leggero e silenzioso

dentro cose e pensieri

gabbare la tua mente e la tua forza

e del delitto che in seno contempla

in breve farti parte.

 

L'opera la compi e si consuma

come l'ora che giunge e tutto rischiara.

 

E d'improvviso l'arco si tende

s'incocca la freccia affilata

che vola nell'aria sibilando:

cita il tuo nome e le generazioni

l'opera compiuta il tuo misfatto.

E urla quell'ora

la tua ora

con tanto di squilli e dannazione.

Vola nell'aria e sibila ancora

con tanto di requie e morteinvita.

Poi ti sorprende precisa

in pieno petto

dritta al cuore

nel centro che trema

e che si spacca. Tu non la vedi

ma scorgi i pezzi a terra sanguinare

e li chiami per nome:

Trama e Delitto

Gloria e Caduta

Inferno e Dannazione:

schiusa è la terra e tu sei morto!

 

 

Il Peccato è tentatore, "coltiva" la sua vittima. E la vittima, cedendo, "incorona" il Peccato commettendolo. La vittima, però, essendo di animo sensibile, è assalita da sensi di colpa. A questo punto il Peccato si ritorce contro di lei e diventa un infallibile arciere.

 

 
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ORA LEGALE

Post n°208 pubblicato il 31 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Solitudine in giro e pensieri assopiti

e domenica lenta a passare

nonostante il cambio dell'ora.

 

Marzo s'avverte ancora

nel freddo pungente

nel vento che spazza la strada

nel suono di note campane

vicine lontane.

 

Solitudine in giro e pensieri svagati.

E nel cuore dei radi passanti

non sembra che sia primavera.

 

 

                                   Buona Pasqua

 
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LA LODE

Post n°207 pubblicato il 30 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

"Il mondo è tuo!"

si sente dire un uomo

per via delle scarpe che indossa

invero belle. Ma l'uomo lodato

non sa imbaldanzirsi

neanche per far finta.

Rimane impassibile alla lode

e inizia a dialogare.

Da parte sua l'uomo della lode

ha lodato convinto pienamente

magari con un pizzico d'invidia

rivolto a quelle scarpe

così eleganti e alla moda.

E pensa qualche cosa

di fronte all'impassibile dell'altro:

falsa modestia?

timidezza di fronte a una lode?

freddezza caratteriale? 

o forse... nemmeno?

Ma allora

perché non gongolarsi a una lode?

forse un malore

ma un malore strano

impedisce la gioia che suscita la lode?

sta dunque male l'uomo lodato?

di un male che più non si contiene?

di un male che blocca il sorriso

e a malapena concede parole? 

oppure? oppure che?

Invero

l'uomo lodato non possiede nulla

né tantomeno il mondo

con quello che contiene.

E con amare note

un chiaro intendimento

gli sussurra il vero e che la vita è triste.       

 

 
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IDEALE

Post n°206 pubblicato il 29 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Ci troveremo ancora

dove il tempo finisce

e non ci sono paesi.

 

Ma non temere:

la morte sarà lontana

e la notte sicura.

 

Sarà un cammino

per terre inesplorate

e sentieri fioriti.

 

Andremo senza sapere

dove il passo ci porta

e il sole tramonta.

 

E non avremo

altra dimora

se non il cielo stellato.

 

E liberi saremo

senza parole

inutili come sono le parole.

 

E sentiremo

il tempo agonizzare

al canto di poeti lontani

 

ad annunciarci

ancora giovinezza

insieme per sempre.

 

 
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QUASI UNA PREFAZIONE

Post n°205 pubblicato il 28 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Scriverò un libro che dia il senso del vero

di quel mistero che pur sempre sfugge

ignoto al poeta che non può comprenderlo

perché lui stesso è il mistero.

 

Un libro sul quotidiano

letto da occhi ignari

generosi.

 

E una volta scritto

una volta letto

affidarlo a un vecchio comodino

accanto al giacitoio notturno

prima di spegnere la luce.

 

E tutto questo con fare silenzioso

distratto

coi sensi andati

quasi compiacenti

sebbene insoddisfatti.

 

Fatto con l'anima

con tutta l'anima

diventata seria oramai

pensando al meglio:

a quanto sia ridicolo avercela fra i denti.

Io la mia. E tu

lettore invisibile

forse la tua.

 

E tutto questo con fare scontato

preludendo al domani

ma con la mente non curiosa di sapere

non legata al domani.

 

E infine

con il libro vicino e una mano sul cuore

nel silenzio dormire.

 

 
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D'UN TRATTO

Post n°204 pubblicato il 27 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

*

*

Mattino. Il campanile si strema

vuole tendere al cielo

e toccare le stelle:

quanta corsa prima di sera

quanto lunga la strada!

 

La memoria reggeva (non avevo la penna)

ma un lago pure m'incanta sotto la pioggia

e mi cambia i pensieri.

                                     

Sole vento pioggia.

 

A una mensa puoi sempre capire

come un lago si mostra

e se ha qualche cosa di bello

non puoi non sentirlo.

E così d'ogni cosa che vedi

piccola o grande

povera o bella.

Osserva:

un fiore nel vento d'autunno

o che posi nel sole

sta muto.

Se appena parlasse tacerebbe

ma tacendo ti parla.

E con voce di semplice creatura

ti dirà di fermarti

che il cielo è dei vinti

che una corsa prima t'avvince

ma presto ti strema.

Ti dirà d'aspettare:

nell'attesa potrai elevarti

finalmente sapere

e scoprire che un semplice fiore

fosse anche caduto

può celare nel sole o nel vento

l'intero universo.

 

Dopo i versi interrotti e così ragionando

seguitavo a pensare mentre fuori pioveva.

Quand'ecco: seduta di fronte

discreta

una vecchia da un pezzo nel vino

d'un tratto mi guarda e:

"Buon appetito!" mi dice

negli occhi un sorriso.      

 

 

I versi in corsivo, interrotti per il subentrare di altri pensieri, mentre li componevo cercavo di memorizzarli perché "non avevo la penna" con me (poi l'ho trovata, presa in prestito).          

                                               

 
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VAGOLANDO

Post n°203 pubblicato il 26 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Mattinata di foschi colori:

densi nel cielo grigi sul mare.

Vuoto il campo visivo d'ogni forma di vita

che non sia quella di specie vegetale.

E tutto è fermo fra alberi silenziosi.

 

Una strada si snoda e porta a un altrove.

Io m'incammino ma non so per dove

lieto di fingere una meta:

mistero con cui l'anima si fonde

mentre si osserva e senza fretta avanza.

 

 
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DOPO LA PIOGGIA

Post n°202 pubblicato il 25 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Il tempo ritorna luminoso

e modula il mattino.

La terra ha nuovi richiami

conformi all'apparenza.

 

Belli gli alberi immoti

con le loro esili cime:

li osservo senza parole

e tutto è più buono e sereno.

 

E l'ora infonde speranza

pace rinata e amore.

Nell'aria tranquilla

il sole feconda la vita.

 

 
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SI DILEGUA IL TEMPO

Post n°201 pubblicato il 24 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

E il giorno si scolora

cade dolente sulla strada

come pianto velato

che un mistero trattiene.

 

Si dilegua il tempo. E la vita.

 

E non c'è terra dove si cammina.

Solo l'eterno indistruttibile rimane

dove tutto rovina senza storia

e a casa ritorna.

 

 
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L'ARCOBALENO

Post n°200 pubblicato il 23 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Ho contemplato e udito l'arcobaleno.

Era mattino e la pioggia finita.                       

"Non temere. Segui la tua via.

Nel cuore avvertirai le tue certezze

rese più forti da istinto e sapere.

 

Se guardi in alto mi ritroverai

in giorni di pioggia ormai caduta.

E sfoggerò di tali colori

da far brillare tutto l'intorno!

meno quel buio che dentro ti sfiora...

 

Ma ti lamenti di questa tua vita

poi che ti sembra solo un'attesa

per arrivare all'ultimo giorno.

Avrai del tempo da vivere ancora

e nuova gioia da storie a venire.

 

Intendi le udite parole?

In un mattino colmo di luce

vi aggiungo questo pensiero:

afferra i colori più belli lungo la via

e offrili in dono a tutti i tuoi giorni."

 

 
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LUNGO LA MIA STRADA

Post n°199 pubblicato il 22 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Un suono d'acque

lungo la mia strada

mi giunge come in sogno

all'improvviso.

 

Un senso mi riporta

un che di antico

e una musica

mi sembra ricordare:

 

"Che fossero

le acque di mia madre?"

 

Mi fermo un solo istante

a meditare...

 

Poi camminando

verso l'imbrunire

m'accorgo che indifesa

è la mia vita.

 

 
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POESIA PER UN INIZIO DI PRIMAVERA

Post n°198 pubblicato il 21 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Oggi c'è il sole.

Quel tuffo d'incerta primavera

dentro il lago

a rischiarare l'acque

ci fa sentire nuovi

nell'aria frizzantina del mattino

di colore azzurrino.

Ci fa notare i fiori nelle aiuole.

E un culmine lontano

oltre il lago

manda multicolori

un bell'arcobaleno

che a scivolarci sopra si riscopre

cos'è che lega

l'una all'altra sponda.

 

E l'aria trema

al suono di chitarre mendicanti

e tutti corrono ad afferrare note.

Qualcuna sfugge

dritta in fondo al viale

a sussurrare...

 

E quando è sera

mirando l'altra sponda

è bello immaginare

tanto per fare

che a un suono di sirena

un che di primavera

bianco fra i capelli - forse un fiore -

fermi la nave mia nel tempo dell'amore.

 

 
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POESIA D'AMORE

Post n°197 pubblicato il 20 Marzo 2013 da fin_che_ci_sono

 

 

Cosa porterà questa sera

quale altro sentire?

 

Avrò pensieri stasera

di certo avrò pensieri

e all'improvviso l'eterna intuizione:

riscoprirò che il mondo è bello

e che la vita è bella

meravigliosa.

 

Poi penserò la storia

la nostra storia di pazzi innamorati

che si rinnova a ogni giro di stelle.

 

 
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