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Errani e i rimborsi regionali

Errani prova a metterci un coperchio per coprire lo scandalo dei rimborsi in Regione Emilia-Romagna

Ci sta provando in tutti i modi Vasco Errani a mettere un coperchio sulla spinosa vicenda dei rimborsi regionali. Il combattivo presidente dell’Emilia Romagna ha deciso di farsi paladino dei diritti e delle prerogative dei ‘suoi’ consiglieri regionali, da proteggere e tutelare da controlli indebiti. Una determinazione che è andata fino alla Corte costituzionale. E la scorsa settimana ecco un intervento tanto discreto quanto deciso, con due emendamenti inviati alle Commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera dei deputati, intente a convertire in legge il Decreto sui risparmi nella Pubblica amministrazione. Il governatore ha inviato un documento di tre pagine, che Il Fatto Quotidiano ha potuto leggere, in cui ha chiesto ai deputati del Pd di procedere, di fatto, a un colpo di spugna nella normativa esistente che riguarda i controlli della Corte dei conti sulla “gestione finanziaria degli enti territoriali”. Normativa stabilita nel 2012 dal governo Monti con un decreto, il 174/2012, che mirava a dare una risposta agli scandali dei vari Fiorito o della giunta Formigoni. Dopo il clamore di Lazio e Lombardia, le inchieste sono partite ovunque. Anche nella rinomata Emilia Romagna in cui Errani governa da quasi 15 anni. Sotto la lente della Corte dei conti sono finiti 1,8 milioni di euro di spese “non a norma”. Un consigliere Idv, ad esempio, ha speso 25 mila euro in soli sei mesi; la cognata di Pierferdinando Casini, Silvia Noé, si è fatta rimborsare cene fatte per beneficienza. Il capogruppo Pd ha portato a rimborso 1.100 euro pagati per due notti in un hotel a Venezia.

 

La paghetta di Calderoli - Il Giornalettismo

L’indignatissimo Roberto Calderoli faceva notare qualche tempo fa che lui dava un sacco di soldi alla Lega, e la casa che il partito gli pagava a Roma (in una zona di gran lusso) era quindi cosa dovuta. Oggi, scrive il Giornale, spuntano altri 2200 euro dati senza giustificativi: 

Le ricevute mensili, firmate dal senatore leghista, sono contenute nel memoriale che l’ex tesoriere della Lega al Senato, Piergiorgio Stiffoni, cacciato malamente dal partito, ha raccolto e tiene pronto per i pm di Roma, quando lo chiameranno. Dalle carte emergecheCalderoli,subitodopolacaduta del governo di cui era ministro della Semplificazione (suo sottosegretario era Francesco Belsito), quindi a metà novembre 2011, chiese ed ottenne dalla tesoreria della Lega al Senatoun contributo mensile di 2mila euro, oltre ovviamente allo stipendio da senatoreeall’affitto per l’appartamento a Roma (pari a 2.200 euro mensili).

Il primo mese la «paghetta» è stata trasferita con bonifico bancario, ma nei mesi successivi (almeno quattro) il contributo è stato dato cash, in contanti, all’attuale triumvirodellaLega, cui Stiffoni faceva firmare ricevute senza un giustificativo:

Forse una compensazione per il surplus di lavoro fatto da Calderoli come coordinatore nazionale delle segreterie (incarico per il quale «non ho mai percepito un’indennità », ha già spiegato Calderoli, visto che per anni la Lega gli ha riconosciuto «soltanto un rimborso per le spese sostenute »che,tra l’altro,«è stato costantemente e totalmente devoluto al movimento stesso»), o per l’introito da ministro che era venuto a mancare causa caduta governo. I gruppi parlamentari possono usare i soldi messi a disposizione dal Senato e dalla Camera (in tutto 70 milioni l’anno), come credono, all’internodicertiparametri.

Quindi la Lega può benissimo scegliere di dare ogni mese 2mila euro in contanti ad un suo importante esponente:

Queste uscite sono ora al vaglio della società di revisione esterna PriceWaterhouseCoopers, ingaggiata dalla Lega per analizzare i conti dell’ex tesoriere Stiffoni, e l’indagine si sta concludendo in modo positivo, nel senso chenonmancherebbeuneuroei contisarebbero tutti in regola (ma allora perché Stiffoni è stato espulso dalla Lega come fosse un ladro?).

 

BREAKING NEWS

LEGA -
Giro di soldi del tesoriere
Da: Il Giornale

I COLONNELLI
E il legame tra Belsito e Bonet è solido. Tanto che sarà il faccendiere a occuparsi di investire a Cipro i 6 milioni di euro prelevati dalle casse di via Bellerio, e depositati su un conto gestito da un altro indagato: Paolo Scala, sentito ieri dai pm milanesi. Un personaggio (e un interrogatorio) chiave, tanto che il suo verbale è stato secretato. Ma la gestione «allegra» della cassa da parte di Belsito non sarebbe stata sconosciuta all’interno della Lega. Nell’informativa consegnata dai carabinieri del Noe alla procura di Napoli, infatti, compaiono alcune intercettazioni che riguardano Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Una delle ipotesi investigative è che le spericolate operazioni finanziarie possano aver ricevuto la benedizione da qualcuno che siede ai piani alti del Carroccio. Maroni e Calderoli, al telefono con Belsito, discutono degli investimenti fatti con i fondi del Carroccio dall’ex tesoriere. Lui che, in un’altra conversazione del 24 febbraio, spiega a Romolo Girardelli (il contatto fra Belsito e gli uomini della ’ndrangheta) che «per sé non aveva preso nulla, perché sono serviti a soddisfare le esigenze di altri».

IL VORTICE DI MILIONI
Come si fa a far sparire un po’ di denaro? I pm seguono gli affari di Bonet con la Siram. E notano qualcosa di strano. In particolare, il 24 febbraio del 2010. Quando 3,4 milioni di euro viaggiano dall’azienda energetica alla Polare. Lo stesso giorno, 3,2 milioni passano dalla Polare alla Fintecno (altra società del gruppo), assieme ad altri 152mila euro. Nell’arco delle 12 ore, Fintecno retrocede a Siram 2,9 milioni, e 138mila euro. «Il trasferimento di denaro fra le società è alquanto astruso e per certi aspetti incomprensibile e illogico». Insomma, sarebbe tutto falso. Un giochino per creare crediti di imposta. E fondi neri usati anche, secondo i pm, per oliare lo sponsor politico.

Secondo gli inquirenti si tratterebbe delle «esigenze personali dei familiari di Umberto Bossi». Si tratterebbe di oltre 200mila euro per i figli del Senatùr e di una cifra tra i 200 e i 300mila euro per le spese del SinPa, il sindacato padano fondato da Rosi Mauro. Un’ombra sulla trasparenza degli investimenti la gettano le parole di Scala, intercettato al telefono. «Tranquillo», dice a Bonet a proposito degli investimenti a Cipro. I soldi «non hanno problemi a entrare e non avranno problemi a uscire. Escono dall’Italia, ma prima di arrivare dove devono arrivare fanno due processi di filtrazione, per cui la cosa è tranquilla».
 

Formigoni scarica
gli arrestati:
“Forse un errore candidarli”

SCARICA gli ex assessori arrestati, a dimettersi per gli scandali non pensa neppure. Conta di arrivare a fine mandato, a meno che non si apra una chance per le Politiche. Roberto Formigoni, presidente della Regione, ieri è stato chiaro parlando delle disavventure giudiziarie degli ex assessori Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni: «Non a caso forse, e lo sottolineo con una certa malizia, dal 2010 entrambi non sono più membri di giunta: questa è stata la mia decisione». Alla domanda se sia stato un errore candidarli, Formigoni precisa: «Probabilmente è stato un errore, con il senno di poi. Però la compilazione delle liste spetta ai partiti, e i due hanno raccolto decine di migliaia di preferenze. I fatti contestati risalgono a dopo le elezioni. Qualcosa non ha funzionato, ma si deve distinguere le responsabilità politiche da quelle personali. Inoltre vale sempre il principio di innocenza ».

E per il futuro: «Mancano tre anni alla scadenza della legislatura che onorerò fino alla fine. Ma è chiaro che io sono anche un dirigente di partito: quando e se ci saranno le elezioni politiche anticipate, valuterò col partito e con me stesso la decisione migliore». Nonostante le inchieste, Formigoni dipinge il Pdl come il «partito degli onesti: ogni volta che viene trovato qualcuno che ha tradito per noi è una sconfitta». Non manca la stoccata ai giudici: «La Lombardia è la Regione più virtuosa d’Italia ed è anche quella in cui la magistratura trova due o tre casi di corruzione. Chissà cosa accadrà nelle altre regioni meno virtuose. Peccato che lì la magistratura non sia altrettanto efficiente ». A commentare le frasi di Formigoni il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina: «Le parole del governatore rimangono insufficienti — spiega — rispetto al tema politico emerso con forza in questi giorni. E che la Lombardia abbia urgente bisogno di un’agenda di cambiamento profondo, che questa esperienza amministrativa non è in grado di dare, credo sia ormai convinzione assai diffusa».

Ieri, tra l’altro, è iniziato il processo a un altro ex assessore, Piergianni Prosperini, arrestato mentre era in carica. I consiglieri regionali Pippo Civati del Pd e Chiara Cremonesi di Sel chiedono che la Regione si costituisca parte civile nel processo: «Che Regione Lombardia scelga di non costituirsi parte civile nel processo a Prosperini grida vendetta». Formigoni, ieri, ha anche parlato d’altro, per dimostrare «che noi lavoriamo per aiutare i cittadini lombardi, nonostante la campagna mediatica scatenata in questi giorni». Ecco quindi una bozza di legge «per sviluppare l’economia lombarda», puntando sull’istruzione, sulla digitalizzazione e sul risparmio energetico.

 

Breaking News

Il Sindaco e Perri
si scambiano accuse sull'immobile 
PTB ceduto al comune

Il governo va sotto 3 volte:
Voto contro di FLI con l'opposizione

L'IRA di Bossi. Il governo non deve telefonare alla polizia.
Dobbiamo prepararci. Il governo tecnico è alle porte. E noi andremo all'opposizione. Per certi versi è pure un bene». La sua analisi è spietata. E non lascia spazio a vie di fuga. Fini valuta la rottura col Pdl, ma vuole arrivarci sulla giustizia e non sul Rubygate

Napolitano:
Bordata a Berlusconi.
Bocciato il lodo
ALFANO retroattivo

PDL - Volano gli stracci dopo il divorzio Berlusconi-FINI

Anche la fiducia del 29 settembre passa:
Ma Futuro e Libertà è determinate:
E la lega sente odore di bruciato
Bossi pessimista sul futuro


MAGGIORANZE A RISCHIO -
Il Pdl contava fino ad oggi su 271 deputati, secondo quanto riportato dal sito Internet della Camera , che scenderebbero a circa 240 se si confermasse la diaspora di una trentina di finiani. Considerato che gli alleati della Lega Nord contano 59 deputati, il rimanente Pdl più la sola Lega Nord non riuscirebbe a raggiungere la maggioranza assoluta a Montecitorio, che è di 316 deputati. Di vitale importanza per il governo, se volesse fare a meno dei finiani, diventerebbe quindi confermare ed eventualmente ottenere nuovi consensi nel gruppo Misto, che comprende 31 deputati. Di questi otto sono del partito di Francesco Rutelli, Alleanza per l'Italia; sei del Partito liberale italiano, tre dei Repubblicani regionalisti, 4 dei Liberal democratici, 5 del Movimento per le Autonomia e 3 delle minoranze linguistiche. Ci sono infine due deputati non iscritti ad alcuna componente. L'Mpa ed altri 5 deputati del misto hanno finora sostenuto il governo. Al Senato attualmente il Pdl conta 145 aderenti. La maggioranza può contare anche su 26 leghisti e su 3 aderenti all'Mpa per un totale di 171 senatori su una maggioranza assoluta, al netto dei senatori a vita, di 158 voti. I finiani qui dovrebbero essere tra i 10 e i 14.

 

The LAST NEWS

L'AUTOGOL DEL PDL E IL CONTROPIEDE DELLA LEGA NORD. IN AUTUNNO LA "PULIZIA ETNICA" DEL CARROCCIO IN BRIANZA INIZIA DA QUI.
Tempi duri per la PDL - Il Sindaco è avvisato?

Davanti alla debolezza degli organi provinciali del Pdl, la Lega Nord o meglio Cesarino Monti dà il meglio si sè. E' come lasciare Milito o meglio Kakà dei tempi d'oro (vista la militanza milanista del Leone di Lazzate) dieci metri di vantaggio ini contropiede. Il prezzo per tenere a galla la baracca sgangherata della coalizione desiana era un assessorato in più al Carroccio. Prima dell'inchiesta sulla 'ndrangheta. Ora le quotazioni dell'appoggio leghista sono in rapida e continua salita. L'ossigeno costa sempre più caro. Tutti a casa e candidato sindaco padano doc. Un modo per fare pulizia all'interno del Pdl come sostiene da giorni il senatore Monti. E il Popolo delle Libertà come un puglie suonato al primo round non può che incassare messo nell'angolo dalle liti interne e dalla mancanza di una leadership  provinciale in grado di tenere testa ai "pugni leghisti". Il Pdl non è riuscito nemmeno a tenere una linea comune davanti all'onda che ha spazzato via il "cardinale nero" e 40 anni di politica amministrativa. La brutta pagina del consiglio comunale pieno di botte e insulti si poteva evitare, ma ormai a Desio e dintorni nel Pdl ciascuno ragiona per sè. E il primo cittadino in mezzo a prendere botte da una parte all'altra. Quanto potrà durare? Non arriva al panettone dicono i maligni. La Lega si frega le mani per un progetto più ampio che punta all'intera Brianza. Del resto chi è senza peccato (in zona) scagli la prima pietra. Cesarino da Lazzate ne ha un'intera montagna di scorta.
Editoriale di Marco Pirola, direttore de "L'esagono" - tratto dall'uscita del 26 luglio 2010

Nelle carte spuntano anche
i nomi di Perri e Pezzano
I soldi nascosti nei tubi
da Il Cittadino M&B - QUI

 

 

 

Altre News

Il Coordinamento Cittadino di Desio
strappa una promessa al SINDACO:
Presto una ORDINANZA PER LA SICUREZZA CON IL SERVIZIO PERMANENTE DI POLIZIA SERALE CON TURNO 
DALLE 19 ALLE 24.

 ***

Arrivano primi commenti
sulle nomine A.L.S.I
al post 191
.

***

da Il Giorno del 21 Giu 2010
articolo di Alessandro Crisafulli

Desio. non solo il PAM: per il PD passaggi poco chiari su altri terreni

PRESTO sul tavolo della magistratura che indaga sul Pgt di Desio arriverà altra carta. Che potrebbe, secondo la minoranza, scottare. Riguarda un terreno proprio a fianco di quello della Pam. «A seguito dell’acquisizione da parte della Procura di Monza di copia della variante industriale al Prg approvata nel 2004 - ha detto Lucrezia Ricchiuti del Pd - chiediamo a questa Amministrazione di sospendere immediatamente la procedura del piano attuativo D4, in quanto da una visura storica della proprietà si evidenziano numerosi passaggi riconducibili a persone e società attualmente sotto indagine. Chiediamo inoltre di trasmettere tutti gli atti alla Procura». E la Ricchiuti ha fatto poi nomi e cognomi: «Qui, dove nascerebbero due medie strutture di vendita - ha detto - nei vari passaggi di proprietà risultano la Mais srl e la Guado srl, quindi Ponzoni e il suo commercialista Sergio Pennati». «Il Piano attuativo è conforme al Pgt - ha replicato l’assessore all’urbanistica Michele Vitale - trasparente e legale».

 

 

Editoriale - Lega: la nuova via comunicativa

Conoscendo bene le indicazioni di partito che "suggerivano" SEMPRE e SOLO autorizzate le dichiarazioni del segretario cittadino, vedere adesso il capogruppo VILLA agire per nome e per conto del provinciale (il Giorno del 3 luglio) la dice lunga sulla evoluzione politica desiana.
I punti di vista politici del segretario MOTTA (seduto in giunta), di fatto, vengono puntualmente precisati dal capogruppo. Qualche cambiamento sta avvenendo. E qualche sorpresa è alle porte. Altrimenti, che senso avrebbe la "doppia anima" leghista?

 

La Giunta difende il PGT

da Il Giorno
articolo di
ALESSANDRO CRISAFULLI

— DESIO — 31 maggio 2010
C’È TENSIONE palpabile, in Comune a Desio, per l’inchiesta della magistratura monzese sulla presunta mazzetta al consigliere regionale Massimo Ponzoni per un intervento edilizio compreso nel Piano di governo del territorio. Tensione moltiplicatasi con la visita, giovedì mattina, della Guardia di Finanza di Milano, che è rimasta fino al primo pomeriggio chiusa negli uffici del settore Tecnico, dove ha sigillato alcuni armadi e da dove ha portato via del materiale di suo interesse, lasciando all’Amministrazione un verbale di quanto fatto.

Eppure, il sindaco Giampiero Mariani e la giunta di centrodestra cercano di allentare la pressione. Lo hanno fatto con un comunicato stampa: «Le spiacevoli vicende degli ultimi giorni non hanno certo rallentato la nostra coesione politica e non frenano i nostri sforzi per lavorare per una Desio migliore - scrivono -. Proprio il Pgt, approvato circa un anno fa, è lo strumento base di programmazione e di sviluppo in cui crediamo fermamente e su cui abbiamo lavorato in condivisione con la società civile e le parti sociali. In quel documento, nato da un grande sforzo progettuale realizzato coi migliori urbanisti del Politecnico di Milano e verificato all’insegna della condivisione politica e della partecipazione popolare, è racchiuso il disegno della Desio del futuro, in un nuovo sviluppo equilibrato della città che raddoppierà il verde fruibile dai cittadini, che avrà nuovi servizi, parchi e infrastrutture. Una città che crescerà, in maniera organica e di qualità, rimanendo a misura d’uomo».

UNO STRUMENTO che vide il timbro della maggioranza di centrodestra, più il consigliere indipendente Michele Vitale (oggi assessore all’urbanistica). Mentre l’opposizione fece pollice verso, così come sollevò dei dubbi la Provincia e ci fu la richiesta di un referendum per cancellarlo, da parte del Comitato «Più Desio meno cemento». «Auguriamo che l’indagine della magistratura possa al più presto chiarire ogni aspetto - prosegue la giunta - sia sulle procedure sia sulla correttezza delle persone coinvolte, in modo tale che l’attuazione del Pgt - già avviata - possa manifestarsi nello svolgimento della vicenda amministrativa con tutti i suoi effetti sia di bilancio sia di programmazione. Ribadiamo la nostra serenità garantendo massima collaborazione alla magistratura».

 

La lega vota tutto sperando nel federalismo

da Fatto Quotidiano di Gianni Barbacetto (30 Maggio 2010)

Matteo Salvini, direttore di Radio Padania e leader emergente della Lega, non ha dubbi: “Il Pdl? È una strana bestia. Adesso Roberto Formigoni se la prende con la manovra economica, dice che taglia i soldi alle Regioni e dunque impedisce il federalismo. Non è vero, e lui lo sa. La polemica di Formigoni non è contro la Lega, ma tutta dentro il Pdl. Non so quali siano i suoi obiettivi: per quanto mi sforzi, non riesco proprio a capirli”. Eppure lui, il “Celeste”, presidente della Lombardia per la quarta volta, le aveva cantate chiare: “La manovra varata dal governo mette il federalismo a rischio. Le Regioni dovranno sopportare il 45 per cento del carico dei tagli, 10 miliardi in due anni su un totale di 24”. E ancora: “Occorre ripartire i tagli diversamente”. Come a dire: cari amici della Lega, caro Giulio Tremonti, caro Silvio Berlusconi, pensateci bene. Questa vostra manovra ci indebolisce, lascia i “governatori” – e noi del centrodestra più degli altri – esposti a ogni critica e al rischio di una grave perdita di consenso: saremo noi, in queste condizioni, a dover tagliare i servizi ai cittadini.

GUERRA CIVILE. “È una polemica interna al Pdl, quella di Formigoni”, ribadisce Salvini. “Per una ragione semplice: il federalismo non costa una lira in più. Sposta solo le risorse da Roma ai territori. Dunque non ha senso urlare che il federalismo è a rischio. Il federalismo si farà: anzi, i momenti di crisi sono quelli in cui si può prendere più forza e fare le riforme più coraggiose”. Il quotidiano della Lega, la Padania, lo ribadisce da giorni e ieri, sabato, lo ha scritto esplicitamente nel suo titolo d’apertura, in prima pagina: “Il federalismo accelera. Anche la gente lo vuole”. E subito sotto: “Calderoli: a giugno i decreti su costi standard in sanità e autonomia impositiva”. Bisogna correre, dicono in coro i ministri padani: “Non sono d’accordo con Formigoni. La manovra è una sfida, uno stimolo per accelerare”, dichiara il ministro dell’Interno Roberto Maroni. E Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, preme l’acceleratore sui decreti attuativi: “Bisogna portare a giugno, oltre al decreto legislativo sull’autonomia impositiva degli enti locali, anche quello sui costi e i fabbisogni standard”. Lo scontro, evidentemente, è tra chi ritiene che il federalismo abbia un costo e che dunque sia irrealizzabile ora la manovra fa stringere la cinghia proprio e soprattutto alle Regioni – e chi invece è convinto che si trasferisce quel che c’è, e se è meno non importa: si trasferirà alle Regioni quel poco che c’è. Tanto, le Regioni che interessano alla Lega sono comunque le più ricche d’Italia: Lombardia, Veneto, Piemonte...A soffrire davvero saranno quelle più povere. Intanto i leghisti difendono le Province, mentre i deputati finiani del Pdl propongono, dalle pagine del Secolo d’Italia e con portabandiera il deputato Santo Versace, la loro abolizione totale. Il testo della manovra, finalmente disponibile dopo tre giorni di sintesi, annunci e chiacchiere senza una formulazione precisa, ribadisce che saranno abolite le province sotto i 220 mila abitanti

 

La notizia

Ponzoni indagato
(Il Giornale, 25 Maggio 2010)

Una brutta storia di mazzette e scelte urbanistiche: e sullo sfondo l’ombra della malavita organizzata e dei suoi interessi nella politica e nel mattone. Al centro dell’inchiesta l’ex assessore regionale Massimo Ponzoni, che alle elezioni di due mesi fa era risultato, con 11.069 preferenze, il primo degli eletti nelle liste del Popolo della libertà di Monza e della Brianza.
A condurre l’inchiesta è il sostituto procuratore della Repubblica di Monza, Walter Mapelli. L’avviso di garanzia per corruzione è stato notificato la scorsa settimana dai militari della Guardia di finanza. Ma - ed è il dettaglio più inquietante - l’inchiesta è gestita da Mapelli insieme ai suoi colleghi del pool antimafia della Procura di Milano, coordinato dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Non si tratta, dunque, di una ordinaria storia di malcostume amministrativo. Ponzoni, infatti, avrebbe ricevuto un pagamento di 250mila euro da parte di un gruppo interessato a un’operazione urbanistica a Desio. Quel gruppo, secondo l’accusa, era a sua volta ricollegabile alle cosche.

È su questi soggetti, e in particolare sul clan Iamonte-Moscato che le procure di Milano e Monza stanno conducendo da oltre un anno una indagine assai vasta. Nell’ambito di questa indagine sono emersi i nomi di Ponzoni e di un altro personaggio assai in vista della politica brianzola: Rosario Perri, un geometra calabrese, a lungo in servizio all’ufficio tecnico del Comune di Desio, che solo in tarda età ha compiuto il salto di qualità scegliendo la politica nei ranghi del Pdl e diventando dapprima presidente del Parco delle Groane e poi assessore nella nuova provincia di Monza. A Perri è andata una delle deleghe più ambite, quella al Personale, agli Affari generali e alle società partecipate. Di Ponzoni, Perri è stato uno dei grandi elettori alle ultime regionali: «Gli dobbiamo riconoscenza e dobbiamo assegnargli il massimo delle preferenze» aveva detto inaugurando la sede di Desio del comitato a sostegno del candidato Pdl.
Ponzoni, sia come assessore regionale che come coordinatore del Pdl locale, ha sempre avuto molta voce in capitolo nelle scelte rilevanti della politica e dell’urbanistica brianzola. Ed è in relazione ad alcune di queste scelte che sarebbe scattata l’incriminazione per corruzione per un pagamento di 250mila euro da parte di un gruppo interessato all’operazione e a sua volta collegabile alle cosche. Di una operazione urbanistica su un area in via Molinara, a Desio, si parlava in alcune intercettazioni realizzate nel 2008 in cui tale Fortunato Stellitano, poi arrestato per associazione mafiosa, tranquillizzava gli interlocutori: «Martedì vado a trovare Massimo che è assessore all’ambiente, mi faccio fare lo svincolo ed è a posto». 

 

Sotto la lente

Nuova convenzione non firmata
Ecocity in stallo prima del disastro
(Da Il Cittadino del
29 marzo 2010)


Villasanta - Il progetto Ecocity? Era già bloccato prima del disastro Lombarda Petroli. E, secondo indiscrezioni, la causa sarebbe da addebitare a un mancato accordo tra Addamiano (proprietario della porzione industriale ma destinato ad acquisire l'intera area) e Giuseppe Tagliabue, legale rappresentante della Lombarda Petroli, storico titolare dell'ex raffineria e ancora proprietario della metà circa dell'area. I due imprenditori sono legati da rapporti di interesse da qualche anno, da quando gli Addamiano hanno messo gli occhi sull'area. Addamiano ha comprato la porzione industriale nel 2008, ma l'obiettivo era quello di completare l'acquisto, di ottenere variazioni sul progetto di riqualificazione del 2004 (concordato tra Comune e Tagliabue e formalmente ancora in vigore) e di realizzare le opere. In attesa che venissero perfezionati gli accordi con l'amministrazione comunale e variato il progetto con un incremento di residenziale da 3mila a 33mila metri cubi, Addamiano è partito con la porzione che risultava uguale sia nel vecchio progetto che in Ecocity. Ebbene, tutto quanto si poteva fare è stato fatto. In data 23 febbraio, senza la nuova convenzione che doveva essere firmata da Comune, Tagliabue e Addamiano, quest'ultimo non avrebbe potuto realizzare più nemmeno mezzo capannone, senza il rischio di commettere un abuso edilizio.

E perché allora l'appuntamento per la firma non è mai stato fissato? Secondo fonti ben informate, pare che Tagliabue, alla luce delle voci sulle difficoltà finanziarie di Addamiano, abbia sostenuto di non voler firmare una convenzione che lo impegnerebbe a completare le opere, nel caso di insolvenza del gruppo immobiliare.Nonostante le smentite ufficiali, tra l'altro, i due imprenditori pare non avessero rapporti idilliaci. E a confermarlo è un ex dipendente Lombarda: “Ogni volta che qualcuno di noi doveva recarsi nell'area di Addamiano o viceversa - ha detto - c'erano resistenze, diffidenza e qualche attrito”. Ecocity insomma appare sempre più irrealizzabile.

“Se davvero Tagliabue si è messo di traverso - ha commentato Guido Battistini, ex assessore all'Urbanistica della Lista per Villasanta - il futuro del progetto è compromesso. L'unica possibilità sarebbe stralciare e mandare avanti la parte industriale del disegno, ma a quel punto, senza il residenziale, al costruttore non converrebbe”. Intanto sono scaduti anche i tempi della bonifica che Tagliabue avrebbe dovuto concludere entro il 2009, stando alla convenzione del 2004. Nelle casse pubbliche infine giacciono 21 milioni di euro: una fidejussione versata da Addamiano (o Tagliabue) sul cui futuro non si possono fare previsioni.
Valeria Pinoia

 

Notizie dalla provincia

L'Assessore provinciale Antonino Brambilla consulente di Idra e di Berlusconi?
da il Cittadino MB del 22/02/2010

Arcore - L'assessore provinciale alla tutela del territorio è consulente di Berlusconi per il progetto Milano 4? Lo affermano - e lo chiedono - i consiglieri di Monza e Brianza del Pd dopo avere ascoltato il presidente del parco Valle del Lambro, Emiliano Ronzoni, in commissione. «Oggi in commissione urbanistica - scrivono in un comunicato Gigi Ponti e Mimmo Guerriero - il presidente del Parco della Valle del Lambro ha riferito che alla riunione sul cosiddetto progetto ‘Milano 4' con il sindaco di Arcore, che l'ha promossa, e l'immobiliare Idra, ha partecipato in qualità di consulente di quest'ultima il vicepresidente della Provincia e assessore al territorio e parchi avvocato Antonino Brambilla». La commissione urbanistica si è tenuta questa mattina, lunedì 22 febbraio, a Monza e aveva in programma l'audizione di Ronzoni, programmata in una serie di incontri con i presidenti dei parchi brianzoli. Il Pd ha fatto domande sul progetto di Idra, immobiliare della famiglia Berlusconi, che prevederebbe l'edificazione di 150 mila metri cubi di edilizia residenziale nel comune di Arcore, nel territorio che rientra nel parco regionale e che confina con Villa San Martino, residenza del presidente del consiglio. «Chiediamo al presidente della Provincia Allevi – aggiungono gli esponenti del Pd – di riferire nel prossimo consiglio chiarendo il ruolo del vicepresidente Brambilla in merito a un'evidente incompatibilità sotto il profilo politico. Siamo fortemente stupiti di fronte alla sovrapposizione di ruoli di difensore delle aree protette brianzole e consulente di una società immobiliare che punta a costruire, in questo caso all'interno di un parco di pregio».

 

Ponzoni interrogato per 10 ore su Montecity. "Sono tranquillo"
(da Il Cittadino - 18 Nov. 2009)

L’assessore regionale desiano Massimo Ponzoni, coordinatore provinciale del Pdl, interrogato in Procura a Milano per 10 ore, come testimone nell’ambito dell’inchiesta sull’area Montecity-Santa Giulia di Milano, per cui sono finiti in carcere Giuseppe Grossi “il re delle bonifiche”, Rosanna Gariboldi, ex assessore pavese e moglie del deputato del Pdl Giancarlo Abelli e altre tre persone. Come riportato oggi dal Corriere della Sera, Ponzoni ha risposto alle domande dei pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, nella sede della polizia giudiziaria della Guardia di Finanza a Milano, in piazzetta Umanitaria, lo scorso 7 novembre. “E’ vero, sono stato chiamato in Procura” ci conferma il politico brianzolo. L’inchiesta riguarda la bonifica dell’area di Santa Giulia, alla periferia est di Milano: Grossi è accusato di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio ed evasione fiscale per 22 milioni di euro. Secondo l’accusa, i soldi sarebbero stati accumulati nei paradisi fiscali all’estero, gonfiando i costi di bonifica. La Gariboldi è accusata di ricilclaggio, per aver messo a disposizione dell’imprenditore il suo conto corrente di Montecarlo. Per entrambi, i giudici hanno rifiutato la richiesta di scarcerazione, ritenendoli “professionalità criminose, capaci di complesse deliberazioni delittuose”. L’indagine prosegue. L’assessore Ponzoni è stato convocato in Procura a testimoniare sui fatti. E gli sarebbero stati chiesti chiarimenti anche sui suoi rapporti d’affari con la Gariboldi, con cui aveva una società immobiliare. “Sono tranquillo e sereno” spiega Ponzoni. “Sono stato chiamato in qualità di assessore e ho spiegato quello che potevo conoscere". Presto saranno sentiti anche i suoi predecessori, che hanno avuto la delega all’ambiente, perché le indagini riguardano anche il passato.
Paola Farina

 

Seguendo la stampa

Fondi neri per le bonifiche. Monguzzi: Ponzoni riferisca in consiglio regionale

(Adnkronos) - ''Queste operazioni immobiliari, sempre secondo quanto ricostruito dal settimanale, - riferiscono- avrebbero avuto luogo tra Meda e Gallarate e sarebbero state interrotte a fine luglio di fronte alle prime indiscrezioni relative proprio all'indagine della magistratura sulle bonifiche del quartiere Santa Giulia di Milano".

"Dobbiamo quindi rilevare - continuano Agostinelli e Monguzzi - che non solo la Regione Lombardia ha messo a disposizione di Grossi, per la bonifica della ex-Sisas di Pioltello, un aumento dei costi di 44 milioni di euro, da sommarsi ai 120 gia' autorizzati e scambiati con la possibilita' di realizzare il piu' grande centro commerciale d'Europa sull'area, quando la suddetta indagine era gia' in corso, come abbiamo denunciato martedi' in Consiglio. Ma che lo ha fatto mentre era chiaro il coinvolgimento dell'assessore regionale alla partita in affari milionari privati con la Gariboldi. Ecco perche' forse martedi' in Aula l'assessore Ponzoni e' stato cosi' reticente sulla nostra interrogazione. Certo e' che - concludono - di fronte a tali novita', pretendiamo risposte approfondite".

 

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Formigoni indagato

Post n°458 pubblicato il 23 Giugno 2012 da puntobox

E la lega avvisa Formigoni:
elezioni anticipate possibili nel 2013
Ma il PDL lancia messaggi di avvertimento:
"Scelte politiche e di governo condivise con la lega"
Come dire: se affondiamo affonderete tutti


Lombardia, affondo della Lega: «Ipotesi elezioni anticipate nel 2013»

Continua l'agonia dei nostri politici
della Regione Lombardia

Formigoni indagato
Ma il governatore replica: "Non ne so nulla"



Inchiesta sanità, indagato Formigoni

La poltrona di Formigoni era stata di recente salvata
dalla lega durante una mozione di sfiducia nei suoi confronti.

Adesso nasce lo stesso interrogativo
che colse la lega desiana con la sfiducia a Mariani.

Si accorgeranno che c'è qualcosa che non va e staccheranno la spina?

Formigoni: arroganza al potere.
di Guglielmo Pepe

Non c’è limite all’arroganza di chi è al potere da troppo tempo. E la dimostrazione piena di questo assunto l’ha data oggi il presidente della Regione che ha negato di essere indagato dalla Procura di Milano, e finché non riceve alcuna comunicazione in merito, ha ragione a dirlo. Ma è la considerazione successiva che lascia perplessi, se non di stucco. “Anche se fossi indagato non mi dimetterei” dice Formigoni.
Bene: è proprio un atteggiamento spocchioso come questo a dare più fastidio ai cittadini e ad alimentare la cosiddetta antipolitica, che poi è in realtà antipartitocrazia.
Tra l’altro il presidente della Regione, comportandosi così sembra voler mettere in pratica “il cosiddetto muoia Sansone con tutti i filistei”. Perché se il Pdl ha qualche speranza di recuperare consensi, l’unica strada è quella del rinnovamento politico e generazionale. E Formigoni dovrebbe essere tra i primi nella lista del necessario cambiamento.
Se fossi dell’opposizione neppure insisterei a chiedere le dimissioni – che dovrebbero essere automatiche se sottoposto ad indagine – perché questa arroganza contribuirà ad affondare l’immagine del presidente della Regione.
Riporto quanto scritto nei giorni scorsi sul sistema sanitario lombardo “Anche se il presidente della Regione, l’immarcescibile Formigoni, non vuole ammetterlo, e gli uomini coinvolti negli scandali rientrano nel suo giro amicale e amministrativo. L’ultimo caso vede protagonista un “fedelissimo”, Carlo Lucchina, direttore della sanità lombarda, indagato per turbativa d’asta e associazione per delinquere con altre 27 persone: avrebbero favorito grandi società nella sperimentazione di prodotti ospedalieri. Due mesi fa era finito in manette l’ex assessore regionale alla sanità, Antonio Simone, per un giro di fondi neri legati alla Fondazione Maugeri, mentre a novembre del 2011 era stato arrestato Pierangelo Daccò, amico di Formigoni, coinvolto nella bancarotta del San Raffaele (1,4 miliardi di euro). Probabilmente anche in altre Regioni c’è corruzione, inefficienza. Ma nel cuore del Nord stanno avvenendo episodi a ripetizione, e la salute dei cittadini viene in parte strumentalizzata per ruberie, truffe, inganni. La più pesante responsabilità di Formigoni non è solo nelle vacanze e nei viaggi fatti a spese del faccendiere Daccò, ma soprattutto nella scarsa vigilanza e trasparenza sull’uso del denaro pubblico. Lui non c’era? E se c’era dormiva?”.
Ora Formigoni vuole resistere, resistere, resistere. Ma poteva dirlo Borrelli, perché la magistratura era solida e compatta. Che lo metta in pratica Formigoni mentre la sanità lombarda affonda sotto i colpi della giustizia, fa soltanto ridere. Lui sarà contento. I suoi amici di partito non credo proprio.

 
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Utente non iscritto alla Community di Libero
anonimo il 23/06/12 alle 11:53 via WEB
Il pesce puzza sempre dalla testa. Ricordatelo.
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francesco il 24/06/12 alle 10:15 via WEB
Tra Giunta e Consiglio Regionale ci sono una legione di indagati e persino qualche rinviato a giudizio o in carcere, gli affaristi della sanità sono quasi tutti agli arresti e tutto questo ovviamente alla totale insaputa del Presidente della regione troppo occupato a rinnovare i suoi voti di povertà pregando sul’altarino che aveva nella cobina dello yacht di Daccò..
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vittorio il 25/06/12 alle 10:45 via WEB
Mai citazione più appropriata di quella di anonimo: "il pesce puzza sempre dalla testa". Voglio essere buono: diamo pure per scontato che formigoni sia innocente, e lo dubito seriamente a cominciare dal vaso da €. 20.000 regalatogli dal Ponzoni, la cosa che mi disgusta è la sua arroganza, la sua onnipotenza. Quando una persona con incarichi è sottoposta ad indagine da parte della Magistratura, dovrebbe almeno essere umile nei confronti dei cittadini che amministra e giustamente difendersi non fosse altro per rispetto ad altro organo dello Stato.
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anonimo il 25/06/12 alle 23:35 via WEB
La lega e il PDL sono alla frutta. La lega apre le porte agli ex per cercare di frenare l'emorragia. I pdellini se perdono anche Formigoni abbassano definitivamente la serranda. Hanno già perso Milano.
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anonimo il 28/06/12 alle 15:55 via WEB
Ho letto or ora la notizia su questo blog. Ma è vera? Vabbè, se fosse vera, questi qua della lega (essendo di Desio, ritengo assolutamente inutile qualsiasi commento sul PDL) hanno proprio capito tutto. Ancora una volta sono attenti ai giochini interni di potere, e non ai contenuti! Invece di ripartire dai punti qualificanti di un programma serio e fattibile, e da chi con i fatti erano e sono coerenti con tale programma, ripartono inglobando la categoria degli ex, come se tra gli ex erano tutti bravi e coerenti (e questo non può essere vero), così come ripartono mantenendo la categoria di quelli che sono oggi in lega, che guarda caso sono quelli del disastro, ma che considerano essere anch’essi tutti bravi e coerenti (ed anche questo non può essere vero). Ma cosa significa aprire le porte agli ex? Significa che le porte agli ex erano chiuse? Ma alla lega non fanno schifo i voti che vengono da cittadini che non la votavano prima, vero? Ed alla Lega faranno schifo i voti che, andati da un’altra parte per manifesta dabbenaggine leghista, magari poi ritorneranno indietro? Quello che occorre alla lega (a dire il vero occorre a tutti i partiti storici) è l’essere coerenti con un programma, con le idee, con i comportamenti, e non con i new oppure contro gli ex; questo modo di fare è sempre stato tipico delle correnti di un qualsiasi partito della prima o della seconda repubblica, correnti che si scontravano solo per avere più cadegrini possibile. Sapete cosa penso, se fosse vera, la storia del recupero degli ex in lega? Al solito solo giochini interni, SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO!
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d.c 1848 il 30/06/12 alle 13:39 via WEB
Quelli della lega nord sono Pagliacci? Si sono Pagliacci solo esclusivamente i presenti vedi caso Desio. d.c1848
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anonimo il 30/06/12 alle 15:56 via WEB
Nel Congresso di Assago i leghisti hanno il coraggio (vergognosi!!!!) di rispolverare il Prof. Miglio, dopo tutto quello che gli hanno fatto. Non posso far altro che riprendere un mio post di metà giugno. """"E’ proprio vero: quando cadi in disgrazia tutti i furbetti del quartiere ti evitano. In molti hanno usato Ponzoni per la propria carriera, ed in moltissimi lo hanno fiancheggiato per qualche favore. Tantissimi, compreso tutti quelli che con il PDL di Desio ci sono stati insieme in maggioranza per anni, fino a pochi mesi fa non osavano dirgli un NO per la paura di essere tagliati fuori da qualche cadegrino. Quasi tutti supini come pecore. Ma parlare ora del PDL di Desio è inutile, tanto è chiara la situazione: è tempo sprecato. La situazione però che dà più fastidio perché è più subdola, seminascosta, è la posizione attuale della Lega Nord. Cosa pensavano un anno fa? Pensavano di prendere più consenso con i soliti vecchi faccioni e faccini? Quanti anni sono stati lì in Comune con Ponzoni? Guardate quanti voti hanno perso a Desio un anno fa, e non guardate solo le percentuali, e vi accorgerete che in molti l’hanno giustamente abbandonata (desiani premonitori!!!) nonostante la presenza di Bossi e di Maroni in campagna elettorale. Ma questi bei leghisti, ci hanno pensato o no? Ed ora questi saltimbanchi cosa fanno? Se andate sul loro sito, vi accorgerete che stanno ritirando fuori il Prof. Gianfranco Miglio, quello a cui hanno dato un bel calcio nel sedere, quello che ha avuto il coraggio di dire a Bossi che sbagliava, unico tra una banda di politici apallici e smemorati, attivi solo per il proprio cadegrino. Dopo quello che è successo in Lega proprio al loro grande capo (con la c minuscola) e famiglia, e dopo quello che è successo anche nella Lega di Desio, ed aggiungiamo dopo tutte le promesse fatte di buona amministrazione quasi mai mantenute, abbiamo il diritto di apostrofare la Lega con un bel: “solo chiacchiere e distintivo!”. Leghisti SOLO CHIACCHIERE E DISTINTIVO, per favore, oggi non fatevi belli con Miglio; è troppo evidente il dislivello tra quello che dite e quello che fate anche oggi. Non fatevi notare! Non abbaiate alla luna! Lasciate la ribalta a Ponzoni e nascondetevi per un bel po’ di tempo. Oh, bè, se vorreste anche sparire…""""
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lanfi1950
lanfi1950 il 07/07/12 alle 16:20 via WEB
Sarà anche il numero uno in Lombardia, ma nella politica nazionale nn riesce mai ad affermarsi,il suo motto comunque è:negare sempre, negare tutto, per paura di perdere il potere, tutto questo dipende dalla sua arroganza, dal suo comportamento spocchioso che da veramente fastidio che hà sempre verso tutti. C'è un detto che dice:una persona che nn ha mai abbastanza, nn ha mai niente, una mezza verità è una bugia intera. Mi auguro che la magistratura chiarisca al più presto i fatti, che questa vecchia politica venga spazzata via con tutto il marciume che ristagna in quel palazzo, che tutto rimarrà solo un brutto ricordo.
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Vincenzo Bella il 20/07/12 alle 17:47 via WEB
Probabilmente il Presidente Formigoni ha fatto il suo tempo, occorre tuttavia evitare, come si dice da queste parti, di “buttar via il bambino con l’acqua sporca”. Guardiamo i numeri e misuriamoci su questi. Certo, possono anche essere contestabili, ma parliamo di cose. I NUMERI DELL’ECCELLENZA LOMBARDA QUANTO COSTA REGIONE LOMBARDIA? • Costi di funzionamento Regione Lombardia ha un costo per cittadino di circa 21 euro. La media nazionale è di 109 • Ottimizzazione del personale Il personale di Regione Lombardia è diminuito del 30% dal 1995 al 2010 (da 4.000 a 3.000 dipendenti). I dirigenti nello stesso periodo sono diminuiti del 54% (da 560 a 240) • Un sistema premiante per migliorare l’efficienza Regione Lombardia applica un sistema di retribuzione dei propri dipendenti che prevede un premio legato alla produttività • Costi di consulenza Regione Lombardia ha progressivamente quasi azzerato gli incarichi di consulenza • Costi della politica Nel quadriennio 2004-2007 le spese di funzionamento della Giunta sono state abbattute del 15,4% • Auto di servizio Nel triennio 2010-2012 le auto di servizio sono diminuite del 23% • Palazzo Lombardia La nuova sede regionale, di proprietà interamente pubblica, riunisce in un unico edificio tutte le direzioni generali, con ovvi vantaggi operativi ed economici. A fronte di una spesa annua di 27 milioni di euro per gli affitti delle diverse sedi, il mutuo stipulato per Palazzo Lombardia è di 21 milioni • La semplificazione della macchina regionale Sono 1.479 le leggi abrogate e 10 i Testi Unici approvati dal 1995. L’80% delle comunicazioni interne alla Regione sono state informatizzate, con un risparmio di 2 milioni di euro all'anno • Un’istruzione meno costosa, ma di qualità Il Buono Scuola (ora integrato nella Dote Scuola), oltre a garantire alle famiglie lombarde la libertà di scegliere il miglior istituto dove far crescere i propri figli, comporta un risparmio di spesa in istruzione per lo Stato, che in Lombardia investe 460 euro per abitante contro i 543 delle altre regioni IN ITALIA • PIL La Lombardia è la prima regione italiana per PIL • PIL pro-capite La Lombardia rappresenta la terza regione a livello nazionale per PIL pro-capite (dopo Provincia di Bolzano e Valle d’Aosta) • Esportazioni di beni La Lombardia è la prima regione italiana per prodotti esportati • Esportazioni su PIL La Lombardia rappresenta la quarta regione a livello nazionale per incidenza delle esportazioni sul PIL con un valore superiore alla media nazionale (dopo Friuli, Veneto, Emilia Romagna) • Disoccupazione La Lombardia ha un tasso di disoccupazione tra i più bassi a livello nazionale • Disoccupazione giovanile La Lombardia mostra a livello di disoccupazione giovanile (18,5%) un valore largamente inferiore al dato medio nazionale (31,9%) • Popolazione a rischio povertà La Lombardia (9,5%) si colloca fra le ultime regioni italiane per popolazione a rischio povertà con un valore pari a circa la metà del dato nazionale (18,7%) (prima la Campania con 37,9% e ultima la Provincia di Trento con 4,9%) • Popolazione a rischio povertà ed esclusione La Lombardia (15%) mostra un tasso di popolazione a rischio povertà ed esclusione largamente inferiore al valore medio nazionale (24,7%) IN EUROPA • PIL La Lombardia presenta un PIL complessivo superiore a quello di Austria, Grecia e Danimarca e quasi doppio di quello di Portogallo e Irlanda • PIL pro-capite La Lombardia (31,3) si colloca davanti a Francia (28,8), Germania (28,8) e Regno Unito (26,3) per PIL pro-capite • Esportazioni di beni La Lombardia presenta un valore delle esportazioni di prodotti superiore a quello di Irlanda e Danimarca • Esportazioni su PIL La Lombardia presenta un’incidenza delle esportazioni sul PIL superiore a quella di Francia e Regno Unito • Disoccupazione A livello di disoccupazione complessiva Regione Lombardia (5,4) si colloca agli ultimi posti a livello europeo. Ultimi i Paesi Bassi (3,4) • Disoccupazione giovanile La Lombardia registra un tasso di disoccupazione giovanile (18,5) inferiore a quello di Francia (23,3) e Regno Unito (19,1) • Popolazione a rischio povertà ed esclusione La Lombardia evidenzia un tasso di popolazione a rischio povertà ed emarginazione tra i più bassi a livello europeo LA LOMBARDIA A MISURA DI FAMIGLIA • Educazione Con il sistema della Dote Regione Lombardia investe quasi 250 milioni di euro all’anno per garantire contributi a circa 330.000 ragazzi (220.000 per il sostegno al reddito, 45.000 per i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, 65.000 per le scuole paritarie) • Fondo Nasko Regione Lombardia sta aiutando da due anni 2.400 mamme, che hanno deciso liberamente di non interrompere la gravidanza. Avviato nell’ottobre 2010 con una dotazione di 10 milioni di euro, il fondo è stato recentemente rifinanziato per un totale di 13 milioni di euro a sostegno della vita. Le donne che aderiscono al fondo Nasko possono ricevere un contributo totale di 4.500 euro in 18 mesi • Asili e servizi per l’infanzia Presenti in Lombardia oltre 2.000 strutture (asili nido, micronidi, nidi famiglia) per 52.248 posti (nel 2005 erano circa 30.000). Nel luglio 2010 stanziati 18 milioni di euro per finanziare la realizzazione di 77 progetti • Politiche di Conciliazione Nel solo 2011 stanziati 10 milioni di euro • Attività sociale degli oratori Nel solo 2011 stanziati 2,7 milioni di euro • Aiuti alimentari alle famiglie in difficoltà 700.000 euro da destinare al Banco Alimentare che, muovendo cibo e derrate per un totale di 20 milioni di euro l'anno, distribuisce alimenti a circa 600 organizzazioni distribuite sul territorio • Anziani e disabili 70 milioni di euro destinati ai distretti delle Asl per finanziare gli interventi a favore di disabili, minori e anziani. Attualmente Regione Lombardia assiste a domicilio circa 115.000 non autosufficienti. • Malattie rare Dal 2008 attivato un contributo economico mensile di 500 euro alle famiglie delle persone affette da SLA per valorizzare la cura a domicilio • Totale degli investimenti a favore della famiglia nel 2011 400 milioni di euro LA LOMBARDIA AL FIANCO DI IMPRESE E LAVORATORI • Tempi di pagamento La Lombardia ha ridotto i tempi di pagamento dei fornitori a 60 giorni, contro una media nazionale di 180, con punte di oltre 1.000 giorni • Le 12 sferzate all’economia lombarda Nel 2011 Regione Lombardia ha presentato un pacchetto di 12 misure da 1 miliardo di euro, per sostenere la ripresa economica (interventi per il credito alle imprese, la competitività, il commercio, il turismo, la ricerca e l’agricoltura) • Legge per la crescita Nell’aprile 2012 è stata approvata la “Legge per la crescita”, con la quale si è intervenuto su tutte le leve dello sviluppo (introdotti strumenti di flessibilità del mercato del lavoro e nuove forme di valorizzazione del patrimonio degli Enti pubblici) • Piano per la competitività delle imprese lombarde Nell’aprile 2012 Regione Lombardia ha varato il piano da 73 milioni per la competitività delle imprese e del territorio lombardo, in attuazione dell’accordo di programma tra Regione e Camere di commercio lombarde, che dal 2006 al 2011 ha messo in campo 380 milioni di euro • Interventi anticrisi Tra il 2011 e il 2012 sono state intraprese ulteriori misure anticrisi, in aggiunta a quanto fatto negli anni precedenti: - 500 milioni per sostenere la liquidità delle Pmi lombarde grazie a un accordo con la BEI (Banca Europea degli Investimenti) - 103 milioni di doti per rilanciare il lavoro e l’impresa in Lombardia - 137 milioni di euro per inoccupati e disoccupati solo nel 2011 e 100 milioni di euro di politiche attive per cassintegrati Dal 2009 al 2011 sono stati 74.000 i beneficiari della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali (dei quali l’82% risulta aver trovato lavoro); 12.000 i giovani beneficiari della Dote Formazione (fino a 5.000 euro) per interventi di formazione post diploma e post laurea) - Bando “Start Up d'impresa” da 30 milioni di euro per sostenere l'imprenditorialità giovanile - Due bandi da 11 milioni di euro per sostenere l'innovazione e le reti delle aziende del terziario con 11 milioni di finanziamento LA SANITÀ MIGLIORE D’EUROPA • Rapporto spesa sanitaria/PIL La spesa per la sanità pubblica italiana corrisponde al 7,2% del PIL. In Lombardia questo valore scende al 5,4%. Considerati gli elevati volumi di prestazioni e il loro standard qualitativo, si può affermare che il sistema sanitario lombardo garantisce un rapporto costi/benefici tra i migliori al mondo • Bilanci in pareggio Il bilancio sanitario regionale è stato chiuso senza disavanzi per gli ultimi undici anni consecutivi, ovvero da quando tale obbligo è stabilito per legge (2001), nonostante la Lombardia sconti un sottodimensionamento del finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale quantificabile in circa 50-60 euro pro-capite annuo in meno rispetto alla media nazionale • Mix pubblico/privato La presenza del privato nel sistema ospedaliero lombardo (calcolata per n° di posti letto) è pari al 21,7% ed è sostanzialmente invariata da anni. Si colloca al 7° posto in Italia, mantenendosi allineata al livello medio nazionale (21,3%) • Attrattività del Sistema I dati sull’attrattività dei sistemi regionali confermano da ormai oltre 10 anni il primato italiano della Lombardia, il cui saldo tra ingressi e uscite è stato nel 2009 di oltre 72mila unità, cifra superiore del 35% rispetto alla seconda regione. La Lombardia vanta crediti dalle altre regioni per oltre 768 milioni di euro • Edilizia sanitaria Gli investimenti di Regione Lombardia in edilizia sanitaria sono superiori alla somma degli investimenti del resto d’Italia. Si tratta di circa 4,5 miliardi di euro in dieci anni per costruire 8 nuovi ospedali e avviare circa 600 interventi • Qualità e appropriatezza Grazie alla ricerca della massima appropriatezza e all’eliminazione di sprechi e delle inefficienze sono stati eliminati i ricoveri inutili. Tra il 2007 e il 2010 il calo del numero totale di ricoveri è stato del 18% • Eccellenze oncologiche Il settore oncologico, dal punto di vista diagnostico, terapeutico e della ricerca, vanta in Lombardia la presenza di centri di eccellenza a livello internazionale, con indici di ricovero di pazienti extra-regione pari al 50% del totale • Ricerca farmaceutica La Lombardia è la regione europea con la più alta densità di lavoratori specializzati nelle medie e alte tecnologie. In essa sono presenti il 60% delle sperimentazioni cliniche sul totale nazionale e il 60% degli insediamenti farmaceutici produttivi a livello nazionale • Ricerca sanitaria I dati sull’impact factor degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico italiani pubblici e privati vedono tra i primi dieci posti sei istituti lombardi (Fondazione San Raffaele, Policlicnico, San Matteo, Istituto Nazionale dei Tumori, IEO, Fondazione Maugeri) • Esenzioni ticket I pazienti esenti da ticket in Lombardia sono circa 5 milioni, ossia il 50% del totale della popolazione, un numero largamente superiore a quanto richiesto dalla normativa nazionale. Tra le principali esenzioni: le persone con meno di 14 anni o più di 65 anni di età, chi dichiara meno di 36mila euro di reddito annuo, chi è affetto da malattie croniche, invalidanti o rare. LA LOMBARDIA IN MOVIMENTO Grandi infrastrutture strategiche Stradali • Brebemi: approvato il progetto esecutivo dell’intera opera, con avanzamento lavori dell’autostrada al 40% (prima autostrada in project financing) • Pedemontana: approvato il progetto esecutivo del Lotto 1 (tratta A8-A9 e primi lotti delle Tangenziali di Como e di Varese) e avanzamento lavori al 20%. Aggiudicata la gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione del Lotto 2 (Tratta A9-A4) • TEM: approvato il progetto definitivo Ferroviarie • aperte 2 nuove stazioni su linea M2 (Assago Milanofiori Nord e Assago Milanofiori Forum) e 4 su linea M3 (da Maciachini a Comasina); nuova stazione Affori FN • potenziamento tecnologico del Passante Ferroviario • avanzamento lavori Saronno-Seregno e Arcisate-Stabio • avvio lavori Alta Velocità Treviglio-Brescia • quadruplicamento Rho-Parabiago Trasporto Pubblico Locale • Dal 2001 Regione Lombardia ha investito oltre 500 milioni di euro all’anno per il finanziamento del trasporto pubblico ferroviario, per lo sviluppo del servizio suburbano e regionale su oltre 50 linee • Nell’aprile 2012 approvata all’unanimità nuova legge sul Trasporto Pubblico Locale • Abbonamenti integrati e nuove tariffe “Io Viaggio” con particolari agevolazioni per le famiglie • Potenziamento linea suburbana S1 Milano Lodi; prolungamento del servizio sulla linea ferroviaria S9 Milano-Albairate; nuova linea suburbana S13 Pavia-Milano • Trenord: nata nel maggio 2011 dalla fusione tra Trenitalia (Direzione Lombardia) e LeNord (Gruppo FNM), è il primo operatore specializzato in trasporto pubblico ferroviario. Attualmente Trenord gestisce 2.200 corse e 670.000 viaggiatori al giorno. Aumentata la puntualità, l’efficienza e la qualità dei servizi • Tra il 2001 e il 2011 sono stati acquistati 105 nuovi treni e circa 100 locomotive per un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro • Entro il 2015, oltre 90.000 posti dell’intera flotta su 170mila avranno un’età media inferiore ai 10 Mobilità sostenibile • Realizzati interventi a favore della mobilità ciclistica per complessivi 4,5 milioni di euro • Entro il 2013 prevista l’apertura di oltre 40 punti car sharing (già attive Milano Cadorna, Varese Nord, Como Lago, Aeroporti di Malpensa e Linate, Pavia, Erba e Lodi) • Recupero e valorizzazione vie d’acqua e sponde dei Navigli • Investimenti tra il 2010 e il 2011 di circa 10 milioni di euro per lo sviluppo delle strutture per la navigazione e la riqualificazione delle sponde lacuali anni, in linea con le migliori esperienze internazionali LA LOMBARDIA SOSTENIBILE Aria • Risorse contro l’inquinamento Regione Lombardia ha stanziato contributi regionali diretti pari a circa 900 milioni di euro dal 2001 a oggi per attivare interventi quali: - Limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti di categoria Euro 0, Euro 1 diesel e Euro 2 diesel - Bandi per l’acquisto di filtri antiparticolato per i possessori di veicoli diesel destinati al trasporto merci - Bandi per la sostituzione di autovetture inquinanti con nuovi modelli a minore emissione - Bandi per l’acquisto di pompe di calore per gli edifici pubblici Stanziati 19 milioni solo nel 2011 - Adozione di limiti d’emissione industriale e civile adatti al bacino padano e più restrittivi di quelli nazionali - Incentivazione fiscale all’uso del metano per riscaldamento e autotrazione • I risultati più significativi: - Diminuiti negli ultimi 5 anni i valori dei principali inquinanti atmosferici Biossido di zolfo (-50%), biossido di azoto (-20%), monossido di carbonio (-60%) - Diminuito il valore della concentrazione delle polveri sottili (PM10 e inferiori), ha rispetto ai valori dei primi anni 2000 - Tagliate del 40% le emissioni degli ossidi di azoto (NOX) delle centrali termoelettriche rispetto ai valori dei primi anni 2000 Energie Rinnovabili • La Lombardia è la prima regione italiana per numero (23.826) e potenza (5.885 MWe) di impianti elettrici a fonti energetiche rinnovabili Rifiuti • Raccolta differenziata vicina al 50% Regione Lombardia è tra le regioni europee dotate di un modello di gestione dei rifiuti più efficiente e avanzato LA LOMBARDIA DELLA TRASPARENZA E DELLA LEGALITÀ • Sistema di controlli Regione Lombardia ha creato e potenziato, dal 1997 a oggi, un forte sistema di controlli e monitoraggio, che rappresenta un contributo importante alla lotta alla criminalità. • Ne sono esempio i tanti organismi collegiali creati, quali: - il Comitato dei Controlli - il Comitato per la legalità e la trasparenza delle procedure regionali - il Comitato regionale per la trasparenza degli appalti e sulla sicurezza dei cantieri • Collaborazioni interistituzionali in materia di legalità Regione Lombardia è coprotagonista di numerose altre iniziative insieme ad altri enti e istituzioni, quali: - il Tavolo Giustizia promosso dal Tribunale di Milano - la collaborazione in corso con l’Agenzia Nazionale Beni Confiscati per l’erogazione fondi regionali ai Comuni - il Corso formativo di eccellenza per gli amministratori promosso con la Procura e la Prefettura di Milano - il Protocollo d’intesa sulla legalità sottoscritto nel luglio 2009 con ANCE Milano e le società regionali che gestiscono cantieri (FNM e Infrastrutture Lombarde Spa) - il “Piano straordinario contro le mafie”
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Per Ponzoni chiesti otto anni

Massimo Ponzoni rischia una condanna da otto anni e tre mesi. L’ex Segretario di Presidenza di Regione Lombardia ed ex assessore Provinciale di Monza e Brianza è imputato per corruzione, concussione, peculato, appropriazione e bancarotta fraudolenta. Questa la richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Donata Costa, avanzato al termine di una lunga requisitoria iniziata questa mattina alle nove e trenta e terminata nel pomeriggio. Per gli altri imputati a processo, il Pm ha richiesto condanne dai tre anni e due mesi a quattro anni ed otto mesi. Massimo Ponzoni si dice fiducioso per la sentenza.

 

Caso Pellicano - Ponzoni resta in carcere

(ANSA) - ROMA, 24 MAG - Resta in carcere l'ex assessore regionale lombardo del Pdl, Massimo Ponzoni, in cella dal 17 gennaio scorso nell'ambito dell'inchiesta della procura di Monza, a seguito del crac della società Il Pellicano. Lo ha deciso la Cassazione confermando l'ordinanza di custodia emessa dal gip del tribunale di Monza. Secondo i legali di Ponzoni non vi erano motivazioni a sostegno dell'arresto. Una tesi respinta dalla Cassazione: "sia pure in termini di minimalità", il gip ha esposto le sue ragioni.

 

La difesa di Ponzoni

(AGI) - Milano, 25 mag. - "E' un'accusa priva di fondamento": cosi', tramite il suo legale, l'ex assessore della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, si difende dall'accusa della Procura di Monza che gli contesta di aver intascato una tangente da 250mila euro per una variante al pgt (piano governo e territorio) di Desio e Seregno. Secondo quanto riportato oggi da 'Il Giornale', a Ponzoni, recordman di preferenze alle ultime elezioni nel collegio di Monza - Brianza, e' stato notificato un avviso di garanzia per corruzione dalla Guardia di Finanza nei giorni scorsi. "Contrariamente a quanto scritto dal quotidiano - precisa l'avvocato Luca Ricci, difensore dell'esponente del Pdl - non risulta un collegamento tra l'inchiesta del pm di Monza Walter Mapelli e un'indagine sulla criminalita' organizzata della Dda di Milano. L'avviso di garanzia ha un contenuto molto generico". Secondo l'accusa, Ponzoni avrebbe agito per far ottenere all'imprenditore Filippo Duzioni delle varianti al piano urbanistico dei comuni di Seregno e Desio in Brianza. "Abbiamo gia' chiesto al pm di Monza di essere sentiti al piu' presto - prosegue Ricci - anche 'al buio', cioe' senza conoscere gli atti dell'inchiesta, al fine di poter fornire ogni spiegazione". (AGI) Cli/Car

 

da blogosfere

Il caso di Renzo Bossi candidato
Una precisazione sul nuovo "caso Renzo Bossi". Abbiamo telefonato in Lega Nord per avere lumi in merito alla reale candidatura o meno del figlio del senatur indicato qualche giorno fa come possibile successore di Piergianni prosperini.

La sede di Milano di via Bellerio ci ha confermato le parole di Giancarlo Giorgetti, che ieri aveva specificato che "Renzo Bossi non sarà candidato nel listino". Di sicuro quindi Renzo non sarà inserito nel listino bloccato legato a Formigoni, che gli garantirebbe un posto assicurato.

Probabilmente però, lo si saprà solo tra qualche settimana, il figlio di Bossi potrà essere candidato in qualche provincia, sempre per le Regionali, e "si dovrà guadagnare il voto degli elettori come tutti gli altri candidati".

Troviamo conferma di questo sul numero di oggi de IlGiornale: non si sa ancora al momento "dove e come farlo correre". Secondo quanto riporta il quotidiano con il nome che ha

"potrebbe essere eletto dappertutto e non ha certo bisogno di farsi 'bloccare' nel listino, ovvero la quota di consiglieri certi legati alla vittoria del candidato presidente"

Solo che la candidatura di Renzo Bossi

"rischia di alterare più di un equilibrio e non solo all'interno della Lega. Se va a caccia di preferenze, ancor più che se si accomoda nell'elenco sicuro [...] La concorrenza di Renzo Bossi non sarebbe certo gradita agli altri aspiranti consiglieri e d'altra parte al Senatùr non può piacere neppure l'ipotesi di non spingerlo troppo, perché un'eventuale sconfitta sulle preferenze potrebbe essere giocata politicamente contro di lui"

Il figlio del leader della Lega potrebbe mettersi in lizza per Varese o Milano, ma in ogni caso la sua candidatura potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, per il partito e per gli alleati.

La Lega ha chiesto sei posti nel listino, ma il Pdl potrebbe offrirne solo quattro o al massimo a cinque. I conti non tornano se guardiamo la ridistribuzione dei posti in Regione di cui vi abbiamo parlato ieri, per cui qualcuno "sarà costretto a fare un passo indietro".

 

Appunti normativi

Se ne parla nel 2011 - Per ora la proposta di Caderoli viene rinviata
Proposti nella nuova finanziaria meno consiglieri comunali.
Il loro numero è ridotto del 20%. Viene anche stabilito che il numero massimo degli assessori comunali deve essere pari a un quarto di quello dei consiglieri, e il numero massimo degli assessori provinciali è determinato in misura pari ad un quinto del numero dei consiglieri provinciali. Nella precedente stesura dell'emendamento la riduzione di consiglieri ed assessori era solo una facoltà, non un obbligo.

 

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Consiglio comunale sentenzia: Città sporca

Inutili gli sforzi di Gelsia, il Comune prepara pattugliamenti in borghese

— DESIO — 17/09/2009 - Il Giorno Articolo di Crisafulli

DESTRA, SINISTRA, CENTRO. Per una volta, in consiglio comunale, sono tutti d’accordo: la città è troppo sporca e, in particolare, le discariche abusive proliferano in maniera capillare ed esponenziale.
Nonostante i grandi sforzi degli uffici comunali e di Gelsia, costretti a un vero e proprio «tour de force» quotidiano per limitare l’assedio degli incivili.
Il Comune e la società di servizi infatti, stanno studiando un progetto di contrasto, basato su pattuglie in borghese e multe salatissime. A sollevare il problema, nella seduta di lunedì sera, ci ha pensato in modo soft Francesco Cortese del Pd («ci sono diversi giardinetti molto sporchi, come quello in zona Inps»), poi hanno rincarato la dose Sergio Mariani di Alternativa Verde («fra le altre cose, siamo la città delle discariche abusive»); Andrea Villa della Lega Nord («pessimi biglietti da visita per la nostra città in diverse aree periferiche») e Fabio Arosio degli Indipendenti, che si è proiettato sulle possibili soluzioni («sollecito un ordine del giorno per poter adottare provvedimenti serissimi, fino all’arresto, per i responsabili»).

IN EFFETTI, il quadro è desolante: si va dalla maxi discarica abusiva della ’ndrangheta in via Molinara alla vera «montagna» di rifiuti in via Leoncavallo. Attraverso un lungo viaggio dell’orrore, fra discariche di tutte le dimensioni e tutti i tipi: via Segantini, via Ferravilla, San Giorgio, via Don Sturzo, via Santi. Aree in alcuni casi «incancrenite» da tempo, in altri sporcate e pulite, risporcate e ripulite, in un costoso valzer fra incivili e addetti al servizio. Con presenze anche di materiali come batterie, olii, eternit. Un problema, come ripete il sindaco Giampiero Mariani, che hanno anche nei Comuni limitrofi, ma non con queste dimensioni. «Uffici e Gelsia abbiamo lavorato senza sosta - spiega l’assessore all’ecologia Biagio La Spada -, facendo sopralluoghi, pulendo, mettendo catene che poi sono state divelte. Adesso metteremo in alcuni casi dei new jersey, in altre zone scaveremo fossati, per impedire gli accessi. Ma stiamo studiando un progetto, con i vigili, che entro fine mese porterò in giunta e per il quale dovremo trovare le risorse economiche: insieme alla Protezione civile, faremo squadre di due uomini in borghese, negli orari mattutini o notturni, per controllare e cogliere in flagrante i responsabili, nelle aree chiave che conosciamo». Non solo: «Andremo a modificare i regolamenti - annuncia l’assessore - andando ad inasprire pesantemente le multe».

 

Formigoni ancora alla guida della Regione

Arcore:  Vertice elettorale PDL-Lega e Formigoni di nuovo candidato

- Cittadino M&B - 09 sett. 2009 - E' terminato alle 0.30 di ieri, lunedì 7 settembre, l'incontro ad Arcore, presso la residenza del consiglio Silvio Berlusconi, tra i vertici della Lega, lo stessopremier e il ministro del tesoro Giulio Tremonti. All'incontro hanno partecipato anche il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, la vicepresidente del senato, Rosi Mauro, il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota, il membro del consiglio di amministrazione di Expo, Leonardo Carioni e il parlamentare del Pdl Aldo Brancher.

L'incontro è stato "positivo" e si è concentrato "molto su metodo e strategia" per le prossime elezioni regionali, che verranno affrontate con la filosofia del "primum vincere, deinde filosofare". Lo ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, presente a Villa San Martino assieme al leader della Lega Umberto Bossi. Dall'incontro è emersa "determinazione a conseguire un risultato che per la Lega e il Pdl potrebbe avere dell'incredibile", spiega Calderoli, che aggiunge: "Proprio oggi abbiamo esaminato un sondaggio elettorale su tutto il territorio nazionale e sulle regionali che prefigura risultati ottimi per noi e per l'alleanza".

In sostanza, spiega Calderoli, l'accordo raggiunto a Villa San Martino prevede che la strategia che verrà adottata "non sarà tanto a quale forza politica attribuire i singoli candidati" alle presidenze ma chi è "il purosangue" in grado di vincere regione per regione: Quindi, "non si è parlato del numero di regioni di assegnare alla Lega, se due, tre o di più. Ma noi abbiamo i nostri assi nella manica, i nostri purosangue". Dopo l'incontro di stasera ce ne sarà uno analogo interno al Pdl, riferisce Calderoli. "Se questo è il principio che verrà sancito - conclude - avremo grandi soddisfazioni".

In giornata ci ha pensato Silvio Berlusconi a rivelare che Roberto Formigoni sarà di nuovo candidato alla Regione Lombardia in primavera.

 

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO......

Cesano Maderno. Un Consiglio Comunale da trentamila euro
(Corriere della Sera - 2 Ago 2009)

E' arrivato il conto del primo consiglio comunale del neo sindaco della Lega Nord di Cesano Maderno, Marina Romanò: 30 mila euro. Così ripartiti: 13.800 euro per le riprese video diffuse in diretta su uno schermo gigante e poi trasformate in una video- registrazione da collezionare; 3.800 euro per i paramenti rigorosamente verdi: 1.400 euro per un vademecum del perfetto consigliere comunale; altri 1.000 euro per una cartelletta in pelle da far trovare su ogni scranno consiliare. E per finire 10.000 euro per gli addobbi floreali e per gli straordinari agli agenti della polizia locale e alla scquadra di operai, montatori e facchini che hanno lavorato di sera. Un debutto in pompa magna che ha fatto finire al verde le casse del comune di cesano maderno ed è parso eccessivo in un momento nel quale tutti i sindaci sono alle prese con tagli e ristrettezze di bilancio.

 

SITUAZIONE FURTI
- Il sindaco e i partiti sulla piaga dei furti sono defilati. Solo in consiglio comunale elaborano documenti complessi sul controllo del territorio. E gli assessori a dire che non ci sono problemi. Usando una famosa frase "tutto funziona!".
Signori politici. Sig. Sindaco. A nessuno viene l'idea di convocare in consiglio in comandante dei Carabinieri per una relazione? Sarebbe un gesto di grande trasparenza. Anche per capire le difficoltà che hanno le forze di polizia a fronteggiare questo fenomeno. E il Sig.Sindaco è il primo cittadino che ha in carico questo aspetto per provvedere ad opportuni investimenti od azioni. Grazie. La redazione di politica desiana

Pedemontana
Lazzate, il senatore Monti
chiama a raccolta gli amministratori
lumbard contro l’ultimo progetto
UNA SCIAGURA per tutto il territorio: così il senatore leghista Cesarino Monti definisce l’ultima versione del tracciato di Pedemontana nella tratta Desio-Lazzate, quella che prevede la cancellazione della strada di arroccamento e concede ai soli residenti di Lentate, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano Maderno l’abolizione del pedaggio nella tratta in questione. Una sciagura da evitare a tutti i costi, anche a quello, prevedibile, di creare qualche problemino all’interno delle maggioranze di Governo, sia esso regionale o nazionale, in cui la Lega è protagonista.

 

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