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Post n°269 pubblicato il 24 Maggio 2012 da S_O_T_T_O_V_O_C_E
 

Il Mulino delle Pile, costruito nei primi anni del 1200 dai Monaci della vicina Abbazia di Serena, assicurava alla popolazione di Chiusdino, oltre alla molinatura del grano anche la "sodatura" dei panni per la vendita sui mercati non solo locali. Attività, questa, svolta fino al XV secolo ed oltre.

 

Il Mulino prende il nome dai recipienti di pietra, denominati "Pile", dove il meccanismo delle "gualchiere" azionato da una ruota idraulica, batteva sulle stoffe immerse in una soluzione apposita per infeltrirle.
Recentemente il mulino ha esteso la propria notorietà essendo stato, per un breve ma intenso periodo, il testimonial per la pubblicità dei prodotti "Mulino Bianco"
L'edificio - quasi millenario - è sul marrone, color sasso antico
(per lo spot il mulino divento' bianco)Miracoli della pubblicità, ma non solo. Arrivano da 50 a 200 persone ogni giorno in questo luogo che non è segnalato esplicitamente da nessun cartello stradale, mappa, cartina, freccia o indicazione.Qui per una decina di anni la Barilla ha girato gli spot del suo prodotto più venduto
ora è diventato agriturismo
L’attuale proprietario decise di far rivivere questo luogo particolare come agriturismo: l’impresa prese il via nel 1997 e terminò nel luglio del 2001. L’obiettivo principale della ristrutturazione edilizia e ambientale, infatti, fu quello di ricreare e conservare il più possibile il carattere e l’atmosfera particolare del luogo.Anche se proprio vicino al mulino il fiume forma alcuni grandi e limpidi bacini che fungono da vasche naturali, si rese indispensabile una piscina vera e propria, da inserire con delicatezza nel paesaggio. Un pianoro a monte del mulino si rivelò il posto più adatto. Alla bellissima apertura sul panorama collinare circostante si aggiunse la presenza di due rustici già esistenti in una posizione ideale: una fortuna, visto le severissime leggi regionali che regolano le nuove costruzioni e le ristrutturazioni di edifici storici in Toscana. Il primo edificio, un vecchio pollaio, fu adibito a spogliatoio, bagno e locale di servizio: l’altro, un antico deposito ombreggiato da grandi alberi, divenne il bar della piscina.

 

Nel rispetto dell’ambiente e delle sue caratteristiche, il pianoro fu ampliato con un consistente riporto di terra per creare una prospettiva più generosa e per disporre di un ampio spazio per feste e/o ricevimenti attorno alla piscina; un altro terrazzamento appena sottostante ospita adesso un piccolo campo sportivo multifunzionale. Enormi massi di pietra locale, posati ad uno ad uno, e ombreggiati da grandi alberi, servono come tribuna disinvolta e informale agli spettatori. Gli stessi massi, in misure assortite, furono usati anche per consolidare la rapida ma sinuosa scarpata a monte della piscina; una fitta piantagione di piante mediterranee e di fioriture estive, tra cui corbezzolo (Arbutus unedo), alloro (Laurus nobilis), ginestra (Spartium junceum), rosa e lagerstroemia (Lagerstroemia indica), evita l’erosione della scarpata e il dilavamento della terra nella piscina sottostante.
Nel concetto progettuale non poteva mancare il ripristino del funzionamento della vecchia ruota del mulino che oggi, pur senza la necessità di macinare alcunché, forma parte inscindibile della storia e del fascino di questo luogo. Senza pensare al ripristino del vecchio sistema idraulico, alquanto complesso, era ancora a disposizione la concessione delle acque; per azionare nuovamente la ruota, la soluzione si trovò nella costruzione di un ruscello-canale: con la partenza a monte della piscina, in una decorativa sorgente artificiale, il corso d’acqua supera la scarpata con varie cascate, per scorrere infine sul piano tra piscina e spogliatoio, dove piccoli ponti costruiti con monoblocchi di granito ne permettono l’attraversamento.L’acqua prosegue la sua corsa sul sentiero che collega la piscina al mulino, per immettersi infine nel vecchio canale che alimentava già in precedenza la ruota; rivestito con pietra a vista e illuminato di notte dall’interno, è anche calpestabile: gioia e divertimento garantito per piccoli e meno piccoli. Non solo: per molti bambini che non sano ancora nuotare, il ruscello è senza dubbio un posto fresco ...
Il luogo immaginario che diventa reale per poi tornare negli anni duemila immaginario, visto che gli spot dell'industria parmigiana, vengono girati altrove..

 
Rispondi al commento:
zeno1949
zeno1949 il 24/05/12 alle 21:09 via WEB
I miei complimenti per questi post veramente interessanti! Grazie..buona serata..^____^...Enzo
 
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