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Creato da ibisco5 il 29/08/2010
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Chi può scrivere sul blog
Non sono utile né bella,
Non ho colori lieti né profumi;
le mie radici rodono il cemento,
E le mie foglie, marginate di spine,
Mi fanno guardia, acute come spade.
Sono muta. Parlo solo il mio linguaggio di pianta,
Difficile a capire per te uomo,
E' un linguaggio desueto,
Esotico, poiché vengo di lontano,
Da un paese crudele
Pieno di vento, veleni e vulcani.
Ho aspettato molti anni prima di esprimere
Questo mio fiore altissimo e disperato,
Brutto, legnoso, rigido, ma teso al cielo.
E' il nostro modo di gridare che
Morrò domani. Mi hai capito adesso?
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Non è facile dare una definizione immediatamente comprensibile della meditazione a chi non l’abbia mai sperimentata..
Forse ci si aspettiamo, un rilassamento totale, l’acquisizione di nuove facoltà o di altri particolari poteri. Certo, si tratta di possibilità realizzabili, ma non sono queste le mete ultime a cui aspirare. Al limite possono considerasi realizzazioni accidentali e momentanee su cui tuttavia non conviene soffermarsi troppo per non essere bloccati su tali prime momentanee acquisizioni senza possibilità di ulteriore progresso..
L’obbiettivo iniziale ma fondamentale, infatti, è rappresentato dalla soppressione dei pensieri e dall’arresto della mente.
In tale situazione, la consapevolezza, lungi dall’essere annullata o assopita, ha la possibilità di trasferirsi dal mondo percepito tramite i sensi ed elaborato dalla mente a quello incommensurabilmente più vasto che al momento possiamo solo definire come la sede degli stati più elevati del nostro essere.
Mi riesce difficile,al momento, dare maggiori chiarimenti come difficilmente si potrebbe spiegare ad un cieco cosa sia la luce ed il colore.
Tuttavia, raggiunto quell’obiettivo, saremo nella condizione di chi, sperso in una città sconosciuta, la può osservare non da una via intasata dal traffico, ma sollevandosi al di sopra di essa ed esaminandola dall’alto. In tal modo sarà molto più facile farsi un’idea della situazione e trovare una via di uscita. Avremo pertanto acquisito una valida bussola che ci permetterà di illuminare ogni circostanza della vita. Sapremo valutare ogni situazione nella sua giusta misura senza più essere influenzati da motivazioni impusive o momentanee; e quindi nelle condizioni di prendere in ogni momento le decisioni più appropriate.
Raggiungeremo inoltre un equilibrio mentale che si rifletterà in un equilibrio psichico e fisico con la conseguenza di acquisire resistenza alle malattia, una visione più ottimistica della vita e ritarderemo quell’unica malattia veramente inguaribile che è l’invecchiamento, sia fisico che mentale.
Si tratta di un’autentica ricerca del vero che ci permetterà di sollevare ciò che la cultura indiana definisce come il ’’ velo di Maja’’, cioè quel sedimento di illusione e di errore che ci nasconde la vera natura delle cose.
Troppo spesso ci dimentichiamo di noi stessi e ci lasciamo vivere giorno per giorno ignorando le motivazioni e lo scopo ultimo della nostra esistenza.
Se anche ci poniamo delle domande rimandiamo la risposta ad un improbabile domani, non tanto perché la soluzione del problema non ci interessi, ma perché riteniamo di essere privi di mezzi di ricerca.
La meditazione per contro c’insegna ad investigare nella profondità del nostro essere ed a comprendere la “ ragion sufficiente ’’ di noi stessi e di conseguenza percepire la natura della nostra meta ultima.
La mente viene purificata poiché vengono distrutte o minimizzate quegli artefatti mentali, quali odio, gelosie, disprezzo, attaccamenti, tensioni, paure, fobie e simili . Tali elementi intossicano il nostro fisico e bloccano la mente in una schiavitù emozionale che impedisce la serena valutazione dei rapporti sia col prossimo che con noi stessi.
Le persone col tempo si sentono lentamente trasformate e rigenerate. L’intuizione che prima era soffocata dalla mente, dal vortice dei pensieri e dai messaggi spesso ingannevoli dei sensi, ora si afferma liberamente e diviene una sicura direttrice della nostra esistenza.
I pensieri, soprattutto quelli negativi e distruttivi vengono posti sotto controllo e desistono dal turbinare incessantemente e deprimere la persona. Ora si possono realizzare tutte le facoltà mentali, liberi finalmente da futili e vischiose rappresentazioni.
Forse a questo punto abbiamo trovato una definizione comprensibile e convincente della meditazione: Piena consapevolezza di tutte le facoltà interiori dell’essere .Ma a questo punto, così come per conoscere una montagna non vi è altro modo che scalarla, per comprendere la vera natura della meditazione non vi è altro modo che sperimentarla.
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Yoga in sanscrito significa unione. Unione con quel principio divino che ci porta ad integrarci con l'Assoluto. Si tratta di conseguire l'Illuminazione, quale descritta dal Budda o di trovarci nelle condizioni di San Paolo sulla via di Damasco. E' il conseguimento della libertà assoluta ed il superamento di ogni limite. Molte sono le strade che conducono a tale risultato. Ognuno dovrà riconoscere quella che per se stesso è l'unica valida.
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Inviato da: casadelviandante
il 08/12/2010 alle 21:17