È possibile donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana ”Pro Emergenza Haiti” inviando un SMS dai numeri H3G e Wind al 48540.
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Terremoto devasta Haiti
Post n°94 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da no_nickname1
La Caritas Italiana lancia un appello per poter contribuire alla realizzazione del piano d'emergenza. Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C postale n. 347013 specificando nella causale: «Emergenza terremoto Haiti» o telefonando a Caritas Italiana Anche Medici senza frontiere ha lanciato una raccolta fondi straordinaria chiamando il numero verde 800.996655 oppure lo 06.44869225; tramite conto corrente postale 87486007 intestato a Medici senza frontiere onlus causale Terremoto Haiti.
È possibile donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana ”Pro Emergenza Haiti” inviando un SMS dai numeri H3G e Wind al 48540. Il numero, per i clienti Tim e Vodafone, invece a cui scrivere è il 48541. ANCHE POCHI EURO MA FACCIAMOLO TUTTI...!!! IL MARE E' FATTO DA TANTE PICCOLE GOCCE... GRAZIE A TUTTI
Migliaia di persone tra le macerie. L'epicentro a 15 km dalla capitale Port-au-Prince. Molte vittime tra i Caschi blu dell'Onu Un terremoto di magnitudo 7 ha devastato martedì pomeriggio l'isola di Haiti. Il sisma più intenso alle 16,53 (le 22,53 in Italia), ha avuto il suo epicentro a una quindicina di chilometri dalla capitale Port-au-Prince e ha praticamente ridotto la città a un cumulo di macerie. Nell'area colpita dal sisma, molto densamente popolata, vivono almeno 1,8 milioni di persone sui 9 milioni di abitanti dell'intera nazione: secondo la Croce rossa circa 3 milioni di persone sono state direttamente interessate dal sisma. Era anche stato diramato un allarme tsunami per tutto il quadrante caraibico, ma poco dopo l'allerta è rientrata.
MIGLIAIA SOTTO LE MACERIE - Per un bilancio delle vittime è ancora troppo presto, le informazioni, anche a causa della rete delle telecomunicazioni andata completamente in tilt, arrivano con difficoltà. Quello che è certo, però, è che migliaia di persone sono rimaste sepolte sotto le macerie e i soccorritori stanno cercando di estrarne vive quante più possibile: gli Stati Uniti, che fin dall'inizio hanno monitorato da vicino la situazione, parlano di un probabile elevato numero di morti. Tra gli immobili collassati ci sono numerosi ospedali (nella capitale solo uno è rimasto in funzione e ha già esaurito la capacità di accoglienza di feriti; la Croce Rossa internazionale si sta attrezzando per allestire alcuni punti di pronto soccorso da campo) e anche il palazzo presidenziale di Port-au-Prince. Il presidente René Preval si è salvato insieme alla sua famiglia perché non si trovava nel palazzo presidenziale, ma la sua casa privata è stata distrutta. CASCHI BLU - Si contano anche molte vittime tra i Caschi blu della missione Minustah dell'Onu ad Haiti (circa 11 mila effettivi, tra cui 7.031 militari e 2.034 agenti di polizia): almeno sette militari del Brasile, otto cinesi (più dieci dispersi), tre della Giordania. L'edifico di cinque piani, sede della missione, si è completamente sbriciolato e, secondo il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, tutte le persone che si trovavano al momento del sisma al suo interno sarebbero morte, compreso il comandante della missione, il tunisino Hedi Annabi.
GLI ITALIANI NELL'ISOLA - Sarebbero circa una settantina gli italiani che vivono stabilmente nell'isola, secondo la stima diramata dalla nostra ambasciata di Santo Domingo. La Farnesina ha già attivato le proprie strutture per verificare se i nostri connazionali abbiano riportato conseguenze. Accertamenti sono poi in corso per verificare quanti possano essere gli italiani presenti nell'area per motivi turistici o di lavoro. «Ci sono grosse difficoltà di comunicazione e di raccolta di informazioni» ha però fatto sapere Ludovico Camussi, dell'unità di crisi del ministero degli Esteri, secondo cui gli italiani, tra residenti e persone che lavorano presso attività turistiche o presso le sedi delle Nazioni Unite, sarebbero complessivamente un centinaio, a cui aggiungere quanti dovessero risultare solamente «in transito»Una prima stima che tiene conto anche dei turisti e di coloro che hanno segnalato la propria presenza tramite il sito Dovesiamonelmondo (il portale che fa capo alla Farnesina) parla di un totale di circa 190 italiani nell'area. Al momento, tuttavia, non risultano connazionali morti o feriti.
SCIACALLI IN AZIONE - Nel frattempo, c'è già chi ha iniziato ad approfittare del dramma collettivo che sta vivendo la nazione. Un gruppo di uomini e donne ha assaltato e depredato un supermercato nella capitale, approfittando dei varchi apertisi nei muri e del fuggi fuggi generale. Altre azioni di sciacallaggio, secondo quanto hanno riferito fonti locali alle agenzie di stampa, si registrano in varie zone della città. Il sisma ha danneggiato anche gli edifici che ospitano la polizia e questo rende più difficoltose le operazioni di coordinamento dell'attività di controllo e repressione delle azioni criminali. Le condizioni di indigenza di gran parte della popolazione - Haiti è uno dei Paesi più poveri del mondo, il più povero in assoluto di tutto il continente americano - rischiano di rendere esplosiva la situazione.
GLI AIUTI INTERNAZIONALI - Il segretario di stato Hillary Clinton ha detto che gli Stati Uniti faranno subito la loro parte per assicurare ad Haiti la massima assistenza possibile. «Siamo pronti a inviare mezzi civili e militari per aiutare le persone colpite dal disastro - ha spiegato la Clinton -. Siamo inoltre pronti a mandare la assistenza umanitaria necessaria». Parole poi ribadite anche dallo stesso presidente Usa, Barack Obama Ma è stata tutta la macchina internazionale dei soccorsi a mettersi subito in moto. Oltre che dagli Usa, anche da Italia, Francia, Canada sono stati annunciati aiuti e soccorsi a destinazione Port-au-Prince. Sul fronte Onu, il portavoce dell’Ufficio per il coordinamento delle questioni umanitarie (Ocha), Stephanie Bunker, ha indicato che l’organizzazione ha diramato un messaggio di allerta a tutti gli uffici nel mondo per preparare una mobilitazione massima dei soccorsi a destinazione Haiti. Gli Stati uniti hanno già assicurato l’invio di una squadra dell’agenzia di aiuti allo sviluppo UsAid con 72 operatori e 6 cani specializzati nella ricerca di persone prigioniere delle macerie. Con loro porteranno ad Haiti 48 tonnellate di attrezzature ed equipaggiamento di primo soccorso, accompagnati da esperti di catastrofi naturali.
L'INTERVENTO DELL'ITALIA - Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, ha spiegato che l'italia «non lesinerà sforzi per essere in concreto vicina alla popolazione haitiana, e naturalmente agli italiani presenti nell’area del terremoto». Il governo venezuelano ha annunciato l’invio di «una squadra di aiuto umanitario» composta di cinquanta uomini con beni alimentari e medicinali. Anche Parigi ha fatto sapere che invierà «immediatamente» nella capitale haitiana, Port au Prince, devastata dal sisma, aiuti d’urgenza. Tutti i paesi dell’America latina hanno mostrato la loro disponibilità a inviare aiuti. In particolare dal Brasile il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha espresso la sua «grande inquietudine», in particolare per la sorte dei 1.200 soldati brasiliani che lavorano per la missione Minustah, e ha disposto l'invio di 10 milioni di dollari in aiuti. La Banca interamericana di sviluppo ha sbloccato aiuti d’urgenza per 200 mila dollari.
Haiti, il più povero Paese delle AmericheNove milioni di abitanti, solo il 3,4% ha la speranza di superare i 64 anni. Redditi tra i più bassi del mondo
Il paese più povero dell'intero continente americano: è la caratteristica principale di Haiti, paese scosso ieri sera da un fortissimo terremoto, in particolare nella capitale Port-Au-Prince, dove vivono oltre 2,3 milioni di abitanti. Secondo il World Factbook della Cia, la Repubblica di Haiti ha 9.035.536 abitanti, dei quali solo il 3,4% ha speranza di superare i 64 anni di età.
Il reddito annuale pro capite è di appena 1.300 dollari, dato che pone Haiti al 203/o posto tra i 229 paesi del mondo. Alle sue spalle tre stati asiatici (Burma, Nepal, Afghanistan), uno dell'Oceania (Tokelau) e 22 africani (con lo Zimbabwe ultimo, con appena 200 dollari di reddito annuo pro capite).
STORIA - Haiti occupa la metà occidentale dell'isola di Hispaniola, dove Cristoforo Colombo attraccò al termine del suo primo viaggio, nel 1492. Il tasso di alfabetizzazione è del 45 per cento e l'aspettativa di vita, circa 50 anni. La popolazione totale è per il 95 per cento di neri e per il cinque per cento di mulatti e bianchi. Il paese è spesso al centro del passaggio di uragani, che provocano morte e distruzione. Nel 2008, se ne sono abbattuti quattro (Fay, Gustav, Hanna e Ike), provocando 330 morti e molti dispersi in tutto il paese: il passaggio dei quattro uragani nel giro di un mese è stato considerato dalle autorità la principale catastrofe degli ultimi anni, prima del terremoto di ieri. Questa nazione, con una superficie pari a circa 27 mila chilometri quadri, si trova a circa 80 km da Cuba. Oltre alla capitale, le altre città principali sono Cap-Haitien e Gonaives. Nonostante le cospicue esportazioni di zucchero, caffè, banane e mango, Haiti rimane uno dei Paesi più poveri e arretrati del mondo. La disoccupazione colpisce oltre il 60% della popolazione. Fondata nel 1749 da coloni francesi piantatori di zucchero, la capitale, Port-au-Prince, si trova nella baia del golfo di La Gonave. Il paese, inizialmente possedimento spagnolo, divenne colonia francese nel 17/o secolo e nel 1804 è stato la prima repubblica «nera» ad ottenere l'indipendenza. ..................................................................................................................................................
Quando il dolore ha la faccia di un bambino, nulla al mondo più ha un senso. Ad Haiti è crollata anche l'ultima certezza. Sono centinaia i bambini che vagano senza meta. In condizioni normali sopravvivere in questo angolo dimenticato dei Caraibi, è una sfida quasi impossibile. Un bambino su dodici muore prima di aver compiuto il quinto anno di età. Solo 1 su 3 è stato vaccinato. ! su 4 è malnutrito. Almeno la metà non va a scuola. Molti sono vittime di violenza e sfruttamento. IL terremoto di ieri, ha cancellato una generazione intera, compromesso un futuro già incerto. In un paese che presenta i peggiori indicatori socio economici dell'America Latina: un paese dove il 55% della popolazione è costituito da bambini e adolescenti, che ne sarà di chi rimane? Dopo il clamore, come al solito, tutto rischierà di precipitare nel silenzio...e la parola "Haiti", tornerà ad essere solo la didascalia sotto una bellissima foto tra le pagine che sfoglieremo, seduti sulla poltrona di una normalissima agenzia di viaggio. Mancano medici. Al momento presenti sul campo solo Medici senza Frontiere e la Croce Rossa Italiana. Nessuna traccia di aiuti internazionali e logistica adeguata. Ruspe cercano di rimuovere le migliaia e migliaia di cadaveri sparsi per le strade. Sale il rischio epidemie vista l'ingente quantità di corpi senza vita e le elevate temperature. Migliaia le persone ancora vive sotto le macerie a cui gli scampati cercano di calare attraverso intercapedini, acqua per reidratarli. Nessuno dimentichi Haiti! no_nickname1
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22/01/2010
Msf: Medicine arrivano in ritardo: la gente muore
ROMA - Ancora negato un atterraggio agli aerei cargo di Medici senza frontiere (Msf) con kit medici salvavita. I feriti - denunciano Msf - hanno un "disperato bisogno di cure mediche d'emergenza, stanno morendo a causa dei ritardi nell'arrivo delle forniture sanitarie". Ad un aereo-cargo di Msf con 12 tonnellate di equipaggiamenti medici, tra cui farmaci, kit chirurgici e due apparecchiature per la dialisi, - precisa l'organizzazione - è stato negato per ben tre volte il permesso di atterrare all'aeroporto di Port-au-Prince da domenica notte nonostante le ripetute garanzie. Il contenuto di questo cargo costituiva la seconda tranche del precedente cargo di 40 tonnellate a cui era stato impedito di atterrare domenica mattina. Dal 14 gennaio, cinque voli umanitari di Msf sono stati dirottati dall'aeroporto di Port-au-Prince verso la Repubblica Dominicana. Questi aerei cargo trasportavano 85 tonnellate di materiale medico e beni di prima necessità. "Cinque nostri pazienti sono morti nell'ospedale che abbiamo allestito a Martissant per la mancanza del materiale medico-chirurgo che era contenuto nel cargo a cui stato impedito di atterrare", dichiara Loris de Filippi, coordinatore di Msf per l'emergenza a Haiti. Msf afferma che oltre 500 persone che avevano urgente bisogno di interventi chirurgici sono state trasferite dal quartiere di Martissant all'ospedale di Choscal, dove i team di Msf hanno effettuato più di 230 interventi chirurgici da giovedì scorso. Ecco perché "questi aerei cargo sono vitali per continuare a fornire cure salvavita alle centinaia di vittime del disastro". In cinque diverse località di Port-au-Prince, Msf ha già curato più di 3000 persone e effettuato oltre 400 interventi chirurgici. Rosa Crestani, coordinatrice medica di Msf all'ospedale di Choscal, racconta: "Non abbiamo più morfina per alleviare il dolore dei pazienti. Non possiamo accettare che ai nostri aerei che trasportano kit medici d'emergenza, kit chirurgici necessari a salvare vite umane, continui a essere negato il permesso di atterrare e vengano dirottati altrove mentre i nostri pazienti stanno morendo. In questo momento la priorità deve essere data alle forniture mediche che stanno giungendo nel paese". Msf sottolinea ancora che "molti dei pazienti che sono stati estratti dalle macerie sono ad alto rischio di morte per setticemia e per le conseguenze della sindrome da schiacciamento, una condizione in cui i muscoli danneggiati o schiacciati dalle macerie rilasciano tossine nel sangue che vanno a danneggiare i reni e possono causare la morte per insufficienza renale. Le apparecchiature per la dialisi sono fondamentali per tenere in vita i pazienti in queste condizioni". Ad oggi, l'organizzazione umanitaria è riuscita a far atterrare a Port-au-Prince cinque aerei cargo con 135 tonnellate di forniture mediche. Altri aerei con 195 tonnellate di materiale sanitario devono assolutamente atterrare nei prossimi giorni per permettere ai suoi operatori di continuare e incrementare le proprie attività di soccorso medico ad Haiti. Sono oltre 700 gli operatori di Msf che stanno lavorando per fornire assistenza medica d'emergenza ai sopravvissuti del terremoto a Port-au-Prince e nelle zone limitrofe. UNICEF - L'unicef denuncia: spariti nel nulla alcuni bambini dagli ospedali.
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