Community
 
gr.1980
Video
Sito
Foto
   
 
Creato da gr.1980 il 08/12/2008
la verità, la vita, le speranze e le sofferenze di Doina Matei la ragazza rumena coinvolta nella morte di Vanessa Russo nella metra B di Roma, riportate da un amico che le scrive e la visita in carcere. Doina vuole raccontarsi e raccontare quello che prova: mi ha chiesto di aiutarla, di far capire a chi la giudica che non è un assassina ma una persona come noi che ha avuto solo tanta sfortuna....chi vuole ascoltare anche la sua voce è il benvenuto. Grazie a tutti da parte di Doina

Area personale

 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Novembre 2009 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Ultime visite al Blog

rainal6creusaecuba_1974oscar2730bodhran.p5gr.1980mazzin2003lory772008albygrottastelianaaskulldrillerlafatadelmaremarcellasalmalizia975gppcalderonmiremora.m
 

Ultimi commenti

E' facile parlare quando le disgrazie non accadono a...
Inviato da: lafatadelmare
il 11/07/2009 alle 09:24
 
ciao doina. ti abbraccio forte. ti sono vicina. forza...
Inviato da: lamiaborsarossa
il 18/05/2009 alle 11:16
 
Interessanti i Vostri commenti,sopratutto quelli...
Inviato da: fabio righi
il 14/05/2009 alle 16:25
 
Ciao Doina... un saluto, mi raccomando nn lasciarti...
Inviato da: fatamatta_2008
il 05/05/2009 alle 21:38
 
MERAVIGLIARSI...MERAVIGLIARSI ANCORA!!! Meravigliarsi è...
Inviato da: ugoabate
il 29/04/2009 alle 12:52
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

A DUE ANNI DALLA TRAGEDIA DELLA METRO

Post n°102 pubblicato il 26 Aprile 2009 da gr.1980

Il 26 aprile di due anni fa a Roma successe una tragedia, una tragedia che tenne banco per diversi giorni sui media nazionali, uno di quegli episodi di cronaca che, per le particolari modalità con cui sono avvenuti o, più semplicemente, per l’interpretazione che se ne è data, assumono un valore emblematico.

Due ragazze di vent’anni sono scese nella metro il pomeriggio di quel triste giorno…non sono più ritornate in superficie: una è morta, Vanessa Russo; l’altra sta scontando 16 anni di reclusione per quella morte, Doina Matei.

Il fatto ricostruito dagli inquirenti è molto semplice: nella calca di quel vagone pieno di gente Doina finisce su Vanessa ad un brusco rallentamento del treno, quest’ultima reagisce stizzita forse temendo un tentativo di furto (erano sedute vicino e Doina è rumena, la sua parlata lo denuncia inequivocabilmente), ne nasce una lite,si sentono insulti e minacce nella più completa indifferenza dei numerosi astanti che forse sono divertiti dello spettacolo di due ragazze che si accapigliano, la lite prosegue sulla banchina della stazione Termini, Vanessa per l’ennesima volta spintona Doina, forse tenta di schiaffeggiarla, Doina alza l’ombrello, questo finisce nell’occhio di Vanessa.

E’ omicidio preterintenzionale, ossia oltre l’intenzione: Doina voleva solo percuotere, a limite ferire Vanessa ma per un caso da lei non voluto Vanessa è morta.

Questo hanno sentenziato i giudici in due differenti processi, questa la verità storica del fatto giudiziariamente accolta.

Ma a chi si intende di penale non sfugge che 16 anni sono troppi per un’omicidio preterintenzionale, soprattutto se si considera che sono stati comminati all’interno di un rito abbreviato (quindi pena base 24 anni): la pena media sono 8,8 anni per questo tipo di reato, difficilmente supera i 10-11anni, addirittura un ragazzo milanese che uccise preterintenzionalmente a martellate un transessuale se la cavò con 4 anni e 8 mesi qualche anno fa, basta fare un giro su internet cliccando sentenza omicidio preterintenzionale e si troverà solo Doina con 16 anni.

Il punto che Doina è rumena, era una prostituta rumena, quei fatti capitarono in un preciso momento storico di diffidenza e sospetto verso i romeni, i suoi processi si sono accavallati ad altri episodi ferali di cronaca nera in cui furono coinvolti rumeni; così Doina è divenuta un simbolo di un certo tipo di criminalità, e la sua pena, il suo processo, sono diventati non la sua pena, non il suo processo ma una lezione da dare ad un intera comunità.

Di qui il fuoco di fila mediatico iniziale che ha dipinto Doina come una killer lucida e spietata…ma Doina era semplicemente una ragazza ventenne con due figli a carico, una ragazza nata e cresciuta nella povertà più misera, una ragazza costretta ad emigrare e prostituirsi per sopravvivere, un’emarginata usata da centinaia di uomini la notte…Doina era anche altro, Doina era incensurata, non aveva precedenti giudiziari, non aveva collegamenti con la criminalità, non aveva problemi di droga, non aveva nulla di socialmente pericoloso tale da giustificare una prognosi totalmente negativa sul suo comportamento futuro.

Il risultato è che a lei sono state applicati tutti i massimi edittali possibili, le sono state negate le attenuanti generiche, le è stata negata la possibilità degli arresti domiciliari in una comunità di Don Benzi…eppure 16 anni sono gli anni che ha preso la Franzoni per aver spaccato la testa al figlio, le attenuanti generiche sono state concesse addirittura a Mailat, pochi giorni fa 22 boss mafiosi sono stati scarcerati perché non è stata depositata la sentenza di condanna….

Ecco, una ragazza è morta e a lei va tutto il cordoglio possibile, ma anche un’altra ragazza è come morta: condannata a rimanere reclusa per molti anni (e non esistono misure alternative per chi non è italiano), lontana da quei figli per cui ha scelto la strada, con il rimorso di una vita che se ne è andata, e con al consapevolezza di stare a pagare anche per il resto dei suoi connazionali.

Sono passati due anni da quei tragici fatti, ora è calato il silenzio su quella vicenda, ma Doina è sempre in carcere e ci dovrà rimanere ancora per molto!

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 4
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

INDICE DEL BLOG SU DOINA MATEI E SUO INDIRIZZO

Post n°101 pubblicato il 22 Aprile 2009 da gr.1980

A chi vuole dedicare qualche minuto per approfondire la tragica vicenda dell'omicidio della metro anche dal punto di vista di Doina Matei,segnalo i post più significativi:

post 99 lettera di Doina al ministro Carfagna

post 97 Doina dal carcere di Lecce dove è stata trasferita

post 93 seconda lettera di Doina al presidente Napolitano

post 64 lettera di Doina al presidente Napolitano
post 23 la lettera di Doina del 22.02.2008 per la madre di Vanessa (premessa al post 22);
post 25-40-41-42-43 brani di lettere che Doina mi ha scritto dal carcere;
post 11-12-13-14 ricostruzione del fatto e della vicenda giudiziaria di Doina;
post 18-19-20 relazione su Doina per la casa-famiglia di don Benzi con note biografiche (premessa post 17);
post 29 un mio scritto su Doina con altri particolari sulla sua vita in carcere;
post 45-46 articoli di Flavia Amabile su "La Stampa";

post 96 articolo di Fabrizio Rondolino su "La Stampa"

post 38 articolo di Dacia Maraini;
post 39 dalla rete;
post 58 62 61 omicidi preterintenzionali e volontari;
post 54 articolo di corso bovio
post 66 67 68 attenuanti generiche;
post 71 lettera di Doina al giudice;
post 73 lezione di diritto penale

A chi invece le vuole scrivere questo è l'indirizzo:

Doina Matei

c/o Casa Circondariale di Lecce - Sez. Femm.

Via Paolo Perrone - Borgo San Nicola

73100 - Lecce

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

PER DOINA MATEI

Post n°100 pubblicato il 22 Aprile 2009 da gr.1980

A chi vuole scrivere a Doina questo e' l'indirizzo:

Doina Matei

c/o Casa Circondariale di Lecce - Sez. Femm.

Via Paolo Perrone - Borgo San Nicola

73100 - Lecce

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

LETTERA DI DOINA MATEI PER IL MINISTRO CARFAGNA

Post n°99 pubblicato il 16 Aprile 2009 da gr.1980

Ecco il testo della lettera che Doina ha mandato al Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna:

 

Signiora Mara Carfagna

Sono una ragazza di 23 ani, avevo 17 ani quando Dio mi aveva regalato gia due bambini. Li ho crescitto da sola e anche se tante voltte mi e statta oferta la posibilita di abbandonarli io non l’ho mai fatto perche io vivo per loro e grazie a loro ho conosciuto la vera felicitta.

Avevo 18 ani quando sono statta portatta a lavorare sulle strade di Italia come prostituta, anche se ogni sera era un rischio, botte, violenze fiziche e psicologiche, non mi sono mai ritiratta indietro, perche sogniavo di fare un futuro bello ai miei figli di queli soldi che io li guadaniavo vendendo il mio proprio corpo. Avevo 21 ani quando il destino ha distrutto due vite e due famiglie, la famiglia di Vanessa Russo e mia, che sono Doina Matei.

Sono due ani pasatti da quel maledetto giorno, due ani che non smetto a non pensare alla perdita di Vanessa, alla sua vita di prima, alla sua felicitta  che come me non l’a mai conosciuta, avendo problemi con la droga. Non smettero mai a non pensare al suo viso di angello che mi è aparso nel sognio e mi ha acarezatto il viso dicendomi di non preoccuparmi che tutto andra bene.

Sono stati tantti i momenti quando ho pensatto di togliermi la vitta, perche mi e troppo dificile a pensare che non posso crescere ancora io i miei figli cosi come ho fatto fino quando sono entratta in carcere. E mia sorella di 27 ani che cresce uno dei miei figli con l’aiutto di una Associazione da Romania che fino quando si e cambiatto il Governo in questto Paese, li dava 150 € al mese, anche con l’aiutto di don Gino Rigoldi.

Se sono ancora viva e grazie alla forza di anima che me la sentto regalatta da Vanessa, e grazie alla mia sorella che mi porta a vedere il mio figlio piu grande, con i soldi che li prendevo dall lavoro svoltto nel carcere di Rebibbia, e grazie a due persone italiane che mi hanno conosciuta tramitte lettere, e che mai non mi hanno abandonatta.

Io sono statta condannata a 16 ani per dare anche un esempio ai miei paesani che la Legge in Italia esiste. In primo e secondo grado di processo e statta riconoscitta la disgrazia di quel giorno, cosi ho omicidio preterintenzionale, ma non sono statte riconoscitte le atenuanti generiche per tutti i motivi che li prevede l’articollo 130 dal codice penale. Per questto motivo ho cercato di chiedere aiutto all Presidente della Republica – Giorgio Napolitano -  e anche al Ministro di Grazia e Giustizia – Angelino Alfano - , mi è statto datta la rispostta che non dipende da loro, che non e di loro competenza a decidere per me, per posibili aresti domiciliari in una casa famiglia di Papa Giovanni XXIII che mi vogliano acoglieri, dipende tutto dai Giudici, ma i Giudici che mi hanno condanatta a me hanno pensatto di piu all’opinione publica che chiedono sempre vendetta, invece di ascoltare la vera verita, di ascoltare anche il mio dolore, ma soprattutto di pensare che due bambini pagano insieme a me per la loro indifferenza.

Ho scoperto tanti casi pegio dei miei, con condanne piu lieve, 4 ani, 6 ani, 8 ani, ho conosciuto persone che con omicidio volontario sono uscitte fuori doppo 6 mesi. Io non ho mai chiesto di essere libera, ma ho chiestto di essere condanatta per quelo che mi e suceso, non per quello che chiede l’opinione publica, oltre alla condanna che mi seguira per tutta la vita per la perdita di Vanessa. Ho cercatto sempre una persona che mi ascoltta, ne anche l’apogio dei psicologi non l’ho trovatto, non ha mai nesunno tempo, pazienza di ascoltarmi, non mi da nesunno qui dentro la posibilitta di far vedere chi e come sono veramente, aparte le compagnie di cella, e questo fa piu male di tutto in carcere.

Da un mese quasi sono stata trasferita da Roma a Lecce, qui non ho piu ne anche la posibilitta di madare soldi ai miei figli, il lavoro e pocco, io desidero di crescere i miei figli perche sono in grado di crescerli, sono in grado di lottare per loro sempre, ma non ho piu speranza, non mi si offre la posibilitta.

A me non ci penso ormai dalla prima sera che sono statta usatta per i bisogni dei uomini, non vorei arivare a realizare che anche questti 16 anni mi sono statti datti per sadisfare la sette della vendetta del opinione publica, ho paura che non riusciro piu a soportare anche questta altra delusione della vitta. Ho bisognio di aiutto, ho bisognio di sostegnio in questta lotta per essere al piu prestto vicina ai miei figli, da sola non riesco piu andare avantti. La prego di darmi una mano a dimostrare che non sono il monstro che e statto zbatutto sulla prima pagina dei tutti i giornali, aiutatemi in qualche modo di superare i ricordi brutti subitti sulla strada lavorando come prostitutta, ricordi che fanno male, malissimo anche quando sento ai telegiornali di una altra vitta distrutta per sempre, cosi come e la mia. La prego di non abbandonarmi anche lei cosi come hanno fatto li altri, e donna come me e adesso una altra speranza si e riacessa dentro il mio cuore, che forse lei mi ascoltera e mi dara una mano a non lottare piu da sola.

La ringrazio, e li chiedo scusa perche mi sono permessa di scriverli il mio dolore, ma come li ho detto, lei e la mia ultima speranza!

Matei Doina

6.04.2009

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

INDICE DEL BLOG SU DOINA MATEI LA RAGAZZA DELL'OMICIDIO DELLA METRO

A chi vuole dedicare qualche minuto per approfondire la tragica vicenda dell'omicidio della metro anche dal punto di vista di Doina Matei,segnalo i post più significativi:

post 97 Doina dal carcere di Lecce dove è stata trasferita

post 93 seconda lettera di Doina al presidente Napolitano

post 64 lettera di Doina al presidente Napolitano
post 23 la lettera di Doina del 22.02.2008 per la madre di Vanessa (premessa al post 22);
post 25-40-41-42-43 brani di lettere che Doina mi ha scritto dal carcere;
post 11-12-13-14 ricostruzione del fatto e della vicenda giudiziaria di Doina;
post 18-19-20 relazione su Doina per la casa-famiglia di don Benzi con note biografiche (premessa post 17);
post 29 un mio scritto su Doina con altri particolari sulla sua vita in carcere;
post 45-46 articoli di Flavia Amabile su "La Stampa";

post 96 articolo di Fabrizio Rondolino su "La Stampa"

post 38 articolo di Dacia Maraini;
post 39 dalla rete;
post 48 62 61 omicidi preterintenzionali e volontari;
post 54 articolo di corso bovio
post 66 67 68 attenuanti generiche;
post 71 lettera di Doina al giudice;
post 73 lezione di diritto penale

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 1
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

Doina Matei dalla casa circondariale di Lecce

Post n°97 pubblicato il 25 Marzo 2009 da gr.1980

Doina è stata trasferita alla Casa circondariale di Lecce la settimana scorsa; ieri mi è arrivata una sua lettera che mi ha scritto la sera del 19, l'indomani del suo arrivo...è una lettera in cui c'è tanta tristezza e paura per il futuro.....comunque mi ha pregato di mandare un saluto agli amici che, tramite questo blog, si sono avvicinati con un altra ottica al suo caso e mi ha dato un compito...ecco le sue parole:

"Saluta da parte mia le persone sui blog che mi stano vicino, e continua a fare sentire il mio bisognio di stare vicino ai miei figli."

Doina Matei

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 2
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

L'intolleranza

Post n°96 pubblicato il 09 Marzo 2009 da gr.1980

Ho trovato questo articolo di Fabrizio Rondolino, uscito su La Stampa l'indomani dei funerali della povera Vanessa Russo. Lo riporto perchè in questi giorni di razzismo e pregiudizio verso lo straniero, il rumeno in particolare, queste parole a distanza di due anni sono molto attuali.....è anche questo il clima che sta pagando Doina, oltre alle sue responsabilità:

Autore:

RONDOLINO FABRIZIO

 

 

LA BORGATA DA PASOLINI A VANESSA

 

I funerali di Vanessa Russo nella parrocchia di Santa Felicita e figli Martiri, nel cuore della Borgata Fidene, a Roma, non sono stati l'espressione estrema di «una comunita' ferita e sofferente» (cosi' il governatore Marrazzo, in uno sforzo politically correct di comprensione). Sono stati invece una manifestazione raccapricciante della barbarie in cui e' sprofondato il nostro Paese. La borgata pasoliniana, scrigno prezioso di una purezza perduta e di un universo di valori insidiato dall'urbanizzazione neocapitalistica, se mai e' stata tale oggi e' diventata il luogo emblematico dell'orrore quotidiano, della sua banalita' benpensante, e del suo ambiguo successo mediatico. «Vergognatevi, assassini!> >, ha urlato la folla all'arrivo del governatore e del vicesindaco. E poi: «Immigrati assassini!», «Mandateli via!», «Pena di morte!». Quando dal pulpito e' risuonata la parola «perdono», la madre e il fratello della vittima hanno urlato: «No, mai!», e la chiesa e' esplosa in un applauso tribale. Le cronache riportano altre dichiarazioni di amici e famigliari: «Linciamo le romene!», «Dovevano lasciarle a noi, le avremmo fatte a pezzi!», e cosi' via, in un crescendo impressionante di violenza verbale. «Un set, piu' che una chiesa», ha scritto il Corriere: decine, infatti, i cameramen lungo la navata e intorno all'altare, senza che nessuno chiedesse loro di uscire o impedisse di entrare, come se quell'improvvisa ribalta mediatica non andasse sciupata, come se anche il funerale di una povera ragazza di borgata dovesse diventare un programma di Maria De Filippi, con le urla e gli insulti e le lacrime a favore di telecamera. In questa violenza sorda e senz'appello, irragionevole perche' sragionata, c'e' il segno piu' esplicito di un fallimento, di una tragica sconfitta culturale prima che sociale: il mondo di Fidene (un mondo, ha raccontato Marco Lodoli, tutt'altro che degradato, e che anzi ha trovato «la sua piccola forma di benessere e di organizzazione») si fonda, emblematicamente, sull'arroganza e sulla xenofobia, sul qualunquismo e sul vittimismo, e proprio in nome di questi «valori» condivisi esibisce la propria «sete di giustizia». Paradossalmente, e tanto piu' tragicamente, la stessa morte di Vanessa sembra trovare la sua origine piu' nella vistosa maleducazione della vittima che nella (indimostrata) ferocia dell'assassina. La testimonianza di S.S., che era sul vagone con le tre ragazze e con loro e' scesa a Termini, e' chiarissima: DOINA perde l'equilibrio per una frenata, Vanessa grida: «Ma che cazzo mi spingi...», le romene non rispondono e scendono con Vanessa. Prosegue S.S.: «Faccio presente che non ho sentito altri battibecchi fra le tre ragazze ma, fatti pochissimi metri (Vanessa) ha spinto una delle due ragazze che ha reagito colpendola con un ombrello all'altezza del viso». Un capriccio del destino ha dunque trasformato un gesto di maleducazione quotidiana in una tragedia, e un'ombrellata in un omicidio. Ma e' proprio sulla maleducazione che bisognerebbe riflettere, anziche' sul destino: non foss'altro perche' soltanto la prima e' in nostro potere. La vita nelle metropoli italiane si e' fatta insopportabile non per l'inquinamento o il traffico o il rumore, ma per la maleducazione degli italiani. Cioe' per quella miscela oramai irrespirabile di arroganza e menefreghismo, vittimismo e furbizia, che scandisce la nostra vita feriale per trasformarsi senza soluzione di continuita', nei giorni di festa, in teppismo da stadio o violenza xenofoba. La pancia dell'Italia e' infetta e maleodorante: su questo dovrebbe misurarsi (e andrebbe misurata) la nostra classe dirigente.

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 6
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

Seconda lettera di Doina al Presidente Napolitano in inglese

Post n°95 pubblicato il 24 Febbraio 2009 da gr.1980

7.01.2009

 

President Giorgio Napolitano

 

Perhaps you may wonder why I have decided to write you again, but these are not decisions, they are a request for help that comes from my heart to find someone who will try to stop for a moment and listen to me, too.

I don’t know what I can do to find some way to have some peace, where I can show or tell people how the events really went that day,  that I am not the “monster” they have talked about in all the newspapers, but a human being like everyone. I am not saying that I am a person who has never made mistakes in life. There aren’t any people who don’t make mistakes. I have learned from my mistakes many times. I am trying to explain to you that I am a woman who has always asked for advice, help, but I have never found it, because those who have supported me in my life, have done it in their own interest, to “exploit” me (even if it is an ugly word, it is the absolute truth) and I realized this too late. Now my only dream, even if I am afraid of dreaming, is to be able to live my youth together with my children, to find out what it means to feel like a child again, a very beautiful thing that every one of us who have children look for.

When I came here, a lady, on. Elettra Deiana, came to visit me. First I was afraid to talk to her. To tell her about my grief, but then I actually sent her letters with photos with my children, and also photos with the flowers that I had sent to the grave of Vanessa, with the help of a friend. Now that the government has fallen, not even she comes to see me, now I am closed within myself again, until the appeal when I felt the wish not to live any longer and not even survive.

I have never hurt anyone in my life. A month after the accident, I dreamed of Vanessa. She stroked me and told me not to cry any more, that everything will go well. I have always believed in that dream, and still do, because I can’t think about Vanessa as I did on that day of 27 April. I am looking to her to be the friend that I have never had. Listen to me in silence when I cry and when I feel the need to cry out in pain at how I was judged and I am sure that if Vanessa could do something for me, she would do it, because only she and God know that I did not want to hurt her at all.

There are also witnesses that speak about my instinctive act, but they have never been taken into consideration. I would still like to struggle to go forward, but I can’t struggle against the whole world alone any more, I don’t have the strength, I am afraid when I think of all those years that the judges have given me. I understand that a young girl died, that she will never have any future, that she will never have anything. A part of me died, too, and so I don’t think any more about my future, I am thinking about and asking you, Mr Napolitano, for help in offering a future for my children, close to me.  All the riches in the world could never replace them, I brought them up by myself, every time I talk to them on the telephone they ask me when I am coming back and I am forced by the circumstances to lie to them that I still do not have the money to buy a bigger house, the older child tells me that that room I managed to get is good enough. The important thing is that I go to them. And so I am asking you what I can say to them, what I can say to my children. What nice thing can I tell them to see them smile, when inside of me my heart is broken.

Please give me advice, help me to find a solution to make my children happy, that I don’t care about myself, now I have understood that I have to suffer forever.

Please give me an answer, I feel as if I am suffocating, I really need your help.

 

Matei Doina          

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 7
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

Prima lettera di Doina al presidente Napolitano in inglese

Post n°94 pubblicato il 24 Febbraio 2009 da gr.1980

3.12.2008

 

Mr Giorgio Napolitano

With my heart shattered with grief, I can still feel the emotions in me when I thinking of telling you about my life, the life of  Doina Matei that’s who I am, a human being, but this country destroyed me on the day of  25 November all my dreams and the chance for a new future. I am writing you with a green pen because green is the colour of hope, and because you are the last hope I have left. No one but you can listen can read between these lines what I feel in my heart.

My hard life began when I was 13 years old and my parents were separated, unfortunately I could not ask for advice from any of them, my mother worked and my father was far away from me. So without knowing anything about life I wanted to have a family all my own, I got pregnant and Adrian was born when I was only 15, but I did not know how a child grows up, but I learned it from books and magazines for mothers. At the age of 17 God gave me a second child, Ionut, and even though I was a child with children I was happy, I grew up with them. At 18 I came to Italy without knowing that I had to work as a prostitute, but I accepted because I wanted a better future for me and my children, it was the only dream I had, to buy a place to live and have the family that I had always wanted. Every night and every car I went in was a risk, but that didn’t matter because I had a duty, to buy a place to live. I was the victim of violence many times, I was robbed many times. Beaten, kicked and punched. Thrown out of the car with marks that I will have all my life, left on the highway without knowing which way was home. A life full of risks, physical and psychological violence I had and every time I felt or saw the smiles of my children, I took up my courage and went on. God only knows how I went on, but in the hope that one day I would end the life of a prostitute and I would be happy with my children. On 26 April when fate had it that I should leave the house even if it was raining, I had no way of knowing what was going to happen to me, as no-one knows what his life will be like tomorrow. That day, at the station, Termini, I only tried to defend myself, but after I saw blood and Vanessa had fallen down I was afraid, and so I escaped and went to my mother. Please believe me, I am not a violent and heartless girl, even now I am sorry for that day when I didn’t stop to help poor Vanessa, even now my heart shivers inside of me for that day but I can’t go back. I would have preferred to lose my hand and not have her lose her life. I swear that in that moment I was not thinking about the umbrella in my hand, I raised my hand to stop Vanessa when I saw that she was coming towards me with her hand raised.  That day ruined me forever, it ruined two families. Vanessa’s family because she went to a world that we don’t know about, and my family because my sister risks losing her memory every day, because of her trauma when she saw me on all the television news broadcasts. It’s a year and 8 months that I have been here, and it is just that I pay for that horrible event, for that terrible destiny, I have been suffering and suffering when I see that I have to pay for all the Rumanians who have wrecked this country. They judged me as that Rumanian prostitute who serves as an example to show the people from the countries in Eastern Europe that in this country the laws exist.

I have always had the strength to fight back. I prayed to God and Vanessa to help me to show that I did not want to kill her. My prayers were answered and in the first trial they gave me Art. 584 instead of Art. 575. Because he was afraid of public opinion, the judge gave me the maximum sentence in the criminal code – 18 years --- plus – 6 for aggravating circumstances which should not even be Art. 61, together with Art. 584.

I haven’t had any criminal record and your laws provide for general extenuating circumstances for the life a person led before going to prison. I have been studying the criminal code, since I was put in here. Before coming here, I did not even know what the name of this place was. I have seen so many terrible things in this jail that I would never want any person to see, but I have seen in all this time cases of homicide more serious than mine, and after 6 months in jail the people have been able to get out under house arrest. I found a family home in Rimini of Pope Jean XXIII which helps girls who are prostitutes. They want to take me in, I have asked for house arrest, too, but it has been denied because of the danger of escape. I want the whole world to understand hat my intention is not to escape from the law, on my knees I only beg to be able to show who I really am. A mother who understands the grief of the mother of Vanessa but who at the same time wants with all her heart to be able to take care of her children as I have always done.  I am asking for the chance to make my life better, and here I can’t because there is no possibility. The appeal has confirmed 16 years for me without granting me general extenuating circumstances. Grief for the death of Vanessa I feel inside of me every day and I will feel it forever, it hurts me a lot when reality shows me that no person outside these walls wants to hear me. Here there is only one case of manslaughter and the person was sentenced to 9 years. With the help of an Italian fellow I have had the possibility of seeing cases which are on internet of the same crime as mine with sentences of a maximum of 8 years. Why 16 years for me? Why do I have to cry and cry and feel that I am going crazy because I do not find answers to my questions? 16 years for me means dying a little bit day by day because I can’t stand being away from my children any more, I can’t stand seeing them suffer because I am far away from them, I can’t stand feeling myself different from everyone any more I am afraid of going on, I don’t have the strength to fight fate any more, because I can’t hope for or dream of a future for me and my children. I know and understand that a girl has died and she will not have any more future, but in this moment I would like to disappear from this world, too, because I can’t accept being condemned to 16 years because of public opinion and as is written in the statement explaining the reasons for the first-instance sentence, I can’t accept that I with my misfortune will be an example for all the Rumanians who come here to commit crimes. I worked as a prostitute to give my children a future, I didn’t come to this country to become a delinquent, I am not ashamed that I sold my body every evening, I would give years of my life to have Vanessa with us now, and no one of the two of us would be lost to the outside world as we are now. I beg you only to give me the possibility of hoping that I will pay for what happened to me, for an accident, not to give an example to public opinion in the Court of Cassation that Doina Matei will be in jail.

Believe me, I am 23 years old, I have two children of 7 and 6 who need me, that all that happened that did I didn’t want to have happen I did not want to hurt anyone, I only tried to defend myself. Help me because I can’t stand being far away from my children any longer, I don’t have any more strength to struggle against the sufferings that this life has given me, I need to grow up together with my children and forget the sufferings I had on the street. My God! Help me and give me a chance Mr Napolitano. You are my last hope! The jail is taking my life away from me and I am afraid!

 

Matei Doina        

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

NUOVA LETTERA DI DOINA MATEI PER IL PRESIDENTE NAPOLITANO

Post n°93 pubblicato il 11 Febbraio 2009 da gr.1980

Ecco la nuova lettera di Doina Matei per il Presidente Napolitano:

 

7.01.2009

 

Signior Giorgio Napolitano

 

Forse si chiedera perche ho presso la decisione di scriverli ancora, ma queste non sono delle decisioni, sono come richieste di un aiuto che mi viene dal cuore per trovare qualcuno che cerca anche per un attimo di fermarsi e ascoltarmi anche a me.

Non so cosa posso fare ancora per trovare una strada che mi porta un po di tranqilitta, una strada che posso far vedere o racontare come sono andatti veramente i fatti in quel giorno, che non sono il “monstro” che hanno parlatto tutti i giornali, ma sono un essere umano come tutti. Non digo che io sono una persona che non ha mai sbagliatto nella sua vita, non esistono persone che non sbagliano, tante volte io ho imparatto dei miei sbagli, io cerco di spiegarli che sono una ragazza che ha sempre cercatto un consiglio, un aiuto, ma che non l’a mai trovatto, perche chi mi ha apogiatta nella mia vita, l’o ha fatto solo per un interese, per “sfrutarmi” (anche se e una parola bruttisima, e la pura verita) che mi sono acorta troppo tardi. Adesso l’unico sognio che ho, anche se ho paura di sogniare, e di poter vivere ancora la mia gioventu insieme ai miei figli, di scoprire cosa simnifica sentirti di nuovo bambino, una cosa belissima che la cerca ogni uno di noi quando abiamo dei figli.

Quando sono entratta qui dentro, una signiora, on. Elettra Deiana, e venuta a trovarmi. Prima volta avevo paura a parlarli. A racontarli il mio dolore, ma poi, tramitte lettere ero arivatta a mandarli anche fotto con i miei figli, e anche fotto con i fiori che tramite un amico, avevo mandato in silenzio alla tomba di Vanessa. Adesso, doppo che e caduto il governo, ne anche lei non mi ha piu cercata, mi sono di nuovo chiusa dentro di me, fino doppo l’appello quando ho sentito di nuovo il desiderio di non volere piu vivere e ne anche sopravivere.

Non ho fatto mai nella mia vitta di male a nessuno doppo un mese dalla disgrazia, io ho sogniato Vanessa. Mi acarezava e mi diceva di non piangere piu che tutto andra bene. Io ho sempre avutto fiducia in quel sognio, e avro ancora, perche io a vanessa non posso pensare come in quel giorno di 27 aprile, cerco in lei l’amica che non l’o mai avutta, lei mi ascolta in silenzio quando piango e quando sento il bisognio di strilare il mio dolore per come sono stata giudicata, e sono sigura che anche Vanessa se potesse fare qualcosa per me, lo farebbe, perche solo lei e Dio lo sano che io in quel giorno non ho volutto farli niente di male.

Ci sono anche testimoni che parlano del mio gesto istintivo, ma mai non sono stati pressi in considerazione. Io vorei lottare ancora per andare avanti, ma di lottare da sola contro il mondo intero non posso piu, non ho piu forza, ho paura quando penso ai tutti i anni che i giudici me li hanno dati. Io capisco che una ragazza giovanne e morta, che non avra mai un futuro, che non avra mai niente, anche una parte di me e morta, per questo non penso piu al mio futturo, penso e chiedo a lei signior Napolitano, l’aiuto per ofrire ai miei figli un futuro vicino a me. Tutte le richeze del mondo non potra mai sostituirmi a me, io da sola li ho cresciuti, loro mi chiedono ogni volta che li parlo al telefono, quando ritorno, ed io sono obligata delle circostanze a mentirli che ancora non ho tutti i soldi per comprare una casa piu grande, il bimbo piu grande mi dice che a loro li bastano quella stanza che ho riuscitta a comprare, importante e che vado subitto vicino a loro. E cosi io li chiedo a lei, cosa li posso dire io ancora ai miei figli? Cosa li posso racontare di bello per poter sentire un sorisso di loro, quando il cuore dentro di me e distrutto?

Datemi un consiglio, aiutatemi a trovare una soluzione per fare felici i miei figli, che di me non mi importa nulla, ormai ho capito che sono destinata a soffrire per sempre.

La prego di darmi una risposta, sento che mi manca l’aria, ho veramente bisognio dell suo aiutto.

 

Matei Doina           

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 12
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

TRADUZIONE IN ROMENO DELLA LETTERA DI DOINA PER IL PRESIDENTE NAPOLITANO

Post n°92 pubblicato il 11 Febbraio 2009 da gr.1980

Ecco la traduzione in romeno della lettera di Doina per il Presidente Napolitano del 3 dicembre 2008;


Dal link: www.adevarul.ro/articole/ucigasa-cu-umbrela-si-a-facut-blog.html


3.12.2008

Domnule Giorgio Napolitano,

cu inima distrusă de durere, reuşesc încă să simt emoţii în sufletul meu, cănd mă gândesc să vă povestesc viaţa mea, viaţa Doinei Matei, aceea care sunt eu, o fiinţă umană, dar căreia această ţară i-a distrus în ziua de 25 noiembrie toate visurile şi posibilitatea (de a avea) la un nou viitor.

Vă scriu cu culoarea verde, pentru că verdele înseamnă speranţă şi pentru că dumneavoastră sunteţi ultima speranţă care mi-a rămas. Nu mă poate asculta nimeni, dar dumneavoastră puteţi citi printre aceste rânduri ceea ce simt în inima mea.

Viaţa mea grea a început când aveam 13 ani şi părinţii mei s-au despărţit, iar din păcate nu aveam posibilitatea să cer sfaturi niciunuia dintre ei, mama mea muncea şi tatăl meu era departe de mine. Aşa, fără să ştiu nimic despre viaţă, am vrut să am eu o familie numai a mea, am rămas însărcinată şi l-am născut pe Adrian când aveam doar 15 ani. Nu ştiam cum se creşte un copil , dar am învăţat din cărţi şi reviste pentru mame.

La 17 ani, Dumnezeu a vrut să-mi dăruiască al doilea copil, Ionuţ, iar eu, chiar dacă eram încă o copilă care avea copii, eram fericită şi creşteam odată cu ei. La 18 ani am ajuns în Italia, fără să ştiu ca va trebui să fac meseria de prostituată, dar am acceptat, pentru că doream un viitor mai bun pentru mine şi copiii mei. Singurul vis pe care îl aveam era acela de a cumpăra o casă şi de a-mi întemeia familia pe care am dorit-o mereu.

În fiecare seară, fiecare maşină în care urcam era un risc, dar nu avea importanţă pentru că aveam o datorie: de a cumpara acea casă. Am suferit de multe ori violenţe, am fost furată de mii de ori, lovită cu pumnii şi picioarele. Aruncată din maşină cu semne rămase vizibile şi acum şi care vor rămâne pentru toată viaţa, lăsată pe autostradă fără să ştiu care era direcţia bună pentru a mă întoarce acasă.

O viaţă plină de riscuri, de violenţe fizice şi psihice, am suferit, dar de fiecare dată când simţeam sau vedeam surâsul copiilor mei, mă reumpleam de curaj şi mergeam înainte. Numai Dumnezeu ştie cum mergeam înainte, dar cu speranţa că într-o zi voi termina cu viaţa de prostituată şi voi fi fericită alături de copiii mei.

În 26 aprilei, când destinul m-a împins să ies din casă, chiar dacă ploua, nu puteam să ştiu ce avea să mă aştepte, tot aşa cum nimeni nu poate să ştie ce se va întâmpla mâine în viaţa sa. În acea zi, în gara Termini, am încercat doar să mă apăr, dar după ce am văzut sângele şi pe Vanessa căzută la pământ, m-am speriat şi de aceea am fugit, m-am dus la mama mea.

Credeţi-mă că nu sunt o fată violentă şi făra inimă, regret şi acum acel moment în care nu m-am oprit să îi acord ajutor bietei Vanessa, şi acum îmi tremură inima în mine pentru acea zi, dar nu mă pot întoarce înapoi. Preferam să pierd eu o mână, în loc să-şi piardă ea viaţa.

Jur că în acel moment nu m-am gândit că am umbrela în mână, am ridicat mâna ca s-o opresc pe Vanessa, când am văzut că ea venea spre mine cu mâna ridicată. Acea zi m-a distrus pentru totdeauna, a distrus două familii. Familia Vanessei, pentru că ea a mers într-o lume pe care nu o cunoaştem, şi familia mea pentru că sora mea riscă în fiecare zi să-şi piardă memoria pentru trauma pe care a avut-o când m-a văzut la toate telejurnalele.

 Sunt aici, înăuntru, de un an şi opt luni, e drept să plătesc pentru acea nenorocire, pentru acel destin blestemat, dar sufăr mult când văd că trebuie să plătesc pentru toţi românii care au distrus această ţară. M-au judecat ca pe acea  prostituată din România care serveşte de exemplu pentru a arăta persoanelor din Est că în această ţară legile există. Eu am avut mereu forţă să rezist.

L-am rugat pe Dumnezeu şi pe Vanessa să mă ajute să demonstrez că nu voiam s-o omor. Rugăciunile mele au fost ascultate şi, în prima parte a procesului, mi-au dat art. 584 în loc de art. 575. De frica opiniei publice, judecătorul mi-a dat maximul condamnării prevăzute de Codul Penal : 18 ani, plus şase pentru agravanţă de motive neînsemnate, care nici măcar nu ar trebui să existe în art. 61 împreună cu art. 584.

Nu am antecedente penale şi legile voastre prevăd circumstanţe atenuante, tot aşa cum sunt prevăzute şi pentru viaţa pe care un om a avut-o înainte de a intra în puşcărie. Studiez Codul Penal, de când mă aflu aici. Înainte de a ajunge aici, nici nu ştiam cum se anumeşte acest loc. Am văzut atâtea lucruri urâte în această puşcărie, pe care nu-i doresc nimănui să le vadă, dar am aflat în tot acest timp şi de cazuri de omoruri mai grave decât al meu, ai căror autori, după şase luni de puşcărie, au avut posibilitatea să iasă la arest domiciliar.

Am găsit o casă familială la Rimini, a Papei Giovanni al XIII-lea, care ajută prostituatele şi vrea să mă primescă. Am cerut şi eu doar o singură dată arestul domiciliar, dar a fost revocat, de frică să nu fug. Aş vrea să fac  lumea întreagă să înţeleagă că intenţia mea nu e aceea de a fugi de lege, cer în genunchi doar posibilitatea de a demonstra cine sunt cu adevărat: o mamă care înţelege durerea mamei Vanessei, dar care în acelaşi timp doreşte cu toată fiinţa să-şi poată îngriji copiii cum a făcut-o întotdeauna.

Cer posibilitatea de a-mi îmbunătăţi viaţa şi aici înăuntru nu se poate, pentru că nu există nicio posibilitate. Apelul procesului mi-a confirmat cei 16 ani fără să-mi acorde circumstanţe atenuante. Durerea pentru pierderea Vanessei o simt înăuntrul meu în fiecare zi şi o voi simţi pentru totdeauna, mă doare când realitatea îmi arată că nicio persoană din afara acestor ziduri nu vrea să mă asculte. Aici există un singur caz de omor prin imprudenţă, care a fost condamnat(ă) pentru nouă ani.

Cu ajutorul unui băiat italian, am avut ocazia să cunosc cazuri care se găsesc pe internet, cu aceeaşi infracţiune ca şi a mea, cu condamnare de maxim 8 ani. De ce eu am primit 16? De ce trebuie să plâng în fiecare moment şi să simt că înnebunesc, de ce nu găsesc răspuns la întrebările mele ?

16 ani înseamnă pentru mine să mor un pic zi de zi, pentru că nu mai rezist să stau departe de copiii mei, nu mai rezist să-i văd cum suferă că stau departe de ei, nu mai rezist să mă văd diferită faţă de toţi ceilalţi, mi-e frică de ziua de mâine, mi-e teamă de ochii care mă privesc ciudat pentru că nu vor să vadă înuntrul meu durerea pe care o simt, mi-e teamă să merg înainte, nu mai am forţa să lupt cu destinul, pentru că nu mai pot să sper să visez la un viitor pentru mine şi copiii mei.

Ştiu şi înţeleg că o fată a murit şi, viitorul ea nu îl va mai avea, dar aş vrea să dispar chiar în acest moment şi eu din această lume, pentru că nu pot să accept să fiu condamnată 16 ani din cauza opiniei publice, aşa cum scrie în motivările sentintei de prim grad, nu pot să accept să fiu eu cu nenorocirea mea exemplu pentru toţi românii care vin aici să comită delicte.

M-am prostituat pentru a asigura un viitor copiilor mei, nu am venit în acestă ţară ca să devin delincventă, nu mi-e ruşine că mi-am vândut corpul în fiecare seară, aş da ani din viaţa mea pentru ca Vanessa să mai fie printre noi, pentru ca niciuna dintre noi să nu fie dispărută din lumea de afară cum suntem acum. Vă rog doar să-mi daţi posibilitatea să sper ca la Curtea de Casaţie voi plăti pentru ceea ce mi s-a întâmplat, pentru o nenorocire, nu pentru a da un exemplu opiniei publice că Doina Matei va rămâne în puşcărie.

Credeţi-mă că am 23 de ani, doi copii de 7 şi de 6 ani, care au nevoie de mine. Tot ceea ce s-a întâmplat în acea zi nu voiam să se întâmple, nu voiam să-i fac nimic rău, am încercat doar să mă apăr.

Ajutaţi-mă, pentru că nu mai rezist să stau departe de copii mei, nu mai am forţa cu suferinţele care îmi sunt date în această viaţă, am nevoie să cresc împreună cu copiii mei şi să uit suferinţele avute în stradă.

Dumnezeule! Ajutaţi-mă şi daţi-mi o şansă, domnule Napolitano, sunteţi ultima mea speranţă! Puşcăria îmi ia viaţa şi mi-e frică!

Matei Doina

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

INDICE DEL BLOG SU DOINA MATEI E LA TRAGEDIA DELLA METRO 

A chi vuole dedicare qualche minuto per approfondire la tragica vicenda
dell'omicidio della metro anche dal punto di vista di Doina Matei,
segnalo i post più significativi:

post 88 lettera integrale di Doina al Presidente Napolitano
post 89-90 foto di Doina con il figlio più grande

post 64 notizia sui giornali della lettera di Doina al presidente Napolitano
post 23 la lettera di Doina del 22.02.2008 per la madre di Vanessa (premessa al post 22);
post 25-40-41-42-43 brani di lettere che Doina mi ha scritto dal carcere;
post 11-12-13-14 ricostruzione del fatto e della vicenda giudiziaria di Doina;
post 18-19-20 relazione su Doina per la casa-famiglia di don Benzi con note biografiche (premessa post 17);
post 29 un mio scritto su Doina con altri particolari sulla sua vita in carcere;
post 45-46 articoli di Flavia Amabile su "La Stampa";
post 38 articolo di Dacia Maraini;
post 39 dalla rete;
post 48 62 61 omicidi preterintenzionali e volontari;

post 54 articolo di Corso Bovio
post 66 67 68 attenuanti generiche;
post 71 lettera di Doina al giudice;
post 73 lezione di diritto penale

 
 
 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 19
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 
 
 

LETTERA INTEGRALE DI DOINA MATEI AL PRESIDENTE NAPOLITANO 

Ecco
il testo integrale della lettera di Doina per il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano:
3.12.2008

Signior Giorgio Napolitano, 
con il cuore
distrutto dal dolore, ancora riesco a sentire delle emozioni dentro di me
quando ci penso di racontarli la mia vita, la vita di Doina Matei che sono io,
un essere umano, ma che questo paese mi ha distrutto in giorni di 25 novembre
tutti i sogni e la posibilita ad un nuovo futuro. Le scrivo con la penna verde
perche il colore verde e speranza, e perche lei e ultima speranza che mi e
rimasta. Non puo ascoltarmi nesunno ma lei puo legere tra queste righe cosa sento
nel mio cuore. La mia vita dura
ha cominciato quando io avevo 13 ani e i miei parenti si sono separati, per
sfortuna non avevo la posibilità di chiedere dei consigli a nesunno di loro,
mia madre lavorava e mio padre era lontano di me. Cosi senza sapere niente
dalla vita ho voluto avere io una famiglia solo mia, sono rimasta incinta ed e
nato Adrian quando io avevo solo 15 ani, non sapevo come si cresce un bambino,
ma ho imparato dai libri e dalle riviste per le mame. A 17 ani Dio mi ha voluto
regalare il secondo bambino, Ionut, ed io anche se ero una bambina con bambini
ero felice, ho cresciuto insieme a loro. A 18 ani sono arivata in Italia senza
saperlo che devo fare il mestiere di prostituta, ma ho acettato perche volevo
un futuro meglio del mio per i miei figli, era l’unico sogno che avevo, di
comprare una casa e di construirmi la famiglia che sempre avevo desiderato.
Ogni sera e ogni machina in qui andavo era un rischio, ma non importava perche
avevo un compito, di comprare quella casa. Ho subito di tante volte violenze,
sono stata derubata di mille volte. Pichiata con calci e pugni. Buttata dalla
machina con segni visibili rimasti anche adesso i che rimanerano per tutta la
vita, lasciata sulle autostrade senza sapere quale era la direzione giusta per
ritornare a casa. Una vita piena di rischi, di violenze fisiche e psichiche ho
subito e ogni volta che sentivo o vedevo il soriso dei miei figli mi riempivo
di coragio e andavo avanti. Dio lo sa come andavo avanti, ma con la speranza
che in un giorno finiro con la vita di prostituta e saro felice vicino ai miei
figli. Il 26 aprile quando il destino mi ha spinto ad uscire fuori di casa
anche se pioveva, io non potevo mai sapere cosa mi aspetava, cosi come nesunno
non sa cosa sara domani della sua vita. In quel giorno alla stazione Termini io
ho cercato solo di difendermi, ma dopo che ho visto il sangue e Vanessa che era
caduta a tera mi sono spaventata, e per quessto sono scapata sono andata da mia
madre. Credetemi che non sono una ragazza violenta e senza cuore, rimpiango
anche adesso quel momento che non mi sono fermata a socorere la povera vanessa,
anche adesso mi trema il cuore dentro di me per quel giorno ma non posso
tornare indietro. Preferivo di perdere io una mano invece di perdere lei la
vita. Giuro che in quel momento io non ho pensato che ho l’ombrello in mano, ho
alzato la mano per fermare Vanessa quando ho visto che lei veniva verso di me
con la mano alzatto. Quel giorno mi ha distrutta per sempre, ha distrutto due
famiglie. La famiglia di Vanessa perche lei e andata in un mondo che non
conosciamo, e la mia famiglia perche mia sorella rischia ogni giorno di perdere
la memoria, per il trauma che ha avuto quando mi ha visto su tutti
telegiornali. Io sono qui dentro da un ano e 8 mesi, e giusto che io pago per
quella disgrazia, per quel destino maledetto, ma sto sofrendo molto quando vedo
che devo pagare per tutti i romeni che hanno distrutto questo Paese. A mi hanno
giudicato come la prostituta romena che serve di esempio per vedere le persone
dal est che in questi Paesi le leggi esistono. Io sempre ho
avuto la forza di resistere. Ho pregato a Dio e a Vanessa di aiutarmi a
dimostrare che io non volevo amazarla. Le mie preghiere sono state ascoltate e
in primo grado di processo mi hanno datto l’artt. 584 invece di artt. 575. Per
paura del opinione publica il giudice mi ha datto il massimo della condana
previsto in codice penale – 18 ani – piu – 6 – per agravanti dei futilli motivi
che ni anche non dovrebe essere l’artt. 61 insieme all artt. 584. Sono incensurata
e le vostre leggi prevedono l’attenuanti generiche, cosi come li prevede anche
per la vita che uno ha avuto prima di entrare in carcere. Sto studiando il
codice penale, da quando sono entrata qui dentro. Prima di arivare qui ne anche
non sapevo come si chiama questo posto. Ho visto tante cose brute in questo
carcere che non desidero a nesunna persona di vederli, ma ho visto in tutto
questto tempo anche casi di omicidii piu gravi del mio che dopo 6 mesi di
carcere hanno avuto la posibilita di uscire in aresti domiciliari. Ho trovato
una casa famiglia a Rimini di papa Giovanni XIII che aiutano le ragazze
prostitute mi vogliano acogliere, ho chiesto anche io solo una volta l’aresti
domiciliari ma mi sono stati revocatti per pericolo di fuga. Vorei fare capire
al mondo intero che la mia intenzione non e di scapare della legge, chiedo in
ginocchio soltanto di avere la posibilita di dimostrare chi sono veramente. Una
madre che capisce il dolore della madre di Vanessa ma che nello stesso tempo
desidera con tutta se stessa di poter curare i suoi figli come ha fatto sempre.
Chiedo l’oportunita di migliorare nella vita, e qui dentro non si puo perche
non essiste nesunna posibilita. L’appello mi ha confermato i 16 ani senza
concedermi l’attenuanti generiche. Il dolore per la perdita di Vanessa lo sento
dentro di me ogni giorno e lo sentiro per sempre, fa molto male quando la
realtà mi fa vedere che nesunna persona al di la di questte mura non mi vuole
ascoltare. Qui dentro ce solo un caso di omicidio preterintenzionale che e
statta condanatta a 9 ani. Con l’aiuto di un ragazzo italiano ho avuto la
posibilita di vedere casi che si trovano su internet con lo stesso reato come
mio con condane massimo 8 ani. Perche io 16 ani? Perche devo piangere ogni
momento e sentirmi che impazzisco perche non trovo delle risposte alle mie
domande? 16 ani significa per me morire giorno per giorno un po, perche non
resisto piu a stare lontano dai miei figli, non resisto piu vederli sofrire
perche sono lontano da loro, non resito piu a sentirmi diversa da tutti, ho
paura del giorno di domani, ho paura dei ochi che mi guardano strano perche non
vogliano vedere dentro di me il dolore che provo, ho paura di andare avanti,
non ho piu la forza di lottare con il destino, perche non posso piu sperare o
sogniare a un futuro per me i miei figli. Lo so e capisco
che una ragazza e morta e il futuro lei non lo avra mai piu, ma anche in questo momento vorei sparire anche io da
questto mondo perche non posso acetare di essere condanata 16 ani per
l’opinione publica cosi come scrive nelle motivazioni di sentenza di primo
grado, non posso acettare di essere io con la mia disgrazia esempio per tutti
romeni che vengono qui a delinquere. Io ho fatto la
prostituta per fare un futuro ai miei figli, non sono venuta in questto paese
per diventare una delinquente, non mi vergogno che ho venduto il mio corpo ogni
sera, darei ani della mia vitta per essere Vanessa ancora tra di noi, per non
essere nesunna di noi due perse dal mondo di fuori cosi come siamo adesso. La
prego solo di darmi la posibilita di sperare che in casazione paghero per
quello che mi e sceso, per una disgrazia, non per dare un esempio al opinione
publica che Doina Matei stara in carcere. Credetemi che ho 23 ani, due bambini
di 7 e 6 ani che hanno bisogno di me, tutto che e sucesso in quel giorno non
volevo che acadesse non volevo farli niente di male, ho cercato solo di
difendermi. Aiutatemi perche non resisto piu a stare lontano dai miei figli,
non ho piu forza di lottare contro le sofferenze che mi sono state date da
questa vita, ho bisognio di crescere insieme ai miei figli e di dimenticare le
sofferenze subite sulla strada. Dio mio! Aiutatemi e datemi una posibilita
signior Napoletano, siete ultima mia speranza! Il carcere mi toglie la vita e
io ho paura!


Matei Doina 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 3
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

INDICE DEL BLOG SU DOINA MATEI E L'OMICIDIO DELLA METRO 

A chi vuole dedicare qualche minuto per approfondire la tragica vicenda
dell'omicidio della metro anche dal punto di vista di Doina Matei,
segnalo i post più significativi:
post 64 lettera di Doina al presidente Napolitano
post 23 la lettera di Doina del 22.02.2008 per la madre di Vanessa (premessa al post 22);
post 25-40-41-42-43 brani di lettere che Doina mi ha scritto dal carcere;
post 11-12-13-14 ricostruzione del fatto e della vicenda giudiziaria di Doina;
post 18-19-20 relazione su Doina per la casa-famiglia di don Benzi con note biografiche (premessa post 17);
post 29 un mio scritto su Doina con altri particolari sulla sua vita in carcere;
post 45-46 articoli di Flavia Amabile su "La Stampa";
post 38 articolo di Dacia Maraini;
post 39 dalla rete;
post 48 62 61 omicidi preterintenzionali e volontari;

post 54 articolo di corso bovio
post 66 67 68 attenuanti generiche;
post 71 lettera di Doina al giudice;
post 73 lezione di diritto penale

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

VI RICORDATE DI MAILAT? 

Romulus Nicolae Mailat erail rumeno di etnia rom che il 30 ottobre 2007 massacrò a colpi di pietra, in un tentativo si stupro e rapina, la sig.ra Reggiani: ci trovavamo a Roma, in una stradina isolata e scarsamente illuminata nei pressi della stazione di Tor di Quinto.
L'episodio destò grandissima emozione: il Presidente del consiglio rumeno volò immediatamente a Roma per portare le scuse ufficiali al popolo italiano; il Governo italiano si riunì in tutta fretta per varare norme che favorisserol'espulsione dei comunitari; nei giorni seguenti numerosi rumeni tornaro in tutta fretta nel proprio paese per timore di rappresaglie; una intera città, un intera nazione si strinse intorno alla famiglia della signora; da ultimo, forse da qui, iniziò quel cambiamento che portò Alemanno a diventare sindaco di Roma dopo 15 anni ininterrotti di governo della sinistra.
Chiunque avrebbe pensato che a Mailat sarebbe stato dato l'ergastolo, forse anche l'ergastolo con tre anni di isolamento diurno dato il concorso con altri reati insieme all'omicidio: la pena massima dell'ordinamento italiano, quella che hanno preso Rosa e Olindo Bazzi perla strage di Erba.
Circa due mesi fa la terza Corte d'Assise di Roma condannò Mailat solo a 29 anni ritenendo le aggravanti contestate pari alle attenuanti riconosciute: niente ergasolo, niente isolamento diurno ma nemmeno la pena massiama per la reclusione, ossia 30 anni.
Pochi giorni fà le motivazioni, leggiamo:
"la Corte, pur valutando la scelleratezza e l'odiosità del fatto,
commesso in danno di una donna inerme e, da un certo momento in poi
esanime, con violenza inaudita, non può non rilevare che omicidio e
violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla
combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l'ira
dell'aggressore, e la fiera resistenza della vittima, in assenza degli stessi fattori — si legge — l'episodio criminoso, con
tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi.
"
In un certo senso l'omicidio scaturì anche dal tentativo i difesa della Reggiani, se non avesse provato a reagire sarebbe stata solo rapinata o violentata, eppoi Mailat era completamente ubriaco e arrabiato per una lite avuta precedentemente con altre persone.
Leggiamo dopo:
"il romeno all'epoca era ventiquattrenne, incensurato, e l'ambiente in
cui viveva era degradato
. Queste circostanze, assieme al dettato
costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione,
inducono la Corte a risparmiargli l'ergastolo, concedendogli le
attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate
".
Ecco il punto a cui voglio arrivare: Mailat, autore di un omicidio brutale e volontario compiuto per un furto e seguito dal tentativo si nascondere il corpo, ha avuto un trattamento processuale garantistico. I giudici hanno indagato a fondo la sua condizione personale in quei momenti (era ubriaco, era arrabiato, la signora ha reagito facendolo arrabiare di più), hanno ricostruito il suo passato dandogli le attenuanti (è giovane, non ha mai avuto precedenti penali - ma si badi, solo in Italia, perchè in Romania già aveva scontato 3 anni di prigione per furto - era un emarginato), si è scomodato il dettato costituzionale della finalità rieducativa della pena.
Per Mailat, quindi, niente pena esemplare....una pena equa, forse anche mite rispetto a quello che ha fatto, comunque è stato considerato una persona anche lui dai giudici.
E per Doina, Doina è stata trattata con le stesse garanzie? No per Doina c'è stata una pena esemplarissima, vediamo:
Per Doina era omicidio preterintenzionale (oltre l'intenzione): non voleva uccidere, stavano litigando e per una disgrazia una delle due ha avuto la peggio.
Doina non stava commettendo nessun reato: per una brusca frenata della metro è finita addosso a Vanessa e quest'ultima ha iniziato ad insultarla e a spintonarla.
Doina e Vanessa erano tutte e due ragazze, stessa corporatura, tutte e due innervosite dalla situazione e dall'indifferenza della gente intorno, tutte e due con problemi alle spalle (Doina di prostituzione, Vanessa di tossicodipendenza).
Doina era più giovane di Mailat: aveva solo 21 anni all'epoca.
Doina era più incensurata di Mailat: non ha mai avuto condanne penali nè in Italia, nè in Romania, nè in nessun altro paese di questo mondo.
Doina viveva una situazione di degrado personale anche più brutta di quella di Mailat: due figli a carico avuti uno a 15 e l'altro a 17 anni, senza un marito od un compagno vicino, si prostituiva da quando aveva 18 anni per crescerli (quindi, non rubava, non rapinava, non truffava....subiva ogni notte le violenze di "distinti" signori italiani che davano un prezzo alla sua giovinezza).
Doina non voleva uccidere, Mailat voleva uccidere: a Doina hanno dato il massimo della pena a Mailat no.
Doina era una emarginata, anche Mailat era un emarginato: a Doina hanno negato le attenuanti generiche, a Mailat le hanno concesse.
Per Mailat e per tanti altri (mafiosi,pedofili,stupratori, ecc.) vale l'articolo 27 della Costituzione, valgono i concetti di seminfermità, attenuante, emarginazione, riscatto, rieducazione, ecc.
Per Doina Matei, per una mamma di due bambini, per una ragazza di 23 anni, per una donna che non voleva uccidere (come hanno dichiarato gli stessi giudici), per una disgrazia.....beh, non c'è Costituzione, non c'è attenuante, non c'è un altra possibilità...c'è solo una condanna esemplare per placare la pancia del Paese.
Questa non è Giustizia equa, anche Doina meritava un processo e delle motivazioni che tenessero conto della sua situazione personale, come si usa con tutti gli imputati, come è cosuetudine nelle aule di tribunale....per Doina, invece, l'unico giudizio che ha avuto valore è stato solo quello dell'opinione pubblica e delle Tv.

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

INDICE DEL BLOG SU DOINA MATEI E L'OMICIDIO DELLA METRO 

A chi vuole dedicare qualche minuto per approfondire la tragica vicenda
dell'omicidio della metro anche dal punto di vista di Doina Matei,
segnalo i post più significativi:
post 64 lettera di Doina al presidente Napolitano
post 23 la lettera di Doina del 22.02.2008 per la madre di Vanessa (premessa al post 22);
post 25-40-41-42-43 brani di lettere che Doina mi ha scritto dal carcere;
post 11-12-13-14 ricostruzione del fatto e della vicenda giudiziaria di Doina;
post 18-19-20 relazione su Doina per la casa-famiglia di don Benzi con note biografiche (premessa post 17);
post 29 un mio scritto su Doina con altri particolari sulla sua vita in carcere;
post 45-46 articoli di Flavia Amabile su "La Stampa";
post 38 articolo di Dacia Maraini;
post 39 dalla rete;
post 48 62 61 omicidi preterintenzionali e volontari;

post 54 articolo di corso bovio
post 66 67 68 attenuanti generiche;
post 71 lettera di Doina al giudice;
post 73 lezione di diritto penale

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

L'INDIFFERENZA DELLA GENTE 

Il 26 aprile 2007 nella metro B di Roma è successo quello che è successo...due ragazze con molti problemi alle spalle si sono incontrate per un caso...per un caso hanno cominciato a litigare...per un caso una è morta, l'altra è in prigione condannata a 16 anni. Due vite, due esistenze già tanto tormentate si sono spezzate....Doina non voleva uccidere ma è diventata per molti un mostro, una killer spietata.....eppure i giudici hanno detto che non voleva ucccidere (omicidio preterintenzionale ossia oltre l'intenzione).
E' rumena, però,  e quella razza va punita, va messa in riga, va educata, bisogna interrompere l'invasione da Bucarest.....niente attenuanti generiche (è incensurata Doina ma è rumena; è giovane Doina ma è rumena; ha due figli Doina ma è rumena; si prostituiva per mantenerli ma è rumena; è povera Doina ma è rumena; è dovuta crescere da sola Doina ma è rumena), il massimo della pena, l'aggravante dei futili motivi.
Non importa che non ha cominciato lei a litigare, che è stata insultata, spintonata, anche schiaffeggiata.....non importa, lei è rumena e non ha il diritto di rispondere alle provocazioni.
Non importa che non aveva in mano un coltello, una pistola, a limite un cacciavite...aveva solo un ombrello in una giornata di pioggia, un ombrello allungato a caso forse per stizza, forse per difendersi, ma che per un maledetto caso è finito nell'unico punto (pochi centimetri) in cui poteva fare male....sono state sfortunate Doina e Vanessa o forse non è sfortuna, è colpa dell'aggressività che si portavano dentro per essere due sventurate capitate in un mondo troppo duro per loro.
Ma la gente che stava con loro dentro la metro? Le decine e decine di persone che hanno assistito alla lite, che si stavano godendo la scena di due disperate una contro l'altra? La lite non è durata un secondo....sarebbe bastato che una, una sola persona si fosse mesa in mezzo, che avesse detto "Basta ragazze, fatela finita" e forse, anzi probabilmente, Doina e Vanessa non sarebbero arrivate a questo punto....avrebbero continuato a vivere la loro anonima e dura vita da sventurate.
Ma una parola, una semplice parola non è arrivata dalle decine e decine di mamme, papà, fratelli, sorelle che stavano con loro dentro quella metro il 26 aprile.
Per due come loro non vale la pena di sprecare parole, che se la sbrighino da sole, che si scornino fra di loro......Vanessa è morta, Doina è diventata un mostro.
Ora fa comodo dire e pensare che Doina è realmente un mostro, così ci possiamo scaricare la coscienza.....scaricare la coscienza per tutte le volte che Doina era costretta a salire in una macchina per scopare, per tutte le volte che Vanessa si infilava un ago nel braccio o si chiudeva nella sua stanza a pippare, per tutte le volte che abbiamo chiuso gli occhi di fronte a due così, per le parole non dette quel maledetto 26 aprile, per quelle parole che avrebbero salvato DUE vite!!!

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

INDICE DEL BLOG SU DOINA MATEI E L'OMICIDIO DELLA METRO 

A chi vuole dedicare qualche minuto per approfondire la tragica vicenda
dell'omicidio della metro anche dal punto di vista di Doina Matei,
segnalo i post più significativi:
post 64 lettera di Doina al presidente Napolitano
post 23 la lettera di Doina del 22.02.2008 per la madre di Vanessa (premessa al post 22);
post 25-40-41-42-43 brani di lettere che Doina mi ha scritto dal carcere;
post 11-12-13-14 ricostruzione del fatto e della vicenda giudiziaria di Doina;
post 18-19-20 relazione su Doina per la casa-famiglia di don Benzi con note biografiche (premessa post 17);
post 29 un mio scritto su Doina con altri particolari sulla sua vita in carcere;
post 45-46 articoli di Flavia Amabile su "La Stampa";
post 38 articolo di Dacia Maraini;
post 39 dalla rete;
post 48 62 61 omicidi preterintenzionali e volontari;

post 54 articolo di corso bovio
post 66 67 68 attenuanti generiche;
post 71 lettera di Doina al giudice;
post 73 lezione di diritto penale

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 2
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 
« Precedenti Successivi »