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Un blog creato da fantasy_forever il 16/12/2009

IL DOLCE TUONO

incongruenze, incompetenze e imperfezioni

 
 
 
 
 
 

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Prometto solennemente che cerchero' di non fare troppo scempio della lingua italiana...croce sul cuore!

 
 
 
 
 
 
 

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Lo so...

Post n°95 pubblicato il 02 Febbraio 2011 da fantasy_forever
 

Lo so, è una vita che non scrivo, che non ricambio visite, che non lascio commenti in giro...e mi vergogno!

Chiedo scusa a tutti, ma è un periodo allucinante e fra il milione di cose che già faccio, mi sono anche messa in testa di rimettermi a studiare spagnolo ( e anche il giapponese, ma fino ad ora non ci sono ancora riuscita) e a qualcosa ho dovuto rinunciare.

Oggi sono di nuovo qui, perchè mi è capitato di leggere un post scritto da Daria Bignardi, è vecchio, è di settembre scorso.

Mi è piaciuto tantissimo, così anche se per abitudine non scopiazzo mai roba di altri, lo voglio postare qui, credo che valga la pena leggerlo.

Buona vita

 

Io amo le donne.

 Le amo proprio fisicamente. Quasi mi dispiace essere eterosessuale, quando mi succede, come oggi, di ascoltarne i discorsi su un treno regionale di seconda classe popolato solo da donne (chissà perché: dove sono tutti gli uomini a quest’ora di domenica mattina?).


Nei posti a sinistra del mio, oltre il corridoio, quattro ragazze tra i venti e i quarant’anni parlano di tutto. Non riesco a capire che legame ci sia tra di loro. Colleghe? Insegnanti? Amiche che vanno a fare un giro? È uno di quei treni su cui si possono caricare le bici, può darsi. Oppure si sono appena incontrate? Chiacchierano con un ritmo costante, allegro… che bella conversazione fanno. Non è che origlio, ma sui treni si sente tutto. E loro hanno un bel tono di voce squillante. Spaziano dal Festival di Internazionale di Ferrara dove programmano di andare il primo fine settimana di ottobre («È sempre così interessante, ed è gratis. Io dormo da un’amica di mia zia») a un libro che era nella cinquina dello Strega («Volevo comprarlo ma 20 euro, cavolo, vatti a far benedire: coi miei 1.100 al mese…»), all’Iran («Quando in un Paese ti fanno sentire in colpa per i tuoi desideri, non c’è democrazia»: frase da scrivere sulle magliette buttata lì dalla bruna con gli occhiali), al bambino che ha iniziato la terza e sembra nervoso («È dislessico. Ma la maestra è brava, ha tre figli anche lei. Mi sa che lo iscrivo a judo invece che a nuoto, quest’anno»), all’intelligenza linguistica («La badante russa di mia madre parla già italiano meglio di mia suocera»: risate di tutte le altre).


Io amo le donne. Quale gruppo di uomini, esclusi i presenti (voi, carissimi lettori maschi di questa rubrica, non fate testo), farebbe questi discorsi, su un treno, al mattino presto? Al massimo, parlerebbero di politica, o di sport. Starebbero zitti, o dormirebbero, o parlerebbero al telefonino, spippolerebbero sui tasti. Bene che vada, leggerebbero un quotidiano (non ho scritto leggerebbero la Gazzetta, anche se l’ho pensato, vedi come sono buona). Invece queste donne in maglietta del mercato, scarpe da tennis sfigate, una carina, l’altra meno, una pallidissima, una con l’accento veneto molto marcato, continuano per un’ora a parlare di tutto. Ma soprattutto di libri. «Quel romanzo ha un linguaggio perturbante», fa la bruna carina. Perturbante! Se uno di voi ha mai sentito un uomo dire a un amico in treno che un libro è scritto con linguaggio perturbante, mi cerchi sul blog e gli pago la cena. Ma voglio la registrazione.


«Un’Agota Kristof dolce», sta dicendo la pallidissima. «Hai mai letto la Kristof? Ecco, lui è una Kristof meno aspra, più dolce. E poi ha quegli occhi grigi… secondo te è sposato?» (Io, che conosco lo scrittore con gli occhi grigi e so quanto sia misogino, vedi rubrica della scorsa settimana, non vi dirò chi è: non se lo merita).
Adesso ditemi che nessun gruppetto è rappresentativo e che ho paragonato le donne del treno a maschi da barzelletta. Che le donne si amano e si difedono al di là della loro bravura, anche quelle cretine e noiose. Avrete ragione. Ma io non riesco a togliermi dalla testa una cosa: queste donne meravigliose – e anche le altre meno meravigliose – che popolano e salvano e tengono in piedi un Paese che non le capisce, non le protegge, non le valorizza, non bacia i loro piedi calzati di scarpe da tennis sfigate come dovrebbe fare se recuperasse uno straccio di lucidità, queste donne meriterebbero molto di più. Io amo le donne.

 
 
 

Buon Natale

Post n°94 pubblicato il 20 Dicembre 2010 da fantasy_forever
 

 

Questo post è per porgere i miei migliori auguri di Buon Natale a tutti.

Quest'anno il mio spirito natalizio è sotto i tacchi. Non perchè il Natale non mi piaccia, io lo adoro nonostante tutto.

Quest'anno sto assistendo a dei soprusi a danno di alcuni bambini e non posso farci nulla.

Non scendo nei dettagli, sarebbe inutile.

Vi lascio i miei migliori auguri, perchè nonostante al mondo esistono degli adulti totalmente privi di cervello, che sfogano le loro frustrazioni e le loro cattiverie su dei bambini ignari e incolpevoli, da parte mia, farò qualunque cosa perchè venga posto rimedio.

Se da qui passa qualcuno che ha a che fare con i bambini, qualche insegnante, qualche educatore: per favore, non escludete MAI dei bambini, voi non sapete quanto male potete fare.

Ancora Buon Natale a tutti, un abbraccio.

 
 
 

1 dicembre: post gaio!

Post n°93 pubblicato il 01 Dicembre 2010 da fantasy_forever
 

 

Oggi affronterò un tema di cui finora non mi è mai capitato di scrivere, non perché non abbia nulla da dire al riguardo, ma semplicemente perché si tratta di una realtà abbastanza lontana da me e io sul blog, in genere riporto la mia vita e le mie esperienza.

Però, quando il carissimo Amoon, ha espresso il suo invito a scrivere un post sul mondo gay, proprio in questa giornata, io non mi sono potuta tirare indietro.

Prima ho scritto che questo tema è lontano da me, ma non certo per ragioni ideologiche.

Nella mia vita mi è capitato di incontrare davvero molte persone, ma se ci penso con attenzione, nessuna di questa ha mai manifestato apertamente di essere omosessuale, né in ambito maschile, né tantomeno in ambito femminile.

Questo per quanto mi riguarda è già un grande spunto di riflessione. Non è detto che qualcuno di loro dovesse esserlo per forza, ma se la matematica non è un’opinione, le statistiche riportano dei dati per cui almeno qualcuno prima o poi, fra le mie conoscenze doveva esserlo.

Deve essere davvero difficile, vivere una condizione che non è una scelta, né una necessità, ma qualcosa che ti appartiene da sempre, con la quale sei nato e doverti nascondere o vergognare come se fosse un delitto.

Cosa c’è di sbagliato? Io davvero non riesco a trovare una spiegazione a questo modo di reprimere la sessualità delle persone.  Mi sembra anche molto infantile e piuttosto subdolo.

Non è che mettendo alla berlina un certo tipo di condotte (comunque lecite) in ambito sessuale, il mondo diventa migliore, anzi, si riempie di persone infelici che piuttosto che dare un  “dolore” ai loro familiari, a volte preferiscono uccidersi. E a che serve?

L’orientamento sessuale è qualcosa di insito in ognuno di noi, lo scegliere un compagno che rispetti e condivida questo orientamento è un diritto, non un delitto, anche se diverso da quello che formalmente viene considerato “normale”.

E poi cosa vuol dire normale? Io credo che normale sia avere una vita sentimentalmente e sessualmente appagata, piuttosto che una vita infelice e repressa e trovo davvero ripugnanti certi discorsi che vengono espressi anche dal mondo cattolico, così incline all’amore e al perdono, nei confronti di alcune persone che non fanno del male a nessuno, ma vivono la loro vita nel pieno della loro dignità di esseri umani.

I risultati di certi atteggiamenti di rifiuto e disprezzo possono essere devastanti  e io davvero non riesco a vedere la ragione e l’utilità di tutto questo.

A volte mi è capitato di sentire persone dire:” non mi importa con chi vai a letto, ma se sei gay, perché lo devi sbandierare ai quattro venti?”

La risposta secondo me è abbastanza semplice, dichiararsi gay, in numero sempre crescente, può aiutare questa società, purtroppo ancora abbastanza omofoba, a rendersi conto che l’omosessualità non è una malattia da cui difendersi, ma una realtà già presente ed integrata in mezzo a noi.

A questo proposito, ho davvero apprezzato l’ultima campagna pubblicitaria proposta dal Consiglio dei Ministri, quella ambientata in una corsia del pronto soccorso,in cui  veniva chiesto da una voce fuori campo,  se in caso di necessità urgente e grave, fosse più importante sapere se il medico fosse preparato o che numero di scarpe indossasse o se piuttosto fosse gay o etero…

E’ esattamente così che io la vedo.

A questo proposito, posto il link ad un articolo molto interessante che ho letto al riguardo e che testimonia che il problema non è affatto solo italiano. Buona lettura.

http://www.giornalettismo.com/archives/93018/suicidi-gay/

 

 

 
 
 

sulla violenza contro le donne

Post n°92 pubblicato il 25 Novembre 2010 da fantasy_forever
 

SONO UNA DONNA

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua è avvinghiata intorno alle dita del mio
desiderio
e non potranno mai domare il mio desiderio

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.


Joumana Haddad, poetessa Libanese, nata nel 1970

 

Questo è un esempio di un classico errore femminile. L'esempio di come una donna possa sopportare cose orribili in silenzio per anni, opponendo una scusa flebile, come quella che al suo interno lei non potrà mai essere privata della sua volontà.

Sbagliato.

E' vero che uno spirito forte e libero, può anche non essere piegato dalle violenze e dai soprusi, ma è anche altrettanto vero che ogni donna ha diritto ad essere libera di vivere, di scegliere, di pensare quello che desidera, senza che nessuno si senta in diritto di zittirla, di punirla, usarla o di volerla sopraffare, solo perchè è una donna.

Questo vale certamente per delle realtà meno democratiche della nostra, ma vale anche qui purtroppo...

Direi che la parola del giorno è: RISPETTO, sempre e per tutti, ma dato che oggi è la giornata contro la violenza sulle donne,  oggi la canzone è dedicata alle donne, di tutto il mondo...

 

 

 
 
 

il torto e la ragione

Post n°90 pubblicato il 10 Novembre 2010 da fantasy_forever
 

Ultimamente mi è capitato di assistere e (ahimè) di venire messa in mezzo a delle liti fra due miei familiari.

I motivi sono abbastanza ridicoli, non solo perché tra due persone che si vogliono bene, certe questioni non dovrebbero proprio avere peso, ma anche perché, a una certa età (e qui c’è tutta), ormai si dovrebbe essere più che coscienti del fatto che nulla viene mai regalato, che tutti affrontiamo le nostre difficoltà più o meno gravi e soprattutto che quando c’è un problema, non serve a nulla prendersela con chi al massimo ti può offrire il suo aiuto, ma l’unica cosa che ha senso fare, è mettercela tutta per superare il problema che hai, possibilmente affrontandolo in maniera costruttiva e OVVIAMENTE chiedendo aiuto a chi te lo può dare, se tu da solo non ce la fai.

Ora, mi sono resa conto che tutte queste belle cose, che a me sembrano più che scontate, per altri invece sono proprio dei tabù di livello insormontabile.

Mi sono resa conto che la reazione più normale, è mettersi a urlare con chiunque ti si avvicini pretendendo di avere ragione.

Come se questo servisse a qualcosa…

Personalmente ritengo che nei rapporti fra le persone, laddove c’è un problema, nessuno abbia mai tutta la ragione o tutto il torto. Secondo me frasi del tipo. “è inutile spiegare che hai ragione a chi ha torto”, sono davvero ridicole e insensate e hanno il grande pregio di farmi uscire completamente di testa.

L’unica cosa che mi viene da fare davanti a esternazioni di questo tipo e girare i tacchi e andarmene.

E non è una questione di vigliaccheria, è proprio che non mi va di perdere tempo a litigare con qualcuno che non è capace di capire che il torto e la ragione non servono a nulla e se non ti apri e non tiri fuori quello che non va davvero e continui a trincerarti dietro le tue “meschinissime”  motivazioni, non solo non risolvi niente, ma ti crei anche il vuoto intorno.

E’ davvero molto facile andare d’accordo con chi ti dice sempre che va tutto bene, ma se non è così, io preferirei cento volte qualcuno che mi dicesse che sto sbagliando e che così non va, piuttosto che un atteggiamento di servile accondiscendenza, tanto inutile quanto dannoso.

A volte credo che se fossi nata uomo, avrei fatto a botte più di una volta mi sa…fortunatamente sono nata donna...

 

 
 
 
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eppure è una storia vera. Questa mamma ha perso la sua bimba e non sa come ritrovarla. Spero che lei passi di qui e legga...o che qualcuno sappia cosa fare per aiutarla...

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