Community
 
donnadifior...
   
 
Creato da donnadifiori_61 il 27/06/2010

questa sono io

quella che sono e quello che mi piace... o non mi piace

 

Non é vero che abbiamo
poco tempo: 
la verità é che ne
perdiamo molto.
♥ ♥ ♥
Seneca

 

AREA PERSONALE

 

 
Citazioni nei Blog Amici: 3
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2013 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

        

 

Ho guardato
dentro
una bugia
e ho capito che
è una malattia
dalla quale non si
può guarire mai
e ho cercato di
convincermi
... che tu non
ce l'hai


 

 

 

Nuove trivellazioni

Post n°169 pubblicato il 09 Maggio 2013 da donnadifiori_61

Terremoto in Emilia, nuove trivellazioni. Nelle zone sismiche si cercherà shale gas.Il proponente è la società milanese Exploenergy srl che ha presentato domanda al ministero dell'Ambiente, proprio nel sottosuolo del cratere compreso tra Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Camposanto, Bomporto e San Felice sul Panaro.
Non ci sono ancora autorizzazioni, ma il 1 marzo l'istanza è passata dalla commissione Via.
Nemmeno il tempo di chiudere ufficialmente la vicenda relativa al deposito di stoccaggio gas a Rivara che nella ‘bassa’ modenese ritorna il fantasma delle trivellazioni.
Questa volta al vaglio del ministero dell’Ambiente c’è una domanda presentata da una società milanese, la Exploenergy S.r.l, per individuare, nel sottosuolo compreso tra i comuni di Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Camposanto, Ravarino, Bomporto e San Felice sul Panaro, in pieno ‘cratere’, insomma, lo ‘shale gas’ o gas da argille. Un gas naturale ricavato da giacimenti non convenzionali di rocce sedimentarie, perlopiù argille parzialmente diagenizzate, che si sono formati in aree coperte da acqua superficiale. Gas estraibile attraverso perforazioni orizzontali e fatturazioni idrauliche, quindi, interventi di ‘fracking’ che però destano preoccupazione e paura in una terra terremotata.
Queste compagnie pensano che fenomeni naturali come i terremoti non debbano condizionare le scelte industriali o finanziarie, com’è accaduto per Rivara, e credono che si debba procedere nonostante tutto.
Non sono d'accordo i cittadini, che per anni hanno lottato contro Stato, Erg e Independent Resources allo scopo di ottenere lo stop definitivo a un progetto, quello per lo stoccaggio di gas, nei loro territori, riqualificati ad alto rischio sismico proprio in seguito al terremoto.

 
 
 

fate girare

Post n°168 pubblicato il 06 Maggio 2013 da donnadifiori_61

Foto: Ecco le info aggiornate con la targa della macchina.

il numero da chiamare se avete notizie é:

348 2721706 oppure i carabinieri di Sassuolo, ma anche qualunque caserma di carabinieri.

 
 
 

C'è un posto nel mondo...

Post n°166 pubblicato il 28 Aprile 2013 da donnadifiori_61

C’è un posto nel mondo dove il cuore

batte forte,

dove rimani senza fiato..

per quanta emozione provi..
Dove il tempo si ferma e non hai più l’età..

quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore,

mentre la mente non smette mai di sognare…

Da lì fuggir non potrò poichè la fantasia d’incanto risente il nostro calore e no…

non permetterò mai ch’io possa rinunciare a

chi d’amor mi sa far volare..

Alda Merini

 

 

 

 
 
 

tutto vero

Post n°165 pubblicato il 14 Aprile 2013 da donnadifiori_61

 
 
 

Il principe del Regio

Post n°163 pubblicato il 07 Aprile 2013 da donnadifiori_61

IO C'ERO!

Ha salutato con un inchino, proprio lui che è il principe della canzone d’autore italiana, il folto pubblico del Teatro Regio che lo acclamava dal primo minuto di ritardo rispetto all’orario fissato per l’inizio del concerto, al grido di «Vai Francè»: Francesco De Gregori ieri sera ha conquistato ancora una volta Parma. Ed in faccia ai maligni e ai superbi, come recita uno dei suoi maggiori successi, che lo vorrebbero scontroso e burbero, l’artista ha esordito con una battuta, subito dopo aver dato il benvenuto: «Facciamo qualche canzone nuova ma poi tiriamo fuori i gioielli». Accompagnato dalla band che da anni lo segue nei live e armato di chitarra acustica, completo elegante, cappello e occhiali rigorosamente scuri, il cantante si è lanciato in due ore buone di concerto-fiume: l’incipit è stato riservato ai brani del nuovo album «Sulla strada», proprio con la title-track ad aprire l’esibizione. Subito a seguire «Passo d’uomo», «Belle époque» e una versione eccezionale di «Guarda che sono io», che ha regalato il primo grande momento della serata con un azzeccatissimo accompagnamento al pianoforte di Alessandro Arianti. Pochi artisti hanno saputo incarnare e allo stesso raccontare in musica la storia d’Italia dal '69 - quando iniziò la sua lunga carriera - ad oggi come Francesco De Gregori e la dimostrazione è stata la risposta del pubblico del Teatro Regio quando l’artista ha cominciato a snocciolare, uno dietro l’altro, i suoi più grandi successi del passato: dopo aver fluttuato sulle onde della melodia che avvolge «Titanic», i parmigiani si sono trovati di fronte a un brano scritto nel 1979 ma mai così attuale come oggi, «Viva l’Italia»: «l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè. L’Italia derubata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore». Lo show è poi proseguito con atmosfere tra il folk, il rock ed il blues: «Bellamore», «Un guanto» e «Sempre e per sempre» sono state ascoltate in rigoroso silenzio, mentre un’esplosione corale ha accompagnato le prime note di «Generale», inno generazionale che però appartiene ad un popolo intero, tanto che tutti, dal 20enne al 60enne, hanno cantato, seppur a bassa voce per non perdere nemmeno una strofa intonata dall'artista. Il momento di massimo coinvolgimento, del pubblico ma anche di De Gregori stesso, è arrivato con una commovente versione di «Santa Lucia», un ricordo del compianto amico e collega Lucio Dalla, con il quale aveva anche realizzato una reunion (passata anche dal Parco Ducale di Parma) per celebrare l'epopea di «Banana Republic». Alla fine del brano, pubblico in piedi a scandire «Lucio, Lucio». Il momento del trionfo è giunto invece con i bis: dopo il nuovo singolo, «Showtime», l’emozione è salita alle stelle con «La donna cannone», poi spazio al miglior augurio per salutare il pubblico con «Buonanotte fiorellino», eseguita in due versioni. Chiusura in grande stile con il cantautore che prima ha intonato «Can't help falling in love» di Elvis, quindi ha presentato la band e si è congedato con l'imprescindibile «Rimmel». Osservando il pubblico che piano piano se ne andava da palchi e platea, con mamme e figli, gruppi di giovani, gente che giovane la era a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, la sensazione è stata che in Italia non esiste solo il calcio a farci sentire una nazione, nel senso lato del termine.
C’è anche la buona musica.

(dalla Gazzetta di Parma)

 
 
 

...basta!

Post n°162 pubblicato il 04 Aprile 2013 da donnadifiori_61

 
 
 

Buona Pasqua a tutti

Post n°161 pubblicato il 29 Marzo 2013 da donnadifiori_61

Tantissimi auguri a tutti...

 
 
 

vergognarsi mai?

Post n°159 pubblicato il 27 Marzo 2013 da donnadifiori_61



Agenti in sit-in contro mamma Aldrovandi
e lei scende con la foto del figlio

Il sindacato di Polizia Coisp ha manifestato sotto l'ufficio di Patrizia Moretti, in solidarietà dei colleghi condannati per l'omicidio del figlio. Lei è scesa in piazza mostrando l'immagine del giovane all'obitorio.

FERRARA - Gli agenti sotto il suo ufficio a protestare. E lei che scende le scale, arriva in piazza e mostra la foto del figlio ucciso. Questa mattina, alcuni poliziotti del sindacato Coisp hanno organizzato un sit-in a Ferrara contro la madre di Federico Aldrovandi, il giovane morto il 25 settembre 2005. Una manifestazione di solidarietà ai colleghi che sono stati condannati al carcere dal Tribunale di sorveglianza di Bologna.

Il Coisp ha manifestato davanti al Comune di Ferrara, mentre la stessa Moretti pubblicava le foto su Facebook. Persino il sindaco della città emiliana, Tiziano Tagliani, è andato dai manifestanti per chiedere di spostare il sit-in pochi metri più indietro. Una richiesta che non è stata accettata. Anzi, sono continuati i messaggi di solidarietà per i poliziotti condannati, Forlani, Segatto, Pollastri e Pontani.

A quel punto la mamma di Federico Aldrovandi è scesa in piazza, affiancata da due colleghe. E ha srotolato una foto tristemente nota, quella che ritrare il figlio morto all'obitorio circondato da una macchia di sangue.

"Non avrei voluto farlo - ha raccontato al termine Patrizia Moretti - perché a me costa moltissimo, ma sono scesa con alcune mie amiche e colleghe e ho mostrato prima alla piazza, poi a loro la foto di Federico. Nessuno di loro mi ha guardata e dopo un po' sono andati via. E' stato triste, e doloroso".

La mamma di Federico Aldrovandi racconta anche l'antefatto: "Ad un certo punto ci siamo affacciate alla finestra e abbiamo visto cosa stava accadendo, abbiamo visto il sindaco Tiziano Tagliani scendere e andare a parlare con loro dell'inopportunità del sit in, ma da lì uno dei manifestanti, molto grosso e alto, ha cominciato a inveire contro il sindaco e ho visto anche alcuni spintoni".

Coisp: "Nulla contro la madre". Il Coisp ha dichiarato di non essere a conoscenza del fatto che il presidio di questa mattina si stesse svolgendo sotto le finestre dell'ufficio di Patrizia Moretti. "Non sapevamo che lavorasse in Comune", ha spiegato il segretario nazionale Franco Maccari all'emittente bolognese 'Radio Citta' del Capò: "Abbiamo fatto la comunicazione una settimana fa, l'abbiamo mandata anche al sindaco e nessuno ha avuto nulla da dire". E verso le accuse del primo cittadino Tagliani di presidio inopportuno, Maccari ha reagito: "E' in malafade ed è una persona squallida". E poi in una nota sottolinea come abbiano "evitato di raccogliere inutili provocazioni, cercate forse per via della rabbia di non essere riusciti a cacciarci e zittirci, abbiamo concluso il sit-in all'orario stabilito e siamo passati al prossimo impegno".

Solo in Italia può accadere una cosa simile.
Persino il sindaco della città Tiziano Tagliani è andato dai manifestanti per chiedere di spostare il sit-in pochi metri più indietro. Una richiesta che non è stata accettata anzi, sono continuati i messaggi di solidarietà per i poliziotti condannati.

 
 
 

L'analfabeta politico

Post n°158 pubblicato il 26 Febbraio 2013 da donnadifiori_61

L'analfabeta politico, Bertold Brecht

Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
né s’importa degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
...
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro che si vanta e
si gonfia il petto dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
Bertold Brecht (1898/1956)

Foto: L'analfabeta politico, Bertold Brecht Il peggiore analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’importa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico                                                                                                                                 è così somaro che si vanta                                                                                                     e si gonfia il petto                                                                                                                 dicendo che odia la politica. Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il bambino abbandonato, l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi, che è il politico imbroglione, il mafioso corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali. Bertold Brecht (1898/1956)

(dalla pagina fb di Travaglio)

 
 
 

L'abbraccio...

Post n°157 pubblicato il 20 Febbraio 2013 da donnadifiori_61

Mi piacciono gli abbracci,
di quelli stretti che ti incatenano,
che non ti lasciano spazio per muoverti.
Quelli dove il tuo corpo smette di essere uno solo e
diventa un tutt’uno con l’altro.
C’è differenza  tra l’abbraccio di chi ti vuole bene
e di chi ti ama.
Nel  primo puoi respirare, 
staccarti e tornare a casa da sola.
Il secondo ti toglie il fiato e
non puoi tornare a casa perché sei già a casa.

 
 
 
Successivi »
 

       

 

 

 Amami

quando

lo merito meno,

perché sarà

quando

ne ho più bisogno.

Catullo

                          

 

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

t.v.b.90busybutlazyssspagnaadonnadifiori_61GODIMENTOAIMASSIMIsensualecomemammacoccoildrillocercoilcoraggiosidopaulVogliaDiMeFT1Cantastorie61faustina.spagnoltinababyliacopetti.roberto
 

  

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom