LOVE KAPUTT

Post n°344 pubblicato il 24 Maggio 2017 da manser11
 

Ormai entro molto raramente in questo blog per recensire o consigliare libri. Sarà perchè l'avvento di Facebook ha calamitato le mie incursioni in rete, sarà perchè parlare di libri dà la sensazione di rivolgersi a delle lapidi, fatto sta che passo di qua solo per segnalare libri che mi colpiscono particolarmente. Questo tra l'altro è un romazo di un mio vecchio amico, ancor più amico perché la nostra è una conoscenza puramente virtuale e letteraria. Avevo già avuto modo in precedenza di apprezzare le sue doti creativo-letterarie e posso dire che il ragazzo ha talento... Di cosa tratta questa sua opera lo scoprite leggendo le parole sottostanti; io mi limito a dire semplicemente che l'ultimo libro di Antonio Giugliano mi è piaciuto molto e mi dimostra ancora una volta quanto "buono" ci sia negli scrittori "puri" e nell'editoria non gestita dai soliti Grandi Burattinai.

Dal sito www.recensionelibro.it: Love kaputt di Antonio Giugliano racconta una storia d’amore prima e di guerra interiore poi. Ciò che sembrava fonte di felicità diventa il suo opposto lacerante, quello che appariva normale diviene la messa in scena di un atteggiamento formale nei confronti dell’altro. E poi c’è un colpo di scena che dà quel tocco in più alla storia.

Protagonisti di Love kaputt sono Maurizio ed Elena, se prima la passione li aveva coinvolti in una storia intensa, con il passare del tempo il loro rapporto, i cui fili vengono mossi in questo caso da lei, si fa finto.

Elena appare distaccata, distratta da altri pensieri, fredda e difficile da comprendere. È come se nascondesse qualcosa di oscuro e indicibile dentro di sé, tant’è che viene trovata morta sul luogo di lavoro. I dubbi sono tanti: la donna si è uccisa o c’è la mano di qualcuno in questa morte? Insomma siamo davanti a un suicidio o a un omicidio?

Dopo i primi tentennamenti, il caso è archiviato come suicidio, ma Maurizio vuole comprendere, andare a fondo e la sua anima si logora giorno dopo giorno alla ricerca della verità.

“… di’ la verità, non credi che un po’ di ‘sano’ Alzheimer sarebbe stato molto meglio di quell’incontenibile follia?”

Depressione e rabbia sono le costanti nella vita di Maurizio, che non si arrende e scavando nella sua mente e nella sua anima, muovendo i suoi passi verso qualcosa da chiarire, scopre una parte di sé che non immaginava neppure di avere e si sentirà spinto a sopravvivere in una realtà crudele, da cui è stato deluso, da cui si sente tradito.

L’intensità di Love kaputt non è solo nella storia che racconta e nel rapporto d’amore tra i due protagonisti lacerato da menzogne, non è solo da ricercare nel modo di affrontare l’esistenza da parte di Maurizio, ma anche nella descrizione critica della società.

Terza protagonista del romanzo è la periferia napoletana in cui le persone sono quasi svuotate di significato, come se non ci fosse più umanità dentro quelle anime allo sbando.

Antonio Giugliano in questo libro ci racconta di degrado, di ossessioni, di contraddizioni insite nella società. Il contorno della storia, l’ambiente in cui le vicende sono inserite, diventa parte integrante del romanzo, non sfondo come nella maggior parte dei libri.

Con un linguaggio diretto, crudo, a tratti estremo e la voglia di dare risalto all’aspetto psicologico, Gugliano mostra ciò che si nasconde dietro la normalità e un atteggiamento ordinario. Gugliano ci fa vedere che andando oltre il primo sguardo c’è molto di più: spesso vizi più che virtù, spesso ossessioni più che sane passioni, quasi sempre l’istinto di sopravvivere che porta a gesti estremi.

LOVE KAPUTT, Augh Edizioni, pagine 155, euro 13

 
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LA SETTIMANA BIANCA

Post n°343 pubblicato il 22 Settembre 2016 da manser11
 

Libro che lascia un sottile senso di "disturbo" una volta terminato; scritto in modo magistrale (che per me significa "bene", in modo semplice e scorrevole), ci si lascia trasportare dalla prima all'ultima pagina, immedesimandosi nel giovane protagonista, in un crescendo angosciante e allo stesso tempo sublime, fino alla dolorosissima catarsi finale.



Una classe elementare che parte per la vacanza-scuola in uno chalet tra i boschi. Un bambino, Nicolas, timido e apprensivo, un padre particolarmente timoroso della bagarre dei pullman scolastici che decide di accompagnare il figlio con la sua automobile. Una sacca di indumenti dimenticata nel portabagagli. Sembra una storia esile che si snoda con leggerezza e garbo, ci sono i compagni di scuola, chi troppo vivace e chi un poco bugiardo, c'è il "capo" indiscusso che domina i più timidi, grosso e spaccone. I giochi rumorosi, le guance pizzicate dal freddo. Le insegnanti, il maestro di sci allegro e gentile, un piccolo paese di montagna con la sua piazza e il suo bar dai vetri brinati dal gelo. E tutto intorno l'immensità senza orizzonte della neve. Una storia che parte in sordina; ma già dalle prime pagine uno spiffero sottile di angoscia trasuda dai legni dello chalet, quella sacca dimenticata in un momento di fretta diventa, capitolo dopo capitolo, il sasso gettato nell'acqua intorno a cui si allargano cerchi sempre sempre più grandi di un'ansia cieca e impalpabile. Si trasforma quella sacca, dove fra il pigiama e la giacca a vento è rimasta una cassaforte di bambino piena di buonipremio, in un corpo "monstre" che incombe sui rituali di sci e studio, merende e gioco che scandiscoo la giornata di una "classe de neige". Fino a esplorare nella paura incontrollata di Nicolas. E inesorabilmente il dramma, il più atroce, arriva tra lo sbattere delle porte di un bar, un agente dalle mani gonfie di freddo e lo sguardo malevolo di qualche paesano rinserrato nel giaccone. Come in un lampo rivedremo Nicolas adulto e avvertiremo l'eco prolungata di quell'incubo entrato a passo felpato nello chalet insieme al bambino ansioso di raggiungere i compagni di classe.La scrittura è semplice, serrata, netta e chiara come lo sono certe giornate di gennaio, non lascia spazio a riflessioni o a pause distensive, a divagazioni. Il dramma è lì, negli angoli oscuri della notte quando [...]

 
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UN NUOVO BLOG

Post n°342 pubblicato il 21 Settembre 2016 da manser11
 
Foto di manser11

Nasce un nuovo blog, che aggiornerò esclusivamente con i contenuti dei mie libri pubblicati (e anche qualche inedito): incipit, stralci, capitoli, racconti interi. Sperando di incuriosire qualche viaggiatore del sogno, vi lascio il link: http://simonemanservisi.blogspot.it 








 
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ULTIMI CONSIGLI

Post n°341 pubblicato il 20 Settembre 2016 da manser11

 Consigliare un libro è impresa ardua se non conosci il tuo interlocutore. Già è difficile conoscendo la persona e i suoi gusti, figuriamoci così, a sparare nel mucchio... Faccio allora finta che tu che mi stai leggendo sei un clone del Dottor Manser e ti consiglio questi tre titoli tra i libri più recenti che ho letto: Satana di Mario Mendoza, Pura anarchia di Woody Allen e L'ultimo rigore di Faruk di Gigi Riva (il giornalista, non il calciatore). Il primo è una vera e propria discesa negli inferi, nel cuore di Bogotà, dove il Male più puro si manifesterà nel delirio finale di un reduce del Vietnam. Il libro di Allen è invece una raccolta di racconti divertenti e surreali, ricchi di trovate degne della genialità del suo autore. L'ultimo rigore di Faruk è forse il più bel libro di sport e guerra che ho mai letto, in cui viene tra l'altro spiegata la genesi della guerra nella ex Jugoslavia meglio che nei libri di Storia; un libro dove le sliding doors della vita tracciano il solco del destino, destino che, chissà, magari sarebbe stato diverso se un rigore avesse gonfiato la rete e un gruppo di uomini avesse vinto un Mondiale...

 

 
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VOLEVO SOLO ESSERE NORMALE

Post n°340 pubblicato il 25 Marzo 2016 da manser11
 

 Il Dottor Manser torna prepotentemente sulla scena letteraria internazionale con un nuovo capolavoro, un libro di racconti e vignette folgoranti che vi lasceranno a bocca aperta; vi faranno sorridere, impaurire, eccitare, commuovere, sicuramente riflettere. Trenta storie che alternano umorismo, surrealismo, noir, thriller, horror, erotismo, filosofia, sentimenti, intimismo, più venti disegni "onirici" che mischiati al testo trasporteranno il lettore in un mondo talmente fantastico da diventare più reale della realtà che viviamo.

Richiedete il libro all'editore ( www.ilfoglioletterario.it ), su internet o direttamente all'autore inviando una e-mail a manser11@libero.it ( prezzo di copertina 12 euro ).

Questi i titoli dei racconti:

LO GNOMO NELL'ARMADIO

GIGIONE 

LA MIA EX 

LA MANO DI DORIANO GAY 

LA PARTITA DELLA VITA 

LA TRAPPOLA 

MISTER MILF 

RADIO SHINING 

OMEN L’ALIENO 

2024 

CONSIGLI PER CHI VUOLE PUBBLICARE UNLIBRO (OCCHIO ALL’EDITORE)  

STUPIDO CANE 

IN ATTESA 

LA CORSA 

SERATE ESTIVE AL VECCHIO BAR 88 

IL DIARIO 

BREVE BIOGRAFIA DI WALLACE CODROIPO, ILPIÙ GRANDE SCRITTORE DEL NOVECENTO 

IL BAMBINO CHE FACEVA REGALIINESTIMABILI 

HOBBY: SERIAL KILLER 

SESSSO 

L’ALDILÀ 

LA STANZA MURATA 

COMA ETILICO 

PARANOIE 

MALATTIE RARE 

CARO BABBO NATALE 

MAROZZI FAT INCULÈR 

CERESMAN IL SUPEREROE 

MIO CUGGINO VENDE NULLA 

VOLEVO SOLO ESSERE NORMALE 

 
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IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE

Post n°339 pubblicato il 23 Febbraio 2016 da manser11
 

 Un libro commovente che trasporta in una realtà purtroppo esistita non molti decenni fa e che sicuramente non si è dissolta con la sconfitta del nazismo. Una storia per riflettere sulle mostruosità di cui è capace l'essere umano, da far leggere anche e soprattutto ai giovani, purché già consci di ciò che sono stati i lager e come si è sviluppata la Storia intorno alla seconda guerra mondiale; John Boyne scrive in modo chiaro e semplice (quale pregio più grande per uno scrittore?!) un'opera che giunti a termine non lascia certo indifferenti.

 
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LA PRIGIONE DELLA LIBERTA'

Post n°338 pubblicato il 25 Gennaio 2016 da manser11

Ci sono libri che aprono porte spaziotemporali. Sono rari ma esistono. Non è detto che funzionino con tutti, nel senso che io posso leggere un libro e attraversare questa porta mentre tu, per esempio, dopo aver letto le stesse parole non vedi aperta neanche una finestrella. Poi è molto importante anche il momento: se leggo un libro a vent'anni potrebbe non dirmi assolutamente niente, mentre se leggo lo stesso a quaranta potrebbe rivelarmi persino il senso, la verità primordiale. Il libro giusto al momento giusto è la combinazione perfetta per entrare nell'altra dimensione...

   A me è successo con La prigione della libertà di Michael Ende, autore de La storia infinita da cui è tratto quel fantastico film che tutti ricorderete. Non ve lo consiglio perché ognuno deve arrivare davanti alla GRANDE PORTA seguendo il proprio percorso naturale, però se volete leggerlo il massimo che vi possa capitare è rimanere delusi. Avrete comunque fatto un passo in più lungo la strada. Se è quella giusta o quella sbagliata sta solo a VOI deciderlo.

SOTTOLINEATURE:

"E' dai tempi della mia giovinezza che va in me rafforzandosi sempre più la sensazione che quella che noi chiamiamo realtà non sia che il pianterreno, per non dire l'abitazione del custode, di una costruzione immane, che consta di innumerevoli piani superiori e, certamente, innumeri piani inferiori, celati nelle viscere del sottosuolo."

"Gli schiavi che non conoscono altro che la schiavitù sono schiavi obbedienti. I prigionieri che conoscono soltanto la vita di prigionia, non soffrono della mancanza di libertà."

"La libertà assoluta è l'assoluta mancanza di libertà."

"Ascoltami bene, Matto, sta' bene a sentire. Tu e io... siamo artisti, ecco. Un artista non deve credere ai miracoli, altrimenti non è in grado di produrli. Per questo, chi crede nei miracoli non diventerà mai un vero artista, mai e poi mai!"

"E ti dico una cosa: senza speranza e senza coscienza si vive più facilmente. Allora buttale via! Lontano da te."

"Dietro l'orizzonte sorgono sempre nuovi orizzonti. Abbandoniamo il mondo del sogno per ritrovarci in un altro. E mentre andiamo attraversandone la frontiera, già si va preparando la successiva, e così via, fino a pervenire alla costa dell'alba. La mia strada mi si dipana davanti. Io non invidio nessuno che abbia raggiunto il proprio obiettivo. Viaggio volentieri."


 

 
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LIBRI 20015

Post n°336 pubblicato il 25 Gennaio 2016 da manser11
Foto di manser11

Nell'arco dei dodici mesi del 2015, anno da poco terminato, ho letto una quarantina di libri. Credo che in Italia sia una media stratosferica. Mi risulta infatti che non si legga tanto nel Bel Paese (e si vede!), comunque potrei leggere di più. Di solito dopo aver letto un libro gli attribuisco tre stelle se mi è piaciuto molto, due se se mi è piaciuto abbastanza e una se mi è piaciuto poco o niente. Ormai, dopo aver letto centinaia di libri, faccio fatica a sorprendermi e diventa difficile dare tre stelle a un'opera. L'anno appena trascorso ho promosso a pieni voti solo TOLLERANZA ZERO di Irvine Welsh e LA BAMBINA CHE SALVAVA I IBRI di Markus Zusask. Si sono avvicinati alla terza stella anche NUDI E CRUDI di Alan Bennett, ANIMAL FACTORY di Edward Bunker e SE HAI BISOGNO, CHIAMA di Raymond Carver. Tra quelli che mi hanno deluso di più cito solo SOTTOMISSIONE di Michel Houellebecq. Ora vi saluto. E mi raccomando: LEGGETE O RIMARRETE SEMPRE PECORE NEL GREGGE...


 
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DA SINDACO DELLA FASCIA ALLA FASCIA DI SINDACO

Post n°335 pubblicato il 10 Marzo 2015 da manser11
 

Si torna a parlare di calcio nel blog del Doc. Lo faccio molto volentieri perché il libro di Andrea Pelacani "Da sindaco della fascia alla fascia di sindaco" (Maglio Editore) è un libro appassionato e appassionante, che ha "preso" anche me che tifoso non sono mai stato; oltre ad essere nauseato dal calcio ad alti livelli di oggi, sono orfano da anni di eroi calcistici. I miei miti si chiamavano Meroni, Zigoni, Vendrame, Garlaschelli, Best, Gascoigne: gente che rompeva gli schemi dentro e fuori dal campo. Carlo Nervo non aveva nulla a che fare con gli "artisti" qui citati, ma era senza dubbio un GRANDE, un grande giocatore e, da quel che traspare dalle pagine di Pelacani, un grande uomo. Giocatori come Nervo sono quelli che mi piace portare da esempio ai giovani che alleno, uomini che sanno cosa significa sacrificio, che non si arrendono mai, che hanno gambe, cuore e polmoni. Uomini con la U maiuscola.

"Da sindaco della fascia alla fascia di sindaco" è la storia di Carlo Nervo e del suo Bologna, che lo ha visto protagonista dal 1994 al 2007, tra alti e bassi, più alti che bassi nonostante le gioie del tifoso rossoblu siano state assaporate col contagocce da cinquant'anni a questa parte. Ma forse, proprio per questo, il tifoso del Bologna ha la (vera) passione marchiata indelebilmente nel proprio dna. L'autore infatti la mette bene in evidenza tra le pagine del suo libro. La passione è anche il marchio di fabbrica di Carlo Nervo, che dopo aver attaccato le scarpe al chiodo ha continuato a mettercela (la passione) in tutte le altre attività che ha svolto, in primis quella di sindaco del piccolo comune di Solagna.

Seppur vagamente, ho associato il libro di Pelacani al mio "Far West Lazio - Il volo di Uccellino" perché anch'io ho voluto omaggiare un calciatore (mio padre in questo caso) che non era una prima donna ma che macinava chilometri sulla fascia di un campo di calcio. Inoltre ho voluto fotografare un calcio (e un mondo) che purtroppo non esiste più. Ma per fortuna, qualche grande uomo/calciatore esisterà sempre. 

Un bravo sincero ad Andrea Pelacani per un libro tra l'altro scritto molto bene, approfondito e... sudato. Richiedetelo tramite i canali di vendita in internet, a Maglio Editore o contattate l'autore su Facebook.

Statemi benone!


 
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L'ARTE DELLA MORTE

Post n°334 pubblicato il 27 Febbraio 2015 da manser11
 

 Un altro libro del Manser?!, dirà qualcuno, che due maroni! Eh vabbè, ognuno è libero di pensare e dire quello che vuole, ma non sarebbe male leggerlo, un libro, prima di dare un giudizio.

"L'arte della morte" è la mia dodicesima pubblicazione e vi dirò di più: sono più ispirato che mai, scrivo racconti a raffica; se la Morte non busserà alla mia porta nell'immediato futuro, il tredicesimo libro nascerà tra non molto.

Ma non fatemi divagare. Devo parlare di quest'opera "metafisica". Il libro è la storia di Arturo, barista che ha fondato una scuola calcio che nel tempo è diventata una vera e propria scuola di vita. Grazie al Barfly e alla SCAR la società locale ha tratto grandi benefici in termini di integrazione oltre che di sviluppo civile e culturale. Ma Arturo è, soprattutto, un filosofo. E quando un bambino della scuola calcio muore, decide di mettersi... all'inseguimento della Morte, con emme maiuscola. Per cominciare si reca su un'isola al largo del Cile dove si è rifugiato un vecchio amico fuggito da anni dal Titanic-Italia. Qui intanto, tra una meditazione e l'altra, viene a sapere del suicidio per amore di un altro ragazzo che conosceva e che a Milano gli ha lasciato in eredità una brutta quanto misteriosa scultura. La Morte lo riporta dunque in patria, dove procedono le sue ricerche e dove lo aspetta la resa dei conti finale con la propria anima.

"Ah la Morte, che Donna! Che musa ispiratrice!" scrive Arturo sul suo diario. "Dovremmo avere tutti la possibilità di fare due chiacchiere con Lei ogni tanto, per capire che grande e prezioso dono è la vita."

Ecco, in queste parole è racchiuso un po' il senso del libro, libro che ho scritto con spirito estremamente positivo, nonostante l'argomento apparentemente negativo. Perché a pensarci bene, è proprio la morte che dà valore alla vita...

L'ARTE DELLA MORTE (Il Foglio Edizioni, Collana I TASCABILI), pag. 147, 10 euro.

 
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LIBERA DI VOLARE COME UNA FARFALLA

Post n°333 pubblicato il 22 Gennaio 2015 da manser11
 

"Chissà... magari le persone con la demenza senile diventano più sensibili. O semplicemente lasciano il proprio corpo qui sulla terra, lasciano viaggiare la propria mente in chissà quale dimensione ultraterrena, percependo cose che noi ancora non siamo in grado di capire." (Sara Briani - Libera di volare come una farfalla)

Ultimamente ho la fortuna di avere un giro di amici e conoscenti che scrivono e pubblicano storie di qualità; ricordo tra questi Antonio Giugliano, Matteo Mancini, Gordiano Lupi, Renzo Boni. L'ultima autrice che ho letto si chiama Sara Briani. Il suo libro si intitola Libera di volare come una farfalla (Arduino Sacco Editore) e parla in modo commovente di una figlia (che narra la vicenda in prima persona) e di una madre affetta da Alzheimer; Sara fotografa un rapporto intenso che una delle più terribili malattie che esistono - in quanto annulla i ricordi e stravolge i sentimenti -  non distrugge, anzi fa evolvere. Perché Ginevra, la figlia, entra in una nuova realtà, in un mondo che la tempra e le forgia lo spirito, che la fa... volare come una farfalla.

 
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LIBRI ON LINE

Post n°332 pubblicato il 12 Gennaio 2015 da manser11
 

Ho deciso di mettere in rete, leggibili gratuitamente da tutti, i miei vecchi libri non più coperti da contratto editoriale. Avrei potuto ripubblicarli in cartaceo (amo il libro di carta!) ma è uno sbattimento inutile, dato che sto lavorando ad altro; inoltre, tra guadagnarci poco e niente con la vendita dei libri stampati e divulgarli gratuitamente in rete sperando che li leggano più persone, preferisco la seconda opzione. Si sparga nell'internetere  il mio Verbo! 

Per ora le opere fruibili sono Lo strano caso di gastrite del Sig. Bartezzaghi (http://bartezzaghi.blogspot.it ) e La Grande Inculata (http://lagrandeinculata.blogspot.it).

 

 

 
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L'AMORE INFINITO

Post n°331 pubblicato il 26 Dicembre 2014 da manser11
 
Foto di manser11

“Scrivila solo se il libro ti piace” mi aveva risposto Chiara dopo che le avevo detto che una volta letto il libro avrei scritto una recensione sul mio blog.

  Eccomi qui dunque, a scrivere la recensione. Perché il libro non solo mi è piaciuto, ma mi ha preso, sorpreso, commosso e fatto riflettere.

  Chiara è la figlia di Renzo Boni, autore di L’amore infinito, storia del calvario (non solo metaforico) passato dalla nipote Ginevra, dalla mamma Chiara e dalla famiglia intera. Fino alla... rinascita.

  Ginevra è affetta da una malattia rara che compromette il funzionamento del fegato. Dopo un periodo di cure che risultano inefficaci deve essere sottoposta a un trapianto, ma la carenza di organi in Italia rischia di spegnere per sempre una vita appena sbocciata…

  “Ma perché non arriva questo fegato?” chiede e si chiede nonno Renzo tra le pagine del libro.

  “Perché la gente è stupida e ignorante. Se facessero il mio lavoro e vedessero tutta questa sofferenza, probabilmente si comporterebbero diversamente” gli risponde un’infermiera.

  Con queste parole viene esternato uno dei temi più importanti  del libro, che hanno spinto Renzo a scriverlo: lui, Ginevra, la sua famiglia, sono usciti dal tunnel, dall’inferno, ma quanti non ne escono? Quanto dolore, sofferenza, strazio rimangono a fare da contrappeso alla gioia di chi la scampa? L’autore ha scritto questa bella favola (io la ritengo una delle più belle favole che ho letto) per sensibilizzare le persone, per svegliare le coscienze e i cervelli troppo spesso dormienti della massa. Qui si incastrerebbe alla perfezione una riflessione sul ruolo di Stato e Chiesa in tutto questo ma il discorso diventerebbe troppo lungo e tortuoso…

  Un’ulteriore nota di merito al libro va allo stile di scrittura, pulito, chiaro, efficace, che denota doti letterarie ben allenate nel tempo.

  Faccio infine questa considerazione: conosco Renzo Boni solo di vista; quando lo vedevo per strada mi dava sempre l’impressione di essere una persona fredda e quasi snob. Dalla sua opera esce un uomo dal grande cuore, giunto a “riva” ancor più temprato dopo aver attraversato una delle più terribili tempeste che la vita potesse mettergli di fronte. Scrivere aiuta a metabolizzare i dolori, a crescere e a far crescere. Grazie Renzo per aver fatto crescere anche noi che ti abbiamo letto.

  In conclusione, comprate L’amore infinito! Merita il maggior successo possibile. Inoltre il ricavato sarà devoluto all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ed in favore di altre attività benefiche a sostegno dell’infanzia.

 

Contatti:

boni.renzo@alice.it

chiaraboni080@gmail.com

www.facebook.com/lamoreinfinito.rb

www.twitter.com/lamoreinfinito

 

 
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Più nero che qui

Post n°327 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da manser11
 

Più nero che qui (Monetti Ragusa Editori, 2014) è l’ultima opera di Antonio Giugliano, già autore di Racconti Bastardi (trovate qui nel blog la recensione digitando il titolo). Giugliano confeziona un libro dal ritmo serrato, rutilante, dai toni cupi, dalla prosa allucinata.

   L’inizio ricorda atmosfere alla Blade Runner, con questa città incessantemente bagnata da una pioggia che anziché apparire purificatrice, sa di sporco e corruzione, così come sporca e corrotta è l’allegorica società che fa da cornice ai travagli di un amore “incatenato” tra un uomo e una donna sposata con un boss della malavita (che però potrebbe essere un qualunque uomo potente del Belpaese). L’autore descrive un mondo grottesco che porta il lettore a domandarsi se sia più grottesco quello del libro o quello reale.

  Nascosto tra le varie metafore che Giugliano adopera nel libro, vi è un memento da tenere in attenta considerazione: l’inquietante quanto reale presagio è rappresentato dal monte Cacagna.

  Più nero che qui è a mio modesto parere un buon libro sulla deriva della società e sull’amore, che pur mascherato dal tanto sesso (esplicito, selvaggio, compulsivo), traspare da queste pagine “violente”, lasciando al lettore un retrogusto dolceamaro. Nonostante i soffocanti miasmi di Cacastreppa.

Voto personale: 7 e mezzo.

 
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FAR WEST LAZIO

Post n°326 pubblicato il 16 Maggio 2014 da manser11
 

1974 - 2014. Sono passati 40 anni dal primo storico scudetto di quella folle Lazio targata Maestrelli/Chinaglia. Mio padre Pier Paolo detto Uccellino in quella squadra di pazzi ci giocava e io, suo figlio, lo intervisto su un mondo ormai alieno e un calcio epico, romantico, sicuramente più sano, per quanto contraddittorio possa apparire questo aggettivo. Nel libro ripercorro la carriera di mio padre tra aneddoti e curiosità; intanto rifletto su argomenti extracalcistici ma allo stesso tempo molto attinenti, perchè il calcio è pura filosofia. Uccellino volava su un prato verde. Io volo nei cieli della fantasia...

Potete richiedere FAR WEST LAZIO (Edizioni Il Foglio, 150 pagine) in internet o al sottoscritto. Prezzo di copertina: 14 euro. Se venite a trovarmi: 10 euro con birrino incluso!

 
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APPUNTI DI UN NAUFRAGO SENTIMENTALE

Post n°325 pubblicato il 25 Marzo 2014 da manser11
Foto di manser11

APPUNTI DI UN NAUFRAGO SENTIMENTALE (Edizioni il Foglio) è il mio ultimo libro, una specie di saggio sull'amore, il sesso e i sentimenti in generale, scritto con ironia ma anche con serietà e delicatezza. L'unica cosa certa che mi sento di dire a riguardo dei miei "appunti" è che non saranno sicuramente un capolavoro, ma vi faranno riflettere e divertire.

Richiedetelo al vostro libraio di fiducia, su ibs, all'editore: www.ilfoglioletterario.it 

 

 
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CALCIO E ACCIAIO

Post n°324 pubblicato il 25 Marzo 2014 da manser11

CALCIO E ACCIAO - Dimenticare Piombino (Acar edizioni) è l'ultimo libro di Gordiano Lupi, una storia ambientata nella cittadina toscana, tra il campo dello stadio Magona e i fumi delle acciaierie. Il protagonista è Giovanni, allenatore della squadra locale, ex calciatore dell'Inter, che dopo una lunga carriera decide di tornare nella sua terra, alla quale è fortemente legato, per continuare a vivere riempiendo i vuoti che gli lasciano la solitudine e l'astinenza dalla sua droga: il calcio appunto. Le pagine di questo libro sono permeate di una nostalgia rilassante, oserei dire; suggestioni, malinconia, sentimento, speranza, sono parole che mi vengono in mente pensando a "Calcio e Acciao". Personalmente ho trovato molti tratti del protagonista che lo accomunano a me; forse anche per questo il libro mi ha preso e se un libro ti prende significa che parla alla tua anima. Per finire una menzione alla "fotografia", che merita l'Oscar: c'è una luce che emana se si chiudono gli occhi, luce di tramonti sul mare, quando il sole si getta e sprofonda all'orizzonte. Luce che guida i sognatori.

 
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SOUTHERN BUZZER unplugged

Post n°323 pubblicato il 28 Dicembre 2012 da manser11

Venerdì 28 dicembre 2012, se avete voglia di ascoltare buona musica tra una porzione di tagliatelle e un piatto di lasagne, potete recarvi a cena al ristorante "Da tua nonna" di Finale Emilia (via Sant'Elia 1) dove troverete gli impareggiabili SOUTHERN BUZZER a tenervi compagnia in versione acustica e informale. Divrttimento assicurato. Soddisfatti o rintronati!

    

 
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NEL MONDO INCANTATO

Post n°322 pubblicato il 15 Dicembre 2012 da manser11
 

"Nel mondo incantato" è l'ultimo libro dell'autrice cagliaritana Vanessa Vallascas, una fiaba allegra e delicata dove zia Babi apre la porta della fantasia ai nipotini Emma e Mattia i quali, dopo averle dato la buonanotte, entrano "realmente" in questo mondo popolato da folletti, nanetti, Peter Pan, Belle Addormentate e Fate Turchine. Nella realtà parallela in cui si trovano catapultati Emma e Mattia dovranno sconfiggere la Strega Piromane, una sorta di Nulla Endeiano che minaccia la Fantàsia Vallascasiana. Come faranno i due simpatici bimbi a salvare la Dama del Lago e il suo rutilante mondo? Scopritelo leggendo - e perchè no?!, regalando - questa più che mai natalizia favola scritta con il cuore! 

Richiedete direttamente all'autrice il libro (corredato tra l'altro di bellissime illustrazioni) contattandola qui al profilo lunetta_08, su facebook oppure prenotando il libro sui canali di vendita in rete. 

 

 
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FIDEL CASTRO. Biografia non autorizzata

Post n°321 pubblicato il 07 Dicembre 2012 da manser11
 

Chi è Fidel Castro? Ce lo racconta Gordiano Lupi in questo interessantissimo libro pubblicato nel 2011 (A.Car Edizioni - 206 pagine - 15 euro) che dipinge un lider maximo inedito, almeno per chi lo ha sempre visto, ascoltato o sentito raccontare attraverso i vari filtri che i media mettono nelle loro analisi di rado super partes. Il caudillo cubano ne esce in sostanza per ciò che è: un dittatore tutt'altro che magnanimo che ha cavalcato l'onda del comunismo e dell'antiamericanismo per avere priviligi e consolidare il suo potere, mantenendo un popolo nella povertà e abolendo ogni forma di libertà. Castro ha commesso errori grossolani ma ha fatto anche cose buone (lo si dice di tutti i tiranni...) rimanendo una figura complessa, carismatica e temibile, pure adesso che il declino anagrafico lo ha eclissato. Ma una considerazione nasce spontanea: uno come Fidel Castro, anche dopo la morte, aleggerà come un fantasma sul popolo cubano per molti anni a venire.

 
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