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luca.manu1989
   
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Un blog creato da luca.manu1989 il 27/11/2008

Dislessia

Dislessia e diritti negati

 
 

"VORREI CHE........"
Vorrei che la scrittura

fosse leggera come una piuma,
che semplice fosse l'ortografia
ed avere una bella calligrafia.

Vorrei che i numeri non fossero dispettosi,
 ma loro danzano giocosi,
e il 63 agli occhi miei

diventa un 36.
Non so fare le divisioni
e le altre operazioni?

Ma a voi chi ve lo dice

datemi una calcolatrice.

Vorrei leggere esattamente,
riconoscere le lettere velocemente
,
ma tutto si confonde nella mia mente.

Voi siete capaci di leggere e imparare,
a me serve la sintesi vocale.

Vi chiedete tutto questo cosa sia?
 Non è colpa mia,
si chiama DISLESSIA.
     

"Manuela"

 

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AREA PERSONALE

 
.......si possono, si devono salvare dal "coma scolastico" quei ragazzi che cadono tramortiti come povere rondini contro la barriera della lettura e della scrittura.


Daniel Pennac 
"Diario di scuola"

"A mio figlio"
Non capisco il perchè,
gli altri bimbi come me,
riescono ad imparare,
mentre io non lo so fare.
Non capisco il perchè,
leggere non so anche se,
ci provo e mi vergogno,
delle loro risa non ho bisogno.
Non capisco il perchè,
non so quanto fa 3x3,
i numeri si vanno a scambiare,
io li vedo contenti ballare.
Non capisco il perchè,
soluzione non c'è,
non so proprio cosa sia,
so solo che si chiama "DISLESSIA"
Manuela
 

Le Rondini


D'autunno pioveva
e spirava sottile
una brezza leggera.

D'autunno pioveva
e stillavano grigie
le nubi dal cielo.

Inquiete l'onde
spumeggiavano sul mare.

Pioveva d'autunno
e migrarono le rondini
da amiche gronde antiche.

Silvano Astraldi
blog.libero.it/silvanopoesie
 

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DIAMOCI UNA MANO

Il fascicoletto raccoglie indicazioni, facsimili di moduli e risposte concrete a domande cruciali, offrendo così molti strumenti utili per affrontare la burocrazia e poter tutelare i diritti dei bambini dislessici.
In 50 pagine viene spiegato, in modo chiaro, preciso e con esempi concreti, come tutelare i diritti dei bambini/ragazzi con DSA e prendere decisioni importanti per il loro futuro.

È un aiuto prezioso!
Il fascicoletto  è scaricabile dal sito
http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=535&cat=1172
 

IL NOSTRO SOGNO

ROMPERE IL MURO DELLA SCRITTURA E DELLA LETTURA CON UNA LEGGE DELLO STATO CHE TUTELI I D.S.A.
 
Citazioni nei Blog Amici: 74
 

"POESIE CHE NON SO LEGGERE"

Ciao bella mascherina
che sei nata stamattina
colori il carnevale
e guarisci da ogni male.
(Giulia 11 anni DSA)

L'autunno è già fra noi,
il suo debole vento trasporta
le piccole foglie,
che dagli alberi cadono lentamente.
Mentre le foglie cadono,
il cielo è grigio
e fa cadere piccole gocce d'acqua,
che brillano al sole
e rende più bello e brillante l'autunno.
(Matteo 10 anni Dislessico)

Tu sei un fiore io sono l'iverno

non posso toccarti, ne vederti,
ma ti amo lo stesso
anche se ci divide l'autunno.
(L. L. 13 anni)


Il vento che ulula nel fiore.
E intanto tu corri nel prato.
E il vento ulula.
(E.R. 8 anni Disortografica)

L'amore fa battere il cuore.
L'amore è bello e rosso.
L'amore è dentro ma non esce.
L'amore sa da chi andare
se lo lasci libero.
(Alex 11 anni DSA)


 

BIBLIOTECA DIGITALE AID

La Biblioteca digitale dell'Associazione Italiana Dislessia, "biblioAID", grazie alla collaborazione degli editori aderenti all'accordo, fornisce  in cd-rom dei libri di testo scolastici. Questi "libri digitali" sono leggibili con un programma di sintesi vocale.

BiblioAID nasce  con lo scopo di aiutare i bambini e ragazzi dislessici a raggiungere il successo scolastico, dalle elementari fino all'università. Per maggiori informazioni visita il sito dell'AID http://www.aiditalia.org
 

ALCUNI DISLESSICI FAMOSI

Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, GalileoGalilei, Thomas A. Edison, Napoleone Bonaparte, Carlo Magno, Walt E. Disney, WinstonChurchill, Agatha Christie, Pablo Picasso, John Kennedy, Cher Sarkisan,Orlando Bloom, Tom Cruise, Whoopi Goldberg.


Le persone elencate hanno tutte un QInella norma o addirittura superiore, questo significa che i dislessicinon hanno un ritardo cognitivo ma, semplicemente, possiedono un mododiverso di apprendere rispetto a quelli che sono i canoni della maggiorparte delle persone. Molti di voi, leggendo l'elenco, si staranno chiedendocom'è stato possibile stabilire che alcuni personaggi vissuti inpassato, quando certi disturbi non avevano ancora un nome specifico,erano dislessici. Gli studi sono stati condotti sui manoscritti arrivati sino ai giorni nostri e su alcune caratteristiche personali e comportamentali che hanno caratterizzato la loro vita. I dislessici riescono a sopperire alle loro difficoltà attraverso la valorizzazione dei loro talenti.
 

 

‘Spallata’ dei Ravens alla dislessia

di ENRICO AGNESSI
I RAVENS aggiungono un’altra bellissima meta al loro score stagionale. I giocatori della squadra di football americano hanno infatti donato un computer portatile a un loro giovane tifoso con problemi di dislessia, uno strumento grazie al quale il piccolo Samuele, che l’anno prossimo andrà in prima media a Sesto Imolese, risolverà gran parte dei suoi grattacapi tra i banchi. La consegna ufficiale, con tanto di maglia dei Ravens in regalo e l’invito di capitan Masi a Samuele a calcare al più presto il prato sul quale si allenano i violaoro, è andata in scena ieri mattina nella sala dei gruppi consiliari.
L’INCONTRO tra i Ravens e Fabiano, papà di Samuele, risale al 3 maggio, al cinema Don Fiorentini, in occasione dell’assemblea pubblica promossa dal consigliere comunale del Gruppo misto, Andrea Zucchini. «Eravamo lì per ascoltare i problemi della città e ricordare le nostre difficoltà per il campo da gioco — ha spiegato Masi —. Ci siamo accorti che con cinque o dieci euro a testa avremmo risolto in buona parte i problemi di apprendimento scolastico di un ragazzino e in pochi giorni abbiamo chiuso la colletta. Per noi sono solo due birre a testa». A Fabiano il compito di spiegare le difficoltà incontrate in classe da Samuele. «Problemi sia nella lettura che nella scrittura — avverte — con tanti insegnanti che purtroppo non vengono incontro alle sue esigenze. Un esempio? Molti continuano a scrivere alla lavagna in corsivo anziché in stampatello, complicandogli le cose. Non hanno proprio idea di come lavorare con un bambino dislessico». Il nuovo pc aiuterà (e parecchio) il ragazzo nei compiti e nello studio, risparmiandogli le insidie della scrittura a mano e, grazie a un programma che lo farà per lui ad alta voce, anche quelle della lettura.
ERA presente alla consegna di ieri anche Vincenzo De Gaetano, presidente dell’associazione ‘Ali per crescere’ che organizza una serie di incontri per genitori e insegnanti dedicati proprio ai disturbi di apprendimento. «La legge prevede l’uso di strumenti come il computer — ha ricordato De Gaetano — ma molti docenti, chissà perché, questa cosa non l’accettano. Così come i piani di studio personalizzati che spesso non vengono applicati». Soddisfatto anche il consigliere Zucchini. «Questi ragazzi hanno dimostrato di essere dei campioni non solo in campo — ha commentato —. Anche per questo ci auguriamo che risolvano presto il problema dell’impianto e tornino finalmente a giocare a Imola. Basta un normale campo da calcio, con una tribuna da 200 persone e luci adeguate».

 
 
 

Genitori e compagni di scuola di una ragazza dislessica mettono in scena il suo disagio con uno spettacolo

Un gruppo di genitori di compagni di scuola di una bambina di Empoli affetta da dislessia hanno costituito da alcuni anni un gruppo teatrale dal titolo ‘Babbacci e Mammacce’ con il quale, sotto la regia di Massimo Valori, è stato messo in scena ad Empoli e Vinci ‘Il Pianeta Sbagliato’ atto unico tratto da una favola di Gianni Rodari.

L’idea del gruppo nacque durante la cena scolastica della 1° elementare, adesso i loro figli stanno concludendo la quinta elementare,e le insegnanti hanno chiesto ai genitori di replicare lo spettacolo durante la festa di fine anno scolastico, che si terrà alla Scuola Baccio da Montelupo il 30 maggio dopo le 17.30.
Non si tratta della solita recitina scolastica; nella riedizione di quest’anno, dal titolo leggermente diverso, la compagnia è cresciuta di numero, dato che si è estesa anche agli stessi figli (difatti ora il gruppo si chiama ‘Babbacci, Mammacce & Bambinacci’), che partecipano attivamente alla rappresentazione: un’esperienza esaltante che per due volte alla settimana ha coinvolto genitori e figli nelle prove dello spettacolo. Ma soprattutto si tratta di uno spettacolo attraverso cui si può far capire l’importanza delle individualità all’interno di un gruppo, intese anche come errori da riconoscere, accettare e correggere, nella consapevolezza che pregi e difetti fanno parte del nostro essere, e che la cooperazione può aiutarci a esaltare gli uni e affrontare gli altri. E anche la dislessia in questo contesto emerge nel suo pieno significato, non di ‘disgrazia’, ma di modo di essere, col quale tutti possono convivere, in un percorso di crescita reciproca.

La condizione che i protagonisti della storia si ritrovano a vivere, la disperazione nel ritrovarsi  all’improvviso  in un mondo sbagliato, dove il bicchiere diventa “bicciere” e l’acqua diventa “achua” senza motivo, e la felicità ritrovata tramite la semplice formula magica che tutto risolve (trova l’errore e correggilo), è la perfetta allegoria dell’obiettivo da perseguire con i bambini dislessici: dallo sconforto e la disperazione che deriva dal non riuscire a leggere come i compagni in seconda elementare, passare alla gioia e alla felicità del risultato conseguito, grazie all’aiuto del gruppo e agli strumenti compensativi.
Allo spettacolo parteciperanno la rappresentante provinciale dell’AID (Associazione Italiana Dislessia) gli assessori Eleonora Caponi e Claudia Heimes, in rappresentanza dei rispettivi comuni.

 
 
 

Salute:'assalto dei pirati' a dislessia, esce libro per bimbi

Ultima uscita in una collaba dedicata al disturbo apprendimento-

I pirati intrappoleranno la dislessia nella rete: e' appena uscito, infatti, un libro per bambini dislessici, stampato con accorgimenti tipografici particolari per aiutarli nella lettura; un modo divertente per fare esercizio e progressi in quello che e' uno dei disturbi di apprendimento piu' diffusi.

Edito da Sinnos Editrice, si tratta de 'Il segreto dei pirrati' ed e' appena uscito nella collana Leggimi. Scritto da Paola Balzarro, giornalista Rai, si rivolge a bambini dai 6 ai 10 anni, non solo i bimbi che soffrono di dislessia ma anche i coetanei che sono pigri nella lettura. Il libro, come gli altri della collana, e' frutto dello studio attento di quelle che sono le barriere tipografiche per un bambino dislessico; per aggirarle l'editore si e' avvalso anche della collaborazione di esperti del settore, tra cui il neuropsichiatra infantile Roberta Penge e Lucia Diomede, terapista della neuro e psicomotricita' dell'eta' evolutiva presso il dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Universita' la Sapienza.


I libri della collana sono realizzati con particolari accorgimenti, tra cui strutture sintattiche semplici, con divisione in paragrafi e capitoli brevi, arricchiti da immagini che facilitano la comprensione del testo, un carattere creato appositamente, carta color avorio e opaca per non stancare la vista, spaziatura adeguata.


E le idee di Sinnos non finiscono qui: e' in preparazione un nuovo libro con cui l'editore si rivolgera' anche agli adolescenti, nella nuova collana 'Leggimi Teens'.

 
 
 

Invalsi, i risultati degli allievi disabili non calcolati: protestano i professori - SIAMO ALLA DISCRIMINAZIONE!

I risultati nei test Invalsi degli alunni disabili e con bisogni educativi speciali non rientreranno nella elaborazione statistica finale prodotta dall'Istituto di valutazione.


ROMA - I risultati nei test Invalsi degli alunni disabili e con bisogni educativi speciali (disabilità intellettiva, ipovisione e cecità, dislessia e discalculia) non rientreranno nella elaborazione statistica finale prodotta dall'Istituto di valutazione. Insomma, non concorreranno a comporre il quadro finale sulle conoscenze degli alunni in matematica e italiano. Lo spiegano le note sullo svolgimento delle prove messe a punto dall'Invalsi che hanno già scatenato la reazione dei docenti. I presidi che lo desiderano potranno comunque "richiedere l'invio dei risultati degli allievi con bisogni educativi speciali". Fuori dai giochi anche i test degli alunni di recentissima immigrazione: gli allievi "di origine immigrata che abbiano cominciato a frequentare una scuola di lingua italiana da meno di un anno scolastico (convenzionalmente dopo l'1 settembre 2011) partecipano alle prove Invalsi- si legge nei documenti ufficiali- ma i loro esiti non concorrono alla determinazione dei risultati ne' globali ne' degli allievi di origine immigrata, indipendentemente dalla generazione". Il Coordinamento dei precari scuola di Bologna insorge e ricorda che l'Italia, in materia di integrazione, ha una legislazione "avanzata che viene dimenticata dall'Invalsi".

Gli insegnanti si scagliano contro le regole stabilite dall'Istituto di valutazione del sistema scolastico che, fra l'altro, prevedono che i docenti di sostegno non possano essere presenti in aula al momento dello svolgimento dei test. Le scuole, poi, potranno decidere se far partecipare o meno gli stessi alunni con disabilità intellettiva alle prove, potranno escluderli anche da una sola delle prove "impegnandoli", in quei giorni, "in un'altra attività", potranno anche decidere di metterli "in un locale differente da quello utilizzato per gli altri allievi della classe". L'importante, spiega l'Istituto, e' che non si non modifichino "in alcun modo le condizioni di somministrazione, in particolare se si tratta di classi campione". Classi separate sono possibili anche per gli ipovedenti e per chi ha disturbi dell'apprendimento. Per tutti vale la possibilità di dispensa dalla valutazione. Tutti particolari che non soddisfano i docenti di sostegno. "L'Invalsi- dicono dal comitato bolognese- cancella i circa 200.000 alunni disabili che frequentano la scuola pubblica statale e con loro i docenti di sostegno specializzati che li accompagnano nel percorso educativo di ogni giorno. Per questo, noi docenti di sostegno non usciremo dalle classi di cui siamo contitolari, non allontaneremo l'alunno/a disabile dai suoi compagni di classe, non somministreremo al nostro alunno/a il questionario dello studente e inviteremo i nostri colleghi della disciplina a fare lo stesso con l'intera classe". http://www.invalsi.it/invalsi/index.php

(9 maggio 2012)

 
 
 

GREEN HILL DEVE CHIUDERE!

Post n°514 pubblicato il 02 Maggio 2012 da manuela1966

Post dal Blog di:  Fenice_A

Se cliccate qui possiamo controllare chi sta firmando!

 
 
 

L’INSEGNAMENTO OLISTICO NEI DISLESSICI

Insegnamento olistico: di cosa si tratta? E’ questo il termine che lo studioso dislessico Ross E. Cooper dà nel suo contributo tratto dal libro Dislessia nei giovani adulti.  Questo modi di apprendere è sicuramente il più adatto per i dislessici e non solo. A cosa si riferisce?

Il volume raccoglie numerosi contributi sul tema della dislessia e dei disturbi specifici dell’apprendimento in età adulta e si basa sul pluriennale lavoro di ricerca e di pratica clinica da parte di esperti che a vario titolo operano in Italia.

Una vasta ricognizione sulla ricerca internazionale offre una visione d’insieme articolata ed esamina le nuove frontiere sugli aspetti eziologici della dislessia.

Vengono quindi affrontati alcuni temi cruciali, quali la necessità di adattare la valutazione diagnostica nel passaggio alla scuola secondaria di secondo grado e gli strumenti e le strategie di compensazione.

Vengono infine descritte esperienze di studenti dislessici all’università o nel mondo del lavoro e forniti suggerimenti ed esempi di percorsi e attività, con l’obiettivo di offrire loro pari opportunità di successo.

 
 
 

INVALSI 2011/2012 - Nota sullo svolgimento delle prove per gli allievi con bisogni educativi speciali

INVALSI
Nota sullo svolgimento delle prove del  
SNV 2011‐2012

per gli allievi con bisogni educativi speciali 



A titolo di premessa generale, si precisa che la 
presente nota si riferisce solo ed esclusivamente 
alle prove_del SNV (classe II e V scuola primaria, 
classe I scuola secondaria primo grado, classe II scuola secondaria
secondo grado). Per la Prova nazionale prevista
nell’ambito dell’Esame di Stato conclusivo del primo
ciclo d'istruzione, invece, si rinvia a quanto previsto
dalla normativa vigente. 
2.3. Allievi con disturbi specifici di
apprendimento (codice 4)

I  disturbi  specifici  di  apprendimento  (DSA)  sono  difficilmente  riconducibili  a  una  classificazione  esaustiva sufficientemente  dettagliata.  È  pertanto  necessario  che  ogni  scuola,  per  il  tramite  del 
suo Dirigente scolastico, valuti la specificità di ogni
situazione al fine di individuare la soluzione che meglio si adatti allo specifico disturbo dell’apprendimento di ciascun allievo.
Anche per gli allievi con DSA sono ammessi 
strumenti_dispensativi e misure compensative, 
se previsti, con la sola condizione che questi non modifichino le
modalità di effettuazione delle prove per gli altri
allievi della  classe.  Non  è  pertanto  possibile 
la  lettura  ad  alta  voce  della  prova,  né  la 
presenza  in  aula dell’insegnante di sostegno
(se previsto). 
Se ritenuto opportuno dal Dirigente scolastico, è
consentito che gli allievi con DSA svolgano le prove
in  locale differente da quello utilizzato per gli altri
allievi della classe.
Solo in questo caso, è anche possibile la lettura ad alta voce della prova e la presenza 
dell’insegnate di sostegno, se previsto.
Sempre  se  ritenuto  opportuno  dal  Dirigente 
scolastico,  per  gli  allievi  con  DSA  è possibile prevedere un tempo aggiuntivo (fino al massimo di
30 minuti per ciascuna prova) per lo svolgimento
delle prove.
In tal caso,  la  scuola  dovrà  adottare  tutte  le 
misure  organizzative  idonee  per  garantire  il 
regolare  e ordinato svolgimento delle prove, senza
modifica dei_tempi standard di somministrazione
per gli altri allievi. Per questa tiptologia di allievi
è possibile utilizzare, se ritenuto opportuno, le prove in formato
elettronico o in formato audio (si veda par. 5).
Tali prove devono essere state richiesta dalla scuola
all’atto dell’iscrizione al SNV 2011‐12.  
Pur  ribadendo  l’auspicio  che  gli  allievi  con  DSA  partecipino  alle  prove  SNV  nel  numero  più  elevato possibile,  se  a  giudizio  del  Dirigente 
scolastico  le  prove  standardizzate  non  sono 
ritenute  adatte  a  un allievo con DSA in ragione della natura e della 
specificità del disturbo stesso, è possibile 
dispensare lo studente  dal  sostenimento 
delle  prove,  avendo  cura  di  impegnarlo
nei  giorni  delle  prove  in     un altra attività ritenuta più idonea.
Infine, per questa tipologia di allievi il

Dirigente scolastico può adottare, se lo ritiene opportuno, una delle
misure  precedentemente  illustrate  in  modo 
differenziato  per  prove  diverse.  Ad  esempio,  è possibile prevedere un tempo aggiuntivo per la 
prova di comprensione della lettura (Italiano)
e non per matematica o viceversa.
A.S. 2011‐12 – Bisogni educativi speciali. Documento pubblicato il 5.4.2012

Fonte: Blog tutti a bordo dislessia

 
 
 

Un servizio di consulenza sui disturbi specifici dell'apprendimento

Com'è noto, i disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia) sono sempre più oggetto di interesse anche a livello legislativo, con la previsione di precisi obblighi a carico delle scuole e il riconoscimento di specifici diritti per gli alunni e le loro famiglie. Nasce anche per questo lo Sportello DSA del Centro Studi Erickson, servizio gratuito di internet, che consente di trovare adeguate risposte ai dubbi e alle domande più frequenti su questa materia.

Organizzazione di comprovata affidabilità ed esperienza - anche nell'ambito della comunicazione e dell'informazione sanitaria - il Centro Studi Erickson ha recentemente avviato un utile servizio di consulenza gratuita, rivolto in particolare alle famiglie e alle scuole.
Si tratta dello Sportello DSA, avviato alla luce del fatto che - come spiegano i promotori dell'iniziativa - «i disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia) sono sempre più oggetto di interesse anche a livello legislativo, con la previsione di precisi obblighi a carico delle scuole e il riconoscimento di specifici diritti per gli alunni e le loro famiglie».
A tal proposito, è naturalmente il caso di ricordare l'approvazione - nell'ottobre del 2010 - di una Legge molto attesa quale la 170/10 (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico), alla quale è seguito, nel luglio del 2011, il Decreto Ministeriale n. 5669, che ne ha fissato il Regolamento Applicativo.

Con il nuovo Sportello DSA, dunque, il Centro Studi Erickson vuole mettere a disposizione la competenza dei propri esperti sulla materia, consentendo di trovare risposte ai dubbi e alle domande più frequenti sui disturbi specifici dell'apprendimento (d'ora in poi DSA), di consultare la normativa nazionale e locale, di compilare un documento di autovalutazione - che può permettere ai dirigenti scolastici di fare il punto della situazione rispetto alla gestione di tali problemi nella propria scuola -, di scaricare video e contributi dei più importanti esperti in materia, di scoprire i prodotti editoriali, le proposte formative e i servizi di Erickson dedicati al tema e ultimo, ma non certo ultimo, di contattare direttamente gli esperti del Centro Studi per una consulenza personalizzata.

«In particolare - viene specificato da Erickson - il servizio di consulenza fornito gratuitamente via e-mail dai nostri esperti offre: orientamento per famiglie e insegnanti su cosa fare in caso di dubbio riguardo alle difficoltà di apprendimento manifestate da un bambino; guida ai materiali didattici, riabilitativi e di valutazione; guida agli strumenti compensativi per i DSA e altre difficoltà; orientamento riguardo agli aspetti normativi di tutela dei ragazzi con DSA (Legge 170/10; Decreti Attuativi; Leggi Regionali); guida alla rilevazione scolastica delle difficoltà di apprendimento; orientamento alla formazione; guida al supporto didattico ai ragazzi con DSA». (S.B.)

Allo Sportello DSA del Centro Studi Erickson si accede cliccando qui. Per ogni ulteriore informazione: tel. 0461 950690, convegni@erickson.it.

Fonte: superando.it

 
 
 

RIFLESSIONE SUI NOSTRI FIGLI

Post n°510 pubblicato il 16 Aprile 2012 da luca.manu1989
 

Vi propongo una riflessione del filosofo Galimberti sui ragazzi, sui nostri figli. Il libro da cui è tratta è L’ospite Inquietante ed è un libro che parla di giovani.

Sin dai primi anni di vita hanno fatto troppa esperienza (televisiva e non) rispetto alla loro capacità di elaborarla. Di loro abbiamo detto: “Come sono intelligenti, noi alla loro età eravamo più stupidi”. E non l’abbiamo detto solo a noi, l’abbiamo detto anche a loro. E loro ci hanno creduto, avviandosi, con la nostra benedizione e il nostro compiacimento, su quella strada ingannevole dove si confonde l’intelligenza con l’impressionabilità, a cui segue una risposta immediata.

 

Dal Blog di Rossella Grenci

 
 
 

La dislessia si può riconoscere prima di iniziare a leggere. La scoperta è italiana

Nei bambini di due anni i problemi di attenzione spaziale visiva - abilità di estrarre informazioni rilevanti inibendo le informazioni irrilevanti - potrebbero risultare connessi alla dislessia evolutiva (disturbo nelle abilità di lettura che colpisce fino al 17% della popolazione scolastica) molto di più rispetto ai deficit di linguaggio registrati alla stessa età. È quanto emerge da uno studio, tutto italiano, pubblicato su Current Biology: i ricercatori dell'università di Padova spiegano che questa scoperta potrebbe segnare un cambiamento radicale nella teoria intorno alla dislessia evolutiva, aprendo la strada a nuovi approcci per l’identificazione precoce del disturbo.

I ricercatori del Developmental & Cognitive Neuroscience lab del Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova guidati da Andrea Facoetti hanno studiato un gruppo di bambini per tre anni, seguendoli dalla scuola materna fino alla seconda elementare, verificando lo sviluppo della loro attenzione spaziale visiva.

 «I deficit di attenzione visiva, testati prima dell’acquisizione della lettura, sorprendentemente predicono molto meglio le abilità di lettura successive in confronto alle abilità di linguaggio misurate anch’esse prima dell’acquisizione della lettura - spiega Facoetti -. Visto che recenti studi hanno dimostrato che specifici programmi di riabilitazione possono migliorare le abilità di lettura, i bambini a rischio di dislessia potrebbero essere trattati con programmi di prevenzione basati sull’attenzione visiva spaziale ancor prima dell’acquisizione della lettura».

 
 
 

“MI CHIAMO LEONARDO E SONO DISLESSICO”

Mercoledì 11 Aprile, alle ore 15:30, presso l’Aula Magna dell’Università degli studi della Basilicata, all’interno del campus di Macchia Romana, avrà luogo un importante convegno dal titolo appunto: “Mi chiamo Leonardo e sono dislessico. Incontro dibattito sui meccanismi dell’apprendimento”.

Numerosi ed illustri saranno gli esperti che interverranno al dibattito, con lo scopo di trattare un delicatissimo e purtroppo ancora poco conosciuto tema come quello della dislessia.

Gli interventi si baseranno soprattutto sulla patologia che colpisce gli adulti ed in particolar modo, si cercherà di coinvolgere, attraverso un dibattito, gli studenti ed i docenti dell’Unibas, tutto ciò al fine di portare quanto più possibile alla luce, le difficoltà che questa malattia può creare, nel rapporto con se stessi ma anche con la società.

 
 
 

Dislessia: come individuare i bambini a rischio

Di: Rsalba Miceli

Per la prima volta in Italia sarà applicato in via sperimentale - in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia - un programma di prevenzione sui disturbi specifici del linguaggio, basato su un metodologia di screening americana (ricalibrata appositamente sul contesto linguistico italiano) ritenuta lo strumento più valido per l’individuazione precoce dei bambini a rischio di sviluppare disturbi del linguaggio e future forme di dislessia.

I bambini normalmente imparano a parlare rapidamente e senza difficoltà mediante la semplice esposizione al linguaggio degli adulti; tuttavia per alcuni di loro questo processo non è né facile né lineare. In effetti i ritmi di sviluppo del linguaggio mostrano una notevole variabilità individuale: nel 10-20% di bambini di 2 anni è stato riscontrato un ritardo linguistico in assenza di condizioni patologiche cliniche (con un udito normale, uno sviluppo psico-fisico e affettivo soddisfacente e disponibilità alla comunicazione). È bene sottolineare che un ritardo nello sviluppo del linguaggio non è affatto un indice di ritardo nello sviluppo cognitivo. Spesso i bambini che parlano tardi (late talkers) possiedono normali o ottime capacità intellettive e riescono a farsi capire usando diverse strategie (mimica facciale, gesti, prosodia). Una caratteristica comune dei bambini che parlano tardi è un forte ritardo fonologico - il repertorio di consonanti è molto ristretto - che si accompagna al ritardo nella produzione lessicale.

Come evolve il ritardo linguistico a breve e a lungo termine? Alcuni bambini a tre anni sembrano aver recuperato il ritardo. Sono definiti late bloomers (bambini che sbocciano tardi). Per molti il ritardo sembra risolversi in età prescolare tra i 4 e i 5 anni, ma per altri il ritardo si prolunga e persiste. Quindi la condizione “late talker” può rappresentare un importante fattore di rischio per lo sviluppo di un “Disturbo specifico di Linguaggio”, presente nel 5% - 8% della popolazione scolastica e che, spesso sottovalutato, si può associare al successivo manifestarsi di difficoltà di apprendimento scolastico (difficoltà significative nell’acquisizione del controllo del codice scritto quali dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia).

È noto dalla letteratura scientifica che il periodo sensibile per uno sviluppo tipico delle abilità di linguaggio e di lettura è rintracciabile in fasi molto precoci della vita, ben prima delle manifestazioni cliniche in età scolare. Evidenze sperimentali indicano inoltre che una individuazione tempestiva dei disturbi di linguaggio (preferibilmente entro i 3 anni di vita) consente di impostare interventi in grado di far evolvere positivamente le competenze linguistiche e al contempo efficaci nel prevenire l’insorgenza della dislessia.

Partendo dal concetto che prevenire è meglio che curare, l’IRCCS Medea - La Nostra Famiglia (l’unico Istituto Scientifico italiano riconosciuto per la ricerca e la riabilitazione nello specifico ambito dell’età evolutiva) ha avviato il progetto “Communication Disorders: reducing health inequalities”, approvato dal CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) del Ministero della Salute.

Si tratta di uno studio longitudinale che seguirà nel tempo un campione di 1000 bambini di 36 mesi che frequenteranno la scuola dell’infanzia nelle province e nei comuni di Lecco e Udine. Il test di screening Language Development Survey sviluppato dalla professoressa Leslie Rescorla del Bryn Mawr College in Pennsylvania, verrà somministrato direttamente ai genitori. La chek-list è stata opportunamente adattata per la popolazione italiana dai ricercatori dell’IRCCS Medea in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma sotto la diretta supervisione della professoressa Rescorla.

Una parte dei soggetti positivi allo screening seguirà un percorso di potenziamento linguistico specifico durante la normale attività educativo-didattica che viene svolta nella scuola dell’infanzia (gli insegnanti verranno formati appositamente). Tutti i bambini saranno rivalutati al termine del progetto in modo da evidenziare la predittività del test sul campione italiano e l’efficacia degli interventi di potenziamento. I bambini ancora positivi intraprenderanno un percorso di riabilitazione presso i servizi di riabilitazione infantile.

«Per la prima volta in Italia il test della Rescorla verrà applicato in un programma di prevenzione - afferma Massimo Molteni, responsabile del progetto e primario dell’Unità Operativa di Psicopatologia all’IRCCS Medea -. Coinvolgeremo scuola e famiglia, per sperimentare una modalità di risposta assistenziale innovativa e in grado di ridurre i costi del sistema, conseguenza di una diagnosi tardiva».

Gli studi sulla dislessia (disturbo specifico di apprendimento caratterizzato da difficoltà selettive nella lettura) rappresentano da anni il cavallo di battaglia della ricerca svolta presso l’Unità Operativa di Psicopatologia dell’IRCCS Medea. «La dislessia è un paradigma centrale del nostro lavoro di ricerca che ci ha permesso di mettere in evidenza come la variabilità biologica può essere un elemento che produce “svantaggi” in relazione al contesto e alla storia individuale e come sia necessario individuare dei fenotipi intermedi, di tipo neuropsicologico e neurofisiologico, che sono probabilmente all’origine del disturbo osservabile: forse la predisposizione biologica, da intendersi come “minore efficienza di alcuni network neurali che si stanno costituendo”, in virtù delle esperienze sensoriali e relazionali che vengono esperite, in un gioco interattivo di reciproche influenze, finisce per dare origine al fenomeno complesso finale che viene osservato», chiarisce il dottor Molteni.

L’IRCCS Medea ha già utilizzato con successo una serie di test come predittori precoci per la dislessia e ha standardizzato, in collaborazione con altri gruppi di ricerca - in particolare con l’Università di Udine e di Padova -, strumenti per la diagnosi e lo screening tempestivo dei disturbi del linguaggio, utilizzabili già nei primi anni della scuola dell’infanzia e in grado di individuare i bambini a rischio. Si tratta di un modello di prevenzione che va inteso non come una schedatura al primo sospetto di anomalia, rispetto ad un presunto standard di normalità, bensì come un percorso in cui la tempestività e qualità degli interventi ha lo scopo di contribuire ad una evoluzione positiva delle eventuali difficoltà e ad alleviare e condividere le fatiche del crescere del bambino.

FONTE: LA STAMPA

 
 
 

In onore e alla memoria di Lorenzo

Dedichiamo questo post all'amico Massimiliano Gentile, che col suo Blog "Emergenza Alcolismo" si è battuto per lunghi anni contro la guida in stato di ubriachezza e contro il consumo dell'alcol. Grazie Max per il tuo nobile contributo alla VITA.

Lorenzo Guarnieri è stato ucciso nella notte fra il 1 e il 2 giugno 2010 nel parco delle Cascine a Firenze da un uomo che, sotto effetto di alcol e droga, ha invaso la sua corsia investendolo in pieno. Lorenzo aveva solo 17 anni, stava finendo il quarto anno di liceo scientifico, giocava a pallavolo e praticava altri sport, era un ragazzo semplice e dolce. L'associazione Lorenzo Guarnieri, nasce dall'amore dei suoi genitori, con lo scopo di formare bambini e ragazzi alla sicurezza stradale e alla prevenzione degli incidenti, oltre all'assistenza alle famiglie di ragazzi vittime della strada.

ASSOCIAZIONE LORENZO GUARNIERI

 
 
 

Dislessia, Fondazione Telecom e Aid premiano 50 progetti di scuole italiane per combatterla

Il disagio dell'apprendimento colpisce il 4-5% della popolazione scolastica (uno studente ogni venti alunni)

C'è stata grande partecipazione della scuola italiana al bando lanciato nel 2011 da MIUR, Fondazione Telecom Italia e Associazione Italiana Dislessia (AID), finalizzato a selezionare progetti per l’inclusione scolastica di studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). L'iniziativa - che rientra nel più ampio progetto “A scuola di dislessia” – testimonia la sensibilità e l’attenzione per un problema che interessa molti ragazzi, le famiglie, gli insegnanti e la scuola in genere.

LA DISLESSIA - La dislessia è un disagio che spesso viene sottovalutata, ma che può influire negativamente sulla crescita dei giovani e su una loro completa integrazione nella scuola e nella società. In Italia si stima interessi circa 350.000 studenti fra i 6 e i 19 anni, pari al 4-5% della popolazione scolastica (mediamente uno studente ogni classe di 20 alunni) ed è causa frequente di abbandono scolastico e di correlati problemi di autostima e di motivazione all’apprendimento.

I PROGETTI - I progetti ricevuti sono stati 953, di cui 50 selezionati per il finanziamento; oltre 1.000 le istituzioni scolastiche che hanno risposto, singolarmente o associandosi in rete, per un totale oltre 7.000 classi della scuola secondaria di I e II grado e un coinvolgimento complessivo di 14.000 studenti con DSA su un campione totale di oltre 562.000 alunni. Il valore complessivo del finanziamento, messo a disposizione da Fondazione Telecom Italia, è di 125.000 euro. L’elenco dei 50 progetti vincitori è disponibile sui siti: www.miur.it www.fondazionetelecomitalia.it e www.aiditalia.org.

 
 
 

La dislessia si vince fra i banchi di scuola

Il Ministero dell'Istruzione, la Fondazione Telecom Italia e l'Aid (Associazione Italiana Dislessia) premiano 50 progetti di scuole italiane per combattere la dislessia. I progetti sono stati selezionati attraverso un bando lanciato nel 2011 nell'ambito del progetto "A scuola di dislessia". Il finanziamento complessivo per questo bando, messo a disposizione da Fondazione Telecom Italia, è di 125.000 euro.

Il bando, finalizzato a selezionare progetti per l'inclusione scolastica di studenti con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) ha registrato una grande partecipazione. La risonanza ottenuta dall'iniziativa testimonia la sensibilità e l'attenzione per un problema che interessa molti ragazzi, le famiglie, gli insegnanti e la scuola in genere.

I progetti ricevuti sono stati 953, di cui 50 selezionati per il finanziamento; oltre 1.000 le istituzioni scolastiche che hanno risposto, singolarmente o associandosi in rete, per un totale oltre 7.000 classi della scuola secondaria di I e II grado e un coinvolgimento complessivo di 14.000 studenti con DSA su un campione totale di oltre 562.000 alunni.

Questa iniziativa fa parte dell'accordo tra MIUR, Fondazione Telecom Italia e Associazione Italiana Dislessia finalizzato ad affrontare su più fronti, in modo efficace e risolutivo, un problema come la dislessia, una forma di disagio che spesso viene sottovalutata, ma che può influire negativamente sulla crescita dei giovani e su una loro completa integrazione nella scuola e nella società.

In Italia si stima che la dilsassia interessi circa 350.000 studenti fra i 6 e i 19 anni, pari al 4-5% della popolazione scolastica (mediamente uno studente ogni classe di 20 alunni) ed è causa frequente di abbandono scolastico e di correlati problemi di autostima e di motivazione all'apprendimento.

L'accordo tra MIUR, Fondazione Telecom Italia e AID nasce da un precedente programma di interventi già avviato da Fondazione Telecom Italia - con un investimento di 1,5 milioni di euro - e dall'Associazione Italiana Dislessia, articolato in 4 progetti operativi: "Non è mai troppo presto" per il riconoscimento precoce dei DSA: la ricerca scientifica conferma che una diagnosi tempestiva è determinante per il recupero di questi disturbi; "A scuola di dislessia" oltre al bando premiato oggi prevede un percorso di formazione specifica degli insegnanti; "Campus informatici" per formare i ragazzi dislessici all'uso degli strumenti informatici utili per lo studio e l'apprendimento, attraverso un'esperienza residenziale di gruppo; "Libro AID" per fornire ad ogni alunno dislessico in età scolare libri scolastici in formato digitale e facilmente accessibile.

FONTE: LA STAMPA

 
 
 

In memoria di Massimiliano Gentile

Post n°503 pubblicato il 22 Marzo 2012 da manuela1966
 

Adesso è tutto finito,
senza di te Amore Mio,
nulla ha più ragione di esistere.
Vivrò anche per te
perche tu sei e sarai sempre parte di me.
Ti Amo Max e ti amerò per sempre.

Manuela

Ciao Max, grazie per la tua collaborazione al blog Dislessia, per il tuo sostegno e per la tua generosità dimostrata in questi anni di amicizia. Ovviamente il mio abbraccio a Manuela, un amore il vostro invidiabile, invincibile, una comunione d'anime che vincerà anche la morte, il vostro sentimento resterà eterno. Buon viaggio amico mio carissimo.

Luca

 
 
 

È dislessico, umiliato in classe Il grazie di Andrea a ''Le Iene''

Vimercate - L'associazione italiana dislessia consegnerà alla trasmissione Mediaset Le Iene una targa di riconoscimento per l'attenzione dedicata al caso di cronaca, segnalato dalla stessa associazione, di uno studente affetto da dislessia e discriminato, lo scorso anno, in una scuola media del Vimercatese.

Sabato mattina, alle 9.40, sarà lo stesso ragazzo, Andrea, a consegnare il riconoscimento presso l'aula magna della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Bicocca distaccata a Monza. All'evento dovrebbe prendere parte anche Matteo Viviani, l'inviato delle Iene che si è occupato della storia poi andata in onda su Italia 1 un paio di settimane fa. La vicenda trasmessa in televisione si riferiva a un episodio accaduto lo scorso anno quando il ragazzo, quattordicenne, che frequentava la terza media, sarebbe stato costretto da un'insegnante a fare flessioni a terra in classe per le difficoltà dimostrate nella lettura e nei conti.

Difficoltà derivanti appunto dalla dislessia, note al corpo docenti e alle quali, secondo la recente normativa, proprio la scuola avrebbe dovuto fornire la giusta attenzione mettendo in campo modalità didattiche particolari. Circostanze che l'insegnante coinvolta ha peraltro negato. Il ragazzo, grazie anche all'intervento dell'associazione, l'anno scorso era stato trasferito presso altra scuola e ha poi conseguito il regolare diploma di terza media.

Fonte: Il Cittadino

 
 
 

Dislessia. In Fvg e Lombardia primi test a scuola materna

Entro il mese di marzo nelle province e nei comuni di Lecco e Udine partirà uno screeningsu 1000 bambini di 36 mesi che frequenteranno la scuola dell’infanzia insieme a corsi di formazione agli insegnanti. Il ministero della Salute finanzia il progetto del Medea.


06 MAR - I bambini normalmente imparano a parlare rapidamente e senza difficoltà tramite esposizione al linguaggio adulto; tuttavia per alcuni di loro questo processo di sviluppo non è così facile: nel 10-20% di bambini di 2 anni è stato riscontrato un ritardo nel linguaggio in assenza di condizioni patologiche cliniche. Questa condizione (Late Talker) rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di un successivo Disturbo specifico di linguaggio, che è presente nel 5 – 8% della popolazione scolastica e che, spesso sottovalutato, si accompagna al successivo sviluppo di difficoltà di apprendimento scolastico (Dislessia, Discalculia, Disortografia, Disgrafia).
 
Le conoscenze scientifiche disponibili convergono nel mostrare che il periodo sensibile per uno sviluppo tipico delle abilità di linguaggio e di lettura è individuabile in epoche molto precoci della vita, ben prima della comparsa delle prime manifestazioni cliniche in epoca scolare.
 
Conferme sperimentali indicano inoltre che una individuazione tempestiva dei disturbi di linguaggio (idealmente entro i 3 anni di vita) consentono di impostare interventi efficaci in grado di far evolvere positivamente le competenze linguistiche e preventivi per l’insorgenza della dislessia.
Proprio in un’ottica di prevenzione, l’Irccs Medea – La Nostra Famiglia ha avviato il progetto “Communication Disorders: reducing health inequalities”, approvato dal Ccm (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) del ministero della Salute.

Si tratta di uno studio longitudinale sulla popolazione della scuola dell’infanzia in due regioni differenti (Lombardia e Friuli Venezia Giulia) nelle province e nei comuni di Lecco e Udine: attraverso strumenti di screeningscientificamente già validati e adattati al contesto linguistico italiano, verranno individuati i bambini a rischio di sviluppare disturbi del linguaggio e future forme di dislessia.
 
Verrà reclutato un campione di 1000 bambini di 36 mesi che frequenteranno la scuola dell’infanzia, al quale verrà sottoposto il test di screening Language Development Survey(sviluppato dalla professoressa Leslie Rescorla del Bryn Mawr College in Pennsylvania), una chek-listsomministrata direttamente ai genitori e recentemente presentata in congressi internazionali come il più aggiornato strumento per l’individuazione precoce dei bambini a rischio di disturbo specifico del linguaggio.
La chek-listè stata opportunamente adattata e tarata per la popolazione italiana dai ricercatori dell’Irccs Medea in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e direttamente in accordo con la prof.ssa Rescorla, che ha seguito l’evoluzione dei lavori su una ampia fascia di bambini italiani (a tal proposito sono state riscontrate alcune differenze rispetto ai dati già raccolti in altri paesi di lingua inglese).
 
Una parte dei soggetti positivi allo screeningseguirà un potenziamento linguistico specifico durante la normale attività educativo-didattica che verrà svolta nella scuola dell’infanzia (gli insegnanti verranno formati ad hoc).
Tutti i bambini verranno rivalutati al termine del progetto così da evidenziare la predittività del test su un campione italiano e l’efficacia degli interventi di potenziamento: i soggetti ancora positivi verranno inviati ai servizi di riabilitazione infantile per la presa in carico riabilitativa.
 
“Per la prima volta in Italia il test della Rescorla verrà applicato in un programma di prevenzione – afferma Massimo Molteni, responsabile del progetto e primario dell’Unità Operativa di Psicopatologia all’Iiccs Medea –. Coinvolgeremo scuola e famiglia, per sperimentare una modalità di risposta assistenziale innovativa e in grado di ridurre i costi del sistema, conseguenza di una diagnosi tardiva”.
 
L’Irccs Medea ha già utilizzato con successo una serie di test come predittori precoci per la dislessia e ha standardizzato, in collaborazione con altri gruppi di ricerca – specificamente con l’Università di Udine e di Padova –, strumenti per la diagnosi e lo screening tempestivo dei disturbi del linguaggio, utilizzabili nei primi anni della scuola dell’infanzia e in grado di identificare precocemente i bambini a rischio.

FONTE: QUOTIDIANOSANITA'

 
 
 

“Il Fuoco degli Estinti”, Teatro Bolognini Pistoia, 3 marzo

 

“Nessuno sia respinto nel nulla, neanche chi ci starebbe volentieri. Si indaghi sul nulla con l’unico intento di trovare la strada per uscirne, e questa strada la si mostri ad ognuno”. Elias Canetti, La coscienza delle parole.

L’Associazione Italiana Dislessia, sezione di Pistoia, presenta: “Il Fuoco degli Estinti”, di Bianca Stefania Fedi e Daniela Toschi. Rappresentazione teatrale a cura di Dora Donarelli e della compagnia “Il Rubino” – 3 marzo 2012, h. 21 – Teatro Bolognini, Pistoia

Preceduti dal cacciatore Gracco (personaggio dell’omonimo racconto di Kafka) i fantasmi di tre scrittori ebreo-tedeschi, Franz Kafka, Elias Canetti e Hermann Broch, si ritrovano in un regime del futuro, dominato dalla crudele Artemidia, che vuole dare alle fiamme le loro opere. Aiutati dalla statua animata del barone d’Holbach, le cui teorie illuminate sono manipolate e distorte dal regime, i tre incontrano Gefilde, custode del caveau dei libri proibiti, e Fiorenza, esperta in antichi codici, impegnate a difendere la cultura dall’annientamento imposto da Artemidia. Quando quest’ultima, per distruggere il caveau dove sono conservati i libri proibiti, appicca il fuoco che ridurrà in cenere il suo stesso regno, le due donne riescono a fuggire nelle “terre inospitali”, dove hanno trovato rifugio i perseguitati dal regime, portando con sé memorie dei tre scrittori e delle loro opere, che si trasmetteranno sotto forma di storie e leggende alle nuove generazioni.
Le autrici affrontano le problematiche della trasmissione della cultura e del suo stesso senso in una società a rapido cambiamento come la nostra, in cui i valori si fanno istantanei e mutevoli e la centralità del sapere tradizionale sbiadisce. Bianca Fedi, insegnante, è sensibile alle sfide lanciate alla scuola da un mondo “metamorfico” e alle difficoltà che in essa riscontrano soprattutto i bambini i cui stili di apprendimento differiscono da quelli cui sono abituati i docenti. Daniela Toschi, psichiatra che opera nell’UFMSA (il cui Direttore, Vito D’Anza, ha da tempo avviato un progetto significativamente denominato “Curare la normalità”) è ben consapevole delle ripercussioni che un’esperienza scolastica negativa può avere nel lungo termine. Per quanto l’opera affronti tematiche più generali, riporta inevitabilmente ai DSA e alle reazioni emotive spesso provate da chi li presenta in una scuola che rischia di trasformarsi in un incubo, paragonabile al regno della crudele Artemidia.

 
 
 

Le 25 parole che un bambino deve sapere a 2 anni

I bambini ci stupiscono sempre per la loro capacità di apprendimento, soprattutto delle parole. Ma non è sempre così, non per tutti e non sempre alla stessa età. Uno studio presentato al meeting annuale dell’American Association for the Advancement of Science di Vancouver ha stabilito un elenco di 25 parole fondamentali nel vocabolario di un bimbo di due anni.

Un elenco in realtà più grande, perché un bambino dopo 24 mesi di vita può riconoscere ed esprimere già 350 termini (la media è di 150), ma l’elenco ristretto di 25 parole – che rientrano nel mondo dei giochi, dell’ambiente familiare, del cibo, degli animali – è molto utile perché è stato approntato per stabilire velocemente se il piccolo ha qualche problema di sviluppo dell’apprendimento.

La lentezza con cui un bambino impara le parole può essere un sintomo di problemi come autismo e sordità, ad esempio, oppure la dislessia, i cui casi sono sempre più frequenti.

Lo strumento individuato, chiamato LDS (Language Development Survey), è quindi molto semplice: basta avere di fronte l’elenco e depennare i termini che il bambino sa pronunciare e riconoscere. Se li riconosce tutti o quasi tutti, non c’è problema. Se invece una quota molto rilevante ne resta fuori, niente allarmismi: potrebbe essere un semplice ritardo, che caratterizza un bambino un cinque. Bambini che a due anni non spiccicano una parola e a tre anni non li ferma più nessuno non sono una rarità. Tuttavia, meglio appuntarsi il numero di un bravo logopedista e leggere al bambino qualche favola in più, parlargli più spesso. Senza pretendere che la televisione lo faccia al posto vostro.

Ecco comunque l’elenco delle 25 parole che secondo lo studio un bambino di due anni deve sapere:

1. Mamma
2. Papà
3. Bambino
4. Latte
5. Succo
6. Ciao
7. Palla
8. Sì
9. No
10. Cane
11. Gatto
12. Naso
13. Occhi
14. Banana
15. Biscotto
16. Macchina
17. Caldo
18. Grazie
19. Bagno
20. Scarpe
21. Cappello
22. Libro
23. Ancora
24. Andato
25. Ciao

 
 
 
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MASSIMILIANO GENTILE

 

Mai ti dimenticheremo amico............ buon viaggio Max.

 


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DON'T SHOOT ME (MACCHIONI-MARCHETTI)


 

Dettagli blog.libero.it/dsa/

 

LA POETESSA DISLESSICA

IL LIBRO DI POESIE DI
MANUELA DOLFI

"Essenza di me"

ilmiolibro.it

Feltrinelli.it

Nelle librerie Feltrinelli su prenotazione col codice
EAN 212005451787

Autore: Filippo Barbera
ISBN 978-88-8449-481-8

 

IL LIBRO CON RACCOLTA DI TESTIMONIANZE

LIBRO BIANCO DISLESSIA E DIRITTI NEGATI" Edito dalla LIBRI LIBERI, ISBN 9788884150936, costo euro 10.00.
Il ricavato andrà all'AID (Ass. Italina Dislessia) che negli 11 anni di attività ha aiutato noi e i nostri figli a non arrendersi.
 

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D.S.A significa Disturbo Specifico dell'Apprendimento e non Distratto, Svogliato e Asino

Francesco Facchinetti: "Io e la scuola siamo stati due cose diverse per colpa della DISLESSIA che rende complicato leggere e scrivere".

 
 
 

SOSPETTO DISLESSIA?

ATTENZIONE
I bambini dislessici durante la lettura e/o la scrittura fanno frequentemente questi errori: confondono lettere che sono visivamente simili, ma orientate diversamente: d-b-p-q, u-n, m-n, confondono lettere che hanno suoni simili: v-f, g-c, b-p, d-t, leggono  e/o srivono le parole al contrario, invertono le sillabe che compongono le parole, sbagliano la sequenza delle lettere (capra-carpa / torta-trota), inoltre fanno confusione e hanno spesso difficoltà nell’apprendere: le tabelline, le serie numeriche, le informazioni in sequenza (mesi dell’anno, giorni della settimana, lettere dell’alfabeto), i rapporti spaziali e temporali (ieri/domani destra/sinistra), alcune abilità motorie, problemi di attenzione e di concentrazione.
 
 

LEGGE 170/2010

TESTO E AGGIORNAMENTI SULLA LEGGE 170/2010 LEGGE SULLA DISLESSIA

TESTO DELLA LEGGE

SITO AID AGGIORNAMENTI

 
DISLESSIA= disturbo nell'apprendimento della lettura




DISGRAFIA
DISORTOGRAFIA
= disturbo nell'apprendimento della scrittura




DISCALCULIA= disturbo nei processi di calcolo
 

Come Tom Cruise


Ho un figlio di otto anni che frequenta la terza elementare. È un ragazzino sveglio, eppure piange perché non vuole andare a scuola: legge male, nei compiti fa mille strafalcioni. La maestra dice che non s'impegna, ma io temo che ci sia dell'altro…
 

ORLANO BLOOM: LOTTO ANCORA CONTRO LA DISLESSIA

Il divo Inglese ammette di far fatica a leggere i copioni e a memorizzare le battute a causa della sua Dislessia

 
 

a tutti quelli che abbracciano la mia iniziativa, a chi solo per un attimo si ferma a leggere i miei messaggi, a chi ha comprato e comprerà il libro, a chi mi ha scritto privatamente, a Max, Paolo, Marco, Aurelio, Angela, Nadiamaria, Rosa, Sabrina e a chi ho dimenticato di nominare. Ho iniziato a fare questo blog pensando che nessuno mi considerasse, sbagliavo per fortuna. Grazie amici, siete la mia forza. 

TU POTRESTI ESSERE DISLESSICO MA STRAORDINARIO! "UNA NUOVA STELLA SULLA TERRA"
Dedicato a chi pensa di essere una nullità
, a chi pensa di non farcela, a chi si sente diverso, a chi vive il disagio scolastico, a chi si sente incompreso, a chi........ è dislessico come me.
Manuela

 
 

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