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Chiarezza e veritą! Chiedo troppo?

Post n°1325 pubblicato il 31 Ottobre 2009 da mara2003

Mentirei se dicessi che non sono preoccupata... L'infuenza A è arrivata da noi e sta colpendo alla grande... Le notizie però, come sempre accade in Italia, generano confusione e può capitare che nello stesso giornale, magari nella stessa pagina, si sia quella allarmista e quella che continua a sostenere che tutto è sotto controllo.

Ci avevano detto che la punta massima di contagio sarebbe stata intorno a dicembre ed invece già adesso i ricoveri si susseguono rapidissimamente...

Ieri, un pezzo grosso della sanità ha detto che attualmente i numeri sono di gran lunga inferiori a quelli delle solite influenze stagionali, eppure, mai come quest'anno, le classi si svuotano, e proprio ieri, fumavo una sigaretta prima di entrare, non erano neanche le 9 e 3 genitori sono arrivati per prendere i loro bimbi della scuola elementare perchè accusavano malesseri, e poi in una mia prima, durante la mia ora di lezione ben 6 ragazzi hanno chiesto di telefonare a casa per farsi venire a prendere...

Certo, può anche essere un malessere derivante da altre cause, un semplice raffreddore, ma il timore resta alto, anche perchè potremmo ritrovarci a combattere con un nemico che si conosce poco...

E a scuola mia, prendere un raffreddore non è neanche difficile...Stiamo applicando in contemporanea due normative...Una che, in rispetto alla normatica sulla sicurezza, parrebbe imporre, e a noi di fatto viene imposto, che bisogna tenere le porte delle aule aperte (forse per assicurare maggiore rapidità nell'uscita da un ambiente ristretto e dirigersi verso l'esterno...che poi, di fatto, ci si ritrovi tutti su un'unica scala, questa pare sia un'altra storia la cui soluzione si troverà al momento del bisogno), e l'altra normativa, in rispetto alla normativa sulla prevenzione da influenza A che consiglia di aereare i locali prima e dopo ogni lezione, noi, invece, preferiamo esagerare e lo facciamo anche durante, così che le attività didattiche è come se si tenessero al Colosseo, inframmezzate dolcemente dai rumori del traffico e dal vociare del corridoio...

E se alcuni alunni sono stati a contatto con ragazzi di altra scuola di cui forse un paio si è saputo sono ricoverati per febbre suina cosa fare? E' sufficiente richiedere un qualunque certificato (come se non si conoscesse la facilità con cui si possono avere certificati di riammissione a scuola...)? Certo le varie responsabilità sono messe a posto dalla certificazione stessa, ma per tacitare anche le coscienze, ove ci fossero, non sarebbe meglio chiedere agli alunni interessati di sottoporsi a tamponi faringei?

Ci dicono che questa influenza è pericolosa soprattutto per chi soffre già di patologie gravi, ma in omaggio alla legge sulla privacy, il mio datore di lavoro, e tutti i suoi colleghi di tutti i settori lavorativi, non sono tenuti a sapere alcunchè riguardi lo stato di saluto del dipendente...e allora? Non sarebbe meglio agire come se tutti patissero problematiche che meritano attenzione particolare, e seguire la diligenza del buon padre di famiglia, e la coscienza, ove ce ne fosse???

Si dice che noi insegnanti dovremmo essere vaccinati... Io mi rifiuto di sottopormi a vaccinazione... con un prodotto che non è stato sufficientemente testato, quali conseguenze avrebbe un mio rifiuto? Il licenziamento???

E se anche le famiglie facessero la loro parte e tenessero i figli a casa sino a completa guarigione? La scuola non è il parcheggio pubblico che loro credono, e non sarebbe coscienziosamente etico fare rientrare i ragazzi a scuola, con il supporto dei certificati di medici compiacenti, quando ancora la malattia è in pieno corso...e ve lo dice una che, con esperienza di mamma, sa riconoscere lo stato delle bolle della varicella, o tastare la fronte del ragazzo che è ancora febbricitante... Sappiamo tutti che i medici non vengono a visitare i loro pazienti, spesso le visite vengono effettuate al telefono e il certificato di riammissione a scuola è rilasciato non a controllo effettuato ma previa richiesta del genitore, sempre telefonica, e per non creare ulteriori disagi nè a medico nè a famiglia, viene lasciato in una cassettina affissa all'esterno dello studio medico...

Sono la sola a notare queste cose? Non credo...Sono la sola a parlarne? Forse, o forse tra le poche...

 

 
 
 
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