primavera tour
Eduardo Saitta in
ONDE PER CUI RIDIAMO SHOW
con
Rosario Valenti
Loredana Scalia, Serena Rapicavoli
al Piano PINO RAPISARDA
corpo di ballo La Rosa Negra
14 agosto GRAVINA anfiteatro
16 agosto ZAFFERANA anfiteatro
22 agosto NICOLOSI parco comunale
Galleria 2
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Eduardo Saitta
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Post n°37 pubblicato il 12 Marzo 2010 da eduardosaitta
“ …possibile che io col mio senso dl teatro, col mio senso di misura, mi sia ingannato, smarrito, perduto nello scrivere una commedia non costruita affannosamente e faticosamente, ma venuta di getto in meno di sette giorni, nata e non fatta ?” Fu questo il primo pensiero di Luigi Pirandello quando lesse la recensione del giornale “La Tribuna” del suo “berretto a sonagli” dopo la prima a Roma. Sembra strano, ma in realtà quella prima de “a burritta ccu i ciancianeddi” interpretata da Angelo Musco, lasciò il pubblico sbalestrato. Era impossibile che un testo come questo pieno di contenuti importanti, fondamentali per la vita non fosse stato recepito dalla platea. Il problema era nel linguaggio; l’intuizione, allora, in questo caso il genio che era in Pirandello gli suggerì di tradurre la commedia in lingua conservando lo stesso spirito ma soprattutto la costruzione delle frasi, così come erano state scritte in siciliano così dovevano essere fedelmente tradotte, in modo tale da conservare i suoni della nostra “lingua”, quella siciliana appunto. Consegnato poi il copione a Musco col suggerimento d’interpretare Ciampa così come aveva fatto in precedenza, cioè con la stessa sicilianità, con la sola variante della lingua, ecco che ne venne fuori quel grande capolavoro di cui adesso stiamo parlando. A 42 anni dalla nostra prima edizione mi sono sentito in dovere di pensare ad una ripresa di uno spettacolo che trova in Salvo Saitta uno straordinario Ciampa così come Sergio Sciacca lo definisce in una critica del 16 maggio del 2001 (Salvo Saitta è stato uno straordinario Ciampa: consapevole ma guardingo, pronto a fuggire dalla convenzione della recitazione verso la metafora, la considerazione psicologica: una vera controfigura di Pirandello) per farne godere il pubblico ancora una volta e non solo delle singole interpretazioni ma anche e soprattutto di quei concetti, di quella filosofia pirandelliana, di quell’estratto di |
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Post n°36 pubblicato il 05 Agosto 2009 da eduardosaitta
“Onde per cui ridiamo”, lo ritengo un pò il primo genito di quello spettacolo che fu e continua ad essere un enorme successo: “Risate a viso…scoperto”. In questa nuova versione del mio show, ho voluto dare risalto agli avvenimenti che riempiono di ilarità la vita quotidiana. Infatti lo spettacolo è caratterizzato dalla presenza di nuovi personaggi estrapolati dalla realtà e portati in scena. Il vissuto rappresenta l’originalità del mio modo di fare spettacolo e avendo superato il test con un personaggio come Fully, molto amato dal pubblico, ho deciso di continuare con le mie riproduzioni. Porto in scena me stesso e la realtà che mi circonda, che poi è quella che circonda tutta la gente; per ritornare ad un “vecchio” mio concetto, pongo dinanzi al mio pubblico una sorta di specchio sul quale riflettersi con ironia e grazie a questa “mia intuizione” sono riuscito ad instaurare un feeling con il pubblico che mi segue con affetto. Lo dimostra il fatto che ad ogni occasione di guardarci insieme allo specchio siamo sempre davvero in tanti. Ma il merito non è solo mio. In questa mia follia coinvolgo, ormai da anni, due pilastri della mia vita e del mio teatro, ovvero, Loredana Scalia e Rosario Valenti che sono anche gli istigatori, gli ispiratori, (oltre che miei primi estimatori) di molte gags. In questo spettacolo, mi piace dare risalto ad una trovata che fonde il teatro classico e la comicità moderna. Ad un certo punto a metà dello show, si dovrebbe dare un saggio della nostra bravura recitando una scena dell’Otello di Shakespeare ma, Eduardo colto da un imprevisto “non c’è” , in quel momento il “factotum” Fully viene braccato e scaraventato in scena costretto a recitare la parte di Otello sotto suggerimento interpretando a modo suo la vicenda. Il risultato è facilmente intuibile. Non mancheranno la satira di costume, di società, il coinvolgimento del pubblico, e un viaggio tra le canzoni di un tempo e quelle del nostro. Ai due inseparabili compagni di viaggio se ne aggiungono altri non meno importanti: Serena Rapicavoli e il M° Pino Rapisarda, con il quale mi sembra di collaborare da almeno dieci anni mentre ci conosciamo solo da due. Al format standard si aggiunge un corpo di ballo con le coreografie di Floriana Caruso. Infine un omaggio al nostro pubblico, una sorta di “GRAZIE” infinito; tutti i miei show si chiudevano con “Vecchio Frack” e alla fine di questo momento l’applauso era interminabile, allora io, per ricambiare ho deciso di suonare alla chitarra questo bis obbligatorio. Mi è costato imparare in brevissimo tempo uno strumento…ma cosa non farei per la gente che ci vuole bene…! |
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Post n°33 pubblicato il 19 Aprile 2009 da eduardosaitta
Ieri sera, tornando da lavoro, insieme al mio inseparabile Saro abbiamo visto la morte. Percorrevamo la CT-PA direzione Catania ad una velocità moderata, come sempre e in stato lucido, come sempre. Pioveva e l'asfalto era scivolosissimo; la mia chiaccherata con Saro,cominciata a Regalbuto, viene turbata ed interotta a circa 10Km da Gerbini, quando una Fiat Punto sfreccia accanto a noi a velocità inaudita effettuando una serie di sorpassi a rischio. Con Saro ci siamo guardati in faccia come per dire: "Ma dove cazzo vanno così..." addirittura Saro ha fatto in tempo a fare un pensiero a voce alta: "o su pazi 'o su' mbriachi !" Ed infatto 1Km dopo troviamo la macchina degli ubriachi (perchè rano ubriachi) schiantata . Vedendo il fumo da lontano che veniva fuori dall'auto abbiamo temuto il peggio per i passeggeri ma avvicinandoci vedevamo i ragazzi abbandonare la vettura con le loro gambe. Erano tutti ed erano vivi. Ci fermiamo e prestiamo soccorso; io chiamo subito il 113 scatenando l'ira di uno di loro, contrario perchè la polizia gli avrebbe fatto il culo trovandolo con un tasso di alcol altissimo. Il tempo di chiamare i soccorsi e sentiamo un botto impressionante: un'altra macchina va ad impattare contro quella dei ragazzi compiendo 5 testacoda e fermando la sua corsa a 15m da noi, che impietriti abbiamo visto la morte venirci incontro e fermarsi poco prima delle nostre gambe gelate dal freddo e bagnate dalla pioggia... Ormai eravamo impietriti e non saprei dirvi in quei pochi secondi cos'ho pensato, ma ho temuto tanto. Coscienza, Prudenza, attenzione e rispetto per la vita. Ma quando lo si capirà ? |
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Post n°32 pubblicato il 20 Marzo 2009 da eduardosaitta
Domani, alle 18 e alle 21, domenica pomeriggio, alle 18, tornano in scena sul palco del Piscator di Catania le Nuove Maschere con “Il sistema Ribadier”, quarto appuntamento del cartellone della prosa. Ricco il cast che sarà composto da Eduardo Saitta (Eugenio Ribadier), Rosario Valenti (Schultz, il servo), Salvo Sottile (Savinette), Serena Rapicavoli (Sophie), Giacomo Famoso (Aristide, amico di famiglia) che è anche il regista, Carmen Longo (Angela moglie di Ribadier). La scenografia sarà curata da Anna Bruno. Per la seconda volta in tre mesi, quindi, la compagnia della famiglia Saitta ci cimenta con un testo di Feydeau. Il nuovo anno, infatti, si era iniziato con “I piaceri del tradimento”, un testo riformulato sì da Salvo Saitta ma che trae spunto da una delle opere più famose del francese, “Quando il marito va a caccia”. In Feydeau la satira di costume raggiunge la massima espressività, tanto che l’autore viene definito il re del vaudevilles ed imperatore della follia. Il sistema Ribadier, scritto nel 1892, con la collaborazione di Maurice Hennequin, rispecchia lo stile di Feydeau; egli riesce a conciliare apparenti contraddizioni ed ha l’accortezza di collocare i suoi personaggi in una situazione vera, naturalistica. Ed è proprio quello che vedremo in questa commedia fatta d’intrighi, equivoci, compiacenze e di corna. Tutti ingredienti, questi, indispensabili per una storia brillante e divertente, arricchita dalla presenza di un terzo incomodo dalla parlata sicula che renderà la commedia esilarante. Il testo è stato adattato a seconda delle esigenze registiche in modo molto scorrevole, adattando i ruoli a seconda delle caratteristiche attoriali dei nostri interpreti, per non perdere appunto quella naturalezza, quella disinvoltura, quella verità di cui un testo come questo ha necessariamente bisogno. Il prossimo appuntamento è previsto Il 24, 25, 26 aprile, sempre al teatro Piscator, con la “Mandragola” di Nicolò Machiavelli. |
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Post n°31 pubblicato il 16 Marzo 2009 da eduardosaitta
Qualcuno dice che sono nato per il teatro, altri no;Qualcuno pensa che io potrei non farcela, altri no;Qualcuno si è imbarcato in questo "zatterone" che di tempeste ne ha suprate, qualcun'altro no;Qualcuno pensa che forse sarebbe meglio "smettere", molti altri no.Qualcuno dice che io sia nato con la "maschera" in viso;Qualcuno, invece, pensa che il mio viso diventi maschera ogni qual volta io lo decida;Qualcuno spera che il sipario si chiuda definitivamente dinanzi a me;Qualcuno, invece, conta giorno per giorno, l'aprirsi a suon di applausi il sipario e ne ha già contati tanti;Qualcuno vorrebbe la mia "fine";Qualcuno dice che al mio inizio fine non v'è !Qualcuno dice...Fin quando avrò un copione da recitare, troverò la forza di vivere la mia vita, troverò la forza di amare, troverò la forza per scindere l'uomo dal personaggio, troverò stimoli per imparare e per, domeni, potere insegnare....Il Teatro renderà tutto questo possibile |


Inviato da: vito
il 26/01/2011 alle 13:36
Inviato da: vuitton0
il 19/06/2010 alle 00:32
Inviato da: saretto
il 03/06/2010 alle 00:12
Inviato da: saretto
il 03/06/2010 alle 00:11
Inviato da: enrico
il 25/05/2010 alle 00:10