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Post n°383 pubblicato il 24 Maggio 2012 da egos3
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Post n°382 pubblicato il 23 Maggio 2012 da egos3
Ha sempre fatto ciò che voleva, dicevano tutti che fosse nato per quello. Lui si sentiva libero di andare e tornare, si sentiva uomo vivo. La sua vita l’ha giocata ai dadi troppe volte, qualche volta perdendo ma mai tutto, ha sempre tenuto per se qualcosa in serbo, ha sempre risparmiato poco o nulla di ciò che ha vinto. Alla luce dei suoi anni da nonno, s’è reso conto che il tempo era andato, che non aveva più tempo quando ha saputo della malattia, sapeva che non avrebbe potuto guarire per regalare a sua moglie la sua serena anzianità. Ha deciso di giocarsela ancora una volta, una nuova avventura che sembrava facile e remunerativa, ma non sapeva quanto tempo gli sarebbe rimasto, sapeva solo che aveva i giorni contati. Così è fuggito via in silenzio, salutando il suo vecchio stallone nero che ormai non saltava più il recinto come un tempo e non saltava più sulle cavalle, esattamente come lui. L’ha salutato con la promessa di rincontrarsi dopo quell’ultimo lavoro quando sarebbe tornato a casa dalla moglie. È partito fiducioso ma senza illusioni, ha ritrovato gli amici di sempre, quelli coi quali ha condiviso tante volte i dadi gettati nel vuoto e il tempo sempre troppo pieno, si è armato nuovamente degli attrezzi del mestiere, ha combattuto e alla fine, quando sembrava che avrebbe potuto farcela, ha ceduto di schianto cadendo al suolo colpito nel vivo, come arresosi a tre metri dall’arrivo in una gara di cento metri. Gli amici l’hanno riportato a casa, sepolto nel suo giardino, con la moglie distrutta dall’assenza definitiva di quel vecchio balordo, i nipoti incoscienti hanno saputo che il nonno era salito dagli angeli ad insegnare loro ciò che sapeva fare meglio: tirare i dadi. Gli amici, una volta giunti alla sua fattoria hanno visto il vecchio stallone, hanno riconosciuto la sua stanchezza e hanno capito che forse, al vecchio amico scomparso, occorreva un po' di compagnia. Probabilmente ora, in qualche aldilà, il vecchio balordo e il suo cavallo sorridono felici fuori dai recinti e lontano dal destino, perché ormai nel loro destino, ci sono dentro. Insieme. |
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Post n°381 pubblicato il 21 Maggio 2012 da egos3
Mi girai ancora una volta nel letto, guardando la poca luce della mattinata nuvolosa attraverso le fessure della tapparella, la finestra era schiusa, il rumore della pioggia mi convinse a restare a letto ancora un poco. Allungai le gambe e distesi i muscoli e mi sentii totalmente a mio agio, le coperte sistemate nel modo corretto mi regalavano un riparo discreto dalla poca aria umida e fresca del mattino piovoso di maggio. Stavo indugiando, avrei voluto leggere qualche pagina del mio libro posato sul comodino ma la sveglia, puntualissima per sua indole, suonò alle cinque e cinquanta, convincendomi ad alzarmi. Trascorsero ancora pochi minuti, poi, mi sedetti sul bordo del letto, infilai i piedi nelle Birkenstock, aprì il cassetto del comodino per prendere dell’intimo pulito, mi alzai distendendo ed inarcando la schiena e mi diressi in cucina con gli slip puliti nella mano sinistra, tutto nella semi oscurità, tenendo il braccio destro davanti al volto per evitare di prendere una porta lasciata mezza aperta sul naso. Perché più di tutto, quando capita di prendere una porta sul viso o sbattere con il mignolo del piede contro uno spigolo di un mobile, oltre al dolore ci si sente idioti, è una di quelle situazioni che innervosiscono e incattiviscono la giornata dal primo mattino. Meglio evitare quindi. Arrivai in cucina, presi la spina della corrente del tosta pane e la infilai nella ciabatta fissata di lato ai mobili della cucina, sganciai le tapparelle e tirai su, prima la finestra e poi la portafinestra, guardai fuori per avere la conferma certa dell’origine del rumore di pioggia e in effetti, pioveva logicamente. Con le tapparelle alzate e le tende tirate di lato la cucina prese luce e si definì in modo nitido e ovvio il locale che ben conoscevo. Mi recai in bagno, accesi la piccola luce posta sullo specchio, appoggiai gli slip sul coperchio della lavatrice con carica dall’alto, alzai la tapparella a metà, alzai il coperchio del wc ed espletai i bisogni biologici del mattino. Me ne stetti lì seduto guardando fuori fissando il nulla, la finestra socchiusa mi ripeteva che fuori pioveva e vedevo il giardino bagnato fradicio: probabilmente pioveva da tutta la notte. Persi più di qualche minuto non facendo nulla, seduto lì guardando fuori e osservando quella piccola porzione di mondo che potevo vedere. Attimi duranti i quali non si pensa e non si agisce, come se si fosse in trance. Poi mi alzai, tirai l'acqua dello sciaccuone, misi il tappo e feci correre l’acqua nel bidet, prima calda e poi corressi con un po’ di quella fredda e alla fine, mi stavo già asciugando sempre colto da quella specie di assopimento mattutino durante il quale non si riceve nulla dal mondo esterno. Poco dopo ero davanti allo specchio, mi osservavo mentre la mano sinistra stava stendendo uno strato di schiuma da barba, girando attorno alla bocca e al pizzetto pieno, sciacquai le mani dall’eccesso di schiuma e presi il rasoio tri lama usa e getta, tolsi il piccolo coperchio trasparente ed inizia a radermi, con i soliti movimenti di sempre, partendo dal lato destro come sempre, arrivando fin sul collo e senza mai staccarlo dalla pelle, arrivai a radermi perfettamente anche il lato sinistro del viso. Movimenti ripetuti ormai da una vita, sempre nello stesso modo senza fare troppa pressione, in modo automatico, quasi robotico, poi mi sciacquai e mi asciugai con la salvietta ancora umida dalla sera prima. Durante la notte la poca acqua contenuta nel tessuto della salvietta non si era asciugata e questa dava la poco piacevole sensazione di non asciugare perfettamente. Una volta tolto l’eccesso di umidità presi la crema dopo barba contenuta nel vasetto di vetro e me ne spalmai sul viso usando diue dita, sempre allo stesso modo e sempre nella stessa quantità misurata a occhio con precisione. Asciugai nuovamente le mani nella salvietta di prima sempre più bagnata e sempre meno efficace e spensi la piccola luce posta sullo specchio ed uscì dal bagno chiudendo la porta alle mie spalle e mi diressi verso la cucina per preparare la colazione. Tutto sempre senza far rumore. Erano passati circa venti minuti da quando mi ero alzato dal letto e dalla porta d’ingresso non si udiva alcun rumore provenire dalle scale. I led rossi illuminavano il soggiorno con una luce molto tenue, erano i led degli apparecchi elettronici come la tv, il lettore multimediale e il pc posto su di un tavolino davanti alla mia personalissima poltrona in finto cuoio vendutomi per cuoio autentico. Sempre col braccio destro davanti al viso per aprire la strada nel buio, osservai i cuscini abbandonati la sera prima sul divano e sulla poltrona, testimoni muti della serata trascorsa in solitudine al pc e varcai la soglia della porta della cucina. Accesi la luce, nonostante dalla finestra filtrasse la debole luce esterna, mi recai alla porta finestra e aprì l’anta per uscire fuori sul balcone in mutande e maglietta, scostai la tenda esterna a trecce e l'aria fresca del mattino mi colpì piacevolmente sul petto come una caramella balsamica frizzante. guardai come d'abitudine, da ambo i lati della strada sotto il balcone e rientrai. Il fornetto era caldo e mi preparai un toast con formaggio e prosciutto, dal frigo presi il contenitore del latte me ne versai una mezza scodella, aprì la moka e la lavai sotto il getto dell’acqua e mi preparai un caffè. Mi sedetti al tavolo e vidi un biglietto bianco appena sotto il cesto della frutta, era un volantino pubblicitarrio in carta lucida su cui erano scritte delle parole a biro sul lato dietro, lasciato in bianco dalla stampa. Lo presi, lo guardai e lessi il breve testo che vi era scritto sopra:” E’ stato un piacere fare la tua conoscenza. Grazie di tutto”. Il biglietto era piegato in quattro parti lasciando visibile la parte bianca con la scritta blu in biro, era la pubblicità della pizzeria d’asporto che magnificava sulle possibilità che ci venivano poste a noi, potenziali clienti, se avessimo acquistato tre pizze e tre birre, il volantino ci garantiva una pizza e una birra gratis, dietro c’erano le parole in stampatello scritte a biro “E’ stato un piacere… eccetera eccetera” e il toast era pronto, anzi stava quasi per bruciarsi nel fornetto tosta pane. La cosa incredibile era che il biglietto non l’avevo messo lì io e in casa mia, non entrava nessuno da parecchio tempo, l’ultima persona ad entrare era stata la signora del secondo piano due settimane prima per la bolletta della corrente elettrica. Conoscevo la signora da oltre vent’anni, lei aveva più di sessant’anni e non ci davamo del “tu” da sempre, quindi escludendo la signora Roberta del piano di sopra, non sapevo di chi fosse il biglietto. Bevvi un sorso di latte freddo dalla tazza, mescolando così il sapore del toast al formaggio con quello della bevanda bianca ricca di panna. Posai la tazza, diedi un morso al toast, e rilessi nuovamente il volantino dal lato della scritta a biro. La calligrafia non mi sembrava femminile, le donne di solito scrivono bene e ordinato, con lettere piene e tondeggianti, qui le lettere erano irregolari, leggermente piegate a destra e strette come se fossero delle lettere troppo magre e, secondo me, il messaggio l'aveva scritto decisamente un uomo. Posai il volantino più o meno nella stessa posizione dove l'avevo trovato, diedi l'ultimo morso al toast e mi pulì la bocca con uno strappo di carta preso dal rotolone asciuga tutto. La caffettiera mi stava comunicando con il rumore e con l'aroma che il caffè era pronto, quindi mi alzai dal mio posto a sedere a bordo tavola e, alzando gli occhi mi accorsi che sull'anta del frigo in acciaio inox, nell'angolo in alto a sinistra, trattenuta da una mia calamita souvenir della città di Londra, c'era la stampa di una foto digitale che raffigurava la mia auto ferma al semaforo. Dentro l'auto c'ero logicamente io, col braccio sinistro appoggiato sul bordo del finestrino aperto, in attesa del semaforo verde. La foto era stata scattata forse un mese prima a Milano. prima di versarmi il caffè, andai verso la porta d'ingresso, posai la mano destra sulla maniglia, girai in senso antiorario come per aprire una porta con la serratura aperta ma la porta, risultò chiusa e la cosa, indubbiamente, mi fece molto piacere. |
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Post n°380 pubblicato il 13 Maggio 2012 da egos3
Occhi chiari, mi ha colpito il fuoco occhi chiari e ti muovi sul filo del pensiero come una goccia scivoli via lasciando dietro una scia occhi chiari, col fuoco dentro e vivo vivo finchè godo, vivo finchè sento occhi chiari qual'è il tuo nome? Foglie verdi sotto al sole coprono d' ombra la tua pelle seguo il fuoco e m' inebria la mente occhi chiari di fuoco e promesse godo finchè vivo, vivo finchè grido sei come vento tra i rami, non sparire dal mio orizzonte un pensiero mi illumina la mente e le corde vibrano a squarcia gola occhi chiari col fuoco dentro Drogami di te ogni giorno e ti farò volare finchè vivo (rifiuto l' insulso pensiero della gente comune) come un' ombra appoggiata al muro mi colpisci e nell' ombra compaiono i tuoi occhi chiari sul muro un contrasto nella notte i tuoi occhi chiari col fuoco dentro vivo finché godo, vivo finché ti sento |
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Post n°379 pubblicato il 08 Maggio 2012 da egos3
Credo che ci sia un tempo vivo e uno andato. Credo che del tempo vivo non ce ne sia mai abbastanza. Credo che esistano i riflessi di un sogno ed esistano gli specchi, nei quali vedere solo se stessi, senza profondità. Credo nell'amore. Credo nei calci in culo e nelle finestre aperte dalle quali prendere una boccata d'aria freca anche d'inverno, quando fa freddo e ti affacci senza capire più da che parte sei girato. Credo negli spazi aperti e nelle ombre lunghe della sera, negli spifferi d'aria invisibili che t'inchiodano lì senza pietà. Credo nei ricordi morti o nelle speranze vane perchè so che non fanno dormire meglio, tengono svegli la notte e alimentano incubi incessanti. Credo nelle macchie che non svaniscono, nei voli che riaprono il cielo dopo che hai girato pagina. Credo più nell'onestà delle lacrime di dolore che in quelle di gioia. Credo che un bacio sincero possa essere la dichiarazione più vera. Credo nei libri che ho letto, non in tutti, in quelli che mi hanno sfogliato l'anima spiegandomi chi ero. Credo che mi piaccia rivolgere le mie parole al buio, ma non amo pensare alle persone come a delle onde infrante. Credo che ci siano delle orme da qualche parte, delle tracce sulla sabbia, lungo il bagnasciuga di una spiaggia lontana, nel confine tra alto e basso, tra adesso e passato, tra l'acqua e il cielo più azzurro che si possa immaginare. Credo in una notte stellata senza vento e in un incontro stregato. Credo che quando prendi certe malattie non ne esci più, è come se ti tirassi dietro un treno che non parte mai, una manciata di minuti di sfasatura rispetto alla realtà. Credo che gli aloni di certe macchie sulla camicia buona che non butterò, non svaniranno mai. |
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Post n°378 pubblicato il 04 Maggio 2012 da egos3
Delicata e sottile come un petalo sensibile e lieve, leggera ed eterea come aria fresca impalpabile del mattino, sorridente e velatamente triste, occhi dolci, trasarenti e languidi che consumano l’anima, vulnerabile e semplicemente bella, esile e bianca naturale come la tua giovane età… e nulla, nulla a confronto è più commovente del primo amore. L'amore impossibile di una giovane figlia che sta diventanto donna… |
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Post n°377 pubblicato il 24 Aprile 2012 da egos3
Una cara amica mi ha inoltrato una lettera triste scritta da una sua amica a cui è morto il gatto. Entrambe le donne, erano timorose di apparire un po' esagerate, forse ridicole, nel descrivere i loro sentimenti verso l'animale morto dopo molti anni di felice esistenza in famiglia. Personalmente trovo che non ci sia nulla da ridere, nulla per cui temere di apparire ridicoli, anzi! Chi ama gli animali ama gli uomini. Chi non ama gli uomini non ama gli animali e ama solo se stesso. L'amore per la vita non è mai ridicolo, gli affetti fanno parte del nostro modo di essere, qualcuno si giustifica piangendo un gatto morto e qualcuno sorride uccidendo un uomo. |
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Post n°376 pubblicato il 23 Aprile 2012 da egos3
Tu mi scuoti come un brivido forte che picchia nei denti, sei l’idea di poterti avere prima che sentire, un’ idea fastidiosa tanto è densa e pregna di te, vorrei incontrarti ora e senza parole abbracciarti, come l’ultima volta sotto un fiume di acqua di primavera, sentirmi bagnato di pioggia e dei tuoi capelli mossi appiccicati al collo, con le gocce sulle labbra lungo i baci diluiti, vorrei non dover aspettare che passi il mondo, perché nel tempo che c’è in mezzo mi perderei sognandoti ancora… |
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Post n°375 pubblicato il 17 Aprile 2012 da egos3
E tu ridi mentre entri lentamente in casa mia, sei come una sorpresa da scartare, come un regalo di natale, ti muovi sapendo che ti guardo, sapendo che ti aspetto e ti sei fatta aspettare giusto quel tanto. E tu ridi perché non sei mai come ti pensavo, credevo che fossi vestita in un modo stupendo e ti scopro bellissima in un altro modo che non credevo, ti conosco da poco e sei sempre sorprendente. E tu ridi di me e del mio stupore palese, di come ti guardo se ancheggi sui tacchi e avanzi piano per farti osservare. Ridi perché ti offro un caffè sapendo che salterei qualunque preambolo inutile e utile, salterei tutto pur di restare con te. Ridi quando ti pieghi piano a per prendere il telefonino dalla borsa appoggiata sulla sedia, mentre la collana ciondola avanti e indietro come in una sorta di rito magico, io mi sento confuso e ipnotizzato, sento soltanto il mio respiro e il tintinnio dei piccoli bracciali indossati sul tuo polso, ti guardo mentre i tuoi leggings seguono la forma delle tue gambe sottili il giusto, lunghe il giusto, diritte il giusto. E tu ridi perché sai che mi lascio trasportare lontano dal tuo profumo, dai tuoi capelli mossi e dal tuo sorriso, dai tuoi occhi marroni… e io rido con te, di me e della mia voglia di toccarti, del tuo sapore aspro, dei minuti che corrono e lasciano indietro pagine di ricordi immediati, ogni volta che ti vedo, ogni volta che arrivi, ogni volta che ridi e con un bacio te ne vai… |
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Post n°374 pubblicato il 12 Aprile 2012 da egos3
Non esistono i cretini, esistono solo i cretini intelligenti, mai che capiti d’incontrare un cretino vero, se accadesse forse ci si prenderebbe cura di lui, lo si coccolerebbe come un ammalato, ma no, purtroppo al mondo esistono solo cretini intelligenti, persone dalle quali non si impara nulla ma alle quali non si può insegnare nulla, perché sono intelligenti ma cretini. Come intelligenti sono ovunque, occupano qualunque posto disponibile, ma anche come cretini non si smentiscono mai, infradiciando di sciocchezze l’ambiente in cui vivono. Il cretino vero è solo un mito, se esistesse ci salverebbe dal disperare in una società migliore. |
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Post n°373 pubblicato il 30 Marzo 2012 da egos3
Aria tiepida e brezza mattutina, volendo cominciare a scrivere e a parlare del tempo libero con queste parole sembrerebbe già estate, aggiungiamoci la voglia di andare lontano ed immaginiamo una destinazione amena, lontana dal nostro mondo quotidiano, lontana da tutto, dall' ufficio e dalle mille paranoie, lontana dalle diete e dai divieti, dalle stecche di ogni ordine e grado ed ecco: il piatto è servito. Sognare una vita diversa, non è reato, sognare di tornare a ciò che eravamo un tempo, sognarlo senza conoscerlo perché più nessuno sa nulla di allora, tornare a vivere la nostra vita fatta di un’ esperienza recondita come se davvero questa ci appartenesse, come se non fosse che nostra e non fosse mai cambiata. Automaticamente ci si chiede come faremmo, noi che abbiamo perso l’attitudine alla vita primordiale, banalmente direi alla vita del secolo scorso, quella che fu di mia nonna, noi come faremmo? Riusciremmo a riciclarci in un epoca? Oppure avremmo poi la nostalgia di ciò che ci manca? E siamo sicuri che qualcosa ci mancherebbe davvero? Non so rispondere ma ho la sensazione che nonostante siano in molti a desiderare una vita diversa, molti di questi la vorrebbero vivere solo da persone “più ricche” e non desiderano una vita più semplice basata su un’organizzazione basilare. Io no, io vorrei una vita più basica, uno scorrere del tempo legato alle stagioni, alle evoluzioni solari, al tempo, alle giornate, io vorrei restare a contatto con le cose che amo di più, quelle che non mi sono costruito, ma che ho avuto in dono con la mia nascita e quelle che ho trovato ed elaborato crescendo, coltivando il mio “gruppo”, vorrei un’aia su cui godere dei raggi del sole in canottiera sudando di fatica, delle viti sotto cui lavorare, o una vanga su cui spingere, non per speculare, ma per godere del frutto del mio lavoro, semplicemente, vorrei un sacco di fogli bianchi e una penna inesauribile. Senza tante menate. Tutto qui. Ma mi andava di dirlo. |
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Post n°372 pubblicato il 26 Marzo 2012 da egos3
Tornare a casa la notte guidando piano, ascoltando il suono del vento attraverso il finestrino, sentire la prima aria tiepida della primavera e godere dell'oscurità notturna. Lasciare che i pensieri corrano lontano e si confondano mentre alla radio una canzone che ti conosce bene, parla di te e di chi sei. Inseguire confusamente le emozioni che si mescolano portandoti via, lontano dal tempo e al di là del fiume. Sentirsi la pelle addosso che ti scalda come un cappotto e riflettere sulle parole pronunciate nel tempo, mentre la canzone che parla di te sembra scavarti nel cuore senza pietà con indifferenza, facendosi spazio nel tuo profondo, dentro l’anima. Allora volgere l'attenzione solo alla strada, senza voler vedere le stelle, guardare lontano sapendo che torni a casa sereno, con quel sorriso a maschera sul viso che non se ne vuole andare e quel desiderio lontano che ti porti dentro legato allo stomaco. La notte non si svende, ti ascolta e ti parla, quando hai qualcosa da condividere lei si fa complice e ti lascia tutto il tempo e lo spazio necessari, ti riempie il silenzio con i pensieri più intimi, non addolcisce e non drammatizza, perché la notte, quando guidi per tornare a casa, come un'antenna amplifica le sensazioni e ti riporta al di qua del tempo e di quel fiume che lasci come sempre, alle tue spalle… |
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Post n°371 pubblicato il 20 Marzo 2012 da egos3
Mi piace trovarti come una sorpresa qui tra le pagine del mio blog, mi piace pensare a te come ad un’amica che curiosa tra le pieghe dei miei pensieri, sapere che mi leggi e che mi fai sapere che ci sei. Infondo la tua voce, le tue risate e le tue arrabbiature solenni sono difficili da scordare, almeno quanto il tuo sorriso e la sincera amicizia. Ritrovarti è un piacere.
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Post n°370 pubblicato il 16 Marzo 2012 da egos3
Ma è mai possibile che non sia padrone di scrivere quello che mi pare senza dovermi sorbire montagne di mail di gente che, a vario titolo, mi vuole aiutare? Cazzo, ma potrò scrivere dei cazzi miei senza dover essere preso per un depresso / frustrato /sfigato abbandonato da dio e dal mondo?! L’ho detto un sacco di volte e chi mi segue sul blog ormai l’ha capito che non ho bisogno di nulla, se mi si vuole scrivere come fa qualcuno in merito alle emozioni che suscito ok, se mi si vuol condividere nel pensiero o nei testi ok, se mi si vuole più genericamente criticare va bene, ma sinceramente non ho bisogno di essere abbracciato e coccolato da una minchia di nessuno! Mi sta sulle palle sta cosa, perché non capisco per quale motivo chiunque si senta autorizzato/a ad offrirmi conforto: ma di ché poi? Oltretutto si tenga ben presente che io sono oltremodo antipatico, irascibile, molto spesso volgare, presuntuoso e quello che voglio me lo prendo, in genere senza chiedere permesso, talvolta sono anche di troppo perché piombo quando meno se l’aspettano e non sono (come mi viene detto) una bella persona, anzi sono una merda e sappiate perciò che, quando mi scrivete per darmi il vostro sostegno, io lo butto direttamente nel cesso. E non sperate che risponda alle vostre mail se sono del tenore suddetto, commentatemi se volete, ma per l’amor del cielo, non offritemi spalle su cui piangere: vi appiccicherei la gomma da masticare nell’orecchio! |
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Post n°369 pubblicato il 14 Marzo 2012 da egos3
Tre gigantesche astronavi aliene sono si muovono in direzione della Terra! Alcuni scienziati prevedono che le enormi città extraterrestri, arriveranno nei pressi del nostro pianeta sul finire dell'anno 2012. E' fuor di dubbio che negli ultimi tempi siano aumentate notevolmente le segnalazioni di avvistamenti di 'oggetti non identificati' e di 'esseri' che si muovono furtivi nelle zone di campagna o tra le montagne, e addirittura, come da notizie recentemente diffuse, anche sulle autostrade o nei centri abitati. Ma, ci si chiede quanto di vero ci possa essere in tutto questo; e, se fosse vero, non sarebbe più utile fare una comunicazione ufficiale di modo che l'Umanità si prepari al fatidico incontro del 3° tipo? Al di là delle nostre considerazioni, stando a ciò che mezzi stampa specializzati e non solo, hanno riportato su scala internazionale, pare proprio che la notizia sia fuoriuscita da esperti che collaborano con il noto istituto di ricerca SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), che hanno fatto un importante annuncio: "Tre astronavi giganti si stanno dirigendo verso la Terra. La più grande risulta essere di 240 km di larghezza. Le altre due sono leggermente più piccole. Al momento, gli 'oggetti non identificati' si stanno muovendo oltre l'orbita di Plutone e, a giudicare dalla loro velocità, dovrebbero arrivare sulla Terra per i mesi di novembre/dicembre 2012 ". Le astronavi sono state rilevate dal sistema di ricerca HAARP. Il sistema, che ha base in Alaska, è stato progettato per studiare il fenomeno delle aurore boreali. Secondo i ricercatori SETI, gli 'oggetti' sarebbero proprio astronavi extraterrestri. Saranno visibili con telescopi ottici non appena raggiungeranno l'orbita di Marte. Anche il Governo degli Stati Uniti sarebbe stato informato circa l'evento. La data del presunto contatto con le civiltà extraterrestri porta in primo piano nuovamente le profezie inerenti il calendario Maya, che termina il 21 dicembre 2012. E 'solo una coincidenza? Stando ad altre fonti non ufficiali, tre navi spaziali simili sarebbero sbarcate nei pressi di Cina e Indonesia nel novembre 2011. Sono state identificate come astronavi aliene provenienti da un misterioso pianeta Gootan. |
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Post n°368 pubblicato il 08 Marzo 2012 da egos3
Ti vorrei, solo adesso ti vorrei, per un minuto o un istante ti vorrei, sentire la tua voce sussurrare, il tuo sorriso colorare il viso e ti vorrei, solo ora ti vorrei, per un minuto o un istante in cielo ti porterei, come pioggia che scende piano e piano bagna dentro la mente mia, in volo piano sui giorni persi, puntando al sole asciugami col vento caldo e dammi tempo, voglio tempo perché ti vorrei, solo un istante ti vorrei per bagnare il cuore con i colori tuoi, sui tuoi capelli mi distenderei, con un bacio io ti vorrei riportarti tra i pensieri miei. E ti vorrei solo un istante o un minuto io ti vorrei e guardando alto io volerei, solo parole e poca musica, spazi ampi solo per lei. Io ti vorrei per un minuto o per un istante io ti vorrei, riempire tutti i discorsi miei e adesso mangiami, libera il mio sogno o vai via per sempre ma dopo un minuto o un istante, perché ora io ti vorrei |
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Post n°367 pubblicato il 06 Marzo 2012 da egos3
Che bella che sei, ogni volta che ti guardo me ne accorgo e dio mio, quanto sei bella! In ogni tua espressione tu sei bella, bella in ogni movimento che sottolinea la tua figura tu sei bella, oggi a tavola eri bella, bella come sempre, come ogni volta che ti guardo. Là infondo nella penombra del locale, i tuoi occhi di ghiaccio sorridevano al cuore e com’eri bella oggi e bella come ogni giorno. Ci vediamo spesso io e te, questa è una furtiva storia nascosta di passione e tensione, passione e sudore, ci sentiamo spesso noi due, parliamo con parole ovvie ogni volta più ovvie ma necessarie, ogni volta, anche se mi limito ad ascoltarti, esclamo tra me: mio dio quanto sei bella! La lode alla bellezza è una lode effimera, leggera e inconsistente, ma la tua bellezza è una bellezza profonda, completa e autentica, non si limita al tuo corpo e ai tuoi occhi, la tua bellezza piena vince su ogni cosa. La tua bellezza vince sulle parole che diciamo, sui morsi di fame che diamo, su ogni istante che regaliamo a questa storia nella penombra, illegale come la tua bellezza troppo pericolosa ma troppo bella da sopportare senza restarne inghiottito. Sei bella come il lusso |
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Post n°366 pubblicato il 29 Febbraio 2012 da egos3
Non vale la pena cercare parole diverse, non giova inventare pensieri costruiti con concetti mirabolanti, conviene molto di più vivere, o per meglio dire viverti, ascoltarti e parlarti, chiederti dei consigli e regalartene di nuovi, conviene molto di più stare con te e annusare la tua pelle, senza spaziare con la dialettica ma cercando ogni volta un angolo di pelle che non ti ho toccato e, quando sono certo di non averne scordati, ripartire per riprovare nuove sensazioni mai uguali. È molto meglio vivere con te, gli istanti concessi, gli spazi rubati, i baci voluti, è molto meglio certo, sapere che ci sei e sentirti per chiederti:”Ciao come va?”. Ogni volta è una volta nuova, ogni volta è un inizio e così ormai da molto tempo, da quell’anno che ci siamo incontrati, senza un perché, perché un perché non c’è, da quella volta che silenziosamente, piano piano con armonica suggestione hai fatto l’amore con me e così, per altre decine di volte, ogni volta di più, ogni volta godendo di questa vita, di ciò che abbiamo e di ciò che siamo. Sempre con discrezione |
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Post n°365 pubblicato il 24 Febbraio 2012 da egos3
Ho trattenuto fin’ora nel cuore un sogno, un pensiero insinuatosi nel tempo, ma ho il respiro rotto dall’affanno silenzioso e perduto nel vento, intuisco il tuo movimento e mi stendo al tuo fianco eccitato, ti sfioro fugace il grembo e mi perdo già ballando, in silenzio sui tuoi passi seguendo il ritmo dei sensi, ritrovo il sorriso e riascolto il tuo gemito languido, il tuo fiato soffia sul mio viso tiepide poesie d’amore, mi unisco a te in questa condivisione del piacere, disteso sulla tua pelle nuda, sul tuo respiro profondo, sul tuo seno che danza da assopita a sveglia, in un piccolo istante di buio, rubato al riposo e regalato a quelle raccolta di notti d’amore con te, che non dimenticherò. Mai |
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Post n°364 pubblicato il 22 Febbraio 2012 da egos3
Mi domando: mai nessuno di noi ha dovuto ricorrere al pronto soccorso? Mai nessuno ha dovuto constatare suo malgrado gli eccessivi tempi di attesa? Mai nessuno si è trovato a condividere un salone con qualche decina di persone, bambini urlanti in attese spasmodiche della visita di controllo? Mai nessuno si è accorto che c’è chi usa il pronto soccorso come il medico di base? Mai nessuno ha notato che al cambio del turno degli infermieri i tempi si allungano di almeno mezz’ora? Mai nessuno ha provato a restare in barella nel corridoio d’attesa per svariate ore? Mai nessuno ha concluso che è inutile insistere perché se il personale sanitario è oberato non ti caga di striscio manco se piangi? Mai nessuno ha notato che ci sono macchinari dal valore esorbitante abbandonati e mai usati, in alcune stanze dei locali del pronto soccorso? Mai nessuno s’è accorto che mentre un tempo ti dimettevano a guarigione avvenuta (o quasi) al giorno d’oggi ti mandano a casa con un calcio in culo poche ore dopo l’operazione? Mai nessuno s’è accorto che qualcosa non quadra in tutto sto carrozzone sanitario? Ci voleva l’ennesimo scandalo per smuovere le acque della mala sanità? Ma poi, si smuoveranno davvero le acque o tutto tornerà come prima, o come è ora? Ma non è per caso che qualcuno che dovrebbe vedere non vuol vedere e vede solo se si trova costretto a farlo? |