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Post n°447 pubblicato il 20 Maggio 2013 da egos3
A volte mi capita di vivere situazioni già vissute e di riviverle mentre lo sto dicendo, mi accorgo quindi anticipatamente, al punto di riuscire a prevedere i momenti successivi. Non credo di essere l’unico che prova queste cose, ma non so quanti siano ad accorgersene anticipatamente come succede a me. La cosa strana è che è come se sentissi una voce interna che mi narra gli eventi che sto vivendo con qualche secondo di anticipo e questo un poco, mi inquieta. Sabato sono stato in giro con mia moglie e ad un certo punto appena prima di salire in macchina e caricare il bagagliaio con la spesa, mi sono accorto di aver già vissuto quella situazione e rendendomene conto, ho cominciato a raccontarmi cosa sarebbe successo subito dopo, fino all’ arrivo di una Toyota Yaris che entra nel parcheggio e urta il carrello di una coppia che stava attraversando la corsia per arrivare fino alla loro auto. E ovviamente è entrata la Yaris e ha urtato il carrello. Non so come prendere queste cose lo ammetto, non mi spaventano e non mi sorprendono, credo che la mente umana abbia delle potenzialità inespresse che in taluni casi escono allo scoperto come se nulla fosse, forse veicolate da situazioni particolari, forse no. Ad ogni modo è così, senza null’altro aggiungere |
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Post n°446 pubblicato il 07 Maggio 2013 da egos3
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Post n°445 pubblicato il 03 Maggio 2013 da egos3
Le cose che dici e anche quelle che non dici, mi fanno piacere, mi stimolano mi ricoprono d’affetto. Tu per me, sei bella e sei davvero bella, sei conturbante, sei molto, molto femmina. Non so da cosa dipenda il piacere e il piacersi so solo che emoziona, fa venire gli sbisigolini nello stomaco e tu sei una donna che conosco da una vita, conosco da sempre, in te ritrovo molte cose che amo, molte parole ce conosco, in te ci sei prima di tutto te. Non so in quale vita ti ho già incontrata, ma se c’eri eri con me, ne sono certo. E ora come in un film con te mi trovo bene, con te parlo e mi accorgo che sto molto attento a ciò che dico, con te non mi va di dire cazzate, non voglio sbagliare, con te mi piace fare bella figura. Tengo ai tuoi giudizi, tengo alla tua considerazione e sì, diobuono mi piacerebbe abbracciarti, annusare l’odore della tua pelle, accarezzarti i capelli, mi piacerebbe dirti cose belle, pensarti mentre te le dico e continuare a pensarti senza che tu sia un’ossessione, perché tu sei leggera, sei semplice e complicata, sei come un fiore di campo, sei di colori definiti e di profumo tenue, ti vorrei vicina quando siamo qui, ti vorrei addosso quando siamo fuori, ma saprei restarti vicino anche fuori, senza esagerazioni volendoti bene e guardandoti negli occhi. Nei tuoi occhi chiari freschi come le onde di un mare. Non so chiudere i discorsi con te perché vorrei che con te le parole non si fermassero mai se non davanti ad un bacio, non riesco a salutarti e a pensare che le cose che ci diciamo siano un discorso chiuso, perché tu sei la donna che guarderei se… se … se… e se rinasco giro che ti vengo a cercare. In capo al mondo ma ti cerco, come ti cerco ora, come vorrei semplicemente dirti parole che lasciano il sorriso sulle labbra e non l’ansia, il peso o la paura. Sei un fiore di campo, te l’ho già detto, sai resistere alle intemperie e lo dimostri, ma saprei avere cura di te e cura ti darei, ti proteggerei. Su questo ci puoi contare e ti prego contaci. |
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Post n°444 pubblicato il 30 Aprile 2013 da egos3
E adesso apri e allunga quel divano e fammi sdraiare sopra E se ti spogli vienimi vicino un’altra volta Con la finestra aperta passano i rumori della strada e la stessa aria di un tempo Sembra che non sia mai trascorso tutto questo tempo Il tuo profumo i tuoi capelli e soprattutto quello che non hai più addosso Come vorrei fermare tutto Ogni tuo movimento, ogni carezza ogni sorriso, ogni più piccolo rumore Lo spazio piccolo in cui vivi, i tuoi giorni e i tuoi pensieri, le tue manie e ogni volta che fumi Frutta esotica e i cibi strani, pane azzimo e i libri letti, tre sedie colorate senza tende ai vetri Tu con quel maglione di lana sempre lungo e sotto nulla Come vorrei sapere di non averti mai fregata e non sentirmi invece in colpa Anche se per un momento ho creduto che mi aprissi Mi facessi entrare dentro sinceramente Come un tempo senza tempo E mi accorgo che ho sbagliato, nonostante ti credessi Non ho avuto alcun dubbio, mentre adesso ho capito Che non è soltanto sesso, questa tua rabbia addosso Ho capito e mi rivesto, son deluso da te e me stesso Ma ho finito di credere al tuo sorriso, finalmente esco fuori Fuggo via da te e da quel me e da tutto Non sempre gli amori fanno grandi giri e poi ritornano |
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Post n°443 pubblicato il 24 Aprile 2013 da egos3
L’incarico a Enrico Letta, dimostra una volta di più il tentativo di Giorgio Napolitano di dare vita ad un governo a tempo determinato o per meglio dire, un governo che lavori ad obiettivo, che sappia affrontare e risolvere il nodo cruciale della politica italiana: la legge elettorale. Letta è quello che si suole dire un vero moderato e si colloca bene in un confronto con quelle forze del Parlamento che vogliono il dialogo. È inutile cercare scuse, questo governo non può e non deve essere un esecutivo di ampio respiro, servirà a risolvere problemi contingenti legati alla sopravvivenza dello stato e con l’apporto delle forze politiche di buona volontà, bisogna volare verso una totale revisione della politica italiana, con la riduzione dei costi della politica stessa e dell’amministrazione. Solo dopo aver varato una nuova legge elettorale e aver permesso nuove votazioni, si potranno prendere in considerazione, col nuovo governo, tutti gli altri problemi enormi che gravano sulla nostra nazione e sulle nostre spalle, perché non è possibile pensare ad una nuova politica se non si può contare su di un governo stabile, eletto e con i numeri adeguati per governare. Senza una forza parlamentare capace di garantire la stabilità alle camere, nessuna iniziativa può diventare stato di fatto. Quindi è del tutto inutile dare retta ai distruttori, agli sfascisti della speranza di cambiamento a chi, come Grillo, urla che a Roma si stanno spartendo i le ossa della vecchia politica. Non è una questione di spartizioni, ma la ricerca di risposte attraverso un governo temporaneo. Chi non partecipa a questo evento in modo costruttivo e con la buona volontà necessaria, non ha a cuore le sorti della nostra nazione, quella stessa in cui viviamo e in cui vogliamo dare un futuro ai nostri figli. |
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Post n°442 pubblicato il 22 Aprile 2013 da egos3
Non c’è da essere felici, questo è evidente, ma la rielezione di Napolitano alla Presidenza della Nazione, segna il momento migliore di questo post elezioni a dir poco devastante. Credo che di meglio non si potesse fare, in un paese che ha scelto la strada del populismo a tutti i costi è difficile anche far ragionare chi ha sostituito il “muro contro muro” con le teorie golpiste di cui, non ha neppure la più pallida idea del tragico significato in esse contenuto. Credo che Napolitano abbia dimostrato buon senso istituzionale e molti più attributi di tanti “ragazzini” approdati a Roma con aria spaurita e poca conoscenza delle cose della vita, in mezzo al bailame del “tutti a casa” indistintamente, ha finalmente giocato il suo ruolo quella piccola luce di speranza che ha illuminato le menti, anche ad onta del fatto che la il PD, ha inscenato un suicidio politico senza precedenti e ha reso un grosso servizio a mister B, proiettandolo nel gotha degli statisti. Sottolineo che mi stava bene Rodotà e non ho capito perché non si sia voluto votarlo senza creare un inutile stato panico, anche se ai qualunquisti che non si pretendono neppure la briga di informarsi, faccio notare che Rodotà non è quell’uomo saltato fuori dalla società civile come ci dicono i grillini, nel 1979 fu il suo primo mandato come deputato nel partito radicale, sono pertanto la bellezza di 34 anni che questo signore (ripeto: degnissimo) si aggira tra i banchi della politica. Alla fine toccherà ancora una volta a Napolitano districare la matassa e cercare di dare vita ad un governo che, fin dall’inizio avrebbe dovuto essere della grande coalizione (detesto usare il termine inciucio che non mi appartiene, non fa parte della mia cultura, non ne conosco l’intimo significato e non capisco perché ciò che all’estero è ragionevolezza, ovvero grande coalizione, qui da noi debba essere inciucio). Chiunque sarà nominato primo ministro, dovrà prima di tutto mettere mano alla legge elettorale creata da dei truffatori e fatta apposta per non permettere di governare alla parte avversa (che all’epoca era appunto la Sinistra) dopo di questo servirà risolvere le problematiche urgenti e improrogabili. A quel punto, presumo, anche il Presidente Giorgio Napolitano, probabilmente lascerà il suo incarico |
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Post n°441 pubblicato il 11 Aprile 2013 da egos3
Il brutto dei forum, siamo noi utenti. Non si deve attribuire la responsabilità al mezzo, non c’entra la tecnologia, siamo noi fruitori mediatici gli incapaci del web e delle sue regole. Noi non sappiamo usare nel modo corretto un mezzo attuale che non concede inesattezze, è inutile incolpare la freddezza della rete o i limiti del computer, la colpa è solo nostra e dell’incapacità di noi che non abbiamo capito che il “mi pare” è stato sostituito dai link alla pagina corretta, la quale che ti racconta per filo e per segno come siano andate le cose da un punto di vista cronologico. Altro problema è dato dal fatto che in rete e sui forum, “parlare” significa “scrivere”, non ci sono espressioni facciali, i modi di dire perdono la loro valenza perché non sentendo inflessioni e cantilene non si capisce quando uno scherza o parla sul serio. Il problema è tutto qui. Proviamo a ragionare: di persona parlando a quattr’occhi, capita spesso di essere in disaccordo con il nostro interlocutore ma alla fine, non si litiga quasi mai perché di persona esiste il linguaggio del corpo e degli sguardi, l’espressione del viso che aggiunge quei dettagli fondamentali che completano il ragionamento e ci dicono quello che a voce, siamo abituati ad omettere. Nei forum non è così, non si può trasmettere se non attraverso le emoticon le proprie emozioni, capita molto spesso infatti, di esprimere un pensiero e qualcuno che non si conosce, commenta andandoci giù di grosso senza troppe riserve, come se fosse normale fare così. L’aspetto incredibile è che lo schermo del pc è effettivamente, estremamente democratico, non pone limiti di alcun genere e molto spesso garantisce l’anonimato, quindi crollano tutti i freni inibitori, viene meno la fisicità della presenza di persona perciò uno grosso ha la stessa forza di uno piccolo e in definitiva, la nostra responsabilità viene meno, scriviamo senza doverne rendere conto a nessuno. Alcune persone sfruttano questa libertà per lasciarsi andare alla maleducazione e quindi la democratica libertà del pc, diventa un mezzo di offesa. Questo molto spesso, ha comportato uno slittamento delle argomentazioni trattate da un livello di “leggerezza” ad un livello di “pesantezza” determinato dai modi più che dagli argomenti stessi. Mi spiego: si potrebbe pensare che le beghe si concentrino in quei forum che trattano questioni politiche o argomenti d’interesse sociale importante, invece tutti sanno che non è così, molto spesso si litiga in forum sportivi o che trattano argomenti per lo più frivoli, di svago o di cucina, ma non tra addetti ai lavori, tra normali utenti! A parte il confronto di idee e di pensieri che determina delle differenze spesso sostanziali, esistono argomenti di fondo che ad un tratto superano l’argomento del forum, potremmo parlare di calcio e qualcuno dicesse che a prescindere dai risultati, la squadra A è più forte della squadra B, direbbe una cosa che appartiene al mondo delle ipotesi, per sostenere tale ipotesi dovrebbe argomentare in modo credibile, dimostrando che la squadra A ha vinto il 70% delle partite in cui ha giocato, mentre la squadra B ne ha vinto solo il 40%. Invece nei forum molto spesso accade che si afferma il contrario a “sensazione”. Nei forum prevale l’impressione, la sapienza personale fatta di memorie. Ci sono persone che amano fare sfoggio di conoscenza approfondita di un argomento quando bastano pochi minuti di verifica in rete per scoprire di tutto, senza sforzi e con tanta precisione in più. Internet ha cambiato il nostro modo di vivere, ma non ha cambiato a sufficienza il nostro modo di ragionare quando siamo in rete, tante persone credono che essere iscritti in un forum equivalga a trovarsi davanti al bancone di un bar, dove si raccontano impressioni, dati a memoria, sensazioni temporanee senza la possibilità di verifica, tutto ciò è molto romantico e umano indubbiamente, ma un forum e la rete, sono tutt’altra cosa. Dovremmo abituarci a questo, più in fretta. |
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Post n°440 pubblicato il 09 Aprile 2013 da egos3
Una volta credevo che tutto il mio mondo fosse da una parte sola e io dietro a lui. Credevo che il chiaro e lo scuro fossero definiti da un’ora, da un momento preciso, credevo anche che le mie preferenze e i miei gusti fossero decisi dal mio vissuto, un trascorso appiccicato addosso come carta da parati, che quando decidi di cambiarla, staccarla tutta è un casino, vengono via i pezzi grossi ma quelli piccoli restano lì, ferocemente attaccati all’intonaco e se tenti di strapparli, viene via anche l’intonaco. Troppo doloroso insomma. Pensavo che fosse meglio restare fedele alle mie idee, al rifiuto del cambiamento, finché non sono stato più capace di motivare questa mia fedeltà se non attraverso l’ottusa immobilità delle cose comode, ma non ci si possono raccontare delle balle in continuazione e pretendere di convincersi da soli. Mi sono accorto quindi che il mondo giusto non è solo dalla mia parte e io, non sono tenuto ad essere sempre da quella, mi sono accorto che quello che molti reputano un tradimento, altro non è che insicurezza, perché cambiare è lecito se segue una logica di crescita e non di opportunità e di vantaggio personale e ipocrita. Il chiaro e lo scuro hanno cominciato a mostrarsi a me secondo una fascia di tempo più diluita e ho capito che non tutto il mio vissuto è degno di essere menzionato o portato a sostegno delle mie tesi ogni volta che ho bisogno di spiegare perché preferisco una cosa rispetto ad un’altra. Oggi non mi sento più saggio o più maturo, ma spero di esserlo e mi viene difficile come sempre è stato negli anni, tifare qualcosa o qualcuno: amo chi onora ciò che fa, che sia il più forte o il più debole, quello è un fattore secondario. Così altrettanto sono le mie scelte, in ogni cosa della vita, anche nelle moto ho iniziato da appassionato “guzzista per amore” e mi sono evoluto in un motociclista innamorato della moto, non di questa o quella marca, ma della moto come oggetto, quella che mi piace, quella che trovo sul mio percorso e che mi rende felice, anche se scomoda, anche se furba o ignorante, anche se è quella che non ho mai guardato. Non me ne frega un tubo delle attribuzioni del pubblico, non m’interessano i “saggi” o i leziosi che spingono ad osservare sempre solo alcuni dettagli reconditi, quelli che “fidati di me”, non voglio essere alla moda ma neppure costantemente in senso contrario perché è uguale. Se mi piace la moda la colgo al volo, altrimenti la rifiuto senza tante pretese di dare spiegazioni e motivare recondite verità seppure tecniche più che emotive. Ma chi se ne frega. La moto è la moto, deve emozionarmi e non lo può fare solo se c’è un marchio o un pedigree, se fatta qua o fatta là, mi deve piacere e basta a prescindere da tutto quello che non sia mio piacere, non ho un modello predefinito di moto o di marca e non voglio averlo, voglio il mio sguardo e il mio cervello aperti a 360 gradi e al massimo, posso provare simpatia ma mai tale da farmi condizionare nella scelta. La moto per me, ha due ruote, un manubrio e non è uno scooter, tutto qui, il resto è solo paura di volare. |
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Post n°439 pubblicato il 04 Aprile 2013 da egos3
Mi piacciono le tue mani su di me, il dolce contatto delle dita sul mio corpo, la lieve sensibile pressione e le unghie affilate che percorrono la schiena nel mezzo Mi piace il tuo viso su di me, il dolce respiro sulla mia bocca, il suono della tua voce nelle mie orecchie le parole sussurrate, i sospiri e i lamenti sottovoce appena udibili Mi piace il tuo seno su di me, le forme turgide e solide, quelle linee sinuose nell’ombra che stimolano il mio corpo, quelle piccole sporgenze sensibili che ti gratificano al tatto Mi piace il tuo nylon su di me, quel profumo di profumo di donna sul viso, quel tessuto così liscio che percorre la mia intimità, con quei piccoli sussulti freddi di piacere intenso Mi piacciono le tue labbra su di me, quel sapore così tuo, quelle gocce di profumo che posi sulla mia pelle e che mi restano addosso per tutto il giorno, quel morbido roseo fiorire di passione |
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Post n°438 pubblicato il 25 Marzo 2013 da egos3
Ci risiamo con Rondolino e le sue pillole su Donna Moderna. Come sempre, in quei dieci minuti appena sveglio, apro il giornale in bagno e curioso mi leggo l’ultima pagina scritta dal nostro prode. Stamattina vengo a sapere che secondo Rondolino, Beppe Grillo fa bene a parlare con la stampa straniera e non con quella nazionale perché i nostri giornalisti lavorano per editori strettamente legati ai partiti e quindi, i giornalisti in definitiva, non sanno fare il loro mestiere ad accezione di quelli del Fatto. Rondolino, che è stato cronista politico de L’Unità, responsabile delle comunicazioni dello staff di Massimo d’Alema, lavora dal 2011 ad un giornale molto libero: Il Giornale. Detto questo non servirebbe aggiungere null’altro per spiegare le deliranti affermazioni e per descrivere la poliedrica personalità di un giornalista capace di lavorare per testate giornalistiche assolutamente non schierate, ma neppure un filo! Ora, sarà anche vero che la stampa nazionale è parte in causa della politica nostrana, non lo si può negare, ma mi domando come si possa sostenere la correttezza delle scelte di Grillo con tali affermazioni, quando basta tenere presente che rivolgendosi alla stampa straniera europea, Grillo finge di non tenere conto che Germania, Francia, Inghilterra sono assolutamente parte economicamente e politicamente interessata alle sorti della nostra nazione e non è che gli editori d’oltre confine siano delle vergini, anzi! Basti ricordare quanti siano stati i titoli della stampa Inglese a proposito di Berlusconi, tanto per fare un esempio. La politica italiana, nel rispetto dei propri elettori e di tutto il paese, non dovrebbe essere filtrata da nessuno, non dovrebbe passare oltre confine per essere resa nota agli italiani. Rondolino nelle sue esternazioni non tiene conto che il nostro paese ha bisogno prima di tutto di normalizzazione e non è bruciando tutto che si incentiva il cambiamento, ammesso poi che parlare solo con la stampa straniera sia effettivamente una scelta che paga. Se certe argomentazioni riguardo alla scarsa libertà dei giornalisti me le dicesse uno del Fatto, storcerei il naso ma potrei capire, ma se a dirmele è uno che lavora per quel gran fenomeno di giornale libero che è Il Giornale, l’effetto lassativo è garantito. |
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Post n°437 pubblicato il 18 Marzo 2013 da egos3
Neve candida fredda e inconsistente, neve di marzo destinata a svanire in fretta, neve che provvisoriamente ricopre le forme e ne arrotonda le linee senza definirne i limiti, neve che libera lo spirito e accarezza l’inconscio, che bagna e si schiaccia sotto il suo stesso peso, impregna ogni cosa e definisce le forme dei passi, individua i percorsi e pur sempre neve lieve rimane, cade sottile, a tratti più pesante e vola, come una candida piuma ondeggia, come pensieri liberi volteggia, come sogni reconditi scaturisce dal nulla, ammantata di aria fina che s' accompagna agli occhi chiari e più belli agli sguardi dolcissimi più nudi, ai desideri inespressi ed evidenti, ai gelidi brividi dell’ amore o del freddo manto posato… |
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Post n°436 pubblicato il 11 Marzo 2013 da egos3
La moto è pronta, caricata, controllata, ripulita e tirata a lucido, gomme gonfiate, tutto è ok ma sono io che non sono molto pronto, sono parecchi anni che non faccio viaggi in moto così lunghi e poi, non so se faccio bene a tornare là. Io e Giove ci siamo messi d’accordo in fretta, del resto siamo sempre andati molto d’accordo fin dai tempi che furono, ci siamo sentiti al telefono, abbiamo organizzato la cosa, contattato gli altri e con molto entusiasmo, li abbiamo trascinati dietro alla nostra idea. Stamattina Giove è qui col suo T Max, che non è proprio una vera moto, anzi non è una moto, però lo spirito di Giove è quello giusto, lo spirito di uno che vuole viaggiare e scoprire, anche lui ha caricato solo lo zaino CPB sul di dietro della sella e sembra avere dentro tutto il suo mondo o almeno, lo stretto indispensabile. La mia Bandit 1200 affianco al suo T Max svetta e ci fa la sua brava porca figura, siamo partiti presto stamattina, abbiamo preso subito l’autostrada in direzione Est. Sembra quasi come in certi film ambientati in USA, quando uno chiede all’altro dove stia andando e quello risponde:”Vado ad Est!”, ecco noi andiamo là, ad Est. Ogni tanto mentre guida e sta davanti, Giove rallenta,chiude un pelo il gas ma tiene in generale un’ andatura abbastanza sostenuta nonostante guidi uno scooter del cazzo, poi lo affianco, lo guardo in faccia e mi prende un tuffo al cuore, ha la stessa espressione di 25 anni fa sotto all’elmetto, gli stessi occhi azzurri, chissà se pensa la stessa cosa di me, all’epoca io non avevo il pizzetto. Ci fermiamo ad una autogrill e, il grande Giove non si smentisce mai, tirchio come un genovese mi ferma e mi dice “Perché spendere soldi?” Tira fuori dalla tasca laterale dello zaino CPB il thermos del caffè caldo! “Figa Giove, non cambierai mai! Sei tirchio da fare schifo! Dai braccino corto, vieni che ti offro almeno una brioches!” Ripartiamo e giungiamo in prossimità dello svincolo che porta alla città, sappiamo dove andare anche se le strade sono cambiate parecchio, alla prima visione da lontano della struttura, mi viene la pelle d’oca, non ero più tornato qui dai tempi e mi stupisco nel trovare l’ingresso sempre identico a com’era o almeno così mi pare, come un tempo campeggia il campanile a sinistra dell’ingresso, dietro alla recinzione e alla macchina dei caramba di guardia al di fuori, sulla destra c’è lo stemma di allora “Airborne” il leone di Venezia e il tricolore rosso, bianco, blu. Vorremmo entrare ma non possiamo, non possiamo più, è ovvio. Io e Giove ci guardiamo e lui mi spinge a pensare:”Minchia che storia” mi dice e aggiunge “Ti ricordi la flash-bang room?!”. Ride come un matto e sembra un idiota che abbia appena sparato una cazzata, ma dovrei ridere io, quel pirla a momenti non usciva più di là, preso dal panico, accecato e assordato si era perfino pisciato nei pantaloni, ma come tutti noi del resto, il rumore istantaneo provoca reazioni incontenibili neppure se sei Superman riesci a trattenere l’istinto, ci vuole solo l’abitudine, l’abitudine a pisciarsi addosso e non farci caso. Indossiamo i caschi e dopo questa vista della “nostra” caserma ripartiamo, in silenzio come siamo arrivati. In mattinata giungiamo all’appuntamento e all’arrivo intravedo due sagome sbilenche di uomini che aspettano, uno è appoggiato ad una specie di moto bassa come un cesso viaggiante, è Maxi, il nostro grande capo col culo sulla sella di una HD e Marino a lato di una Gs 1150. Scendiamo dalle moto, parcheggiamo e le prime pacche massicce di Maxi si abbattono sui caschi e sulle spalle. Con Marino e Giove che sparano stronzate di ogni tipo e poi confabulano sulla strada da prendere come se dovessero decidere tutto loro, io e Maxi ci scambiamo saluti, sorrisi, insulti amichevoli “cazzone, paraculo, finocchio” e quant’altro faccia parte del repertorio maschile dei convenevoli, nel giro di mezz’ora siamo pronti a ripartire, io ho il culo un po’ squadrato dalla sella ma l’entusiasmo dei miei amici mi convince a muovermi con molta determinazione, se ritardassi un filo mi lascerebbero qui quegli stronzi. O forse no. Dopo un percorso molto guidato e molto bello, riprendiamo l’autostrada verso Nord: destinazione “il corridoio” lungo il quale campeggiava il CP Bravo. Una delle caratteristiche di questo paese è di avere delle autostrade fantastiche, con asfalto perfetto e non ci sono limiti di velocità, troviamo solo del gran casino in prossimità della grossa città, presso la quale comunque ci fermiamo per cenare e dormire. Giove e io siamo in una camera, Maxi e Marino nell’altra. Avremmo dovuto essere in sette ma di Ettore non si sa nulla, non ha neppure risposto alle mail, tipico del suo modo di fare salvo che poi magari un giorno ci dirà che dovevamo cercarlo meglio, manco fosse una gran gnocca, Marco invece è all’estero (credo che lui sia l’unico a non avere mai mollato, ha fatto diventare la sua preparazione un lavoro ben retribuito nel circuito, pare che ora faccia l’istruttore, così ci ha detto Maxi) e Rigo si è defilato per impegni famigliari non meglio specificati, forse non aveva neppure piacere di risentirci. Sensazioni. Noi quattro comunque siamo gli unici ad andare in moto, se ci fossero stati gli altri saremmo andati in auto, con due macchine. La mattina ci svegliamo affamati come caimani in calore, addentiamo il formaggio e gli involtini di prosciutto prima del pane e Maxi mangia tre uova sode come fossero cioccolatini, ha sempre mangiato molto più di me ma lui non ingrassa ed è una cosa che mi fa girare le palle alla grande questa. Ma Maxi è Maxi, unico anche nel farti incazzare, è un uomo intelligente, capace, ci ha tirato fuori dai casini più di una volta, non potrei volergli male e soprattutto, non lo desidero neppure. Lo guardo salire sulla HD 1340 e un nome con una sigla lunga come un treno, mi affianco e gli chiedo “Ma da quando guidi queste moto?”. Mi risponde che è di suo fratello, lui la moto non ce l’ha. Suo fratello è uno che è stato rapito a scopo di estorsione, ricordo le foto sul giornale di Maxi all’aeroporto che sorregge il fratello appena liberato dai rapitori. Figli di puttana. Il viaggio è lungo indubbiamente, le moto girano regolari e tutti e quattro, siamo affiatati e abbiamo voglia di arrivare alla meta, non piove e non fa eccessivamente freddo . L’esperienza di venticinque e più anni fa è stata forte, ritrovarci qui anche se in formato ridotto, ci fa rivivere in parte le emozioni di un tempo, il senso di appartenenza che sentiamo non essere mai morto. Quando siamo usciti dall’addestramento ci è stata presentata la domanda di ammissione al corpo “aggregato” e noi l’abbiamo firmata tutti e sette e di questo, il nostro capitano fu davvero molto fiero, ma non sapevamo bene cosa ci aspettava e per cosa avevamo firmato, eravamo gasati e ci ingolosivano i soldi promessi e la sensazione di essere davvero massicci. Migliorammo il nostro addestramento con una permanenza alla caserma del leone di Venezia, un periodo che durò tre mesi, durante i quali ci fecero un culo come una capanna, poi ci trasferirono e arrivammo qui, dove siamo tornati ora, il nostro compito di osservatori era in affiancamento, noi eravamo un corpo aggregato ad una guarnigione di professionisti d’oltreoceano, gli azzurri, credevamo di essere gli unici italiani, ma non era così, c’erano altre tre squadre che svolgevano lo stesso lavoro in due posti differenti. A partire dal 1985, ci fu un certo disimpegno economico da parte della grande nazione degli azzurri e il grande capo di tutto l’ambaradan” fece un discorso che probabilmente sarà suonato in questa maniera:” ok signori, fin’ora ci siamo fatti il culo per salvaguardare il vostro benessere spendendo i nostri soldi, è giunto il momento che ci diate una mano e cominciate a mettere un po’ di soldi anche voi”. Contemporaneamente dalla parte degli arancioni, c’era aria di crisi profonda, ci raccontavano in molti che c’erano delle vere e proprie spedizioni di militari arancioni, lungo le linee neutre, si trattava di militari che si vendevano di tutto, la polizia segreta sembra lo sapesse, ma era talmente intenta a commerciare pure lei, da non avere tempo da dedicarsi a cose meno remunerative. Quando arrivammo verso la fine del 1986, ci fecero alloggiare tutti e sette presso una camerata prefabbricata e mimetizzata a pochissimi chilometri dalla linea di confine, nella zona d’accesso al corridoio stradale verso il CP Bravo. Dopo due mesi di addestramento specifico ed avanzato, cominciammo il nostro lavoro nei tre turni di servizio predisposti per gli osservatori. Maxi era il nostro capo e la sua capacità di osservazione era sottolineata dal colpo d’occhio sovrannaturale, era capace di girare la testa per chiedere la borraccia e notare qualunque cosa si muovesse fuori o dentro il punto di osservazione. Poco lontano torreggiava una vecchia BT11 che avrebbe dovuto essere sostituita da una più solida BT9. In quella zona commerciavano, non solo i residenti d’oltre confine, ma c’erano anche dei camion che si dice provenissero da un altro paese dell’Est, gente che entrava ed usciva aggirando i controlli, con la complicità delle guardie di confine. Una notte giunse un camion su cui c’erano delle persone, scesero dal cassone con le mani legate dietro la schiena, uomini donne e qualche ragazzo, era notte e pioveva forte, non si distingueva molto nonostante l’attrezzatura a disposizione. Alcune di queste persone vennero allontanate dal autocarro e, non appena furono a una ventina di metri gli spararono alla schiena, lasciando due donne accucciate e vive affianco ad una ruota del camion. I due uomini buttarono entrambe a terra le sigarette e andarono a recuperare i corpi, ammucchiandoli lì dov’erano dietro l’autocarro, poi presero le due donne per le braccia, piangenti e forse imbavagliate, le spogliarono sotto la pioggia, le violentarono e si presero gioco di loro, le insultarono forse e le schiaffeggiarono deliberatamente. Fecero con loro tutti i porci comodi, poi nel giro di circa venti minuti, la scena mutò di colpo, i due uomini ripresero le armi e le freddarono, così come se nulla fosse, come dare un calcio ad una lattina vuota. Noi assistemmo interamente alla scena, restammo immobili nel nostro posto di osservazione, impossibilitati nel fare qualunque cosa, del resto non eravamo autorizzati ad intervenir in nessun modo, potevamo solo osservare e rabbrividire e purtroppo, fummo spettatori di quello spettacolo orrendo organizzato apposta per essere visto da noi, probabilmente senza una ragione, senza un perché obiettivo, solo per mostrare quello che loro potevano fare. Il camion si accese, sgasò a fondo un paio di volte e ripartì e Maxi mi ordinò di uscire con lui, gli risposi che non potevamo, lui disse che sarebbe andato anche da solo. Lo seguì nella notte, arrivammo sul luogo disarmati, sicuramente osservati dalle torrette presenti, c’erano i cadaveri e le due linee lasciate dagli pneumatici sul fango. Osservammo i cadaveri a terra, poi Maxi mi ordinò di tornare a prendere due pale, percorsi il chilometro e mezzo all’andata e al ritorno con il cuore in gola, ma tornai con le pale. Seppellimmo sotto un mucchio di fango solo le due sorelle, quelle violentate, erano due donne abbastanza giovani che si assomigliavano, potevano avere sulla trentina entrambe. Non potevamo seppellire tutti i corpi, avevamo il timore che la cosa potesse innescare una qualche reazione e trasformare il tutto in una gigantesca trappola. Trovammo il modo di mettere anche due croci fatte coi rami. Ora le croci sono in cemento. Sono sempre due, piantate lì forse nello stesso posto dove le avevamo messe noi, non so di preciso, delle torrette non c’è più nulla, dei bunker e dei prefabbricati neppure una traccia. È come se fosse stata cancellata una pagina di storia. Piove come allora, infiliamo la tuta antipioggia e il casco, accendiamo le moto e ce ne andiamo. Non so perché sono venuto qui, ma credo che ci tornerò. |
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Post n°435 pubblicato il 07 Marzo 2013 da egos3
Sfasciare tutto è facile, si butta via tutto a mazzate, colpendo a destra e a manca e indiscriminatamente. Poi arriva il momento della ricostruzione e lì cominciano i primi problemi, idee confuse, mediazione che non si voleva, insomma un insuccesso galattico. Questo è ciò che accade ora. Il movimento vorrebbe cambiare tutto, ma forse non hanno capito che per cambiare devono essere dentro al parlamento, non fuori. Sta storia di uscire dall’ euro poi, è davvero una pantomina senza senso. Un paese come l’Italia, povero di tutto, che deve comprare di tutto, ma ce lo vedete voi a comprare in euro e a rivendere in lire? Sarebbe un successo economico senza precedenti no? Comprare in euro o dollari e rivedere in lire: fantastico! Uscire dall’euro sarebbe una dimostrazione di mancanza di serietà senza eguali, chissà quanti sarebbero gli investitori disposti ad investire euro in Italia per guadagnare in lire: scapperebbero tutti! Ultima considerazione, ma così, da uomo qualunque, io non ci capisco un tubo di economia cerco di ragionare e basta, mi piacerebbe chiedere a qualcuno della massa di esultanti girini: che debito abbiamo noi in Italia, si parla di 2.000 miliardi di euro no? Ok, diciamo che depreziamo la lira di un 20% rispetto all’euro, ok? Vuol dire che l’operazione ci costerebbe 400 miliardi di euro di debito pubblico, solo per aver fatto della campagna elettorale qualunquista! Ripeto, distruggere tutto è facile, ricostruire è un po’ più difficile e farlo meglio di prima, è un’impresa improba! |
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Post n°434 pubblicato il 05 Marzo 2013 da egos3
Dire che i politici sono tutti ladri, significa dire una cosa senza valore e non contestualizzata, è come dire che gli italiani sono tutti mafiosi o che gli islamici sono tutti estremisti, che i grillini sono tutti intelligenti. Non ha senso. Dire che non esiste più Destra ne’ Sinistra, vuol dire giustificare la propria ignoranza e non voler entrare nel merito di pensieri che non si conoscono, è il salvagente per chi non si è mai informato, per chi non ha mai voluto sapere, per chi ha sempre scelto per “sentito dire”, per chi non legge i giornali, per chi non ascolta il TG, per chi votava i celoduristi e adesso vota un movimento come un altro. Purché sia un movimento populiista e qualunquista, ovvio. "Non faremo inciuci" sembra una cosa bella, ma se significa che non si vuole stringere accordi, se non si ha idea del fatto che la politica è l’arte della mediazione, che cazzo ti sei presentato a fare in politica, il Duce? "Chiunque si sia iscritto al Movimento deve rispettare le regole, altrimenti è fuori": della serie mille regole e un cervello solo? Bastavano dei pupazzi quindi. Bene, ora ce li hanno. "Faremo un referendum sull’euro!" Certo, cavalcare l’opinione comune che fuori dall’euro si possa stare meglio è una cosa che hanno fatto in molti che non capiscono una fava di economia, ma quando sui mercati europei e mondiali non saremo capaci di garantire la tenuta della nostra moneta e l’inflazione diventerà inarrestabile, a chi ci rivolgeremo? Ai pupazzi, ovvio. "Votiamo le leggi che ci piacciono" è una cosa ovvia, ma piacciono a chi? Se il singolo deputato non conta un tubo e il riferimento è l’uomo mascherato o la sua ombra grigia, cosa faranno gli eletti dal popolo? Si telefoneranno tra loro e poi al capo? Si scambieranno messaggini? Allora è vero: bastavano dei pupazzi (2). Non parlare coi giornalisti italiani non significa essere liberi, vuol dire desiderare che le cose siano comunicate tardivamente al popolo italiano. Dobbiamo abbandonare l’idea che fare politica sia solo una questione relegata ai politici di professione, due legislature bastano. Di certo però, non è meglio la versione “dilettanti allo sbaraglio” a cui stiamo assistendo. Così, bastavano davvero dei pupazzi (3) Non sempre la maggioranza ha ragione e non sempre sceglie il meglio, la maggioranza spesso sceglie Barabba o segue gli impulsi della fame. Se ci aggiungiamo che un elettore italiano su quattro, ha avuto ancora il coraggio di scegliere il buffone di Arcore, capiamo bene come metà dei nostri concittadini elettori si siano praticamente bevuti l’ultimo neurone in circolazione. I veri pupazzi, sono loro. Ho visto che nelle piazze spesso sventolano striscioni con scritte del tipo “viva i populisti”. Se l’essere populisti fosse una bella cosa o, quantomeno fosse accettabile, comprenderei l’esaltazione, ma questa purtroppo è solo la conferma che molti tra i populisti del movimento, sono anche dei grandissimi ignoranti. Su Facebook, sta impazzando un tormentone denominato “Se c’era Renzi…” e molti del PD, hanno votato il movimento proprio in seguito alla sconfitta di Renzi alle primarie. Ebbene, fare le primarie è democratico, non accettare la sconfitta è da stupidi e votare contro il partito per il quale si è votato alle primarie dimostra come molti siano traditori e voltagabbana nell’animo, nel Dna, dimostra non solo l’ignoranza di molti elettori, ma anche l’immaturità di chi accetta delle regole e poi non sa accettare il responso. A questi va il mio più profondo disprezzo. Peggio c'è solo chi si è aggiudicato l'asta per la giacca del celeste (cazzo, proprio non ce la faccio a scriverlo maiuscolo) |
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Post n°433 pubblicato il 04 Marzo 2013 da egos3
Quale allegria Quale allegria (L. Dalla) |
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Post n°432 pubblicato il 02 Marzo 2013 da egos3
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Post n°431 pubblicato il 01 Marzo 2013 da egos3
Ogni mattina, quando mi sveglio e poi mia alzo, come molti Italiani passo dieci minuti del mio tempo in bagno a dare un occhiata al giornale e stamattina, come altre volte ho trovato una vecchia copia del settimanale Donna Moderna, giornale letto da mia moglie e da molte altre donne in Italia. Come tutte sapranno bene, nell’ultima pagina ci sono dei commenti succinti ma molto determinati, di Fabrizio Rondolino, giornalista a cui piace dondolarsi in situazioni di equilibrio instabile, nelle quali prima si sbilancia in un senso nella breve valutazione di una notizia, per poi concludere nel senso opposto con un giudizio diametralmente contrario a quanto affermato inizialmente, cioè il classico colpo al cerchio e alla botte. Faccio un esempio: come detto la copia di Donna Moderna di stamattina era vecchia e Rondolino riportava e commentava la notizia dell’esternazione di Berlusconi a proposito di Mussolini, quando disse che non tutto quello che fece il Duce fu male. Rondolino inizia il suo commento dicendo che in effetti l’esternazione è stata sbagliata, sia per scelta del momento che per contenuti però afferma, che la cosa che più lo stupisce, è l'incapacità del nostro paese di non sapper fare i conti con la storia e non saper riconoscere ciò che di buono fece Mussolini che fu in definitiva, l’inventore del welfare. A quel punto, ho posato il giornale e ho educatamente tirato lo sciacquone. Rondolino ha fatto il suo effetto anche stamattina, questo è certo. Se mi trovassi davanti il signor giornalista, gli direi quanto segue: se avessimo la possibilità di valutare qualunque persona, credo che non sarebbe difficile, anzi sarebbe praticamente impossibile trovare una sola persona che nella propria vita abbia agito solo facendo del male. Probabilmente anche Riina, Hitler, Pinochet, Stalin, Pol Pot, in un momento preciso della loro vita, abbracciando un figlio o un nipotino, avranno avuto un gesto d’affetto e d’amore, probabilmente avranno regalato un fiore ad una donna, o avranno salutato con un bel sorriso un amico, forse qualcuno di loro avrà anche offerto del lavoro ad un disoccupato, perché chiunque nell’arco della propria vita, riesce a combinare qualcosa di buono, ma mio caro signor Rondolino, se il bene che ognuno di noi elargisce al mondo, soggiace al servizio di una causa che persegue il male, non è bene a fin di bene ma a fin di male. Altrimenti sarebbe come dire che se rubassi dei soldi ad una vecchietta, picchiandola e ferendola, ma poi con quegli stessi soldi facessi dell’elemosina ad un extracomunitario, dovrei essere parzialmente perdonato perché con quei soldi avrei fatto del bene. invece non è così e le cronache scritte da giornalisti seri e preparati, parlerebbero di me come di un ladro, come grazie a dio, la storia parla di Mussolini come di un dittatore che ha tolto la libertà ad una nazione intera. In sintesi, signor Rondolino, io mi stupisco di lei e non della memoria storica del nostro paese che anzi è grato alle valutazioni totalmente negative che ancora oggi si fanno sul fascismo, la cosa sorprendente invece è lei, è incredibile come sia capace di trovare motivazioni risibili per sostenere tesi altrettanto risibili. In buona sostanza credo che lei non sia affatto un buon opinionista ne’ un saggio revisore della storia, credo solo che lei sia troppo superficiale, un male informato che ignora la storia. E per un giornalista non è poco |
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Post n°430 pubblicato il 28 Febbraio 2013 da egos3
Bene, il voto c’è stato, ci sono state le sorprese , ora è tempo di lavorare. Bisogna formare un governo per la guida del paese, occorre governare e lanciare un messaggio di tranquillità ai mercati, perché non si governa coi “vaffa” ma si governa con le leggi. Il m5s si presenta già abbastanza diviso, una buona parte degli elettori disapprova la scelta d’intransigenza di Grillo, “se vuoi governare devi stare al governo” dicono, e come si potrebbe dare loro torto? Qualcuno rincara la dose “non sprecare il nostro voto, votiamo via internet la decisione se appoggiare oppure no un governo del PD”. Il vero problema è che abbiamo tre tipi di maggioranza: abbiamo la compagine più numerosa, quella di centrosinistra, abbiamo il partito più votato il m5s, abbiamo la maggioranza necessaria non raggiunta al senato. Quali sono le soluzioni? Per me una sola e si chiama governissimo. Non c’è altra scelta, se il PD si appiattisce sulle posizioni del m5s si suicida e segna l’inizio della sua morte che tutti gli elettori di sinistra, non vogliono, per contro se il m5s si dovesse appiattire sulle posizioni del PD correrebbe il rischio di scomparire a sua volta e reindirizzare il proprio elettorato addirittura verso destra, l’unico altro partito populista. Il PDL è fuori dai giochi, fatto salvo che si è confezionato una legge elettorale che lo tiene miracolosamente in gara e ne può fare l’ago della bilancia (purtroppo). Quindi non c’è altra scelta che prendere la strada di un governo di transizione, che provveda prima di ogni altra cosa a dare un governo a questo paese e subito dopo (ma “dopo” in questo caso ha un valore puramente indicativo) a varare una nuova legge elettorale, che ci porti nel 2014 a nuove elezioni. È il momento della presa di coscienza di una situazione difficile, disperata forse, non è il caso di fare i finti duri, perché coi finti duri, si fa solo un salto nella merda e i primi a sperimentare il salto sono i cittadini responsabili di questo sciagurato voto, da un lato se lo meriterebbero, dall’altro spero di no per chi come me, non ha votato per nessuno dei due buffoni (e non lo dico con sarcasmo, ma con estrema amarezza). Ci vuole umiltà, coscienza e senso di responsabilità. Di tutti |
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Post n°429 pubblicato il 26 Febbraio 2013 da egos3
Alla luce dei fatti, penso che il tipico votante pidiellino, escludendo gli anziani e i rincoglioniti senili ai quali va comunque un po' del mio rispetto, sia il classico menefreghista globale, colui che non capisce un cazzo della politica, il razzista viscerale, quello che parla senza dire nulla e solo per sentito dire, il disinformato, quello che non paga le tasse, quello che ti frega perché il mondo è dei furbi, il calciofilo idiota che sa tutto della coppa merda del 1987 ma anche di quella 1956, il moralista senza etica, il cattolico bestemmiatore, lo sfruttatore di manodopera a basso costo, il puttaniere che si sente figo perché lui ciula, il guidatore invadente e che se ne frega dei limiti,quello che "i sindacati ci mangiano sopra", la classica persona che se ti giri un istante, prova ad incularti. |
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Post n°428 pubblicato il 25 Febbraio 2013 da egos3
Sono deluso, profondamente deluso. Avrei potuto pensare di tutto, avrei potuto credere al successo di Monti, Ingroia, Grillo, ma mai, mai sarei stato capace di pensare che con un colpo di spugna gli italiani avrebbero cancellato definitivamente, i processi, gli scandali internazionali, i bunga bunga, le nipotine di mubarak, le gesta del peggior politico del dopo guerra e fossero capaci di riconsegnare l'italia a Berlusconi. Sono profondamente colpto dall'ignoranza dei miei connazionali e il mio rispetto per le idee degli altri finisce qui. Mi fa schifo, l'essere ialiano. |