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FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

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INCENERITORI

Inceneritori:La legge di Lavoisier applicata ai rifiuti: La legge di Lavoisier (o di costanza delle masse nelle reazioni chimiche) ci dice che “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante”. Il che significa che è possibile trasformare le sostanze, ma non annullare la loro massa. Dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: - una tonnellata di fumi - 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali - 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) - 650 kg di acqua sporca (da depurare) - 25 kg di gesso Nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, viene insegnato in seconda media, eppure, in modo bipartisan, i nostri politici sono ancora suggestionati dal “mito prometeico”.
 

HERMANN DALY

Hermann Daly, uno dei fondatori dell' economia ecologica fornisce la seguente ricetta per una economia sostenibile (notare bene che parla di "economia" e non "sviluppo")

1-Sfruttare le risorse rinnovabili ad un ritmo che non superi la capacità di rigenerazione dell' ecosistema.
2-Limitare l'uso di tutte le risorse, in modo da produrre un livello di rifiuti che possano essere assorbiti dall'ecosistema
3-Sfruttare le risorse non rinnovabili ad un ritmo che, per quanto possibile, non superi il ritmo di introduzione di sostituti rinnovabili

 

 

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Salva l'orso

Post n°919 pubblicato il 02 Giugno 2014 da emergenzambiente
 
Tag: orso
Foto di emergenzambiente

 

 

 

 

 

 

Foto di emergenzambiente

SULL'APPENNINO RIDOTTI DELL'80% I DANNI PER CHI USA I RECINTI "SALVA/ORSO"

OLTRE 500 RECINTI INSTALLATI SU ALPI E APPENNINI
PRIMI RISULTATI POSITIVI DEL PROGETTO LIFE ARCTOS

LA RICETTA SALVAORSO RACCONTATA SUL WEB CON IL DOCUMENTARIO INEDITO
"INSIEME PER L'ORSO", realizzato dal WWF per il progetto LIFE Arctos
Spettacolari immagini di decine di orsi diversi, con testimonianze di allevatori, agricoltori ed esperti

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=sXGtvNqKU_0

Soluzioni in grado di difendere la biodiversità, in particolare i grandi carnivori, e le attività economiche come l'allevamento, esistono e funzionano. Lo dimostrano i risultati positivi ottenuti a tutela dell'Orso bruno dal progetto europeo LIFE Arctos che ha realizzato in questi ultimi 4 anni una grande opera di prevenzione installando oltre 500 recinti salva-orso tra le Alpi e gli Appennini e raccontati del documentario "Insieme per l'orso" , realizzato dal WWF nell'ambito del progetto. L'intero documentario è disponibile sul canale https://www.youtube.com/watch?v=sXGtvNqKU_0
I risultati (vedi scheda allegata) delle attività portate avanti dal Progetto LIFE Arctos dimostrano che la prevenzione con uso delle recinzioni, l'uso di cani da guardiania, la sorveglianza delle greggi sono la strada da intraprendere per una sana e responsabile gestione del conflitto diretto con i grandi carnivori e che le politiche di indennizzo devono necessariamente tenerne conto. Il WWF si augura che questi dati rappresentino un incentivo anche per i paesi confinanti, come la Svizzera, dove in questi giorni ha trovato rifugio l'orso denominato M25 proveniente dal Trentino Alto Adige che in territorio elvetico però rischia la vita. A questo proposito è stata lanciata una petizione alle Autorità svizzere dal WWF Svizzero:http://www.wwf.ch/it/attualita/campagne/petizione_orso/petizione_orso_azione/. In Italia, come ovunque nel mondo, il conflitto tra grandi carnivori e attività umane, in particolare quelle zootecniche, costituisce la più importante ragione delle continue persecuzioni dell'uomo nei loro riguardi e rappresenta pertanto una delle principali, se non in alcuni casi la principale, minaccia per la conservazione di queste specie nel lungo periodo.

"In Italia, i circa 200 recinti elettrificati salva-orso installati nel solo Appennino grazie al progetto LIFE Arctos hanno ridotto dell'80% i danni denunciati da parte di quegli agricoltori e allevatori che ne stanno facendo uso", ricorda Dante Caserta, Presidente del WWF Italia presentando in anteprima PER IL WEB il documentario che riassume le tante attività e l'impegno che il progetto LIFE Arctos sta dedicando all'Orso e alle iniziative strategiche per salvare le due popolazioni italiane di orso bruno residue sulle Alpi e sugli Appennini. Realizzato dal WWF Italia con la regia di Alessandro Di Federico, che ha impiegato oltre 2 anni di riprese, il filmato mostra con splendide immagini diversi esemplari di Orso bruno ripresi nel proprio territorio della popolazione alpina e appenninica, tra cui ben 18 orsi marsicani, praticamente un terzo circa della popolazione appenninica stimata. Il valore aggiunto del documentario e- dato anche dalle numerose testimonianze di agricoltori, allevatori, forestali, amministratori locali, esperti di fauna e partner del progetto che raccontano in prima persona l-efficacia delle ricette salva/orso. In particolare, le riprese di Orso sono state condotte con la massima cautela in maniera da non invadere il loro campo di azione, grazie ad una sofisticata attrezzatura in grado di riprendere gli animali anche a chilometri di distanza: è stato così possibile documentare a distanza, dall'area di sosta della Camosciara, nel comune di Civitella Alfedena, una femmina di Orso marsicano seguita dai suoi due cuccioli mentre perlustra il Monte Mattone, uno dei più suggestivi paesaggi del Parco nazionale d'Abruzzo.

WWF CHIEDE L'IMPEGNO DELLE ISTITUZIONI
"Quella dell'Orso bruno marsicano", continua Dante Caserta, "è una popolazione che oramai sopravvive solo nell'appennino centrale, in un territorio compreso tra Lazio, Abruzzo, Marche e Molise, più che altro concentrata all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di un animale unico al mondo, una popolazione ben distinta da tutte le altre, con sue proprie caratteristiche morfologiche e comportamentali e sempre più a rischio di estinzione senza un intervento immediato delle Autorità che gestiscono questo territorio sulle minacce oggi rappresentate anche dalla diffusione di malattie infettive. È di sole poche settimane fa la morte di una giovane orsa a causa della tubercolosi, una situazione di pericolo per la quale ci attendiamo che anche il Ministero della Salute faccia la sua parte. Questa morte, infatti, rappresenta un danno incalcolabile per la popolazione appenninica, una perdita causata dal mancato intervento tempestivo in presenza di acclarate patologie infettive. L'orso marsicano, come tutte le specie più a rischio del nostro paese, ha bisogno di decisioni rapide, tra cui la chiusura dei pascoli a rischio e l'adozione di piani di controllo straordinario degli allevamenti e della fauna selvatica. Tra le altre gravissime minacce finora sottovalutate ancora persiste la diffusione di bocconi avvelenati, una forma di bracconaggio pericolosa per l'intera catena alimentare della fauna selvatica, così come sono presenti diverse infrastrutture realizzate e in progetto che riducono l'areale dell'Orso".

Discorso a parte merita l'attività venatoria sulla quale il WWF confida nei passi che si stanno intraprendendo , per arrivare a controllare e regolamentare strettamente quelle forme di caccia, come la braccata, pericolose per l'Orso, creando con i cacciatori quei momenti di confronto e di crescita culturale; un esempio in questo senso sembra essere il nuovo accordo siglato ieri dal Ministro dell'Ambiente Galletti con le associazione venatorie a cui devono seguire azioni e4d impegni concreti.

Roma, 30 maggio 2014
Ufficio Stampa WWF Italia, 06 84497213/265 , 02 83133233 - 329 8315718


SCHEDA INFORMATIVA

IL PROGETTO LIFE ARCTOS E L'ANALISI DEI RISULTATI
Il progetto europeo LIFE Arctos http://www.life-arctos.it/home.html , partito nel 2011 per concludersi quest'anno, ha riunito diversi soggetti che hanno avviato una serie di interventi strutturali, sia sulle Alpi che in Appennino, per favorire la convivenza delle attività umane con la presenza dell'orso, in linea con quanto previsto dai piani d'azione sviluppati per la tutela di questo grande carnivoro.
Grazie al progetto è stata realizzata un'indagine approfondita sui danni al patrimonio zootecnico e sull'efficacia delle politiche di gestione del conflitto portate avanti negli ambiti amministrativi e nelle aree protette interessate dalla presenza dell'Orso, ed in alcuni casi coincidenti anche con la presenza di un altro importante predatore presente in Italia: il Lupo. E' stato poi prodotto un documento di indirizzo con le indicazioni per la gestione del conflitto utili per enti ed amministrazionie sviluppata un'attività di messa a sistema di adeguati strumenti di prevenzione per contenere i danni e mitigare il conflitto.
In particolare il progetto ha concesso in comodato d'uso gratuito recinti elettrificati salva-orso alle diverse attività agrosilvopastorali nei territori interessati dal progetto.

Sulle Alpi come nelle aree del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e nelle zone limitrofe, tra il 2011 ed il 2013 sono stati complessivamente consegnati oltre 500 recinti elettrificati, tra stanziali ed amovibili, utilizzati nei diversi compartimenti produttivi (allevamento, agricoltura, apicoltura, ecc.), di cui in Appennino il 75% oggi ancora operativo. Nelle prime analisi condotte nelle aree appenniniche è stata operata una suddivisione dei dati in base alle richieste di indennizzo per anno ed alle somme elargite per specie per anno. In entrambi i casi si evidenzia che la specie che interessa il maggior numero di richieste e di indennizzi reali è il Lupo (mediamente il 66,30% delle richieste annue ed il 65,40% dei risarcimenti per anno), mentre l'Orso interessa una frazione minore sia delle richieste di indennizzo (mediamente il 29,87% per anno) che degli indennizzi elargiti (mediamente il 33,07% per anno).

Efficacia per il comparto allevamento.
Sono stati consegnati 136 recinti amovibili, di cui 114 messi in funzione ed operanti costantemente, a 128 aziende o soggetti operanti nel campo dell'allevamento, di cui 45 interessate da danni. È stata pertanto considerata, al fine di evidenziare l'efficacia dei recinti, la media annua dei danni prima e dopo l'entrata in funzione dei recinti rilevando un'efficacia molto alta,con una riduzione, tra i due periodi, dell'82,64% delle richieste di indennizzo liquidate, ed una significativa differenza tra i due periodi.

Efficacia comparto agricoltura.
Sono state considerate 24 aziende o persone fisiche che hanno avanzato richieste di indennizzo, poi liquidate, alle quali sono stati consegnati dei recinti. L'analisi dei dati evidenzia un'efficacia molto alta, considerando la media annua dei danni per azienda prima e dopo l'utilizzo dei recinti, con una riduzione del 81,25% degli indennizzi.

 
 
 
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Data di creazione: 05/04/2008
 

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CARTINA PETROLIO AGGIORNATA AL 2011

 

FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

PETROLIO CHI DECIDE COSA

Lo schema delle autorità competenti può essere riassunto così: -La Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie è la massima autorità nel campo energetico nazionale nell’attribuire i titoli minerari. Nel suo ambito opera l’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e Geotermia (UNMIG), con tre uffici periferici a Roma, Bologna e Napoli, al quale è demandato il compito del rilascio dei permessi, delle concessioni e il controllo delle attività produttive. -Il Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e la Geotermia è il principale organo consultivo del Ministero dell’Industria in materia. E’ nominato per decreto dal Ministro dell’Industria e dura in carica per tre anni. Il Comitato esprime un parere, peraltro non vincolante, sull’assegnazione dei titoli minerari richiesti in concorrenza, e valuta le varie situazioni su cui è chiamato a pronunciarsi, quali la variazione dei programmi di lavoro, l’unificazione degli stessi fra titoli adiacenti interessati alla stessa tematica, l’assegnazione di concessioni di coltivazione alla società o gruppo che ha scoperto il giacimento ecc. Le riunioni del comitato avvengono a intervalli trimestrali. -Il Ministero dell’Ambiente, attraverso la Direzione Generale della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è l’istituto preposto a fornire la valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto industriale e quindi anche di quello relativo al settore degli idrocarburi. Si avvale anche del parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, competenti territorialmente. Alcune competenze specifiche sono demandate direttamente alle Regioni interessate e attraverso deleghe, a Provincia e Comuni.
 

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A ME GLI OCCHI

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
1 - La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare.
3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi.
4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato.
5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente.
6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….
7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...

9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta

10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Noam Chomsky
Fonte: www.visionesalternativas.com.mx