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INCENERITORI

Inceneritori:La legge di Lavoisier applicata ai rifiuti: La legge di Lavoisier (o di costanza delle masse nelle reazioni chimiche) ci dice che “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante”. Il che significa che è possibile trasformare le sostanze, ma non annullare la loro massa. Dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: - una tonnellata di fumi - 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali - 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) - 650 kg di acqua sporca (da depurare) - 25 kg di gesso Nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, viene insegnato in seconda media, eppure, in modo bipartisan, i nostri politici sono ancora suggestionati dal “mito prometeico”.
 

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Nel cuore del problema

Post n°267 pubblicato il 22 Novembre 2009 da emergenzambiente

immagine:http://ffffound.com/image

dal blog di Apocalisse Italia:

...............

Energia, spazzatura, sanità e terremoto sono i temi che più occupano i nostri politici. Perché ? Ci dicono sempre che sono delle emergenze. Ma sarà vero ? Io no ci credo più. Io dico che sono le grandi bufale che ci vendono tramite giornali e telegiornali. Se uno vuole prendere delle decisioni impopolari cosa fa ? E se vuoi fare il maxi inciucio tra politica e amico imprenditore ? Semplice, ormai si spaccia tutto per una emergenza, e allora si può fare tutto.Ho degli amici degli amici che vogliono fare un inceneritore, perché incenerire vuol dire guadagnare un sacco di soldi. La monnezza abbonda e che ci sarà sempre, un business sicuro. Gli inceneritori sono un modello di business a rischio zero visto che lo stato ti da pure iCIP6: contributi pubblici che dovevano essere destinati alle energie rinnovabili e che poi sono stati estesi a "rinnovabili e assimilabili". E grazie alla parola "assimilabile" ci entra di tutto, inceneritori, turbogas e energia di scarto delle raffinerie. I Moratti e l'Eni, per dirne alcuni, prendono soldi CIP6.


E i CIP6 sono sovvenzionati dai cittadini con una speciale tassa sulle loro bollette energetiche del 6-7% del loro totale. Togliere ai cittadini per dare alle varie bande legalmente organizzate, come se in Italia non pagassimo già troppo le bollette energetiche. Lo stato al servizio di pochi, LEGALMENTE.

E allora, visto che il business e' perfetto l'unico problema e' farle costruire queste macchine spargi cancro. Il problema e' convincer eil cittadino che e' una cosa utile e che gli serve. Come si fa? Se una regione ricicla il 50% dei rifiuti lo puoi giustificare economicamente un inceneritore ? Certo che no. Allora la raccolta differenziata e' meglio che non ci sia e che non si faccia. Educare il cittadino al riciclaggio ? No, meglio di no. E' controproducente. Pianificare per tempo le discariche ? Ancora, meglio di no, se non come fai a creare l'emergenza ? Nel vastese in questi giorni c'e' l'emergenza discariche, che tradotto vuol dire che siamo all'emergenza che precede l'inceneritore con l'inciucio politico-imprenditoriale collegato. Guarda caso l'emergenza discarica nel vastese e' scoppiata dopo l'insediamento della giunta Chiodi che e' notoriamente favorevole agli inceneritori (notare il plurale).

A Campobasso, l'eroe abruzzese Marrollo chiude la divisione prefabbricati di Mafalda. Usano la scusa della crisi per chiudere una fabbrica. Ancora una volta hanno la scusa perfetta, come fai a contestare che c'è la crisi ? Eppure i dipendenti dicono che solo ora hanno scoperto che il piano per fare un impianto a biomassa era stato avviato 2 anni fa, quando scoppiavano di lavoro. Mistero Marrollo, presidente della Confindustria Abruzzo, altro cortocircuito politica-potere-controllo-controllato. E la gente va a casa disoccupata.

L'emergenza crisi e' un altra grande opportunita' per ristrutturarsi, chiudere le divisioni che non interessano piu', per licenziare e e spostare la produzione in paesi low cost a spese della cassa integrazione.

Altra emergenza: quei disgraziati di dipenti di Villa Pini. Gente che lavora e non viene pagata da mesi. Ma si può concepire in uno stato moderno ? A quanto pare si. Quanto tempo devono aspettare quei poveracci per essere pagati ? Perché non sospendiamo al consiglio regionale lo stipendio fino a quando lo avranno i dipendenti di Villa Pini ? Vediamo se poi l'emergenza dura più di una settimana.

Febbo, assessore regionale all'agricoltura dovrebbe occuparsi di difendere i contadini e il VALORE del loro lavoro. Invece si occupa di tutt'altro. Oggi lo ritroviamo a parlare di energia e di una centrale idroelettrica all'interno del Parco Regionale Sirente Velino. Ma come, e' un parco naturale !!! Appena eletto invece si occupo delle royalties del petrolio con una proposta di legge che voleva mettere d'accordo tutti. La teoria e' che siccome i comuni limitrofi non ci guadagnano niente dalle royalties, era meglio spartire la torta anche con loro. Che stratega. E intanto i contadini che lui dovrebbe difendere non sono rappresentati da nessuno e vengono pagati una miseria per i loro prodotti. Si spaccano la schiena e fanno il lavoro più duro di tutti e subiscono il prezzo imposto dai grandi distributori. Febbo intanto si occupa di petrolio. E allora e' di oggi la notizia che un centinaio di trattori di allevatori sono pronti a marciare su Roma perché dicono che non sono difesi da nessuno. Come dargli torto ? Spero che scarichino tanta merda davanti ai palazzi delle istituzione, ma conoscendo certi soggetti che ci sono dentro, sono sicuro che troveranno il modo di fare soldi anche con quella!

Altro servizio vitale, altro mega-business. L'acqua e' l'affare del futuro e allora ecco servita la privatizzazione dell'acqua. E sia a livello nazionale che locale, con il grande statista Chiodi in prima fila che si avvia alla centralizzazione dell'acqua in Abruzzo. Dicono che e' per risparmiare poltrone, ma il problema del numero di poltrone e' marginale. Il problema e' che le poltrone vengono gestite dalla politica per fare il sistema di potere e per creare tutti gli inciuci sulla spartizione del "potere ad poltrona". Se su quelle poltrone ci avessero messo delle persone preparate, e non i soliti trombati elettorali e raccomandati, forse oggi avremmo un sistema idrico efficiente e non ci sarebbe bisogno di riformare un bel niente. Ancora una volta si crea una emergenza, quella dello spreco, per giustificare il fallimento della politica e dei suoi metodi d'inciucio.

Dalla sanità all'acqua lo slogan e' sempre lo stesso: unico ente centralizzato per gestire torte sempre piu' grandi con la scusa del risparmio. Ancora una volta si cerca di mettere una pezza a decenni di mala politica che ha interferito alla grande sul sistema sanitario, che lo ha comandato dettando assunzioni di medici, primari e amministratori. Hanno interferito da sempre sulla gestione della sanita', e ora la colpa della "cattiva organizzazione" di chi e' ? Dei troppi manager ? Benvenuti allo scarica barile, sempre per nascondere i propri limiti e incapacità.

E i pozzi di petrolio ? Le raffinerie come facciamo a farle ? Ancora con l'arma del ricatto dell'emergenza lavoro. Non c'è lavoro e arriva l'Eni o la Petrceltic o la ECOPETROLI. Stendete il tappeto rosso ci portano una manciata di posti di lavoro. A Ortona una classe dirigente ignorante, corrotta e al servizio solo del proprio portafoglio ha spalancato le porte ai petrolieri pur di far arrivare le navi in porto. Gli interessi di pochi ( ma proprio pochi) su quelli di tutti spacciati per una emergenza, tanto per cambiare.

Il terremoto ? E' una grande emergenza ma fare prevenzione non porta voti. Meglio aspettare che cada tutto cosi' puoi andare in tv a tagliare nastri e consegnare case agli sfollati di giorno. Poi di notte tanto puoi andare a puttane sperando che non ti beccano. E intanto dopo un terremoto cosa fai, ti metti a fare le gare d'appalto ? No, tutto con trattativa diretta nell'apoteosi della politica dell'inciucio.

Energia, acqua, spazzatura, sanità: questi i temi che saranno sempre più centrali perché e' li che adesso e in questi anni ci sarà da spartirsi un sacco di soldi. Ovviamente al cittadino generico medio faranno credere che ci sono delle emergenze per poter giustificare inceneritori, privatizzazioni e pozzi di petrolio.

Avanti Italia.

Aggiuntadel 13/9/2009: l'ultima emergenza nazionale e' quella dei processi. Alle elementari tutti hanno potuto imparare A,B,C e poi "i processi durano una vita". Possibile che siano una emergenza solo oggi ? E' da una vita che e' cosi'. L'emergenza pero' e' cominciata il giorno dopo che il lodo Alfano e' stato dichiarato illegittimo. Possibile che il normale cittadino non veda queste cose ? E come risolvo il problema ? Ennesima presa in giro, e non e' questione di DX o SX, e' questione di serietà e professionalità. Ma in Italia e' una utopia usare queste espressioni.

Altra emergenza rifiuti rilanciata dalle pagine del Messaggero a Pescara: "Emergenza Rifiuti, Pescara come Napoli ?" titola oggi il messaggero. Avanti..

 
 
 
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INFO


Un blog di: emergenzambiente
Data di creazione: 05/04/2008
 

CARTINA PETROLIFERAA

FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

PETROLIO CHI DECIDE COSA

Lo schema delle autorità competenti può essere riassunto così: -La Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie è la massima autorità nel campo energetico nazionale nell’attribuire i titoli minerari. Nel suo ambito opera l’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e Geotermia (UNMIG), con tre uffici periferici a Roma, Bologna e Napoli, al quale è demandato il compito del rilascio dei permessi, delle concessioni e il controllo delle attività produttive. -Il Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e la Geotermia è il principale organo consultivo del Ministero dell’Industria in materia. E’ nominato per decreto dal Ministro dell’Industria e dura in carica per tre anni. Il Comitato esprime un parere, peraltro non vincolante, sull’assegnazione dei titoli minerari richiesti in concorrenza, e valuta le varie situazioni su cui è chiamato a pronunciarsi, quali la variazione dei programmi di lavoro, l’unificazione degli stessi fra titoli adiacenti interessati alla stessa tematica, l’assegnazione di concessioni di coltivazione alla società o gruppo che ha scoperto il giacimento ecc. Le riunioni del comitato avvengono a intervalli trimestrali. -Il Ministero dell’Ambiente, attraverso la Direzione Generale della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è l’istituto preposto a fornire la valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto industriale e quindi anche di quello relativo al settore degli idrocarburi. Si avvale anche del parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, competenti territorialmente. Alcune competenze specifiche sono demandate direttamente alle Regioni interessate e attraverso deleghe, a Provincia e Comuni.
 

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MORATORIA IDROCARBURI

Sappiamo che è un diritto Costituzionale la tutela della salute di tutti i cittadini Sappiamo che è un diritto Costituzionale la tutela del paesaggio Sappiamo che esiste la legge sulla trasparenza, che ci da diritto di sapere, di esprimerci e di contribuire alle scelte che investono il nostro territorio Sappiamo di avere una burocrazia che sovrasta e asfissia lo stato democratico Sappiamo di avere strumenti di controllo inadeguati Sappiamo che il nostro codice penale è ancora il Codice Rocco ( 1930 ), dove i nuovi crimini contro l'ambiente e quindi contro la specie umana non sono minimamente trattati Sappiamo dell'accordo di Kioto, e dell'impegno italiano Sappiamo che la nostra regione conserva il 30% di tutta la biodiversità Europea Sappiamo che il nostro territorio è tutelato per il 30%, quindi con vantaggi straordinari per finanziamenti EU verso attività di sviluppo basate sugli ecosistemi,e su attività sostenibili . Sappiamo cosa comporta divenire un distretto petrolifero : il proff. Nico Perrone( staff di Enrico Mattei )sulle attività estrattive : " Certamente esse arricchiscono le società estrattrici e talvolta i gruppi dirigenti locali. Tuttavia il petrolio non determina significativi incrementi dell’occupazione sui luoghi di estrazione. Esso produce invece devastazioni ecologiche di lunga durata" Pertanto, a fronte di quanto scritto e seriamente preoccupati per l'incidenza che avrà su tutto il territorio abruzzese, visto che ne sarà interessato ben il 35%, chiediamo, (con determinazione), una moratoria immediata in terra e mare di tutte le concessioni petrolifere di introspezione e coltivazione, al fine di attivare una discussione quanto più allargata ad associazioni di categoria, comparti economici quali agricoltura turismo e artigianato, associazioni ambientaliste, associazioni dei consumatori, partiti, per decidere se è davvero così conveniente per noi e soprattutto per le generazioni future operare un tale stravolgimento dell'assetto produttivo del nostro territorio. Emergenza Ambiente Abruzzo