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FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

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INCENERITORI

Inceneritori:La legge di Lavoisier applicata ai rifiuti: La legge di Lavoisier (o di costanza delle masse nelle reazioni chimiche) ci dice che “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante”. Il che significa che è possibile trasformare le sostanze, ma non annullare la loro massa. Dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: - una tonnellata di fumi - 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali - 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) - 650 kg di acqua sporca (da depurare) - 25 kg di gesso Nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, viene insegnato in seconda media, eppure, in modo bipartisan, i nostri politici sono ancora suggestionati dal “mito prometeico”.
 

HERMANN DALY

Hermann Daly, uno dei fondatori dell' economia ecologica fornisce la seguente ricetta per una economia sostenibile (notare bene che parla di "economia" e non "sviluppo")

1-Sfruttare le risorse rinnovabili ad un ritmo che non superi la capacità di rigenerazione dell' ecosistema.
2-Limitare l'uso di tutte le risorse, in modo da produrre un livello di rifiuti che possano essere assorbiti dall'ecosistema
3-Sfruttare le risorse non rinnovabili ad un ritmo che, per quanto possibile, non superi il ritmo di introduzione di sostituti rinnovabili

 

 

NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le foto presenti sul blog sono dei rispettivi autori, nel caso violino i diritti d'autore saranno rimosse in seguito a pronta comunicazione.
 

 

La costa dei Trabocchi non può essere distrutta dal petrolio

Post n°910 pubblicato il 28 Aprile 2014 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

La costa dei Trabocchi non può essere distrutta dal petrolio

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

"Non siamo assolutamente d'accordo con le tesi di Confindustria Abruzzo, relativamente alle problematiche degli impianti di estrazione e raffinazione petroliferi che si vorrebbero realizzare con il progetto Ombrina mare 2 e con tanti altri nella nostra regione Abruzzese.

Ci sembra che la maggior parte degli operatori turistici ed agrituristici, nonché gli operatori agricoli e della trasformazione dei relativi prodotti sono contrari ad una eventuale scelta di "petrolizzazione" della nostra regione Abruzzo. In particolare, la costa dei trabocchi non potrebbe sopportare le conseguenze negativissime a diversi livelli (paesaggistici, ambientali, sociali, economici) che l'impianto Ombrina mare, a pochi km. dagli ormai famosissimi, anche a livello internazionale, Trabocchi, ( "Brand turistico" per tutta la regione) porterebbe con se.

Non siamo contrari ad uno sviluppo integrato della Regione, come affermato da confindustria, ma pensiamo solo e solamente che, specialmente in questo momento, optare per l'industria petrolifera sia una scelta non strategica e che possa diventare una grande spada di damocle, una grande palla al piede che freni lo sviluppo economico futuro. Infatti al contrario vorremmo che lo sviluppo andasse in tutt'altra direzione: verso economie di innovazione che diventino veramente strategiche.

Molti esperti ed economisti battono il tasto proprio su questi aspetti ed indicano l'uscita dall'era petrolifera la vera strada per un rilancio forte delle economie europee.

Il turismo (o i turismi) moderno è veramente un settore strategico per l'offerta innovativa e di qualità di prodotti nuovi e competitivi del nostro territorio Abruzzese, il quale ha tutte le caratteristiche per poter produrre una offerta di altissimo livello.

Certamente c'è tanto da lavorare per andare in questa direzione.

Però non vogliamo che tutta questa potenzialità, che ha trasformato i trabocchi in grandi attrattori di economia turistica, sia resa vana da impianti di tal genere (pozzo petrolifero con annessa raffineria in mare a pochi km dalla costa, con tutte le conseguenze).

Si potrebbe pensare che non occorra tanto a capire che alcune cose messe insieme sono incompatibili. Anche un padre di famiglia sa indicare al proprio figlio cosa è bene e saggio fare in alcuni momenti della vita sulle scelte importanti per il futuro. Capire cosa è "bene" o "male"per il futuro di un figlio è proprio il compito di un genitore. Lo stesso dovrebbe essere il compito per il nostro territorio e la sua popolazione. Cosa vogliamo scegliere per il suo futuro?

Ventanni al massimo di estrazioni petrolifere (di bassissima qualità) con tutto il seguito che se parte un pozzo ne arrivano poi altri, riparte il progetto Centro oli di Ortona e diventiamo una regione petrolifera (come la Basilicata, dove la gente scappa e non è assolutamente contenta di quella scelta)?

In questo modo ci giocheremmo le nostre grandi potenzialità turistiche, agricole e di tutto l'indotto produttivo. Quale sarebbe il bilancio economico di questa operazione? Secondo i nostri calcoli ed osservazioni il bilancio sarebbe senz'altro negativo.

Abbiamo degli esempi avanti ai nostri occhi come la Basilicata, gli impianti di Taranto, di Gela, di Falconara, di Ravenna, e tanti altri dove gli impianti petroliferi non hanno portato aumento di qualità della vita, aumenti della ricchezza, ma al contrario solo molti problemi e guadagni per pochi".

Associazione turistica di B&B e per il territorio della Costa dei Trabocchi

"Parco Maiella Costa Trabocchi"

Gli operatori TURISTICI della

Rete d'Impresa turistica di Lanciano

"IN.TOUR"

Il Gruppo "SOS turismo Costa dei Trabocchi"

 

 
 
 

FERMARE OMBRINA

Post n°909 pubblicato il 19 Aprile 2014 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

FERMARE OMBRINA DEFINITIVAMENTE

NECESSARIO PERIMETRARE IL PARCO DELLA COSTA TEATINA
E MODIFICARE L'ART.35 DEL DECRETO SVILUPPO IN PARLAMENTO


Bisogna perimetrare urgentemente il Parco nazionale della Costa teatina e modificare in parlamento l'Art.35 del Decreto Passera: solo così salveremo l'Abruzzo dal progetto petrolifero proposto dalla Medoilgas. La sentenza del TAR Lazio del 16 aprile è un tassello straordinario nella lotta contro la deriva petrolifera ma ora bisogna chiudere la partita.

La storia del progetto Ombrina mare corre in parallelo con quella dell'Istituzione del Parco nazionale della Costa teatina. Il primo prende avvio nell'agosto 2002, con la richiesta di istanza di ricerca di idrocarburi nel tratto di mare antistante S. Vito Chietino, mentre l'iter di Istituzione del Parco inizia un anno prima, il 23 marzo 2001, con l'approvazione della Legge 93/2001. Appare paradossale che solo 12 anni dopo sia il TAR del Lazio a far esplodere fragorosamente la contraddizione tra una politica di tutela e valorizzazione del territorio come quella prevista con il Parco e il progetto Ombrina mare 2 che svilirebbe un tratto di mare di una bellezza straordinaria con una piattaforma e una raffineria galleggiante.

In realtà i semplici cittadini sono stati i primi a muoversi, molto prima delle istituzioni, avviando la lotta nel 2008 presentando decine di osservazioni contrarie alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale avviata dal Ministero. Il movimento che si batte contro le trivellazioni da subito ha iniziato non solo a denunciare i gravissimi rischi per l'ambiente e la salute derivanti dal progetto Ombrina mare e in generale dalla deriva petrolifera ma anche a sostenere un'idea concreta per un'economia pulita e sostenibile nella nostra regione.

Maria Rita D'Orsogna, che è stata tra i primi ad impegnarsi contro il progetto, commenta così la sentenza del TAR Lazio: "Questo risultato dimostra ancora una volta l'importanza dell'impegno collettivo: l'Abruzzo non ha eguali in Italia nel contrastare i progetti riguardanti gli idrocarburi, Ombrina è il decimo progetto (vedi elenco in calce) che l'industria del fossile avrebbe voluto installare, ma che i cittadini, le associazioni, i comitati, le amministrazioni, i professori universitari riescono efficacemente a contrastare, coinvolgendo anche una fetta importante delle imprese che operano nella regione nel campo agro-alimentare e turistico. Occorre rendersi conto di quanto potere abbiamo come collettività e usare questo potere per le mille altre emergenze di questa regione: la perimetrazione del Parco della costa teatina, la bonifica dei fiumi malati e il risanamento del territorio della Val Pescara avvelenato dal disastro del polo chimico di Bussi".

Le associazioni e le organizzazioni impegnate in questa lotta lanciano un appello affinché la politica ponga la parola fine non solo sul progetto della Medoilgas ma in generale sulla deriva petrolifera che potrebbe avverarsi in Abruzzo a seguito dell'approvazione della Strategia Energetica Nazionale. Nella SEN, infatti, si prevede di trasformare la nostra regione in distretto minerario con il coinvolgimento anche dell'Adriatico Centrale. È fondamentale che il Ministero approvi senza ulteriori indugi la perimetrazione del Parco che si attende da 13 anni. Il Parlamento deve modificare subito il famigerato Art.35 del Decreto "Passera" che ha riattivato l'iter amministrativo del progetto Ombrina (e di altri pericolosi progetti nei mari italiani). All'impegno dei cittadini non possono corrispondere proclami o atti parlamentari privi di reale effetto. Servono leggi chiare che tutelino il nostro Abruzzo, il cui futuro non può essere nero-petrolio e a rischio di terremoti (si veda il recente rapporto ICHESE sulle relazioni tra estrazioni petrolifere e terremoti, che ha costretto la Regione Emilia Romagna a bloccare ogni nuova trivellazione in tutta la regione) a causa della schizofrenia di un sistema politico in cui a parole sono tutti bravi ad evocare la sostenibilità ambientale ma in pratica troppo spesso si favoriscono i profitti delle lobbies petrolifere.

Le associazioni e i movimenti che hanno organizzato la manifestazione del 13 aprile 2013

INFO: 3683188739 - 3488130092


progetti ostacolati dai cittadini
Mare
505B.R.EL Petroceltic; Elsa Petroceltic Cygam Energy Italia; Ombrina Medoil Gas.
Terra
Colle Santo Bomba Forest Oil; Santa Liberata 1DIR Medoil Gas; Cipressi Adriatica Idrocarburi ENI; San Venere Adriatica Idrocarburi ENI; Agnone Medoil Gas; San Buono Medoil Gas; Centro Oli Miglianico Adriatica Idrocarburi ENI.

 


LA STORIA SINTETICA DEL PROGETTO OMBRINA MARE 2

agosto 2002 la Società Gas della Concordia S.p.A., inoltra richiesta di istanza di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, denominata d.491B.R.-GC, al Ministero dello Sviluppo Economico in un'area dove precedentemente la ERG aveva trivellato il pozzo Ombrina mare 1 che risulta mineralizzato (decidendo di non sfruttarlo).

5 maggio 2005, la Società Gas della Concordia S.p.A. ottiene il permesso di ricerca denominato B.R269.GC, con durata di anni 6 e una superficie a mare di 271,25 Kmq estesa lungo il tratto compreso tra Ortona e Torino di Sangro.

26 aprile 2005, la Società Gas della Concordia S.p.A. cede l'intero ramo d'azienda alla sua controllata Società Intergas Più S.r.l. che, in data 28 luglio 2005, diventa titolare del permesso di ricerca.

3 novembre 2006, la Società Intergas Più S.r.l., presenta al Ministero dell'Ambiente istanza di pronuncia di compatibilità ambientale per la realizzazione del pozzo esplorativo Ombrina Mare 2, 6 dicembre 2007, parere favorevole alla realizzazione del pozzo Ombrina mare 2.

11 marzo 2008, la Società Intergas Più S.r.l. chiede al Ministero dello Sviluppo Economico l'intestazione delle quote di titolarità dei permessi di ricerca e delle concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi alla Società Medoilgas Italia S.p.A.-

16 aprile 2008, il Ministero accorda il passaggio della titolarità alla Medoilgas.

23 giugno 2008, la Società Mediterranean Oil & Gas Plc comunica il completamento del pozzo Ombrina Mare 2, risultato mineralizzato ad olio e a gas, che la Società Italiana Mineraria (SIM) certifica in 20.000.000 di barili di olio di riserve accertate (1P e 2P) e in 140-250.000.000 standard metri cubi di gas.

17 dicembre 2008, la Società Medoilgas Italia S.p.A. presenta al Ministero della Sviluppo Economico istanza di concessione denominata d30B.C.-MD ricadente all'interno del permesso di ricerca B.R269.GC..

3 dicembre 2009, Società Medoilgas Italia S.p.A. inoltra al Ministero dell'Ambiente istanza di pronuncia di compatibilità ambientale relativa al progetto di Sviluppo del giacimento Ombrina Mare nell'ambito dell'istanza di conferimento della Concessione di coltivazione convenzionalmente denominata d30B.C.-MD.

7 ottobre 2010, con parere 541, la Commissione nazionale Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale (CTVA) esprime giudizio negativo di compatibilità ambientale in quanto, la concessione di coltivazione risulta ricadente all'interno delle aree di interdizione individuate dal Decreto Legislativo 29 giugno 2010 n. 128 (Decreto Prestigiacomo).

8 novembre 2010, il Ministero dell'Ambiente comunica alla Società Medoilgas Italia S.p.A., prima della formale adozione di un provvedimento negativo, i motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

22 novembre 2010, la Società Medoilgas Italia S.p.A. invia al Ministero dell'Ambiente le proprie osservazioni circa il parere negativo espresso dalla Commissione nazionale Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale.

23 febbraio 2011, la Società Medoilgas Italia S.p.A. inoltra al Ministero dello Sviluppo Economico istanza di sospensione del decorso temporale del permesso di ricerca, successivamente accordata in data 7 novembre 2011, con efficacia dal 5 maggio 2011 al 5 maggio 2012.

29 aprile 2011, la Società Medoilgas Italia S.p.A. presenta al Ministero dello Sviluppo Economico istanza di riduzione del permesso di ricerca, in modo da renderlo coincidente con l'area dell'istanza di concessione di coltivazione d30B.C.-MD, che viene concessa in data 7 novembre 2011.

23 febbraio 2011, la Società Medoilgas Italia S.p.A. avanza al Ministero dello Sviluppo Economico istanza di proroga triennale del permesso di ricerca che viene concessa in data 27 aprile 2012.

11 luglio 2012, il Ministero dell'Ambiente, in virtù dell'entrata in vigore del Decreto Legge 22 giugno 2012 n. 83 (Decreto Sviluppo) che modifica i termini del Decreto Prestigiacomo, scrive alla Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale (CTVA), non avendo la scrivente, nelle more degli adempimenti di cui al'art. 10bis della Legge 241/90, ancora conclusa la procedura di VIA con decreto di compatibilità ambientale negativo, alla luce della normativa di recente introduzione, chiedendo di proseguire nell'attività istruttoria, a suo tempo intrapresa, al fine di giungere ad una compiuta analisi nel merito del progetto, e invita la Regione Abruzzo a voler far pervenire il proprio parere di competenza.

22 novembre 2012, il Ministero dell'Ambiente comunica alla Provincia di Chieti, ai Comuni di Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto, e per conoscenza alla Regione Abruzzo, alla Società Medoilgas Italia S.p.A. e alla Commissione nazionale Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale, il riavvio del procedimento relativo al progetto di Sviluppo del giacimento Ombrina Mare.

25 gennaio 2013, con parere 1154, la Commissione nazionale Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale (CTVA) esprime giudizio positivo di compatibilità ambientale al progetto di Sviluppo del giacimento Ombrina Mare.

4 marzo 2013, la Regione Abruzzo scrive al Ministero dell'Ambiente evidenziando, oltre al mancato ricevimento delle comunicazioni innanzi richiamate, perplessità sulla legittimità formale e procedurale del provvedimento inerente la compatibilità ambientale del progetto di Sviluppo del giacimento Ombrina Mare.

3 aprile 2013, la Commissione nazionale Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale (CTVA) esprime nuovamente giudizio positivo di compatibilità ambientale sul sito del Ministero dell'Ambiente

13 aprile 2013, sfilano a Pescara 40.000 persone contro il progetto Ombrina mare, con oltre cento associazioni, 3 diocesi, decine di enti locali e numerose organizzazioni di categoria.

8 luglio 2013, il Ministro Orlando invita la Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali del MATTM a disporre un supplemento di istruttoria ai fini della sottoposizione alla procedura A.I.A... La Medoilgas propone ricorso avverso il provvedimento.

16 aprile 2014, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio rigetta il ricorso della Medoilgas.

 

 
 
 

STOP EOLICO SELVAGGIO: APPROVATA MORATORIA ANCHE PER BIOMASSE

Post n°908 pubblicato il 15 Aprile 2014 da emergenzambiente
 
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STOP EOLICO SELVAGGIO: APPROVATA MORATORIA ANCHE PER BIOMASSE
Una vittoria storica per chi ama l'Abruzzo Regione Verde.

Il Consiglio regionale dell'Abruzzo ha approvato oggi la mia proposta di moratoria per gli

impianti fotovoltaici in zona agricola, eolici e per centrali a biomasse di potenza superiore ad

1MW.

 

Inoltre finalmente è stata introdotta una norma che pone un freno all'eolico selvaggio e a tutela dell'avifauna e dell'orso come da tempo richiesto dalle associazioni ambientaliste, dagli esperti e dalle comunità locali.

 

Ai fini della tutela della biodiversità della Regione Abruzzo con particolare riferimento alle specie di avifauna e di mammiferi tutelate a livello comunitario che sono oggetto di mortalità aggiuntiva derivante dagli impatti con gli aerogeneratori, nonchè in attuazione delle previsioni di cui all'accordo PATOM (Piano di azione per la tutela dell'orso marsicano) per quanto riguarda il disturbo per l'orso, è vietata l'installazione di aerogeneratori o gruppi di aerogeneratori aventi potenza singola o complessiva >0,300 Kw nelle seguenti aree:
-Important Bird Areas;
-aree importanti per il grifone così come segnalate dal Corpo Forestale dello Stato;
-aree circostanti in un raggio di 5 km dai dormitori di Nibbio reale segnalati nella Regione Abruzzo;
-buffer area di 2 km attorno al perimetro dei SIC in cui siano presenti Nibbio reale e Nibbio bruno;
-buffer area di 4 km attorno al perimetro delle ZPS;
-aree circostanti in un raggio di 5 km dalle pareti siti di riproduzione accertata di Lanario e Aquila reale e dal punto di nidificazione accertata di Biancone;
-aree circostanti in un raggio di 3 km da cavità o altri siti che ospitano colonie o siti di svernamento - per le specie gregarie - di specie di chirotteri inserite nell'Allegato II della Dir.147/2009/CE;
-aree interessate dalla presenza di orso bruno così come riportato dal PATOM.

 

Purtroppo grazie a Franco Caramanico (SEL) non è passato per un voto il mio emendamento per portare a 3 ettari il lotto minimo edificabile nelle aree agricole. Caramanico si è sentito in dovere di intervenire contro la proposta come hanno fatto Mauro Febbo e Antonio Menna dell'UDC. E' stato in compenso approvato un progetto molto light di Caramanico a parole contro il consumo di suolo a parole perchè non contiene alcuna norma seria e in compenso qualche principio sbagliato. Si è persa una grande occasione per tutelare meglio il nostro territorio agricolo e il paesaggio aggredito dalla cementificazione ovunque.

 

Maurizio Acerbo, consigliere regionale e candidato presidente della Regione Abruzzo

 

 
 
 

Stesso mare stessa spiaggia

Post n°907 pubblicato il 12 Aprile 2014 da emergenzambiente
 
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ACQUE DI BALNEAZIONE IN ABRUZZO. ECCO I DATI. SITUAZIONE IN PEGGIORAMENTO. FIUMI ORMAI COME FOGNE.

COMUNICATO STAMPA FORUM ACQUA DELL'8 APRILE 2014

Acque di balneazione in Abruzzo, ennesimo peggioramento della qualità.

Fiumi ridotti a fogne e discariche ma le strutture regionali cercano le sanatorie e aumentano la pressione antropica sui corsi d'acqua.

L'economia soffre senza misure draconiane per riqualificare l'ambiente.


La Regione Abruzzo ha pubblicato ieri sul suo sito (http://www.regione.abruzzo.it/portale/docs/direzioni/DC/balneazione/2014/DGR-223-310314.pdf) la classificazione della qualità delle acque per il 2014 delle aree di balneazione lungo la costa abruzzese, basati sui dati del quadriennio precedente (2010-2013).

I dati mostrano un generale e vistoso scadimento della qualità rispetto al 2013 che, peraltro, era già stato un anno difficile, tanto che lo stesso Ministero della Salute aveva posto l'Abruzzo tra le regioni con le condizioni di qualità peggiori.

Per poter effettuare un confronto abbiamo paragonato le stesse stazioni monitorate per il 2013 (116 stazioni di monitoraggio), facilmente reperibili sul sito della Regione Abruzzo, e il 2014 (117 stazioni di monitoraggio, allegato A), e questi sono i risultati:
-CLASSE "ECCELLENTE": si passa dal 68% di tratti del 2013 al 46%, un vero e proprio crollo in un solo anno;
-CLASSE "BUONA": si passa dal 9,5% del 2013 al 25% del 2014;
-CLASSE "SUFFICIENTE": si passa dall'8,5% del 2013 al 10% del 2014;
-CLASSE "SCARSA": si passa dal 14% del 2013 al 19% del 2014.
E' evidente il drastico peggioramento, tenendo conto che le altre regioni avevano, almeno fino al 2013, la stragrande maggioranza delle stazioni di monitoraggio nella classe "eccellente" (a mero titolo di esempio, l'Emilia Romagna nel 2013 aveva solo una stazione in classe "buona" e tutte le altre in classe "eccellente").

Si segnala che la Regione nella Delibera ha poi provveduto a raggruppare alcune stazioni (Allegato A1).

Da alcuni anni denunciamo il peggioramento dello stato dei fiumi ridotti a fogne e discariche e la gestione disastrosa delle società di gestione dell'acqua (responsabili della depurazione), alcune delle quali sono ormai in stato pre-fallimentare.

Questi sono i risultati.

Il Forum Acqua si chiede come mai la politica, sia di centro-destra sia di centro-sinistra, non appare voler chiedere conto di tale situazione ai funzionari che da decenni occupano posizioni chiave nell'amministrazione. Quali sono i risultati che può vantare in questo settore l'ing. Pierluigi Caputi, direttore di lungo corso dell'Assessorato ai LL.PP. nonché Commissario per la gestione del Servizio Idrico da oltre 5 anni? Come mai il comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo presieduto dall'Arch. Antonio Sorgi continua imperterrito a rilasciare pareri positivi per intubare a fini idroelettrici fiumi così malridotti? Ci aspettiamo risposte a questi semplici quesiti.

L'Assessorato ai Lavori Pubblici, guarda caso con l'avallo proprio del Comitato V.I.A., sta provando da anni a far approvare un Piano di Tutela delle Acque in cui si chiedono le deroghe fino al 2027 rispetto all'obiettivo di qualità fissato dall'Unione Europea per il 2015 (stato "buono") per i nostri corsi d'acqua. Deroghe che, se approvate, rischierebbero di essere una vera e propria sanatoria per una situazione che danneggia pesantemente l'economia della regione basata in larga parte sul turismo. Quindi da un lato si chiedono le deroghe e dall'altro si continua ad aumentare la pressione antropica sui fiumi. Basti pensare che il Comitato VIA recentemente ha ritenuto di non far assoggettare a Valutazione di Impatto Ambientale l'intubamento del basso tratto del fiume Vomano, dove in alcuni periodi la portata scenderebbe all'8% di quella attuale. Praticamente uno dei principali fiumi della regione trasformato in rigagnolo!

Servono, al contrario, misure draconiane per far rispettare tutti gli obblighi di legge e controlli ferrei sui fiumi.

Per confronto la classificazione per il 2013 si trova al link: http://www.regione.abruzzo.it/portale/docs/direzioni/DC/balneazione/2013/All_A.pdf

FORUM ABRUZZESE DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA
segreteriah2oabruzzo@gmail.com

 

 
 
 

Castel di Lama lascia l'Abruzzo senza aver versato neppure un euro di royalty

Post n°906 pubblicato il 08 Aprile 2014 da emergenzambiente
 
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Castel di Lama lascia l'Abruzzo senza aver versato neppure un euro di royalty

Il WWF: "Ora si concretizzi il no a Ombrina Mare"

Dopo le belle parole e gli ordini del giorno alla politica si chiedono atti concreti

 

 

La concessione a coltivare Castel di Lama di Medoilgas, ENI, Edison e Sviluppo Risorse Naturali, sita tra la provincia di Teramo in Abruzzo e le Marche, libera i territori (184 kmq) dalla sua presenza.

Come tutte le altre 8 concessioni a coltivare in terra d'Abruzzo, Castel di Lama non ha mai versato neppure un solo euro di royalty sulla produzione, non avendo mai superato la franchigia, la quota al di sotto della quale non scatta la tassa calcolata in percentuale sul greggio o gas estratto. Un dato che dimostra chiaramente quello che da anni associazioni, cittadini e realtà economiche vanno denunciando, riguardo i costi e i benefici - ambientali ed economici - di questo genere di attività. Le royalty nelle concessioni a terra sono nei fatti semplicemente inesistenti; in quelle a mare sono veramente ridotte, come già evidenziato nel dossier del WWF "Regali petroliferi anche in Abruzzo".

 

"In ogni caso - sottolinea il presidente del WWF Abruzzo Luciano Di Tizio - lo stato disastroso delle nostre acque e delle nostre coste, tra inquinamento e ingressione marina/erosione costiera, non permette l'accoglimento di ulteriori concessioni, men che meno di una come Ombrina Mare, con la sua vicinanza alla costa, la intrinseca complessità del progetto e la presenza di una nave raffineria in un contesto così delicato e fragile. Dopo le belle parole e gli ordini del giorno, alla politica si chiedono atti concreti anche per rispetto di quei 40mila abruzzesi che il 13 aprile 2013 hanno sfilato a Pescara per chiedere un futuro diverso per la regione verde d'Europa".

 

"Il WWF - spiega Fabrizia Arduini, referente energia WWF Abruzzo - accoglie con soddisfazione la dipartita di Castel di Lama dalle terre abruzzesi e marchigiane, e coglie l'occasione per spingere i politici tutti a dar seguito ai due atti approvati in rapida successione dal Parlamento, rispettivamente nella Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e nella Commissione Ambiente del Senato, entrambi sostanzialmente contrari a nuove concessioni entro le 12 miglia. Bisogna varare immediatamente un Decreto Legislativo che migliori nei punti peggiorativi il Decreto Passera e si conformi alle nuove direttive EU: Direttiva Offshore e Direttiva sulla Strategia del Mare e degli Oceani, anche per eliminare il semplice sospetto di azioni puramente elettoralistiche, poiché la salute della terra e del mare sono un bene insindacabile di tutti gli esseri viventi".

Info 3291574549

 

 
 
 

AMIANTO

Post n°905 pubblicato il 04 Aprile 2014 da emergenzambiente
 
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Discarica di amianto di Ortona. WWF e Medici per l'Ambiente: avviare subito un'indagine epidemiologica ed applicare l'ecoristoro a favore dei cittadini

 

 

ORTONA - All'inizio degli anni 2000, per evitare il proliferare di micro discariche abusive di amianto nel territorio ortonese, l'amministrazione comunale di allora (con Ordinanza Dirigenziale 11/04/2001), decide di dotare il proprio territorio di una discarica dedicata per meglio tutelare la salute dei propri cittadini. Nel 2003 l'impianto della Ditta SMI s.r.l. (Società Meridionale Inerti) in via Taverna Nuova, diventa operativo, ma già nel 2005 la discarica viene chiusa, non avendo ottemperato ai sistemi obbligatori di sorveglianza, controllo e monitoraggio sulla concentrazione delle fibre nell'aria, confermando i sospetti di semplici cittadini che avevano allertato le istituzioni preposte. In quei pochi anni di attività vengono conferiti, secondo il documento "Progetto Amianto" della regione Abruzzo, 19.000 metri cubi amianto lavorato, nel disinteresse dell'allora amministrazione che l'aveva voluta.

 

Il 28/11/2008 la SMI presenta uno Studio di Impatto Ambientale al fine di adeguare il proprio impianto alle caratteristiche fissate dal D.Lgs 36/03 per le discariche di rifiuti non pericolosi. Nonostante le osservazioni prodotte dalle associazioni, le preoccupazioni espresse dal territorio, e le solite promesse della politica, il 15 luglio 2010 viene concessa l'AIA -Autorizzazione Integrata Ambientale.

 

Intanto ad Ortona le microdiscariche di amianto continuano a proliferare e non sappiamo quanto sia stato conferito come matrici cementizie e resinoidi contenenti amianto di casa nostra in quel punto di raccolta, che ricordiamo nasce come un servizio per la città di Ortona, e diviene la più grande discarica di cemento amianto d'Abruzzo , con una capacità di 270.000 metri cubi. Il sospetto che in quel punto di raccolta si sia conferito da tutta Italia e non solo, e così poco dal territorio ospitante, è lecito, dato che i conferimenti abusivi disseminati per Ortona sono continuati imperterriti e nei manufatti della città questo elemento così dannoso alla salute continua ad essere presente in modo cospicuo. Ospitiamo nostro malgrado una discarica in mezzo alle campagne e non ci risulta sia nato un piano di censimento amianto, per la dismissione controllata.

 

A tal proposito l'Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, unitamente all'ISDE Chieti- Associazione Medici per l'ambiente - chiedono al Sindaco D'Ottavio e all'Assessore all'ambiente Roberto Serafini quali azioni siano state intraprese riguardo i punti contenuti nell'AIA -Autorizzazione Integrata Ambientale- sui conferimenti "agevolati "- il cosiddetto ecoristoro- per i cittadini di Ortona.

E, viste le promesse sul coinvolgimento della cittadinanza in merito a impianti di certo impatto, vorremmo capire se il Comune, con le due giunte susseguitesi, e la Ditta S.M.I. srl, si siano incontrati per valutare ed avanzare proposte in merito ad agevolazioni tariffarie per i cittadini, visto che la discarica si sta riempiendo a ritmi vertiginosi e come detto Ortona è piena di questo manufatto intrinsecamente pericoloso.

 

Vorremmo capire, inoltre, se la massima autorità sanitaria della città, il sindaco, abbia richiesto alla passata amministrazione informazioni sulla redazione da parte dell'ASL e dell'ARTA territorialmente competenti di uno studio epidemiologico delle aree limitrofe interessate dalla discarica, a tutela igienico-sanitaria delle popolazioni eventualmente interessate, secondo quanto indicato dal "protocollo operativo" da sottoscrivere tra gli Enti interessati (Regione, Provincia, 'Comune, ASL ed, ARTA)"con eventuale partecipazione della S.M.I. srl, entro 60 giorni dall'avvio delle attività della discarica, così come indicato sempre dall'AIA. Purtroppo noi non riusciamo a trovare nulla a riguardo, nonostante l'indicazione asserisca:"...rendere disponibili al pubblico, sul proprio sito internet o mediante altro mezzo ritenuto idoneo, i risultati dei monitoraggi prescritti nel presente provvedimento;..." ma il sito è introvabile, o in perenne costruzione.

 

Non è possibile che le associazioni e i comitati siano sempre più i depositari delle inquietudini di cittadini riguardo la propria salute, e non chi è preposto a farlo. Consigliamo di informare la popolazione attraverso incontri pubblici, specie sugli impianti più discussi, perchè la sindrome di Nimby - non nel mio giardino - non funziona più come arma di detrazione verso chi si interessa dei propri territori.

 

Ines Palena

Presidente Associazione WWF

Zona Frentana e Costa Teatina Onlus

 

Fabrizia Arduini

Consigliere WWF Abruzzo, referente Ortona

 

Dot. Lucio Zinni

Presidente ISDE Chieti - Associazione Medici per l'Ambiente-

 

 

 

 
 
 

LA STRATEGIA DELLA CONFUSIONE DOPO QUELLA DELLA DISINFORMAZIONE

Post n°904 pubblicato il 03 Aprile 2014 da emergenzambiente
 
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ELETTRODOTTO VILLANOVA-GISSI

LA STRATEGIA DELLA CONFUSIONE DOPO QUELLA DELLA DISINFORMAZIONE

La procedura degli asservimenti ai fini degli espropri coattivi dell'Elettrodotto Villanova-Gissi è stata già avviata. Dopo i diversi ricorsi presentati dai Comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta e da privati cittadini, non vi è stata - e ciò purtroppo accade normalmente con queste opere - la sospensiva dell'esecutività dell'elettrodotto da parte del TAR Lazio.
Il C.A.S.T. (Comitato Ambiente Salute e Territorio) è sommerso ora dalle richieste dei cittadini contattati in questi ultimi mesi dalle società che hanno vinto la gara sulle pratiche di asservimento. Le persone sono insoddisfatte dai preventivi di indennizzo, in alcuni casi non sapevano ancora del passaggio dell'elettrodotto.
IL Comitato smentisce le voci, da chiunque fatte circolare, sul rigetto dei ricorsi amministrativi pendenti contro il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che ha definitivamente autorizzato l'opera nel gennaio 2013.
Le impugnative seguono e seguiranno percorsi diversi: quello del Comitato e di un gruppo di ricorrenti privati hanno avuto già l'udienza di discussione e si attende quindi la sentenza con le relative motivazioni. Per i Comuni (Lanciano, Castel Frentano e Paglieta) non è stata invece ancora fissata la prima udienza.
Molti, a prescindere dai ricorrenti che con l'impugnazione al TAR si sono formalmente opposti all'atto, sono allarmati dalle preoccupazioni per l'avvio dei cantieri, perché hanno di fatto subìto la decisione dei propri Sindaci, nei Comuni che hanno stipulato le intese con Abruzzoenergia. Qui gli accordi stipulati nel corso del procedimento presso i Ministeri competenti hanno contraddetto l'iniziale posizione di contrarietà all'opera.
Nella totale disinformazione che c'è stata sullo stesso procedimento, solo le persone che il Comitato è riuscito a raggiungere organizzando incontri nei vari territori hanno avuto conoscenza della reale portata dell'infrastruttura e dei relativi impatti sul territorio attraversato. C'è ancora chi pensa si tratti di normali "pali della luce".
Per raccogliere fondi che servono per i ricorsi in atto e per continuare a chiarire dubbi e punti critici della tormentata storia di questo elettrodotto,
il C.A.S.T. organizza

un PRANZO DI SOLIDARIETÀ

DOMENICA 6 APRILE, ore 13,00,
presso il Ristorante-Pizzeria Mondo Antico, C.da S. Giorgio 145 di Treglio.
Nelle ore immediatamente successive al pranzo, redazioni e giornalisti sono invitati a confrontarsi con il Comitato e la gente comune.
--

 

 
 
 

6 impegni concreti

Post n°903 pubblicato il 26 Marzo 2014 da emergenzambiente
 
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Le associazioni chiedono impegni non eludibili ai candidati presidente della Regione invitati sin d'ora a un incontro pubblico

Abruzzo - Le associazioni e i movimenti che si riconoscono nel coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo 2014 chiedono impegni concreti ai candidati alle prossime elezioni, impegni molto ambiziosi e precisi, tali da non poter essere assunti in modo demagogico e, soprattutto, facilmente elusi una volta eletti. Insomma, pochi impegni ma chiari e coraggiosi.
Chiediamo da subito un incontro pubblico a tutti i candidati alla Presidenza della Regione, per presentare le nostre proposte ed acquisire i loro impegni, che renderemo subito pubblici.
I sei impegni che seguono sono quelli che riteniamo assolutamente prioritari sul tema della gestione del territorio.
1) Approvare con deliberazione della Giunta Regionale una formale moratoria al consumo del territorio, con il bando totale alla realizzazione di nuove cave, strade, impianti energetici ed industriali, impianti di risalita ed edificazioni non già programmate, fino all'approvazione di un nuovo Piano Paesistico Regionale, di una nuova Legge Regionale Urbanistica e di un nuovo Piano Cave che assumano come priorità la tutela dell'ambiente, oltre che di una nuova disciplina per la Valutazione di Impatto Ambientale a livello regionale.
2) Opporsi nettamente alla realizzazione del "Piano di sviluppo e valorizzazione dell'area aquilana" (cosiddetto "Piano Letta") nel Parco Regionale Sirente-Velino ed in quello Nazionale del Gran Sasso, che prevede ingenti investimenti nel settore degli impianti e delle infrastrutture sciistiche, con gravissimi danni all'ambiente del territorio compreso in un Parco Nazionale, un Parco Regionale, due Zone di Protezione Speciale e vari Siti di Importanza Comunitaria. Si tratta di progetti chiaramente insostenibili sul piano ecologico, in grado di produrre non solo danni paesaggistici ed ambientali irreversibili, ma disastrosi anche su quello economico, considerato che la permanenza del manto nevoso alle quote considerate è sempre più breve e la stagione turistica a questa legata è comunque molto ridotta nel tempo. I Comuni di Rocca di Mezzo e Ovindoli stanno approvando proprio in questi mesi le deliberazioni che propongono la sua attuazione all'Ente del Parco Regionale Sirente Velino e il Comune dell'Aquila è all'attacco per spendere gli ingenti fondi, circa 15 milioni di Euro, che saranno dedicati a nuovi scempi ambientali sul Gran Sasso.images.jpg
3) Lanciare e finanziare un piano di sviluppo alternativo, secondo un modello di sviluppo locale, basato sulla tutela della biodiversità di un territorio straordinario e per molti aspetti unico al mondo. Progetti di questo genere esistono e sono stati finanziati, ma in Abruzzo sono restati per lo più inattuati. Ad esempio, circa dieci anni fa, era stato approvato e finanziato il Programma APE (Appennino Parco d'Europa), che prevedeva una serie d'interventi concreti e dettagliati per il rilancio dell'offerta turistica, del sistema delle aree protette, dei prodotti agricoli ed eno-gastronomici tipici e delle attività artigianali tipiche dell'area appenninica, dalla Toscana alla Calabria. Dei circa 16 milioni di Euro disponibili, ne è stato speso solo uno, in gran parte dalle Regioni Molise e Puglia. La Regione Abruzzo, capofila del Programma, pur avendo approvato decine di validi progetti esecutivi, ha speso solo poche briciole. Un altro programma che si muove nello stesso ambito è quello ideato e finanziato dal Touring Club Italiano nel 2011 per il rilancio dei piccoli centri colpiti dal sisma (Programma VivAbruzzo). Un piano di questo genere potrebbe essere centrato essenzialmente sulle seguenti azioni:
conversione in chiave ecologica dei principali complessi turistico-sciistici, con smantellamento e rinaturalizzazione completa degli impianti obsoleti o inattivi, chiusura e rinaturalizzazione della viabilità minore (es.: SS n. 17 bis di Campo Imperatore dal bivio per Fonte Vetica all'Albergo di Campo Imperatore, SP Colle Corneto di Castelli - Rigopiano di Farindola), realizzazione di una rete di percorsi per sci fondo-escursionismo (es.: traversata Assergi - Campo Imperatore - Piano di Voltigno, con punti ristoro e restauro dei rifugi pastorali abbandonati), potenziamento, sistemazione e valorizzazione della rete dei sentieri escursionistici, nonché dei Centri Visita e di quelli di ricerca ecologica a lungo termine;
realizzazione di estesi interventi di risanamento e rinaturalizzazione del territorio, opere diffuse di rinaturalizzazione (aree contaminate, degradate e denudate, cave, rimboschimenti a conifere, ecc.) e di difesa del suolo (aree in dissesto, sponde fluviali, ecc.);
messa in sicurezza delle acque sotterranee che alimentano gli acquedotti, mediante la costruzione di impianti di depurazione al servizio di alberghi, rifugi, campeggi, centri storici e frazioni di media e alta montagna;
organizzazione di percorsi storici, escursionisti e sportivi per incrementare il turismo (Regi Tratturi, Via di Francesco, altri percorsi di trekking, etc.);
sviluppo del trasporto pubblico a svantaggio di quello privato inquinante (riattivazione e potenziamento della ferrovia Terni-Sulmona-Isernia, manutenzione della viabilità secondaria, autolinee dei Parchi, etc.);
recupero dei centri storici dei piccoli insediamenti abitativi.

La realizzazione del piano, oltre a produrre un graduale aumento del valore dei servizi forniti dall'ecosistema, consentirebbe di incrementare notevolmente l'occupazione; il piano potrebbe essere utilmente finanziato con i fondi già stanziati per l'avvio della realizzazione del "Piano di sviluppo e valorizzazione dell'area aquilana" (cosiddetto "Piano Letta") e con parte dei fondi assegnati all'Abruzzo nell'ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 (pari, in totale, a 432 milioni di Euro!).
4) Approvare entro il 2014 il Piano del Parco Naturale Regionale del Sirente-Velino, sbloccare l'approvazione di quello dei Parchi Nazionali d'Abruzzo e del Gran Sasso, istituire le Aree contigue ai tre Parchi Nazionali presenti in Abruzzo. Attuare inoltre, entro lo stesso anno, pienamente il PATOM per la tutela dell'orso bruno marsicano e rafforzare gli Uffici Regionali per la tutela della fauna selvatica.
5) Operare una profonda revisione del Piano Demaniale Marittimo Regionale in corso di approvazione. Il nuovo Piano Demaniale Marittimo Regionale proposto prevede un'ulteriore occupazione privata del demanio pubblico, con aumenti di cubatura sui litorali delle città in base al numero degli abitanti. Gli incrementi partono del 10% per città al di sotto dei 50 mila abitanti, del 20% oltre i 50 mila, fino ad di arrivare al 30% per città oltre i 100 mila abitanti. Se solo si prendesse in considerazione la situazione esistente in città come Pescara o Vasto, dove l'occupazione del demanio è stata molto pesante negli ultimi anni (tanto da compromettere spesso l'accesso e la stessa vista del mare), questo ulteriore incremento si presenterebbe in parte come una sanatoria di edificazioni abusive accertate ma non ancora demolite e per altra parte quale compromissione definitiva in termini naturalistici e ambientali di interi tratti di litorale. Per incrementare il turismo e salvaguardare le coste, anche dal fenomeno dell'erosione, sarebbe invece necessario improntare il futuro Piano Demaniale ad estesi interventi di rinaturalizzazione degli ecosistemi costieri, bloccando le superfetazioni degli stabilimenti balneari che negli anni hanno compromesso gli ecosistemi e il paesaggio, oscurato la vista del mare e impedito il libero accesso alla spiaggia. Occorre ripristinare la naturalità di ampi tratti di costa, oggi occupati da edificazioni abusive, facendo così ripartire le successioni naturali, in grado in pochi decenni di ricostituire spontaneamente i primi cordoni dunali con il ritorno della flora e della fauna, con aumento della biodiversità e della capacità di opporsi all'erosione della costa.
6) Elaborare ed approvare un nuovo Piano Idrografico di bacino regionale, con le seguenti priorità:
restituzione a tutti i corsi d'acqua della portata idrica necessaria a mantenere i relativi ecosistemi in buoni condizioni;
ripristino delle aree di espansione naturale degli alvei fluviali, potenzialmente ricche di biodiversità e preziose per adattare il territorio ai cambiamenti climatici in atto;
azioni concrete di contrasto all'inquinamento;
restituzione ai corsi d'acqua del materiale litoide accumulato negli invasi artificiali, per consentire il ripascimento spontaneo e naturale delle spiagge.
Su questi impegni, elaborati dal gruppo di lavoro "Territorio" per conto del coordinamento inter-associativo EmergenzAmbiente Abruzzo 2014 e approvati da tutte le organizzazioni aderenti saranno presto organizzate azioni dimostrative.

Al Coordinamento alla data odierna aderiscono le seguenti organizzazioni (elencate in ordine alfabetico): ABC Chieti, Abruzzo Social Forum, Alternativa Abruzzo, Altura Abruzzo, ARCI provinciale Chieti, Assembleambiente, Club Alpino Italiano Abruzzo, Comitati Cittadini per l'Ambiente Sulmona, Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio, Costituente per il Parco della Costa Teatina. Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni, Ecoistituto Abruzzo, FAI Abruzzo, Fiera della Domenica, Forum abruzzese dei movimenti dell'acqua, Italia Nostra Abruzzo, LIPU Abruzzo, Marelibero.net, Marevivo, Miladonnambiente, Mountain Wilderness Abruzzo, Pro Natura Abruzzo, Salviamo l'orso, Stazione Ornitologica Abruzzese, Touring Club Italiano, Unione Sindacale di Base Abruzzo, Villablocc Chieti, WWF Abruzzo, Zona 22.

 
 
 

Gli orsi scompaiono

Post n°902 pubblicato il 15 Marzo 2014 da emergenzambiente
 
Tag: orso
Foto di emergenzambiente

 

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Muore un altro rarissimo Orso Marsicano, era una femmina di 5-6 anni, vani i soccorsi di chi l''ha trovata agonizzante su di una radura a Pescasseroli.
Le cause ancora si conoscono, ma si conosce quel melanconico spazio vuoto, che ruba alla fretta dei nostri giorni, quei preziosi attimi in cui si ha voglia di essere veri.
Gli orsi, per noi abruzzesi sono come quei fratelli buoni, forti e solitari. Peccato che non basta a salvarli da cervelli vuoti di tutto.

Al di la delle cause che hanno portato al decesso dell'orsa, resta inconfutabile la colpa di chi sa solo distruggere,
sotto il falso vessillo di uno sviluppo che di certo è la sua nemesi. Tu sei una parte preziosa di questa terra,
ma stai scomparendo, e anche se per noi è impossibile conoscere cosa dirà domani
la storia, di certo ne sentiamo lo straniamento di quel vivere più finti di un bicchierino di plastica usa e getta.

 

 
 
 

Ombrina entra in campagna elettorale

Post n°901 pubblicato il 14 Marzo 2014 da emergenzambiente
 
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"Non bastano le dichiarazioni: il no alla deriva petrolifera va espresso con i fatti". Bocciata la posizione di Confindustria Chieti che non sa guardare al futuro e all'innovazione

La questione Ombrina Mare entra prepotentemente nella campagna elettorale abruzzese. Il candidato presidente del centrosinistra, Luciano D'Alfonso, ha detto che la questione «non esiste perché io alle bellezze dell'Abruzzo non rinuncio». D'Alfonso del resto il 13 aprile dello scorso anno aveva partecipato alla imponente manifestazione contro le trivelle organizzata dal Coordinamento delle associazioni e dei movimenti che si battono contro la deriva petrolifera alla quale aderirono 47 Comuni, le Province di Chieti e Pescara, partiti e movimenti politici, sindacati, 3 diocesi (Chieti, Pescara, Lanciano), 3 Parchi nazionali, un Parco regionale, 7 riserve e 178 associazioni e organizzazioni varie, comprese le rappresentanze del mondo agricolo, turistico e commerciale.
"Il problema - sottolinea oggi il presidente del WWF Abruzzo Luciano Di Tizio a commento delle dichiarazioni del candidato - è che Ombrina esiste e come, per colpa di una classe politica che non ha saputo dire un no chiaro e deciso neppure di fronte alle migliaia di persone che 11 mesi fa hanno sfilato a Pescara per chiedere un futuro diverso e migliore per un territorio che mai e poi mai accetterà di essere ridotto a distretto petrolifero a vantaggio di pochi e a danno della collettività"."Poniamo al candidato presidente del centro sinistra - rincara la dose Fabrizia Arduini, referente energia del WWF Abruzzo - una semplice domanda: quali azioni concrete intende assumere per favorire un decreto legge ispirato dalla risoluzione 7-00034 dell'on. Mariastella Bianchi, approvata nei giorni scorsi dalla Commissione Ambiente, che in sintesi propone la sospensione delle autorizzazioni per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti petroliferi e ripristina il divieto entro le 12 miglia dalla costa per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 128 del 2010? Oppure un decreto legge che di fatto elimini l'art.35 del Dlgs 83/ 2012, il cosiddetto Decreto Passera, che ha rimesso in pista progetti già bloccati per vicinanza alla costa dal Dlgs 128/2010? Solo una di queste due azioni legislative, soprattutto la seconda, può restituire agli abruzzesi serenità e garantire il rispetto delle loro scelte, rese evidenti dall'enorme successo del corteo del 13 aprile 2013".Il WWF "boccia" invece le dichiarazioni del presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, che continua a ventilare migliaia di inesistenti posti di lavoro legati all'estrazione petrolifera dimenticando gli irreversibili danni, altrove purtroppo quelli sì già misurabili, che la scelta ormai antica del petrolio ha portato per l'agricoltura, il commercio e il turismo, con migliaia di veri posti di lavoro perduti per sempre. "Il WWF - chiosa il presidente Di Tizio - è a favore di progetti innovativi e di iniziative volte a contenere il costo dell'energia e ad aumentare l'occupazione, progetti portati avanti anche da Confindustria a livello nazionale e da molti dirigenti e imprenditori locali capaci di guardare al futuro e non al passato. Su questi il confronto è sempre possibile. È difficile invece dialogare con chi sembra non voler accettare il principio base della democrazia: quel che conta più di ogni altra cosa è la volontà della stragrande maggioranza degli abruzzesi e non gli interessi di un pugno di investitori".

 

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: emergenzambiente
Data di creazione: 05/04/2008
 

REGIONALI 2014 RICHIESTE AI CANDIDATI

2014 richieste ai candidati 

 

IN ABRUZZO SCOPPIAMO DI ENERGIA

TRIVELLE IN VISTA -DOSSIER 2013-

DOSSIER WWF MILIONI DI REGALI

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CARTINA PETROLIO AGGIORNATA AL 2011

 

FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

PETROLIO CHI DECIDE COSA

Lo schema delle autorità competenti può essere riassunto così: -La Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie è la massima autorità nel campo energetico nazionale nell’attribuire i titoli minerari. Nel suo ambito opera l’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e Geotermia (UNMIG), con tre uffici periferici a Roma, Bologna e Napoli, al quale è demandato il compito del rilascio dei permessi, delle concessioni e il controllo delle attività produttive. -Il Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e la Geotermia è il principale organo consultivo del Ministero dell’Industria in materia. E’ nominato per decreto dal Ministro dell’Industria e dura in carica per tre anni. Il Comitato esprime un parere, peraltro non vincolante, sull’assegnazione dei titoli minerari richiesti in concorrenza, e valuta le varie situazioni su cui è chiamato a pronunciarsi, quali la variazione dei programmi di lavoro, l’unificazione degli stessi fra titoli adiacenti interessati alla stessa tematica, l’assegnazione di concessioni di coltivazione alla società o gruppo che ha scoperto il giacimento ecc. Le riunioni del comitato avvengono a intervalli trimestrali. -Il Ministero dell’Ambiente, attraverso la Direzione Generale della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è l’istituto preposto a fornire la valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto industriale e quindi anche di quello relativo al settore degli idrocarburi. Si avvale anche del parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, competenti territorialmente. Alcune competenze specifiche sono demandate direttamente alle Regioni interessate e attraverso deleghe, a Provincia e Comuni.
 

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A ME GLI OCCHI

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
1 - La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare.
3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi.
4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato.
5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente.
6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….
7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...

9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta

10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Noam Chomsky
Fonte: www.visionesalternativas.com.mx