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Creato da no_eolico_selvaggio il 08/11/2008
Impediamo che la nostra terra venga devastata dalla lobby eolica e da sporchi affaristi che stanno svendendo il territorio della Capitanata e del Subappenino Dauno a prezzi di realizzo!
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La società in questione è costituita con una capitale sociale di 110.000 euro, le quote sono divise tra tre soci e una delle quote più consistenti è di proprietà della società Finrex S.A, domiciliata a Lugano in Svizzera.
Le società anonime rappresentano il 90% delle società svizzere, non sono permesse in Italia e hanno la caratteristica di garantire l'anonimato assoluto del cliente-azionista.
Rappresentano la forma societaria perfetta per realizzare opere che richiedono investimenti imponenti e rischiosi: in caso di problemi, la proprietà è talmente frazionata che venirne a capo è praticamente impossibile.
E’ probabile che la S.E.V.A. e la società anonima di Lugano debbano rivedere il loro business plan, perché il “vento” che tira nei paesi garganici non è dei migliori e non sarà facile trovare altre amministrazioni, come quella del Comune di Ischitella, disponibili a svendere il loro tramonto per 300.000 euro l’anno.
Infatti, numerose associazioni garganiche e tanti cittadini, oltre che considerare questa proposta offensiva, temono anche che possa essere emulata da altre amministrazioni che potrebbero autorizzare altri impianti eolici industriali e quindi dare un colpo mortale alla costa Garganica e a tutte le attività ad essa connesse.
Sembrerebbe che questi dubbi abbiano prodotto qualche ripensamento nell’amministrazione di Ischitella, che ha chiesto di ridurre il numero di pale previste dal progetto da 80 a 35.
La richiesta è stata comunicata dall’ing. Corona, rappresentatnte della società S.E.V.A., nei locali della Capitaneria di Porto Manfredonia dove, il 21 Gennaio, si è tenuta la prima conferenza dei servizi prevista per questo tema .
A questo incontro era stranamente assente il Comune di Ischitella che in questo modo conferma le critiche di chi accusa l’amministrazione di evitare qualsiasi confronto pubblico su questo tema.
Sempre in questo incontro, dopo la ferma opposizione del Comune di Rodi Garganico, è stato reso noto che è stata richiesta una partnership al Comune di Cagnano Varano.
Il Sindaco di questo paese ha ribadito che la sua amministrazione è in scadenza e che sarà la prossima ad occuparsi della vicenda.
Nell’incontro è stato inoltre confermato quello che in molti temevano: tutta l'area in mare compromessa dalle pale non potrà essere navigabile e sarà chiusa completamente alla pesca.
La riunione è stata rinviata al prossimo 15 aprile per la necessità di acquisire una nuova documentazione sul progetto che il Comune di Ischitella ha chiesto di ridimensionare.
Sarebbe interessante capire se, la decisone presa dall’amministrazione guidata dal dott. Colecchia , sia il frutto delle critiche che rischiano di isolare l’amministrazione di Ischitella dagli altri paesi garganici, oppure una maniera elegante per cominciare ad uscire fuori da una scelta che diventa ogni giorno sempre più impopolare.
C’è inoltre chi ipotizza che, l’assenza all’incontro, sia stata un strategia messa in atto per evitare di rispondere alle domande scomode che inevitabilmente sarebbero state poste dai rappresentati dell’ associazione ambientalista “Io sono garganico” e dal “Comitato per la tutela del mare garganico”.
Oppure che la riduzione del numero di pale, potrebbe essere una mossa studiata ad arte per dimostrare una disponibilità a trattare e ad accogliere le critiche che sicuramente erano state ampiamente previste da parte della società privata.
Tra l’altro, in molti ipotizzano che se la contrattazione tra la società valdostana e il Comune di Ischitella fosse stata effettuata in una logica di mercato (e non c’è motivo di dubitarne altrimenti non si capirebbe con che criteri sia stata condotta la trattativa) , la riduzione delle pale dovrebbe provocare anche una riduzione degli introiti previsti per l’Ente Comunale.
Nella casse comunali, con il numero di pale ridotte, dovrebbero finire poco meno che 150.000 euro l’anno.
La cifra offerta dalla società valdostana passa dallo “zero virgola qualcosa” del primo progetto allo “zero virgola quasi niente del nuovo progetto”.
I circa 5000 cittadini di Ischitella che forniscono la materia prima, vento e mare, senza dei quali non sarebbe possibile il progetto e finanziano con la bolletta elettrica gli impianti eolici, da questo progetto guadagnerebbero circa 3 euro al mese pro capite.
Un gran bell’affare quello fatto dall’amministrazione di Ischitella: dalla camera e cucina di Gressonay, che si poteva acquistare con 300.000 euro, siamo passati ad un posto macchina in un condomino popolare di Lugano!
Pasquale Trivisonne
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Articolo pubblicato su http://www.adessoilsud.it
La Valle d’Aosta è una delle poche regioni in Italia con una natura pressoché incontaminata, dove gli amministratori hanno una cura talmente estrema per l’ambiente che li porta a regolamentare persino la raccolta delle lumache: massimo 24 al giorno e con un diametro non inferiore a 35mm.

Naturalmente non esiste abusivismo edilizio e i boschi sono utilizzati per fare passeggiate e raccogliere funghi, non certo per incendiarli e fare speculazioni edilizie
La Valle d’Aosta è stata una delle prime regioni che per prima ha opposto un secco rifiuto alla proposta di istallare impianti eolici nel suo territorio.
Evidentemente gli amministratori hanno capito un concetto elementare: il turismo è inconciliabile con le colate di cemento e chi va in montagna, come chi va al mare, pretende che il paesaggio sia il meno contaminato possibile.
In questa bellissima regione, a Gressoney, ha sede la società S.E.V.A. s.r.l., che ha proposto all’amministrazione di Ischitella 300.000 euro per ottenere il parere favorevole all’installazione di una ottantina di pale eoliche al largo di Foce Varano.
Nella città valdostana con questa cifra è possibile acquistare un appartamentino di 60 mq2 composto da camera, cucina e bagno, oppure, un garage dove mettere agevolmente un paio di utilitarie.
A Ischitella, l’amministrazione guidata dal Sindaco Dott. Pietro Colecchia, ha valutato che il tramonto di Foce Varano valesse più o meno quanto una camera e cucina di Gressoney e ha dato parere favorevole al progetto.
La cifra offerta, oltre che offendere l’intera comunità garganica e tutti coloro che amano il Gargano, non si capisce bene sulla base di quale parametri sia stata effettuata e soprattutto perché, l’amministrazione, abbia privilegiato l’impianto off-shore piuttosto di quelli a terra, che garantivano introiti maggiori per il Comune
Infatti, il Comune di Ischitella ha predisposto uno schema di convenzione che prevede una percentuale del 4.5% , più 13.000 euro a Mw installato, per i proventi derivanti da eventuali impianti eolici installati a terra da società private.
Tale percentuale, che è pur sempre una miseria rispetto ai profitti realizzati delle società private, è molto lontana dallo “zero virgola qualcosa” rappresentato dalle 300.000 euro offerti per gli impianti a mare.
A questo punto è d’obbligo chiedersi il perché, gli amministratori di Ischitella, prima preparano uno schema di convezione per gli impianti a terra e poi danno parere favorevole a un progetto off-shore.
Vogliono forse mettere pale sia a mare che a terra?
Inoltre, non si capisce come mai è stata scelta una soluzione che prevede una percentuale che non ha precedenti nel resto della provincia di Foggia e in Italia, dove la media e del 3-3,5%.
E’ stata l’inesperienza, l’approssimazione, l’incompetenza, oppure il solleone estivo ad aver indotto un decisone del genere?
Il progetto suscita forti perplessità anche in merito ad altri aspetti.
Alla proposta è stato dato parere favorevole in un Consiglio Comunale convocato in pieno periodo estivo (19 agosto) a cui erano presenti 9 eletti (compreso il Sindaco) su 16. La minoranza in segno di protesta ha abbandonato l’aula.
Una questione che impatterà sulla qualità della vita di un’intera comunità, che ha provocato vere e proprie rivolte nei residenti, nei pescatori e negli operatori turistici di tutti i posti dove è stata proposta, è stata liquidata con una delibera di due pagine, da otto consiglieri e dal Sindaco, eletti con qualche centinaio di voti.
Ma non è finita qui!
Nella delibera è stato anticipato addirittura il parere di Valutazione di Impatto Ambientale, che non spetta certo al Comune di Ischitella fare, considerando che il progetto ha un basso impatto ambientale.
Ma sulla base di quali studi l’amministrazione di Ischitella ha deciso che il progettto ha un basso impatto ambientale?
Sempre nella delibera si afferma la volontà di “Ischitella di diventare Comune ad impatto zero con conseguenti vantaggi economici per la Comunità”.
Tralasciando l’impatto zero, a proposito di vantaggi economici, ci permettiamo di dare un piccolo consiglio al dott. Colecchia e agli otto uomini dell’amministrazione che hanno approvato quella delibera.
Nella nostra provincia risiedono circa 700.000 abitanti e gli amministratori di Ischitella, possono esser certi che ognuno di noi sarà ben felice di contribuire, con soli 50 centesimi l’anno, a salvare il tramonto di Foce Varano.
Se è questo il prezzo che avete dato al nostro tramonto, cari amministratori, aprite una sottoscrizione e vedrete che in pochissimi tempo raggiungerete quella cifra: non avete idea di quante persone amano la terra che avete la fortuna di amministrare.
Oppure preferite la camera e cucina di Gressonay?
Pasquale Trivisonne
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Articolo pubblicato su http://www.adessoilsud.it
Purtroppo non è così e la lobby eolica, non contenta della distruzione operata sulla terraferma, è passate all’attacco della costa garganica richiedendo, a diversi comuni, concessioni demaniali per l’installazione di impianti eolici nelle loro acque.
E’ il caso dei comuni di Rodi Gargano e di Ischitella che si sono visti indirizzare da una società valdostana, S.E.V.A. s.rl, una richiesta per installare circa 80 pale per un potenza nominale complessiva di circa 300 Mw.
La società S.E.V.A.è pressoché sconosciuta nel panorama eolico italiano, non sembra avere all’attivo nessun impianto eolico in Puglia e addirittura si fa difficoltà a rintracciarne un sito web: situazione impensabile per una società che vuole realizzare opere di questa portata economica.
C’è forse il rischio che anche sugli impianti off-shore assisteremo al solito film già visto sulla terraferma con società che, una volta trovata la strada “burocratica“ giusta, ottengono le autorizzazioni e le rivendono alle multinazionali del settore?
La competenza per l’autorizzazione questo tipo di impianti è dello Stato e ai Comuni è richiesto un parere che comunque non è vincolante per l’autorizzazione ai lavori.
Questo non significa che i Comuni non possano bloccare queste iniziative: gli istituti di credito, non finanzierebbero mai progetti di questa portata economica senza che ci sia il consenso delle amministrazioni e della popolazione residente.
L’Amministrazione di Rodi Garganico, si è opposta al progetto perché l’area interessata, oltre che essere inserita nel Parco Nazionale del Gargano è anche di particolare pregio turistico e naturalistico.
A pochi chilometri di distanza, l’Amministrazione del Comune di Ischitella, che comprende tutto il comprensorio di Foce Varano e parte del lago di Varano, ha effettuato una valutazione opposta a quella di Rodi Garganico e, in un Consiglio Comunale convocato in pieno solleone (19 agosto), ha dato parere favorevole al progetto.
La scelta dell’amministrazione, che vede nel Sindaco un convinto assertore, ha provocato violente proteste nei cittadini di Ischitella e in quelli dei paesi limitrofi, che oltre a non capire l’urgenza di convocare un Consiglio Comunale in pieno periodo estivo, si sono sentiti esclusi da una scelta che impatterà su tutta la costa garganica e non solo sul demanio di Ischitella.
Sul sito Garganonews.it, riferimento importante per la popolazione garganica, si legge di “diaboliche iniziative di alcuni comuni, pronti a risolvere i loro problemi di bilancio…” e si accusa il consiglio comunale di Ischitella di aver deliberato “qualcosa di davvero scandaloso per il territorio, aggiungiamoci vergognoso per l’etica e mancanza totale di chiarezza”.
Parole pesantissime che illustrano egregiamente il clima che si è creato su questa vicenda che interessa tutti i cittadini della Provincia di Foggia e non solo l’Amministrazione di Ischitella, che evidentemente pensa poter disporre di un bene che è un patrimonio di tutti a proprio piacimento.
La situazione è resa ancora più scandalosa perchè al Comune sono stati offerti (non si capisce a che titolo!), dalla società valdostana, la miseria di 300.000 euro l’anno.
A fronte di un possibile utile annuo, per la società privata, di circa 120 milioni di euro (240 miliardi di lire!) al Comune è stato offerto appena lo 0,4% e scandalosamente questa miseria è stata ritenuta congrua dal primo cittadino e dalla sua amministrazione!
Una miseria che non ha eguali in Italia e in Provincia di Foggia, dove le società eoliche non sono state certo di manica larga con i Comuni dove hanno realizzato gli impianti.
Un’offerta del genere dovrebbe indignare e offendere l’intero territorio garganico ed è veramente incredibile che un’amministrazione che dovrebbe preservare il suo territorio, gia in pesante sofferenza, prenda in considerazione proposte simili.
Naturalmente sono stati offerti anche posti di lavoro ma ovviamente senza spiegare, il come, il dove e il quando essi dovrebbero nascere.
Selve di pale eoliche hanno prodotto non più di 40-50 posti di lavoro a tempo indeterminato in tutta la Provincia di Foggia. Non si capisce che posti di lavoro può produrre un impianto off-shore dove la manutenzione è praticamente inesistente.
Il Sindaco di Ischitella, accusato da molti di non avere mai coinvolto la cittadinanza su questo tema, ha partecipato ad un incontro organizzato da un circolo politico di centro destra che lo sostiene politicamente.
L’incontro pubblicizzato (in maniera improvvida secondo qualcuno) sul gruppo che su Facebook si oppone al progetto, ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini, dei rappresentanti di numerose associazioni garganiche, tra le quali il Comitato per la tutela del mare garganico e di “Io sono garganico”.
Dalla registrazione dell’incontro (ascolta) è possibile rendersi conto che non è stato facile per il Sindaco Colecchia e per il suo vice, Leonardo La Malva, tenere testa alle critiche e ai dubbi di tutti coloro che vedono in questa decisione un atto scellerato teso a deturpare irrimediabilmente il territorio e di cui tra l’altro, viste le offerte fatte, non se ne comprendono i reali motivi.
Molto bello e toccante l’intervento di un giovane garganico: Pio Speraddio.
Farò sentire sempre la mia voce perchè amo la mia terra meravigliosa e soffro nel vedere di quanto siamo incapaci di gestirla e valorizzarla. Sono favorevole all'energia pulita però il nostro Gargano, Sig. Sindaco, non è il posto giusto per questo progetto."
E d’altronde come dargli torto, le collanine offerte ai nativi da Cristoforo Colombo quando conquistò l’America, erano una fortuna se paragonate alle trecentomila euro offerte dalla società valdostana all’amministrazione di Ischitella.
Pasquale Trivisonne
Torino 18 Gennaio 2010
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Articolo Pubblicato su http://www.adessoilsud.it
ROSARNO E' TANTO LONTANA DALLA PROVINCIA DI FOGGIA?
Ieri sera nella puntata di Anno Zero, dedicata alla vergognosa deportazione da Rosarno di un migliaio di migranti costretti a vivere in situazioni che nel ricco e opulento occidente non riserviamo neanche agli animali, uno degli ospiti d’eccezione era il giornalista, Fabrizio Gatti, del settimanale l’Espresso.

Più volte nel corso della trasmissione il giornalista ha paragonato, pur con le dovute differenze, la situazione di sfruttamento e di deprivazione vissuta dai migranti di Rosarno a quella dei loro fratelli che, nelle campagne della Provincia di Foggia, raccolgono i pomodori che, trasformati dalle industrie conserviere, diventano “oro rosso”.
Proprio per capire e denunciare queste situazione di sfruttamento, Fabrizio Gatti nel 2006 indossò i panni di un lavoratore sudafricano e attraverso una memorabile inchiesta (leggi) denunciò al mondo che nelle nostre campagne, a pochi chilometri da noi, c’erano uomini e donne privati dei più elementari diritti.
La situazione dei migranti nelle nostre campagne, nonostante le iniziative del governo regionale, non sembrano essere cambiate di molto in questi anni.
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L’avevo detto in un precedente post (leggi) che dei leghisti tutto si può dire meno che sono scemi. Sono razzisti e grezzi (La Padania oggi è stato l’unico giornale al mondo a non riportare in prima pagina la tragedia di Haiti) ma quello che promettono fanno: Calderoli ha mandato a casa tutti i City Manager d’Italia.
Meno male che la commissione che valuta i curriculum vitae al Comune non mi ha accettato la domanda e ha dato il posto ad un altro. Ve l’immaginate che figura avrei fatto?
Neanche un paio di mesi e trac, il contratto diventa carta straccia!
Il lavoro della mia vita l’avrei perso così, da un momento all’altro e per colpa di un leghista che starà godendo come un pazzo, anche perché l’80% dei city manager licenziati sono tutti del Sud.
Pasqualino almeno (che se la ride alla grande!), dopo il galluccio scalifato si è mangiato pure il panettone. A me i crustl e i pupurat mi sarebbero rimasti ngann!
Sono stato fortunato! E chi avrebbe avuto più la faccia di farsi un passeggiata in piazza Duomo?
Lo so bene io come sono sfottenti (e strafottenti) i lucerini!
Manc li can, più sei importante e più vieni messo alla berlina. Mica per mancanza di rispetto anzi, tanto di cappello ( e di coppola!). E avevo voglia dire pitipù e pitipà, che sono un pezzo grosso, uno importante, che se mi arrabbio faccio affondare il Titanic, ………….
Ma è che avendo già uno stipendio, a tanta gente (meno che al mio assistente) proprio non sarebbe andato giù questo fatto.
Che pensavano a me? Già me li sentivo nelle orecchie gli sfottò: – Uì, uì, mò pass u citimanagger : ha fatt a fin sciallett! – Dirett, dirett va cugghji a rucol o castill! Aviv ncarnat u d’ntuzz? Mhhhhh e brav, mo n’ parlam tra cinq ann quann a cambial vace a scadenz nata vote!
Ma il peggio sarebbero stati gli sfottò degli statt attint sugli scaloni del municipio. E chi li voleva sentire: - Buon giorno Direttore, tutt a post? Ha dormito bene? - Che le serve qualcosa? Ancora non apre l’ufficio? Vuole riposarsi un po’ sullo strapuntino?
Per non parlare dei miei amici del circolo che mi avrebbero addirittura dedicato una canzone a ritmo di rap:
Rap rap rap, quist è ù rap dù citimanagger
né capit nint
tu n’zì stat attint
e si rumast senza nint
Rap rap rap, quist è ù rap dù citimanagger
tant dritt
e te fatt fa fess
da chi stà semp citt
Rap rap rap, quist è ù rap dù citimanagger
è inutil che stripitji
ma che lucculji a fà
si mò u statt attint è fà?
Rap rap rap, quist è ù rap dù citimanagger
Però non tutti i mali vengono per nuocere!
Ho saputo, tramite fidati amici che al municipio si è aperto un bando per entrare nel nucleo di valutazione dei dirigenti comunali.
Un bel posto, non c’è da fare niente e magari riesco pure ad occupare l’ufficio a fianco del sindaco che si è appena liberato dal suo inquilino.
Potevo non fare domanda? L’ho fatta (vedi) e so con certezza che la commissione sta valutando attentamente il mio curriculum, anche perché io il lavoro lo farei gratis.
Speriamo bene, anche perché questa volta voglio sapere i motivi di un’eventuale esclusione: come faranno a dire di no se dicono che non ci sono soldi e io il lavoro lo faccio a gratis?
Mi sono consultato con un mio amico avvocato, ricercatore all’università: se non rispondono faccio ricorso, tanto non mi costa niente!
Il City Manager non è stata cosa, u statt attint manc, mò voglio proprio vedere che scusa troveranno questa volta per non farmi salire gli scaloni di Palazzo Mozzagrugno.
Pasquale Trivisonne
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