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Creato da no_eolico_selvaggio il 08/11/2008
Impediamo che la nostra terra venga devastata dalla lobby eolica e da sporchi affaristi che stanno svendendo il territorio della Capitanata e del Subappenino Dauno a prezzi di realizzo!

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Servi e padroni a Lucera!

Post n°50 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da no_eolico_selvaggio

Nel mondo del giornalismo il servilismo è una pratica diffusissima e a voler elencare tutti coloro che, nel nostro paese, si vendono per soldi o per carriera, non basterebbero le pagine dell’enciclopedia britannica.

Uno dei servi  più famosi in questo campo è senz’altro Emilio Fede che, di questa pratica,ne ha fatto  una vera e propria arte.

 

Questo personaggio ha comunque un sua dignità perchè conosce il suo mestiere, quello che dice è frutto del suo pensiero e soprattutto è al servizio di un padrone vero, che lo riempie di soldi   e, quando gli avanzano, di zoccole di lusso.

Sansonetti, ex direttore di Liberazione, è un servo di sinistra  ma, a  differenza di Fede, è un servo con le pezze al culo.

Tra questi estremi, che in qualche modo hanno la coscienza di essere quello che sono,  ci sono coloro che credono di vendersi non per soldi ma per passione, un po’ come  la prostituta Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè. 

Questa è la categoria più numerosa, servi che non si credono servi ma che, pensando  di avere una certa autonomia di pensiero credono di essere il contrario di quello che sono.

Un servo presuppone sempre la presenza di un padrone e quindi, un servo senza padrone o un padrone senza servo è una dicotomia che non può esistere nella realtà

Normalmente, in questa relazione,  si vedono gli  aspetti marginali (carriera e soldi), raramente si analizza  la dialettica che la rende possibile.

Il grande filosofo L. Feurerbach, nella sua opera capitale, “Fenomenologia dello spirito” ha analizzato a fondo questo rapporto ed giunto alla  conclusione che non si è mai completamente servi e mai completamenti padroni.

I servi si credono sempre un po’ padroni e i padroni restano sempre un pò servi.

Qualcuno a questo punto direbbe: ma a me che mi frega di tutto questo? Io mi collego su questo blog per leggere (e ridere) della tua fissazione, mica per annoiarmi con un filosofo morto da un paio di secoli.   

Un attimo di pazienza, datemi il tempo di costruire un minimo di ragionamento che, per  quanto stupido,  giustifichi almeno il tempo che perdo questo blog! Non vi preoccupate, sarete soddisfatti anche questa volta!

Questa riflessione mi è venuta leggendo un articolo pubblicato in questi giorni su un sito web locale, famoso per lo stile del direttore che, nei suoi editoriali, dice e non dice, scrive in codice, manda messaggi trasversali, ammicca, lusinga e il giorno dopo bastona, a seconda  della convenienza del  momento.

Insomma tutto il contrario del comportamento chiaro, libero e disinteressato che dovrebbe caratterizzare chi si occupa di informazione.

Avete capito tutti quale è il sito e non lo linko perché non ho voglia di perdere tempo con gli avvocati.

Qualcuno potrebbe anche dirmi che non ci volevo io a scoprire che su quel sito, a parte i comunicati, tutto è scritto sotto dettatura, o è taroccato  oppure è scopiazzato da Internet.

Il suo direttore (e il suo padrone) ha fatto figuracce colossali e, nonostante questo,  crede che ci si collega al sito per apprezzare la sua profondità di pensiero e non per leggere i messaggi trasversali dettati dal vero padrone del sito.

Quello che mi ha colpito in questo “articolo” è la  spregiudicatezza  nell’utilizzare a seconda della convenienza le persone e il metodo utilizzato per raggiungere i propri scopi.

E’ incredibile l’uso strumentale che si fa delle persone su quel sito. Quando fanno audience si mettono in prima pagina, quando il padrone decide che bisogna bastonarli immediatamente si passa al dileggio.

Il metodo utilizzato nel raggiungere i propri scopi è esattamente lo stesso che utilizza il padrone.

Ricordate Feurbach cosa diceva a proposito dei servi e dei padroni?

In questo caso il padrone ha plasmato il servo a propria immagine e somiglianza e il servo che si sente padrone, utilizza gli stessi sistemi del padrone.

Anche il servo si mette  a disposizione di noi tutti ma,  non avendo il coraggio delle proprie azioni, lo fa in maniera sublimale: crea il problema e si candida per risolverlo.

Due secoli pero non sono passati invano: i padroni sono rimasti sempre gli stessi,  ma adesso ci sono servi che si vendono addirittura per qualche stampante un po’ sofisticata.

Che squallore!

P.s. Un consiglio al mio amico  Pasqualino: mi sei piaciuto molto ultimamente. Il padrone lo stai ancora digerendo, mi raccomando almeno il servo sparagnittill e soprattutt spagnaracill! Sarebbe veramente dura da digerire!

 

Pasquale Trivisonne

 
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