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Creato da no_eolico_selvaggio il 08/11/2008
Impediamo che la nostra terra venga devastata dalla lobby eolica e da sporchi affaristi che stanno svendendo il territorio della Capitanata e del Subappenino Dauno a prezzi di realizzo!
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Arrestato il padrone del vento: Oreste Vigorito
Oggi è una di quelle giornate che ricorderò per tantissimo tempo.
Per festeggiare l’arresto di Oreste Vigorito, il padrone del vento più importante della Provincia di Foggia, ho stappato una bottiglia di un favoloso Passito di Caluso, che avevo riservato per le occasioni speciali, e l’ho accompagnata con uno squisito mostacciolo comprato da De Chiara.
Uno sballo unico, come quello che mi è preso quando mi hanno comunicato la notizia dell’arresto dell’avvocato avellinese, presidente della squadra di calcio del Benevento e padre padrone della IVPC, l’azienda che ha installato decine di pale in provincia di Foggia (leggi qui per una panoramica sulla truffa eolica in Capitanata ), creando pochissimi posti di lavoro (leggi qui) e realizzando profitti stratosferici (leggi qui quanto rende una pala eolica)
Sui reati ambientali non sono un garantista, sono abbastanza political incorrect e, la condanna giusta per questo imprenditore che, qualora venissero confermate le accuse, frodando risorse pubbliche, ha devastato ettari di territorio in Capitanata, dovrebbe prevedere 1 anno di galera per ogni pala piantata nella nostra terra.
I primi impianti che ha realizzato risalgono a circa venti anni fa, sono facilmente riconoscibili perché hanno la base metallica, sono sotto 1 MW di potenza e hanno occupato i crinali più belli del Subappennino.
Continuano a generare profitti incredibili perché i contratti venivano chiusi con percentuali dell’ordine dell’1% e con poche centinaia di euro per i contadini proprietari dei terreni.
Nell’inchiesta inchiesta sono coinvolte ben 12 società (9 con sede in Avellino e 3 ubicate in Sicilia) beneficiarie di contributi per la realizzazione di parchi eolici destinati alla produzione di energia elettrica.
I carabinieri e la finanza hanno fatto anche un giretto di controllo nei magazzini della IVPC di Alberona e non si hanno notizie degli esiti della perquisizione.
Il meccanismo della truffa consisteva nel dimostrare il possesso dei terreni sui cui realizzare gli impianti e di avere enormi disponibilità finanziarie da destinare al progetto.
La titolarità dei terreni, all’atto della richiesta di contributo, era certificata da false attestazioni mentre, per quanto riguarda l’aspetto finanziario, si attestavano fondi inesistenti all’estero.
Sono state sequestrate185 pale eoliche, per un valore totale di euro 153.227.516.
La disposizione legislativa violata è la legge 19 dicembre 1992 nr. 488 che costituisce il principale strumento giuridico italiano per il cofinanziamento delle misure di aiuto dell’Unione Europea.
Oreste Vigorito ha costruito la sua fortuna con capitali americani e giapponesi ed è stato un gran finanziatore di un altro avellinese, caduto in disgrazia come lui: Clemente Mastella.
Ha usufruito attraverso la IVPC di finanziamenti dalla legge 488 per centinaia di milioni di euro.
Nel 2007 ha venduto al colosso britannico IP, International Power, al prezzo stratosferico di un miliardo e 830 milioni di euro la maggior parte dei parchi eolici di sua proprietà.
Con Oreste Vigorito è stato arrestato anche Vito Nicastri, definito dal Financial Times “il signore del vento (leggi qui intervista), suo rappresentante in Sicilia (leggi qui) e già indagato per corruzione negli anni ‘90 (ma allora riuscì a cavarsela col patteggiamento).
Speriamo che questi siano i primi di una lunga serie di arresti per ristabilire un pò di ordine in quella che in tempi non sospetti ho definito la grande truffa eolica.
Pasquale Trivisonne
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