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Creato da no_eolico_selvaggio il 08/11/2008
Impediamo che la nostra terra venga devastata dalla lobby eolica e da sporchi affaristi che stanno svendendo il territorio della Capitanata e del Subappenino Dauno a prezzi di realizzo!

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La Capitanata: un territorio in svendita a prezzi di realizzo!

Post n°52 pubblicato il 12 Novembre 2009 da no_eolico_selvaggio

Non sono un giustizialista e spero che l’avv. Vigorito venga restituito all’affetto dei suoi cari quanto prima ma, non sono neanche un ipocrita e quindi, rivendico fino in fondo il fatto che alla notizia dell’arresto ho gioito, poiché spero che questa potrebbe essere l’occasione per capire i tanti punti oscuri su una storia, l'eolico, che ha devastato intere porzioni d’Italia e in particolare della provincia di Foggia.


L’avvocato Vigorito, oltre che essere uno dei maggiori imprenditori del settore eolico in Italia è anche il presidente dell’ANEV, l’associazione di categoria degli industriali di questo comparto.

E’ il responsabile, nel  bene e nel male, dello sviluppo eolico in Italia.

E’ accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, per aver indebitamente percepito contributi pubblici per la realizzazione di parchi eolici destinati alla produzione di energia elettrica.

Delle sue responsabilità se ne occuperà la giustizia penale e amministrativa e spero per lui che queste accuse risulteranno  infondate e che il tutto si risolva con un errore giudiziario ma, qualora l’impianto accusatorio venisse provato, ci troveremo dinanzi ad una truffa di proporzioni colossali e che, cosa ancora più grave, ha contribuito da distruggere interi porzioni di territorio di smisurata bellezza in cambio del nulla.

Sull'eolico in Italia, incentivato oltre ogni limite, per anni è calata una cappa di silenzio che ha avvolto consigli regionali, provinciali e comunali di destra, di sinistra e di centro.

Si è sviluppato un malaffare a tutti i livelli,  con situazione incredibili dove,  assessori comunali, con deleghe all’eolico, prima trattano per il rinnovo dei contratti eolici e subito dopo la firma sono assunti dalla società eolica con cui hanno trattato.

Nella Provincia di Foggia, sono installate centinaia di pale eoliche, che producono milioni di euro di guadagni per i proprietari degli impianti e per gli istituti di credito che finanziano le opere. Di tutti questi soldi, le briciole sono finite ai comuni e ai contadini costretti, dalla  crisi agricola , a chiudere contratti capestro. 

Un territorio irriconoscibile, interi crinali stravolti, selve di pale che ormai dominano l’orizzonte da qualsiasi parte lo si veda.

Tutti gli impianti eolici installati in Capitanata  sono stati realizzati senza alcuna programmazione e in assenza di un Piano Energetico.
Solo una infinitesima parte degli impianti è stata realizzata valutando l'impatto ambientale (V.I.A.) che le centrali eoliche industriali  hanno sul territorio e addirittura 377 torri (220 MW) che   sono state realizzate prima del 2002 non sono state sottoposte ad alcuna  procedura. 

La Capitanata sta  trasformando la sua millenaria economia da prevalentemente agricola  a prevalentemente industriale, con impianti industriali  con  scarse ricadute occupazionali e che quindi, producono immensi  profitti e pochissimo salario.

Profitti generati dallo sfruttamento di risorse pubbliche, il vento e il territorio, che appartengono a tutti ma che gonfiano le tasche di pochi soggetti.

Un intero  territorio è stato messo in svendita al miglior offerente e ormai l'accaparramento  di terre utili ad ospitare industrie enrgetiche di tutti i tipi è  diventata una vera e propria professione.

Siamo arrivati a quel fenomeno, definito come "industrializzazione senza sviluppo", che costituisce, da un lato un paradosso della società postmoderna, una sorta di neocolonialismo, e da un altro una criticità a livello locale poiché non produce nessun tipo di sviluppo economico.

A cosa servono queste imprese se non creano posti di lavoro in una terra dove la disoccupazione è il problema fondamentale?

Tutti questi milioni di euro di profitti hanno forse cambiato il corso della vita di chi abita nei paesi dove sono stati installati questi impianti?

Giustificano un tale scempio del territorio e l'inquinamento sociale ed economico provocato da questi impianti, i circa cinquanta posti di lavoro a tempo indeterminato che tutte le società eoliche hanno creato in Provincia di Foggia?

Tutto questo inoltre è aggravato dal paradosso che rischiamo di diventare i primi produttori in Italia di energia cosiddetta pulita ma, in un territorio pesantemente  inquinato, con patologie tumorali in aumento e dove, i profitti incredibili generati da queste industrie "verdi"non sono utilizzati neanche a compensare i danni ambientali creati dagli ecomafiosi che avvelenano quotidianamente, con le loro discariche autorizzate e non, la nostra vita.

 

Pasquale Trivisonne

 

 
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