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Creato da no_eolico_selvaggio il 08/11/2008
Impediamo che la nostra terra venga devastata dalla lobby eolica e da sporchi affaristi che stanno svendendo il territorio della Capitanata e del Subappenino Dauno a prezzi di realizzo!
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Mini eolico e fotovoltaico: la nuova emergenza
Articolo pubblicato su http://www.adessoilsud.it
La Puglia sta vivendo una situazione di vero e proprio caos nel settore energie alternative che, invece di rappresentare un’occasione di sviluppo, stanno devastando interi territori.
Non è ancora cessata l’emergenza relativa all’eolico industriale e altre due emergenze si stanno affacciando all’orizzonte: il mini eolico e il fotovoltaico.

Sono centinaia i progetti presentati negli uffici dei Comuni della Provincia di Foggia e sembrerebbe che anche a Lucera siano depositate decine di richieste di autorizzazioni per impianti eolici inferiori a 1 Mw di potenza e per impianti fotovoltaici.
Questo tipo di impianti eolici è composto da torri di cemento alte 100 metri, con rotori di 70-80 metri che, dal punto di vista dell’impatto ambientale, provocano pressoché gli stessi effetti degli impianti industriali.
La procedura per ottenere l’autorizzazione è molto più semplice di quella per gli impianti industriali e sono i Comuni a mettere il sigillo finale sulle autorizzazioni necessarie.
Nati per soddisfare le esigenze di approvvigionamento energetico per piccole aziende, nei fatti sono utilizzati dalle stesse società che, dopo aver installato decine impianti industriali, utilizzano il mini eolico per realizzare ulteriori impianti.
Si sta grattando il fondo del barile, servendosi di prestanome e di società create all’ultimo minuto, che hanno lo scopo di ottenere le autorizzazioni, grazie agli agganci a livello locale, per poi rivenderle a chi ha i capitali per realizzare i siti.
E come si può grattare ancora di più il fondo? Con una becera aggressione giuridica da parte delle società eoliche, la cui unica aspettativa è quella di metter le mani sul territorio comunque e dovunque, senza limiti e senza ritegno, con l'unico obiettivo vorace e affaristico di intercettare le colossali sovvenzioni.
Anche calpestando l’etica!
Pur di sedersi al lauto banchetto, si presentano progetti fuori dai periodi previsti dalla normativa regionale, fidando in ricorsi al T.a.r. e improbabili sentenze della corte costituzionale.
Si sta assaltando giuridicamente, con ricorsi al TAR, il Regolamento eolico regionale (che pure non è questo eccezionale esempio di tutela e garanzia), perchè anche l'ultimo stadio di questo cancro possa compiersi: rimuovere l'ultimo ostacolo, ossia il divieto sulle Aree Protette e i siti Natura 2000, e garantirsi cosi licenza di irruzione anche negli ultimi avamposti di Natura e di Paesaggi.
A questa situazione si deve aggiungere la “leggerezza” delle valutazioni ambientali regionali. 1644 torri eoliche (2600 MW) discutibilmente realizzate o approvate positivamente al parere ambientale, di cui ben 1544 torri (oltre 2400 MW) hanno goduto dell’esclusione dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), integrando cosi l’assenza di adeguata evidenza pubblica nei procedimenti .
I Comuni letteralmente assediati,oltre che da decine di progetti di centrali eoliche, ora anche da valanghe di D.I.A. per macchine da 1 MW. Una situazione che manda in tilt gli uffici
comunali con conseguenti ricorsi amministrativi delle società e che rende vane quelle speranze di un corretto governo del territorio.
La situazione è talmente compromessa che la Provincia di Foggia “prende tempo” imponendo valutazioni di impatto ambientale che fino a poco tempo fa erano riservati a pochissimi progetti.
Innegabile, quindi, il fuori controllo totale della proliferazione eolica in Puglia determinato dalle insufficienze della politica a cominciare da quella regionale, che implicitamente ha collocato in secondo piano i valori inalienabili del territorio a vantaggio degli interessi dell’industria eolica ed in nome di uno sviluppo delle “fonti rinnovabili”.
Pasquale Trivisonne
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