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Creato da no_eolico_selvaggio il 08/11/2008
Impediamo che la nostra terra venga devastata dalla lobby eolica e da sporchi affaristi che stanno svendendo il territorio della Capitanata e del Subappenino Dauno a prezzi di realizzo!

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Rosarno e' tanto lontana da noi?

Post n°72 pubblicato il 19 Gennaio 2010 da no_eolico_selvaggio
 

Articolo Pubblicato su http://www.adessoilsud.it

ROSARNO E' TANTO LONTANA DALLA PROVINCIA DI FOGGIA?

Ieri sera nella puntata di Anno Zero, dedicata alla vergognosa deportazione da Rosarno di un migliaio di migranti costretti a vivere in situazioni che nel ricco e opulento occidente non riserviamo neanche agli animali, uno degli ospiti d’eccezione era il giornalista, Fabrizio Gatti, del settimanale l’Espresso.


Più volte nel corso della trasmissione il giornalista ha paragonato, pur con le dovute differenze, la situazione di sfruttamento e di deprivazione vissuta dai migranti di Rosarno a quella dei loro fratelli che, nelle campagne della Provincia di Foggia, raccolgono i pomodori che, trasformati dalle industrie conserviere, diventano “oro rosso”.

Proprio per capire e denunciare queste situazione di sfruttamento, Fabrizio Gatti nel 2006 indossò i panni di un lavoratore sudafricano e attraverso una memorabile inchiesta (leggi) denunciò al mondo che nelle nostre campagne, a pochi chilometri da noi,  c’erano uomini e donne privati dei più elementari diritti.

All’improvviso l’articolo di Gatti e le polemiche che seguirono  ci costrinsero ad aprire gli occhi e a vedere che a pochi chilometri dalle nostre case, in tuguri abbandonati e in condizioni igieniche aberranti, vivevano essere umani come noi, Poveri Cristi, costretti come tanti nostri nonni e genitori a cercare fortuna lontano dal proprio paese d’origine.
 
Tutto questo nell’indifferenza dei partiti, dei sindacati, delle associazioni di categoria, degli ispettorati del lavoro e di tutti coloro che dovrebbero vigilare ma che spesso chiudono gli occhi perché il bussines del pomodoro è molto redditizio.
 
Questi nostri fratelli, costretti a stare con la schiena china sui campi dall’alba al tramonto, schiavizzati dai caporali e affamati con paghe talmente basse che fanno si che il pomodoro sia uno dei pochi prodotti che non conviene importare dalla Cina.
 
Un rapporto del 2005 della Confagricoltura mette in evidenza come “…i costi italiani della produzione di concentrato di pomodoro siano paradossalmente inferiori a quelli dei prodotti cinesi”. Questo dato viene ripreso da Le Monde nell’inchiesta “I pomodori dell’ipocrisia” che accompagna un articolo di cronaca “Schiavi in Italia”, in cui si ritorna sulla drammatica situazione dei lavoratori stagionali nell’agricoltura. Le ragioni della paradossale inversione di tendenza nei costi sono da ricercarsi, secondo il quotidiano francese, “…nei bassi salari garantiti ai lavoratori clandestini (da 2,5 a 3 Euro all’ora dai quali i caporali prelevano ancora la quota dovuta a fantomatici servizi resi) e negli aiuti comunitari, valutabili in 30,5 Euro per tonnellata di prodotto”. Una situazione economica che rende estremamente appetibile l’industria della trasformazione del pomodoro: secondo Le Monde, le organizzazioni criminali italiane hanno ormai abbandonato il traffico di esseri umani, concentrandosi sullo “…sfruttamento del pomodoro molto più redditizio, in particolare per la Camorra, che detiene quasi il monopolio della trasformazione dei frutti raccolti in Puglia”.

La situazione dei migranti nelle nostre campagne, nonostante le iniziative del governo regionale, non sembrano essere cambiate di molto in questi anni.

Nel settembre del 2008, per il sesto anno consecutivo, Medici Senza Frontiere ha realizzato attività di promozione igienico-sanitaria nei siti in cui vivono centinaia di immigrati, impegnati nella raccolta del pomodoro in provincia di Foggia, in particolare nel territorio dei comuni di San Severo, San Marco in Lamis, Cerignola, Stornarella, Manfredonia e Foggia. Con l'obiettivo di migliorare le condizioni sanitarie, MSF ha distribuito agli immigrati circa 1200 kit contenenti: una tanica da 20 litri, una bacinella, una caraffa, sapone, dentifricio e spazzolino da denti.
 
Nell’ottobre del 2009 , in provincia di Foggia, MSF ha individuato una popolazione di almeno 2mila migranti, per la maggior parte provenienti dall’Africa sub sahariana e senza permesso di soggiorno, che versano in condizioni spaventose.
 
"In Puglia come in altre regioni, Calabria in primis, la situazione è drammatica come MSF ha evidenziato nel rapporto Una stagione all'inferno (leggi). Le condizioni di lavoro, vita e salute degli stagionali sono drammatiche, indegne per un paese dell’Unione Europea", dichiara Antonio Virgilio, responsabile dei progetti italiani di MSF.
 
Rosarno non è poi tanto lontana da noi!

Pasquale Trivisonne
Torino 15 gennaio 2009

 

 
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